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Austerità – Sparpaket – Austerity – λιτότητα – Austérité – Austeridad

domenica, 11 agosto 2013


Austerità.

Questa tecnica salva-vita per paesi viziosi della periferia europea altrimenti denominati PIGS non piace alla cultura politica anglosassone ed americana che cercano invece entrambe di affermare che, la crisi globale attuale e la conseguente recessione, sarebbero figlie delle politiche di austerità.

Affermazione pazzesca ed al limite del delinquenziale.

Dimostriamo il perché.

La crisi finanziaria globale che ha nvestito tutto il mondo occidentale ed europeo è stata innescata da giochi spericolati della finanza americana ed è nata con la recessione mondiale scatenata dalla crisi dei “sub prime”.

Quindi, la crisi economicia, finanziaria ed industriale è stata certamente scatenata da bolle occidentali, americane ed anglosassoni, e non certo per condizioni di crisi strutturale europea, russa, cinese o indiana, cui invece e solo successivamente si è allargata la crisi, assumendo connotati globali.

Eppure, sia gli inglesi che gli americani continuano a puntare il dito contro le politiche di austerità avviate dalla Unione Europea per ridimensionare alle nuove altezze strutturali di produzione di ricchezza e di benessere ed adeguare conseguentemente le allegre e pazze spese pubbliche dei paesi viziosi distrutti da patologici criteri di redistribuzione della ricchezza e minati alla base da forti condizionamenti mafiosi e corruttivi, condizionamenti che non desiderano una austertà nelle manovre finanziarie pubbliche come non desiderano contenimenti della spessa pubblica a controllo di debiti pubblici a dir poco inquietanti poiché tale austerità, impedisce l’illecito arricchimento a danno delle pubbliche amministrazioni da parte di furbetti e furbizie di ogni genere e grado.

Un esempio su tutti e calzante come un guanto sono i mega-appalti italiani come il progetto della costruzione di un ponte sullo stretto di Messina, successivamente abbandonato perché additato d’essere solo l’ennesimo modo per finanziare mafia e corruzione da parte della casta politica.

Stesso dicasi per il fenomeno NO TAV o per la polemica sollevata dall’acquisto in violazione al regime di austerità che coinvolge i paesi periferici europei di un certo numero di aerei da guerra americani F35 da parte del governo italiano.

Va annotato che l’austerità italiana è solo nominale in quanto la casta politico-burocratico italiana continua a spendere i danari pubblici in maniera inaudita ed ingiustificata, quasi come se la crisi non esistesse, quasi come se l’aumento della spesa pubblica e del debito pubblico potessero esorcizzare invece di allettare il mostro della miseria e della povertà che ingombra i cieli italiani.

Anche il governo all’italiana della BCE ha tentato di indirizzare le linee guida anti-crisi europee nella direzione di nuovi finanziamenti e nuovi sprechi di danaro pubblico a sostegno di spese e debiti erogati e contratti in modo del tutto superficiale e scorretto dai paesi viziosi europei nella incredibile convinzione che i paesi virtuosi europei avrebbero continuato a pagare e senza batter ciglio il vizio italiano come il vizio greco, vizi che si possono esprimere in pensionamenti di massa poco oltre la soglia dei 40 anni, assunzioni clientelari e famigliari di massa nella pubblica amministrazione senza scopo pubblico e senza merito privato, finanziamenti immeritati ed ingiusitficati di giornali e sindacati, partiti politici e dei famigerati amici degli amici.

Il nein tedesco e il downgrade del fondo salva-stati hanno messo fine a questa ennesima ingiustizia che fa dell’austerità un capro espiatorio per tutti i mali generati irresponsabilmente da eserciti di politici inetti, incapaci, interessati, idioti, mascalzoni e disgraziati che hanno fatto dello spreco, del ladrocinio, del metodo mafioso e della corruzione sia morale che materiale, vere e proprie prassi criminali e criminogene, strutture dai piedi di argilla distruttive del benessere e della ricchezza che sono crollate per prime ai primi venti di crisi.

