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Dittatura assoluta burocratica e partitocratica

lunedì, 22 aprile 2013

gifuni dopo gifuni

segretario generale onorario del Quirinale dopo segretario generale

napolitano dopo napolitano

presidente della repubblica dopo presidente della repubblica:

al Quirinale è oramai dittatura assoluta burocratica e partitocratica.

Avvisate l’ONU e la NATO:

l’Italia non è più un paese libero e democratico, sia pure lo sia mai stato in passato.

P.S.
E dove sarebbe scritto nella Costituzione Italiana che il Capo dello Stato o il Premier debba avere necessariamente una tessera di partito o di sindacato in tasca e debba obbligatoriamente provenire dalla casta corporativa partitocratica?
Cosa fanno di male e quali bassezze morali e materiali raggiungono i cittadini qualunque per non poter aspirare a cariche istituzionali e costituzionali:
hanno forse la lebbra o la tubercolosi?
Puzzano di popolo sovrano, forse?

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Cuneo fiscale, detassazione salari ed evasione fiscale

mercoledì, 5 settembre 2012

Detassare i salari riducendo il cuneo fiscale è cosa che i politici italiani (per quel che valgono sia come politici che come uomini-donne-altro) promettono e puntualmente non mantengono da sempre.

Oggi, più che mai, la detassazione dei salari dei lavoratori dipendenti e la drastica riduzione del cuneo fiscale sono azioni esecutivamente impossibili da attuare, pena il decesso della pubblica amministrazione e dello stato stesso.

La crisi che avvolge ogni sistema italiano ha fatto emergere la terribile verità che in questo paese mafioso e corrotto, le tasse, le hanno pagate sempre e solo i lavoratori dipendenti ed i pensionati, entrambe sottoposti ad un prelievo fiscale forzoso alla fonte, unico caso Euro-Occidentale di tipo illiberale e delittuoso.

In buona sostanza, si tratta di un impedimento coatto alla libertà di evadere il fisco consegnato coercitivamente alle due corporazioni sociali ed economiche dei lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati e dei lavoratori dipendenti pubblici e privati pensionati.

Le caste corporative che si arricchiscono in abuso del potere pubblico dei professionisti (avvocati, commercialisti, agenti di commercio, giornalisti, politici, amministratori pubblici e lavoratori autonomi) e degli imprenditori (industriali e artigiani) si sono unite in una vergognosa devastazione socio-economica che procede sin dalla prima repubblica a negare ogni diritto alle classi più popolari e popolose dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

Ed il prelievo forzoso alla fonte per queste due categorie popolari e numerose diviene un vero e proprio delitto aggravato, continuato e realizzato in associazione a delinquere (di stampo mafioso-corporativo) alla luce di un dato certo e sicuro:

l’80% (ottanta per cento) del prelievo fiscale italiano proviene proprio dai lavoratori dipendenti e dai pensionati.

Per cui, eliminare il cuneo fiscale è cosa impossibile da realizzare per due motivi:

1 – l’eliminazione del cuneo fiscale farebbe precipitare e crollare l’introito fiscale, cosa che metterebbe lo stato in misura di fallimento;

2 – non esiste alcuna garanzia che il diminuito prelievo fiscale così ottenuto possa essere compensato dalle altre corporazioni italiane, da sempre disinteressate a pagare le tasse.

Così, si dimostra che lo stato italiano è stato sinora abusato per ottenerne una feroce dittatura corporativa travestita da democrazia bloccata, che rende schiavi i contributori cittadini lavoratori dipendenti e successivamente pensionati da sempre e per sempre.

Roba da tribunale internazionale dei crimini contro l’umanità.

Decenni di dittatura smascherati in poche righe di un post su di un blog.

I fenomeni della corruzione politica, della evasione fiscale, della usura ed il fenomeno mafioso (da sempre infiltrante il potere pubblico) che patteggia la resa dello stato appaiono i veri nemici del cittadino x, del cittadino qualunque italiano.

L’orientamento per il prossimo futuro di queste corporazioni delittuose in associazione dai comportamenti mafiosi appare quello di continuare ad estorcere benessere e corrodere il potere pubblico da usare in abuso.

