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Terrorismo islamista: da organizzato a individuale

venerdì, 24 maggio 2013

Le modalità del terrorismo islamista e islamico mutano da azioni eclatanti come quella dell’11 settembre 2001 ad isolate azioni “fai da te”.

Cambia anche il modello del terrorista che oggi è solitamente un cittadino occidentale convertito all’islam e poi utilizzato per l’azione terroristica.

Ovvero un cittadino immigrato in occidente, non integrato o apparentemente integrato, ed inserito come cellula dormiente di un terrorismo sempre più infiltrante le società occidentali.

La mira del terrorismo internazionale fondamentalista di matrice islamica è quella di creare azioni di disturbo alla sicurezza pubblica e privata, in attesa che il numero dei soggetti di religione, fede, credo ed obbedienza islamica diventino maggioranza nei paesi occidentali, prenderne il potere attraverso il metodo democratico della maggioranza dei numeri e dei voti ed espandere l’islam sino al raggiungimento di una unica religione globale:
l’islam della Shariʿah.

Più volte negli anni i servizi segreti di avveduti paesi occidentali avevano previsto questo andamento ed avevano avvertito sui futuri “cambiamenti di stile” del terrorismo islamico.

Più volte da questo blog, sono partite riflessioni sulle ripercussioni delle politiche filo-arabe italiane, sia di destra che di sinistra, politiche che hanno fondato il convincimento nel terrorismo islamico di avere la possibilità di incidere sulle divisioni interne di un mondo occidentale ed europeo assai degradato, sfiduciato e fallito, democraticamente attaccabile ed infiltrabile.

Il Libano e la sua storia recente (e non la Palestina) è l’esempio più calzante per comprendere come l’islam dei mussulmani procede ad acquisire la maggioranza del consenso democratico di un paese per imporre definitivamente l’islam.

Il multiculturalismo è fallito, ma la mancata integrazione produce violenza

L’insanabile contenzioso sociale europeo

La risposta al suicidio civile euro-occidentale secondo Anders Behring Breivik’s

Il terrorismo, sia di andata (islamico) che di ritorno (anti-islamico) va ricondotto ad una razionale visione di prevenzione della sicurezza, prevenzione che tutti i servizi segreti e di intelligence europei hanno dimostrato non essere sufficienti.

Perché ancora non si è capito, non si vuole capire e non si vuole lasciare ad intendere che la soluzione a questo tipo di attività terroristiche sta nella eliminazione di quei modelli e quegli stili di vita che sono incompatibili con il modello di civiltà avanzata e che rischiano di frammentare e disunire l’occidente, sia viso come monolite della libertà e della civiltà, sia visto come somma di paesi al cui interno gli stili di vita malati, patologici e incivili portano consenso ed attaccano alla stregua del nuovo terrorismo islamico l’unità delle società moderne occidentali, cadute in profonda crisi di identità e di vedute.

In questa battaglia di intelligenza e di razionalità si gioca tutto il nostro futuro, come pure il futuro del globo terrestre.

Forse Anders Behring Breivik non era poi così pazzo di quanto hanno voluto farci credere.

Tanti auguri.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”.

Non ci temono e non ci rispettano : i mussulmani odiano i non mussulmani

giovedì, 13 settembre 2012

L’ennesimo attentato contro le istituzioni occidentali avvenuto in uno stato etico mussulmano, apre gli occhi del mondo occidentale sulla mistificazione della cosìddetta “primavera araba”, che pretendendo di essere una svolta storica nel corso della civiltà araba e coranica, si manifesta invece come un fallimento totale degli stati etici la cui giurisprudenza è guidata dal corano, la cui giurisdizione è organizzata dal corano ed il cui stile di vita ed i modelli proiettati sono gli elementi alla base dei tramontati stati arabi-mussulmani e lo sarà anche alla base dei fallimenti delle odierne rifondazioni primaverili.

