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Riflessioni a tastiera aperta – 25 aprile 2013

giovedì, 25 aprile 2013

25 aprile 2013
Continuano a celebrare uno stato di diritto che non c’è mai stato invece di celebrare il funerale del Paese Reale, assassinato da chi aveva giurato di difenderlo.

Ma, una disposizione allegata alla costituzione e definita “transitoria”, quando cesserà di avere effetti definitivi?

Non si fa giorno se non apri la mente al futuro.
Non arriva notte se non ti arrendi al buio.
Non è il mondo che cambia, ma sei tu a farlo.

La scuola italiana è il datore di lavoro pubblico-privato più grande di UE con la più bassa qualità in entrata e in uscita di UE+USA.

NO al finanziamento pubblico ai partiti, ai sindacati, ai giornali, alle imprese, agli amici degli amici e agli amici di merende.
E’ CHIARO?

Il confidare di un disperato affresca l’ultima spiaggia del naufrago:
non trova alternative al proprio destino.

Tassare le sigarette elettroniche sposta la convenienza dei fumatori verso sigarette a combustione e crea grave danno alla salute pubblica.

L’uomo che pianta semi, raccoglie frutti di cui godere insieme ad altri uomini.

Finalmente un giovane a Palazzo Chigi. Non accadeva dai tempi di Goria, accontentato perché gravemente malato.

Roma ladrona, Milano padrona.
Stessa monnezza napoletana.

L’inciucio perfetto: unire il PD ed il PDL attraverso la Letta’s Family.

Il PD sosterrà un governo ad indirizzo politico di destra, con un programma di destra ed una rappresentanza di destra: ma che bravi!

Sembra di vedere un fanta-horror di quelli anche malfatti.
Sempre gli stessi nomi, sempre le stesse figure: cittadini rifiutati dalla casta.

Napolitano: “Piena fiducia in Letta, non ci sono alternative”
Gesualdo: Piena sfiducia nella casta, non vi sono alternative al male assoluto.

Arrestato l’uomo del giaguaro che smacchiava i diamanti del senatur

Un titolo de l’Espresso del 1956:
«Capitale corrotta, nazione infetta»
Un titolo de La Repubblica del 2012:
«Politica corrotta, economia infetta»

Deve esserci qualcosa nel gene italiano che non va.
RAZZISTA! FASCISTA!
Deve esserci qualcosa nel modello italiano che non va.
MODELLISTA!

Quando la partitocrazia rinunzia alle indicazioni di indirizzo politico la politica è morta.

Arresti in regione Basilicata:
assessore PD e capogruppo PDL. L’inciucio perfetto.

Non può il passato correggere gli errori del passato, non può il passato incarnare il Futuro

Le larghe intese non esistono, poiché è proprio nella concezione dello stato che si dividono centro-destra e centro-sinistra.

L’isolamento in cui stringono Beppe Grillo e il M5S racconta tutto il terrore che provoca il cambiamento nella casta

Il “profumo” di un nuovo “amato” governo si stende per l’aie

Purché l’investitura di Renzi non significhi l’alleanza con berlusconi, il che ridurrebbe il renzi ad un giovane bersani.

L’invidia, la gelosia, la rabbia e la visione di un potere personale perduto induce idioti a dare del “ladro” agli onesti.
Ma i ladri siete voi

bersani e berlusconi ed i loro alleati rappresentano il problema, non e mai la soluzione

L’unica unità italiana (inciucio concesso solo alla partitocrazia, alla burocrazia e al sindacalismo, non e mai alla libera scelta del popolo sovrano) che vuole la partitocrazia è la continuità con il passato.
Nel bene e nel male.
Piuttosto nel male.

Con un manganello in mano destra e una bottiglia di olio di ricino in mano sinistra:
o l’uno o l’altra.
Per chi rifiuta:
l’uno e l’altra.

Allibito leggo della poca considerazione di napolitano nelle forze partitiche che lo hanno eletto due volte Presidente della Repubblica..
Simili con i simili:
Io non sono loro simile

Tutti insieme quelli che hanno affossato l’Italia dovrebbero salvarla?
Ma cosa abbiamo scritto noi sulla fronte: Joe Condor?

Siamo alla resa dei conti e non si ode il grido del popolo sovrano:
silenziato dalla dalla I repubblica.
E’ stata tutta una farsa.
Ed è finita.