E codesto orientamento delittuoso continuativo ed aggravato non potrà che avvenire che in due modi:

1 – nella ricerca del consenso elettorale così come è stato governato e gestito sinora, e cioè nella umiliante e delittuosa contrattazione do ut des del voto di scambio, soprattutto in quelle regioni (sicilia, calabria e campania) nelle quali le organizzazioni mafiose si sono da sempre dimostrate in grado di condizionare pesantemente e gravemente il popolo sovrano nelle sue scelte elettorali, ovvero di ribaltarne il voto attraverso misure di distorsione nella conta dei voti, nella loro quantificazione e nella loro relazione fra voto espresso nella scheda elettorale e voto riportato nei registri e voto trasferito agli organi di controllo.

2 – nella ricerca di una alternativa al modello di dittatura feroce travestita da “democrazia bloccata ed infiltrata nei punti nevralgici”, nella ricerca e nella promozione cioè, di una dittatura basata sul modello storico del Fascismo, una dittatura nella quale si possa ancora manovrare come sudditi e schiavi i cittadini-lavoratori dipendenti e pensionati in una condizione di sudditanza rispetto alle altre corporazioni socio-economiche che andrebbero a “fasciarsi” insieme.

Il primo caso è ancora possibile, purtroppo, a causa della elevata corruttibilità politica e burocratica e della interferenza delle mafie nel sistema di potere pubblico italiano.

Il secondo caso invece, dovrà fare i conti con la vocazione socialista del modello fascista e sulla alta probabilità che non sarebbero le corporazioni dominanti attuali a godere del potere di scelta in una dittatura nella quale il popolo potrebbe essere leader indiscusso, almeno nei primi tempi.

Ecco perché, secondo me, non si potrà incidere su di una significativa detassazione dei salari che elimini il cuneo fiscale che sorregge invece questo stato di fatto, di diritto e di mafia.

Ecco perché, secondo me, per fare dell’Italia un paese normale e credibile, occorrerà eliminare ogni mafia punendo il comportamento mafioso con la pena di morte e si dovrà eliminare o ricondurre a fisiologica realtà l’evasione fiscale (fenomeno stimato in 200 miliardi di euro/anno), la corruzione (fenomeno stimato in 60 miliardi euro/anno) e l’usura (40 miliardi di euro/anno), veri e propri cunei anti-sociali, anti-democratici ed anti-repubblicani.

Ecco spiegato perché, senza l’eliminazione delle mafie, della evasione fiscale, della corruzione e dell’usura, nessun altro cuneo fiscale potrà essere ridimensionato.

Ed ecco spiegato perché, in Italia non vi potrà mai essere alcun cambiamento positivo, nessuno sviluppo socio-economico, nessuna normalizzazione ed alcuna riforma civile o liberalizzazione realizzata senza:

– l’estromissione dall’Unione Europea e dall’Italia delle regioni sicilia, calabria e campania;

– la punizione del comportamento mafioso con la morte;

– la punizione della complicità, attiva, passiva o semplicemnente omertosa ai comportamenti mafiosi con l’ergastolo fine vita in un regime carcerario duro e punitivo;

– la punizione della corruzione e della concussione con l’ergastolo fine vita in un regime carcerario duro e punitivo;

– la punizione di ogni abuso commesso nella funzione, attribuzione ed esecuzione del potere pubblico con l’ergastolo fine vita in un regime carcerario duro e punitivo;

– la punizione della evasione fiscale con l’ergastolo fine vita in un regime carcerario duro e punitivo;

– la punizione della usura con l’ergastolo fine vita in un regime carcerario duro e punitivo.

Tutto il resto è solo chiacchiere da politci e distintivo abusato.

Non c’è alternativa a queste misure, non c’è mai stata.

Perché nessuno mai l’ha veramente cercata, creata, sostenuta.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lettera Aperta a Angela Merkel

giovedì, 24 maggio 2012

Offener Brief an Angela Dorothea Kasner Merkel
Lettre ouverte à Angela Dorothea Kasner Merkel
Open letter to Angela Dorothea Kasner Merkel

Carissima lady di ferro contemporanea, donna che ha dimostrato ancora una volta, se ve ne fosse bisogno, quanto le donne possano osare più avanti e volare più in alto degli uomini nella antiquata politica europea, assai decadente.

