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Lettera Aperta a Angela Merkel

giovedì, 24 maggio 2012

Offener Brief an Angela Dorothea Kasner Merkel
Lettre ouverte à Angela Dorothea Kasner Merkel
Open letter to Angela Dorothea Kasner Merkel

Carissima lady di ferro contemporanea, donna che ha dimostrato ancora una volta, se ve ne fosse bisogno, quanto le donne possano osare più avanti e volare più in alto degli uomini nella antiquata politica europea, assai decadente.

Con questa mia lettera, Le porgo i miei migliori sentimenti di rispetto e di affetto per la Sua splendida opera di ricostruzione e di riorganizzazione europea.

In particolare, mi soffermo sulla dolente questione dell’uscita dalla crisi e della effettiva evoluzione di taluni paesi che, come l’Italia, si dimostrano assai ritardati e bizantini, oltre che compromessi seriamente dalla presenza di organizzazioni mafiose che si dimostrano quotidianamente più forti e salde dello stesso stato di diritto.

Per non parlare di quelle che io definisco come “aggregazioni ed organizzazioni mafiose di secondo grado” che gravano pesantemente sul popolo sovrano:

le corporazioni e le caste italiane.

Aggredendo dal di dentro lo stato di democratico, le corporazioni e le caste mafiose si sono oggi radunate intorno alla strenua difesa dei “loro” privilegi e dei “loro” prepoteri, come delle “loro” riserve di potere pubblico fortemente e mafiosamente condizionato, al fine di garantire ampie riserve e sacche e nicchie sociali, politiche ed economiche all’interno delle quali esse possano operare in modo esclusivo e prepotente, creando ricchezza in modo abusivo, ed ottenendo dalla casta politica continui abusi e distorsioni del potere pubblico in cambio di consenso e di voti, opzioni di garanzia antidemocratiche ed illiberali, se non del tutto illegali.

Una vera e propria concorrenza fra mafie di secondo livello si intreccia con i poteri forti delle massonerie deviate e non riconosciute, di quel coagulo di cosche mafiose travestite da lobbies che impediscono alcun cambiamento del paese, abusando del potere pubblico a fini esclusivamente personali, famigliari, di corporazione o di casta mafiosa.

Questa è la realtà contro la quale si dibattono le imprese, le aziende e le famiglie italiane, in un regime di concorrenza sleale che difende i prepotenti ed infligge ai deboli, dolorose umiliazioni.

La Sua opera, carissima Cancelliera, ha spinto, e con forza, verso migliori lidi civili e morali, sociali ed economici.

Di questa Sua azione, La ringrazio immensamente.

Ma la furbizia alla napoletana invade ormai la pubblica amministrazione e la corporazione burocratica e la casta politica (che sono divenute esse stesse delle mafie il cui livello di impegno va determinato caso per caso, momento per momento) e le finte lotte parlamentari travestite da riforme epocali (che offrono ancora larghi spazi di esenzione e di immunità e impunità alle classi dirigenti italiane) e le mancate liberalizzazioni distorte o insabbiate dalla casta politica e sindacale, offrono un quadro assai deludente degli effettivi obiettivi raggiunti su questo arduo ma indispensabile cammino.

E come temevo, dopo le finte riforme e le mancate liberalizzazioni, ecco il solito politico questuante italiano che afferma di avere le carte in regola per chiedere che si aprano le corde delle borse altrui per finanziare le caste e corporazioni mafiose italiane.

Un vero schiaffo al rispetto, alla educazione civica e civile questo atto di richiesta carità.

Ma Lei, Carissima Angela Merkel, non è un qualsiasi uomo della decadente politica contemporanea, ma è una splendida donna che sta operando per cambiamenti storici che avranno ripercussioni nei testi di storia, e continua ad opporre un doveroso e indispensabile NO a misure salva tutto come i spesso paventati e richiesti eurobond.

Ed infatti, Lei non cede, Lei non molla, grazie al cielo e grazie a Lei.

