Articoli marcati con tag ‘corruzione’

Il condono alla napoletana e l’onestà tradita

domenica, 2 aprile 2017

Ancora una volta, è un blogger che deve farsi carico delle responsabilità di una classe politica fallita e incompetente e di una casta della informazione del tutto asservita alla casta politica e affatto libera.

Di cosa stiamo parlando?

Del condono tombale ed epocale che il presidente della regione campania de luca ha elargito come ennesimo obolo elettorale ad una regione meridionale che di tutto ha bisogno, tranne dell’ennesimo schiaffo alla legge e alla legalità.

Ma ormai, non ci troviamo più di fronte ad un regime democratico e repubblicano (sia pure proprio dal governo del partito democratico si muova l’ennesimo attentato alla legalità e alla democrazia), bensì, siamo di fronte al regno di re giorgio, detto il napolitano e della peggiore classe politica italiana in assoluto, quella meridionale.

Lungi dall’affrontare e risolvere la questione meridionale, la questione morale e affermare il principio della legalità, i politici meridionali occupano i posti chiave nella pubblica amministrazione, con un effetto invasivo nella pubblica amministrazione, che vede meridionali incarnare e esercitare poteri pubblici e funzioni pubbliche in ogni luogo del paese.

Non produce più nessuna reazione infatti, il sentire inequivocabili accenti meridionali in ogni dove in Italia, soprattutto dove c’è un potere pubblico o una funzione pubblica.

Peccato non accada anche il contrario.

Siamo di fronte ad una vera e propria ferita mortale inferta al principio della legalità, un condono che cancella decenni di corruzione e di abusi, decenni di regno delle mafie nelle istituzioni e sopra le istituzioni.

E chi se ne frega se nella sola città di napoli si rilevi che siano ben 7 su 10 gli edifici costruiti in abuso delle leggi e o in sopruso di ogni elementare regola di prudenza e di prevenzione dei rischi.

Tanto, se cadono giù per un terremoto, si chiamerà l’intero paese a rispondere e pagare per tali mancanze.

Il caso in se è vergognoso, incivile, anti-democratico, immorale, contro ogni etica e ogni diligenza e prudenza, sia umana che politica che amministrativa e di governo della cosa pubblica e della applicazione della legge.

Eh, sì, infatti la legge a napoli non si applica e non si applicherà mai.

A napoli c’è un enorme, diffuso, condiviso e totale rifiuto delle regole e non osservanza delle leggi?

E dov’è il problema?

Si fa un bel condono e si risolve tutto.

La cosa che più indigna tra tutte è il silenzio in cui è caduto questo vero e proprio attentato all’unità nazionale del paese:

se una regione può fare quel che le pare, perché nelle altre si dovrebbero osservare quelle leggi che altrove vengono aggirate, quegli abusi che altrove vengono condonati?

Così si istiga a delinquere, a violare la legge nella certezza della impunità, della impunibilità.

Così si esporta un modello di vita che impedisce all’intero paese di sedere degnamente tra i grandi paesi europei, uno stile di vita criminale ed incivile che costringe l’Unione Europea a creare compartimenti stagni (le due velocità servono anche a questo) per evitare la diffusione di questo pericoloso contagio e la Svizzera a chiudere di notte alcune frontiere per difendersi dalla aggressione criminale che proviene proprio da questa Italia qui, indegna e vergognosa.

Vi meravigliate che si commettano efferati delitti senza che nessuno paghi?

Vi meravigliate che questa Italia venga dileggiata e beffata, sbeffeggiata e degradata?

E credete che il condono campano sia estraneo alla convinzione che, chi sbaglia non paga mai, in Italia?

Il silenzio dei politici campani e napoletani sulla vicenda poi, è incredibile.

Tutti, ma proprio tutti, restano in silenzio, nessuno protesta, nemmeno di maio, che al massimo si fa venire un mal di pancia e dribbla i suoi impegni nei confronti dell’Onestà.

Tutti in assoluto silenzio.

Vergognoso

Platone:
“così muore la democrazia, prima che nel sangue nel ridicolo”

Moro:
“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”

Adesso, potete andare a fanculo tutti quanti, lerci porci che distruggono l’Italia e l’affondano sino ad affogarla nella pece.

L’onestà, l’onestà:

appena arrivano vicini al potere, si scopre che fanno schifo esattamente come tutti gli altri, e che l’onestà, è solo e sempre quella degli altri, non e mai la loro, nemmeno quella intellettuale.

Non valete un cazzo, nessuno di voi vale un cazzo.

Soprattutto, nessuno di voi è in grado di cambiare questo paese, supposto che lo voglia veramente, poiché da quel che vedo, volete solo andare a fottere la legge, la legalità, l’onestà e inculare quei cittadini che si comportano onestamente (che non vi votano più, sia pure vi abbiano mai votato per questo).

Gustavo Gesualdo
alias il Cittadino x

Politica e burocrazia avverse a interesse italiano

giovedì, 7 luglio 2016

Siamo al disastro totale, siamo al fallout dello stato italiano

Ma la casta politico-burocratico-istituzionale continua a offendere e non difendere l’interesse dei cittadini italiani, soggiacendo a interessi stranieri

L’ultimo omicidio di un immigrato clandestino per mano di un cittadino italiano viene distorto in un atto di follia razzista

Invece trattasi dell’effetto naturale della guerra tra poveri stranieri e poveri italiani programmata, pianificata e realizzata dalla casta politico-istituzionale che fa invadere il territorio italiano da immigrati clandestini incontrollati al fine di espropriare i cittadini italiani di benessere, casa, lavoro e di mettere in stato di guerra i poveri stranieri contro i poveri italiani

Uno schifo totale questo stato

Un ennesimo furto è l’ennesimo tentativo del governo di far pagare ai cittadini-contribuenti i debiti di aziende private come le banche, malversate e malgovernate:

è un reato vero e proprio ed è un aiuto di stato, che è VIETATO

Sapete perché l’Italia sta fallendo?