Il problema infatti, non è il dittatore di turno travestito da “generoso e potente capo di stato democratico”, ma il problema invalicabile della inciviltà mussulmana è proprio avviluppato al corano, all’essere mussulmano di maometto.

Il problema è l’odio contro ogni essere vivente ed organizzazione umana che sia differente da quella mussulmana e non sia ispirata al corano di maometto.

Il corano ispira odio profondo verso lo straniero, avverso il demonio straniero.

Il problema è tutto qui:

il problema è il corano, chi lo interpreta, chi lo applica, chi lo insegna e chi lo segue ed esegue.

Quando poi a codesto malsano indirizzo religioso si associa una condizione culturale tribale, pregna di ignoranza, arroganza, presunzione e violenza, allora il mix è perfetto per una guerriglia infinita che fa della strategia della tensione e del terrore, fondamenta invincibili di resistenza all’avanzamento della società e della civiltà e di impedimento alla novazione e della innovazione, chiudendo in un crogiolo fatto di ombre, di terrore e di paure la vita dei malcapitati che si ritrovano costretti a subirle.

Un esempio immediatamente calzante è quello delle tribù talebane che governano in Afghanistan la produzione del 90% delle droghe (ab)usate nel mondo intero, vendite dai cui proventi si fonda una militarizzazione ossessiva ed assai violenta della vita sociale ed economica talebana.

Se veramente gli Stati Uniti d’America e tutto il mondo occidentale volessero spezzare le reni di questa orribile violenza gratuita religiosa, dovrebbero prendere la pur grave ma inderogabile decisione di bombardare senza soluzione di continuità e sino alla completa distruzione le tribù talebane come le tribù somale che traggono ispirazione dalla violenza coranica per sostenere la propria violenza gratuita.

Solo così, le culture tribali che fanno della religione islamica un centro per il reclutamento dell’odio mondiale, verranno ridotte alle dimensioni adeguate ed al timore ed al rispetto delle società, degli stati liberali e delle civiltà altrui.

Solo così, il cancro del mondo contemporaneo potrà essere distrutto, in virtù di una nuova ed antica era della pace e del progresso.

L’innocenza dei mussulmani – The innocence of muslism – Trailer

L’islam si è dimostrato in tutto il mondo occidentale come un cancro sociale non integrabile, un terrorismo rabbioso, odioso e violento, un razzismo mortale contro ogni cosa non sia islam e/o maometto.

Quando si sveglierà l’Occidente da un multiculturalismo fallito, da una integrazione impossibile perché rifiutata dai mussulmani, una primavera araba pregna di morte e di odio, una convivenza civile che si è dimostrata impossibile?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Gli ultimi saranno i primi: così la Confraternita del Cannuolo riduce il popolo in schiavitù

venerdì, 20 maggio 2011

Bisogna aiutare gli immigrati, accogliere i profughi, dar loro un lavoro, una casa, un futuro.

Sì, il nostro lavoro, la nostra casa, il nostro futuro.

Per carità, vi risparmio le analisi dei dati, il rapporto fra abitanti e territorio, la densità di popolazione, l’esplosione demografica, il rapporto sui limiti dello sviluppo, il tasso di crescita della popolazione mondiale, il rapporto di relatività e di sostenibilità fra ecologia e economia, vi risparmio tutta questa montagna di numeri e vado dritto al punto:

su questo pianeta siamo in troppi perchè si possa continuare a vivere, o meglio, a sopravvivere.

Le risorse del pianeta sono ormai non compatibili con la massa umana che popola il pianeta.

Consumiamo risorse ed energie, produciamo gas letali e rifiuti.

Stiamo uccidendo questo pianeta, solo con la nostra presenza.

E allora, perchè lasciare che la popolazione mondiale continui a crescere?

Perchè consentire ai flussi migratori di impennare considerevolmente il già squilibrato rapporto fra territorio e popolazione in Italia ed in Europa?

Sentite qualcuno che grida al razzismo?

Lasciatelo perdere:

è solo un idiota senza cervello che ragiona con i piedi.