Da cittadino qualunque italiano, invoco la sua opera di restaurazione o instaurazione della civiltà democratica in opposizione alle isole di prepotere ed abuso pubblico in cui si muovono paesi come l’Italia.

Non molli!

Sia intransigente!.

Ogni euro finanziato oggi all’Italia, rischia di finire dritto dritto nelle borse delle organizzazioni mafiose e non in quelle delle imprese e delle famiglie italiane, soggetti molto deboli in questo momento.

E la ricetta vincente per un rilancio dello sviluppo economico italiano passa attraverso la completa liberalizzazione dei mercati (del lavoro, delle arti e delle professioni, della pubblica amministrazione, della industria, del commercio), la ricostruzione di soggetti politici puliti e trasparenti, moralmente ineccepibili, mafiosamente opposti visti e vissuti come soggetti di mediazione fra popolo e stato e non come soggetti di abuso del potere e del danaro pubblico da parte delle caste mafiose, veri e proprie metastasi del cancro virale che uccide l’Italia.

Senza che queste riforme siano varate nella realtà (corruzione, concussione, abuso d’ufficio, conflitto di interessi, pena di morte per i mafiosi ed i loro fiancheggiatori, collaboratori, simpatizzanti e complici), carissima cancelliera Angela Merkel, non versare nemmeno un euro nelle dispersive tasche della pubblica amministrazione italiana, la quale, comportandosi da perfetta associazione a delinquere, chiede in sacrificio il sangue degli imprenditori e dei cittadini lavoratori e pensionati che ogni giorno, sconfitti dalla crisi e massacrati dalla mafiosità imperante si tolgono la vita in Italia, invece di procedere a tagli importanti della spesa pubblica (spending review) e del welfare distratto ed assegnato per privilegio mafioso.

Un unico dato dei più indecenti, offre l’analisi migliore della mafiosità di settori della pubblica amministrazione ormai fuori controllo di spesa (e di gestione) come quello della scuola italiana, che con i suoi complessivi un milione e mezzo di addetti, si colloca al primo posto nella classifica dei datori di lavoro europei pubblici e privati, per numero di addetti.

Se non è mafia questa, cosa sarà allora una casta mafiosa o una coroporazione mafiosa ed autoreferenziale?

Questi mafiosi se ne fregano letteralmente delle famiglie e delle aziende italiane:

queste caste e corporazioni mafiose, vogliono solo sopravvivere mantenendo intatti tutti i privilegi e le arroganti prevaricazioni mafiose di cui godono, mentre del popolo sovrano, essi non offrono difesa e tutela.

Abusano del potere pubblico delegato dal popolo e conquistato con l’inganno, le raccomandazioni e l’estorsione o il ricatto mafioso, ovvero scambi o fra un posto di lavoro pubblico od un appalto pubblico, al fine di usarlo come clava contundente contro chi detiene ormai solo in teoria quella sovranità, quel potere:

il popolo.

In nome di Dio e degli uomini e delle donne di buona volontà, Angela Dorothea Kasner Merkel, io ti chiedo, io ti imploro, io ti prego di NON MOLLARE nel tema della austerità e di NON MOLLARE nella realizzazione compiuta e corretta delle riforme e delle liberalizzazioni che uniche, offrono la garanzia che, ogni eruo finanzaito all’Italia con eurobond o altri strumenti finanziari, non finisca dritto dritto nelle tasche delle cosche politiche o delle mafie socio-economiche che devastano questo bello, ricco, ma sfortunato paese.

Non Mollare!

Questo tuo tentativo è l’ultimo possible per salvare l’Italia dalle sue mafie.

Se fallisse, solo un violento regolamento interno dei conti fra forze del bene e forze oscure del male, solo una sanguinosa guerra civile intestina potrà rimettere i mafiosi in una cella di un isittuto penitenziario mentre gli uomini e le donne idealmente e materialmente ben educate ed orientate in un consesso politico parlamentare e di governo.

