Articoli marcati con tag ‘cisl’

L’ignoranza e l’arroganza del meridione opprime Nord Europa e Occidente

mercoledì, 14 novembre 2012

Giornata di scontri di piazza nel meridione europeo fallito e morente nei confronti di un Nord Europa sempre più indignato del comportamento irresponsabile e fraudolento dei paesi PIGS.

Le violenze di di piazza organizzate nel sud europa in Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e Cipro si scontrano con gli ordinati e pacifici raduni civili nel Nord Europa di Parigi, Bruxelles, Berlino, Zagabria e Bucarest.

L’Europa è sempre più spaccata un due, come l’Italia.

Ma di cosa si lamenta il meridione europeo in queste violenze di piazza spacciate per pacifiche manifestazioni sindacali?

Di aver egli stesso stuprato le pubbliche amministrazioni usandole come serbatoi del parassitismo e dello spreco, di aver usato la pubblica amministrazione come parcheggio per disoccupati ed inoccupati senza alcuna voglia di sudare per lavorare, di aver utilizzato i concorsi pubblici come soluzione abominevole della mancanza di ammortizzatori sociali, di aver contribuito ad incrostare il mondo del lavoro in modo criminale e criminoso?

In particolare di cosa si lamenta il sindacalismo italiano dei salari mediatamente più bassi d’Europa a causa di una tassazione enorme, squilibrata, iniqua ed ingiusta, ma mai veramente affrontata e contrastata dagli stessi sindacati?

E dove erano CGIL e Fiom quando tale tassazione creava il cuneo fiscale più grottesco e pesante di tutto il mondo occidentale?

Erano al mare?

Erano sulle montagne?

Erano in vacanza?

E perché i leader della Fiom-Cgil attaccano oggi il Partito Democratico affermando che: “Forse in questi anni non abbiamo votato bene”, allorquando è stato il perduto ed inutile voto al Partito Comunista Italiano del passato a piantare e produrre la gramigna in un mondo del lavoro incrostato e penoso di cui ci si lamenta incessantemente oggi?

E quali altri strumenti, oltre quelli del rigore e dalla austerity oggi dolorosamente applicati dalle autorità e dalle leadership europee, si potrebbero usare per arginare le gravi mancanze dei governi dei paesi del sud, accusati di essere incapaci di governare e guidare paesi e popoli oggi sull’orlo di un catastrofico fallimento?

E dove sono i cosiddetti riformisti, dove i finti liberali, dove i falsi liberalizzatori meridionali?

E quali responsabilità tentano di celare queste manifestazioni in contemporanea questi raduni contro l’austerità perseguita da Commissione europea e Banca centrale per contrastare quelle vere e proprie mafie sistemiche all’interno della Pubblica Amministrazione che hanno devastato i paesi del sud abusando del potere pubblico degli stati democratici piegato invece a tutela e difesa di interessi corporativi e mafiosi?

Non vi è alcuna responsabilità nelle strutture gerarchiche superiori (politiche, economiche, finanziarie) se quelle inferiori tentano quotidianamente il suicidio, pretendendo una solidarietà dai livelli superiori di governo impossibile ed impagabile, carità che dovrebbe salvare quelle corporazioni mafiose responsabili del massacro dei paesi meridionali invece del salvataggio di quei popoli che si è voluto volontariamnete quanto premeditatamente assassinare e consegnare ad un futuro di povertà penosa.

Il grande popolo tedesco accetterebbe pure ulteriori sacrifici, ma solo in favore del popolo italiano e non in favore dei suoi aguzzini della casta politica, sindacale e burocratica.

Il futuro non ha pietà per gli assassini del popolo improvvisamente trasformatisi in salvatori del popolo e della pace sociale.

Essi non sono uomini della provvidenza, ma complici nella mattanza.

E dove erano, codesti salvatori della patria, del popolo e della pace quando avveniva la mattanza del Bene Comune, della Res Publica, della Repubblica?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta – 28 ottobre 2012

domenica, 28 ottobre 2012

La politica?
La mia passione, la mia maledizione, la mia unica infelice soddisfazione.

