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La Nuova Unione Europea senza Centro e Sud Italia

venerdì, 15 giugno 2012

L’autorevole organo di informazione finanziaria, economica e politica, il Financial Times, lancia l’idea condivisa da molti autorevoli leader politici, economici e finanziari europei di una Nuova Unione Europea che sia sganciata dal malgoverno e dalla inciviltà che rendono incompatibili taluni stili e modelli di vita soprattutto sud europei e mediterranei.

Il nuovo modello europeo, definito “modello ideale”, prevede l’integrazione delle sole Francia, Germania, Benelux e Nord Italia, così come riportato nel disegno.

La Nuova integrazioe Europea include solo Francia, Germania ed i Paesi del Benelux

Nessuna integrazione prevista per Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Centro-Sud Italia.

A ben osservare, sono proprio gli stili di vita ed i modelli socio-politico-economici del sud Europa e del Mediterraneo ad essere estromessi da questa Europa ideale, e sono proprio quelle regioni europee cadute sotto la scure della crisi a soccombere a causa del malgoverno, della corruzione e dei livelli di vita incompatibili con le proprie economie mantenuti in essere da un indebitamento insostenibile.

In più, si osserva che tutti i paesi estromessi da questa futuribile Unione Europea, sono paesi marcatamente cattolici.

Evidentemente vi deve essere un nesso ed una relazione fra il malgoverno, la corruzione, l’inefficacia, l’inefficienza politica e burocratica e l’ispirazione cattolica in quei paesi che sono miseramente falliti.

Deve esserci una certa incompatibilità fra il verbo della Chiesa ed il verbo della civiltà umana avanzata, come se l’avanzamento civile dell’uomo chiedesse un nuovo adeguamento alla condizione umana moderna alla Chiesa Cattolica, quasi un Nuovissimo Testamento che i figli di San Pietro rifiutano evidentemente a causa della verticale perdita di potere temporale richiesta da un tale passo di adeguamento ed aggiornamento religioso alla vita civile e democratica.

Per quanto riguarda le cose italiane, il nuovo modello ideale di una Europa Unita esclude il Centro ed il Sud Italia, integrando solo la ricca e maggiormente civilizzata regione padana.

Si percepisce in questa scelta la volontà di alienare dalla Unione Europea l’inciviltà conclamata di regioni dedite alla adorazione egoistica del dio danaro, nella quali mafia, usura, corruzione, evasione fiscale ed abusi, frodi organizzate e truffe in associazione del potere pubblico la fanno da padrone, pretendendo di godere di un benessere ed una ricchezza che non si è mai prodotta in quelle stesse regioni, ma in altre ad esse asservite con la violenza di una integrazione coercitiva ed oppressiva.

E tutto questo fermento disintegrativo del presente modello europeo sembra prendere forma dal giorno in cui, la più grande organizzazione criminale europea, l’organizzazione mafiosa ‘ndrangheta italiana, ardì commettere una strage denominata Strage di Duisburg o Strage di Ferragosto, evento criminale avvenuto in Germania e messo in atto da esponenti della ‘Ndrangheta, davanti ad un ristorante italiano.

Da allora, non si contano più i continui richiami della “Europa che conta” a riordinare e riformare non solo i conti ed i bilanci statali, ma anche la penosa politica italiana, incapace di assicurare uno stato democratico efficiente e moderno al popolo italiano, ed in particolare, al popolo meridionale italiano.

La strage mafiosa italiana commessa nel cuore dell’Europa ha avuto una risposta netta e decisa:

non si accettano provocazioni mafiose, non si accettano mafie in Europa, non si accettano mafiosi e corrotti nella Unione Europea.

Se le intuizioni su riportate avessero un che di verità, la situazione presente e futura delle popolazioni del centro-sud Italia muterebbe diametralmente:

un fallimento totale, civile, sociale, statale, politico, economico e finanziario che trascinerebbe le popolazioni meridionali in condizioni di povertà dure e pesanti, premessa di azioni violente a tutela dalla aggressività mafiosa presente in quelle regioni.

Insomma, una guerra civile.

Domanda:

è questo il futuro desiderato dalla popolazioni centro-meridionali italiane?