Perché politici e burocrati viziosi, mafiosi e corrotti hanno rubato tutto, hanno creato debito pubblico per rubare ancor più, hanno usato le banche, la previdenza e l’assistenza, la spesa pubblica e i servizi essenziali come bancomat per creare clientela politica, per comprare voti, scambiare voti con favori

Perché politici e burocrati sono la crisi, sono la mafia, sono la corruzione e non elimineranno mai vizio, mafia e corruzione che gli portano soldi e voti

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Violenta restaurazione conservativa di Vizio, Mafie e Corruzione

lunedì, 27 giugno 2016

Assistiamo ad una casta politica veramente squallida che tenta di approfittare della Brexit per ottenere la possibilità di aumentare ancora la spesa pubblica, il debito pubblico ed il deficit (leggi aumento ulteriore della corruzione burocratica e politica), pompare ancora centinaia e centinaia di miliardi di euro nel sistema bancario usuraio italiano, usato da vizio, mafia e corruzione come bancomat della partitocrazia del magna magna generale

Niente Spending Review, niente soppressione del vizio, niente eliminazione di mafie e corruzione, ma anzi, loro ulteriore foraggiamento

Non si vuol smettere di mangiare come porci sulle spalle dei contribuenti italiani usando il solito giochetto infantile del gettare colpe e responsabilità del mancato governo politico italiano sulla Austerity della Merkel

Il problema, la crisi non è la Brexit e nemmeno l’Austerity, ma è la mafia partitocratica che non vuole chiudere le bancarelle usuraie e licenziare tutti gli ortolani che ne hanno procurato il fallimento che si pretende venga pagato dai cittadini italiani

Il problema è che la politica italiana è nel suo complesso il male maggiore e peggiore italiano

Il problema è che questo problema, questa crisi va eliminata e debellata per garantire un futuro al popolo italiano e ai popoli europei

Basta sudditanza esclusiva e servile alla lobby gay e alla lobby musulmana che viene depistata con odio verso l’austerity che è invece l’unica via di fuga per l’Italia e gli italiani dal fallout

Basta merda politica

Basta questa pretesa arrogante di solidarietà che tradotta dal vizio mafioso e corrotto italiano corrisponde alla estorsione secondo la quale i paesi europei del nord (virtuosi) dovrebbero pagare e sostenere il vizio mafioso e corrotto dei paesi del sud (viziosi)

Qualcuno faccia qualcosa prima che sia troppo tardi

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il fallimento politico è una bomba ad orologeria

venerdì, 24 giugno 2016

In questi giorni, più che mai, si legge benissimo il fallimento delle istituzioni politiche europee, americane e più in generale, occidentali

La Brexit è solo un segnale, piuttosto rumoroso, ma sussistono gravissimi i motivi della crisi politica, tecnocratica e burocratica

I modelli di riferimento della leadership europea e americana crollano uno dopo l’altro, sottomessi all’imperativo della lobby gay e della lobby musulmana

Tralasciando il modello dei paesi europei del nord (quelli del sud sono già falliti), concentro l’attenzione al modello politico americano e a quello italiano

In America, Donald J. Trump rompe l’establishment mafioso dei clan conservatore (Bush) e democratico (Clinton), sfida la struttura tecnocratica e burocratica americana e si propone come soggetto del cambiamento vero, mettendo in ridicolo tutte le passate amministrazioni americane, sia di destra che di sinistra

Trump rappresenta il nuovo modello politico globale, l’unico possibile

In Italia invece, una manciata di voti verdiniani, alfaniani e berlusconiani sostengono il governo renzi delle sinistre in virtù di un patto privativo che tradisce la costituzione e la buona fede degli elettori italiani:

il patto del nazareno

Si scopre così che una oligarchia di soggetti e di interessi governa sempre e comunque a dispetto della alternanza, della divisione tra destra e sinistra, tra moderati e riformatori, tutte categorie nobili quanto false, benigne quanto finte

Con questo sistema un certo numero di soggetti e di interessi governa e viene tutelato e difeso dai governi di sinistra come dai governi di destra, dai governi democratici come dai governi liberali

Tutto finto, tutta una farsa mafiosa

Anche in Italia serve urgentemente un soggetto umano e politico che rompa e rottami definitivamente anche il solo ricordo del renzismo e del berlusconismo, annessi e connessi compresi

Serve un Trump, un modello italiano che elimini e per sempre questa democrazia bloccata, questa alternanza fregata, questa democrazia che tutela in esclusiva mafiosi e corrotti, omosessuali e musulmani

Io non vedo un elemento trumpista nello scenario italiano e questo non promette bene per la tenuta del residuo legame che unisce stato e paese reale

Un popolo indignato e incazzato non troverà nel sistema dei traditori alcuna rappresentanza, nessuna identificazione

Il magna magna generale del partito della pagnotta continua imperterrito, tutelato e garantito dal berlusco-renzismo alla napolitana, dalla trattativa stato-mafia, dal patto del nazareno

E questo non va bene, non fa bene

Se non si romperà questa oligarchia mafiosa e corrotta non vi sarà alcuna salvezza possibile per l’Italia e gli italiani, dentro come fuori delle frontiere-colabrodo europee

