Articoli marcati con tag ‘ciclo dei rifiuti’

Esposto-Diffida contro il malgoverno dei rifiuti a Foggia

sabato, 16 maggio 2015

Sindaco di Foggia
Presidenza Consiglio Comunale di Foggia
Segreteria Generale Comune di Foggia
Comando Corpo Polizia Municipale di Foggia
Presidenza Giunta Regione Puglia
Presidenza e Direzione AMIU Puglia
Presidenza Amministrazione Provinciale di Foggia
Comando Corpo Polizia Provinciale di Foggia
Direzione Generale ASL di Foggia
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia
Prefettura di Foggia
Questura di Foggia
Comando Provinciale Compagnia di Foggia Arma dei Carabinieri
Comando Provinciale Compagnia di Foggia Guardia di Finanza

Oggetto: ESPOSTO ­ DIFFIDA

Il regime emergenziale (o di emergenza per evitare l’emergenza, paradosso tutto italiano) che serve solo ad eludere ed evadere obblighi, doveri ed osservanza delle norme e delle disposizioni in tema ambientale e di governo dei rifiuti è un regime divenuto invece prassi quotidiana.

Il ministro dell’ambiente ha recentemente dichiarato che le multe comminate ogni anno dalla Unione Europea all’Italia per il vergognoso (e interessato?) ritardo nel dovuto governo dei rifiuti, ivi compresa e non esclusa la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti, saranno pagate esclusivamente dai comuni e dalle regioni che non governano il ciclo dei rifiuti in maniera adeguata, corretta, dovuta.

Inutile dire che la città di Foggia rischia di vedere aumentare in modo importante la pressione fiscale che grava sui cittadini foggiani:

le multe sono nell’ordine di decine di milioni di euro ogni anno e saranno ripartite sui comuni malfunzionanti, in disservizio continuo ed in eterno ritardo ed avranno un peso importante, senza contare invece il danno che già ora ricevono i cittadini foggiani dal mancato recupero e riciclo dei rifiuti, cosa che invece comporta delle entrate per i comuni e non delle uscite.

Il presente ESPOSTO a DIFFIDA del sindaco di Foggia e di ogni altro attore responsabile del governo dei rifiuti a Foggia all’adempimento dei propri doveri, chiedendo inoltre che ogni ed eventuale addebito e/o danno ricevuto dalla amministrazione comunale foggiana e dagli amministrati cittadini foggiani per il mancato governo del ciclo dei rifiuti gravi su quegli amministratori e quei funzionari pubblici che non adempiranno al loro dovere, benché diffidati a farlo, e che creino conseguentemente a tale inadempimento, danno e nocumento all’ambiente foggiano e alle tasche dei cittadini foggiani.

Scritto, sottoscritto e inviato agli interessati e per conoscenza a chiunque abbia potere, funzione, competenza, controllo, vigilanza e dovere d’indagine secondo la normativa e la giurisprudenza italiana e della Legge n. 241/1990 (Procedimento amministrativo e diritto di Accesso ai Documenti amministrativi)
e successive modificazioni e dell’articolo 328 C.P. (Rifiuto e/o Omissione d’Atti d’Ufficio).

Ringraziando anticipatamente e doverosamente chiunque abbia il dovere e/o la volontà di impedire che il mancato governo dei rifiuti crei danni ad ambiente, territorio e popolazione foggiana, invio i più
sentiti saluti ed auguri per un proficuo lavoro.

Foggia, 20 maggio 2015 Gesualdo Gustavo

Esposto Pubblicato Qui

Sei TU che fai la DIFFERENZA

mercoledì, 18 settembre 2013
Sei tu che fai la differenza: e non solo nel ciclo dei rifiuti

Sei tu che fai la differenza: e non solo nel ciclo dei rifiuti

Ciao Gustavo, allora: come va?

Oh, bene, bene, grazie.

Trovato lavoro?

No, no, ho anche smesso di cercarlo da queste parti:
non sanno nemmeno cosa significhi lavorare.
Poi non pagano, pagano in ritardo, pagano male.
E tu? come va il tuo lavoro?

Beh, lo studio commerciale avanza a fatica, in una concorrenza ogni giorno più agguerrita.
Ho pensato di diversificare e di interessarmi del ciclo dei rifiuti: mi sembra un buon business.

Oh, certamente che è un buon business: è l’affare più interessante di questi tempi.

Per avere maggiori informazioni e chiedere quali iscrizioni e certificazioni occorressero per offrire i servizi legati ai rifiuti mi sono recato più volte in un ufficio pubblico, ma senza risultati: un giorno non c’era la persona interessata (burocrate), l’altro era impegnata, l’altro ancora era fuori …. alla fine mi sono stancato di aspettare e su consiglio (richiesto) di un vecchio amico, mi sono rivolto a persone a cui è difficile, se non impossibile, dire di no.
Mi hanno detto che mi daranno una mano.

Ma, hai capito in cosa ti stai cacciando?
Quella è gente che non scherza ed hanno bisogno solo della tua fedina penale pulita: alla prima occasione ti eliminano dal business se questo produce ricchezza, poiché tu hai chiesto un piacere a loro e non potrai dire di no in un secondo momento ad una loro richiesta in tal senso.

E cosa dovrei fare Gustavo, secondo te?
Sai come vanno queste cose: ci vuole il politico o il mafioso (quale sarebbe la differenza? -Nota del Blogger- ) a cui chiedere il piacere per avere un lavoro: lo sai come funziona qui.

Ecco, appunto: lo so come funziona qui.
Ed è per questo motivo che non trovo lavoro ed ho anche smesso di cercarne uno.
Sei tu che fai la differenza, in ogni scelta di vita quotidiana.
E non solo nel ciclo dei rifiuti.

Riflessioni a tastiera aperta – 5 aprile 2013

giovedì, 4 aprile 2013

Le forze della conservazione e della restaurazione cercano alleanze con i protagonisti del cambiamento per assorbirli, snaturarli, comprarli e poi gettarli come rifiuti.
Le mafie sono al lavoro per impedire il cambiamento.
I corrotti sono al lavoro per impedire il cambiamento.
Gli evasori fiscali sono al lavoro per impedire il cambiamento.
Gli usurai sono al lavoro per impedire il cambiamento.
Ecco chi è il nemico del popolo.

Dopo lunga riflessione, sta manica di nullafacenti incapaci superpagati è arrivata ad una conclusione:
tutti i partiti dentro al governo.
Così la muffa umana che risponde al nome di napolitano, bersani, berlusconi, monti, casini, ecc, ecc non cambierà nulla, a cominciare da se stessi.
Mi sia consentito:
andate a cagare.