Tuo

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Questione Meridionale, la Crisi Europea e il Modello Elvetico Europeo

mercoledì, 28 marzo 2012

Nella Svizzera di questi giorni, si dibatte politicamente e pubblicamente di una annessione della Lombardia alla Confederazione Elvetica.

Il che, unito alle medesime ipotesi che riguardano due regioni del sud della Germania (Baviera e Baden-Württemberg), propone una interessante quanto affascinante ipotesi di una Nuova Europa che nasce e si estende basandosi sull’ormai consolidato modello elvetico di coabitazione italo-austro-franco-tedesca.

Quel che mi fa rabbia però, è vedere il sud migliore (per me, sicilia, calabria e campania le può anche inghiottire il mare, non ho alcun interesse al loro destino) che si compiace in idiozie di specie simil-culturali ed in finezze convegnistiche senza senso e senza nesso alcuno, allorquando si ergono sfide storiche di questa grandezza da analizzare e da affrontare.

La questione meridionale esiste e resiste:

non è stata nemmeno analizzata e valorizzata sul nuovo modello europeo che sta nascendo in Svizzera.

Dormite, ironizzate, compiacetevi pure:

vedrete che bel futuro vi attende.

Sarà il futuro che voi vi sarete costruiti.

Niente altro che quello.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il fallimento

martedì, 15 novembre 2011

L’attuale condizione istituzionale e di governo in Italia, offre uno spaccato deprimente del sistema del potere pubblico.

Il ricorso ad un tecnocrate internazionalmente riconosciuto come figura preparata e capace di governare il paese, rappresenta la resa del sistema politico di fronte alle proprie debolezze strutturali ed immaturità ugualmente condivise nel bipolarismo politico italiano.

Il fallimento del sistema politico-istituzionale riceve così una certificazione riconosciuta in tutto il globo.

Un potere politico che non trova accordi interni sufficienti a produrre quelle riforme che necessitano urgentemente al paese è un potere politico che porta le prove della propria incapacità ed immaturità nel tribunale dei fallimenti statali.

La continua delegittimazione reciproca delle parti politiche ha ormai invaso ed aggredito il sistema istituzionale, sistema che vede sedere nella terza poltrona istituzionale italiana, quella della presidenza della Camera dei deputati, l’artefice della spaccatura all’interno della maggioranza del governo Berlusconi che ha portato al pericoloso stallo attuale, evidenziando ancor più una crisi politica che è fatta di immaturità politiche importanti e di ambizioni personali sfrenate.

La prova che di idiozia politica si tratti, sta nel fatto che, nell’agire politico vi siano politici che vogliono ugualmente rappresentare il punto di rottura del sistema e la cura a quel sistema che essi stessi han procurato di invalidare.

Questo agire rappresenta una linea politica affatto casuale rispetto al gioco di furbizia incarnato da chi pretende di essere contestualmente causa e soluzione della crisi politica.

Le richieste dell’incaricato Monti di inserire nel suo esecutivo esponenti politici di rilievo, la dice tutta sul clima di sospetto e di sfiducia che regna nei palazzi del potere romano, come pure sono sospette le sue ultime dichiarazioni che negano il suo, come un governo di lacrime e sangue.

In tal caso non si comprende quali soluzioni drastiche ed impopolari possa intraprendere un incaricato premier che abbassa il vessillo del cambiamento dinanzi ad una casta politica che egli stesso teme più di ogni altro pericolo.

In definitiva, nessuno si fida di una casta politica che, pur avendone la possibilità, non pare interessata a sostenere con coerenza e lealtà un governo che salvi il salvabile.

Ogni leader politico sogna per se il mito di salvatore della patria, senza produrre nei fatti quell’azione politica che serve urgentemente per sanare una crisi che è sicuramente politica, oltre che economica e finanziaria.

O si scioglie il nodo politico o non si governa il cambiamento.