Le cose si mettono male e non si vedono soluzioni alle crisi del fallimento politico annunciato cui stiamo assistendo, al tradimento politico che stiamo subendo

E se una pentola a pressione ha la valvola di sfogo rotta, non resta che un aumento costante e continuo della pressione interna, sino al momento della esplosione

Preparatevi al peggio:

queste merdacce politiche di destra e di sinistra non vogliono cambiare un bel cazzo di niente, ma vogliono continuare a fare solo e solamente i cazzi loro,sistemare le loro famiglie grazie all’abuso del potere pubblico, scambiare voti con posti di lavoro, voti con appalti pubblici, voti con soldi e sostegno delle mafie

mala tempora currunt
sed peiora parantur

Brutti tempi corrono
ma peggiori si preparano

E vaffanculo

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lobby Gay è Lobby della Corruzione Morale e Materiale?

domenica, 15 maggio 2016

Da tempo intravedo nel’azione del governo italiano due ben determinati obiettivi, limpidi e chiari, evidenti e pericolosi

Da un canto, il governo usa le unioni civili come arma di depistaggio politico per celare i veri problemi della mafia e della corruzione, che restano ingovernati

Dall’altro il governo impone un nuovo potere statuale, quello omosessuale

L’aggressione e la non tutela e difesa delle famiglie naturali fondate nell’istituto giuridico del Matrimonio unita al fiorire di nuovi diritti fondati su nuovi sessi inesistenti dimostra un odio rancoroso, un rabbia violenta e pericolosa nei confronti della eterosessualità

Ma non si tratta di una questione di sesso o di razza:

non cascateci

Si tratta della irruzione violenta nel nostro sistema di un potere straniero, aggressivo, egoista, violento e antidemocratico, che viene imposto con la forza della fiducia del governo e dalla azione del governo, come dalla sua omissione

Si tratta di una lotta di potere che tenta di cancellare la nostra storia, la nostra civiltà giuridica, il nostro modello di vita per far posto ad una modernità falsa e pretestuosa, provocatrice e rabbiosa, odiosa e oppressiva delle maggioranze democratiche

Due gli avvenimenti che mi hanno definitivamente convinto della esistenza reale e tangibile di questo prepotere

1)
Il governo renzi insabbia la riforma della Giustizia (Pacchetto di misure a contrasto della Criminalità Organizzata) Davigo-Gratteri e invece reagisce violentemente attaccando la magistratura alle indagini dei giudici sulla corruzione politica

2)
Spunta un giudice che dichiara che il ministero della famiglia deve cambiar nome, definendolo in un nuovo Ministero delle Famiglie

Morale e Sintesi:

se un giudice dichiara che corruzione e mafia non sono contrastate dalla politica, la casta politica attacca la Magistratura e crea conflitti tra poteri istituzionali di cui godono proprio mafiosi e corrotti

se un giudice prevarica il potere esecutivo facendo politica attiva nella proposta di un ministero delle famiglie, allora il patto del nazareno, il triumvirato napolitano-berlusconi-renzi tace e assente

Mi convinco della esistenza della lobby gay e mi convinco altresì che l’azione della lobby gay è tutelata e difesa da una politica legata al mancato contrasto di mafie e corruzione

Quindi, ergo:

LA LOBBY GAY E’ LOBBY DELLA CORRUZIONE E DELLE MAFIE?

Attacco alla Magistratura è Attacco allo Stato

mercoledì, 11 maggio 2016

Il metodo mafioso difficilmente uccide un politico, a meno che tale politico non fosse affiliato alla organizzazione mafiosa o avesse contratto un negozio giuridico criminale con essa per poi tradirlo

Il metodo mafioso non uccide i politici perché i politici, quando vengono colpiti come nel caso del terrorismo politico, dimostrano di saper difendere se stessi e lo stato dal terrore e dalla violenza, sconfiggendo definitivamente il terrorismo brigatista rosso

Il metodo mafioso ammazza invece magistrati, giudici, procuratori, PM e GIP, uccide carabinieri, poliziotti e finanzieri

Il metodo mafioso uccide un fedele servitore dello stato innanzitutto isolandolo, creando una atmosfera astiosa intorno a se, usando altri servitori dello stato infedeli e corrotti per screditarlo, impedirlo e mortificarlo nel proprio ambiente, nella sua dignità umana e professionale, nel suo mondo privato, famigliare, sociale

Questa aggressione uccide ben più di un colpo di pistola o una raffica di kalashnikov o un chilo di tritolo:

mina l’equilibrio mentale, organico e fisiologico, mina il riconoscimento sociale e professionale, spinge ad una reazione, induce in errore, provoca una reazione o attenta direttamente alla integrità psico-fisica dell’individuo oggetto della aggressione mafiosa

Ma è sempre l’isolamento il momento iniziale della aggressione mafiosa, oltre alle minacce, più o meno velate, più o meno pubbliche

La Politica usa la stessa strategia quando viene indagata dalla Magistratura:

attacca il metodo (le intercettazioni), attacca le indagini, isola i magistrati e gli agenti ed ufficiali di Polizia Giudiziaria che svolgono le indagini, sia all’interno dei loro uffici che nell’organo di autogoverno della magistratura, che dovrebbe essere potere costituzionale indipendente dal potere esecutivo e legislativo, ma che dal potere politico e burocratico deve ricevere le condizioni di lavoro dignitose, uffici funzionali, collaboratori, auto blindate e l’acquisto, la dotazione, l’ordinaria e la straordinaria manutenzione e tutela degli uffici, delle auto, degli strumenti di indagine