A giudicare dal comportamento e dall’indirizzo politico-burocratico sinora tenuto dalle classi dirigenti centro-meridionali, sembra non vi sia alternativa al fallimento e ad una probabile esclusione dalla futura ed ideale Unione Europea.

A giudicare dal comportamento delle popolazioni centro-meridionali, sembra non vi sia alcuna spinta popolare sufficiente ad ottenere un cambio di direzione delle classi dirigenti.

Insomma, sembra che con il metodo democratico, non si possa ottenere un cambio di direzione utile e necessario alla salvezza e alla continuità di una Italia unita, veramente unita, veramente solidale, veramente forte.

Forse solo un periodo pluriennale di quarantena in cui vigesse la pena di morte per reati quali il comportamento e l’associazione mafiosa e la dilagante ed imperante corruzione politica e burocratica, unito alla liberalizzazione del mondo del lavoro ed una riforma completa e realizzata del sistema democratico adattato alle peculiari esigenze derivanti dalla caratteristica infiltrazione mafiosa degli apparati del potere pubblico statale, forse solo una serie di misure energetiche che liberino il centro-sud Italia dalla mafiosità e dalla illegalità imperante potranno in un certo periodo riequilibrare storture decennali di democrazia bloccata e ricattata.

D’altronde, non si conosce autovettura rièarabile durante il suo ciclo di trasporto:

per curare un malato grave, occorre trasferirlo in ospedale e sottrarlo ai consueti impegni, così come, per riparare il motore di un’auto, occore fermare quell’auto in una officina.

Come potrebbe essere riparata in essere una democrazia così aggravata, bloccata, ingiusta e disgraziata?

In effetti, queste misure o misure similari, le avrebbero dovute già richiedere a gran voce i procuratori della repubblica, i questori, i prefetti, i sindaci, i presidenti di province e regioni del centro-sud Italia, a tutela degli interessi di famiglie ed aziende.

Ma ciò, non è mai avvenuto.

Forse si riscontra un peso eccessivo della caste mafiose politica e burocratica nella selezione dei concorsi pubblici, come pure degli appalti pubblici.

Tale selezione, ha introdotto nella Pubblica Amministrazione solo omertosi e inattivi, nella certezza che costoro nulla avrebbero mai cambiato e nulla avrebbero modificato nella conduzione forzatamente rallentata ed inefficiente dei servizi al cittadino, alle aziende e alle famiglie:

una vera e propria estorsione mafiosa nella quale, chi si dovesse ribellare, verrebbe contrastato con il potere pubblico.

Geniale l’infiltrazione mafiosa, non c’è che dire:

l’isolamento, estromissione ed il mobbing istituzionale come atto criminoso di intimidazione e repressione dei cittadini partecipativi ed attivi, in favore dei più “controllabili” pigri ed indolenti, che anche dinanzi ad un atto grave e criminoso commesso in loro presenza, non mostrerebbero alcuna reazione.

Così, nella Pubblica Amministrazione italiana si sono commessi e si commettono ancora, delitti e crimini in quantità, coperti sicuramente dalla omertà, dalla complicità o dalla semplice sottomissione di sudditanza, del ricatto e del silenzio dei deboli e dei pigri.

Tutto nel silenzio omertoso delle istituzioni collaborazioniste delle mafie e di una informazione vile completamente sottomessa ed asservita anch’essa alle caste mafiose imperanti.

Il quadro è chiaro, come è ancor più chiaro perché, oltre al nord Italia, il centro sud Italia non lo vorrebbe nemmeno la Nuova Unione Europea.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Testimonianza Cristiana della Chiesa Cattolica

mercoledì, 25 agosto 2010

Di seguito riporto il testo che ho inviato alla Conferenza Episcopale Italiana tramite il loro sito ufficiale.

Chi siete e da dove venite?

Vostre continue ingerenze negli affari interni italiani sono irricevibili e inaccettabili.

Tutto quel che leggo stupito provenire dagli organi ufficiali di un cattolicesimo lontano da cristo migliaia di anni luce mi rattrista profondamente.

La vendetta per il caso Boffo è una testimonianza cristiana?

Il tentativo di sostenere una restaurazione conservativa di un modello politico a democrazia bloccata a tutto scapito della continuità e stabilità governativa assolutamente necessaria ad un paese in cui il disagio socio-economico cresce in misura spaventosa, è un atto vergognoso, con ricadute temibili e terribili proprio nei confronti degli ultimi, dei più deboli.