Sarà anche autunno, ma a me, pare più una feconda primavera.
Tutte le piante in fiore per una seconda impollinazione “fuori programma”.
Anche gli uccelli si sono riprodotti ancora ed ancora.
Periodo fecondo.
Anche per me.
Grandi e piccoli cambiamenti in vista.
Senza pregiudizi e senza ripensamenti:
chi sta con me, sta con me.
Chi non cista, va per la sua strada.
Io sto percorrendo la mia.

Chiarisco un punto fondamentale che viene spesso frainteso nella vita di questo paese.
Sicurezza e Giustizia sono fatti inseparabili della vita di uno stato veramente liberale, avanzato e democratico.
Sicurezza e Giustizia sono due facce della stessa medaglia:
la Legalità.
Chiunque volesse dividere il popolo fra adepti della sicurezza e adepti della giustizia, lavora per rendere impossibile la loro fusione nel concetto primario della Legalità.
Avete capito meglio ora, come mafiosi, evasori, usurai, corrotti e corruttori sottomettono un intero paese al mondo della Illegalità?
Dividendo e dilaniando sicurezza e giustizia, e ponendo ideologicamente i rispettivi operatori, l’un contro l’altro armati.
Questa è mafia, questo è un comportamento mafioso.
Pena di morte per i comportamenti mafiosi.

Vado letteralmente in bestia quando tentano di collocarmi con o contro una parte politica, sociale, partitica.
Io non sono un imbecille, non più, mai più.
Siete schiavi dei vostri pregiudizi ideologici?
Problemi tutti vostri.
Io ho finito di fare la scimmia da passeggio di “chiunque”.
Perché “chiunque” non si solleva nemmeno alla altezza minima indispensabile della mia caviglia.

Mafiosi, corrotti, evasori fiscali e usurai:
Pena di Morte.
E l’Italia riparte.
Altrimenti diparte.

Voglio un ministro anti mafia, anti corruzione, anti usura ed anti evasione fiscale.
Chiedo troppo?
E la pena di morte per punire mafiosi, corrotti, usurai ed evasori?
Un paio d’anni di questa cura e si riparte alla grande!

Varese: muore operaio schiacciato da una pressa in azienda. Era già in pensione e lavorava in nero.

I soggetti che rischiano la vita nel mondo del lavoro non sono certo i manager o gli imprenditori:
muore operaio schiacciato da una pressa, era già in pensione ma lavorava ancora, in nero, in nero, in nero, in nero.
Squinzi, Camusso, Bonanni e Angeletti: vaffa, vaffa, vaffa, vaffa.

Il presidente di Confindustria Squinzi: le imprese muoiono di fisco.

Falso:
l’80% dell’introito fiscale dello stato italiano proviene da lavoro dipendente (sia pubblico che privato) e pensionati, con buona pace di casta politica e sindacale.
Anche il cuneo fiscale non colpisce direttamente il reddito delle aziende, ma quello dei lavoratori dipendenti, che si vedono ridurre drasticamente il salario da una imposizione pesante alla fonte, caso unico nel mondo occidentale.

Smart City: a Varese e Monza arrivano i pali della luce con connessione wi fi gratuita e super veloce e ricarica per le auto elettriche.

A Foggia è già molto che il palo tradizionale della illuminazione pubblica ci sia e sia funzionante, altro che connessione wi fi gratuita ad altissima velocità e ricarica super veloce delle batterie per le auto elettriche (che non ci sono).

Crisi: Monti, Italia deve somigliare sempre di piu’ a una buona famiglia.

Delle indicazioni di Monti, questa è quella che non troverà alcuna realizzazione:
io, come la stragrande maggioranza delle persone che non sono nate e cresciute nello stile e nel modello di vita della sicilia, della calabria e della campania, mi sento estraneo e incompatibile, e non trovo nulla da condividere affettivamente e familiarmente con lo stile di vita della sicilia, della calabria e della campania.
Anche perché “codesti stili di vita moderati” risultano inconciliabili ed incompatibili con le necessarie “riforme radicali”.
Moderati … eufemismo post-bizantianano.