Oltre a dispositivi normativi che consentano nella realtà di perseguire i reati e non di attendere la loro prescrizione, in un estenuante e continuo mettere il bastone tra le ruote della politica alla Magistratura e al comparto Sicurezza, agli investigatori e alle Forze dell’Ordine in generale e in particolare

Il fatto stesso che la Politica si sia inventata il modo di dividere Magistratura e forze dell’ordine costringendo in un immaginario collettivo che veda la magistratura di sinistra e la sicurezza di destra, evidenzia quel continuo, costante ed estenuante bastone della politica tra le ruote della Giustizia e della Sicurezza, per impedirla, per negarla

Ogni volta che la politica attacca la magistratura, attacca tutto il comparto Giustizia e tutto il comparto Sicurezza

Ogni volta che la Politica attacca le indagini e i metodi di indagine di Magistratura e Forze di Polizia, li isola dal contesto istituzionale e costituzionale, li emargina e ridicolizza, li degrada e ferisce

Ma, come la mafia, la politica inizia l’attacco con l’isolamento dei soggetti che la indagano, esattamente come fa la mafia, propriamente come fa la mafia

Questo conflitto istituzionale è un vero regalo alle mafie:

appena inizia l’isolamento dei vari De Magistris, Di Matteo, Davigo, Di Pietro, Masi, la mafia approfitta della complice alleanza politica che attacca la magistratura e approfitta del momento di debolezza e di isolamento creato dalla politica per attaccare anch’essa magistrati e investigatori

Per fortuna che il metodo di indagine e preventivo ha raggiunto livelli di eccellenza (nonostante il complesso delle indagini sia ostacolato e non favorito) e grazie anche al tanto vituperato (sempre dai politici) strumento del pentimento e dei Collaboratori di Giustizia, si scopre in anticipo un piano per eliminare questo o quel giudice, con tutta la sua scorta

Il caso odierno del rinvenimento in Puglia del tritolo che serviva a far saltare un giudice anti-camorra nel napoletano è prova lampante di questa complicità ed assonanza di comportamenti tra politica e mafia

Ma nel passato fu un eguale rinvenimento in Calabria che era destinato a far saltare un giudice anti-mafia siciliano

Da osservatore esterno, trovo questa identità di comportamenti mafiosi dei politici e dei mafiosi stessi inaccettabile, criminale, criminoso, criminogeno

Da investigatore dilettante individuo ed evidenzio il basilare filo che collega e prova due comportamenti uguali di due soggetti differenti in un unico movente:

isolare e massacrare, moralmente e materialmente giudici e investigatori, uomini di scorta e forze di polizia, renderne difficile se non impossibile e inutile il lavoro quotidiano, impedire di ottenere Giustizia e Sicurezza per i cittadini

Non so se è chiaro:

sto accusando la Politica di usare il medesimo comportamento mafioso usato dalle organizzazioni criminali mafiose verso un medesimo “nemico” che osa indagare politici e/o mafiosi, la magistratura

Ma, attaccare la magistratura così come fa la politica, è o non è un comportamento mafioso ovvero un comportamento non adeguato, responsabile e consequenziale al giuramento di fedeltà allo stato e alle sue istituzioni?

Ora mi spiego meglio perché la politica attacca le mafie solo dal punto di vista associativo e non personale, e mi spiego meglio perché non sia previsto, punito e istituito il reato di comportamento mafioso, comportamento che abbiamo riscontrato essere identico nell’agire politico e nell’agire mafioso

Il titolo di questo post è da brividi ed evidenzia come la Politica, attaccando la Magistratura, la isoli e la renda facile preda della criminalità organizzata, che gongola e ride soddisfatta di questi conflitti

L’attacco alla Magistratura è un attacco allo Stato

Se di deriva autoritaria si parla tanto in questi giorni, questo ne è certamente l’elemento probatorio più pericoloso:

una sorta di alleanza tra politica e mafia nell’isolamento della Magistratura a discapito dello stato, a distruzione dello stato, a tradimento dello stato

E non è detto che la famigerata Trattativa Stato-mafia non passi attraverso la cruna di questo ago, sottile e tagliente, proprio come un’arma che uccide silenziosamente, senza Bang bang e Boom

So che quel che affermo è grave e me ne assumo tutte le responsabilità relative

Io, quell’isolamento lo conosco, l’ho vissuto e lo vivo, l’ho pagato e so quanto sia pericoloso e pesante, so quanto sia difficile l’accesso al mondo del lavoro se ti metti contro “certa politica”

Ma io sono nessuno e non sono lo stato, ne faccio parte, ne sono una parte, non ne incarno poteri e funzioni pubbliche, ma li difendo ogni volta che li vedo aggrediti da quell’isolamento che conosco e respingo

Non so se i politici si rendano conto della gravità e della pericolosità sociale, comunitaria e statale che incarnano quando attaccano direttamente o indirettamente la magistratura, gli investigatori, i metodi e gli strumenti di indagine

Non so se esista una anche probabile alleanza tra mafia e una parte della politica

Quel che so è che, comunque lo vogliate definire, quello evidenziato è un comportamento mafioso

E va punito e contrastato severamente, duramente e sicuramente

Io faccio la mia parte

Se esiste una Politica che si ritiene diversa e differente da quella che adotta questi comportamenti, a questa Politica chiedo:

1) l’integrale approvazione e applicazione del pacchetto anti-mafia Davigo-Gratteri

2) l’istituzione del reato di comportamento mafioso, nella cui fattispecie occorre integrare il reato di corruzione, che è il reato alla base di questo ragionamento, quel reato che indagato dalla Magistratura, fa saltare dalla poltrona politici mafiosi e corrotti ed emergere un comportamento mafioso che risulta identico a quello adottato dalle mafie

Poi, posso morire tranquillo e sereno, convinto di aver lasciato ai miei figli un mondo migliore di quello che ho ricevuto e subito io

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Stato, caro amico, ti scrivo

giovedì, 5 maggio 2016

Questa è una lettera-appello a tutte le istituzioni italiane.