Ed il nodo politico italiano è quello della furbizia senza intelligenza, quello della ambizione senza merito.

Un nodo assai difficile da sciogliere.

Una casta politica assai difficile da sopportare, sia da parte di un bravo, preparato e diligente tecnocrate al governo, sia da parte di un popolo di cittadini ormai stufo ed avvilito, quasi arreso ad un futuro di miseria e di povertà.

Il futuro del paese non è visibile in questo contesto.

La politica stessa nel paese non appare una risorsa per il paese, ma il suo limite più grande ed invalicabile.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Leader senza credibilità affrontano un mondo in fiamme

mercoledì, 10 agosto 2011

Gli Stati Uniti d’America vivono la più grande crisi di identità della sua intera storia, trascinando il più potente stato mondiale in continue ed umilianti sconfitte storiche:

– l’attacco terroristico alle torri gemelle (Twin Towers), alla Casa Bianca ed al Pentagono del 2001;
– il donwgrade del rating americano da AAA ad AA+ del 2011;
– il fatto che l’intero debito pubblico americano sia nelle mani della repubblica socialista cinese, leader mondiale di quel comunismo che gli Stati Uniti d’America credevano di avere storicamente sconfitto;
– il fallimento definitivo dei tentativi di esportazione della democrazia multirazziale e multietnica americana nei paesi arabi come nella neonata Unione Europea, Europa sempre più diretta invece a tutela e difesa delle proprie identità e sempre più convinta del fallimento dei modelli sociologici multietnici, multireligiosi e multirazziali americani, europei e mondiali.

L’America vive con estrema difficoltà il tramonto del suo predominio mondiale e la propria crisi interna, che appare tutta di natura politica nella mancanza di controlli e nelle scelte sbagliate entro cui si sono mossi segmenti bancari e finanziari interni, rei di aver provocato la più grave crisi economico-finanziaria globale degli ultmi decenni.

Il Mediterraneo è letteralmente esploso in mille rivolte popolari represse duramente e nel sangue da dittatori falso-democratici che si arricchivano ingordamente affamando il popolo che oggi si rivolta contro il loro prepotere e la loro ingordigia.

Il sud dell’Europa è attanagliato da una gravissima crisi socio-economico-finanziaria pesantemente aggravata dallo stile di vita piuttosto improduttivo e disgraziatamente costoso e sprecone delle popolazioni meridionali, lasciando paesi come la Grecia, la Spagna, il Portogallo e l’Italia in balia degli eventi ed esposti ad un grave rischio di collasso totale del sistema statuale, sociale ed economico.

Il nord Europa deve fare i conti con i costi che è costretto a pagare per le irresponsabilità di generazioni e generazioni di quadri dirigenti dei paesi meridionali che hanno truffato, corrotto ed abusato il sistema pubblico a danno proprio di quei paesi che ne sostenevano il peso e garantivano il rifinanziamento del loro debito pubblico.

L’Inghilterra si mostra sconquassata da violente rivolte, sfociate in atti vandalici, delinquenziali ed aperte violazioni della legge a causa della depressione socio-economica conseguente al piano di rientro del debito pubblico che prevede misure importanti di taglio alla spesa pubblica, l’aumento delle tasse universitarie e una riduzione di circa 400.000 posti di lavoro.

La Norvegia si sveglia assassinata al cuore dalle gesta violente di un giovane norvegese che punta il dito contro l’immigrazione di soggetti di religione islamica, ormai cresciuti numericamente in tal modo da mettere in pericolo lo stile di vita norvegese ed europeo, in grado di modificare in maniera importante gli usi ed i costumi come in un prossimo futuro anche le leggi dello stato, tradendone le tradizioni, la cultura, la religione, le consuetudini, avendo aggredito il sistema stato come un cancro e rifiutandosi di integrarsi ad esso.