Pur di salvare la corporazione mafiosa dei tabaccai e la enorme quantità di tasse pagate quotidianamente attraverso l’acquisto delle sigarette a combustione si addita come pericolosa la sigaretta elettronica.
Questo non è un paese normale:
che vi prenda un cancro ai polmoni, idioiti!

Due pattuglie della Polizia di Stato che sgombrano i venditori abusivi di merci contraffatte o non idonee alla vendita n Unione Europea vicino al mercato del Rosati, in Corso Roma a Foggia.
Lasciati crescere in numero e banchetti senza limiti, tali soggetti hanno esondato il mercato stesso e invaso vie e marciapiedi limitrofi che non sono adibite al mercato.
Il risultato è che pretendevano di vendere scarpette Nike contraffate alla metà del prezzo di quelle originali proprio dinanzi al negozio dei commercianti che vendono le originali a prezzo pieno, in commercio stabile.
Il limite è ampiamente superato.
Tali sgomberi andrebbero effettuati quotidianamente, con sequestro delle merci, dei banchi e dei mezzi utilizzati per il loro trasporto.

Il business voluto dalla giunta municipale foggiana Ciliberti delle società collegata al comune e controlate al 100% miete ancora vittime.
Un amministratore di Cartolarizzazione srl in vende immobile e intasca il frutto della vendita invece di versarlo nella casse della società.
Quanta infedeltà ha prodotto la giunta del giudice ed ex funzionario prefettizio orazio ciliberti?
Quanto ancora devono pagare i cittadini foggiani per colpa loro?
Quanto ancora nasconderanno le reali situazioni debitorie sanate senza vereificare la loro liceità?

Un caso di pishing?
I codici di accesso e governo del conto corrente sono stati sottratti?
E come?
Via internet?
In altro modo?
Da chi?
In favore di chi?
Fra il fallimento AMICA e il fallimento MPS (bancarella depositaria dei fondi sottratti) chi sarà stato a fregare un milione di euro ai foggiani?
E come al solito, nessuno è responsabile di nulla.
E allora sì, fa comodo credere che sia a causa di un fenomeno come il pishing che si siano volatilizzati quei soldi.
Ma l’è una roba da pesci, senz’altro.
Questo caso mi ricorda quello del famigerato furto alle cassette di sicurezza della banca di Roma qui a Foggia. Entrarono con le chiavi e senza scassinare alcuna serratura.
Ma le chiavi della banca non venivano cambiate da decenni, difficile capire chi avrebbe potuto venderne una copia ai ladri.
Così come i codici di sicurezza per l’accesso al conto corrente MPS di Amica: da quanto tempo non venivano cambiati i codici?
E lo so, prima o poi mi sparano.
Per il momento schiattano loro.

Se veramente volete eliminare le mafie e contenere il mondo della illegalità, occorre istituire il reato di comportamento mafioso e punrilo con la pena di morte.
Io, per esempio, ho ricevuto un messaggio sibillino da uno sconosciuto su Facebook, in un compoirtamento nettamente mafioso:
“Fra chiamami un attimo mi raccomando a. Come parli”
Cosa ne volete fare di uno così?
Un uomo morto, ecco cosa ne dovete fare.

Radete al suolo la corea del nord e visto che siamo in tema di pulizie, radete al suoolo anche l’iran e tutte le tribù talebane. Se non lo farete, chiunque d’ora in poi si sentirà in diritto di minacciare chiunque.
Ne va del futuro del pianeta:
tagliamo i rami secchi della follia e della ignoranza in tutto il mondo.

Queste sono stronzate tutte italiane che nel mondo normale non vengono comprese.
Un premier temporaneo che può governare solo per la ordinaria amministrazione da garanzie ufficiali all’estero su questioni che non potrà mai governare.
Stronzate pazzesche sono queste.
Ma non si rendono nemmeno conto?

Ogni volta che a Foggia ci si avvicina alla soluzione della crisi del ciclo dei rifiuti e si punta alla differenziata e al riciclo, si apre contemporaneamente una crisi politica municipale.
Ma guarda che caso.

Beh, c’è chi la Pasquetta la passa a Peschici a soli 100 km da casa, con colazione al sacco (panini, molto buoni, ma pur sempre panini) consumata a ridosso del mare (tre metri) e chi invece passa la frontiera con la famiglia e trasferisce in Svizzera 110 chilogrammi di lingotti in oro, furtto di azioni mafiose, corruzione, evasione fiscale e contributiva, o usura, o chissà cos’altro ancora.
Si tratta di piccole differenze negli stili di vita.

Consiglieri regionali calabresi usavano i rimborsi dei gruppi politici anche per acquistare i “Gratta e Vinci”.
E gratta gratta, e magna magna, e fotti fotti, e alla fine schiatti.
Fucilateli sul posto, davanti all’ingresso principale della regione.
Questa casta politica non ha diritto di continuare ad esistere ed insistere.

Siamo troppi su qesto pianeta e le attività di questi troppi, anche solo respirare e mangiare, producono livelli di anidride carbonica enormi, livelli che il pianeta non può più smaltire.
Ci stiamo suicidando a seguito del fallimento di tutte le politiche demografiche, sia nazionali che globali.
Complimenti.
E vi definite anche esseri intelligenti.
Suicidatevi in massa, stupidi idioti senza cervello.

Il potere pubblico abusato è sempre arrogante e violento: forte con i deboli e debole con i poteri forti.
Perdenti, siete solo dei perdenti che passano il loro tempo a cercare di chiudere la bocca di chi li descrive per quel che sono:
dei poveri perdenti, meschini, inetti, incapaci e idioti.

Io non ho capito, se può, qualcuno mi spieghi.
Premesso che le aziende italiane perlopiù non hanno mai pagato le tasse e, in tempi di crisi come questi, continueranno a non pagarle, qualcuno mi spieghi perché per restituire miliardi di euro alle iprese che evadono fisco e contribuzione previdenziale si debba aumentare la pressione fiscale aumentando la già abominevole aliquota irpef.

Basta delegare, basta farsi dividere, basta farsi fregare:
“La democrazia diretta è la forma di democrazia nella quale i cittadini, in quanto popolo sovrano, sono direttamente legislatori e amministratori della cosa pubblica.”

Bulgari, Dolce & Gabbana ed ora, Mediolanum:
provato che le aziende italiane evadono le tasse volontariamente.

“Monito della Ue: «Non più tempo all’Italia per il taglio del deficit»”
E adesso tastiamo la (in)capacità delle classi dominanti idagliane, ancora una volta.
Ma questa , è anche l’ultima volta.
Poi, sarà il caos.