Zdenek Zeman: «Agnelli ha ragione, il calcio va riformato. Lo dicono tutti, non solo lui. Un altro discorso da fare è che hanno avuto in mano il calcio per 20 anni e non hanno fatto niente per migliorarlo».

Zdenek Zeman risulta essere l’unico vero sportivo nel mondo dilaniato e degradato dello sport italiano.

Diritti TV, atti criminali di berlusconi in mediaset

Questa, resterà una sentenza storica (4 anni la condanna e 3 anni l’interdizione dai pubblici uffici) sull’operato e sul comportamento di berlusconi:
con la sua innata e spiccata «naturale capacità a delinquere»

Mario Monti:
“Moderato non e’ un aggettivo adatto a descrivere ciò di cui politicamente c’e’ bisogno in Paesi come il nostro oggi:
non c’è affatto bisogno di politiche moderate, c’è bisogno di politiche di cambiamento radicali, di riforme radicali”.
“Nella mia personale visione queste politiche” radicali ” è più probabile che vengano poste in atto quando si supera in gran parte la distinzione, storicamente di grande importanza, tra destra e sinistra”.
“un Paese che resta indietro, prima ancora di porsi il problema di una distribuzione più o meno uniforme del reddito e della ricchezza, deve porsi il tema di come non restare troppo indietro, il tema della modernizzazione e della competitività, che e’ il tema delle riforme strutturali”.

Dedicato a coloro i quali rincorrono un moderatismo che non c’è più e di cui non c’è più bisogno.
In queste dichiarazioni del premier Mario Monti vi è talmente tanta esperienza politica da cancellare legioni e generazioni di adepti della casta politica italiana in un sol colpo.
E lo definiscono ancora un “tecnico”:
un evidente errore di analisi e di interpretazione politica.

Appello di al Qaida ai musulmani: rapite occidentali anti-Islam

Appello di Gustavo Gesualdo agli occidentali:
radete al suolo tutti i villaggi tribali talebani nel mondo, nido maligno di riproduzione delle milizie fondamentaliste islamiche, il nuovo ed antico male assoluto del pianeta Terra.

Trattativa Stato-mafia : il governo è parte civile

Finalmente un governo che ha il coraggio minimo sufficiente per difendere il popolo sovrano e lo stato democratico dalla aggressione e dalla infiltrazione di viltà assolute del tradimento elevate a istituzioni flaccide ed incapaci di tutelare l’interesse nazionale.

Sulla mafia Grillo continua a prenderla alla larga (…): «La mafia non è più in Sicilia, ce l’avete mandata al Nord, nella Lombardia di Formigoni». Però anche a Corleone Beppe Grillo riempie la piazza del municipio laddove Nello Musumeci, il candidato del Pdl, non aveva raccolto più di un centinaio di persone.
Emanuele Lauria sulla campagna elettorale di Beppe Grillo in Sicilia, la Repubblica

L’ho già scritto (in momenti non sospetti) che il grande successo di piazza di Grillo in sicilia coincide con il pensiero di chi vede un travaso di “consenso potenzialmente mafioso” proprio da berlusconi a grillo, e queste affermazioni di grillo mi danno ragione:
tenta disperatamente di cancellare il timbro mafioso dal consenso che preleverà dalle mafie siciliane.
Come tutti, grillo dimostra di volere solo il consenso, per il mero accesso al potere pubblico.
Per farne che?
Per aumentare lo spreco del danaro pubblico in sicilia e per dare un lavoro da forestale ad ogni siciliano che ancora non
lo ha?
Per alimentare cultura del parassitismo e dell’aumento della spesa pubblica e del debito pubblico?
Complimenti Beppe Grillo : sei già finito, ancor prima di iniziare.

Della collusione fra mafie e politica

Pena di morte per i mafiosi e per i politici che si affidano a loro, comprano voti da loro, chiedono sicurezza a loro invece che alle istituzioni.
Squallide mezze cartucce “politiche” in cerca d’autore, devono trovare la giusta punizione nella decapitazione in pubblica piazza a mezzo ghigliottina.

