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Austerità – Sparpaket – Austerity – λιτότητα – Austérité – Austeridad

domenica, 11 agosto 2013


Austerità.

Questa tecnica salva-vita per paesi viziosi della periferia europea altrimenti denominati PIGS non piace alla cultura politica anglosassone ed americana che cercano invece entrambe di affermare che, la crisi globale attuale e la conseguente recessione, sarebbero figlie delle politiche di austerità.

Affermazione pazzesca ed al limite del delinquenziale.

Dimostriamo il perché.

La crisi finanziaria globale che ha nvestito tutto il mondo occidentale ed europeo è stata innescata da giochi spericolati della finanza americana ed è nata con la recessione mondiale scatenata dalla crisi dei “sub prime”.

Quindi, la crisi economicia, finanziaria ed industriale è stata certamente scatenata da bolle occidentali, americane ed anglosassoni, e non certo per condizioni di crisi strutturale europea, russa, cinese o indiana, cui invece e solo successivamente si è allargata la crisi, assumendo connotati globali.

Eppure, sia gli inglesi che gli americani continuano a puntare il dito contro le politiche di austerità avviate dalla Unione Europea per ridimensionare alle nuove altezze strutturali di produzione di ricchezza e di benessere ed adeguare conseguentemente le allegre e pazze spese pubbliche dei paesi viziosi distrutti da patologici criteri di redistribuzione della ricchezza e minati alla base da forti condizionamenti mafiosi e corruttivi, condizionamenti che non desiderano una austertà nelle manovre finanziarie pubbliche come non desiderano contenimenti della spessa pubblica a controllo di debiti pubblici a dir poco inquietanti poiché tale austerità, impedisce l’illecito arricchimento a danno delle pubbliche amministrazioni da parte di furbetti e furbizie di ogni genere e grado.

Un esempio su tutti e calzante come un guanto sono i mega-appalti italiani come il progetto della costruzione di un ponte sullo stretto di Messina, successivamente abbandonato perché additato d’essere solo l’ennesimo modo per finanziare mafia e corruzione da parte della casta politica.

Stesso dicasi per il fenomeno NO TAV o per la polemica sollevata dall’acquisto in violazione al regime di austerità che coinvolge i paesi periferici europei di un certo numero di aerei da guerra americani F35 da parte del governo italiano.

Va annotato che l’austerità italiana è solo nominale in quanto la casta politico-burocratico italiana continua a spendere i danari pubblici in maniera inaudita ed ingiustificata, quasi come se la crisi non esistesse, quasi come se l’aumento della spesa pubblica e del debito pubblico potessero esorcizzare invece di allettare il mostro della miseria e della povertà che ingombra i cieli italiani.

Anche il governo all’italiana della BCE ha tentato di indirizzare le linee guida anti-crisi europee nella direzione di nuovi finanziamenti e nuovi sprechi di danaro pubblico a sostegno di spese e debiti erogati e contratti in modo del tutto superficiale e scorretto dai paesi viziosi europei nella incredibile convinzione che i paesi virtuosi europei avrebbero continuato a pagare e senza batter ciglio il vizio italiano come il vizio greco, vizi che si possono esprimere in pensionamenti di massa poco oltre la soglia dei 40 anni, assunzioni clientelari e famigliari di massa nella pubblica amministrazione senza scopo pubblico e senza merito privato, finanziamenti immeritati ed ingiusitficati di giornali e sindacati, partiti politici e dei famigerati amici degli amici.

Il nein tedesco e il downgrade del fondo salva-stati hanno messo fine a questa ennesima ingiustizia che fa dell’austerità un capro espiatorio per tutti i mali generati irresponsabilmente da eserciti di politici inetti, incapaci, interessati, idioti, mascalzoni e disgraziati che hanno fatto dello spreco, del ladrocinio, del metodo mafioso e della corruzione sia morale che materiale, vere e proprie prassi criminali e criminogene, strutture dai piedi di argilla distruttive del benessere e della ricchezza che sono crollate per prime ai primi venti di crisi.