Ma per viziosi, mafiosi e corrotti la causa della crisi italiana è e resta la moneta unica europea, la costruenda eurozona unitaria politica, finanziaria ed economica, l’austerità e le politiche di risanamento, di ammodernamento, di riforma e di liberalizzazione dei mercati interni di stati assai arretrati e degradati.

Per questi viziosi la soluzione della crisi starebbe tutta nella assunzione dei raccomandati della casta nella pubblica amministrazione italiana, maligna oportunità che viene usata come esca dalla casta dirigente italiana per tentare di illudere ancora una volta il popolo che versa in condizioni di estrema necessità, disagio e bisogno, per spremerne ancora consenso elettorale da deludere poi inesorabilmente indicando ancora come limite alla crescita e allo sviluppo le politiche di austerità che impediscono agli italiani di avere ancora e per sempre un comodo ed inutile lavoro pubblico per vivere felici e contenti sulla pelle dei cittadini tedeschi, francesi, olandesi, svedesi, finlandesi, indiani, cinesi, americani, ecc.

“Avremmo voluto assumere tutti i vostri sfaccendati figli di mamma nella pubblica amministrazione italiana, assecondando il parassitismo criminale che vi e ci anima, ma è stata l’Europa, è stata la Germania, è stata quella dittatrice senza cuore della Merkel ad impedircelo”.

Se non è mafia questa, non saprei proprio cos’altro potrebbe essere.

Illudere un popolo ridotto allo stremo per scagliarlo poi come una arma da guerra contro il nuovo corso europeo e gobale che limita ed impedisce l’esistenza di ogni parassitismo e di ogni organizzazione mafiosa corruttiva è atto irresponsabile ed assai grave.

Ancora una volta, la casta dirigente italiana mostra al mondo la sua piccola furbizia, spacciata per intelligenza e mai nata nemmeno al grado di coscienza civile.

Questa è la piccola storia della guerra fra austerità e furbizia, della loro lotta antagonista millenaria fra il bene e il male e del sempiterno inganno ai danni dei popoli più arretrati, degradati e disagiati da parte della criminalità in abuso del potere pubblico e travestita da autorevole autorità.

Quel che vi raccontano sono menzogne:

Matrix è qui.

Il Grande Fratello è qui.

Ora, potete anche scegliere quale pillola prendere.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cttadino X

La democrazia italiana non difende il popolo, ma il potere

domenica, 11 dicembre 2011

Cosa è accaduto?

Perché le democrazie nel mondo stanno tutte miseramente fallendo?

Come mai quando un sistema democratico incontra la crisi si dimostra incapace di contrastarla?

Semplice.

Perché un sistema democratico è troppo facilmente aggredibile dalla cattiva politica, dalle mafie, dalla corruzione, dalle invasioni religiose.

Così, dopo un certo tempo di regime democratico, il potere si incarna con i potenti e le istituzioni democratiche vengono infiltrate ed occupate definitivamente dai sistemi di potere aggregati in caste e corporazioni divenute ormai intoccabili ed al di fuori della sfera di influenza della legge.

Così, nei momenti di crisi, il potere pubblico viene usato per contrastare la crisi nei confronti dei potenti e non per difendere il popolo.

Ecco perché, ciclicamente, i sistemi democratici cadono e risorgono, non dopo aver pagato il prezzo di sangue richiesto da un popolo inferocito ed immiserito.

Ecco perché il costo della crisi oggi in Italia non lo pagano i corrotti, gli evasori fiscali ed i mafiosi, ma lo pagano i lavoratori probi, i cittadini lavoratori onesti, il popolo dei lavoratori derubati della sovranità e del potere.

Oggi è il tempo di cadere.

Per poi risorgere a nuova e migliore vita.

Nessun governo politico o tecnocratico potrà imporre alla politica e alla burocrazia italiana il dover essere, lo spirito di sacrificio ed il senso del dovere.

Occorre prima fare pulizia e tagliare drasticamente il magna magna generalizzato nella pubblica amministrazione.

Occorre farlo subito e senza guardare in faccia a nessuno.