Nel mondo occidentale c’è il caso americano, che è riuscito a conservare un rapporto decente fra ambiente, territorio, risorse, consumi e popolazione.

Ma lo ha fatto costruendo muri con i paesi limitrofi e chiudendo praticamente le sue frontiere a tutti coloro i quali volessero entrare negli States senza avere un lavoro od un motivo valido per farlo.

Razzisti?

No, solo un popolo intelligente che sta salvando la propria vita ed il proprio futuro.

Sentite ancora un cretino che grida al razzismo?

Lasciate perdere, è sempre l’imbecille di prima:

a furia di ragionare con la materia organica presente dal tallone di Achille in giù, è arrivato alla conclusione che il mondo è razzista e che sono solo le persone come lui ad avere ragione.

Dal tallone di Achille in giù nel deretano, a calcioni forti e ripetuti:

solo questo merita un essere umano così deficiente.

Ora, se siamo già troppi con questa popolazione in Italia, se già non abbiamo un lavoro per i residenti, una casa per i residenti, perchè dovremmo far entrare ancora altre persone nel nostro territorio?

Per farne cosa?

Schiavi nel mondo sommerso del lavoro nero?

Manovalanza a basso costo per le mafie?

E perchè dovremmo stuprare ancora oltre il nostro territorio per urbanizzare selvaggiamente e costruire alloggi, scuole ed ospedali per ospitare altri soggetti?

Tutto questo per fare un piacere a chi?

Alle lobby dei palazzinari?

A quei partiti politici che desiderano far entrare altri immigrati per affidare loro il diritto di voto e veder crescere un consenso che il paese gli nega da sempre?

Questo è il carnevale dei folli:

la corsa degli idioti per l’autodistruzione dell’umanità.

Va considerato che, impedire l’ingresso di nuovi immigrati nei paesi a maggiore sviluppo e benessere nel mondo, non solo tutela meglio chi già vive e lavora in quesi territori, ma impedisce anche un ulteriore aumento della popolazione nei paesi di origine dei flussi migratori, che trovano uno sfogo nella migrazione, una valvola di sicurezza ove esondare l’eccesso incontrollato di aumento demografico interno.

Questo processo di osmosi alimenta l’aumento della popolazione:

interromperlo, costringerebbe i paesi che “producono eccessivamente popolazione”, a governare questi folli incrementi e a prendere tutte quelle misure che servono per controllare la crescita demografica interna.

Invece, grazie all’idiozia dei deficienti che vogliono lasciare aperte le valvole di accesso nel nostro paese, l’eccesso demografico dei paesi “produttori di soggetti umani senza alcun criterio” viene sempre compensato ed alimentato dal fenomeno migratorio.

Così, detti paesi si deresponsabilizzano totalmente, ben sapendo che nei paesi occidentali vi sarà sempre un qualche idiota a caccia di un facile consenso falsamente perbenista e perbuonista che spalancherà loro le porte della propria casa, ed anche e purtroppo, delle case di altri soggetti affatto interessati a questo genere di ospitalità.

Ma se non accetti il ricatto morale di questo falso perbenismo di facciata, profondamente idiota e suicida, ecco tuonare il grido di denuncia della presunzione ipocrita dell’idiozia fatta persona:

razzista!

Viene da domandarsi quale sia il pericolo maggiore:

una popolazione di sfortunati che fuggono da condizioni di vita impossibili ovvero questi sfaccendati idioti dell’accoglienza a tutti i costi.

Ma se è vero come è vero che i flussi migratori creano economia, posti di lavoro ed un probabile futuro consenso elettorale, bisogna anche evidenziare che esista molto probabilmente un interesse personale e di parte politica e sociale oltre che morale a sostenere l’ingresso di immigrati nel nostro paese.

E questo fatto spiegherebbe non poche cose, comprese le innumerevoli truffe peretrate ai danni di questi miserabili da parte di soggetti che vantano la possibilità di offrire loro un lavoro che non esiste e una cittadinanza che spalanca le porte all’assistenza sociale gratuita, alla assistenza sanitaria gratuita, alle concessioni di aiuti e di incentivi per le fasce della popolazione più deboli.

