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Lettera aperta al governatore pugliese Nichi Vendola

venerdì, 25 marzo 2011

“La Lombardia è la regione più mafiosa di Italia”

E’ triste, anzi, tristissimo, per un ex pugliese quale io sono, leggere attonito le dichiarazioni incredibili del governatore della Puglia Nichi Vendola.

E non mi vergogno ad affermare pubblicamente quanto io ami ancora quella terra magnifica che è la Puglia, come non mi vergogno a denunciare altrettanto pubblicamente che ho abbandonato la mia terra, i miei affetti e tutto quello con cui sono cresciuto insieme, per responsabilità di quei pugliesi che, come Vendola, non sanno far altro che sputare lordume e ciarpame sul prossimo suo, invece di lavorare duramente per il benessere comune.

Dalle dichiarazioni del governatore pugliese, bollato come “un miserabile, probabilmente sotto effetto di qualche sostanza” dal governatore lombardo Formigoni, si evince quale etica, quale sporcizia morale e si legge benissimo tutto il sudiciume rabbioso che il governatore pugliese cova dentro la sua miserevole anima.

Formigoni:
“Vendola è un miserabile e sotto effetto di sostanze, dica piuttosto perché non è in galera: ha commesso gli stessi reati del suo ex assessore Tedesco, che non è in prigione perché il Pd lo ha fatto senatore”.

Ma Vendola, non è miserevole con il prossimo suo, anzi, egli dimostra una cattiveria profonda, incarnata nel suo animo che rifiuta ogni senso di normalità umana in quel termine “diverso” con il quale si propose nella sua prima campagna elettorale alla poltrona di governatore pugliese.

Diverso, recitava quel manifesto 6×3 metri.

Nulla diceva invece quel manifesto, della sua capacità di governo della regione Puglia, della sua competenza amministrativa, della sua capacità di condurre una giunta regionale nei solchi di una Puglia, purtroppo ampiamente usurata dall’assalto mafioso.

Ed infatti, la prima giunta Vendola, si infranse spesso e volentieri in scandali temibili messi a nudo da indagini sia della magistratura ordinaria che da quella antimafia.

L’ultimo atto di questa epopea governativa, lo abbiamo visto in quelle indagini della magistratura che hanno coinvolto parti importanti del governo della sanità in Puglia, a partire dagli assessori Tedesco e Loizzo, passando per direttori ed ex direttori di ASL di riferimento, dal capo di gabinetto di Vendola, di responsabili dell’area del personale, funzionari, e imprenditori.

Troppe indagini, troppe figure di rilievo coinvolte, per non pensare che il governo della cosa pubblica sia influenzato, governato e indirizzato da interessi che, con il bene massimo della tutela della salute dei pugliesi, poco o niente hanno a che fare.

Poiché, che si tratti di interferenze massoniche, come dice lo stesso Vendola nelle intercettazioni telefoniche con il suo assessore alla sanità Tedesco, che si tratti di imprenditori con enormi capacità di influenzare le scelte nelle nomine dei direttori delle ASL pugliesi e negli appalti sanitari, ovvero che si tratti di tentativi ipotizzati di occupazione e radicamento nel potere pubblico da parte della politica, o che si tratti delle solite infiltrazioni mafiose nella gestione degli appalti pubblici, questo poco importa ai pugliesi, i quali si vedono ancora una volta negare il diritto ad una sanità che sia unicamente, univocamente ed universalmente orientata a curare la salute dei pugliesi e non ad essere interpretata come strumento per raggiungere il potere per il potere.

Mi domando:

ma in tutto questo, chi è al servizio di chi?

Chi cura gli interessi dei pugliesi?

Chi o cosa governa i pugliesi?

Perchè il ministro dell’interno Roberto Maroni ha innalzato il livello di allerta sulle mafie pugliesi, portandolo allo stesso livello di guardia delle storiche mafia siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana?

Ma io, io uomo, io non diverso ma uguale agli altri uomini, io lombardo, io varesino, io, voglio essere miserevole nei confronti del governatore Vendola, non volendo credere che egli, possa essere coinvolto in ambiti e circostanze riferibili ad ambienti mafiosi.