Il tempo passa, la crisi avanza, la casta campa, la capra crepa, il popolo soffre, i mafiosi corrodono, i politici corrompono, io odio tutti.

Dio succede a Dio, Re succede a Re, napoletano succede a napoletano, Dittatore succede a Dittatore, napolitano succede a napolitano e così via

Ma come si fa a comporre un nuovo governo se la legge elettorale fa in modo che ogni governo nasca zoppo?

Le istituzioni sono in mano al terrorismo politico che usa il terrore al posto del mitragliatore

Popolo di anomali greggi di pecore guidato da vecchi rincitrulliti teleguidati

Rispondo così ad un “amico” su FB che afferma che l’opinione del popolo non serve e non vale nulla:
“non finisce qui e non finisce così: forse non vale nulla la tua opinione e forse non vali nulla tu, ma io ho ancora un cuore che batte ed un cervello che ragiona e non mi arrendo”

Dio è morto
Marx è morto
Benito Mussolini è morto
Ed anch’io, non mi sento tanto bene

E basta con questa eterna lagna della scelta del “meno peggio”.
Io non mi accontento: per il futuro globale dei miei figli, solo il meglio.

Le spalle di bersani poggiano sulle spalle di berlusconi e viceversa.
Caduto l’uno, cadrà anche l’altro.
Senzadubbiamente.

Pavidi e trepidi i membri della casta assistono terrorizzati alla fine del magna magna generale e del loro futuro. Inutili, inetti, incapaci, idioti.

Quel che sembra la rottamazione Bersani credo rottamerà Berlusconi: è come con la caduta del Muro di Berlino, laddove cade l’uno e l’altro.

Politica italiana : una fetida latrina a cielo aperto

lunedì, 17 settembre 2012

E siamo alle solite:

i destri chiedono pietà per la loro incapacità, ma chiederanno il voto per fermare i sinistri.

I sinistri, come al solito, sono degli autolesionisti e sono bravissimi ad autoestromettersi dalle responsabilità legate al governo del paese, maleducati come sono a vivere all’ombra delle irresponsabilità di una troppo comoda opposizione storica.

Votare il meno peggio?

In Italia non esiste un meno peggio politico, poiché i politici italiani appaiono piuttosto inetti, corrotti e mafiosi, in egual misura, sia centristi che destri e sinistri, poiché essi son tutti costretti a contendersi il voto ed il consenso controllato dalle mafie, voto certamente determinante per la formazione di un governo democratico di maggioranza.

Quindi, ergo:

no grazie, preferisco vivere.

Non si compete con il nulla.

Non si confonde la cioccolata con la merda per fare un favore al nulla fetido ed appiccicoso di una latrina a cielo aperto.

Rispetto per tutti, paura per nessuno.

Quel rispetto che la merda pretende sempre, ma non offre mai.

Quella paura di cui la merda soffre sempre, ma non riconosce mai.

Buona latrina a tutti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Fra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare

martedì, 26 aprile 2011

Secondo i dati ufficiali resi noti dal ministero della giustizia italiano, le sentenze di condanna per il reato di corruzione sono in continua discesa.

Nel 1996 le condanne erano 1159, mentre nel 2006, sono solo 186.

Non è noto se il dato sia sceso per la diminuzione del fenomeno corruttivo ovvero per motivi afferenti ad altre condizioni.

l’indice di corruzione percepita (CPI, Corruption Perception Index), pubblicato annualmente dalla organizzazione Transparency International, misura il grado di corruzione che caratterizza gli abusi di potere di politici e pubblici ufficiali finalizzati a beneficio personale, non segue l’andamento del dato delle sentenze di condanna per corruzione, assegnando posizioni sempre peggiori nella sua classifica all’Italia.

Il dato ufficiale del ministero dell’Interno relativo alle persone che sono state denunciate e/o arrestate per il reato di corruzione negli anni 2005 e 2006 in Italia, offre uno spunto di considerazione se suddiviso per regioni.

Prima la Campania con ben 316 soggetti, seconda l’Emilia Romagna con 126, terza la Puglia con 95.

Se rapportiamo ora questo dato a quello politico nelle tre regioni che guidano questa classifica della vergogna, otteniamo un risultato omogeneo.

La regione Campania è stata governata per ben dieci anni (dal 2000 al 2010) dalla giunta Bassolino (DS-PD).

La regione Emilia Romagna è stata guidata da Vasco Errani (PD) dal 1999 ad tutt’oggi.