Con questa mia lettera, Le porgo i miei migliori sentimenti di rispetto e di affetto per la Sua splendida opera di ricostruzione e di riorganizzazione europea.

In particolare, mi soffermo sulla dolente questione dell’uscita dalla crisi e della effettiva evoluzione di taluni paesi che, come l’Italia, si dimostrano assai ritardati e bizantini, oltre che compromessi seriamente dalla presenza di organizzazioni mafiose che si dimostrano quotidianamente più forti e salde dello stesso stato di diritto.

Per non parlare di quelle che io definisco come “aggregazioni ed organizzazioni mafiose di secondo grado” che gravano pesantemente sul popolo sovrano:

le corporazioni e le caste italiane.

Aggredendo dal di dentro lo stato di democratico, le corporazioni e le caste mafiose si sono oggi radunate intorno alla strenua difesa dei “loro” privilegi e dei “loro” prepoteri, come delle “loro” riserve di potere pubblico fortemente e mafiosamente condizionato, al fine di garantire ampie riserve e sacche e nicchie sociali, politiche ed economiche all’interno delle quali esse possano operare in modo esclusivo e prepotente, creando ricchezza in modo abusivo, ed ottenendo dalla casta politica continui abusi e distorsioni del potere pubblico in cambio di consenso e di voti, opzioni di garanzia antidemocratiche ed illiberali, se non del tutto illegali.

Una vera e propria concorrenza fra mafie di secondo livello si intreccia con i poteri forti delle massonerie deviate e non riconosciute, di quel coagulo di cosche mafiose travestite da lobbies che impediscono alcun cambiamento del paese, abusando del potere pubblico a fini esclusivamente personali, famigliari, di corporazione o di casta mafiosa.

Questa è la realtà contro la quale si dibattono le imprese, le aziende e le famiglie italiane, in un regime di concorrenza sleale che difende i prepotenti ed infligge ai deboli, dolorose umiliazioni.

La Sua opera, carissima Cancelliera, ha spinto, e con forza, verso migliori lidi civili e morali, sociali ed economici.

Di questa Sua azione, La ringrazio immensamente.

Ma la furbizia alla napoletana invade ormai la pubblica amministrazione e la corporazione burocratica e la casta politica (che sono divenute esse stesse delle mafie il cui livello di impegno va determinato caso per caso, momento per momento) e le finte lotte parlamentari travestite da riforme epocali (che offrono ancora larghi spazi di esenzione e di immunità e impunità alle classi dirigenti italiane) e le mancate liberalizzazioni distorte o insabbiate dalla casta politica e sindacale, offrono un quadro assai deludente degli effettivi obiettivi raggiunti su questo arduo ma indispensabile cammino.

E come temevo, dopo le finte riforme e le mancate liberalizzazioni, ecco il solito politico questuante italiano che afferma di avere le carte in regola per chiedere che si aprano le corde delle borse altrui per finanziare le caste e corporazioni mafiose italiane.

Un vero schiaffo al rispetto, alla educazione civica e civile questo atto di richiesta carità.

Ma Lei, Carissima Angela Merkel, non è un qualsiasi uomo della decadente politica contemporanea, ma è una splendida donna che sta operando per cambiamenti storici che avranno ripercussioni nei testi di storia, e continua ad opporre un doveroso e indispensabile NO a misure salva tutto come i spesso paventati e richiesti eurobond.

Ed infatti, Lei non cede, Lei non molla, grazie al cielo e grazie a Lei.

Da cittadino qualunque italiano, invoco la sua opera di restaurazione o instaurazione della civiltà democratica in opposizione alle isole di prepotere ed abuso pubblico in cui si muovono paesi come l’Italia.

Non molli!

Sia intransigente!.

Ogni euro finanziato oggi all’Italia, rischia di finire dritto dritto nelle borse delle organizzazioni mafiose e non in quelle delle imprese e delle famiglie italiane, soggetti molto deboli in questo momento.

