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Ma dove vai, Bagnasco?

mercoledì, 29 agosto 2012

Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale italiana:

”E’ ora di rifondare la politica e riformare lo Stato”

Gustavo Gesualdo, il cittadino X:

bene, allora, caro Bagnasco, inizia con l’opera pia di convincimento verso i farmacisti cattolici, i tassisti cattolici, i medici curanti cattolici, i medici specialisti cattolici, e tutte le categorie professionali, imprenditoriali ed autonome cattoliche che devono fare un passo indietro rispetto al loro benessere corporativo e famigliare, e favorire senz’altro riforme e liberalizzazioni che oggi invece contrastano duramente.

Inoltre, caro Bagnasco, dovresti far qualcosa anche in favore della casta politica, sindacale, burocratica, giornalistica e partitocratica, una classe dirigente di ispirazione cattolica assai malmessa, corrotta e mafiosa, ovvero sottomessa ed omertosa.

Poiché, caro Bagnasco, noi cittadini qualunque di gentaglia “pseudo-cattolica” come il cattolico dei cannuoli alla siciliana Totò Cuffaro non vorremmo vedere altro che l’esecuzione capitale in televisione, in apertura del telegiornale.

Per rifondare la politica serve pulizia morale e materiale, assenza di infiltrazione mafiosa e negazione totale alla corruzione.

Caro Bagnasco, conosci un cattolico che sia dotato di queste indispensabili caratteristiche?

Io no.

Per rifondare lo stato occorre sterminare le celluce cancerogene mafiose infiltrate al suo interno e collocate in posti chiave delle istituzioni e della burocrazia, cellule che abusano delle naturali e costituzionali difese del potere pubblico per occultare se stesse e la loro azione mafiosa.

Caro Bagnasco, conosci un cattolico che sia in grado di imporre la pena di morte per i comportamenti mafiosi, per i comportamenti corruttivi (sia passivi che attivi), per i comportamenti evasori del fisco e dei doveri morali e materiali, per i comportamenti usurai, e soprattutto, per comportamenti di complicità, di sostegno e di omertà al mondo della illegalità?

Io no.

Mancano le risorse umane, le qualità politiche indispensabili, le doti, sia morali che materiali irrinunciabili anche solo per affrontare la questione immorale italiana, compresa la questione che è la madre di tutte le questioni italiane:

la questione meridionale.

Ma dove vai, Bagnasco?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Santa Alleanza

domenica, 29 agosto 2010

Si delinea con sempre maggiore evidenza il filo che lega gli interessi della Conferenza Episcopale Italiana e lo schieramento politico italiano avverso al governo in carica, che va dalle opposizioni ai traditori finiani.

Il rogito notarile è apposto dal Capo dello Stato italiano, sulle cui dichiarazioni converge, ingerendo continuamente negli affari interni dello stato italiano, il gota istituzionale dello Stato del Vaticano.

L’oggetto del contendere è il mancato reintegro nel posto di lavoro di tre operai della Fiat, rei (è in corso il procedimento penale) di aver sabotato le linee produttive dello stabilimento Fiat di Melfi.

Le ingerenze del presidente della CEI di oggi convergono tutte su questo argomento e che riporto nei titoli di due notizie tratte dal sito Ansa.it:
1 Titolo: “Fiat: Bagnasco, seguire le parole di Napolitano”
2 Titolo: “Fiat: Bagnasco, Valida linea di Napolitano”
Sottotitolo: “Presidente CEI, nuova classe politica cristiana nei fatti”.

La nuova santa alleanza fra Stato del Vaticano, vertici istituzionali italiani e l’opposizione al governo italiano, trova nuovi e maggiori motivi di fondamento, sostenendo la causa di un sindacato dei lavoratori, quello della CGIL-Fiom, che risulta sempre più isolato nell’ostruzionismo al piano di ristrutturazione industriale della Fiat, piano che, vale la pena ricordarlo, punta ad evitare la delocalizzazione all’estero degli stabilimenti produttivi italiani.

La strada intrapresa dal sindacato (post?)comunista è condivisa da vertici istituzionali italiani e vaticani.

Peccato tale posizione non sia condivisa da famiglie e aziende italiane, sempre più preoccupate della scarsa competitività offerta dal mondo del lavoro italiano, cui va aggiunto il peso di questa nuova Santa Alleanza, posta a difesa di una attività sindacale che non è condivisa dalla gente, dai lavoratori e dai datori di lavoro.