Magari un lavoro no, non lo avranno, ma avranno una ottima possibilità di vivere alle spalle di chi si ammazza di fatica per guadagnare il pane quotidiano e che, involontariamente quanto artificialmente, diviene un soggetto economico benestante nei confronti di un immigrato, vedendosi sbarrata così la possibilità di accedere a quegli aiuti ed a quegli incentivi per i quali generazioni di suoi pari si sono battutti, mentre essi non li ricevereanno mai, perchè troppo ricchi rispetto a chi non ha nulla.

Così, il welfare decede sotto il peso dell’idiozia umana.

Così, la popolazione dei cittadini-lavoratori viene condannata a retrocedere sempre più nella scala sociale ed economica, vedendosi persino raggiunti dalla beffa che, un immigrato, producendo un maggior numero di figli, oltre a pesare maggiormente sul sistema assistenziale, scolastico e sanitario, ottiene anche un maggior potere sociale attraverso la delega politica del voto.

Così, massacrando il popolo cristiano, creiamo i presupposti per un popolo mussulmano, ad esempio.

Sino a quando, un bel giorno, raggiunta la maggioranza demografica e democratica in un paese occidentale, tali immigrati ringrazino profondamente l’idiota che ne ha favorito l’arrivo imponendo la legge coranica sulla legge democratica a suon di consenso elettorale maggioritario nel paese.

Ed il cerchio si chiude, con la volontaria morte civile e sociale di una gran massa di idioti, e la contestuale sopraffazione del popolo sovrano, reso egli stesso schiavo di quegli schiavi che ha voluto aiutare.

Una civiltà decadente dove l’idiozia umana trova troppo spesso canali di amplificazione e di riconoscimento, merita di morire per sua stessa mano.

Perchè è la legge della natura.

Perchè in natura, i deboli ed i troppo stupidi soccombono sempre.

Ora, abbiamo due strade di fronte a noi:

– consentire che tutto questo accada, semplicemente non opponendo il giusto contrasto a cotanta idiozia e stupidità;

– non consentire che tutto questo accada, opponendo la giusta forza a cotanta idiozia e stupidità.

Io non voglio accettare l’ingresso di ulteriori masse di immigrati e non voglio soccombere alla idiozia di chi non comprende il male che sta facendo a se stesso ed a tutto il paese.

Io non morirò per loro.

Io morirò, certamente, ma contro di loro.

Perchè Dio mi ha fatto il dono dell’intelligenza, ed io, ho l’obbligo di non sprecarlo.

E non è un frainteso primato degli ultimi che può darmi torto:

Matteo 20,1-16

1 «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
2 Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
3 Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati
4 e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.
5 Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.
6 Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
7 Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.
8 Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.
9 Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
10 Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno. 11 Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo:
12 Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.
13 Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?
14 Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te.
15 Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?
16 Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».

Messaggio per i primi:

avete lavorato di più e siete stati compensati per meno, e per di più, pagati per ultimi.

Vi hanno fregato gli idioti che si credono buoni.

Loro, sono i vostri nemici.

Loro, sono il decesso civile di questo paese.

Loro, stanno massacrando il futuro dei vostri figli.

Per quanto tempo ancora accetterete di essere sempre e solo gli ultimi a casa vostra?

Per quanto tempo ancora accetterete che il proprietario della vigna dissipi la ricchezza prodotta dal lavoro delle vostre braccia per negarvi un diritto e regalare il frutto del vostro lavoro ad altri?

Nel buonismo del proprietario della vigna sta il razzismo nei vostri confronti.

Nella vostra coscienza, sta il futuro di questo paese, come quello dei vostri figli.

Nelle vostre mani, nei vostri piedi e nelle vostre teste, sta la salvezza di un popolo intero, di un mondo intero.

Sappiate farne buon uso.

