Articoli marcati con tag ‘corruzione materiale’

La Questione Meridionale deprime l’Italia

venerdì, 8 febbraio 2019

«Che esista una questione meridionale, nel significato economico e politico della parola, nessuno più mette in dubbio.
C’è fra il nord e il sud della penisola una grande sproporzione nel campo delle attività umane, nella intensità della vita collettiva, nella misura e nel genere della produzione, e, quindi, per gl’intimi legami che corrono tra il benessere e l’anima di un popolo, anche una profonda diversità fra le consuetudini, le tradizioni, il mondo intellettuale e morale.»

Giustino Fortunato
Il Mezzogiorno e lo stato italiano:
volume secondo, Laterza, Bari, 1911

Italia alle soglie di una guerra civile?

domenica, 21 luglio 2013

Sempre più spesso mi ritrovo a commentare sui social network (Google+, Facebook e Twitter) in discussioni che vertono su paventati disordini pubblici derivanti dalla crisi politica, economica, finanziaria, del lavoro, della giustizia, della sicurezza, della libera concorrenza e della legalità italiana nel prossimo futuro.

Premesso ed a scanso di equivoci che l’ipotesi di una guerra civile in Italia sarebbe un evento atroce, terribile e temibile e che comunque, le irrisolte questioni (morale, meridionale, della corruzione sia morale che materiale, delle mafie, della autoreferenzialità della casta politica e istituzionale, della democrazia rubata e della libertà perduta, della pubblica amministrazione inefficace, inefficiente, dannosa e costosa, ecc) da decenni sul tavolo politico italiano non trovano e pare, non troveranno risoluzione nel nostro presente come nel nostro futuro, voglio chiarire la mia posizione rispetto a questa sventurata ipotesi.

“La guerra civile, se ci sarà, verrà da sola.

Nulla potranno quelli che non la vogliono per evitarla e nemmeno nulla potranno quelli che la desiderano per invitarla.

La storia ha uno spessore un attimino più alto di quello delle fazioni.”

Buona fortuna a tutti.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Benvenuti all’inferno della furbizia e del vizio

mercoledì, 10 luglio 2013

Standard & Poor’s taglia il rating dell’Italia, ancora una volta.

Così come Fitch taglia il rating delle banche italiane, ancora una volta.

Così come FMI (Fondo Monetario Internazionale) declassa definitivamente l’Italia a paese ‪‎PIGS‬ alla stregua di ‪Portogallo‬ ‪‎Irlanda‬ ‪Grecia‬ e ‪Spagna‬ e boccia definitivamente e senza appello l’Italia‬ che non comparirà più fra le grandi, le medie o le piccole potenze mondiali. ma verrà individuata solo come estrema periferia della eurozona, molto più prossima al sistema economico, politico e finanziario africano e mediterraneo che a quello europeo,

Crolla ancora la credibilità italiana nell’ennesimo downgarde del rating italiano che da BBB+ scende a BBB, dopo una serie infinita di alert e di allarmi che le istituzioni politiche italiane non hanno ascoltato, non hanno voluto ascoltare, sfidando in un sol colpo la storia, l’economia mondiale, la finanza globale e la pazienza dei governi dei paesi virtuosi.

J.P. Morgan, FMI, FED, Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch, UE, BCE, Dagong Global Credit Rating, tutto il mondo civile avanzato e industrializzato ha chiesto più e più volte alle istituzioni italiane di fermare il processo di downgrade italiano, quel fallout italiano che rischia di trascinare con se un paese che è troppo grande per poter fallire impunemente come è troppo grande per essere salvato.

Ma le caste corporative italiane che compongono la classe dirigente italiana (casta politica, casta partitocratica, casta burocratica, casta sindacale, ecc.) si sono chiuse a riccio dinanzi a a tutte le proposte riformatrici e liberalizzatrici rivolte a salvare l’Italia da un suo fallimento annunciato.

Troppo egoiste, ignoranti, arroganti, presuntuose, troppo chiuse nel difendere uno status quo di prevaricazione sociale, economica e finanziaria, troppo vili per poter affrontare il futuro a petto nudo, cuore in mano e mente aperta.

L’Italia fallisce per esclusiva responsabilità di queste brutture, di queste deficienze, di queste idiozie.

La casta politica, in particolare, pur di mantenere invariato il suo prepotere assoluto sul Paese Reale, ha giocato male le sue carte, barando e tradendo il popolo sovrano dei cittadini in trattative stato-mafia, assassinando le famiglie italiane e suicidando le aziende italiane.