Mi permetto di invitare chi può, a cambiare definitivamente questo paese, se ancora si può.

Le questioni annose che distaccano il Paese Reale dallo Stato non trovano coniugazione, non trovano soluzione.

I motivi li conosciamo tutti.

Presenze gigantesche di illegalità, corruzione e mafie distaccano le istituzioni dalla partecipazione dei cittadini, che sempre più in gran numero non si recano a consegnare la loro quota di delega di sovranità alla politica, desovranizzando di fatto lo stato.

Il limite di tollerabilità e di sopportabilità di questa condizione incivile, antidemocratica e antirepubblicana è raggiunto da tempo e questi nostri giorni, raccontano il suo superamento.

La fibrillazione che vivono i poteri costituzionali ed i loro conflitti raccontano bene il quadro complessivo.

Cosa si può fare?

Ecco, vi disturbo per questo.

Il governo Renzi ha posto come sua condizione sine qua non l’approvazione referendaria del pacchetto di riforme da esso varate.

L’istituto di democrazia diretta a sostegno di una attività riformatrice nel cui merito non voglio entrare in questa sede, poiché non interessa.

Matteo Renzi ha dichiarato che, se le sue riforme verranno bocciate dal Popolo Sovrano, caso che è possibile e plausibile, egli rassegnerà le sue dimissioni.

Ho imparato dalla vita che una sconfitta può divenire una vittoria, se si vuole.

Poniamo il caso in cui le riforme vengano bocciate e Renzi voglia manterener fede al suo impegno, dimettendosi.

Si può sfruttare questo momento per ottenere il cambiamento, ovvero, costringere i parlamentari a schierarsi dichiaratamente ed apertamente pro o contro lo stato, pro o contro la corruzione, pro o contro le mafie.

Come?

Semplice.

Il premier dovrebbe legare ad un pacchetto di misure ordinarie e non costituzionali la fiducia al suo governo e presentare questo pacchetto alle camere.

Il pacchetto consta di due semplici provvedimenti:

1) il pacchetto Gratteri-Davigo, già pronto e da varare integralmente

2) la istituzione del reato di comportamento mafioso che contenga oltre alle classiche fattispecie del comportamento mafioso (estorsione, pizzo, usura, infiltrazione mafiosa del potere pubblico, compravendita di voti, scambio di voti contro appalti pubblici o posti di lavoro pubblici, ecc), anche la fattispecie della corruzione e quella della concussione, lasciando intatte le norme che già prevedono e puniscono tali reati, compreso quello per l’associazione mafiosa, ma aggiungendosi a questi

Questo pacchetto va esattamente e precisamente nella direzione di sconfiggere definitivamente l’illegalità, la corruzione e le mafie che stanno uccidendo il nostro paese e il nostro stato, incontrovertibilmente, senzadubbiamente.

In parlamento, ogni singolo parlamentare ed ogni singolo gruppo dovrà pubblicamente prendere posizione a favore o contro questo pacchetto con voto palese.

E già otteniamo un primo risultato:

sapremo tutti chi difende l’illegalità, la corruzione e le mafie e chi no.

Dovranno schierarsi, manifestarsi:

pubblicamente, senza possibilità di fuga se non l’uscire dall’aula al momento del voto, votare contro, astenersi o votare a favore.

I casi saranno due:

1) il pacchetto viene approvato e il governo si dimette per andare a nuove elezioni in cui l’elettore saprà con esattezza chi rema per lo stato e chi a favore delle mafie, della corruzione e della illegalità.
Il governo successivamente eletto dal popolo sovrano potrà agire in piena libertà, come mai nessun altro governo della storia della repubblica italiana e potrebbe anche essere un governo che trovi le sue alleanze in base alle posizioni assunte in merito al pacchetto, costituendo per la prima volta una maggioranza nell’interesse del paese e non delle sue fazioni politiche o ideologiche.

2) il pacchetto non viene approvato, il popolo sovrano e le istituzioni prendono coscienza che il sistema democratico non è in grado di soverchiare l’anti-stato criminale e si dichiara uno stato di emergenza contro l’illegalità, assumendo in un solo soggetto i poteri esecutivo e legislativo per un ben determinato periodo di tempo, sostenuto dall’esterno, nella società, da quei parlamentari e quei gruppi che hanno votato a favore e con il compito di varare esattamente ed integralmente quel pacchetto bocciato dal parlamento, riorganizzare la Pubblica Amministrazione nel senso della efficienza e della legalità, eliminare la prescrizione dei reati, scrivere una legge elettorale che consenta sia la rappresentatività delle minoranze, sia la governabilità della maggioranza, prevedendo ed impedendo giochetti e furbizie come quelli che hanno portato allo sconquasso attuale.
Alla fine del mandato a tempo, governare il paese sino alla restaurazione di un nuovo parlamento e di un nuovo governo che sorgano e vivano in un nuovo sistema democratico e repubblicano che sia sostenibile dal paese reale, condiviso, voluto, fortemente voluto.
A garanzia di questi delicatissimi ed assolutamente necessari passaggi, devono esserci il Capo dello stato, la Magistratura (terzo potere costituzionale) e l’Arma dei Carabinieri, oltre ad un organismo di controllo e garanzia della Unione Europea, perché a nessuno venga in mente di procrastinare detto stato di emergenza oltre il necessario tempo (o addirittura all’infinito) per ristabilire la libertà, la legalità e la funzione democratica e repubblicana che questo stato deve avere e che la costituzione impone.
Consiglio altresì di rinforzare all’uopo l’Arma dei Carabinieri per il ruolo richiesto ed anche la Magistratura, in dotazioni, formazione, strutture, equipaggiamenti, organizzazione e risorse umane, con la costruzione di molte nuove carceri, moderne e funzionali.