Nichi Vendola risponde ad un giornalista che lamneta l’ennesimo scippo barese e leccese ai danni di Foggia:
basta con la cultura del lamento a Foggia
“Questa è una malattia di voi foggiani, questo modello di domande vi espone ad una cultura del lamento. E’ una cosa lesiva dei cittadini di Capitanata che non meritano tutto questo. I foggiani hanno un policlinico che oggi è considerato uno dei poli d’attrazione della mobilità passiva delle altre regioni verso la Puglia. Dal 1995 al 2005 abbiamo avuto una crescita esponenziale dei pugliesi che andavano a curarsi fuori. Negli ultimi anni, invece, abbiamo bloccato la crescita del turismo sanitario, e ci troviamo con un aumento vertiginoso di extra regionali che vengono a curarsi a Foggia come a Lecce e a Bari. Finiamola di criticare anche le cose belle di questa nostra regione’.

Nicola Vendola svela il tallone di Achille di “certi foggiani”, molti foggiani, quei troppi foggiani che infestano la magnifica terra della provincia di Foggia come in una antica tragedia greca, validando il motto imperituro che recita:
fuggi da Foggia, non per Foggia, ma per i foggiani.

Scandalo corruttivo Finmeccanica: Orsi attaccato alla poltrona

Orsi risulta illicenziabile, se non corrispondedogli una buona uscita di milioni e milioni di euro.
Beh. non c’è problema:
diciamo ai servizi di offrire a Orsi ed ai manager pubblici infedeli come lui un buon caffè.
Miscela Sindona.

Della segretaria particolare di Bersani Zoia Veronesi indagata e della etica della gratuità della politica

Toh, gli zoppi zoppicano, i ciechi non vedono, i sordi non sentono, i muti non parlano.
Anche a sinistra.

Richard Mourdock della destra conservatrice e repubblicana americana:
“Una donna che resti incinta dopo uno stupro non deve abortire, l’unica eccezione è il caso di pericolo per la vita della madre. Penso che anche quando la vita comincia in quell’orribile situazione che è lo stupro, si tratti di qualcosa che Dio ha voluto che accadesse”

Delle destre conservatrici nel mondo, resta ben poco, mentre di destre moderne e socialmente condivise, non si vede ancora traccia.
Eppure, gli osservatori mettevano in guardia dalla improvvisa crescita nei consensi delle destre sulle sinistre in Europa e nel mondo.
Ma sono riusciti ad auto-affondarsi, nonostante tutto.
Un mondo delle destre incapace di esistere e di sopravvivere a se stesso:
tutto da rifare.

“Documenti riservati della Polizia di Stato a disposizione di Anonymous, che ha bucato per settimane inosservata dagli archivi della Polizia di Stato.”

E adesso, chi paga per questo fatto gravissimo?
Di chi è la responsabilità?
Dov’è la trasparenza?
Dov’è la tutela e la difesa?
Andiamo bene.

L’Fbi: “Il Ku Klux Klan non c’entra : Sharmeka si è data fuoco da sola”

Non ho voluto commentare subito questa notizia perché c’era qualcosa che non quadrava.
Ed infatti, la ragazza di colore ritrovata dalla Polizia Locale avvolta dalle fiamme si era data fuoco da sola, simulando l’attacco razzista del Ku Klux Klan.
Di razzisti ne esistono ancora, certamente, ma è la massa di idioti e di esaltati nel mondo che mi preoccupa di più.

Samuele Caruso : massacra di coltellate l’ex fidanzata ed uccide a coltellate la sorella, Carmela Petrucci

Quante donne vengono ammazzate e sottoposte ad ingiustificate violenze morali e materiali in sicilia a causa della menomazione mentale di “certi uomini” subnormali e razzisti nei confronti delle donne, così come lo sono gli uomini mussulmani?
E se i siciliani hanno di questi comportamenti diffusi e condivisi, perché la sicilia non emigra in africa in qualche stato mussulmano?
Simili con i simili.
Chi si somiglia, si piglia.

Lavoratori con salari sempre più bassi traditi da politici e sindacalisti

domenica, 10 giugno 2012

Leggo le stime degli ultimi dieci anni sulla “crescita” (sarebbe meglio parlare di andamento) dei redditi nelle famiglie italiane.