E visto che in Europa non si è fatto pulizia delle banche inutili e dannose, degli stati viziosi e dannosi, degli stili di vita nocivi e velenosi, ecco che il mondo intero ha deciso di abbandonare l’Europa al proprio destino abbandonando l’acquisto di quote del debito pubblico in euro.
Preparatevi al peggio.


Non è il primo sindaco negli USA che ordina ai propri concittadini di armarsi e non resterà nemmeno l’unico.

Nascere buono e ricevere una buona educazione rappresenta un vero disastro personale per una persona come me.
Poi un bel giorno diventi egoista e chiedi, in cambio delle proprie virtù, il carcere per chi mi ha fatto del male, il decadimento sociale ed economico per chi avversa la mia persona.
Sono pronto a vendere la mia anima a chi garantirà queste mie richieste.
E non chiederò un posto di lavoro o una cadrega del potere pubblico al solo fine del mio appagamento.
Voglio avere potere per esercitarlo e vedere il dolore scritto in modo indelebile sul volto di chi mi ha fatto del male.
Chi è in grado di pagare il prezzo che chiedo si faccia pure avanti.
Io sono pronto.
Astenersi perditempo e senzapalle.

Se in Gran Bretagna hanno varato un piano di quasi cento miiardi di sterline di tagli con perdita secca di 400.000 inutili posti di lavoro pubblici e in USA han fatto altrettanti tagli alla spesa pubblica con tagli pari a 750.000 posti di lavoro pubblici, cosa dovrebbero fare in Italia per varare un taglio serio che permetta al paese di affrontare e contrastare la crisi?
Niente, in Italia non fanno niente:
immobilizzano la politica e le istituzioni pur di non dover cambiare lo status quo di mafiosi e corrotti, di evasori fiscali e di usurai.
E allora, vi auguro una buona pasqua, nel senso di morte e resurrezione di uno stato che non esiste più, se pur sia mai esistito in Italia uno stato democratico (veramente), libero (dalle mafie) e repubblicano (no, non di “cosa nostra”).
Buona pasqua.

I politici italiani sono solo die ladri.
PD e PDL votano a favore della costituzione del gruppo parlamentare dei Fratelli d’Italia (FLI) che costerà 400.000 euro/anno ai cittadini italiani.
Il gruppo è di soli 9 membri,mentre il regolamento prevde per la costituzione di un gruppo un minimo di 20 parlamentari.
Sono ladri, tutti ladri. Porci, tutti porci.

Il debito privato e la riduzione del risparmio sommati al debito pubblico, propongono il fallimento complessivo di ogni politica di un paese.
Il prezzo da pagare è alto e lo paga solo il popolo sovrano, piuttosto che quei politici che hanno sbagliato tutto, a danno e debito di tutti.

Vorrei sapere cosa hanno fatto fitto e compagnia bella nel governo del cdx alla regione Puglia per la Capitanata. La Puglia prima di tutto, ovvero la Puglia dopo di tutti?
Questo governo ha costruito edifici nell’ospedale foggiano, ha offerto spazi ai nuovi reparti e adesso farà assunzioni nei ruoli sanitari offrendo una percentuale di assunzioni a Foggia inferiore solo a quelle offerte a Bari. Antonio Pepe ha annunciato il suo fine corsa politico e Leonardo di Gioia è passato armi e bagagli dall’opposoizione del cdx nel governo regionale alla guida dell’assessorato al bilancio.

Sentite spesso parlare di democrazia liquida, di democrazia diretta.
Ecco un buon esempio di democrazia diretta:
un referendum che chiama il popolo sovrano svizzero a decidere quale deve essere il tetto degli stipendi dei top manager.
Questo deve essere il punto di arrivo anche in Italia.

Venire a sapere che la mafia in Italia controlla 10 miliardi di produzione agroalimentare mentre stai facendo colazione è una cosa magnifica.
Lo stato non vuole eliminare le mafie, altrimenti avrebbe già punito il reato mafioso con la pena di morte.
Ed io non so cosa mangio, cosa metto nel mio stomaco …
E non so nemmeno se quel che mangio è stato prodotto nelle vicinanze di una discarica abusiva di rifiuti tossico nocivi.
Stato mafioso ed omertoso.

Dovete sapere che, la peggiore specie di politici, tecnocrati e burocrati italiani ha sempre la stessa medesima risposta al rafforzamento di una moneta che diminuisce invece in qualche caso le esportazioni per l’aumento di valore della valuta nella quale vengono contrattate merci e servizi.
Insomma, servono danari alla spesa pubblica sempre in crescita? E quale sarebbe il problema: stampiano nuovisodi da spendere. Il rafforzamento dell’euro diinuisce in qualche paese dell’eurozona le speortazioni? Si stampa altra valuta e si svaluta la moneta aumentando quatità e velocità di moneta in circolo neol sistema.
Ma le merci e di servizi, non si dovrebbero vendere in base alla loro “qualità”? E se sono di bassa credibilità e qualità è naturale che un aumento del loro prezzo li rende invenduti. Ma cosa c’entra il rafforzamento dell’euro in questa scelta? Niente. Solo si scarica retoricamente e demagocicamente la responsabilità della inettitudine politica, tecnocratica, burocratica e sindacale sulla moneta Euro. Ma non c’entra nulla, è solo il segnale dell’idiozia che avanza … Un paese distrutto dalle proprie classi dominanti, questa è l’Italia oggi.

Porteremo il mare a Foggia
Porteremo l’aeroporto a Foggia
Porteremo la TAV a Foggia
Porteremo l’autostrada a Foggia
il mare non c’è, l’aeroporto non decolla, la TAV non ferma a Foggia e l’autostrada non passa da Foggia.
Viva la classe dirigente foggiana!
Avevamo l’acqua del Sele e non l’abbiamo più, avevamo il secondo nodo ferroviario italiano e non lo abbiamo più, avevamo una speranza per il futuro e non abbiamo più nenanche quella …

In questo mondo vai avanti solo se sei un corrotto, un omosessuale o un mafioso.
No grazie, preferisco vivere in miseria la mia seconda metà della vita, piuttosto che appartenere ad una di queste categorie.
C’è chi dice no.
Ed è felice lo stesso.

Il tempo passa, ma la vita è sempre quella:
quella delle persone con cui sei cresciuto, con cui ha fatto esperienza, nel bene e nel male, nella fiducia e nell’amicizia.

Sono stufo di questi incapaci che si nascondono dietro un muro di irresposnabilità istituzionale.
Cessi son nati e da cessi muoiono.
Sono sempre stati contrari alla tutela degli interessi del popolo sovrano.
Cadono anche per questo.

Quando uno nasce cretino, al massimo, morirà idiota.