E la ricetta vincente per un rilancio dello sviluppo economico italiano passa attraverso la completa liberalizzazione dei mercati (del lavoro, delle arti e delle professioni, della pubblica amministrazione, della industria, del commercio), la ricostruzione di soggetti politici puliti e trasparenti, moralmente ineccepibili, mafiosamente opposti visti e vissuti come soggetti di mediazione fra popolo e stato e non come soggetti di abuso del potere e del danaro pubblico da parte delle caste mafiose, veri e proprie metastasi del cancro virale che uccide l’Italia.

Senza che queste riforme siano varate nella realtà (corruzione, concussione, abuso d’ufficio, conflitto di interessi, pena di morte per i mafiosi ed i loro fiancheggiatori, collaboratori, simpatizzanti e complici), carissima cancelliera Angela Merkel, non versare nemmeno un euro nelle dispersive tasche della pubblica amministrazione italiana, la quale, comportandosi da perfetta associazione a delinquere, chiede in sacrificio il sangue degli imprenditori e dei cittadini lavoratori e pensionati che ogni giorno, sconfitti dalla crisi e massacrati dalla mafiosità imperante si tolgono la vita in Italia, invece di procedere a tagli importanti della spesa pubblica (spending review) e del welfare distratto ed assegnato per privilegio mafioso.

Un unico dato dei più indecenti, offre l’analisi migliore della mafiosità di settori della pubblica amministrazione ormai fuori controllo di spesa (e di gestione) come quello della scuola italiana, che con i suoi complessivi un milione e mezzo di addetti, si colloca al primo posto nella classifica dei datori di lavoro europei pubblici e privati, per numero di addetti.

Se non è mafia questa, cosa sarà allora una casta mafiosa o una coroporazione mafiosa ed autoreferenziale?

Questi mafiosi se ne fregano letteralmente delle famiglie e delle aziende italiane:

queste caste e corporazioni mafiose, vogliono solo sopravvivere mantenendo intatti tutti i privilegi e le arroganti prevaricazioni mafiose di cui godono, mentre del popolo sovrano, essi non offrono difesa e tutela.

Abusano del potere pubblico delegato dal popolo e conquistato con l’inganno, le raccomandazioni e l’estorsione o il ricatto mafioso, ovvero scambi o fra un posto di lavoro pubblico od un appalto pubblico, al fine di usarlo come clava contundente contro chi detiene ormai solo in teoria quella sovranità, quel potere:

il popolo.

In nome di Dio e degli uomini e delle donne di buona volontà, Angela Dorothea Kasner Merkel, io ti chiedo, io ti imploro, io ti prego di NON MOLLARE nel tema della austerità e di NON MOLLARE nella realizzazione compiuta e corretta delle riforme e delle liberalizzazioni che uniche, offrono la garanzia che, ogni eruo finanzaito all’Italia con eurobond o altri strumenti finanziari, non finisca dritto dritto nelle tasche delle cosche politiche o delle mafie socio-economiche che devastano questo bello, ricco, ma sfortunato paese.

Non Mollare!

Questo tuo tentativo è l’ultimo possible per salvare l’Italia dalle sue mafie.

Se fallisse, solo un violento regolamento interno dei conti fra forze del bene e forze oscure del male, solo una sanguinosa guerra civile intestina potrà rimettere i mafiosi in una cella di un isittuto penitenziario mentre gli uomini e le donne idealmente e materialmente ben educate ed orientate in un consesso politico parlamentare e di governo.

Tuo

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta – 17/04/2012 di Gustavo Gesualdo