E se il regime democratico non si dimostrerà in grado di dare risposte e garanzie alle richieste di giustizia sociale ed economica che provengono dal popolo, allora non sarà il popolo a soccombere, ma sarà questa inutile e troppo costosa democrazia della partitocrazia e della burocrazia a chinare la testa.

Mafie e corrotti devono essere estromessi dalla società, vanno puniti, perseguiti e, perché no, visto l’altissimo pericolo e allarme sociale che provocano, vanno perseguitati sino alla eliminazione totale dei fenomeni che li generano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il fallimento

martedì, 15 novembre 2011

L’attuale condizione istituzionale e di governo in Italia, offre uno spaccato deprimente del sistema del potere pubblico.

Il ricorso ad un tecnocrate internazionalmente riconosciuto come figura preparata e capace di governare il paese, rappresenta la resa del sistema politico di fronte alle proprie debolezze strutturali ed immaturità ugualmente condivise nel bipolarismo politico italiano.

Il fallimento del sistema politico-istituzionale riceve così una certificazione riconosciuta in tutto il globo.

Un potere politico che non trova accordi interni sufficienti a produrre quelle riforme che necessitano urgentemente al paese è un potere politico che porta le prove della propria incapacità ed immaturità nel tribunale dei fallimenti statali.

La continua delegittimazione reciproca delle parti politiche ha ormai invaso ed aggredito il sistema istituzionale, sistema che vede sedere nella terza poltrona istituzionale italiana, quella della presidenza della Camera dei deputati, l’artefice della spaccatura all’interno della maggioranza del governo Berlusconi che ha portato al pericoloso stallo attuale, evidenziando ancor più una crisi politica che è fatta di immaturità politiche importanti e di ambizioni personali sfrenate.

La prova che di idiozia politica si tratti, sta nel fatto che, nell’agire politico vi siano politici che vogliono ugualmente rappresentare il punto di rottura del sistema e la cura a quel sistema che essi stessi han procurato di invalidare.

Questo agire rappresenta una linea politica affatto casuale rispetto al gioco di furbizia incarnato da chi pretende di essere contestualmente causa e soluzione della crisi politica.

Le richieste dell’incaricato Monti di inserire nel suo esecutivo esponenti politici di rilievo, la dice tutta sul clima di sospetto e di sfiducia che regna nei palazzi del potere romano, come pure sono sospette le sue ultime dichiarazioni che negano il suo, come un governo di lacrime e sangue.

In tal caso non si comprende quali soluzioni drastiche ed impopolari possa intraprendere un incaricato premier che abbassa il vessillo del cambiamento dinanzi ad una casta politica che egli stesso teme più di ogni altro pericolo.

In definitiva, nessuno si fida di una casta politica che, pur avendone la possibilità, non pare interessata a sostenere con coerenza e lealtà un governo che salvi il salvabile.

Ogni leader politico sogna per se il mito di salvatore della patria, senza produrre nei fatti quell’azione politica che serve urgentemente per sanare una crisi che è sicuramente politica, oltre che economica e finanziaria.

O si scioglie il nodo politico o non si governa il cambiamento.

Ed il nodo politico italiano è quello della furbizia senza intelligenza, quello della ambizione senza merito.

Un nodo assai difficile da sciogliere.

Una casta politica assai difficile da sopportare, sia da parte di un bravo, preparato e diligente tecnocrate al governo, sia da parte di un popolo di cittadini ormai stufo ed avvilito, quasi arreso ad un futuro di miseria e di povertà.

Il futuro del paese non è visibile in questo contesto.

La politica stessa nel paese non appare una risorsa per il paese, ma il suo limite più grande ed invalicabile.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Tutti Pazzi per la Lega della Gente

sabato, 13 novembre 2010

L’attacco al federalismo ed al riformismo leghista muove i suoi ultimi passi.

La casta politica peggiore si oppone al cambiamento dello status quo che garantisce privilegi inauditi e spreco di danaro pubblico ingiustificabile.

Questa casta ha paralizzato il governo ed ha abbandonato il paese a se stesso, condannandolo ad un futuro di malessere e di insicurezza.