Lei non sa chi sono io!
Forse no, ma ne ho una idea sempre più consistente.
Sarà sicuramente un dipendente pubblico o qualcosa di simile.

Assolutamente in sintonia con Beppe Grillo:
L’aula parlamentare non ha bisogno di una maggioranza di governo e di un esecutivo in carica per legiferare.

Certo che sparare con armi da guerra su bersagli inermi e disarmati è proprio un bel essere professionisti della sicurezza.
Quanto sarei curioso di vederli in azione in Somalia, in Mali o in Nigeria senza copertura NATO, ONU o di altre potenze militari.

ILVA di Taranto, rifiuti tossico-nocivi, Riva, Lannes e la diossina assassina

sabato, 8 dicembre 2012

Riporto di seguito un mio intervento nel forum di Sky del marzo 2008.

Nei primi anni del terzo millennio ero molto attivo nei forum e scrivevo con pseudonimi del tipo “Gustave Le Bon”, “Cogito ergo sum”, “Intell”, “Goestaf”, “X Citizen” ed altri.

In questo, usavo quello di Gustave Le Bon.

Riporto solo una parte della discussione, ma linko qui il resto.

Buona lettura.

“A dicembre del 2007, un camion si ribalta in una curva sulla strada statale 16 fra Foggia e San Severo.
Il mezzo viene rapidamente recuperato, ma il suo carico giace a terra per mesi nel luogo dell’incidente.
Il giornalista Gianni Lannes si ferma sul luogo dell’incidente e fa dei prelievi al carico riverso nel terreno e scatta alcune foto ai sacchi che lo componevano.
Dalle analisi si verrà a sapere che il carico era composto di rifiuti altamente tossico-nocivi e dalle foto si vede che la destinazione è l’Ilva di Taranto.
Ma cosa fanno in quella acciaieria?
Bruciano rifiuti tossico-nocivi?

Intanto nelle immediate vicinanze del comune di Foggia viene rinvenuta la più grande discarica abusiva d’Europa.
Tutti sapevano della sua esistenza e delle strane morti per cancro che avvenivano in quella zona.
Tutti tranne le autorità competenti e il mondo dell’informazione ….
Ma intanto, mi domando:
se è pur vero che i rifiuti ammassati a Foggia o bruciati a Taranto provenissero dal nord dell’Italia, come mai le popolazioni del sud li hanno accettati e non si sono mai opposte a questa condizione?
Son convinto che se si fossero scaricati nottetempo rifiuti tossico-nocivi nel Veneto, in lombardia o in Emilia-Romagna, una grandinata di schioppettate provenienti dai proprietari dei fondi limitrofi avrebbe accolto i trafficanti di rifiuti tossici ed i loro camion.
Perchè a Foggia non avviene questo?
Perchè a Napoli non avviene questo?
Il federalismo serve, eccome.
Serve per responsabilizzare le popolazioni rispetto alle risorse del proprio territorio ed alla sua buona gestione.
La manna dal cielo non scende più, arrivano solo rifiuti pericolosi nottetempo.
Svegiatevi meridionali, che vi stanno mangiando il futuro!
Sì, aspetta e spera …”

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il ricatto napoletano

mercoledì, 27 luglio 2011

Contro ogni regola di legge,

contro ogni sentenza della magistratura,

contro ogni senso del pudore,

contro ogni logica e ragione,

contro ogni principio della legalità,

contro ogni principio morale e politico,

contro ogni senso di giustizia,

contro ogni tutela degli interessi del popolo sovrano,

contro ogni interesse nazionale,

ancora una volta e per l’ennensima volta,

il parlamento più ridicolo, scandaloso e corrotto di tutta l’europa e dell’intero mondo occidentale, ha votato l’ennesima “legem contra legem”, l’ennesima legge che autorizza i napoletani a violare ogni principio giuridico della responsabilità personale e collettiva, ogni senso del dovere, ogni rispetto della legge, ogni rispetto dell’unità nazionale.

Ancora una volta si forza la legge e la giurisprudenza per sottomettere il paese alla volontà arrogante, ignorante ed incivile dei napoletani, obbligando coercitivamente altri territori ed altri popoli a ricevere per l’ennesima volta quella monnezza napoletana che i napoletani si rifiutano di differenziare, raccogliere, smaltire, riciclare.

L’ennesima legge vergognosa, l’ennesimo atto d’imperio, l’ennesimo favoritismo, l’ennesima violazione di legge, l’ennesima volgare ed arbitraria violazione dell’etica, della politica e della morale, l’ennesima evidenza che la casta politica italiana ha eletto i napoletani a popolo fuori legge, senza legge, senza alcun dovere civico e politico, senza alcuna responsabilità verso se stessi e verso quei popoli e quei territori che sono costretti a pagare il conto che i napoletani non vogliono pagare, a smaltire la monnezza napoletana che i napoletani non vogliono smaltire, a pagare danni enormi di perdita di immagine del paese unitario, del suo prodotto interno lordo, del suo marchio commerciale Made in Italy.

Una costellazione di appelli pro-napoletani vengono lanciati da un capo dello stato napoletano che dovrebbe solo trovare il coraggio umano e politico di dimettersi e di allontanarsi e per sempre da qualunque consesso civile e democratico, non dimenticando di portare con se tutti i napoletani che, come lui, credono che l’essere napoletano sia salvacondotto sicuro per violazioni di legge senza alcuna punizione.

Sarà forse per queste motivazioni che un capo dello stato napoletano spende tanto tempo alla difesa della unità nazionale, allo scopo di favorire i napoletani piuttosto dei milanesi, dei veronesi, dei torinesi, dei trevigiani?

Ed è mai possibile che nessuna voce si erga nel parlamento italiano a denunziare questa scandalosa e vergognosa sottomissione della nazione agli interessi esclusivi dei napoletani?

Possibile che nessun professionista dell’informazione insorga, che nessuna associazione protesti, che nessun cittadino denunzi?

Ma che paese è mai questo?

Ma che politica è mai questa?

Ma che schifo inverecondo è questo stile di vita, questo comportamento tenuto dalle istituzioni italiane, nelle sue omissioni, nei suoi favoritismi, nella sua certificazione che la napoletanità è fuori legge, non punibile dalla legge, non sottomissibile alla legge?

Mi vergogno profondamente di essere un italiano, mi vergogno assolutamente di condividere alcunchè con questo paese degenerato e devastato.

Vorrei solo perdere ed al più presto la cittadinanza italiana, per non dover mai più essere confuso con uno qualunque di questi italiani, con una sola di queste schifezze immonde.

Vergognatevi, vergognatevi, vergognatevi.