Ma per viziosi, mafiosi e corrotti la causa della crisi italiana è e resta la moneta unica europea, la costruenda eurozona unitaria politica, finanziaria ed economica, l’austerità e le politiche di risanamento, di ammodernamento, di riforma e di liberalizzazione dei mercati interni di stati assai arretrati e degradati.

Per questi viziosi la soluzione della crisi starebbe tutta nella assunzione dei raccomandati della casta nella pubblica amministrazione italiana, maligna oportunità che viene usata come esca dalla casta dirigente italiana per tentare di illudere ancora una volta il popolo che versa in condizioni di estrema necessità, disagio e bisogno, per spremerne ancora consenso elettorale da deludere poi inesorabilmente indicando ancora come limite alla crescita e allo sviluppo le politiche di austerità che impediscono agli italiani di avere ancora e per sempre un comodo ed inutile lavoro pubblico per vivere felici e contenti sulla pelle dei cittadini tedeschi, francesi, olandesi, svedesi, finlandesi, indiani, cinesi, americani, ecc.

“Avremmo voluto assumere tutti i vostri sfaccendati figli di mamma nella pubblica amministrazione italiana, assecondando il parassitismo criminale che vi e ci anima, ma è stata l’Europa, è stata la Germania, è stata quella dittatrice senza cuore della Merkel ad impedircelo”.

Se non è mafia questa, non saprei proprio cos’altro potrebbe essere.

Illudere un popolo ridotto allo stremo per scagliarlo poi come una arma da guerra contro il nuovo corso europeo e gobale che limita ed impedisce l’esistenza di ogni parassitismo e di ogni organizzazione mafiosa corruttiva è atto irresponsabile ed assai grave.

Ancora una volta, la casta dirigente italiana mostra al mondo la sua piccola furbizia, spacciata per intelligenza e mai nata nemmeno al grado di coscienza civile.

Questa è la piccola storia della guerra fra austerità e furbizia, della loro lotta antagonista millenaria fra il bene e il male e del sempiterno inganno ai danni dei popoli più arretrati, degradati e disagiati da parte della criminalità in abuso del potere pubblico e travestita da autorevole autorità.

Quel che vi raccontano sono menzogne:

Matrix è qui.

Il Grande Fratello è qui.

Ora, potete anche scegliere quale pillola prendere.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cttadino X

La Nuova Unione Europea senza Centro e Sud Italia

venerdì, 15 giugno 2012

L’autorevole organo di informazione finanziaria, economica e politica, il Financial Times, lancia l’idea condivisa da molti autorevoli leader politici, economici e finanziari europei di una Nuova Unione Europea che sia sganciata dal malgoverno e dalla inciviltà che rendono incompatibili taluni stili e modelli di vita soprattutto sud europei e mediterranei.

Il nuovo modello europeo, definito “modello ideale”, prevede l’integrazione delle sole Francia, Germania, Benelux e Nord Italia, così come riportato nel disegno.

La Nuova integrazioe Europea include solo Francia, Germania ed i Paesi del Benelux

Nessuna integrazione prevista per Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Centro-Sud Italia.

A ben osservare, sono proprio gli stili di vita ed i modelli socio-politico-economici del sud Europa e del Mediterraneo ad essere estromessi da questa Europa ideale, e sono proprio quelle regioni europee cadute sotto la scure della crisi a soccombere a causa del malgoverno, della corruzione e dei livelli di vita incompatibili con le proprie economie mantenuti in essere da un indebitamento insostenibile.

In più, si osserva che tutti i paesi estromessi da questa futuribile Unione Europea, sono paesi marcatamente cattolici.

Evidentemente vi deve essere un nesso ed una relazione fra il malgoverno, la corruzione, l’inefficacia, l’inefficienza politica e burocratica e l’ispirazione cattolica in quei paesi che sono miseramente falliti.

Deve esserci una certa incompatibilità fra il verbo della Chiesa ed il verbo della civiltà umana avanzata, come se l’avanzamento civile dell’uomo chiedesse un nuovo adeguamento alla condizione umana moderna alla Chiesa Cattolica, quasi un Nuovissimo Testamento che i figli di San Pietro rifiutano evidentemente a causa della verticale perdita di potere temporale richiesta da un tale passo di adeguamento ed aggiornamento religioso alla vita civile e democratica.

