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Brexit è Independence Day

venerdì, 24 giugno 2016

La Gran Bretagna sceglie l’Indipendenza ed esce definitivamente da questa fallimentare esperienza di Unione Europea

Quali sono i motivi che hanno determinato questa scelta?

Tentiamo una analisi

1)

la ribellione del popolo britannico ai poteri finanziari che valicano, condizionano e governano i poteri dello stato, alle bolle finanziarie che arricchiscono le lobby e vengono pagate dal popolo dei cittadini, dalle crisi finanziarie ingovernate da una politica sempre più vile ed asservita ai poteri forti e alle lobby

2)

un NO forte e deciso alla partecipazione ad una Unione Europea che scrive ogni giorno di più la parola fine alla storia, alla cultura e alla sopravvivenza stessa dei popoli europei, aggrediti e sottomessi alla invasione musulmana d’Europa e d’Occidente, invasione che trova nei musulmani Barack Hussein Obama II e Sadiq Khan la massima espressione e tutela, il tradimento incarnato dei valori e della esistenza stessa dell’Occidente e dell’Europa, cancellata e abiurata da una Unione Europea politica e burocratica sottomessa al nemico giurato di ogni aspetto e di ogni valore civile, cristiano ed europeo della civiltà democratica occidentale ed europea, della difesa e non della abiura della libertà dei popoli

3)

il tentativo di imporre ai popoli europei scelte fatte per difendere interessi non europei, non autoctoni, non liberi, non civili, non democratici e non occidentali, soprattutto, non europei ed anti-europei

4)

il fallimento delle politiche laburiste e democratiche europee ed occidentali, il fallimento ed il tramonto definitivo delle sinistre europee ed americane, distinte e distanti dai popoli e dai territori che hanno spergiurato di difendere e che invece hanno platealmente tradito, nel limite delle reazioni messe in atto da Thomas Mair e Anders Breivik, segnali allarmanti di una montante reazione violenta che è stata volutamente ignorata e sminuita da politici e burocrati europei di sinistra, vera palla al piede del futuro europeo, americano ed occidentale

5)

la proditoria ed arrogante imposizione europea del far pagare il peso enorme dei paesi viziosi del sud ai paesi virtuosi nord:

in questo senso si vede benissimo il nodo centrale del NO alla UE da parte dei britannici, affatto interessati ad alimentare un sistema finanziario e bancario fallito e mafioso, condizionante ogni scelta del governo UE e dei governi delle sinistre in Europa, un disastro che partì proprio dalle bolle finanziarie britannica e americana, un fallimento che i popoli europei sono stati costretti a pagare per mettere a tacere la sottomissione assoluta dei governi politici di sinistra (falso-democratici e finto-moderati) alla finanza, alle banche, a quei poteri che fanno i soldi con i soldi e non con il lavoro

6)

la mancata eliminazione del terrorismo islamico, annunciata dai leader politici francesi come un pericolo con il quale occorre convivere, un pericolo ed un terrore che i politici francesi di sinistra dichiarano di non voler combattere ed eliminare (o di combattere solo a parole, come fa il presidente americano Obama), in favore di una “invasione musulmana europea inevitabile” e favorita dal tradimento delle leadership europee

Credo che il quadro analitico sia completo, almeno nelle sue principali indicazioni, azioni e reazioni

In ultimo possiamo aggiungere che questa Unione Europea, costruita a danno e non a sostegno, difesa e tutela dei popoli europei è meramente e miseramente fallita, caduta nella polvere della arroganza di una leadership politico-istituzionale che di politico, non ha proprio nulla

La Brexit è punto di non ritorno cui la politica ha portato e cui la politica non può rispondere

L’Indipendenza e la Libertà dei popoli europei è valore superiore a qualunque ideologia di sinistra, a qualunque predominio musulmano, a qualunque sottomissione cristiana, a qualunque progetto di “Aktion T4″. di annientamento, disgregazione e distruzione dall’interno del genoma europeo ed occidentale, di qualunque follia incarnata da un indirizzo politico suicida, responsabile del tentativo di sterminio programmato delle razze europee, delle religioni europee, della civiltà europea, del modello occidentale

L’invasione musulmana favorita dalla leadership europea tradisce i popoli europei e ne determina l’esclusione, ne programma l’eliminazione scientifica fallisce in questo NO, in questa Brexit che afferma il valore europeo contro il valore dell’odio e dell’annientamento europeo

Siamo al punto di non ritorno, siamo al punto di svolta:

questa Unione Europea finisce qui

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La politica senza senso compiuto

giovedì, 3 ottobre 2013

La competizione e l’antagonismo politico in tutto il mondo si compone intorno a maggiore o minore presenza dello stato sulla e nella economia.

