Articoli marcati con tag ‘Colle del Quirinale’

Colpo di mano della mafia: no a carcere, indagini e intercettazioni

martedì, 21 maggio 2013

Il Partito degli Onesti nonché Legale Rappresentante delle organizzazioni mafiose nelle istituzioni statali e nel Paese Reale chiede indulto, impossibilità di indagine e impunità per reato mafioso.

PDL chiede dimezzamento pene, no a carcere, no a intercettazioni ed un conseguente, voluto e cercato no a indagini per tipico reato politico di concorso esterno in associazione mafiosa.

Anche un eventuale sviluppo istituzionale nelle indagini sulle trattative fra stato e mafie potrebbe essere negato con queste modifiche sostanziali.

A questa aperta sfida lanciata dalle organizzazioni mafiose e dell’anti-stato infiltrato nelle istituzioni democratiche e partitocratiche alla integrità dello stato di diritto e del Paese Reale occorre opporre un deciso e determinato NO.

Questa estorsione mafiosa, questa sfida imposta nel momento più delicato della vita della repubblica italiana va raccolta e contrastata determinatamente quanto definitivamente:

istituzione immediata della Pena di Morte a mezzo pubblica fucilazione per reati di

- comportamento mafioso,
- associazione mafiosa,
- impedimento e/o ostacolo a indagini su organizzazioni mafiose,
- compreso e non escluso il concorso esterno.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”

Trattativa Stato-mafia: le istituzioni contro la ricerca della verità

lunedì, 10 settembre 2012

Lo stato mafioso si espone pienamente in difesa dello status quo degli affiliati infiltrati in abuso del potere pubblico.

La Procura della Repubblica di Palermo indaga nella Trattativa fra Stato e mafia.

Si ipotizza concretamente che pezzi importanti delle istituzioni avrebbero svenduto il potere dello stato, i cittadini-lavoratori ed il popolo sovrano al prepotere delle organizzazioni mafiose, compiendo atto di Alto Tradimento.

Nlelle indagini emergono intercettazioni che coinvolgono giorgio napoletano (Presidente del CSM, Presidente della Repubblica e Capo dello Stato, già Presidente della Camera dei Deputati ed ex Ministro dell’Interno), il suo consigliere napoletano loris d’ambrosio (che morirà improvvisamente per un infarto subito dopo essere stato sentito dai PM palermitani e poco prima di essere sentito dall’Anti-mafia), ed il napoletano nicola mancino (ex Vicepresidente del CSM, già Ministro dell’Interno e presidente del Senato della Repubblica).

Il Quirinale nella persona del Presidente giorgio napoletano, solleva il conflitto di attribuzione nei confronti dei Pubblici Ministeri della Procura della Repubblica di Palermo, impedendo di fatto la ricostruzione di una verità storica nei rapporti fra stato e mafie in italia.

Oggi il Consiglio Superiore della Magistratura ammonisce il Procuratore Aggiunto Ingroia a non fare politica nell’auspicare un cambio della classe politica nella misura di un rifiuto della connivenza fra mafia e politica.

Sintesi:

il CSM di napoletano & mancino attacca politicamente i giudici che hanno intercettato l’attuale Presidente del CSM ed un ex presidente Vice-Presidente del CSM, entrambi napoletani.

Il terzo napoletano di quelle intercettazioni muore improvvisamente, pare a seguito della somministrazione di un caffè.

A me non serve altro per capire cosa si diceva in quelle telefonate intercettate dalla magistratura inquirente e impedite nell’utilizzo e nella pubblicazione da parte della più alta carica istituzionale dello stato.

Io non sono uno stupido e non ho alcun bisogno di ascoltare per riconoscere il linguaggio ed il comportamento mafioso.

Ha ragione Ingroia:

deve cambiare tutta la classe politica perché in Italia si possa conoscere la verità sulle stragi, su tutte le stragi.

Senzadubbiamente.

Pena di Morte per in mafiosi e per i loro complici, affiliati o ricattati.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Napolitano non è nostro Presidente

martedì, 8 maggio 2012

Questa frase, lanciata sul web dal popolo dei cittadini considerati i vincitori di questa tornata elettorale amministrativa, descrive benissimo la misura della distanza, ormai divenuta incolmabile, che separa lo stato di diritto dal paese reale ovvero stato di fatto.

Il popolo in questione è quello dei grillini, i seguaci del fondatore del Movimento 5 Stelle, il comico famoso ed il politico vincente Beppe Grillo.

La polemica fra il Grillo ed un vecchio parrucone della politica come Giorgio Napolitano segue la querelle della “salma” istituzionale ed ha scatenato sul web i grillini, che han lanciato il nuovo slogan ufficiale di questo dopo elezioni:

Napolitano non è nostro Presidente.

In effetti, se Giorgio Napolitano usasse la veste di Capo dello Stato e di Presidente della Repubblica per servire il popolo invece che per difendere l’indifendibile casta politica italiana, allora potremmo anche giustificare le sue ultime esternazioni gravemente limitative di una sola forza politica, quella del Movimento a 5 Stelle di Grillo.