Per quanto riguarda le cose italiane, il nuovo modello ideale di una Europa Unita esclude il Centro ed il Sud Italia, integrando solo la ricca e maggiormente civilizzata regione padana.

Si percepisce in questa scelta la volontà di alienare dalla Unione Europea l’inciviltà conclamata di regioni dedite alla adorazione egoistica del dio danaro, nella quali mafia, usura, corruzione, evasione fiscale ed abusi, frodi organizzate e truffe in associazione del potere pubblico la fanno da padrone, pretendendo di godere di un benessere ed una ricchezza che non si è mai prodotta in quelle stesse regioni, ma in altre ad esse asservite con la violenza di una integrazione coercitiva ed oppressiva.

E tutto questo fermento disintegrativo del presente modello europeo sembra prendere forma dal giorno in cui, la più grande organizzazione criminale europea, l’organizzazione mafiosa ‘ndrangheta italiana, ardì commettere una strage denominata Strage di Duisburg o Strage di Ferragosto, evento criminale avvenuto in Germania e messo in atto da esponenti della ‘Ndrangheta, davanti ad un ristorante italiano.

Da allora, non si contano più i continui richiami della “Europa che conta” a riordinare e riformare non solo i conti ed i bilanci statali, ma anche la penosa politica italiana, incapace di assicurare uno stato democratico efficiente e moderno al popolo italiano, ed in particolare, al popolo meridionale italiano.

La strage mafiosa italiana commessa nel cuore dell’Europa ha avuto una risposta netta e decisa:

non si accettano provocazioni mafiose, non si accettano mafie in Europa, non si accettano mafiosi e corrotti nella Unione Europea.

Se le intuizioni su riportate avessero un che di verità, la situazione presente e futura delle popolazioni del centro-sud Italia muterebbe diametralmente:

un fallimento totale, civile, sociale, statale, politico, economico e finanziario che trascinerebbe le popolazioni meridionali in condizioni di povertà dure e pesanti, premessa di azioni violente a tutela dalla aggressività mafiosa presente in quelle regioni.

Insomma, una guerra civile.

Domanda:

è questo il futuro desiderato dalla popolazioni centro-meridionali italiane?

A giudicare dal comportamento e dall’indirizzo politico-burocratico sinora tenuto dalle classi dirigenti centro-meridionali, sembra non vi sia alternativa al fallimento e ad una probabile esclusione dalla futura ed ideale Unione Europea.

A giudicare dal comportamento delle popolazioni centro-meridionali, sembra non vi sia alcuna spinta popolare sufficiente ad ottenere un cambio di direzione delle classi dirigenti.

Insomma, sembra che con il metodo democratico, non si possa ottenere un cambio di direzione utile e necessario alla salvezza e alla continuità di una Italia unita, veramente unita, veramente solidale, veramente forte.

Forse solo un periodo pluriennale di quarantena in cui vigesse la pena di morte per reati quali il comportamento e l’associazione mafiosa e la dilagante ed imperante corruzione politica e burocratica, unito alla liberalizzazione del mondo del lavoro ed una riforma completa e realizzata del sistema democratico adattato alle peculiari esigenze derivanti dalla caratteristica infiltrazione mafiosa degli apparati del potere pubblico statale, forse solo una serie di misure energetiche che liberino il centro-sud Italia dalla mafiosità e dalla illegalità imperante potranno in un certo periodo riequilibrare storture decennali di democrazia bloccata e ricattata.

D’altronde, non si conosce autovettura rièarabile durante il suo ciclo di trasporto:

per curare un malato grave, occorre trasferirlo in ospedale e sottrarlo ai consueti impegni, così come, per riparare il motore di un’auto, occore fermare quell’auto in una officina.

Come potrebbe essere riparata in essere una democrazia così aggravata, bloccata, ingiusta e disgraziata?

In effetti, queste misure o misure similari, le avrebbero dovute già richiedere a gran voce i procuratori della repubblica, i questori, i prefetti, i sindaci, i presidenti di province e regioni del centro-sud Italia, a tutela degli interessi di famiglie ed aziende.