La Francia scopre improvvisamente di essere sull’orlo di un possibile downgrade che la metterebbe in seria difficoltà nelle politiche interne, difficoltà dalle quali il presidente francese aveva tentato di distrarre attraverso una nuova quanto aggressiva politica estera guerrafondaia e neocolonialista.
La Francia vive infatti un grave problema interno essendo il paese europeo con il più alto numero di cittadini residenti non francesi e non cristiani, ma mussulmani.

Il Belgio attraversa la più grave crisi della sua storia con l’assenza di un governo che è durata ben 400 giorni (record mondiale) e si prepara ad una secessione interna della componente fiamminga da quella francofona ovvero ad una forte spinta verso un federalismo politico reale da realizzarsi in tempi brevissimi.
La inconciliabilità e la incompatibilità fra le proposte politiche fiamminghe e quelle vallone, offre la visione ed uno spaccato di un paese in crisi profonda, potenzialmente terminale:
il paese che ospita la capitale europea, Bruxelles, rischia di non esistere più nei termini in cui è esistito sinora, così come l’Unione Europea stessa.

La Germania occupa sempre maggiori spazi di potere europeo, sostituendo ormai le istituzioni europee in piena crisi di indentità nelle scelte politiche, economiche e finanziarie, tanto da far pensare che, dopo il progetto abortito di una Grande Europa, assisteremo alla nascita di una Grande Germania, che conterrà, governerà e rappresenterà l’Europa tutta.

L’Italia, aggravata dalle storiche condanne della presenza di organizzazioni mafiose potenti e condizionanti le scelte politiche, di un meridione in gran parte fuori legge ed appendice costosa e sprecona di ricchezze altrui, e di un settentrione che appare incapace di prendere in mano la situazione per meglio tutelare i propri interessi, vede il suo governo navigare maldestramente in acque molto agitate e condizionate dalle continue richieste dall’alto e dal basso di urgenti riforme da attuare per salvare il paese da un possibile default, cui invece l’esecutivo italiano risponde sordamente con piccoli e “continui aggiustamenti estivi” ad una manovra finanzaria che nulla riforma e nulla risolve, ma i più poveri impoverisce.
Non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire, ovviamente.
Eppure l’Italia, nella persona del ministro dell’Interno on. Roberto Maroni aveva per qualche mese fatto tremare l’Europa intera e la Francia in particolare nel tema della gestione dei flussi migratori clandestini che arrivavano in Italia da un Mediterraneo avvolto nelle fiamme delle rivolte popolari acuite propio dalla ingerenza guerrafondaia e neocolonialista francese, inglese e americana.
Il ministro Maroni aveva in breve tempo messo in crisi tutti gli accordi europei sulla libera circolazione delle persone (Trattato o Convenzione di Schengen) ottenendo immediatamente l’incondizionato sostegno di componenti politiche francesi e olandesi determinanti, ed aveva costretto le autorità europee in posizioni di difesa indifendibile, ovvero di una resa senza condizioni o di una fuga precipitosa dinanzi a giuste critiche ed ai continui richiami al dovere.
Ma l’intervento congiunto del premier e del capo dello stato italiani sbarrò la strada a questa crescita politica di leadership, raggiungendo un vergonoso accordo proprio con quella Francia che era causa primaria del male italiano, ed ottenendo in cambio di questo “favore”, la poltrona della BCE per l’italiano Draghi, sebbene questo “accordo della vergona e del tradimento”, non sembrasse affatto coincidere con l’interesse nazionale italiano in quel momento storico.
Ma il mondo sa come “comprare” la casta politica italiana:
basta una poltrona del potere e tutto si mette a posto.
E così è stato, infatti e purtroppo, contro ogni interesse del popolo italiano e contro la potenziale emersione di una Grande Italia che si affiancasse alla crescita continua e potente di una Grande Germania.
Ma la carenza di leader politici decentemente dotati e non vendibili al nemico o corruttibili o ricattabili, è stata da sempre la noia maggiore di cui soffre il sistema statuale italiano.
Laddove leader intelligenti si sono imposti, sono sempre stati traditi e sacrificati su altari molto pericolosi, come nel caso di Aldo Moro o di Marco Biagi o come nel caso di Roberto Maroni, tradito e consegnato al nemico come in questo caso, ovvero esposto ad altissimo rischio come nel caso del varo della riforma del lavoro o quello del più grande contrasto mai realizzato nella storia italiana alle organizzazioni mafiose.
I “giusti” in Italia son sempre caduti sotto i colpi delle mafie o del terrorismo.
Ma Roberto Maroni pare esser fatto di una stoffa ben più resistente, anche ai tradimenti assegnatigli dalle più alte cariche dello stato italiano.