Ecco come si può trasformare una sconfitta amara, in una vittoria a furor di popolo.

Non credo vi siano altre finestre, sia temporali che fattuali, per uscire da una gravissima condizione che fa dello strumento democratico, l’arma migliore dei nemici della democrazia.

Non ho altro da aggiungere.

Buon futuro a tutti.

Se saremo in grado di costruirne e difenderne uno, unico, unito, univoco e universalmente italiano.

Ma dovrete essere capaci di abbandonare le fazioni, gli orticelli e le parti:

deve essere una unica e granitica volontà tutta italiana.

Non c’è “un altrimenti” e voi, lo sapete benissimo.

Ah, un’ultima cosa:

in questo periodo di transizione e di emergenza va ovviamente garantita la massima libertà di espressione e di parola, di stampa e di circolazione delle idee.

Deve essere una primavera italiana, un fiorire di nuove e belle cose, non certo un inverno opprimente.

Grazie per l’attenzione.

Gustavo Gesualdo

Il terrone non piace a nessuno

domenica, 1 maggio 2016

Questa è una analisi fenomenologica del terrone e del suo essere sgradevole e respinto dalla società italiana.

Dopo decenni di dita puntate dal nord del paese sui modelli, gli stili di vita ed i comportamenti dei terroni, la conseguente nascita, crescita e affermazione della Lega Nord, assistiamo inermi e indifferenti alla implosione del sud Italia, proprio a causa dei comportamenti dei terroni.

La cronaca propone decine di casi quotidiani di vite spezzate, mortificate, piegate al caos che non a caso regna nel sud Italia.

Furbizie suicide, orgoglio ingiustificato, illegalità diffuse e condivise, organizzazioni mafiose, criminalità comune, corruzione morale e materiale, truffe, frodi e quanto più di peggio l’umanità possa immaginare alberga in Terronia.

Troppo poche, emarginate e/o esiliate, quelle energie umane diverse e differenti da questa cattiva umanità.

Non emergono, soffocano, non si difendono, si adeguano, si adattano peggiorando l’insieme, il risultato finale.

La situazione è ingestibile, ingovernabile, almeno nel rispetto delle libertà democratiche collettive e individuali, nel rispetto del diritto oggettivo e del diritto soggettivo.

Pare tutto perduto, pare abbiano vinto i terroni.

L’unico fatto nuovo è rappresentato dalle dichiarazioni di Roberto Saviano, scrittore di Gomorra e Guru dell’antimafia di sinistra.

Egli afferma che è meglio lasciar invadere il sud dagli immigrati clandestini, la cui invasione è vista come punto di rottura della intera condizione meridionale, unico e ultimo.

Saviano non lo dice, ma appare chiaro che indichi come migliore la qualità umana dell’immigrato clandestino rispetto a quella del terrone.

Così vediamo coincidere visioni opposte, contrapposte, avverse e alternative su una unica visione:

Terronia esiste, ed è irrecuperabile.

La destra e la sinistra unite e simmetriche, per una volta, puntano il dito contro i terroni, rei di degradare l’Italia e l’Europa in un abisso senza fondo, verso un suicidio collettivo.

Fine dell’analisi.

Gustavo Gesualdo

Il primato della politica e la giustizia mancata

domenica, 24 aprile 2016

Si manifesta l’insoluto scontro tra poteri in Italia.

La magistratura indaga la politica, la politica attacca la magistratura.

Un cliché, un déjà vu, un comportamento seriale.

Da dove partire per una analisi di questo fenomeno?

Dal suo apparire?

Sì, solo per lo spunto iniziale.

Dal suo agire o non agire?

Sì, per comprendere i motivi per cui la politica agisce o non agisce e la magistratura può agire o non può agire.

Il primato della politica deve essere analizzato scevro delle ideologie o delle letture ideologiche, se si vuol capire cosa è oggi il governo dei popoli e dei territori.

Ecco, abbiamo raggiunto il primo assunto di questa analisi:

politica non è retorica o discorso, politica è governo, mera amministrazione della cosa pubblica e regolamentazione di quella privata.

E qual’è il compito della politica in una democrazia repubblicana?

Governare la spesa pubblica, indirizzare la spesa in un senso o in un altro, erogare servizi alla cittadinanza accessibili, fruibili, efficaci ed efficienti, emanare leggi che regolamentino i comportamenti umani, difendere e tutelare il territorio e il popolo.

Ora, leggendo i giornali e guardando la tv, si rintracciano questi fondamenti della politica?

Abbiamo bisogno di un caso concreto per rispondere alla domanda.

L’ennesimo conflitto tra potere esecutivo e potere giurisdizionale, altrimenti detti potere politico e potere giudiziario, può essere il caso di analisi.

Perché?

Perché è nel conflitto tra poteri costituzionali che si celano i conflitti tra altri poteri, più o meno leciti e/o legali, rappresentabili o temibili.