Stesso dicasi durante la campagna elettorale di queste amministrative nel quale polverone si sono visti provenire da ogni dove attacchi a senso unico ai grillini, travestendo ipocritamente e vilmente questa violazione di legge nell’uso della definizione di “anti-politica” (in Europa incarnata dai Pirates ed in Italia dai grillini, le ultime frontiere della politica sana e condivisa dal popolo), come nel caso vergognoso del presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Pensi piuttosto ai suoi preti pedofili e agli alti prelati indagati come quello di napoli, il presidente della CEI.

E pensi altresì a negare la carità cristiana ai mussulmani ed a destinarla esclusivamente alle famiglie cristiane ed italiane.

Ma è lo slogan di questi giorni:

Napolitano non è nostro Presidente

Bagnasco non è nostro Presidente.

Ed è anche la misura della distanza della classe dirigente italiana dal popolo, dai cittadini lavoratori, dalle famiglie e dalle aziende italiane.

Il paese reale è ormai troppo lontano dallo stato di diritto, tanto lontano che l’unico rapporto possibile è quello conflittuale, fra un popolo maltrattato e derubato da chi lo dovrebbe invece difendere e tutelare.

Ma ora questa casta politica, grazie soprattutto a politici del calibro di Beppe Grillo, sta per scomparire completamente dal nostro orizzonte, ormai incompatibile, distante e distinta dal paese, dal popolo e dal territorio che pretende di governare.

Sia che se ne governi il portafogli, che l’animo.

Ed un bel Vaffa, non fa mai male.

Vaffa, casta dominante di idioti e di inetti, di incapaci e di corrotti, di amici dei mafiosi e traditori dello stato.

Vaffa, ed ancora Vaffa.

N.B.

Vince la realtà del popolo del web, l’unico veramente libero in Italia e nel mondo.

Vincono i blogger informatizzati e tecnologici.

Perdono i politici parrucconi e senza alcuna qualità.

Bravo Beppe Grillo.

Bravi tutti i grillini.

Siete l’orgoglio di questo paese.

Vi voglio bene.

Gustavo

P.S.

Come al solito, le mie analisi politiche fanno centro.

Ecco cosa scrivevo a proprosito di comici e politici italiani in un post di questo Blog qualche tempo fa:

Italia: un paese di comici e di politici

Resto dell’avviso che, in questo strano ed anormale paese, gioverebbe la sperimentazione.

Da dove iniziamo?

Beh, potremmo cominciare dall’uso dei comici nel governo del paese e l’uso dei politici nei teatri comici italiani.

Dovremmo poterne trarre profitto tutti in tempi ragionevolmente brevi.

Ovvero potremmo esalare l’ultimo respiro tutti insieme, appassionatamente, in unica grande risata.

Siamo messi talmente male che una comica provocazione ha più successo di una riforma del sistema.

Ma non potevo nascere tedesco, americano, svizzero?

Lì almeno sanno come distinguere un comico da un pagliaccio.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Uno stato immorale, un Cittadino Qualunque e “La Patente” di Pirandello

lunedì, 19 marzo 2012

A seguito del recente richiamo ad una maggiore moralità da parte del capo dello stato italiano Giorgio Napolitano nell’agire politico ed umano dei partiti, rifletto che:

1 – Al napoletano Giorgio Napolitano, Presidente della Commissione Costituzionale a Bruxelles un giornalista della tv tedesca contesta in questo video di “fare la cresta” sui rimborsi delle spese di trasporto assegnati dalla Unione Europea ai parlamentari in quanto, chiedeva ed otteneva rimborsi di 800,00 euro per volo e ne sosteneva realmente solo 90,00, sempre per ogni volo e con un arricchimento ingiusto ed immorale di ben 700,00 euro per ogni volo effettuato dal Signor Napolitano, più o meno quel che guadagna un cittadino italiano che si affacci oggi al mondo del lavoro come corrispettivo di un mese intero di fatiche e di sacrifici.
Interpellato, Giorgio Napolitano per tutta risposta minaccia di chiamare la polizia per allontanare il giornalista e la troupe televisiva tedesca, come ben documentato dal filmato.

2 – Questo documento pubblicato dalla tv tedesca in prima serata è stato censurato e mai trasmesso in italia.

3 – Cosa penseranno i tedeschi, gli olandesi, i danesi, gli inglesi, i francesi, gli americani, i cinesi, gli indiani, i canadesi, gli asutraliani e gli europei tutti se, dopo questo episodio quantomeno increscioso e mai chiarito ne giustificato, lo stesso Giorgio Napolitano sia stato eletto Capo dello Stato Italiano dalla casta politica italiana?

A buon intenditor, poche parole.

Uno stato immorale non è una entità astratta fatta di illazioni e delazioni, di vilipendi e di immoralità, ma è uno stato democratico che ha rappresentanti ben definiti ed individuati, tramite i quali si rappresenta e si proietta l’immagine del Paese nel mondo intero.