Il mondo sembra avvolto nel fuoco della presenza di leader senza alcuna credibilità e capacità, che tentano pedissequamente di contrastare la nascita di veri ed autentici leader politici, gli unici in grado di risolvere i problemi che alimentano le fiamme che avvolgono e soffocano l’intero globo.

Ma la storia non conosce sconfitte:

tornerà l’era dei leader e degli esseri umani eccezionali così come è tornata l’era della crisi delle democrazie.

Chi si opporrà al cammino della storia, ne verrà certamente travolto.

Chi non ha capacità e credibilità sufficienti, è ora che vada a fare altrove quel che non ha il coraggio di fare nei palazzi del potere, poichè non è con povertà umane e morali importanti che si costruisce il futuro del mondo, il futuro di questo mondo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Knights Templar 2083 – Anders Behring Breivik’s Video

lunedì, 25 luglio 2011

Ho appena finito di vedere il video rintracciabile sulla rete web di Anders Behring Breivik:

Knights Templar 2083.

Anch’io credo che i maggiori pericoli per i popoli europei ed occidentali provengano da un ingannevole modello socio-culturale multietnico che attraverso il metodo democratico e la legge dei numeri demografica, puntano a prendere il potere pubblico insieme alle sinistre comuniste, grandi sostenitrici del tradimento storico del popolo europeo.

Non vi sono dubbi su questo.

Quel che avrei voluto meglio comprendere nella visione di Anders, era la motivazione razionale che lo ha spinto a scegliere cittadini norvegesi di sinistra come obiettivo stragista e terrorista, nonchè come monito iniziale di una guerra mai dichiarata che serpeggia nei paesi europei ed occidentali contro l’espansione islamica.

Ho una serie di domande che non hanno risposta su questo caso.

1 – Perchè Anders Behring Breivik ha scelto di compiere una strage fra giovani norvegesi laburisti (di sinistra) piuttosto di attaccare direttamente invece i simboli di quello che egli stesso vede come il pericolo maggiore: i mussulmani?

2 – Perchè Anders Behring Breivik non ha cercato di connettersi alla rete di resistenza politica europea che combatte politicamente per la tutela e la difesa della storia, della cultura, della religione e della libertà dei popoli euro-occidentali?

Ne ho ancora di domande, ma per risolvere l’enigma “Anders Behring Breivik”, mi acconteterei almeno di queste risposte.

Certo, in Norvegia non ci sono le mafie come in Italia, non ci sono popolazioni di africani con cittadinanza italiana che si rifiutano di gestire i propri rifiuti, costruiscono edifici senza alcuna autorizzazione e si rifiutano di obbedire alla legge creando di fatto uno stato illegale nello stato democratico.

Personalmente aggiungerei ai pericoli comunista e islamico messi in evidenza da Anders Behring Breivik che vive il modello socio-culturale nord-euro-occidentale, anche:

gran parte delle popolazioni delle regioni meridionali italiane,

tutte le organizzazioni mafiose italiane,

molto del sistema degenerato italiano che produce continue ingiustizie nell’abuso corrotto e corruttore del potere pubblico;

tutte quelle isituzioni democratiche che favoriscono i napoletani che si rifiutano di smaltire la propria monnezza e puniscono invece tutto il resto del paese nella mancata richiesta di danni da avanzare ai napoletani per la perdita di immagine dell’Italia e del del marchio commerciale Made in Italy a causa del loro stile di vita incivile,

tutte le popolazioni meridionali che non contrastano le organizzazioni mafiose e l’espansione islamica.