Questo carnevale dei folli deve terminare.

Questa autodistruzione incivile, deve avere fine.

Sappiate vivere da uomini e donne liberi.

O preparatevi a morire da schiavi senza un futuro.

Io non morirò per loro.

Io morirò, certamente, ma contro di loro.

Perchè Dio mi ha fatto il dono dell’intelligenza, ed io, ho il dovere di non sprecarlo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Guerra Santa islamica: fra terrore e usurpazione

lunedì, 2 maggio 2011

Bin Laden, il fondatore del MAK e della organizzazione terroristica islamica Al Quaeda, è morto, ucciso da un commando militare americano in territorio pachistano, lì dove si è sempre pensato si nascondesse.

Si chiude così un’era di terrore nella ideologia religiosa reale di un Islam egemone nel pianeta Terra, terrore che culminò nel famigerato eccidio terroristico dell’11 settembre 2001, in un folle piano di annientamento dei luoghi simbolo del potere cristiano ed occidentale nel mondo attraverso il dirottamento ad uso terroristico di quattro voli civili commerciali, per lanciarli contro i seguenti obiettivi:

le due Torri Gemelle, le Twin Towers del World Trade Center di New York, simbolo della economia e del commercio mondiale;

il Pentagono, quartier generale del Ministero della Difesa USA;

il Campidoglio, meglio conosciuto come la Casa Bianca, residenza dei presidenti degli Stati Uniti d’America.

Da quel giorno, il mondo è cambiato parecchio, risvegliato improvvisamente da un nuovo tipo di guerra, cui nessun paese occidentale era in grado di porre contrasto.

Una miriade di attentati terroristici nel mondo seguì quel maledetto giorno, ovunque, questo nuovo quanto antico pericolo, ha terrorizzato e ucciso, nel nome dell’Islam.

La morte dell’ideatore e dell’organizzatore di questa assurda guerra religiosa, pone fine ad un ciclo temporale ben preciso e delineato, all’interno del quale questa nuova guerriglia islamica, ha terrorizzato ovunque:

Russia, Cina, Giappone, India, Europa, Africa, Asia, America del nord, America del Sud, mondo arabo.

Il metodo utilizzato è stato di una violenza e di una barbarie incredibili, clonato da uno stile di vita che è divenuto esso stesso simbolo di terrore e devastazione:

quello Talebano.

Ma la scomparsa di Bin Laden, coincide (casualmente?) anche con il fallimento catastrofico di quasi tutti i sistemi statuali che imponevano la legge coranica:

Libia, Egitto, Siria, Tunisia.

Forti scuotimenti in tutti gli altri paesi islamici:

Arabia Saudita, Iran, Giordania, Yemen.

E’ la fine del sistema islamico, scosso sin nelle sue fondamenta, incapace di ricevere e garantire libertà e democrazia, come dimostrato dalle catastrofi umane afgana, irachena e somala.

Il Libano, in tutta questa storia, è un capitolo a parte, essendo imploso più volte e proprio per mano di quei paesi islamici estremisti che finanziavano il terrorismo integralista, nemico giurato della componente cristiana libanese.

E’ la fine di quel mondo politico italiano e mondiale che guardava con simpatia a quei movimenti politici ed a quelle dittature islamiche che oggi sono sull’orlo di una guerra civile, se già non vi sono ampiamente immersi.

Non era un eroe, Bin Laden, ne un mito politico:

egli era solo un pazzo violento e sanguinario.

Si chiude così un capitolo storico, che avrà sicuramente ancora strascichi e conseguenze nella nostra vita quotidiana, a cominciare proprio da quella fuga in massa di islamici che cercano di immigrare clandestinamente in Europa attraverso le frontiere italiane, attraverso quel paese che, la stessa Unione Europea, osteggia nel suo tentativo naturale e di diritto di difendersi da questa invasione.

Ma anche questo, è un paragrafo di quel capitolo della storia contemporane affatto ambiguo che titola “Guerra Santa, espansione demografica islamica ed egemonizzazione dell’Islam nel mondo”.