Ma ciò, non è mai avvenuto.

Forse si riscontra un peso eccessivo della caste mafiose politica e burocratica nella selezione dei concorsi pubblici, come pure degli appalti pubblici.

Tale selezione, ha introdotto nella Pubblica Amministrazione solo omertosi e inattivi, nella certezza che costoro nulla avrebbero mai cambiato e nulla avrebbero modificato nella conduzione forzatamente rallentata ed inefficiente dei servizi al cittadino, alle aziende e alle famiglie:

una vera e propria estorsione mafiosa nella quale, chi si dovesse ribellare, verrebbe contrastato con il potere pubblico.

Geniale l’infiltrazione mafiosa, non c’è che dire:

l’isolamento, estromissione ed il mobbing istituzionale come atto criminoso di intimidazione e repressione dei cittadini partecipativi ed attivi, in favore dei più “controllabili” pigri ed indolenti, che anche dinanzi ad un atto grave e criminoso commesso in loro presenza, non mostrerebbero alcuna reazione.

Così, nella Pubblica Amministrazione italiana si sono commessi e si commettono ancora, delitti e crimini in quantità, coperti sicuramente dalla omertà, dalla complicità o dalla semplice sottomissione di sudditanza, del ricatto e del silenzio dei deboli e dei pigri.

Tutto nel silenzio omertoso delle istituzioni collaborazioniste delle mafie e di una informazione vile completamente sottomessa ed asservita anch’essa alle caste mafiose imperanti.

Il quadro è chiaro, come è ancor più chiaro perché, oltre al nord Italia, il centro sud Italia non lo vorrebbe nemmeno la Nuova Unione Europea.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Ratingcrazia razionale domina la partitocrazia irrazionale

venerdì, 8 giugno 2012

Dopo il downgrade al margine della spazzatura finanziaria dei titoli di stato greci, diviene sempre più chiaro che la partitocrazia mondiale, figlia delle democrazia degenerativa ed asservita ciecamente al concetto di numero e non di persona, sia ormai soggetto dominato e non primato fra i primati.

Infatti, preso atto del fallimento della politica mondiale nell’affrontare la crisi finanziaria, le agenzie di rating usano il declassamento sempre più come azione di politica economica e finanziaria nonchè come mezzo di pressione sulla politica.

Inizia l’era della ratingcrazia.

Benvenuti alla fine del mondo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Questione Meridionale, la Crisi Europea e il Modello Elvetico Europeo

mercoledì, 28 marzo 2012

Nella Svizzera di questi giorni, si dibatte politicamente e pubblicamente di una annessione della Lombardia alla Confederazione Elvetica.

Il che, unito alle medesime ipotesi che riguardano due regioni del sud della Germania (Baviera e Baden-Württemberg), propone una interessante quanto affascinante ipotesi di una Nuova Europa che nasce e si estende basandosi sull’ormai consolidato modello elvetico di coabitazione italo-austro-franco-tedesca.

Quel che mi fa rabbia però, è vedere il sud migliore (per me, sicilia, calabria e campania le può anche inghiottire il mare, non ho alcun interesse al loro destino) che si compiace in idiozie di specie simil-culturali ed in finezze convegnistiche senza senso e senza nesso alcuno, allorquando si ergono sfide storiche di questa grandezza da analizzare e da affrontare.

La questione meridionale esiste e resiste:

non è stata nemmeno analizzata e valorizzata sul nuovo modello europeo che sta nascendo in Svizzera.

Dormite, ironizzate, compiacetevi pure:

vedrete che bel futuro vi attende.

Sarà il futuro che voi vi sarete costruiti.

Niente altro che quello.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il fallimento

martedì, 15 novembre 2011

L’attuale condizione istituzionale e di governo in Italia, offre uno spaccato deprimente del sistema del potere pubblico.

Il ricorso ad un tecnocrate internazionalmente riconosciuto come figura preparata e capace di governare il paese, rappresenta la resa del sistema politico di fronte alle proprie debolezze strutturali ed immaturità ugualmente condivise nel bipolarismo politico italiano.