Siete un male senza speranza, siete il cancro del paese, siete lo squallore e la vergogna di un intero popolo.

E adesso, godete pure dei danari sottratti in emergenza al popolo italiano e continuate pure a gettare per strada i vostri rifiuti nella certezza che qualche altro italiano sarà costretto a occuparsene.

Ma fatelo nella certezza di essere un popolo immorale e fuori legge, senza scrupoli e truffatore per antonomasia.

Un popolo così, non ha il diritto di esprimere il capo dello stato, ne alcuna altra istituzione nazionale.

Mentre il governo coccola i napoletani, li inserisce in un alveo fuori legge di non subordine alla legge, mentre la casta politica insulta il paese favorendo sempre e solo i napoletani, senza imporre l’abbattimento degli edifici costruiti abusivamente, senza imporre la legge ai napoletani.

Di fatto, non esiste più uno stato democratico unitario, ma una dittatura della casta politica che favorisce sempre e solo i napoletani, punendo ingiustamente il popolo del nord.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Monnezza Napoletana in cerca d’autore

giovedì, 7 luglio 2011

Scrissi questa lettera aperta a cavallo fra il 2007 ed il 2008, allorquando la monnezza napoletana cercava, ieri come oggi, di essere esportata a causa della assoluta incapacità napoletana di gestirla.
Penso sia il momento migliore per riproporla.
Buona lettura.

Cari napoletani:

tenetevi la vostra monnezza

Non vogliamo entrare nelle scelte della vostra vita quotidiana, non ci interessa opinare sui vostri stili di vita, non ci interessa nulla del vostro quotidiano, come non ci interessa ricevere la vostra monnezza:

tenetevela

Tenetevi tutti i vostri problemi, poiché essi non ci interessano.

Tenetevi anche Napolitano, Mastella, Pecoraro Scanio, Bassolino e Jervolino, tenetevi pure la vostra monnezza, tenetevi tutta la vostra camorra, tenetevi tutto questo, poiché esso appartiene a voi, alla vostra vita quotidiana, ma non appartiene a noi.

Non fate arrivare a Foggia nemmeno un grammo della vostra monnezza, poiché siamo costretti a sopportare già troppo da “certa napoletanità” contemporanea.

De Gennaro, non esporti la monnezza napoletana a Foggia, poiché dovrà mettere in conto una forte reazione, civile e civica, per carità, ma determinata e manifesta.

La monnezza, portatela nella casa di Napolitano, in quella di Mastella, a casa Pecoraro Scanio, al domicilio di Bassolino o nella residenza Jervolino.

Mandatela in Germania, nascondetela sotto terra, datela da mangiare ai vostri animali da allevamento, inquinateci i vostri fiumi, distruggetevi il vostro futuro, ficcatevela dove più ritenete opportuno infilarla ma, non esportatela a Foggia.

Per il vostro bene.

Per il nostro bene.

Gustavo Gesualdo,
alias,
il cittadino X
Messaggio-Manifesto ai “signori politici” foggiani:
non fate entrare la monnezza altrui a Foggia

Monnezza Napoletana: risarcimento perdita immagine e danno al Made in Italy

mercoledì, 6 luglio 2011

Quanti sono i danni incontrovertibili quanto provati quotidianamente dell’eccidio compiuto dai napoletani nei confronti dell’immagine dello stato unitario, del suo grado di fiducia riscosso all’estero e dal durissimo danno inferto alla credibilità del marchio del Made in Italy dalla annosa questione delle emergenza dei rifiuti?

Questa è una domanda ovvia ed assai giusta che nessun interlocutore politico rischia di portare nelle doverose sedi politiche e giudiziarie, come nelle dovute sedi di contenzioso legale per il risarcimento del danno.

Qunatificazione del danno ed individuazione delle responsabilità amministrative, civili, politiche, individuali, collettive e penali.

Insomma, tutti noi sappiamo ampiamente quanto sia dannoso all’immagine dell’intero paese lo stile di vita napoletano, che balza agli onori della cronaca spesso e volentieri per le truffe e le manovre di aggiramento della legalità che hanno infine preso per antonomasia, il nome di “truffa alla napoletana”.

Con la questione infinta della “monnezza napoletana” poi, il rischio che l’immagine della imprenditoria italiana, della qualità offerta dai servizi italiani, come dai prodotti italiani, venga messa seriamente a rischio e danneggiata da una responsabilità che è unicamente ed univocamente napoletana:

l’emergenza dei rifiuti napoletani deriva esclusivamente dalla manifesta incapacità dei napoletani di governare il proprio ciclo dei rifiuti, producendo un serissimo danno che si ripercuote su tutta la comunità nazionale, proprio in un momento di crisi in cui, serviva tutt’altra immagine ai servizi ed ai prodotti italiani.

Resta ancora aperta la questione del risarcimento del danno cui dovrebbe corrispondere la cittadinanza napoletana con le sue istituzioni di prossimità, e resta ancora incerto chi possa realizzare questa richiesta di risarcimento, ai danni di chi e per quali motivi.

Potrebbe essere una associazione di una categoria produttiva, un sindacato dei produttori colpiti e danneggiati, una associazione di commercianti o di produttori, un sindacato dei lavoratori di un settore produttivo, un movimento o un partito politico particolarmente vicino alle questioni della difesa dell’ambiente, del territorio ovvero posto a difesa e tutela di interessi territoriali differenti da quelli napoletani, ad esempio, a difesa, tutela e garanzia degli interessi italiani.

Oppure basterebbe la denuncia di un solo singolo cittadino italiano?

Una class action ovvero una normale azione legale di risarcimento del danno?

E non sarebbe possibile escludere d’ora in poi dall’uso del marchio made in Italy a quelle popolazioni che si sono macchiate di averne diminuito l’immagine qualitativa con loro azioni ed omissioni?

Chi o cosa dovrebbe agire per questa diffida?

O non dovrebbe essere proprio il governo nazionale ovvero la figura del capo dello stato ad avviare azioni di tutela e di garanzia dell’immagine dello stato italiano, dei cittadini italiani, del popolo italiano, dei prodotti e dei servizi italiani, del mondo produttivo italiano, del marchio Made in Italy italiano, proprio perchè trattasi di un marchio unitario nazionale italiano?

Insomma, chi paga per l’enorme danno ricevuto dallo stato italiano, dalle sue imprese, dalle sue aziende, dai suoi cittadini, dai suoi prodotti e servizi?

Chi paga per le indegne parole che possa riceve un veneto in viaggio all’estero e che venga appellato come “monnezzaro napoletano”?

Quante persone hanno vissuto una simile infelice condizione?

E per colpa di chi?