Vanno bene i redditi da lavoro autonomo con un 15.7%.

Mantengono inalterato il loro valore i redditi da lavoro dipendente, dirigenti ed insegnanti (apparato pubblico).

Perdono addirittura valore i redditi nelle famiglie di operai, commessi e apprendisti -3.2%.

Riporto, a scanso di equivoci che, i redditi da lavoro dipendente in Italia sono mediamente i più bassi in Europa e nel mondo Occidentale, riscontrando contemporaneamente il più alto costo del lavoro europeo e occidentale.

Il cuneo che consente un simile risultato, è il cosiddetto cuneo fiscale.

Così, i salari in Italia non crescono perché lo stato nei prelievi coercitivi ed obbligatori, fiscali e previdenziali, si incunea nel costo del lavoro rendendolo inappetibile ai finanziatori esteri e non competitivo con i mercati esteri del lavoro.

Inoltre, va sottolineato come il prelievo fiscale e previdenziale in Italia venga coercitivamente sottratto alla fonte.

Insomma, il lavoratore autonomo è libero di pagare o meno le tasse e di pagare o meno la quota previdenziale per i propri dipendenti, mentre i lavoratori dipendenti, non possono assolutamente evadere il fisco o evadere il contributo previdenziale.

Ma il dato veramente interessante che salta agli occhi in questa analisi è il tradimento dei sindacati e dei partiti nei confronti dei lavoratori dipendenti, nella misura di un diminuito salario e di un invariato o addirittura aumentato peso del fisco.

Sindacati e partiti offrono ancora una volta lo spettacolo della inettitudine, della incapacità, del tradimento e della mancata tutela e difesa delle famiglie italiane, tartassate e massacrate in un mondo del lavoro distrutto dalla incompetenza, dalla immeritocrazia e dalle raccomandazioni politiche e sindacali.

Hanno ucciso l’uomo ragno, chi sia stato non si sa ….

Si sa, si sa:

c’è tanto di nome e cognome inciso sul coltello che trafigge alle spalle il popolo dei lavoratori italiani.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Articolo 18 Statuto dei Lavoratori e l’isolamento della CGIL

mercoledì, 21 marzo 2012

Mancato accordo sull’articolo 18 con la organizzazione sindacale della CGIL.

Dicono Sì all’accordo la CISL e la UIL, oltre naturalmente al sindacato degli industriali, la Confindustria.

La CGIL non aderisce all’accordo e se ne lamenta pubblicamente attraverso la propria leader, Susanna Camusso.

Personalmente ritengo che, per la Camusso, la CGIL e tutta l’area di pensiero politico-sindacale che essi incarnano e rappresentano, valga quanto disse il premier Silvio Berlusconi in occasione del provocatorio tradimento dell’ex alleato di governo Gianfranco Fini e della sua componente conservatrice:

per litigare, bisogna essere in due.

Parafrasando possiamo dire che, per raggiungere un accordo, bisogna essere in due.

La CGIL poteva aderire all’accordo chiedendo in cambio la diminuzione dell’orario di lavoro a 35 settimanali ore oppure chiedendo anche di fissare un salario minimo garantito per tutti, o poteva chiedere entrambe le cose.

Ma non lo ha fatto.

Susanna Camusso e la CGIL hanno semplicemente detto di No ad un accordo che procedesse nella modifica dell’articolo 18.

Viva la libertà, compresa quella della Camusso, della CGIL e dell’intera area umana, politica e sindacale di loro riferimento.

Ma è anche giusto poter e dover dire a Camusso e CGIL che hanno fallito l’accordo ed hanno fallito la loro mission, che è trovare accordi convenienti e nell’interesse dei propri iscritti.

Ma hanno fallito, volontariamente fallito, dolorosamente fallito, sicuramente fallito.

Ed hanno fallito dando ragione al loro più atroce avversario, al leader politico che, per loro, rappresenta “il demonio” in persona:

Silvio Berlusconi.