Il fallimento del sistema politico-istituzionale riceve così una certificazione riconosciuta in tutto il globo.

Un potere politico che non trova accordi interni sufficienti a produrre quelle riforme che necessitano urgentemente al paese è un potere politico che porta le prove della propria incapacità ed immaturità nel tribunale dei fallimenti statali.

La continua delegittimazione reciproca delle parti politiche ha ormai invaso ed aggredito il sistema istituzionale, sistema che vede sedere nella terza poltrona istituzionale italiana, quella della presidenza della Camera dei deputati, l’artefice della spaccatura all’interno della maggioranza del governo Berlusconi che ha portato al pericoloso stallo attuale, evidenziando ancor più una crisi politica che è fatta di immaturità politiche importanti e di ambizioni personali sfrenate.

La prova che di idiozia politica si tratti, sta nel fatto che, nell’agire politico vi siano politici che vogliono ugualmente rappresentare il punto di rottura del sistema e la cura a quel sistema che essi stessi han procurato di invalidare.

Questo agire rappresenta una linea politica affatto casuale rispetto al gioco di furbizia incarnato da chi pretende di essere contestualmente causa e soluzione della crisi politica.

Le richieste dell’incaricato Monti di inserire nel suo esecutivo esponenti politici di rilievo, la dice tutta sul clima di sospetto e di sfiducia che regna nei palazzi del potere romano, come pure sono sospette le sue ultime dichiarazioni che negano il suo, come un governo di lacrime e sangue.

In tal caso non si comprende quali soluzioni drastiche ed impopolari possa intraprendere un incaricato premier che abbassa il vessillo del cambiamento dinanzi ad una casta politica che egli stesso teme più di ogni altro pericolo.

In definitiva, nessuno si fida di una casta politica che, pur avendone la possibilità, non pare interessata a sostenere con coerenza e lealtà un governo che salvi il salvabile.

Ogni leader politico sogna per se il mito di salvatore della patria, senza produrre nei fatti quell’azione politica che serve urgentemente per sanare una crisi che è sicuramente politica, oltre che economica e finanziaria.

O si scioglie il nodo politico o non si governa il cambiamento.

Ed il nodo politico italiano è quello della furbizia senza intelligenza, quello della ambizione senza merito.

Un nodo assai difficile da sciogliere.

Una casta politica assai difficile da sopportare, sia da parte di un bravo, preparato e diligente tecnocrate al governo, sia da parte di un popolo di cittadini ormai stufo ed avvilito, quasi arreso ad un futuro di miseria e di povertà.

Il futuro del paese non è visibile in questo contesto.

La politica stessa nel paese non appare una risorsa per il paese, ma il suo limite più grande ed invalicabile.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Federalismo: Scontro Finale

venerdì, 21 gennaio 2011

La guerra contro la realizzazione compiuta del federalismo è in aperta campagna.

Dopo il tradimento del giugno 2006 che mandò in una sola volta in aria sia la riduzione del numero dei parlamentari che la devolution, ecco tornare un momento cruciale per i leghisti, che hanno a portata di mano la realizzazione del federalismo.

In seguito ad una incredibile miriade di attacchi mediatici e di tradimenti politici, l’atmosfera politica si è scaldata ogni oltre limite e ripropone la realizzazione del federalismo nel bel mezzo di polemiche terribili che vedono i magistrati italiani interrogare una serie di donne che, della seduzione femminile, pare abbiano fatto ben più che una semplice professione.

Così, ancora una volta, si attacca il federalismo per interposta persona, si inquina il clima politico con squallide vicende di festini privati utilizzate per abbattere l’attuale governo piuttosto che riproporre il ben più interessante problema socio-etico-politico-sanitario del riaprire le cosiddette case di tolleranza: “le case chiuse”.

Ma questo è il volgo politico in cui si muove il riformismo italiano racchiuso nel leghismo federalista, unica ricetta politica che offra soluzioni realizzabili e che non pone veti ad escludendum od invoca assalti alla privacy personale “dell’avversario politico”.