Per l’islam, di cui si è ampiamente e storicamente dimostrata l’incompatibilità con le libere democrazie occidentali, andrebbe immediatamente dichiarata la sua illegalità nei paesi europei, in modo da poter espellere immediatamente tutti i mussulmani che non si sono integrati e che rappresentano un grave e mortale pericolo per il popolo nord-euro-occidentale.

Per i comunisti si potrebbe prevedere un loro esilio immediato in paesi islamici, vista la vicinanza culturale e di intelligenza che rende fratelli due modelli culturali di cui il mondo intero farebbe molto volentieri a meno.

E visto che si sta facendo un po di pulizia di modelli inadeguati ed incompatibili con quelli nord-euro-occidentali, potremmo pensare all’esilio della nostra intera casta politica nel continente africano, in blocco, con un biglietto di sola andata.

Su questo, il mio pensiero e la mia azione si differenziano certamente con quelli di Anders Behring Breivik:

per cambiare le cose e salvare il salvabile, possiamo evitare le stragi e le guerre civili, semplicemente esiliando i modelli socio-culturali incompatibili con il nostro, ricomponendo omogeneità sociali che gravi errori storici hanno procurato, come quello dell’unità italiana.

C’è tanto spazio in africa per napoletani, mussulmani e politici scandalosi:

se essi non corrispondono al modello civile occidentale, andranno benissimo per quello africano.

Simili con i simili, e non vi saranno mai più problemi di integrazione.

Ma questo deve accadere adesso, non dopo il 2013:

Secessione da tutte queste degenerazioni incompatibili con il nostro modello e stile di vita.

Secessione, adesso, subito, immediatamente.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lega Nord batte Unione Europea: 5 a 0. Maroni Uber Alles

mercoledì, 11 maggio 2011

Il governo danese, a seguito di un accordo politico sottoscritto con il Partito del Popolo danese, delibera di sospendere il Trattato di Scenghen.

L’Europa della burocrazia e delle nazioni viene così definitivamente esautorata di ogni potere in materia di controlli alle frontiere interne dei paesi aderenti alla Unione Europea.

La epica battaglia leghista del ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni, condotta contro l’interventismo e la belligeranza anglo-francese in territorio libico e contro una Commissione Europea che si è irresponsabilmente lavata le mani del problema della invasione di profughi sulle coste italiane (come se non fossero affatto confini europei), questa battaglia politica, ha ottenuto il risultato di far emergere tutte le contraddizioni che, invece di favorire l’unione europea, ne provocavano scissioni interne.

L’Unione Europea è in aperta crisi con se stessa, incapace di difendere nemmeno i suoi limiti, i suoi confitni, i suoi territori.

Questo momento verrà ricordato nei libri di storia come il momento apicale della crisi europea e della sua implosione.

I parlamentari europei decidono di voler viaggiare solo ed esclusivamente in prima classe a spese del popolo europeo?

Ed il popolo europeo consegna un biglietto di sola andata pe rl’inferno a questa Unione Europea, inutile e rappresentativa di interessi non condivisi dal popolo.

E’ una dura lezione per la UE, come è una dura lezione per tutte quelle politiche e tutti quei politici che difendono e tutelano interessi non condivisi o addirittura contrari alla volontà popolare.

E’ la resa dei conti con certa politica fattucchiera, parruccona ed incipriata, distante milioni di anni luce dal popolo e dai territori che pretende arrogantemente di governare.

E’ la nascita e l’affermazione di un nuovo movimento politico europeo, popolare e federalista, incarnato da uomini e donne che sono abituati a non mollare la presa, è l’ennesima vittoria leghista in Europa.

Lunga vita al ministro Roberto Maroni.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X