E chi paga per l’eventuale omissione di azioni a tutela degli italiani, dei loro prodotti, dei loro servizi, della loro immagine degradata, del loro marchio Made in Italy rovinato, dei punti di PIL perduti?

A quale grado di giurisdizione europea o internazionale ci si dovrebbe rivolgere una azione di tutela, di diffida e di richiesta di risarcimento del danno?

E perchè quando vi è una colpa, nessuno paga in questo screanzato paese?

AAA
Cercasi studio legale intellettualmente libero in grado di formulare una corretta richiesta di risarcimento del danno per un caso come questo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La monnezza napoletana è l’emblema del fallimento italiano

giovedì, 30 giugno 2011

La drammatica vicenda napoletana della monnezza, quella emergenza continua, talvolta acuta, ma sempre cronica, apre uno squarcio sulla inesistente unità italiana.

Infatti, da quando si è riacutizzata l’emergenza rifiuti a napoli, il napoletano che siede al quirinale, non emette più accorati appelli all’unità del paese, secondo lui, imprescindibile ed imperativo dogma valido erga omnes.

Eppure io ho visto intere scolaresche obbligate ad imparare a memoria un inno nazionale che nessun bambino conosceva, lunghe file di alunni indottrinati che indossavano maglie con su stampato un cuore e la scritta italia (starebbe per: io amo l’italia …) percorrere le strade varesine, eppure io vedo tanti danari sprecati negli inutili festeggiamenti del 150° anno dall’unità.

Ma cosa festeggiano, e perchè obbligano i bambini ad imparare l’inno nazionale?

Se nessuno lo ha insegnato loro, è forse perchè non frega nulla a nessuno della unità d’italia.

E allora, perchè usare la coercizione perchè lo imparino e lo ossequino?

Perchè l’italia non è un paese unito, ecco perchè.

Perchè l’italia è un paese mantenuto unito con la forza, ecco perchè.

Perchè napoli non è Verona, ecco perchè.

Perchè la monnezza napoletana non la vuole nessuno, che non sia ideologicamente e pregiudizievolmente orientato.

Mi chiedo sempre perchè un lombardo, un veneto, un piemontese differenzi e smaltisca i propri rifiuti ed un napoletano si rifiuti di differenziare e smaltire i propri.

Questa è l’icona dell’unità italiana:

c’è chi è sotto la coercizione statale della legge e chi no.

Ma i napoletani no, loro no.

I napoletani sono esentati dal costruire un edificio secondo la prescrizione della legge, essi sono esentati dall’obbligo di smaltire i propri rifiuti, sono esentati dal rispetto della Legalità.

Questa non è l’icona di una unità nazionale, ma ne rappresenta l’atto finale.

La legge non è uguale per tutti e napoli ed i napoletani non vengono puniti per le loro monnezzate, come pure non viene usata la coercizione statale per obbligarli ad adempiere ai loro doveri.

Siamo al capolinea di un sogno nazionalista per alcuni e di un incubo impossibile per altri.

Questa unità del paese è ampiamente dimostrato che non esiste nei fatti.

Festeggiarla in queste misere condizioni, amplifica solamente il sentimento di indignazione dei meridionali che non si riconoscono nella napoletanità e nel centralismo romano, ed irrita considerevolmente le popolazioni settentrionali, costrette ad una osservanza della legge che, osservano, non è ugualmente applicata ed obbligatoria per tutti.

Chi esenta i napoletani dalla osservanza della legge italiana?

Dove è scritto che i napoletani debbano fare solo ed esclusivamente il proprio comodo, salvo chiedere aiuto quando si trovano sommersi dalla loro monnezza?

Dove è scritto che il governo del paese debba piegarsi al continuo ricatto emergenziale napoletano?

Dove è scritto che non si possano abbattere le costruzioni edificate a napoli senza l’osservanza delle prescrizioni legislative?

Dove è scritto che, un napoletano può eludere ed infrangere la legge a suo piacimento?

E’ scritto sulle buste della monnezza napoletana, ecco dove è scritto.

E’ scritto sulle biste della monnezza napoletana che i napoletani hanno lanciato contro le forze di polizia a roma, ecco dov’è scritto.

Quelle buste che sono diventate ormai l’emblema del fallimento dello stato italiano, deriso ed umiliato all’estero perchè incapace di obbligare i napoletani ad osservare pedissequamente la legge italiana.

Per questo, la monnezza napoletana è divenuta l’emblema del fallimento dello stato unitario italiano.

Che sia ben chiaro a tutti i napoletani, dico a tutti, proprio tutti i napoletani che, il patto comunitario nazionale lo hanno infranto loro, non altri.

Che se ne assumano la piena responsabilità.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

de magistris sta ad alemanno come napoli sta a roma

domenica, 26 giugno 2011

Ecco come l’inesperienza politica e certa visione distorta della realtà napoletana, mette a nurdo l’agire del sindaco di napoli, assolutamente incapace di gestire il ciclo dei rifiuti, ma altrettanto certo di poter promettere ai napoletani un ripristino delle condizioni di normalità nel ciclo dei rifiuti in soli cinque giorni.

Scaduti i cinque giorni, ecco levarsi il grido di dolore di de magistris:

esiste una regia dietro ai roghi di rifiuti abbandonati nelle strade e nelle piazze della città.

E torniamo al passatempo preferito della casta politica italiana:

la deresponsabilizzazione totale, il teorema del complotto, la teoria della camorra dietro ogni cosa napoletana.

Come se non sapessimo tutti che la camorra imperversa, condiziona e sottomette il governo della città di napoli da sempre.

Non lo sapeva forse, il candidato de magistris?

E non lo sa nemmeno il sindaco de magistris?

Sbalordisce il vedere il sindaco di napoli ballare al gay pride napoletano, proprio il giorno in cui sono decine e decine i roghi nella città che avvelenano i napoletani:

par di ammirare le tavole pittoriche di Gustave Dore’ che ben descrivono l’allegoria dantesca dell’inferno, pare di sentire la musica della lira di Nerone, mentre assiste al rogo di Roma.

Questa napoli è una autentica follia sconsiderata, bisognosa di estremo e continuo aiuto da parte del paese per sopravvivere a se stessa, ma intrinsecamente quanto assolutamente rassegnata rispetto al proprio destino:

attende sempre che qualcuno o qualcosa risolva i propri problemi in vece sua, attende sempre la caduta della manna dal cielo romano per far sopravvivere una napoletanità ormai priva di ogni dignità e moto di orgoglio e di appartenenza, senza alcuna identità positiva da difendere e rappresentare e, soprattutto, conscia e cosciente di aver perduto ogni speranza, ogni barlume di civiltà, ogni coesione comunitaria, ogni diritto al futuro.