Ma il mondo è fatto di condivisione, come insegna quotidianamente il social network Facebook.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo fallisce miseramente.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo si trova isolato ed esacerbato, avvilito e sconfitto.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo deve fare i conti con i propri interessi indifesi.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo deve fare i conti con la propria rabbia.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo, spesso e purtroppo, imbraccia un fucile per difendere i propri interessi dai fantasmi che gli ricordano il proprio fallimento, personale e sociale, politico e sindacale.

In tempi di crisi come questi, non conviene mettere alla prova la capacità di controllo di emozioni del popolo come la rabbia.

Sarebbe un po come mettere un pezzo di carne nella bocca di un affamato lupo.

Ad ognuno, la propria libertà come la propria responsabilità:

umana, sindacale, politica, sociale.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Ed io non ho più lacrime per piangere le mie sconfitte ed i miei limiti:

nemmeno una, per perdonare gli errori e gli orrori del prossimo.

Gustavo Gesualdo
alias
Gustavo Gesualdo

Articolo 18: Licenziamento, un accordo possibile

lunedì, 13 febbraio 2012

Abolizione dell’articolo 18 e licenziamento anche senza giusta causa?

Ci sto, mi piace.

Si può raggiungere un buon compromesso:

riduzione dell’orario di lavoro (come è già in Francia e Germania) e salario minimo garantito per tutti

contro

la possibilità di licenziare parassiti, fannulloni, raccomandati senza cervello e senza alcun merito, scansafatiche figli di papà e di mamma, assenteisti a vita, scrocconi professionisti, doppiolavoristi in nero, scioperati, finti malati e falsi invalidi, sfaccendati e sfaticati vari ed eventuali che ammorbano ed aggravano in modo insostenibile il mondo del lavoro, sia pubblico che privato.

Vi piace?

A me sembra un ottimo affare.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Faites vos jeux

martedì, 5 ottobre 2010

Le parti sociali, lo stato di diritto e il paese reale.

La leader degli industriali italiani, Emma Marcegaglia (un ottimo esempio di come nelle leadership le donne abbiano qualche carta in più da giocare rispetto a “certi uomini” contemporanei – i miei complimenti a Confindustria per la scelta -) riunisce le parti sociali in un tavolo di confronto fra imprese e sindacati per concordare «convergenze chiare su analisi, obiettivi e cose da fare».

La capacità di riunire attorno ad un tavolo sereno ed equilibrato datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori in un autunno caldo che sembra non dover mai finire, pretende però altrettanta capacità di ascolto e di sensibilità da parte della politica.

A tal proposito però la Marcegaglia precisa che l’iniziativa promossa dagli industriali ed abbracciata da ben 17 sigle di rappresentanza corporativa, «non è un tavolo politico», e che, anzi, rifiuta anche la definizione di «approccio corporativo» dell’iniziativa, e che, sottolinea ancora la Marcegaglia, «non nasce per criticare la politica. Non è un tavolo che si fa dettare l’agenda dalla politica ma non è neanche contro la politica».

Quanta intelligenza e sensibilità “politica” dietro queste dichiarazioni.

Peccato non avere allo sviluppo economico una Emma Marcegaglia.

Ma ecco gli obiettivi concordati in questo tavolo di quelle forze sociali «che sono le colonne portanti dell’economia del Paese»:

1 – «una riforma fiscale condivisa a invarianza di pressione fiscale, con una ricomposizione a favore dei lavoratori e delle imprese. Indicheremo dove aumentare la pressione fiscale se vogliamo diminuirla da altre parti»;

2 – semplificazione delle procedure burocratiche e degli assetti normativi in favore di uno snellimento dei vincoli che incidono sulle strategie e sugli obiettivi aziendali, riforma già avviata con l’abrogazione di ben 375.000 inutili provvedimenti, e con tagli ancora da attuare «alla burocrazia inutile» e «tagli alla spesa pubblica improduttiva»;

3 – una nuova metodologia di lavoro ed un nuovo approccio al dialogo fattivo fra le parti sociali, con la costituzione di tavoli tecnici dai tempi rapidi e proponendo insieme la «proroga degli ammortizzatori in deroga, la detassazione del salario di produttività e la garanzia di pensione per quei lavoratori in mobilità che rischiano di perdere l’aggancio alla finestra di accesso al pensionamento».