martedì, 17 aprile 2012

Politica – Diritto – Informazione

Come frega da decenni e decenni il popolo italiano, la dittatura autoritaria travestita da democrazia bloccata?
Ora vi spiego.
Principi democratici enunciati, esaltati, propagandati, rinnovati e ricordati in forma scritta.
Ma resi assolutamente non esecutivi, non eseguibili.
Ti do un diritto e nel contempo elimino, neutralizzo, rendo inaccessibili i mezzi, gli strumenti ed i modi per realizzare quel diritto.
E ti ho fregato con la democrazia indiretta, caro popolo sovrano.
Un esempio lampante:
Articolo 21 della Costituzione italiana
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…..”
Invece è una truffa, una vera e propria truffa.
L’informazione passiva viene tutto sommato garantita in italia, ma quella attiva, quella inerente ai soggetti che possono fare informazione a mezzo stampa (con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione) viene resa irrealizzabile da una legge di grado inferiore a quello della Carta Costituzionale (altra truffa), la legge ordinaria.
Inoltre si tratta di una legge ordinaria vecchia di ottanta anni, istituita da una dittatura per controllare l’informazione nel paese.
Tutti possiamo ricevere informazioni, ma ad erogarle solo soggetti autorizzati iscritti in un albo al quale si è apposta una duplice ulteriore restrizione all’accesso sine qua non:
il possesso di una laurea e l’aver superato un concorso pubblico.
Con buona pace di come pensa il sottoscritto si prendano le lauree e come si vincano i concorsi pubblici in italia.
Sconosciuti in italia i concetti di Opinione Pubblica e di Opinion Leader.
Riconosciuto e grantito un diritto, basta bloccarne gli effetti giuridici nella realtà, ed il gioco della truffa alla napoletana è fatto.
Cornuti & Mazziati.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…..”
Articolo 21 della Costituzione italiana, primo comma.

Parliamoci chiaro, le nostre leggi sull’ordinamento della professione giornalistica per tanti aspetti si collegano alla struttura del fascismo a cominciare dalla figura del direttore responsabile (io l’ho ricoperta per quasi vent’anni) che non esiste in nessun’altra legislazione del mondo. Una figura derivata da un ordinamento in cui i direttore responsabile era nominato da un partito politico autoritario e onnipotente, in contrapposizione all’editore e mantenuto con privilegi economici, ma senza il controllo politico della testata“.
Giovanni Spadolini. Citazione tratta dal libro “Come si diventa giornalista” – Piero Morganti – Ed.Einaudi

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Corruzione e Furto

mercoledì, 14 marzo 2012

Ogni volta che la Magistratura e gli investigatori delle Forze dell’Ordine sorprendono un politico o un burocrate italiano con le mani nel sacco della corruzione, ecco arrivare la solita frase giustificativa:

non ho messo un solo euro nelle mie tasche personali, quelli, erano danari per il partito.

Insomma, la vecchia ed irrisolta solfa dei finanziamenti illeciti ed illegali ai partiti politici, ottenuti con l’estorsione, l’abuso d’ufficio, la minaccia di non garantire un diritto acquisito e normalmente esercitabile dal cittadino-lavoratore.

Ma è ora di fare chiarezza, una volta per tutte, su questo equivoco sui termini di ladro e di corrotto.

Rubare per il partito, invece che per se stessi, è sempre rubare.

Essere corruttibile per il partito, invece che per se stessi, è sempre essere corruttibili.

Un ladro non si distingue dal fatto che rubi per se o per altri, ma per il fatto che egli rubi.

Un corrotto non si distingue dal fatto che egli si faccia corrompere per se o per altri, ma per il fatto che egli pretenda ed incassi una tangente.

Insomma, in un paese dove le mafie imperano come primo agente economico e l’usura massacra famiglie ed aziende sane insieme alla evasione fiscale ed alla corruzione, ecco che alla fine della fiera, un corrotto non è nemmeno un corrotto ed un ladro non è un ladro.

Sta di fatto che per me, un mafioso è un morto che cammina, un corrotto è un delinquente che abusa del potere pubblico al fine di arricchire illecitamente ed illegalmente se e/o il suo gruppo politico, ed un ladro è uno che ruba, sia che compia l’atto per se che per conto terzi.

Intanto, la normativa anti-corruzione viene insabbiata da decenni dalla casta politica italiana.

Io rubo, tu rubi, egli ruba, noi, rubiamo, voi rubate, essi rubano.

E tutti stanno zitti, perché semmai, rubano tutti.

E l’italia è di nuovo unita dal nord al sud sotto il segno della corruzione:

ma bravi!

Questa è l’italia.

Ed io, evidentemente, non sono italiano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Messaggio Personale per il Professor Mario Monti

venerdì, 9 marzo 2012

Da quello che vedo e leggo, caro Professore, i Suoi margini di manovra sono stati grandemente mortificati dalla associazione delle caste politica, burocratica e sindacale.