Le scelte degli esecutivi dei paesi democratici nn sono sindacabili da parte vostra.

Ed il continuo martellare delle vostre ingerenze è semplicemente disgustoso.

Non posso non definirmi cristiano, ma dinanzi alla vostra resa totale nei confronti dei veri nemici delle libere democrazie (il violento tentativo egemonico islamico ne è un esempio eclatante) prendo la decisione di dissociarmi da ogni vostra indicazione, che da pastorale è divenuta inesorabilmente politica, senza alcuno titolo.

Gli scandali che si leggono ogni giorno sulla gestione della Chiesa Cattolica delle anime di coloro i quali ad essa venivano affidati e da essa venivano depredati nel corpo e nella mente, dovrebbero aprire una via crucis del mea culpa, nella Chiesa Cattolica.

Ma l’umiltà non alberga più nei vostri corpi.

Non siete degni figli di San Pietro e della parola di Cristo.

Gustavo Gesualdo

Vaticano contro Italia: ingerenze inaccettabili

sabato, 21 agosto 2010

Ancora ed ancora ed ancora, ogni giorno, quotidianamente gli alti prelati dello Statio del Vaticano si insinuano nelle vicende italiane, con ingerenze inaccettabili, critiche irricevibili, strali e moniti ridicoli, oltre che insopportabili.

Una Chiesa Cattolica che è scossa dalle fondamenta da continui scandali di sessualità pedofila e violenta, di abusi sessuali su incapaci e disagiati loro affidati per le cure dell’animo e che vengono invece violati nel corpo e nella mente, uno stato del vaticano che deve fare i conti con il cadavere di una giovanissima donna violata, assassinata e barbaramente abbandonata nella soffitta di una parrocchia, una chiesa cattolica che ha gli armadi colmi di scheletri inverecondi, pronti a saltar fuori in ogni momento.

Una Chiesa Cattolica che pretende l’integrazione coatta dal governo italiano di un popolo nomade, come è quello Rom, che da sempre rifiuta ogni integrazione.

Questa Stato del Vaticano irrompe quotidianamente nella vita sociale e comunitaria, istituzionale e politica di un civile e libero paese democratico, laico e liberale, con metodi coercitivi e ammonimenti estorsivi, alludendo chiaramente alla loro capacità di condizionare il voto del libero popolo sovrano italiano.

Questi continui attacchi sono irricevibili e vanno rispediti al mittente di uno stato estero che ingerisce pesantemente e continuamente negli affari interni dello stato italiano.

Tutto questo è inaccettabile!

I vertici istituzionali devono ammonire la CEI e lo Stato del Vaticano, debbono difendere lo stato libero, indipendente e laico che rappresentano.

Il Capo dello Stato italiano deve intevenire, deve difendere la laicità, la liebrtà e l’indipendenza dello stato italiano.

Il Capo dello Stato deve ritirare immediatamente per consultazioni la delegazione diplomatica presso lo Stato del Vaticano e dare chiare indicazioni da riprodurre alle istituzioni vaticane:

Non si accettano ingerenze sulle scelte politiche negli affari interni dello stato italiano.

Se tali ingerenze dovesse ancora verificarsi, va respinta la delegazione diplomatica vaticana e ritirata definitivamente quella italiana presso la sede vaticana.

Istituzioni italiane:

fate il vostro Dovere.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Fate il vostro gioco, signori. Fate il vostro gioco

venerdì, 20 agosto 2010

L’ingerenza negli affari interni dello stato italiano della Chiesa Cattolica è ogni giorno più chiara.

Le dichiarazioni odierne del cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (CEI) non lasciano più dubbi di sorta.

Egli attacca apertamente il cambiamento del paese, indicando il riformismo in senso federalista come un disvalore, e lo fa attraverso l’Osservatore Romano, il periodico ufficiale della Città del Vaticano, che è uno stato estero.

In nessuna parte del mondo esiste un paese le cui scelte politiche, istituzionali, governative e democratiche vengano messe sotto continuo attacco da parte di esponenti di uno stato estero.