Gli interessi delle famiglie e delle aziende non trovano alcuna rappresentenza politica, se non nell’azione della Lega Nord.

Il quoziente familiare che avrebbe dovuto tutelare le famiglie italiane non è mai stato varato.

Le aziende trovano in questa casta partitica un ostacolo e non una difesa, un nemico e non un complice.

E mentre il paese chiede almeno che siano eliminati gli sprechi dell’apparato pubblico sia nazionale che locale e che vengano eliminati i fattori che conducono alla delocalizzazione all’estero dei siti industriali italiani, questa indecente casta partitica gioca sporco e pretende di fermare il paese, di piegarlo ancora una volta ad interessi che non hanno nulla a che fare con quelli delle famiglie e delle aziende.

Quale valore e quale senso ha una aprire una crisi di governo in questo momento storico se non quello di affossare ancor più il paese in una crisi già di per se dolorosissima?

Forse il senso di creare fratture socio-economiche tali da rendere irriducibili le distanze fra il paese reale e lo stato di diritto?

Forse il senso di fermare il più grande contrasto al mondo delle organizzazioni mafiose che questa repubblica abbia mai testimoniato?

Ma il compito della politica non dovrebbe essere l’esatto opposto?

E questa “cosa”, la possiamo chiamare politica?

Per fortuna che la Lega c’è, altrimenti questo paese non avrebbe più alcuna speranza per il futuro, altrimenti, le famiglie e le aziende italiane dovrebbero trasferirsi in massa in paesi come la Germania, laddove una casta politica siffatta, non avrebbe motivo di esistere.

E di resistere.

Dopo lo storico fenomeno della migrazione delle famiglie dall’Italia, è iniziato anche il fenomeno della migrazione delle aziende.

Da qui, fuggono tutti, atteriti.

Da questa condizione di “follia politica suicida” scappano via, tutti.

O paventano di farlo.

Di questo passo, per ottenere lo status di rifugiato politico all’estero nel futuro, sarà sufficiente presentare un passaporto o un documento di identità della repubblica italiana, un documento valido e non scaduto che attesti che il soggetto ha avuto la sfortuna di nascere in un paese dove la politica è pura follia e le istituzioni sono spesso piegate e deviate a mero “strumento” di questa follia, dove lo stato viene suicidato e l’anti-stato avanza.

Non è possibile condividere questa follia, come non è possibile che questa follia venga ancora tollerata.

Non ci si può prendere gioco così impunemente degli interessi di un intero paese, non si può ricattare un intero paese a fini di mera bottega partitica, come non si può giocare con il futuro della aziende e delle famiglie.

Queste semplici considerazioni di un cittadino “X”, di un cittadino qualunque, sono utili alla migliore comprensione di quale sia il “vero problema” di questo paese?

E se l’anti-politica avanza, se l’anti-stato corrode e corrompe, perchè nello stato vi è solo la Lega Nord a chiedere e pretendere di cambiare questo status quo?

Perchè questa casta partitica pretende di agire in un sistema di monopolio (non autorizzato, non delegato, non condiviso) nel governo del paese?

Perchè le regole democratiche consentono a questa casta partitica di produrre una politica che non incontra la domanda di cambiamento dello status quo da parte del popolo sovrano?

Forse gli studi di un certo Antoine-Augustin Cournot, – filosofo, matematico ed economista francese – sull’incontro fra domanda ed offerta in un libero mercato possono aiutare a comprendere meglio cos asta accadendo in Italia in questo momento.

Forse, lo studio delle regole che consentono non un primato della politica, ma un primato del monopolio o dell’oligopolio partitocratico, possono aiutarci a capire quella voglia matta che hanno famiglie ed aziende di fuggire da questo paese.