La “sterilizzazione” delle liberalizzazioni nei confronti delle caste corporative delle professioni, dei farmacisti e dei tassisti avvenuta nel Parlamento è un più che evidente motivo di preoccupazione per la capacità di un esecutivo italiano che si muova dentro le regole democratiche (benché il suo governo rappresenti già un momento di esautorazione temporanea della politica e della democrazia rappresentativa) di realizzare quelle riforme che salverebbero il Paese da un fallimento totale, invece ogni giorno sempre più vicino e concreto.

La notizia della comparsa dei primi veti (propedeutici ad una guerra di evidentemente “finti veti incrociati” delle parti politiche e sindacali nei confronti del Suo esecutivo, offre uno spaccato nel presente e nel prossimo futuro di colpi di coda violenti della peggiore casta politica e sindacale di tutto il consesso dei paesi democratici, civili ed avanzati.

Il primo veto lo pone il siciliano Angelino Alfano segretario pro-tempore del PDL.

Sorpreso?

No, io no:

avrei scommesso la mia testa che il primo aut aut lo avrebbe imposto un siciliano, un calabrese o un napoletano.

Non mi sono sbagliato, come al solito.

L’inizio della guerra dei veti (che successivamente diverranno incrociati, in modo da impedirLe il benché minimo movimento riformatore) precede di poco la stagione della Primavera, nel classico atteggiamento di assalto alla diligenza del governo, attacco da affondare poi con i caldi climatici e politici della prossima stagione estiva.

La trappola per Lei ed il suo governo è già pronta a scattare, anzi, è di già stata innescata dai suoi tentativi di:

perseguire il reato di corruzione;

perseguire gli evasori fiscali;

poter liberamente licenziare dipendenti ladri e fannulloni;

spogliare le corporazioni professionali di ogni ingiustificato ed arbitrario potere di riserva sociale e professionale;

aprire il mercato economico e del lavoro italiano alle sfide globali;

regolamentare l’accesso delle caste dominanti alla stanza dei bottoni della televisione pubblica e modificare conseguentemente gli equilibri nel mondo dell’informazione;

garantire una giustizia certa e veloce ai cittadini-lavoratori.

Questo paese conservatore di prepoteri feudali e di privilegi delittuosi non Le consentirà di infrangere alcuno Status Quo.

Questo paese assai corrotto, mafioso, usuraio, evasore di contributi fiscali e di adempimenti al dovere civico e civile ha già preparato il suo caffè avvelenato per Lei.

Questo è il mio messaggio personale per Lei, che definisce tutto questo con il gentile eufemismo di “bizantino”, al mio contrario, che di gentile nei confronti di mafiosi, corrotti, usurai ed evasori, non riservo più nulla definendoli senza riserva alcuna come “insieme omogeneo di caste e corporazioni mafiose composte di egoisti trogloditi e sottosviluppati contrari ad ogni significativo segno ed avanzamento di civiltà e di dignità umana”.

Sì, lo riconosco, “bizantino” è più semplice e diretto, corto ed efficace.

Ma vuol mettere, caro Professore, la soddisfazione di dare del cretino ad un emerito e comprovato cretino?

Questo paese assai conservatore non vuole cambiare.

Questo paese non vuol evolvere il proprio stile di vita verso gradi di civiltà superiore.

Questo paese profondamente corrotto ed intrinsecamente mafioso, usuraio ed evasore, intende conservare le proprie caratteristiche peculiari peggiori e lo status quo delle classi attuali dominanti, prepotenti ed arroganti.

Questo paese sta lavorando per esautorare il suo governo, per destituire la sua compagine esecutiva e per deporre la Sua persona dalla premiership italiana.

Essi lavorano per privare di ogni autorità, potere e prestigio la sua figura, onorando ben due antichissime professioni:

quella delle prostituzione a pagamento, professione alla quale esse sicuramente fanno riferimento, e quella di coloro i quali estenuano, logorano, prostrano, sfiancano e stremano le gambe del portatore delle idee innovative e riformatrici, delle gambe dell’uomo che vuol migliorare e cambiare la vita di tutti al solo costo di quelli che invece la rendono impossibile.