Perché è un conflitto aperto ed irrisolto, perché la giustizia in Italia non funziona e il rimpallo delle responsabilità tra i poteri in oggetto pone dubbi sui fondamenti e le intenzioni che sorreggono le posizioni in campo.

Questi dubbi vanno sciolti e questa analisi tenterà un procedimento razionale alla comprensione e alla emersione dei motivi che originano questa crisi irrisolta.

Punto Primo

Il primato è della politica:
essa governa, indirizza, legifera, normalizza e regolamenta ogni singolo comparto della pubblica amministrazione, delle funzioni pubbliche, dei poteri pubblici come delimita gli atti umani in atti leciti ed illeciti, legali ed illegali.

Punto Secondo

Il potere giudiziario è potere tra i poteri democratici e costituzionali italiani, autonomo dagli altri poteri e dipendente o indipendente dagli indirizzi politici a seconda dei casi, normalizzato e regolamentato da essi, unico soggetto deputato alla interpretazione e applicazione del diritto oggettivo, di quelle leggi che la politica scrive e impone.

Credo che, posti questi due punti, possiamo passare all’analisi del caso concreto.

La magistratura indaga su presunti comportamenti illeciti di persone vicine a membri del governo (il parlamento va letto in un libro a parte, essendo direttamente rappresentativo del popolo e contenendo un numero incredibile di parlamentari indagati, specchio dei tempi e del popolo che rappresenta) e la politica risponde con attacchi nel metodo (uso o presunto abuso delle intercettazioni e delle indagini) e nelle persone che incarnano il potere giudiziario, una querelle in cui rispunta ciclicamente il fantomatico “partito dei giudici”, qualificando come “politici” i fini delle indagini della magistratura.

Come potete osservare, ad una normale funzione pubblica giudiziaria corrisponde una reazione anormale e conflittuale.

Perché?

Questo accade ogni volta che la magistratura inciampa in soggetti politici o vicini alla politica nel corso delle indagini, sia amministrative che civili e penali.

Quel “ogni volta” rappresenta un elemento di analisi interessante:
manifesta un potenziale e pericoloso diniego da parte della politica di sottoporsi alla legge e alla costituzione, diniego che vorrebbe estendere l’immunità parlamentare a casi di evidente criminalità, organizzata e individuale.

Pochi i casi di accettazione placida ed equilibrata da parte della politica in questi aspetti conseguenti alla normale funzione giudiziaria di indagine e di giudizio, o presunti tali, sino a prova contraria.

Il primo dato che salta agli occhi è proprio questo:

la volontà malcelata da parte di certa parte della politica di porsi al di sopra della legge e della costituzione.

Il caso

In tema di contrasto alla criminalità organizzata (leggi mafia) il premier Renzi affida ad una commissione composta da magistrati, avvocati e docenti universitari il compito di produrre un testo di riforma.

Il primo elemento che salta gli occhi, è la completa mancanza in questa commissione di soggetti provenienti dalle forze di polizia, dai carabinieri, dalla guardia di finanza, dai servizi di intelligence, come se giustizia e sicurezza fossero due facce di due medaglie diverse e non della stessa.

Ricordo a me stesso che i caduti nella guerra tra mafia e stato sono soprattutto magistrati, carabinieri e poliziotti.

Alcuni nomi:

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Carlo Alberto dalla Chiesa, Antonino Cassarà (detto ninni), Beppe Montana.

Il secondo aspetto da rilevare è che questa commissione ha lavorato a titolo gratuito, non oneroso.

La commissione elabora il progetto di riforma della giustizia e lo consegna al committente:

la politica.

Successivamente, il progetto non viene trasformato in un decreto del governo cui imporre la fiducia nel voto parlamentare.

Semplicemente, viene tenuto chiuso in un cassetto.

Tale provvedimento prende il nome di Gratteri, dal suo presidente, Nicola Gratteri

Uno dei dodici componenti della commissione per la riforma della giustizia è Piercamillo Davigo, interprete principale insieme a Matteo Renzi del dissidio nato tra potere politico e potere giudiziario e preso a caso in questa analisi.

Mi sembra che gli elementi di questa analisi razionale aprano una serie di orizzonti, pongano una serie di domande.

Prima Domanda

Perché la politica chiede alla magistratura di produrre un testo di riforma della giustizia che la renda efficace contro le organizzazioni mafiose per poi tenerlo chiuso in un cassetto e decidere di non vararlo?

Seconda Domanda

Il conflitto tra poteri incarnato da Renzi e Davigo ha una relazione, un nesso di causalità (e non di casualità) con la mancata realizzazione della riforma?

Terza Domanda

Quale è il vero indirizzo politico?
A tutela dello stato contro l’anti-stato mafioso?

Quarta Domanda

Perché la politica ha avviato questo conflitto attaccando intercettazioni e magistratura?

Quinta Domanda

Cosa è la trattativa stato-mafia?

Sesta Domanda

Perché l’Associazione Nazionale Magistrati ha eletto come suo presidente Piercamillo Davigo, dopo la produzione della riforma Gratteri e la sua mancata decretazione da parte del governo e legiferazione da parte del parlamento?

Mi fermo qui.

Credo che l’analisi sia sufficiente ad aprire squarci di luce in questo caso di specie come nella analisi di partenza.

Lascio ad ognuno l’elaborazione dell’analisi e il dare risposte alle domande che ho posto.

Una considerazione però la voglio fare.

E la propongo in domande, ancora un volta:

quale valore e significato hanno Michele Emiliano, Antonino Di Matteo e Luigi De Magistris in tutto questo?