Quel ballo spensierato del primo cittadino napoletano al gay pride, offre la lettura di una presenza elevata di insensibilità umana e politica e di cinico egoismo, quasi che, per sopravvivere oggi in questa napoli, occorra essere distaccati dal presente, quel tanto che basta per non soffrire, troppo ed ancora.

Un quadro pittorico degno della rappresentazione di Gustave Dore’, appunto, degno della migliore Divina Commedia, degno del peggiore Inferno dantesco.

Ma è ancora una rappresentazione artistica ad offrire uno spaccato della vicenda napoletana e meridionale, romana e centralista, cinica ed anti-popolare, degenerata e degenerante.

Ed è proprio il romano Ettore Petrolini che offre la possibilità di comprendere immediatamente il degrado storico nel quale naviga certa italianità, attraverso la sua indimenticabile interpretazione dell’imperatore romano Nerone che placa con la sua oratoria, l’indignazione popolare derivante dall’incendio di Roma, a lui addebbitata:

“… ignobile plebaglia, così ricompensate i sacrifici fatti per voi?
Ritiratevi! Dimostratevi uomini, e domani Roma, rinascerà più bella e più superba che pria ….
Bravo!
Grazie!
Il popolo, quando sente le parole difficili, si affeziona:
ora glielo ripeto:
più bella e più superba che pria
Bravo!
Grazie!
Il popolo, quando si abitua a dire che sei bravo, pure che non fai niente, sei sempre bravo …”

Non vi è più nulla da aggiungere come pure da dire sulla miserevole condizione vissuta dal popolo del sud e del centro dell’italia, che vede nelle città di napoli e roma e nelle vicende che le attanagliano e le imbarbariscono, lo spaccato di una politica affatto capace di rispondere alle esigenze dei napoletani e dei romani, tranne ospitare grandi manifestazioni goliardiche di orgoglio gay (solite pagliacciate allegoriche e carnascialesche che stridono con i momenti cupi e tristi che investono i tempi moderni e con la serietà con cui andrebbero invece affrontati), per offrire una possibilità in più di ridere e di divertirsi, perchè tanto, come dice Eduardo De Filippo, un altro mito del teatro comico italiano, nella scena finale della “napoli milionaria”:

“adda passà ‘a nuttata”.

Sì, apetta e spera.

Chi di speranza vive, disperato muore.

Non è più il tempo della speranza e della moderazione, ma è il tempo del coraggio e dell’azione.

Che qualcuno lo spieghi, per favore, ai quadri dirigenti politici e burocratici meridionali e romani:

al mattino, dopo la nottata, troveranno i cambiamenti cui hanno lavorato per tutta la notte, e null’altro.

Ma se andate a ballare e pridare, al mattino vi ritroverete sommersi da un mare di monnezza e di merda:

la vostra.

E non chiedete aiuto ad altri, poiché è vostra quella monnezza ed è vostra quella merda, ed esclusivamente vostro è il relativo compito e dovere di fare pulizia.

In tutti i sensi ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Monnezza Napoletana: il fallimento di Napoli – Naples FallOut

venerdì, 24 giugno 2011

Il governo della città di napoli, guidato dal napoletano De Magistris, si arrende dinanzi alla impossibilità acclarata di gestire anche solo la propria raccolta dei rifiuti solidi urbani, che a napoli come in tutto il mondo, è la Monnezza Napoletana.

Il sindaco De Magistris è già arrivato alla scelta rassegnata di chiedere al governo di dichiarare l’ennesimo “stato di emergenza”, per un problema che è emergenziale a napoli ogni giorno della vita quotidiana napoletana, da tempo immemorabile, ormai da sempre.

Con la dichiarazione dello stato di emergenza, i napoletani e le loro incapaci istituzioni, potranno ricorrere come hanno sempre fatto, all’azione del governo nazionale per la risoluzione della crisi oramai cronicizzata dei rifiuti abbandonati per strada.

Con lo stato di emergenza, tutti i cittadini italiani saranno chiamati per l’ennesima volta a pagare le spese della incapacità e della inciviltà napoletana, ormai stretta nell’angolo di una crisi dei rifiuti senza soluzione di continuità, cui solo lo stato mette rimedio provocando ogni volta che si dichiara lo stato di emrgenza per la monnezza napoletana, una innegabile
ingiustizia nei confronti di quelle popolazioni che invece gestiscono al meglio il loro ciclo dei rifiuti, ma che sono coercitivamente obbligate ad adempiere al posto delle amministrazioni napoletane ed a pagare il danno di una eterna emergenza che fa affluire enormi finanziamenti, risorse ed energie alla città di napoli, per garantire una straordinaria gestione dei propri rifiuti.

Fallisce sul nascere anche questo ennesimo sincadato napoletano, infranto su una questione che è di ordinaria amministrazione nel nord del paese, ma che assume caratteristiche assurde, grottesche e deformi, mostruose ed insensate, del tutto pazze e folli, nelle città del centro-sud italiano:

sono in crisi per l’emergenza rifiuti ormai città capoluogo ed intere province delle regioni del sud.

Persino la capitale, Roma, naviga a vista in una difficile gestione dei rifiuti solidi urbani, incapacità della giunta Alemanno che sfocia spesso e volentieri in manifestazioni di abbandono dei rifiuti per le strade, così come avviene a Napoli, Salerno, Caserta, Palermo, Foggia, Lamezia, Catania, Enna, Messina, Cosenza, Catanzaro, Roma, Rieti, Latina, Viterbo, Frosinone.

Centinaia di comuni morosi ed insolventi, intere province ammorbate dai rifiuti, regioni e regioni che vengono commissariate o rischiano il commissariamento perchè ampiamente incapaci di gestire i propri rifiuti:

Campania, Sicilia, Calabria, Lazio, Puglia …

Una ecatombe della incapacità amministrativa della classe dirigente meridionale, ormai conclamatasi in emergenza continua, cronica e devastante, un mostruoso continuo ricatto alle regioni e alle popolazioni del nord che sono costrette a pagare ogni giorno prezzi altissimi per una classe dirigente politica e burocratica meridionale che è tutta da dimenticare, tutta da cestinare, tutta da rifiutare, tutta da conferire in una discarica o da smaltire in un termovalorizzatore, tutta, senza alcuna differenza di colore o di schieramento.

Uno scandalo allucinante, avallato e garantito dai napoletani comodamente seduti nelle poltrone del potere istituzionale, che premono perchè di queste continue crisi, di queste emergenze definitive, se ne faccia carico il governo nazionale con la dichiarazione dello stato di emergenza, facendo pagare al resto del paese l’incapacità napoletana, campana e meridionale di amministrare i propri territori e le proprie popolazioni.