Perchè se la partitocrazia intende ancora produrre una offerta di servizi pubblici (l’impegno politico è il servizio pubblico per eccellenza) in un regime in cui decide essa stessa a quali condizioni di qualità e quantità offrire tali servizi e, soprattutto, a quali costi, ebbene, domanda ed offerta di tali servigi non si incontreranno casualmente formando un “prezzo” economicamente interessante ed un rapporto fra quantità e qualità conveniente, impedendo di fatto al popolo quella partecipazione attiva che contribuisce alla formazione di un “prezzo politico” accettabile, di un “prezzo comunitario” considerabile, di un “patto sociale” interessante.

E se tale punto viene deciso autonomamente dagli interessi delle segreterie partitiche, allora, domanda ed offerta non si incontreranno mai, poichè non ci sarà nessun popolo disposto a pagare un prezzo inaccettabile, punitivo, fuori mercato.

E allora, questo popolo, nelle sue forme fondamentali nucleali di famiglie ed aziende, potrebbe dedicere di rivolgersi altrove, laddove l’offerta di servizio pubblico complessiva, risponda meglio alle loro esigenze.

Ed è proprio quel che sta accadendo.

E non c’è da meravigliarsi se l’offerta politica leghista riscuote sempre maggiori consensi dal popolo sovrano in questo mercato monopolista, poichè la sua è una offerta “ritagliata” per soddisfare le esigenze del popolo, e non per curare gli interessi delle segreterie partitiche.

L’offerta politica leghista quindi, spacca il mercato politico, aprendo strade di libertà mai percorse prima in questo paese “bloccato”.

E la reazione scomposta e indecente della casta partitica peggiore cui stiamo assitendo in questi giorni, valida questa teoria in modo perfetto.

Ecco spiegato perchè la lega della gente è un movimento popolare, mentre tutti gli altri partiti politici sono attanagliati da una profonda crisi che rischia seriamente di mettere in forse il futuro del paese, una crisi “isterica” che è il male assoluto del sistema stato, una crisi di nervi che valida totalmente le scelte leghiste.

Tutti pazzi per la Lega Nord, insomma.

Ancora e per sempre.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Analisi Politica

giovedì, 5 agosto 2010

Gianfranco Fini andava messo immediatamente di fronte alle sue responsabilità politiche, sin dalle primissime uscite con cui mandava a dire attraverso il suo fido bravo Italo Bocchino che, o si assicurava maggior potere e successione politica a Fini, ovvero una nuova politica antagonista si sarebbe affacciata all’interno del governo.

Per questo motivo, fondai immediatamente un gruppo su facebook che titolava “Fini dimettiti!” nella convinzione che ogni altra strada diversa da questa, avrebbe portato a conseguenze difficilmente reparabili e a danni inevitabili.

Ed infatti, così è stato.

Il nodo centrale di tutta la politica italiana è e resta il federalismo fiscale, che guarda caso vedeva una forte opposizione di UDC, AN e parte di FI già nel giugno 2006 (referendum sulla devolution), trasversalismo che nel giugno 2010 si ripresenta in uno schieramento nel quale, l’empasse berlusconiana nei confronti del tradimento finiano, ha dato adito a più di qualche dubbio sulla reale volontà del governo di varare il federalismo fiscale entro l’estate.

Ed infatti, così è stato.

Il nodo centrale della politica italiana è evidentemente quello del federalismo.

La soluzione del nodo, è quella del varo del federalismo.

La gente della Lega ne ha le scatole piene di questo teatrino politico mentre la Lega stessa raccoglie sempre maggiori consensi al di fuori del suo nucleo storico popolare, a dimostrazione del fatto che anche la gente comune condivide l’azione politica leghista, la sua lealtà ed affidabilità politica, la sua capacità di garantire continuità e stabilità al governo.

L’unico governo che potrebbe fare a meno della Lega Nord è quel governo da inciucio che più di un nostalgico restauratore della I repubblica indica come la soluzione finale.

Finale sì, per il paese però:
sarebbe il colpo di grazia inferto ad un paese stanco che vuole cambiare ciò che la partitocrazia parlamentare vuole conservare.

Stanchezza popolare che potrebbe in breve divenire rabbia rispetto alla perpetuazione di giochetti e di teatrini politici incuranti delle sofferenze che corpo sociale e produttivo del paese stanno affrontando:
da soli.