L’interesse che muove il presidnete della CEI è lampante:

ripristinare il potere assoluto della Città del Vaticano nelle scelte interne di uno stato autonomo e democratico come è quello italiano, al fine di restaurare una dittatura religiosa all’interno dei poteri democratici, figlia di quella democrazia bloccata della I repubblica che impediva a partiti non direttamente influenzabili dalla chiesa di accedere al potere esecutivo e di conseguenza di governare il paese.

La CEI quindi si schiera apertamente con quelle piccole cellule politiche che sono assoluta minoranza nel parlamento italiano e che oggi stanno realizzando l’ingovernabilità e la discontinuità governativa del paese, nel più grande contrasto alle normali attività democratiche che questo paese abbia mai conosciuto.

Il golpe bianco ai danni delle isituzioni democratiche italiane e delle libere scelte del popolo sovrano si delinea con sempre maggiore chiarezza.

Il pericolo maggiore è però rappresentato dalla influenza e dal potere di quelle figure politiche che sono sopravvissute alla prima repubblica ed allo scandalo di tangentopoli, e che ancor oggi, rivestono altissime cariche istituzionali, abusando del potere pubblico talvolta contro la quella stessa volontà popolare da cui esso deriva, come nel caso del presidente della camera, che attacca martellando l’esecutivo quotidianamente e non ritiene di dimettersi da una carica istituzionale della quale egli non rappresenta più il sostanziale consenso nello stesso parlamento che lo ha eletto, grazie ad una maggioranza politica che è la medesima che tiene in piedi il governo italiano e che gli vuole abbattere.

La situazione è di una gravità estrema, ed il silenzio della presidenza della repubblica e delle più alte cariche istituzionali italiane rispetto a questi proditori attacchi, di fronte a queste continue ingerenze arbitrarie di uno stato estero sulle libere scelte di un libero paese, come pure dell’abuso che si sta facendo della terza carica istituzionale, lascia interdetti.

Questi uomini dello stato dovrebbero immediatamente denunciare un tale clima intimidatorio, una tale ingerenza negli affari interni italiani dello stato del Vaticano, un tale snaturamento del potere istituzionale e democratico.

E invece dalle più alte cariche dello stato iataliano proviene un imbarazzante silenzio, se non, un malcelato compiacimento.

Solo le voci di alcuni membri dell’esecutivo si alzano a difendere libertà e indipendenza delle scelte italiane.

Nessuna dichiarazione invece perviene in tal senso dal colle del Quirinale, sede della presidenza della repubblica.

E’ pur vero che al fine di garantire ampia autonomia e libertà, è riconosciuta al presidente della Repubblica l’irresponsabilità per qualsiasi atto compiuto nell’esercizio delle sue funzioni, ma è anche vero che le uniche eccezioni a questo principio si configurano nel caso questi che abbia commesso due reati esplicitamente stabiliti dalla Costituzione:
l’alto tradimento (cioè l’intesa con Stati esteri) o l’attentato alla Costituzione (cioè una violazione delle norme costituzionali tale da stravolgere i caratteri essenziali dell’ordinamento al fine di sovvertirlo con metodi non consentiti dalla Costituzione).

Ed ecco apparire sempre più chiaro e leggibile il quadro dei giorni contemporanei, laddove qualche voce in parlamento si è alzata a contestare possibili comportamenti della presidenza della repubblica italiana ed è stata immediatamente tacitata con una determinazione inusuale da parte del Quirinale, che sfidava il primo partito italiano, il PDL, a chiederne l’impeachment.

La reazione eccessiva del Quirinale fa leggere il nervosismo che anima questi giorni della politica italiana, messa sotto ricatto da una sparuta pattuglia parlamentare guidata dal presidente della camera dei deputati.

Ancora i vertici istituzionali al centro delle polemiche politiche.

In effetti, il nervosismo del Quirinale è giustificabile, specie se letto nell’ottica della considerazione che, i continui e concentrici attacchi al governo italiano possono contare sulla ingerenza di uno stato estero, quello del Vaticano, appunto.

Ma da qui, a ipotizzare e che esista una intesa fra uno stato estero e la presidenza della repubblica italiana a danno della libertà, della unità e della indipendenza deloo stato italiano, ne corre di spazio, sia politico che temporale.

Questo snodo verrà comunque alla luce, allorquando il premier dovesse dimettersi, facendo scendere in campo il capo dello stato.