Si insinua infatti il dubbio che l’epocale battaglia per il cambiamento ed il rinnovamento di un paese a democrazia bloccata e ad alternanza immatura come il nostro, si basi esclusivamente su un piano competitivo che punti a tagliare le gambe di quegli uomini e di quelle donne che sorreggono quelle idee che, per forza e contenuto, sono inabbattibili.

Le forze della reazione violenta al cambiamento e della restaurazione conservativa non pare abbiano fatto i conti con il concetto di globalizzazione per cui, se muovi un tassellino dell’economia o della politica in Sud America, le ripercussioni potrebbero far crollare l’economia di un altro paese in Europa.

A dimostrazione di questo ecco che, dopo il fallmento greco e la rivolta popolare tunisina, scoppia la guerriglia in Albania:

la crisi si allarga a macchia d’olio fra i paesi a rischio economico, politico e sociale.

L’Irlanda è stata “salvata” dalla premura tedesca e l’Inghilterra ha avviato un piano di rientro importante e doloroso dal debito pubblico.

Ma in Italia le forze paladine del parassitismo e del fannullonismo continuano a remare contro il governo con tutti i mezzi possibili tranne quelli di una civiltà democratica.

Per costoro, l’alternanza non è una sfida eterna nella quale si confrontano uomini, donne, idee, progetti riformatori, stili di governo della cosa pubblica e di quella privata, ma appare essere invece solo una guerriglia strategica volta a far cadere “il governo dei nemici” avendo la certezza che, caduto uno schieramento, dovrà essere successivamente l’opposto a governare.

Dove raccolgano tali certezze poi, nessuno è disposto a svelarlo.

Quel che è certo è che, tali forze oscure, dovrebbero stare molto ma molto attente a non creare esse stesse le pre-condizioni per una implosione italiana, poichè l’irresponsabilità politica non sarà forse un reato, ma andrebbe comunque perseguita, specie se fautrice del fallimento politico, sociale ed economico di un intero paese.

Come pure è certo che si perdonerebbe loro una visitina ai bordelli di quei paesi europei che ne garantiscono e tutelano l’esercizio, a patto che si dimostrino almeno capaci di garantire riforme, stabilità e continuità governativa come hanno ampiamente dimostrato gli attori di questo governo.

Poichè per essere alternativi a qualcuno o a qualcosa, bisogna dimostrarsene migliori.

Altrimenti, si dimostra solo una naturale tendenza alla irresponsabilità umana e politica.

E forse, e non a caso, il nuovo gruppo parlamentare che con coraggio è intervenuto in soccorso del governo, si è dato il nome di “gruppo dei responsabili”.

E di quel che soddisfa sessualmente il premier italiano come il governatore pugliese, a me poco importa, veramente.

A patto che si sappia ben governare i pugliesi come gli italiani e difendere e tutelare interessi di famiglie ed aziende.

Tutto il resto è la dittatura della irresponsabilità e della immaturità umana elevata a politica di governo.

E non mi interessa.

Lasciamo fare a chi ha già dimostrato di saper condurre il paese.

Lasciamo alla Lega Nord di Umberto Bossi il compito di ricercare una strada che assicuri un futuro per tutti:

“ghe pensi mi”, ha detto Bossi.

E per me, basta e avanza.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Fini: una politica irresponsabile

sabato, 25 settembre 2010

Gianfranco Fini continua ad abusare del suo ruolo super partes di presidente della Camera dei Deputati per lanciare attacchi politici finalizzati a difendere la sua immagine personale profondamente offuscata da vicende mai veramente chiarite che vertono su responsabilità politiche e personali che nulla hanno a che vedere con la terza carica istituzionale.

Ma senza entrare nel merito, cerchiamo di leggere attraverso le continue dichiarazioni di Fini, l’obiettivo primario politico del suo tradimento.

Piacenza – 24 settembre 2010
”Non capire che oggi l’unico settore in cui bisogna inevitabilmente investire e’ quello dell’educazione e della scuola significa avere una visione di corto respiro”.