Bene, anzi benissimo: ottimo lavoro.
Ora però, resta da chiarire quale identità e quale forza avrà l’interlocutore privilegiato delle parti sociali nei prossimi e decisivi anni, e cioè, il governo.

Un governo c’è, come vi è pure una ampia maggioranza che lo sorregge.

Ma solo in apparenza.

Appena il governo accenna alla risoluzione di uno solo dei mille problemi che il paese vive con estremo malessere, ricompare una componente della maggioranza di governo che appare cieca e sorda dinanzi ad ogni decisione che voglia intraprendere il premier Berlusconi, pretendendo “la preventiva discussione” (in camera caritatis) di ogni singolo documento e di ogni singolo testo, come di ogni singolo aspetto delle riforme che intenda varare l’esecutivo.

Ed ecco sorgere il quesito prospettato dal sempre attento ministro dell’interno italiano:
“il problema è verificare se la maggioranza ha la possibilità di operare, altrimenti, come ho già detto, è meglio votare subito. Noi volevano votare subito, poi abbiamo appoggiato lealmente il governo. Vedremo nelle prossime settimane se ci saranno veramente le condizioni di continuare”.

Ci saranno le condizioni per consegnare al paese un governo forte che assicuri la realizzazione delle riforme in tempi stretti?

Oppure il paese rischia di dover subire una nuova discontinuità governativa causata dall’erosione del potere decisionale da parte delle minoranze che sostengono il governo a tutto scapito delle scelte sulla attuazione del programma della maggioranza?

“Sarebbe terrificante finire come il governo Prodi”, così termina la sua disamina il ministro dell’interno Roberto Maroni.

Bene, anzi male.

Siamo alle solite con il vecchio e brutto vizio del parlamentarismo italiano, siamo di fronte, ancora una volta, al ricatto che piccole minoranze impongono al paese, alle parti sociali, allo stato di diritto, alle famiglie e alle aziende italiane.

La politica dell’ago della bilancia, la piccola politica di bottega di piccole botteghe politiche arse dall’ambizione di governare senza averne il mandato, governare senza averne i numeri ed il consenso.

Personalmente, non riesco ad abituarmi a questo titanismo da nanismo politico, non mi abituerò mai a questo continuo ricatto che deve subire un paese in piena crisi socio-politico-economica da parte di una pirateria politica che non fa onore al nostro paese e ci squalifica al livello di paesi del terzo e del quarto mondo.

E questo pensiero viene fuori ben chiaro dalle dichiarazioni del ministro Maroni.

Siamo ad un punto di svolta:

o si continua a governare o si va tutti di fronte agli elettori, a farsi valutare per le proprie (ir)responsabilità politiche.

Sempre che nel mezzo del cammino per le elezioni, si insinui un altro vecchio e brutto vizio della politica italiana:
l’inciucio del cosidetto “governo tecnico”, termine generico che nasconde la pericolosa volontà di cambiare le regole del gioco poco prima del voto, al fine di proiettare migliori condizioni per la raccolta del consenso per se stessi o anche solo per negarle ad altri, anche e soprattutto se, “gli altri”, è quella maggioranza che sosteneva il governo dimissionario e che ha impedito alla minoranza nel governo di realizzare l’ennesimo infimo ricatto politico da piccole botteghe, chiare od oscure che siano.

Già, poichè dietro tutta questa vicenda vi è il motivato sospetto che forti poteri occulti ancora presenti trasversalmente nelle istituzioni italiane vogliano conservare, mantenere e restaurare un forte potere di condizionamento delle istituzioni democratiche, potere che con riluttanza andrebbe al voto senza tentare di vincere la mano barando.

In questa ottica, la scelta più sensata e ragionevole, sarebbe proprio quella di restituire al popolo sovrano il ruolo di mazziere della democrazia, decretando con il voto, la sconfitta definitiva di un modo di “fare politica” che è da dimenticare.

Per sempre, per tutti, per un futuro vero ed una libertà autentica.

Faites vos jeux.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X.