In tal caso potremo sapere quale prassi sceglierà il Quirinale per sciogliere il nodo della crisi politica:

quella costituzionale formale ovvero quella costituzionale sostanziale, che nel secondo caso vorrebbe lo scioglimento delle camere e l’indizione di nuove elezioni (altri atti di piena esclusività del Quirinale) piuttosto che la assurda ricerca di una nuova maggioranza che stravolga gli assetti bipolari.

E il mandato per formare un nuovo governo lo può dare solo il Quirinale, dopo le consultazioni.

Scelta questa, sempre ben accetta da questo stesso capo dello stato che cercò pervicacemente quanto inutilmente nella crisi politica del governo Prodi, di favorire la nascita di una coalizione trasversale, mai vincitrice nelle urne elettorali, di ispirazione centrista e cristiana, certamente sostenuta (non certo troppo apertamente) dallo stato estero del vaticano.

L’interesse politico della terza carica istituzionale, il presidente della camera dei deputati è ormai chiaro e sempre più affine alla eventuale scelta del Quirinale di formare un governo a tutti i costi senza passare dalle urne elettorali:

utilizzare la crisi politica attuale al fine di impedire il cambiamento del paese e la realizzazione delle riforme in atto, attraverso la costituzione di un nuovo governo di transizione che cambi la legge elettorale in favore dello schieramento dei traditori del governo.

Ecco il quadro complessivo.

Sullo scacchiere si muovono forze e poteri forti, molto forti.

Resta da osservare il comportamento di ogni songolo attore al fine di ottenere conferme o meno rispetto alle diverse ipotesi in atto.

Si darà spazio di manovra a quelle forze sostenute dal Vaticano che, impossibilitate a realizzare i propri fini e le proprie ambizioni personali e di cartello, puntano al golpe bianco della restaurazione e della conservazione dei poteri e dei privilegi delle forze occulte che, fuori dal parlamento, guidavano il paese dalle segreterie di partito invece che nelle aule parlamentari?

Si darà il proprio consenso all’ennesimo inciucio che produrrà un ulteriore distacco fra il paese reale e lo stato di diritto?

Lo vedremo.

E lo commenteremo.

A meno che, tale cartello non abbia intenzioni celate e violente, poichè in tal caso, le libere voci come la mia, subirebbero forti contrasti e pressioni, con onerose e dispendiose chiamate in tribunale ovvero con altri artifici.

La posta in gioco è alta.

Ed io, non sono che un cittadino qualunque, un cittadino X, appunto.

Vedremo, analizzaremo, osserveremo, a tutela del mio futuro e del futuro dei miei figli, della loro libertà di scelta, della laicità dello stato, della libertà e della indipendenza della comunità nella quale io sono nato e cresciuto e nella quale, temo per il futuro dei miei figli.

Come si fa avivere da persone libere in questo squallido teatrino dove si incontrano e si scontrano poteri molto interessati ad abusare del potere dello stato in nome dello stato?

Poichè senza libertà, io non vorrei vivere e non vorrei veder vivere il sangue del mio sangue.

Se mi accadrà qualcosa, se questo blog o la mia persona venissero colpiti, saprete perchè.

Che siano anni di piombo o anni di fango quelli che ci aspettano, io non li temo, poichè per me è obbligo il vivere senza vergogna, ed è certezza quella di vivere senza paura.

Viva la libertà.

Fate il vostro gioco, signori, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ancora una volta: Tutti Pazzi per la Lega

mercoledì, 14 luglio 2010

Si stringe il cerchio dei conservatori italiani avversi ad ogni cambiamento e ad ogni riforma in questo paese.

Impazzisce il Presidente della camera dei deputati Gianfranco Fini che affonda quotidianamente i suoi attacchi alla Lega, come nel caso delle quote latte, e continua nella opera di disgregazione della maggioranza di governo, restando nemico ed avversario sempiterno del cambiamento e delle riforme leghiste, a cominciare da quella del federalismo, incredibile fautore di un impossibile terzo polo politico che somiglia ogni giorno di più ad una forzata restaurazione democristiana.