Impunità ed immunità della casta erano assolute certezze cui le mafie agognavano di partecipare.

Impunità e immunità dei mafiosi (non punibilità del reato di comportamento mafioso), illegalità diffusa nelle propedeutiche della evasione fiscale, del lavoro nero, della corruzione e dell’usura, incertezza della pena e del diritto, ingiustizia giudiziaria e sociale, fallimento nei meccanismi di redistribuzione del redditto, del benessere e della ricchezza prodotte.

In buona sostanza, si tratta del trionfo dell’egoismo personale, famigliare e di cosca e del fallimento dell’unità nazionale.

Un egoismo che sembra non trovare freno e contrasto, non aver mai fine e scopo.

L’autoreferenzialità istituzionale italiana è il sintomo più evidente della arroganza e della protervia con cui la casta politica dispregia il popolo, distrugge il paese, in assoluto, indisturbato e completo abuso del potere pubblico.

La democrazia abusata e bloccata in 63 anni di dominio della casta ed in tre repubbliche della corruzione e della mafia, questa democrazia ormai deceduta per abuso di se stessa, questa ormai infranta catena del potere democratico, questo infinito dividi il popolo per poterlo imperare, questo fatuo fuoco della democrazia senza consenso e della libertà rubata, questa dittatura della corruzione materiale e morale è giunta al suo ultimo atto.

L’inferno della storia si apre dinanzi al nostro futuro, assai incerto, fosco, invisibile.

L’inferno in terra della questione morale e della questione meridionale, dei paesi viziosi e mafiosi, trova infine un suo senso, un suo indirizzo:

quello di una ghigliottina per ogni testa di cazzo che ha derubato, truffato, frodato, dilaniato, corrotto, usurato e mafiosato questo paese e questo popolo.

Quello di una furbizia viziosa che è ormai giunta alla sua ultima ora, giunta alla sua resa incondizionata dinanzi alla intelligenza e alla razionalità.

Bentornata intelligenza.

Bentornato, oste della storia:

il futuro torna dal passato.

“Questo è il tempo in cui gli intelligenti rifuggono la coesione con i furbi, impedendo alla forza dei numeri di avere un valore rispetto alla intelligenza superiore, impedendo al concetto democratico della maggioranza dei furbi di soffocare l’intelligenza degli eletti.

Questa è la fine del mobbing dei furbetti che impedisce alla umanità di evolvere nell’oltre uomo, nel concetto del super uomo.

L’unione fa la forza, appunto, ma non l’intelligenza.

E questo è il tempo in cui l’intelligenza e la razionalità torna al potere.

Bentornata intelligenza.”

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Severità ed Austerità contro perbuonismo e perbenismo

lunedì, 24 dicembre 2012

In questi anni di crisi, la comunità italiana è costretta a tornare a livelli di consumi “umani” e toccare con mano stili di vita eco-compatibili ed eco-sostenibili dall’ambiente che li circonda.

Dovrebbe essere questo un atteggiamento di rispetto verso l’ambiente assolutamente normale.

Invece, la corsa al consumismo sfrenato senza senso e senza senno, la competizione all’accesso al consumo eccessivo e degenerato delle fonti energetiche strategiche come pure delle risorse pubbliche statali, in entrambe i casi ritenute infinitamente accessibili e spendibili senza criterio alcuno, in virtù di un per buonismo ed un perbenismo che mascherano invece appetiti impossibili da soddisfare, modelli di vita impraticabili, stili di vita irrealizzabili se non al costo di bruciare senza alcun criterio razionale la propria ricchezza privata, la propria capacità di indebitamento privato, la collettiva ricchezza statale di risorse ottenute con un indebitamento ed una spesa pubblica che va oltre ogni capacità comprensibile e giustificabile.

Spesso mi dicono che ho un senso della responsabilità eccessivo, una severità esagerata ed una austerità monacale.

Penso che lo dicano in senso negativo, dovendo giustificare il modello di chi fotte e magna e poi versa lacrime di coccodrillo rispetto ad una “austerità” imposta dall’esterno a freno dello spreco e del vizio contrabbandati per stili di vita normali e razionali.

Il senso ed il valore della normalità è sconosciuto ai popoli che hanno fatto della ignoranza e della arroganza i metri di paragone e di valorizzazione delle proprie scelte, ignorando arrogantemente e con una presunzione impagabile, che in un sistema globalizzato e in una Unione Europea avanzata, ogni errore commesso in Italia, lo pagano anche tutti gli altri paesi aderenti, compresi e soprattutto, quei paesi virtuosi che hanno fatto della moderazione, della razionalità, della severità e della austerità un composito modello di vita molto rispettoso di stili anche molto differenti dal proprio, in misurazione dell’alto grado di civiltà raggiunto.