Questo è il pericolo più grave che corre l’intero occidente in questo momento.

Si tratta di un’altra Guerra santa, più subdola e insinuante, che prevede l’infiltrazione dei paesi occidentali da parte di enormi quantità di islamici, sotto forma di immigrazione clandestina, stoltamente tollerata ed accettata, che punta esclusivamente a prendere il potere attraverso la regola dei numeri delle democrazie.

Una volta raggiunto il limite democratico che conduce al potere, essi imporrebbero la legge coranica in tutto il globo.

Questa è l’eredità che lascia il folle Bin Laden all’umanità.

Questa è l’aggressione che dobbiamo combattere strenuamente.

Questa, è la nostra “sfida per la sopravvivenza”, combattuta in una guerra di civiltà e di identità territoriali, etniche, religiose, storiche e culturali che non si confrontano, a causa della volontà islamica di non integrarsi, ma di insediarsi in altri territori, scalzando popoli, regole, libertà e conquiste democratiche al costo della volontà del Profeta Maometto, della sua idiosincrasia razzista e violenta nei confronti di chi è diverso da un islamico.

Non vi è pace in questa sfida, non vi è solidarietà ne amore.

E noi occidentali, non dobbiamo commettere l’errore mortale di combattere questa Guerra Santa invitando alla pace, offrendo solidarietà, donando amore.

L’espansione demografica islamica è l’altra faccia del terrorismo islamico, quella buona e pietosa, quella che si insinua al meglio nelle pieghe della nostra cristianità, del nostro modello democratico e liberale, al solo fine di infiltrarlo sino alla saturazione democratica, prendendo quel potere che il terrorismo non è riuscito a prendere, raggiungendo il governo dei paesi occidentali per poter uccidere l’occidente dal di dentro, dall’interno.

L’affermazione della Shari’a attraverso il metodo democratico, questo è il loro vero obiettivo.

Questo è il nostro pericoloso nemico.

Questo è il futuro che dobbiamo assolutamente scongiurare.

la Guerra Santa di Bin Laden è fallita.

La Guerra Santa di Maometto è invece ancor viva e vegeta.

Difendetevi popoli liberi, oppure pregate per le vostre povere anime, poichè esse non vi apparterranno più.

Come pure le vostre case, le vostre vite, le vostre famiglie.

E’ morto Bin Laden, il principe del terrore.

Non è morto il suo progetto terroristico.

Ha solo cambiato pelle, mimetizzandosi e rendendosi invisibile al suo odiato nemico infedele:

il mondo libero e democratico occidentale.

Noi, per dirla in una sola parola.

Difendersi da questo attacco, non è un diritto, ma un sacrosanto dovere cui è vietato mancare.

Amen.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Noi non tradiremo il nostro giuramento

lunedì, 28 febbraio 2011

Il paese sembra immobile, da sempre, come sempre.

Ammutolito dinanzi all’ennesimo omicidio di una ragazza che rifiuta un rapporto sessuale, dinanzi al dilagare di una immigrazione che pretende di asservirlo, dinanzi alla impossibilità di riformare una giustizia che non c’è, dinanzi ai violenti colpi di coda della restaurazione partitocratica, che tenta pedissequamente di sminuire l’enorme lavoro riformatore dell’esercito leghista.

I mafiosi ed i loro amici di merende continuano ad avallare il paradosso per il quale non è l’azione del miglior ministro dell’interno della storia ad avere ragione delle mafie.

Mentre gli oppositori della maggioranza di governo gongolano nel sostenere le teorie dei mafiosi, nella speranza di poterne ottenere i favori elettorali, specie nel sud del paese, dove le mafie condizionano certamente il voto, laddove la Lega non prende un voto.

I sostenitori della espansione egemonizzatrice islamica chiedono a più riprese misure in favore della religione coranica, del diritto di cittadinanza agli immigrati di religione mussulmana, del diritto di voto a questo nuovo attacco demografico alle democrazie occidentali, a questo attacco mortale.

