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Sconfitti dalla Storia

martedì, 15 marzo 2011

Una notizia attira la mia attenzione, stamane.

“In alcune pizzerie napoletane, sono state esposte bandiere per dire NO alla “follia nuclearista.”

Verdi ambientalisti, comunisti ed alcuni sprovveduti pizzaioli napoletani, uniti in un coro di NO al nucleare.

Beh, a ben guardare la storia della sinistra italiana, il NO a tutti i costi, è stata l’unica azione politica in cui essa si è distinta, oltre ad essersi resa responsabile di disastri ecologici immani che hanno rovinato, forse definitivamente, il buon nome del Belpaese come quello dei prodotti “Made in Italy” all’estero.

A furia di dire NO alle discariche e NO ai termovalorizzatori, han ridotto una intera regione ad una discarica a cielo aperto, mare compreso.

E faccio riferimento diretto all’ingovernato ciclo dei rifiuti a Napoli (passato alla storia come quello della “monnezza napoletana) ed al volontario quanto criminale sversamento in mare del percolato (occultamento delle prove della medesima incapacità di governare) da parte delle autorità preposte invece al suo smaltimento secundum legem e secondo intelligenza e razionalità, nell’assoluto silenzio, ovvero in una putativa complicità, di quelle amministrazioni regionali, provinciali e comunali “governate” dalle sinistre ambientaliste antagoniste, che avrebbero dovuto difendere e tutelare la sicurezza dei cittadini campani e napoletani e che hanno invece, con il loro comportamento in azioni ed omissioni, contribuito grandemente ad offenderne il nome ed il futuro in modo determinante.

Si resta desolati dinanzi a questa azione di “sciacallaggio politico” di quelle stesse sinistre, consumata ai danni della tragedia naturale che ha colpito il popolo giapponese.

Si resta perplessi dinanzi a questa azione evidentemente orientata a raccogliere facile consenso sull’onda emotiva della tragedia giapponese, per poi scagliarlo, come fosse una pietra, contro il governo italiano, colpevole di essere fautore del ritorno al nucleare e di aver risolto, piu volte, quell’emergenza rifiuti creata dal non governo del ciclo dei rifiuti delle amministrazioni locali guidate proprio dalle sinistre.

Un atto barbaro ed incivile, che dimostra solo quanta insensibilità ed ignoranza e quanto pregiudizio ideologico infiammino ancor oggi l’azione politica di questi “sinistri individui” (sinistri in tutti i sensi).

Ma non erano forse proprio le sinistre comuniste ed ambientaliste al governo della città di Napoli come al governo della regione Campania allorquando vennero perpetrati quegli atroci misfatti criminosi?

E la diossina che respirano, bevono e mangiano i campani tutti, chi ha acconsentito che fosse così assurdamente dispersa nell’ambiente?

E si definiscono anche degli ambientalisti:

una ironia fuori luogo, irricevibile quanto insopportabile.

Occorre sgombrare il campo dagli equivoci e dalle forzature ideologiche:

l’incidente nucleare giapponese è conseguenza di un disastro tellurico di notevoli dimensioni.

L’incidente nucleare avvenuto a Chernobyl il 26 aprile 1986 fu conseguenza di gravi errori del personale ed irresponsabilità dei dirigenti, oltre che giganteschi errori di progettazione.

Furono gli uomini ed i loro miserabili errori, la causa primaria dell’incidente nucleare più grande della storia.

Furono errori che un paese comunista ha provocato con grande determinazione, quasi con consapevolezza, in una impossibile concorrenza alle tecnologie innovative con il mondo libero, al fine di dimostrare di essere un paese avanzato e civile, e dimostrando invece, a tutto il mondo, l’esatto contrario.

Certo, se si gestisse una centrale nucleare come le sinistre hanno (non)gestito fino a ieri in Campania il ciclo dei rifiuti, allora sì, che ci sarebbe da aver paura di una centrale nucleare.

Anche una semplice automobile, può diventare un’arma micidiale, se messa nelle mani sbagliate.

Bisogna sempre vedere nelle mani di chi si mettono le cose, bisogna sempre vedere chi mettiamo al governo delle genti e dei territori, appunto.

Poiché dove han messo le mani i “sinistri”, ogni cosa è andata per il lato peggiore, sia che fosse la gestione di una centrale nucleare, sia che fosse il più semplice governo del ciclo dei rifiuti di una realtà urbana.

Chissà come se la cavano con le automobili ……..

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Nulceare: sì. Ma non per tutti

giovedì, 23 settembre 2010

Per un paese povero di risorse energetiche come il nostro, la scelta nucleare era ed è irreversibile.

Qui, proprio qui, in Lombardia, qui, nella provincia di Varese, abbiamo assistito alla delocalizzazione di importanti siti industriali a causa del costo eccessivo dell’energia elettrica, con conceguente perdita di ricchezza e di posti di lavoro.

Se vogliamo sopravvivere a questa crisi economica, dobbiamo garantire ad aziende e famiglie (il costo della bolletta elettrica e del gas per civili abitazioni cresce ogni anno) una fonte enrgetica durevole, ecologica e a basso costo:

la fonte nucleare risponde a questi requisiti.

Infatti, se si eccettua l’irrisolta questione delle minima produzione di scorie nucleari, la fonte energetica nucleare risponde anche ai requisiti ecologici, avendo una emissione pari a zero di fumi e gas nocivi all’ambiente e propedeutici al cataclisma climatico che subisce il nostro pianeta in questi anni.

Inoltre, se si eccettua l’incidente nucleare di Chernobyl, la sicurezza offerta dai siti nucleari moderni è altissima.

E va comunque sottolineato come l’unico incidente nucleare importante del secolo scorso, sia avvenuto in una dittatura a regime comunista, di quella ideologia che è “stranamente” alla base delle frange ecologiste e ambientaliste radicali che scendono in piazza contro il nucleare.

Per quanto mi riguarda infatti, l’incidente nucleare di Chernobyl ha più a che vedere con una visione della vita sconfitta dalla storia che con i temi della sicurezza sul nucleare.

La medesima attenzione va posta anche in direzione dello sviluppo della energia nucleare anche in campo civile, in quei paesi come l’Iran che sono governati da dittature religiose, poichè, sia pure nella differenza fra religione ed ideologia (esiste una differenza nella violenta imposizione di un dogma?), il pericolo che si affaccia al mondo è il medesimo nel caso di un incidente nucleare che non resta circoscritto nel solo paese che lo ha provocato.

Ora, se qualcuno in Italia vuol continuare a comprare energia elettrica dalla Francia prodotta da fonte nucleare invece di produrla in proprio, ovvero vuol rinunciare alla componente produttiva industriale nel nostro paese con tutto quel che ne consegue in termini di impoverimento generale, perdita di ricchezza, di benessere e posti di lavoro, si faccia pure avanti a raccogliere la bordata di fischi e lazzi che l’attendono.

Chi invece vuol usare il dono della ragione umana, elabori discussioni sul tema del nucleare meno ideologiche, meno falso-buoniste, meno falso-perbeniste e più realistiche.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X