Le lamentele di eccessiva austerità e severità nella applicazione delle regole comportamentali generali e particolari nella amministrazione della cosa pubblica in virtù di una fuoriuscita dalla zona di rischio downgrade o peggio, fall out, sono lamentele inaccettabili, irricevibili, inammissibili, insopportabili, intollerabili ed assurde.

Che l’Italia si dimostri un enorme asilo nido all’aperto, questa realtà, è molto ben presente alla mia intelligenza e razionalità, ma che per di più, i fautori, gli autori e gli attori di questa sfacelo totale, sociale, economico e finanziario abbiano anche da lamentarsi, tale risultato fa solo comprendere quanta ignoranza regni e pregni nel regno dello spreco e del vizio, ingiustamente anti-europeista ed assai incline al comportamento mafioso, alla inciviltà, alla illegalità, alla evasione fiscale, alla corruzione morale e materiale, alla usura e alla violazione di ogni norma, etica, morale e giuridica.

E adesso, crogilatevi pure nell’autocompiacimento di una atmosfera natalizia che di redenzione, non ha assolutamente nulla di nuovo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il Dossier di Libera sulla Corruzione in Italia

lunedì, 1 ottobre 2012

Ecco il link al download del Dossier 2012 sulla Corruzione elaborato da Libera

Per quanto mi riguarda, non posso che ribadire quale sia l’unica vera ed autentica via d’uscita dell’Italia dalle illegalità diffuse e imperanti, ormai maggioranza nel Paese.

Corruzione morale e materiale in primo luogo.

Ecco l’unica via d’uscita in tre articoli:

articolo 1

uccidere un mafioso, sia volontariamente che involontariamente, non è reato

articolo 2

i reati di:

comportamento mafioso,
associazione mafiosa,
evasione fiscale,
corruzione,
concussione,
abuso d’ufficio,
usura,
sono puniti con la morte per impiccagione in pubblica piazza

articolo 3

chiunque si renda complice o favorisca in qualunque modo un soggetto mafioso od una organizzazione mafiosa, sia che ne ottenga un utile diretto od indiretto o non ottenga alcun utile, ovvero agisca in sostegno o collaborazione in favore di un mafioso o di una mafia sotto ricatto o minaccia ovvero liberamente,
viene punito con la pena di morte a mezzo impiccagione in pubblica piazza.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Corruzione, mafie, evasione fiscale e usura : Italia uber alles

domenica, 23 settembre 2012

L’ultimo dato sulla corruzione rilevato dalla indagine dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it Magazine dell’Associazione Contribuenti Italiani, offre spunti di sicuro interesse come di certo disgusto.

L’indagine, rivolta ai paesi europei, incorona senza alcun dubbio l’Italia quale paese leader nella corruzione in Europa con un dato incredibile:

+68% della corruzione in Italia nei soli primi mesi del 2012.

Il dato precedente reso pubblico dalla corte dei Conti italiana parla di una corruzione che può essere stimata in 60 miliardi di euro/anno.

Se rapportiamo e confrontiamo i due dati, otteniamo una corruzione su base annua pari a circa 70 miliardi di euro che incrementa nei primi mesi del 2012 di circa 25 miliardi di euro.

Insomma, un incremento su base annua di circa 50 miliardi di euro, aumento che proietterebbe il monte totale della corruzione stimata in Italia alla cifra astronomica di 120 miliardi di euro.

Un dato grave e serio che va a sua volta relazionato al dato della evasione fiscale stimato in 200 miliardi di euro/anno, al dato della usura stimato in circa 50 miliardi di euro ed a quello del giro d’affari del maggior agente economico italiano, la maggiore organizzazione mafiosa europea e forse anche mondiale, la mafia calabrese detta ‘ndrangheta, che vanta un giro d’affari stimato in oltre 100 miliardi di euro.

Dovremmo anche fare i conti con una somma indicativa di altri 150/200 miliardi di euro/anno prodotti dalla somma del giro d’affari della camorra napoletana (oltre 100 cosche mafiose, 50 situate in napoli ed altre 50 nella provincia), più quello del famigerato clan dei casalesi, aggiunto a quello della mafia siciliana e della sacra corona unita pugliese

Il dato complessivo di ricchezza sottratta alle famiglie ed alle aziende oneste italiane dei cittadini-lavoratori appare attestarsi intorno ai 550/600 miliardi di euro all’anno.