Ovunque tranne in Italia, laddove la politica ha il grande limite del vizio.

Vorrei, al fine di farvi comprendere quanto sia singolarmente vizioso il sistema pubblico idagliano fare un piccolo confronto:

se lo stato federale americano ha 800mila dipendenti pubblici rispetto a 300milioni di abitanti ed un territorio centinaia di volte più esteso, perché la piccola italietta si consente l’impagabile lusso di avere oltre un milione e mezzo di addetti (dipendenti pubblici) nel solo settore della scuola rispetto a soli 60milioni di abitanti?

Eppure, tutti affermano che l’Italia sia un paese la cui popolazione divenga ogni giorno più vecchia:

saranno allora le esigenze degli anziani ad assorbire tanta forza lavoro nella scuola?

Come vedete da questo piccolo paragone, l’idaglia degli idagliani appare un ridicolo e pesante carrozzone senza cocchiere.

E la raccapricciante crisi politica vissuta in questi giorni lo prova:

nessuna dichiarazione del bizantinismo politico italiano in questi giorni copre il rapporto fra politica e popolo, fra governo e governati, fra stato e cittadini, fra istituzioni e servizio pubblico.

Nessun pensiero politico espresso interviene fra quello che i politici dicono e quello che lo stato fa, nessun membro della casta si è schierato pro o contro uno snellimento dello stato o un neo-interventismo della cosa pubblica nelle cose private.

In questa condizione dell’assurdo italiano appare invece nitida la centralità politico-strategica della questione del debito pubblico nel mondo.

In questa competizione spesa pubblica versus debito pubblico, se Atene-Londra piange, Washington-Sparta non ride.

Lo shutdown americano dei servizi pubblici mette il presidente e leader democratico Barack Hussein Obama II dinanzi a un dilemma:

tagli lineari alla pubblica amministrazione americana oppure innalzare il tetto del debito pubblico?

Obama sceglie per gli USA la strada viziosa ed affatto virtuosa di pagare con aumenti del debito pubblico i deficit di bilancio.

Ma non è affatto detto che il liberismo radicale repubblicano consentirà di percorrere questa via senza uscita dalla crisi del debito americano, poiché se per pagare debito pubblico si emette e si contrae nuovo debito pubblico si comprende chiaramente che questa spirale non avrà mai fine.

Il caso britannico, nelle dichiarazioni annunciate di nuovi tagli lineari alla spesa pubblica britannica da parte del premier e leader conservatore David Cameron, rende limpido e trasparente il campo di battaglia politica in un paese normalmente arredato, abitato, rappresentato e governato.

Dopo una manovra di quasi 100miliardi di sterline e tagli lineari al welfare con conseguente perdita di circa 500mila posti di lavoro pubblici infatti, ecco prospettarsi una nuova manovra all’orizzonte britannico, ancora con tagli lineari questa volta a danno di sussidi di disoccupazione e alloggi.

Alla luce di questo sempiterno braccio di ferro planetario, i popoli ed i paesi viziosi potranno meglio imparare quanto sacrificio si nasconda dietro il termine “paese virtuoso”:
virtuosi non si nasce, si diventa per volontà e continuità, come pure viziosi.

In questi giorni e mai come in questi giorni è chiaro in tutto il mondo occidentale quali siano le parti politiche, quali le questioni di parte, quali le sempre difficili scelte antagoniste possibili nell’affrontare una devastante crisi del debito pubblico come è quella di questi primi anni del terzo millennio.

Ma proprio in questi giorni abbiamo assistito in Italia, allucinati e raccapricciati, ad una crisi politica e di governo risolta senza mai rendere pubblico con quale metodo il governo affronterà e risolverà la crisi del debito pubblico italiano:

tagli lineari alla spesa pubblica, ovvero innalzamento del tetto del debito pubblico?

Ai posteri l’ardua sentenza, poiché ai contemporanei è vietato anche solo averne coscienza e informazione.

E la chiamano democrazia.

“…. Così muore la democrazia: per abuso di se stessa.

E prima che nel sangue, nel ridicolo.”

Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X