La gente in Italia vuole posti di lavoro che assicurino il futuro di famiglie e aziende, e non la solita politica antagonista del No a tutti i costi, di una politica incapace di dialogare con i massimi sistemi, di un gota istituzionale che è sempre più lontano dagli interessi della gente, quella che lavora, quella che produce quella ricchezza che quel gota pretende di redistribuire secondo canoni senza discrimine di merito e di capacità di stare insieme per affrontare la crisi economica sempre più incombente.

In questo quadro, la continuità e la stabilità del governo gioca un ruolo fondamentale, messa a dura prova come è, dallo stesso schieramento antagonista che vede in questa novella Santa Alleanza, un punto di riferimento focale.

Forse non è ben chiaro a tutti che è il potere esecutivo a governare il paese, non certamente il Capo dello Stato o il Presidente della Camera dei Deputati, e men che meno, la Conferenza Episcopale Italiana.

Così stabilisce la Costituziona Italiana.

E se taluni lamentano l’eccessivo ricorso alla decretazione da parte del governo, va ricordato che i tempi di intervento delle due camere (ma perchè due, visto che il “palleggiamento” produce solo ingiustificati ritardi di intervento normativo) non sono compatibili con i ritmi del paese reale.

Posto che, il governo goda della maggioranza parlamentare richiesta dalla costituzione.

Posto che, questa nuova ed antica Santa Alleanza catto-comunista, perdute le elezioni politiche, punti a minare questa maggioranza con metodi che la nostra Carta Costituzionale non prevede e non garantisce.

A meno che non si voglia governare il paese fuori dall’esecutivo, attraverso le pieghe della Costituzione, anzichè alla luce della stessa Costituzione, in quelle segreterie politiche e in quei centri di potere che piacciono tanto ai catto-comunisti della prima e della seconda repubblica.

Ma il mondo dell’informazione non è più un monolite completamente controllato dal potere pubblico, avendo Silvio Berlusconi aperto una nuova strada che garantisce più libertà e trasparenza e maggiore controllo dell’informazione sul potere pubblico e politico.

E questa, è certamente la colpa più grave del berlusconismo:

avere assicurato libertà laddove non ve ne era, controllo laddove mancava, luce laddove si voleva l’oscurità.

Fate il vostro gioco, signori e signore, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Testimonianza Cristiana della Chiesa Cattolica

mercoledì, 25 agosto 2010

Di seguito riporto il testo che ho inviato alla Conferenza Episcopale Italiana tramite il loro sito ufficiale.

Chi siete e da dove venite?

Vostre continue ingerenze negli affari interni italiani sono irricevibili e inaccettabili.

Tutto quel che leggo stupito provenire dagli organi ufficiali di un cattolicesimo lontano da cristo migliaia di anni luce mi rattrista profondamente.

La vendetta per il caso Boffo è una testimonianza cristiana?

Il tentativo di sostenere una restaurazione conservativa di un modello politico a democrazia bloccata a tutto scapito della continuità e stabilità governativa assolutamente necessaria ad un paese in cui il disagio socio-economico cresce in misura spaventosa, è un atto vergognoso, con ricadute temibili e terribili proprio nei confronti degli ultimi, dei più deboli.

Le scelte degli esecutivi dei paesi democratici nn sono sindacabili da parte vostra.

Ed il continuo martellare delle vostre ingerenze è semplicemente disgustoso.

Non posso non definirmi cristiano, ma dinanzi alla vostra resa totale nei confronti dei veri nemici delle libere democrazie (il violento tentativo egemonico islamico ne è un esempio eclatante) prendo la decisione di dissociarmi da ogni vostra indicazione, che da pastorale è divenuta inesorabilmente politica, senza alcuno titolo.

Gli scandali che si leggono ogni giorno sulla gestione della Chiesa Cattolica delle anime di coloro i quali ad essa venivano affidati e da essa venivano depredati nel corpo e nella mente, dovrebbero aprire una via crucis del mea culpa, nella Chiesa Cattolica.

Ma l’umiltà non alberga più nei vostri corpi.

Non siete degni figli di San Pietro e della parola di Cristo.

Gustavo Gesualdo

Ancora una volta: Tutti Pazzi per la Lega

mercoledì, 14 luglio 2010

Si stringe il cerchio dei conservatori italiani avversi ad ogni cambiamento e ad ogni riforma in questo paese.