Una cifra impossibile da sopportare per un paese che si vanta di essere civile, democratico e repubblicano.

Una cifra-tassa che pagano le aziende e le famiglie che vivono, lavorano ed operano in Italia, una ulteriore tassa imposta dalle mafie e dalla mala burocrazia e dalla mala politica, un mancato introito che viene sottratto al fisco ed al PIL nazionale
di ben 600 miliardi di euro all’anno.

La cifra è talmente alta da rendere molto più che evidente un nesso di relazione, un vincolo contrattuale, un patto mafioso fra istituzioni statali ed organizzazioni mafiose (trattativa stato-mafia), un nesso che va ricercato evidentemente nella casta politica e nella casta burocratica, saldamente al governo della Pubblica Amministrazione e del Potere Pubblico.

Con una buona dose di qualunquismo si potrebbe affermare che in Italia, la maggioranza degli italiani ruba, corrompe politici e burocrati, evade il fisco ed usura famiglie ed aziende italiane sotto la completa copertura di uno stato mafioso, infiltrato mortalmente dalle mafie e dalla corruzione politica.

Tale condizione si traduce in una situazione di emergenza effettiva, gravissima, impossibile da correggere con le regole di un sistema democratico, ormai sopraffatto totalmente dalla infiltrazione mafiosa e dalla raggiunta (da tempo, da sempre) maggioranza democratica dei numeri del malaffare, della malavita, della mafia, della mala politica e della mala burocrazia italiana, rispetto al mondo della legalità e della onestà.

L’unica correzione possibile ed attuabile, l’unica “cura” possibile per una tale situazione di emergenza è evidentemente l’applicazione della pena di morte per i reati sottoelencati nella ipotetica normativa salva-vita dello stato italiano, definita in soli tre articoli:

articolo 1

uccidere un mafioso, sia volontariamente che involontariamente, non è reato

articolo 2

i reati di:

comportamento mafioso,
associazione mafiosa,
evasione fiscale,
corruzione,
concussione,
abuso d’ufficio,
usura,
sono puniti con la morte per impiccagione in pubblica piazza

articolo 3

chiunque si renda complice o favorisca in qualunque modo un soggetto mafioso od una organizzazione mafiosa, sia che ne ottenga un utile diretto od indiretto o non ottenga alcun utile, ovvero agisca in sostegno o collaborazione in favore di un mafioso o di una mafia sotto ricatto o minaccia ovvero liberamente,
viene punito con la pena di morte a mezzo impiccagione in pubblica piazza.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Roberto Maroni, Giulio Tremonti: Capitani Coraggiosi

martedì, 28 giugno 2011

Il governo naviga in acque agitate ormai da più di un anno, vedendo sollecitare la propria maggioranza di governo dai tradimenti politici, dalle indecenze personali elevate a virtù pubbliche, dagli scandali politici elevati al ruolo di battaglie politiche, dai molteplici aspetti che narrano quotidianamente di una corruzione straripante, sia morale che materiale.

Sulla questione della corruzione umana, vorrei aprire una doverosa parentesi, non essendo io un magistrato e non essendo questo blog un’aula di tribunale:

la differenza fra corruzione morale e corruzione materiale per il sottoscritto non esiste nella realtà dei capitani coraggiosi, poiché ambedue traggono origine dalla debolezza e dalla viltà umana e morale elevata a testimonianza umana, cristiana e politica.

Quindi, quando mi lancio in accuse di corruzione, non richiedete le prove provate di tale corruzione, poiché potrei offrirvi solo la dimostrazione che è l’assenza del coraggio di vivere dignitosamente la vera madre di tutte le corruzioni
.

E questo detto, senza alcun dubbio e senza alcun timore di poter essere smentito.

Colui il quale è corrotto e corruttore vive sempre nella penombra della vita, senza mai esporsi troppo ovvero senza mai porre rimedio veramente alle ingiustizie, ma richiamandole ogni volta che gli è comodo e confacente farlo.

Un corrotto non avrà mai il l’ardire dei Capitani Coraggiosi, non minaccerà mai le dimissioni dalla sua sfera di potere per una causa comune e/o ideale, non avrà mai l’audacia dell’esporsi all’attacco degli sleali e degli scorretti, e soprattutto, non avrà mai la dignità di un uomo che lotta con passione per l’amore, quel bene infinito che solo da, e mai riceve.

Un corrotto potrà mostrarsi al massimo arrogante, mai audace, potrà apparire potente, mai forte, potrà sembrare intoccabile, ma è toccabile.