La scuola italiana dispone di 1.500.000 di addetti, di cui il corpo docente, rappresenta una buona metà dell’intero (circa 700.000 docenti) e produce la più bassa qualità formativa dei paesi coccidentali, sia in entrata che in uscita.
Probabilmente gli investimenti invocati da Fini, puntano ad aumentare ancora il numero delle assunzioni nella scuola.
Dimentica Fini, di dire che la scuola italiana è già “il più grande datore di lavoro d’Europa” e che un ulteriore aumento degli addetti in questo settore, non porterebbe certamente a radicali cambiamenti ne’ a investimenti su un futuro che “questa scuola”, non garantisce e non può garantire.
Forse le segreterie politiche di quei partiti che sventolano sotto il naso dei disoccupati e dei precari del settore scuola la possibilità di ottenere il tanto agognato “posto fisso”, avranno un qualche interesse a concentrarsi solo su questo aspetto del problema-scuola, cercando così di ottenere un sin troppo facile consenso elettorale del mondo del precariato.
Sintetizzando, l’intervento di Fini sul tema della scuola resta privo di una soluzione politica, di una proposta che consenta un aumento della qualità scolastica, sia in senso stretto che in senso lato, ma si concentra solo sulla facile demagogia che punta ad alimentare le false speranze di stabilizzazione dei precari e di chi cerca un posto di lavoro in questo settore, aumentando ad arte il contrasto ed i dissidi in atto fra parti sociali e governo, quel governo che invece una riforma scolastica interessante la sta varando, riforma che, vale la pena ricordare, ottenne il voto favorevole di Gianfranco Fini e dei suoi seguaci.
Ancora una volta bisogna sottolineare come “certa politica” sia del tutto irresponsabile ed ipocrita rispetto ai problemi dle paese, a tutto vantaggio della propria parte politica e a tutto danno della collettività.
Non si può irresponsabilmente chiedere a questa disgraziata scuola di divenire l’inceneritore del problema del precariato:
non si attenua un problema del paese aggravandone irrimediabilmente un altro.

Piacenza – 24 settembre 2010
“Il futuro è l’Europa, non la Padania”

L’avversione della terza carica istituzionale nei confronti del nord del paese emerge senza vergogna da questa dichiarazione che è sbagliata, in tutti e due i sensi.
Il futuro è l’Europa?
Ma l’Unione Europea vive una profonda crisi politica che vede il nucleo storico delle sue nazioni prendere sempre più le distanze dall’indirizzo politico europeo.
La dissennata politica di infarcimento del settore pubblico di assunzioni e la politica di pensionamento in età giovanile prodotta dalla Grecia la stanno pagando tutti i cittadini europei, i cui governi criticano la sovrastruttura europea che impone al suo nucleo storico di accollarsi l’onere economico-finanziario di queste scellerate scelte.
La frattura che questa condizione crea, mina l’esistenza della UE e la sua stessa sopravvivenza futura.
Poichè se l’Italia continuasse in una dissennata politica di assunzione clientelare in settori strategici come la scuola, dovremo mettere in conto un crack dei conti pubblici italiani simili a quello greco.
L’Europa di cui parla Fini è quella che paga il conto di una cattiva gestione politica.
L’Europa reale è quella che rifiuta questa visione “solidaristica” che consente ad alcuni cittadini europei di avere un comodo e facile posto di lavoro pubblico e di andare in pensione a 53 anni, mentre impone ad altri cittadini europei di andare in pensione a 60 o 70 anni dopo una lunga vita lavorativa nel settore privato, pagando di tasca propria lo stile di vita facile e comodo di quegli altri.
Questa visione europea è fallimentare ed è in aperta crisi.
Il futuro non è la Padania?
Beh, allora l’Italia non ha futuro, in quanto la Padania rappresenta la fonte primaria di benessere e di ricchezza italiana.
L’Italia senza la Padania non esiste.
La Padania senza l’Italia esiste.

Ecco dimostrato in poche righe, come la politica di Fini sia una politica perdente e pericolosamente indirizzata contro la tutela degli interessi di famiglie ed aziende italiane, tutte prese nel difendersi da una crisi economica temibile e terribile, crisi aggravata da una crisi politica e di governo di cui tutte le responsabilità, vanno addebitate al signor Gianfranco Fini.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X