La Regione Puglia vede il governo ininterrotto di Nichi Vendola (PRC-SEL) dal 2005.

L’analisi dei dati comparati, offre uno spunto di considerazione interessante:

nelle regioni in cui si è verificato il più alto numero di arresti e denunce per corruzione, la guida politica è sempre stata nello stesso periodo temporale dell’area di centro sinistra.

Un nesso di casualità che non può essere considerato direttamente proporzionale, ma è un nesso che certamente induce a riflessioni profonde nell’analisi correlativa.

Cosa divide la proposta politica delle aggregazioni politiche di centro sinistra da quelle del centro destra?

Possiamo addentrarci in questa analisi alla ricerca di eventuali differenze che supportino o neghino questo nesso di casualità?

Per assurdo, nella proposta politica del centro sinistra italiano è proprio la lotta alla corruzione ed alle organizzazioni mafiose una delle promesse elettorali che fanno la differenza.

Ma la lotta alla corruzione è un atto politico di fede quotidiana, laddove la interpretazione politica, ne rappresenta un punto nevralgico.

Che sia un politico o un burocrate, il pubblico ufficiale corrotto è il passaggio obbligato di questo reato e non possiamo dimenticare come sia la politica a governare la burocrazia.

Ma come può verificarsi il paradosso per cui, nelle regioni con una guida politica di governo di centro sinistra, si verfichino i maggiori casi di corruzione?

E come può la politica rinunciare ad analizzare un simile paradosso?

E se, paradosso nel paradosso, fosse proprio quella parte politica che nella sua proposta promette maggiore attenzione al fenomeno corruttivo a governare quelle regioni laddove il fenomeno appare maggiormente dilagante?

Il contrasto salta subito all’occhio di un attento osservatore.

Appare come mancante quel filo che traduce una proposta politica come una promessa elettorale alla sua realizzazione effettiva.

Il centro sinistra italiano sbandiera spesso e volentieri accuse generiche ai suoi avversari politici al governo del paese di essere troppo concilianti con il fenomeno corruttivo, dimenticando cosa accade invece all’interno e/o al disotto di quei complessi pubblici che essi stessi governano.

Sotto il profilo della lotta alle organizzazioni mafiose questa linea di condotta è maggiormente evidente.

Sembra che nel centro sinistra non si denunci altro che l’infiltrazione mafiosa nel potere pubblico quando è invece il governo del centro destra ad offrire nei fatti la più grande offensiva mai registrata nella storia della repubblica italiana alle organizzazioni mafiose, con l’arresto di tutti i super latitanti ed il sequestro di immense ricchezze sotratte alle mafie.

In realtà, osserviamo che è proprio “la politica del fare” la caratterizzazione più evidente e marcata che identifica l’operato politico del centro destra e che lo distingue da quello del centro sinistra.

Un materialismo storico che distingue da sempre l’opera delle politiche di destra nel nostro paese.

Un materialismo che si traduce in riforme realizzate, in lotta alle mafie vincente, in contrasto continuo al mondo della illegalità diffusa.

Spesso il centro sinistra compara proprio questa “frenesia del fare e del realizzare” dei governi di centro destra moderni con il governo fascista della destra storica italiana, connotando però questa comparazione in negativo, stigmatizzando quasi l’imperativo dovere della politica di governare, di fare, di cambiare, di riformare.

E, guarda caso, l’unico esempio di lotta alle mafie decisa oltre quello contemporaneo, è prorpio quello del fascismo pre repubblicano.

Il parallelo offre altri spunti di considerazione:

perchè non è la sinistra a fare, realizzare, riformare e governare il paese, contrastare le mafie e garantire maggiore sicurezza al territorio ed al popolo italiano?

Perchè negli annunci propagandistici della sinistra troviamo sempre la lotta alla corruzione e non la vediamo mai realizzata sotto i suoi governi, come il dato comparato iniziale sembra voler indicare?

Tante domande che chiedono risposte, tante domande che non pretendono certamente di affermare che un certo stile di vita politico offre maggiore libertà alla corruzione, ma che altrettando certamente, un nesso di casualità esiste.

Una risposta a queste domande forse c’è, ed è rintracciabile in un antico adagio popolare:

“fra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare”.

Il mare che divide chi combatte la corruzione con le parole e chi lo fa con i fatti.

Il mare che divide chi combatte le mafie con le parole e chi lo fa con i fatti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X