Bruti e traditori, vili e parrucconi si alleano al solo fine di fermare l’avanzata elettorale della Lega, cercando in ogni modo di creare scompiglio fra le sue fila, di inserire nella crescita del seme leghista la zizzania, di impedire che il popolo sia sovrano e decisivo, che il suo governo sia potente e decisivo.

Una torma di turpi individui si muove per fermare quel che non si può fermare, di infrangere quel che non si può dividere.

La casta partitocratica tenta il colpaccio del dividi et impera a danno della Lega, crocifissa ad un federalismo che viene fatto oggetto di continuo ricatto nelle aule parlamentari.

Un voto per una poltrona.

Un voto per una parolina nell’orecchio di quel giudice.

Un voto per il concorso di mia figlia, sai, vuole fare il notaio.

Questo pattume indecente stupra da sempre il cammino delle buone idee e delle riforme in questo paese.

Questa “filosofia di vita e di vita politica”, non sfiora nemmeno le orecchie dei leghisti, però.

Puliremo altre cento volte la monnezza che i napoletani non sanno governare, interromperemo altre cento volte l’avanzata mafiosa nella Padania, sopporteremo altre cento volte gli insulti di chi non sa cosa dice, minacceremo altre cento volte una secessione del paese, sino a quando le nostre idee e le nostre giuste rivendicazioni, non otterranno conferma.

Noi non ci pieghiamo, noi non ci spezziamo, noi non ci stiamo a questo gioco ad uccidere il futuro del paese.

Noi non siamo gente qualunque, noi non siamo politici qualunque, noi non possiamo essere misurati con un metro qualunque.

Noi siamo gente seria e laboriosa, noi siamo il popolo che chiede giustizia, noi siamo la cura per ogni malattia.

Noi, siamo il futuro di questo paese, noi siamo l’unica garanzia di sicurezza in questo paese, noi siamo l’unica parola leale e fedele che esista in questo paese che si vende ad ogni passo, da sempre.

Noi non siamo cambiati, ed anche se ci vedete camminare per i palazzi del potere di Roma, noi non moriremo per quelle poltrone.

Noi moriremmo per la nostra libertà, non per la vostra.

Noi siamo i leghisti e non abbiamo paura di niente.

Men che meno di voi.

Fate il vostro gioco.

Noi, non abbandoneremo questa mano.

Noi, non tradiremo il nostro giuramento.

Mai.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Islam è antitetico alla democrazia

mercoledì, 23 febbraio 2011

La progressiva esplosione degli stati arabi denuncia un limite mai completamente manifestato nel mondo libero:

l’impossibilità di coesistere del sistema democratico in un paese musulmano.

Non esiste infatti nel mondo, un solo paese dove imperi il Corano e dove la democrazia coincida con la sovranità popolare.

La religione coranica impone il comandamento religioso come etica sociale imprescindibile, come valore assoluto che va oltre il concetto di stato.

In ogni paese musulmano, questa etica supera la legge dello stato, ovvero la incarna.

E’ il concetto dello stato etico, laddove la legge coranica è anche l’unica legge dello stato.

Violare la legge dello stato quindi, prescrive punizioni previste dalla cultura religiosa islamica, se di cultura possiamo parlare.

In ogni paese musulmano nel quale l’occidente libero e democratico è intervenuto, il seme della democrazia non è mai sopravvissuto, in specie se successivamente quel paese e quel popolo veniva lasciato da solo a camminare sulla via della libertà.

La religione islamica è antitetica alla democrazia.

Ed è proprio questa sua incompatibilità con il concetto di democrazia che rende impossibile l’accoglienza completa e integrata dei musulmani che immigrano nei paesi occidentali.

I due sistemi umani non coincidono mai, ma piuttosto collidono, confliggono senza soluzione di continuità.

Ma mai coincidono o convivono.