Un abuso continuato ed aggravato dalla pervicace volontà delle popolazioni meridionali di non gestire i propri rifiuti, oscenamente offerti coercitivamente alla capacità delle regioni del nord di gestire in via ordinaria il normale ciclo dei rifiuti solidi urbani.

Fallisce napoli, fallisce la sua giunta comunale, fallisce il suo sindaco De Magistris che, invece di affrontare da subito e con la dovuta perizia la crisi della monnezza napoletana, sinora si è trastullato in idiozie empiriche del tipo:

– costruiamo un nuovo stadio sportivo per la grande città di napoli, che si merita di gettare altro danaro pubblico in un mega appalto che farà certamente gola alle 50 cosche camorristiche presenti nella città di napoli ed alle altrettante 50 cosche camorristiche che sono presenti nella sua provincia;

– invitiamo il presidente americano Obama a cena nelle prossime festività natalizie a napoli, per ricostruire e guarire l’immagine di una città fatta di napoletani che non sanno gestire napoletani.

Siamo alla fine dell’ennesima dimostrazione di incapacità relativa ed assoluta di gestire alcunchè a livello di pubblica amministrazione locale.

Qualcuno mi dirà allora come mai, sia possibile per napoletani amministrativamente incapaci di gestire la propria città, il proprio territorio, la propria popolazione e la propria monnezza, offrire la garanzia e la certificazione nel rappresentare addirittura l’intero stato di diritto o parte di esso nel governo della cosa pubblica, nel potere esecutivo, nel potere legislativo, nel potere giudiziario.

Qualcuno dovrà rispondere di come, intere generazioni di incapaci politicanti meridionali, abbiano pieno diritto di accesso alla guida o alla rappresentazione o alla funzione esecutiva dei poteri dello stato:

se non sanno gestire la loro immondizia, non si capisce da dove traggano le virtuose capacità di governo che i tempi moderni richiedono inderogabilmente.

Ovviamente senza generalizzare, ma puntando ben dritto il dito indice su una questione che sta divenendo ogni giorno più insopportabile, intollerabile, ingestibile, ingovernabile:

cosa ne facciamo di stuoli di politici, funzionari e burocrati, di intere classi dirigenti meridionali che non servono a nulla nella gestione del loro territorio e delle loro popolazioni, ma ambiscono arrogantemente al diritto di governare e rappresentare l’intero paese?

Cosa se ne fa il nord di questo sud?

Cosa se ne fa il nord di politici meridionali che abusano pedissequamente dell’eterno ricatto costituzionale della obbligatorietà di uno stato unitario ed indivisibile, al solo fine di porre in stato di schiavitù il popolo del nord, di ricattare la politica settentrionale, l’economia settentrionale, la finanza settentrionale, il lavoro settentrionale, l’imprenditoria settentrionale, il commercio settentrionale, l’artigianato settentrionale, l’industria settentrionale, il contributo fiscale settentrionale, il contributo previdenziale settentrionale?

Denuncio qui e pubblicamente uno stato di permanente ricatto estorsivo e di pressione indebita ed abusiva dei politici e dei burocrati meridionali nei confronti del nord del paese.

Un ricatto che si manifesta in mille forme orribili ed inguardabili, come dimostra la battaglia politica del sindaco di Roma Alemanno e del governatore della regione Lazio Polverini, volta ad impedire il trasferimento dei ministeri dallo sconquasso romano e laziale, alla tipica efficienza del nord del paese, allorquando le discariche comunali del Lazio sono chiuse ed i comuni laziali si dimostrano morosi, al punto di vedersi rifiutato l’accoglimento dei loro rifiuti solidi urbani nelle discariche ed al punto di vedersi commissariare per essere risultati inidonei ed incapaci nella mera gestione della propria monnezza, oltre che della tutela della salute dei laziali.

Io, cittadino qualunque, chiedo formalmente le dimissioni del sindaco di napoli De magistris, del sindaco di Roma Alemanno e del capo dello stato Napolitano, invitandoli a tornare a fare altrove quello che non stanno facendo per le cariche loro imputate, in particolare, invito il presidente della repubblica, il napoletano Giorgio Napolitano a dimettersi ed a impiegare tutta la sua esperienza politica nella risoluzione definitiva della emergenza della monnezza napoletana, dimostrando così il valore politico napoletano, tutta la dignità napoletana e tutta la capacità napoletana di gestire e governare i problemi e le crisi che sono prettamente napoletane e meridionali, e non unitarie (si spera) e nemmeno settentrionali.

Poiché una cosa è la solidarietà ed un’altra è approfittare della generosità e della bontà altrui.

Insomma, o la classe dirigente meridionale si dimostra capace di governare il meridione, ovvero abbiano almeno il decoro del silenzio e la dignità delle dimissioni, in un contesto storico che vede le popolazioni del nord rese schiave ed asservite in un regime di “apartheid” dal governo del paese unitario e nazionale, e chiamate invece a esclusivamente a supplire costantemente e continuamente alle acclarate mancanze della dirigenza meridionale, a pagarne i costi, i debiti ed i conti aperti:

non si va dall’oste a bere e mangiare, se non si hanno i danari per pagare.

Se questa dirigenza meridionale prende coscienza dello stato di emergenza che crea l’ingovernato meridione allo stato unitario e nazionale italiano, allora, forse, vi è ancora speranza.

Ma se non vi saranno segnali molto più che convicenti, allora dovremmo domandarci tutti perchè prolungare uno stato di fatto così indecente ed orribile, ricattatorio ed estorsivo.

Essere uniti in un sol popolo, non significa affatto che certa parte della popolazione debba vivere per sempre alle spalle di chi produce con sacrificio e con dolore la ricchezza di cui si fa un così cattivo uso ed abuso.

Essere uniti significa riconoscere diritti e osservare doveri, rispettare il prossimo e non pensare furbamente di fotterlo continuamente, storicamente.

Perchè, prima o poi, il prossimo si incazza, e sono dolori.

Poiché essere buoni, non significa essere fessi.

Poiché essere furbi, non significa essere intelligenti.

Ed ora, andate dall’oste che governa la storia e domandategli se è ancora disposto a offrire quel credito, di cui sinora avete ampiamente abusato.

Temo però, che dovrete firmare una tal pila di cambiali, da infliggere dolorosi crampi a quelle mani che dovranno sugellare così tante obbligazioni, così tante promesse di pagamento.

E stavolta, non scherzate, non fate i furbi:

quelle cambiali, vanno pagate.

Una per una, alla scadenza sottoscritta.

Fine della lezione.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X