Un corrotto è ricattabile, acquistabile, vendibile, spendibile, rivendibile, affiliabile.

Un uomo coraggioso no, non è acquistabile ne ricattabile:

egli può anche minacciare di abbandonare la poltroncina del potere sulla quale è scomodamente seduto, a dimostrazione del fatto che il proprio interesse non è arricchirsi nel potere a danno del popolo, ma è arricchire il potere nell’interesse esclusivo del popolo.

Ed è la storia dei Capitani Coraggiosi, questa, la storia eterna di uomini che navigano contro corrente, quando la corrente spinge nella direzione sbagliata, ovvero quando la corrente è tumultuosa ed imperiosa, tanto da rischiare il naufragio della nave.

I Capitani Coraggiosi sono uomini da sempre incompresi dai propri simili, ma sentiti simili e condivisi in toto dal popolo.

I capitani coraggiosi sono quegli uomini e quelle donne che scrivono intere pagine dei libri di storia, anche involontariamente, poiché è l’istinto che li guida nella battaglia per la vita e non esclusivamente l’interesse.

E sono sempre i Capitani Coraggiosi che sanno prendere in prima persona decisioni a prima vista impopolari, poiché certi che il popolo alla fine li comprenderà e li condividerà, riconoscendosi in essi.

I Capitani Coraggiosi non hanno bisogno di farsi una banca o un giornale o una televisione per esistere o per affermare la loro forza:

essi sono coraggiosi indipendentemente da tutto questo, anzi, contrariamente a tutto questo, fermamente convinti di avere ragione, tirando dritto quando gli altri tentennano, scuotendo l’albero quando i frutti son maturi per cadere, lavorando incessantemente per il raggiungimento di mete ideali che sì, possono portare anche benessere e privilegi, ma nella certezza che tali Capitani Coraggiosi, non ne abuseranno.

Per meglio chiarire questa posizione, offro un parametro di misura che garantisce la politica dagli eccessi e dalle deviazioni:

in politica, secondo me, non bisogna agire nell’esclusivo interesse di un ideale, poiché il rischio di diventare dei terroristi assassini è molto alto, se nell’affermare le proprie idee, si potrebbe tranquillamente passare sui cadaveri delle persone che sorreggono idee differenti e contrarie dalle proprie, come è altresì un errore, l’agire politico dettato dal solo interesse personale, poiché il rischio di diventare dei subdoli faccendieri mascalzoni e farabutti, criminali e criminogeni, è in questa visione altissimo, quasi certo.

Come si può ben vedere, in tutti e due i casi sopra esposti, si rischia un agire politico che spalanchi le porte di un carcere:

per una infinita avidità mai contemperata dall’ideale ovvero per un ideale mai contemperato dal rispetto delle idee altrui.

Nell’agire politico, debbono coesistere entrambe le condizioni, dell’interesse personale e dell’idealismo incarnato, per evitare il rischio delle degenerazioni che la nostra storia politica racconta con sempre maggiore evidenza.

Alla unica condizione che, l’interesse personale, sia mosso da una sana competizione umana e politica e non da un insano e malato egoismo e materialismo.

Questa è per me, e da sempre, l’unica via della politica con la P maiuscola, senza successive numerazioni degenerative del 2 del 3 e del 4 e senza sigle terrificanti del brigatismo terrorista dalle variabili colorazioni che vanno dal rosso al nero.

Troppo del nostro tempo e troppa della nostra storia si sono macchiati di questi insulti umani e politici, propagandati come ricerca della giustizia sociale o dell’arricchimento corporativo e personale al mero scopo di far prevalere le proprie idee con la violenza, od anche solamente, con la propria forza economica e finanziaria.

E’ venuto il tempo di sganciarsi da questi archeotipi selvaggi e rozzi, arretrati ed incivili.

E’ venuto il tempo per questo popolo e per questa terra, di divenire adulto ed emancipato, democratico e civile.

Non nei meri termini, ma nella sostanza, nel concreto quotidiano di una popolazione adulta e matura, e di una politica che ne rappresenti degnamente questa maturazione ed evoluzione positiva.

Questo è il tempo del fare contemperato da sano idealismo e da sane ambizioni personali.

Questo è il tempo in cui, l’insanità mentale e morale deve essere debellata, sconfitta, reclusa.

Questo è il tempo delle scelte e del coraggio.

Questo è il tempo di proporre la forza delle idee e le ragioni del cuore.

Questo, è il tempo dei Capitani Coraggiosi.

Forza e Onore capitano, forza e onore o mio capitano!

E venga quel che venga:

il coraggio, non ha paura del domani.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X