Uno stato immorale è fatto di uomini e donne immorali che compiono azioni immorali sotto la copertura dell’omertà mafiosa di uno stato prevaricato ed abusato da una immorale casta dominante che abusi continuamente del potere pubblico.

Uno stato immorale che ama i condoni, gli indulti, le amnistie, le grazie e condanna invece certamente chi osa sollevare il capo e urlare queste verità ponendosi come soggetto a disposizione per vendette e rivalse da parte di un tal prepotere, abusivo ed immorale, così provocato.

Venite pure avanti, vi aspetto a braccia aperte:

voglio che mi assegniate la Patente di Cittadino, cittadino con la C maiuscola.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Politica è in movimento: il paese invece no

domenica, 26 giugno 2011

Il tramonto del berlusconismo apre la strada ad un movimentismo politico affatto identico al fenomeno della compravendita di parlamentari cui abbiamo sinora assistito.

La consolidata incompatibilità fra L’Italia dei Valori ed il fronte del centrodestra, era sinora tutta insita nella incompatibilità fra l’ex giudice di Mani Pulite Antonio Di Pietro e l’ex indagato Silvio Berlusconi.

L’annuncio di un futuro ritiro dalla scena politica, ha riaperto un feeling mai sopito fra, certe posizioni del centro destra e l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, movimento politico che ho personalmente e da sempre classificato come non omogeneo alla sinistra italiana.

Antonio Di Pietro non è compatibile con il PD che non vota il ddl anticorruzione, ma non ha ancora forse ben chiaro cosa voglia dire avere a che fare con un PDL governato da un gruppo di politici meridionali che non vuole fermare la corruzione.

Evidentemente Di Pietro punta al centro dei due schieramenti, riaprendo la porta di un terzo polo che è uscito umiliato e mortificato dalle ultime elezioni amministrative, tanto da ridurre (e finalmente!) al silenzio il presidente della Camera dei Deputati, rappresentante di se stesso.

Le voci di corridoio che vedono Berlusconi strizzare un occhio all’intramontabile Casini, pongono però seri dubbi fra la compatibilità dell’UDC di Casini (quella responsabile dello scandalo mafioso dei cannuoli alla siciliana di Totò Cuffaro) e l’IDV della Legalità e della Giustizia.

No, non è un terzo polo quello che avanza, piuttosto, sembra la solita maccheronata all’italiana in salsa partitocratica.

Anche l’indeformabile Lega Nord si mostra (e per la prima volta in assoluto) in un momento di riflessione interna, tutto incentrato anch’esso sul dopo Bossi, visto che si profila all’orizzonte un dopo Berlusconi:

i due attori del famigerato patto di ferro, pare andranno incontro ad un medesimo futuro, cui il patto di sangue sottoscritto, li ha condannati.

SEL e PD, senza l’IDV, hanno pochissime speranze di competere in una tornata elettorale contro la PDL, a meno che, la Lega Nord non decida di non appoggiare in futuro il partito meridionalista berlusconiano, senza Berlusconi.

Il siciliano Alfano, come il siciliano Schifani infatti, pare dialoghino molto bene con la siciliana Finocchiaro (vedere l’artificioso naufragio del DDL anticorruzione al senato), ma non pare abbiano molto da dire ad una Lega Nord che non è compatibile con interessi politici avversi e/o diversi a quelli del nord, mentre il governatore siciliano Lombardo, si dimostra assai meno lombardo di quanto il suo cognome facesse supporre.

Il silenzio che proviene dal colle del Quirinale, rotto solo in favore di un intervento urgente del governo a tutela della città natia di Giorgio Napolitano (super partes sino in fondo), fa riflettere su quali decisioni ha in animo di adottare il capo dello stato nei confronti di questa empasse politica piuttosto imbarazzante.

Probabilmente il governo potrebbe attirare la fiducia del colle con un provvedimento di favore (l’ennesimo mascherato da intervento di urgenza) nei confronti della città di napoli, facendo piovere un po di danaro pubblico da sprecare nella ennesima emergenza rifiuti che è tutta da addebitare alla irresponsabilità politica napoletana, se non fosse per l’aut aut dell’alleato leghista, il quale richiama una sentenza della magistratura che impedisce l’esportazione della monnezza napoletana in altre regioni italiane.

Situazione complessa, la cui risoluzione dirà chi governa l’esecutivo:

la maggioranza di governo o il colle del Quirinale?

E nella querelle nata dalla richiesta leghista del trasferimento (fallito) dei ministeri da roma al nord, chi governa l’esecutivo fra:

la maggioranza di governo ed il Campidoglio?

Una battaglia tutta incentrata fra il centralismo di un potere dispotico e conservatore come quello delle paludi romane avverso a quello innovatore e riformatore del leghismo padano.

Vincerà il migliore o vincerà ancora la partitocrazia che governa trasversalmente i palazzi del potere romano?

Ecco in sintesi, alcuni movimenti politici il cui dispiegamento disegnerà il futuro di questa assai malridotta italia, ormai prossima al tracollo socio-economico cui, una casta politica assai vetusta ed egoista, pare averla condannata.

Capitani coraggiosi cercansi ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X