Ma questo è proprio il fine dei restauratori e dei conservatori:

provocare sino allo stremo la Lega Nord, nella speranza di veder apparire una reazione scomposta da etichettare immediatamente come “inaffidabilità politica” della stessa Lega Nord e costruire una campagna elettorale su questa miserabile dimostrazione.

Ma questo giochetto non funziona più:

la Lega è divenuto un movimento politico avveduto e maturo e non cadrà mai in questo trabocchetto infame e truffaldino.

E allora, cosa accadrà?

Il parlamentarismo e la partitocrazia opporranno certamente forti resistenze ad un eventuale scioglimento delle camere provocato dalle dimissioni dell’attuale governo, almeno non senza perpetuare l’ennesimo tentativo di fare quel “governo di unità nazionale” che nessun elettore ha mai votato, che nessuna forza sociale e produttiva ha mai desiderato, che nessuna alleanza politica ha mai candidato.

Le segreterie politiche della partitocrazia tentano ancora una volta il colpo di coda della restaurazione.

Tenteranno ancora una volta il golpe bianco con un governo che nessun elettore ha mai delegato, con una maggioranza che non ha mai ricevuto delega di sovranità e di governo.

Perchè se si va ad elezioni in questa situazione, potrebbero veder uscire dalle urne elettorali una Lega ancor più forte.

Molto più forte.

Cosa che al paese non potrebbe fare che bene.

Cosa che il trasversalismo nemico del paese e del popolo sovrano, cosa che i nemici della democrazia e della libertà, devono temere, più di ogni altra ….

Fate il vostro gioco signori, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Berlusconi si è calato i pantaloni, ed anche le mutande

venerdì, 23 aprile 2010

Condivido pienamente l’analisi del leader della lega Umberto Bossi:
questo governo è arrivato alla sua fine naturale.
Causa:
il decesso della PDL ed il sopravvento alla guida della PDL di una linea che premia l’illegalità diffusa e le mafie.
Prova ne sia l’ultimo decreto del governo che premia una volta di più, chi ha costruito la propria abitazione infrangendo la legge, premia i cittadini senza scrupoli, premia il mondo della illegalità diffusa e, conseguentemente, il mondo delle mafie, che da decenni attanagli e distrugge la democrazia e le libertà in questo paese.
Con la libertà dei cittadini italiani, il Popolo delle Libertà, non ha più nulla a cui spartire.
Berlusconi è ormai schiavo della linea anti-liberale ed anti-legalitaria della PDL.
Anzi, a dirla proprio tutta, questo tradimento della PDL è esattamente la copia di quello del 25 e 26 giugno 2006.
E’ un tradimento delle riforme della Lega, è un non voler varare il decreto anti-corruzione, è un atteggiamento negativo verso il cambiamento di questo paese.
In realtà, berlusconi e fini, come il gatto e la volpe, hanno giocato ancora una volta con la Lega e con la voglia di cambiamento che ferve nel pease.
Tutte queste polemiche fra fini e berlusconi sono una farsa, un teatrino di quella casta politica che non vuole diminuire il numero dei parlamentari, che non vuole perdere i privilegi allucinanti che la politica produce in questo paese.
Il re è nudo.
Il governo è in crisi.
L’alleanza PDL-Lega è morta.
Io non faccio battaglie politiche esponendomi oltremodo perchè berlusconi eviti la galera e le riforme vengano affossate.
La PDL con me ha chiuso.
Questa PDL non va da nessuna parte:
è deceduta per eccesso di arroganza.
Io credo che la Lega debba cercarsi nuovi alleati per riformare e cammbiare il paese.
Ma questa è solo la mia opinione.
ora vedremo le mosse nello scacchiere leghista:
la Lega è ancora al centro delle scelte di questo paese, per volere della gente, del popolo, del comparto produttivo, del nord.
Non si può accettare di sostenere oltre questo sgoverno.
La Lega non lo può accettare, il popolo del nord, non lo può accettare, la gente onesta e laboriosa non lo può accettare.