Si tratta di un fenomeno che io identifico come mobbing sociale, politico e sindacale, un tipo di mobbing che io conosco molto bene e troppo da vicino.

Lei, caro Professor Monti, non è certamente un cittadino qualunque, un cittadino X, sicuro.

Ma si guardi molto bene le spalle da oggi in poi, caro Professore, poiché questa marmaglia sta tornando al contrattacco, ed utilizzerà ogni metodo (morale o immorale, lecito o illecito, legale o illegale, ed ogni abuso del prepotere pubblico, da loro ad arte infiltrato e deviato), che si dimostri utile alla Sua pubblica umiliazione e prostrazione per impedirLe ad ogni costo di cambiare ciò che vogliono conservare:

il loro assoluto ed arbitrario prepotere nei confronti del popolo sovrano, delle famiglie e delle aziende italiane.

Si guardi le spalle e non beva caffè di dubbia provenienza.

Se a Gesù Cristo questa marmaglia indecente di trogloditi sottosviluppati ha riservato una dolorosa e lenta morte per crocefissione, per Lei, chissà quali torture in terra avranno inventato.

Apra gli occhi, caro professore:

queste canaglie sanno essere molto pericolose.

PS
Chieda al Professor Prodi se può consultare il medesimo spiritista che gli indicò il luogo di detenzione del rapito e poi trucidato Professor Aldo Moro avendolo letto in una potente e misteriosa sfera di cristallo:

chissà che non possa prevede anche il futuro, verificando dopo l’uso del terrorismo delle brigate rosse contro Aldo Moro, Roberto Ruffilli, Vittorio Bachelet, Marco Biagi e Massimo D’Antona ed il terrorismo utilizzato successivamente delle organizzazioni mafiose, qual tipo di terrorismo vorrebbero usare contro di Lei questi “occulti conservatori dell’abuso del prepotere pubblico”.

Alla faccia del paventato “pericolo internazionale occulto” che per “questi signori”, manovrerebbe il suo governo.

I miei rispetti uniti ai miei più sinceri auguri di successo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Tutti Pazzi per la Lega della Gente

sabato, 13 novembre 2010

L’attacco al federalismo ed al riformismo leghista muove i suoi ultimi passi.

La casta politica peggiore si oppone al cambiamento dello status quo che garantisce privilegi inauditi e spreco di danaro pubblico ingiustificabile.

Questa casta ha paralizzato il governo ed ha abbandonato il paese a se stesso, condannandolo ad un futuro di malessere e di insicurezza.

Gli interessi delle famiglie e delle aziende non trovano alcuna rappresentenza politica, se non nell’azione della Lega Nord.

Il quoziente familiare che avrebbe dovuto tutelare le famiglie italiane non è mai stato varato.

Le aziende trovano in questa casta partitica un ostacolo e non una difesa, un nemico e non un complice.

E mentre il paese chiede almeno che siano eliminati gli sprechi dell’apparato pubblico sia nazionale che locale e che vengano eliminati i fattori che conducono alla delocalizzazione all’estero dei siti industriali italiani, questa indecente casta partitica gioca sporco e pretende di fermare il paese, di piegarlo ancora una volta ad interessi che non hanno nulla a che fare con quelli delle famiglie e delle aziende.

Quale valore e quale senso ha una aprire una crisi di governo in questo momento storico se non quello di affossare ancor più il paese in una crisi già di per se dolorosissima?

Forse il senso di creare fratture socio-economiche tali da rendere irriducibili le distanze fra il paese reale e lo stato di diritto?

Forse il senso di fermare il più grande contrasto al mondo delle organizzazioni mafiose che questa repubblica abbia mai testimoniato?

Ma il compito della politica non dovrebbe essere l’esatto opposto?

E questa “cosa”, la possiamo chiamare politica?

Per fortuna che la Lega c’è, altrimenti questo paese non avrebbe più alcuna speranza per il futuro, altrimenti, le famiglie e le aziende italiane dovrebbero trasferirsi in massa in paesi come la Germania, laddove una casta politica siffatta, non avrebbe motivo di esistere.

E di resistere.

Dopo lo storico fenomeno della migrazione delle famiglie dall’Italia, è iniziato anche il fenomeno della migrazione delle aziende.