Impazzisce il Presidente della camera dei deputati Gianfranco Fini che affonda quotidianamente i suoi attacchi alla Lega, come nel caso delle quote latte, e continua nella opera di disgregazione della maggioranza di governo, restando nemico ed avversario sempiterno del cambiamento e delle riforme leghiste, a cominciare da quella del federalismo, incredibile fautore di un impossibile terzo polo politico che somiglia ogni giorno di più ad una forzata restaurazione democristiana.

Impazzisce il Presidente della Conferenza Episcole Italiana (CEI) Cardinale Angelo Bagnasco, che evoca il ritorno ad un passato democristiano fatto di un enorme ed abusivo potere temporale della chiesa sulla politica italiana, ed evocando a gran voce l’avvento una nuova leva di politici cattolici che il rappresentante italiano della chiesa cattolica italiana vorrebbe evidentemente indirizzare e “spiritualmente” governare, di quella chiesa cattolica che assiste inerme alla novella espansione islamica tendente alla egemonizzazione religiosa (e conseguentemente politica) dell’intero pianeta, di quella chiesa cattolica che è preda di una crisi interna profonda, travolta dagli scandali in casi di pedofilia e violenza su donne e minori, di quella chiesa che nasconde il cadavere di una donna uccisa barbaramente nel sottotetto di una parrocchia, di quella chiesa che abusa dei minori e dei disagiati che dovrebbe soccorrere, di quella chiesa che vede coinvolto il cardinale Crescienzio Sepe, Arcivescovo di Napoli e già organizzatore del mega evento del Giubileo, in indagini di corruzione riguardanti la facciata del palazzo di propaganda Fide, in Piazza di Spagna a Roma.

Impazzisce Francesco Rutelli, che condivide il sogno di restaurazione democristiana oggi in atto, il due volte sindaco di Roma già condannato per la vicenda delle consulenze affidate a soggetti esterni dal comune di Roma, gestore del mega evento del Giubileo come Sindaco di Roma e Commissario Straordinario del governo Prodi, in collaborazione con il Segretario Generale del Giubileo dell’Anno 2000, il già citato Cardinal Crescienzio Sepe.

Impazzisce Pier Ferdinando Casini, da sempre nemico giurato del vento riformatore leghista, che appare sempre più indeciso se lavorare per un impossibile ritorno dell’UDC nella maggioranza di governo (sogno stroncato sul nascere proprio dalla Lega Nord di Umberto Bossi) o se inseguire anch’egli il mito contemporaneo della restaurazione democristiana e degli usi e costumi politici della prima repubblica.

Impazzisce Clemente Mastella, soggetto indesiderato anche nel golpe (andato in bianco in tutti i sensi) della restaurazione democristiana e costretto a veleggiare isolatamente verso un movimento politico campanilistico di quel sud che egli non ha mai veramente aiutato, ma che ha abilmente sfruttato a fini politici, elettorali e familiari.

Impazzisce il premier Silvio Berlusconi, sempre più stretto d’assedio, che rischia l’ingresso di scenari ancor più pericolosi nel caso non riesca a far varare l’intero testo sul federalismo fiscale entro luglio, così come richiesto dal suo alleato più leale: la Lega.

Impazzisce la cricca della restaurazione degli usi e dei metodi di governo della prima repubblica, ormai sempre più delineata nel produrre spaccature e correnti politiche che hanno il solo fine di impedire il cambiamento di questo paese e di ostacolare le riforme leghiste.

Impazzisce Pier Luigi Bersani, leader del Partito Democratico, che si dice indisponibile al un sostegno ad un governo guidato dal premier Berlusconi, ma lascia aperta la porta al sostegno ad un governo a guida Tremonti, lasciando così intendere che sosterrebbe una maggioranza di governo a guida praticamente leghista.

Impazzisce Antonio Di Pietro, da sempre in “conflitto di competenza” con la Lega sui temi della sicurezza e della giustizia, ma che con il voto favorevole del gruppo IDV nella votazione sul federalismo demaniale, lascia intendere anch’egli che esiste una possibilità di incontro con la politica della Lega nel futuro.

Insomma, la Lega tutti la contrastano e tutti la vogliono.

Ancora una volta, tutti pazzi per la Lega.