Impazzisce il Presidente della Conferenza Episcole Italiana (CEI) Cardinale Angelo Bagnasco, che evoca il ritorno ad un passato democristiano fatto di un enorme ed abusivo potere temporale della chiesa sulla politica italiana, ed evocando a gran voce l’avvento una nuova leva di politici cattolici che il rappresentante italiano della chiesa cattolica italiana vorrebbe evidentemente indirizzare e “spiritualmente” governare, di quella chiesa cattolica che assiste inerme alla novella espansione islamica tendente alla egemonizzazione religiosa (e conseguentemente politica) dell’intero pianeta, di quella chiesa cattolica che è preda di una crisi interna profonda, travolta dagli scandali in casi di pedofilia e violenza su donne e minori, di quella chiesa che nasconde il cadavere di una donna uccisa barbaramente nel sottotetto di una parrocchia, di quella chiesa che abusa dei minori e dei disagiati che dovrebbe soccorrere, di quella chiesa che vede coinvolto il cardinale Crescienzio Sepe, Arcivescovo di Napoli e già organizzatore del mega evento del Giubileo, in indagini di corruzione riguardanti la facciata del palazzo di propaganda Fide, in Piazza di Spagna a Roma.

Impazzisce Francesco Rutelli, che condivide il sogno di restaurazione democristiana oggi in atto, il due volte sindaco di Roma già condannato per la vicenda delle consulenze affidate a soggetti esterni dal comune di Roma, gestore del mega evento del Giubileo come Sindaco di Roma e Commissario Straordinario del governo Prodi, in collaborazione con il Segretario Generale del Giubileo dell’Anno 2000, il già citato Cardinal Crescienzio Sepe.

Impazzisce Pier Ferdinando Casini, da sempre nemico giurato del vento riformatore leghista, che appare sempre più indeciso se lavorare per un impossibile ritorno dell’UDC nella maggioranza di governo (sogno stroncato sul nascere proprio dalla Lega Nord di Umberto Bossi) o se inseguire anch’egli il mito contemporaneo della restaurazione democristiana e degli usi e costumi politici della prima repubblica.

Impazzisce Clemente Mastella, soggetto indesiderato anche nel golpe (andato in bianco in tutti i sensi) della restaurazione democristiana e costretto a veleggiare isolatamente verso un movimento politico campanilistico di quel sud che egli non ha mai veramente aiutato, ma che ha abilmente sfruttato a fini politici, elettorali e familiari.

Impazzisce il premier Silvio Berlusconi, sempre più stretto d’assedio, che rischia l’ingresso di scenari ancor più pericolosi nel caso non riesca a far varare l’intero testo sul federalismo fiscale entro luglio, così come richiesto dal suo alleato più leale: la Lega.

Impazzisce la cricca della restaurazione degli usi e dei metodi di governo della prima repubblica, ormai sempre più delineata nel produrre spaccature e correnti politiche che hanno il solo fine di impedire il cambiamento di questo paese e di ostacolare le riforme leghiste.

Impazzisce Pier Luigi Bersani, leader del Partito Democratico, che si dice indisponibile al un sostegno ad un governo guidato dal premier Berlusconi, ma lascia aperta la porta al sostegno ad un governo a guida Tremonti, lasciando così intendere che sosterrebbe una maggioranza di governo a guida praticamente leghista.

Impazzisce Antonio Di Pietro, da sempre in “conflitto di competenza” con la Lega sui temi della sicurezza e della giustizia, ma che con il voto favorevole del gruppo IDV nella votazione sul federalismo demaniale, lascia intendere anch’egli che esiste una possibilità di incontro con la politica della Lega nel futuro.

Insomma, la Lega tutti la contrastano e tutti la vogliono.

Ancora una volta, tutti pazzi per la Lega.

Mafia, cattiva politica e chiesa cattolica nel meridione

mercoledì, 10 marzo 2010

Ancora un attacco dei vescovi del sud d’Italia al sistema politico incapace e corrotto, alla presenza intollerabile della mafie e al sistema assistenzialista che regna nel sud uccidendo il futuro del meridione.
Bene, sono segnali positivi di risveglio da un irresponsabile (interessato?) letargo durante anche troppo a lungo.
Però, riflettendo meglio, la Chiesa cattolica come la Conferenza Episcopale Italiana, non hanno mai scomunicato politici corrotti e mafiosi.
Si parla di esclusione per questa brava gente, ma non di scomunica.
Conferenza Episcopale Italiana:
parlano bene, razzolano male.
Come al solito.