Ma io, non posso nemmeno credere che tutto quanto sia accaduto in Puglia durante il governo vendoliano, non possa essere lontano da quella stanza dei bottoni che muove la politica.

Anche la semplice omissione di azione politica e di governo, può avere conseguenze pesanti sulla sorte dei pugliesi.

Come avrebbero altrimenti potuto verificarsi tutti questi crimini ipotizzati dalla magistratura?

E se questo, sembra essere il destino consegnato al governo della cosa pubblica in Puglia, perchè aizzare ingiustamente l’odio e l’astio dei pugliesi verso i lombardi, quando, quella stanza dei bottoni e quelle leve del comando, le impugnava saldamente proprio il governatore Nichi Vendola?

Qualcuno vuol dividere l’Italia?

Qualcuno vuol mettere gli uni contro gli altri armati?

Sì, questo appare evidente.

Ma appare ancora più evidente che questo qualcuno, non è la Lombardia, regione che ha accolto per decenni i fratelli pugliesi in cerca di un futuro migliore, offrendo loro un lavoro che la mafiosità trasversale pugliese negava, una casa che la politica delle caste negava, un posto dignitoso in una società, quella lombarda, dove il rispetto per la persona e per il cittadino è cosa autentica e consolidata, laddove la tutela e la cura della salute dei lombardi, sono garantite ai massimi livelli mondiali e non è certo paragonabile al quel carrozzone malgovernato che appare invece la sanità pugliese.

E se è anche vero che a livello politico, il federalismo leghista sta ricucendo questo paese mai veramente unito, allora, signor Vendola, qual’è quella forza politica che sta cercando di spaccare il paese a metà, mettendo ingiustamente i pugliesi contro i lombardi?

Chi, si sta assumendo responsabilità incredibili comparando gradi di mafiosità incomparabili?

In Lombardia, c’è il benessere, certo, ancora quel che ne rimane, certo.

Sarà per questo che la Lombardia viene presa d’assalto dalle mafie, nel tentativo di infiltrarne l’economia e corroderne la società dall’interno?

Certo, anzi, sicuro.

Ma, goverantore Vendola, visto che Le piace il gioco al massacro, Le domando:

da dove provengono queste mafie che tentano l’assalto alla capitale morale e finanziaria italiana?

Quali cognomi portano?

Dal sud, da “questo sud”, non sono evidentemente fuggite solo le migliori intenzioni.

E “questo sud”, governatore Vendola, non lo amministra certamente ne il governatore lombardo Formigoni, ne il presidente del consiglio regionale lombardo Davide Boni.

Le consiglio, caro governatore Vendola, appena sarà rientrato abbastanza in se da comprendere il danno che hanno prodotto le sue deliranti invettive mistificatorie contro la Lombardia ed il popolo lombardo, di chiedere scusa a questi due signori, che rappresentano il territorio lombardo, il popolo lombardo, la sanità lombarda e non rappresentano certo le mafie di origine meridionale che tentano sempre più di prevalere sui lombardi.

Ma questo, non accadrà mai.

Poiché è proprio lombardo e varesino, quel ministro dell’interno che sta portando il più grande e grave attacco alle organizzazioni mafiose che la storia della nostra democrazia repubblicana abbia mai conosciuto, quel Roberto Maroni che ha innalzato il livello di attenzione sulle mafie pugliesi, e non quelle lombarde, che non esistono e non sono mai esistite in quanto tali, ma infiltrate ed importate dalle regioni meridionali, nelle quali originano e nelle quali certamente ancora influenzano il voto, la politica e la tutela della salute dei meridionali.

Consiglio di fare una doverosa telefonata di scuse anche al ministro varesino Maroni.

E consiglio anche di darsi una bella calmata.

Qui, in Lombardia, nessuno è fesso come nessuno è mafioso.

C’è un’Italia migliore?

Sì, certamente.

Ma certamente, non è la “sua italia”.

Saluti affatto cordiali.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X