Da qui, fuggono tutti, atteriti.

Da questa condizione di “follia politica suicida” scappano via, tutti.

O paventano di farlo.

Di questo passo, per ottenere lo status di rifugiato politico all’estero nel futuro, sarà sufficiente presentare un passaporto o un documento di identità della repubblica italiana, un documento valido e non scaduto che attesti che il soggetto ha avuto la sfortuna di nascere in un paese dove la politica è pura follia e le istituzioni sono spesso piegate e deviate a mero “strumento” di questa follia, dove lo stato viene suicidato e l’anti-stato avanza.

Non è possibile condividere questa follia, come non è possibile che questa follia venga ancora tollerata.

Non ci si può prendere gioco così impunemente degli interessi di un intero paese, non si può ricattare un intero paese a fini di mera bottega partitica, come non si può giocare con il futuro della aziende e delle famiglie.

Queste semplici considerazioni di un cittadino “X”, di un cittadino qualunque, sono utili alla migliore comprensione di quale sia il “vero problema” di questo paese?

E se l’anti-politica avanza, se l’anti-stato corrode e corrompe, perchè nello stato vi è solo la Lega Nord a chiedere e pretendere di cambiare questo status quo?

Perchè questa casta partitica pretende di agire in un sistema di monopolio (non autorizzato, non delegato, non condiviso) nel governo del paese?

Perchè le regole democratiche consentono a questa casta partitica di produrre una politica che non incontra la domanda di cambiamento dello status quo da parte del popolo sovrano?

Forse gli studi di un certo Antoine-Augustin Cournot, – filosofo, matematico ed economista francese – sull’incontro fra domanda ed offerta in un libero mercato possono aiutare a comprendere meglio cos asta accadendo in Italia in questo momento.

Forse, lo studio delle regole che consentono non un primato della politica, ma un primato del monopolio o dell’oligopolio partitocratico, possono aiutarci a capire quella voglia matta che hanno famiglie ed aziende di fuggire da questo paese.

Perchè se la partitocrazia intende ancora produrre una offerta di servizi pubblici (l’impegno politico è il servizio pubblico per eccellenza) in un regime in cui decide essa stessa a quali condizioni di qualità e quantità offrire tali servizi e, soprattutto, a quali costi, ebbene, domanda ed offerta di tali servigi non si incontreranno casualmente formando un “prezzo” economicamente interessante ed un rapporto fra quantità e qualità conveniente, impedendo di fatto al popolo quella partecipazione attiva che contribuisce alla formazione di un “prezzo politico” accettabile, di un “prezzo comunitario” considerabile, di un “patto sociale” interessante.

E se tale punto viene deciso autonomamente dagli interessi delle segreterie partitiche, allora, domanda ed offerta non si incontreranno mai, poichè non ci sarà nessun popolo disposto a pagare un prezzo inaccettabile, punitivo, fuori mercato.

E allora, questo popolo, nelle sue forme fondamentali nucleali di famiglie ed aziende, potrebbe dedicere di rivolgersi altrove, laddove l’offerta di servizio pubblico complessiva, risponda meglio alle loro esigenze.

Ed è proprio quel che sta accadendo.

E non c’è da meravigliarsi se l’offerta politica leghista riscuote sempre maggiori consensi dal popolo sovrano in questo mercato monopolista, poichè la sua è una offerta “ritagliata” per soddisfare le esigenze del popolo, e non per curare gli interessi delle segreterie partitiche.

L’offerta politica leghista quindi, spacca il mercato politico, aprendo strade di libertà mai percorse prima in questo paese “bloccato”.

E la reazione scomposta e indecente della casta partitica peggiore cui stiamo assitendo in questi giorni, valida questa teoria in modo perfetto.

Ecco spiegato perchè la lega della gente è un movimento popolare, mentre tutti gli altri partiti politici sono attanagliati da una profonda crisi che rischia seriamente di mettere in forse il futuro del paese, una crisi “isterica” che è il male assoluto del sistema stato, una crisi di nervi che valida totalmente le scelte leghiste.

Tutti pazzi per la Lega Nord, insomma.

Ancora e per sempre.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X