E non sarà certo l’errata convinzione di un presidente degli Stati uniti d’America dal nome di Barack Hussein Obama II che cambierà l’islam, gli islamici ed il mondo musulmano.

E la continua crisi che travolge, uno dopo l’altro, gli stati musulmani nel mondo, ne è l’ennesima prova evidente.

L’Islam è antitetico alla democrazia.

Full Stop

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Obama, l’islam, Ground Zero e la resa degli USA

sabato, 14 agosto 2010

Incredibile.

Non so se il Presidente degli Stati Uniti d’America si rende conto della portata della sua decisione di consentire alla costruzione di una moschea, luogo di culto di fede musulmana, nello stesso luogo dove il terrorismo islamico ha prodotto la sua più alta violenza nei confronti del mondo libero e civile:
Ground Zero.

Lì, dove si ergevano le Twin Towers, lì dove migliaia di cittadini americani hanno perso la loro vita nel più vile attentato terroristico che la storia dell’umanità ricordi, lì, dove gli USA sn stati colpiti a morte, nel cuore ferito di quella new York che incarna il mito della libertà e della civiltà occidentale e democratica, lì, proprio lì, Obama acconsente alla costruzione di una moschea musulmana, di quella fede islamica che più di ogni altra incarna il mito anti-libertario planetario, di quell’islam che fa di donne e bambini degli schiavi senza diritti in tutto il pianeta, di quell’islam, che nella sua parte peggiore, violenta e razzista, odiosa e rabbiosa, rappresenta il primo nemico alla sussitenza stessa della vita degli uomini e delle donne liberi di tutto il mondo.

Incredibile.

Obama, il musulmano Obama, il presidente americano Obama, non si rende conto che questo atto rappresenta certamente una resa incondizionata al terrorismo islamico?

Non si rende conto Obama che consentire in Ground Zero la costruzione di una moschea musulmana rappresenta uno schiaffo in pieno viso a quegli americani che in quello stesso luogo, hanno perso la loro vita e la loro libertà per mano del terrorismo islamico?

E non si rende conto il musulmano Obama che questo atto pone più di un dubbio sulla capacità di un presidente americano musulmano di anteporre gli interessi americani a quelli della religione musulmana, che nella sua accezione più violenta e anti umana, odia la libertà americana più di ogni altra libertà planetaria e nella sua accezione più mediamente ordinaria, non consente alle donne di godere di quella “libertà che illumina il mondo” il cui simbolo femminile svetta nella stessa città di New York?

E se i musulmani, in un domani che nessun uomo libero accetterebbe, raggiunta la maggioranza demografica e democratica negli USA, chiedessero di mettere il velo alla figura femminile della Statua della Libertà e di iscrivere la parola Corano sul libro da essa tenuto in mano?

Cosa farebbe il presidente Obama?

Calerebbe ancora i calzoni di tutti gli americani per onorare la libertà di culto musulmano?

E questa sarebbe la realizzazione del concetto musulmano dell’ordinare il bene e del vietare il male?

Incredibile.

La luce che illumina il mondo si è forse spenta, per sempre?

L’egemonizzazione plantaria dell’islam raggiunta attraverso il cavallo di troia delle democrazie occidentali, il concetto democratico del potere dei numeri?

Barack Obama:

ma da che parte stai, e quale concetto di libertà difendi?

Forse quell”unico concetto di libertà possibile per un musulmano:

la sottomissione incondizionata all’islam dell’intero pianeta, proprio nel nome di quella libertà che i musulmani nel mondo dimostrano quotidianamente di avversare?

Io non mi sottometto all’islam, io difendo la libertà degli uomini e delle donne del mondo libero.

No, non certamente Barack Obama.

Ma certamente io, io uomo nato libero, io uomo che non si sottomette all’islam, io uomo che una moschea a Ground Zero, non la farei costruire mai.

Io, fratello e figlio di una donna libera, io, che sono figlio della libertà, io che difenderò sempre la libertà dei miei figli di vivere senza vergogna.