Cosa e Chi servono Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi?

E qui, gli squarci e i dubbi diventano realtà.

Ma sono mie considerazioni personali.

Consideratele tali.

Buon ragionamento a tutti.

Gustavo Gesualdo

Referendum 2006 – Referendum 2016: dieci anni gettati nel cesso

domenica, 17 aprile 2016

La grande epoca delle riforme.

Il distacco tra lo stato e il Paese Reale fonda dubbi nella tenuta del Sistema.

La partitocrazia tenta di riformare il sistema che essa stessa ha creato.

La sinistra (e parte della destra stessa) abbatterono le riforme del 2006 con un referendum.

Oggi rischiamo di vedere abbattute le riforme del 2016 con un referendum dalla destra (e parte della sinistra stessa).

Io non credo al caso e nemmeno al caos.

Credo piuttosto che la casta tenti di mostrare uno spirito riformatore che nella realtà, non riforma il Sistema che ne è alla base.

Ognuno vuol interpretare la parte del Salvatore della Patria.

In realtà, nessuno cambia nulla per non dover perdere il potere che detiene, per mantenere tutto inalterato:

clientela politica, burocrazia folle e corrotta, mafie pericolose.

Ma questo stato di cose incrina ancor più il debole legame tra stato e Paese Reale, ogni giorno che passa, la fiducia tra popolo sovrano e sistema partitocratico si riduce, si spegne.

Cosa hanno cambiato nella realtà i dieci anni passati da una riforma ad un’altra?

Nulla.

E cosa cambiano le cosiddette riforme?

Nulla.

Ma allora, queste riforme, sono il vero problema o un falso problema?

Risolvono per davvero i problemi e le crisi che stanno devastando la società italiana?

Ovvero servono solo per mantenere alta una bandiera nel tentativo di mantenere vivo l’interesse degli italiani?

Quale valore ha in questa dimensione il votare per un polo o l’altro, un partito o l’altro?

E non sono le riforme stesse solo un modo come un altro per spingere un popolo sovrano indignato a conferire ancora e ancora la delega elettorale e di sovranità ad una casta che, nella realtà, non cambia mai nulla?

I due momenti di rottura in questi ultimi venti/trenta anni sono stati due movimenti politici:

la Lega Nord e il M5S.

La Lega ha fatto molto, sia dal punto di vista del potere esecutivo che del potere legislativo, nelle more di una opposizione asfissiante che infine ha bocciato le riforme del 2006, anche grazie al tradimento delle forze della propria coalizione.

Il M5S tenta di bypassare il medesimo pericolo negando alleanze con parti politiche diverse dalla propria, per non fare il gioco della partitocrazia che tutto assorbe e tutto omologa al fine di non cambiar nulla.

Le spinte verso il cambiamento sono sempre avversate, in tutto il mondo.

Basterà pensare al caso di Donald J. Trump in America, avversato dal duopolio dei clan Bush e Clinton.

Ovvero al caso Le Pen in Francia, avversato dal duopolio dei clan Hollande e Sarkozy.

Ma il caso italiano è aggravato dalla mancata percezione della realtà da parte del popolo sovrano.

Anche in questo caso, il mondo dell’informazione gioca un suo ruolo dominante (o dominato, a seconda della dignità che veste i singoli attori).

Il M5S ha bypassato anche questo scoglio, con la geniale intuizione di Gianroberto Casaleggio di usare lo strumento del libero web per informare direttamente i cittadini, evitando quanto più possibile la contaminazione degli interessi di parte incarnati da questo o quello strumento informativo.

Ma la risoluzione di molti di questi problemi che impediscono un normale governo politico del paese passa proprio attraverso il recupero di quel consenso italiano che non va più a votare, per gli uni e per gli altri, consenso che diviene maggioranza, ogni giorno di più.

Ed è proprio qui che si intersecano e si uniscono gli interessi dei grillini e della partitocrazia:

far tornare gli elettori a votare.

Ed è proprio questa gara referendaria che sembra voler ottenere un nuovo interesse e consenso popolare ed elettorale per il Sistema.

Ho sempre e sin dal primo momento affermato che non si può cambiare un sistema nato, creato e costruito per non cambiar nulla dal suo interno, osservando le sue regole, fatte apposta per assorbire il malumore generato da esigenze irrisolte della popolazione, piuttosto che risolvere i problemi che sono alla radice di quei malumori.

Ed oggi, continuo a pensare che questo problema esista e persista, rendendo difficile se non impossibile riuscire in una simile impresa.

Sempre che non si voglia solo cambiare i nomi iscritti sulle porte dei palazzi del potere statale piuttosto che cambiare proprio quei palazzi, quei poteri.

Quando manca la fiducia è tutto più difficile.

Specie quando è stata tradita troppe volte.

E quel che vedo, serve solo a far guadagnare fiducia al sistema.

Cosa cambierà?

E quando?

Tranquilli, non cambierà mai nulla, poiché nulla, niente e nessuno può cambiare questo sistema mafioso e corrotto dal suo interno.

Una possibilità c’è, ma è in mano alla partitocrazia istituzionale:

dichiarare lo stato di emergenza e assumere in un solo soggetto l’intero potere pubblico, per cambiare per davvero e con celerità tutto quel che va cambiato.

E voi, credete veramente che un corrotto si manderà in galera con le proprie stesse mani, che un mafioso investa enormi finanze per infiltrare il potere pubblico per poi consentire che si elimini la mafia?

Se credete questo, allora non avete capito con chi avete a che fare.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X