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Se vuoi vivere nel sud, devi sopravvivere al sud

venerdì, 20 maggio 2016

Una famiglia foggiana a seguito di un controllo medico e diagnostico per la figlia 17enne viene informata della diagnosi, nefasta e negativa, di un potenziale grave e raro tumore:

il Timoma

Benché non risulti una Miastemia Grave e benché l’età media della comparsa di un Timoma sia 53 anni (il timoma è un tumore che colpisce soprattutto nella fascia di età tra i 40 e i 60 anni) e non 20, i medici consigliano un intervento chirurgico ai genitori.

La struttura ospedaliera che fa questa proposta risulta una delle migliori nel centro sud nelle classifiche della sanità di qualità ed è privata e convenzionata con il sistema sanitario regionale

I genitori sono stupiti, increduli:

il timoma non perdona e la loro figlia ha solo 17 anni

Chiedono quando si dovrebbe effettuare questo intervento e gli viene risposto che potrebbe essere calendarizzato nei prossimi mesi

Mesi, si chiedono ancor più stupiti i genitori

Ma se è una cosa di una certa serietà e gravità, si dovrebbe intervenire il prima possibile, ribattono sconcertati

La risposta è ancor più agghiacciante della potenziale diagnosi:

siamo pieni e per mesi, non abbiamo spazio per inserire l’intervento di vostra figlia, a meno che …

A meno che, ripetono i genitori sempre più disorientati

A meno che non vogliate affrettare le cose:

si potrebbe intervenire in tempi brevi, ma seguendo una procedura diversa, privata, pagando l’intervento in proprio

Come? Cosa? E quanto costerebbe questa procedura diversa, breve, privata?

10.000,00 euro, è la risposta

Non vi è alternativa, chiedono ancora

No, non possiamo offrirvi che queste due strade

I genitori tornano a casa depressi, distrutti, ma con l’animo aperto ad ogni possibilità che possa offrire una cura e un futuro alla propria figlia

Ma i nostri due eroi non avevano fatto i conti con la banca, che (a quanto pare), nega loro una linea di credito di 10.000,00 euro, probabilmente per carenza di garanzie

Questo fatto nuovo non fa cambiare “la canzone” e dall’ospedale rispondono che della banca loro non si interessano e che le due strade sono e restano solo quelle:

o attendere qualche mese nelle liste di attesa per l’intervento o pagare diecimila euro per tagliare i tempi

I genitori prendono una determinazione:

prima di ogni decisione, vogliamo sentire qualche altra campana

E partono per il solito viaggio della speranza che li conduce al nord

Le altre due diverse campane diagnostiche offrono la medesima agghiacciante risposta, sia pur differente da quella foggiana:

la diagnosi non è Timoma, si tratta di un semplice accumulo di grasso e non occorre intervenire chirurgicamente

Racconto questa storia vera che mi è stata riferita e che io ho ricostruito liberamente

Io non commento, volutamente

Non vi dico che un Timoma sia stato confuso con un Lipoma, perché non ho le capacità tecniche e professionali per affermarlo

Mi nego la libertà di sfogare tutta la mia indignazione sull’ennesimo caso border line della sanità del sud, che spinge troppe volte a scelte inutili, a correre rischi inutili, a cercare salvezza e certezza (quando è possibile) nelle strutture sanitarie ed ospedaliere del nord

Fossi io nel padre di quella ragazza, saprei bene cosa fare per ottenere giustizia da una simile “sbadataggine diagnostica”, che sembra però molto, troppo interessata

Il mio augurio è quello di non aver mai bisogno di cure nel sud, ma se dovesse capitare di averne bisogno, prego che scegliate i molti ed esistenti validi supporti sanitari e quelle professionali assistenze mediche e specialistiche che esistono e che curano per davvero

Poiché, se vuoi vivere nel sud, devi sopravvivere al sud

In bocca al lupo a questa ragazza e ai suoi coraggiosi genitori

Gustavo Gesualdo

Approfondimenti
“Il mediastino è la sede di insorgenza di vari tipi di tumori sia di natura benigna che di natura maligna, tra i quali i più frequenti e trattati dal chirurgo toracico sono i tumori del timo e i tumori originati da elementi nervosi (Neurinomi).”
Tratto da IEO Istituto Europeo di Oncologia
Questo è il link al testo riportato

Non è questa l’Italia: questa è Sodoma, questa è Gomorra

mercoledì, 28 novembre 2012

Good morning Italy, in the most sad and dark day of his second republic.
Buenos días Italia, en el día más triste y oscuro de su segunda república.
좋은 아침 이탈리아, 두 번째 공화국의 가장 슬픈과 어두운 걷습니다.
Guten Morgen Italien, in den meisten traurigen und dunklen Tage seines zweiten Republik.
早上好,在意大利最伤心,最黑暗的一天,他的第二个共和国。
Bonjour l’Italie, dans le jour le plus triste et sombre de sa deuxième république.
Доброе утро, Италия, в самый печальный и мрачный день своего второго республики.
God morgon Italien, i den mest sorgliga och mörka dagen i hans andra republik.
おはようイタリア、彼の第二共和国の中で最も悲しい日と暗いインチ
Buongiorno Italia, nel più triste e buio giorno della sua seconda repubblica.

Tutta l’informazione omertosa regolamentata in violazione del dettato costituzionale tace il colpo di stato perpetrato da poteri forti e dalle mafie a Taranto.

Tace il ricatto mafioso della famiglia Riva, della miserabile industria italiana dalla quale, industrie ed industriali seri come nel caso della Fiat, fuggono via inorriditi, aggrediti, perseguitati.

Tace il ricatto di una politica mafiosa e corrotta, il cui unico scopo è prendere tangenti da queste miserabili intraprese industriali o farsi finanziare da esse, svendere la sanità pubblica e la salute pubblica.

Tace il fatto che, molto probabilmente, gli altoforni dell’insediamento industriale dell’ILVA di Taranto hanno bruciato mafiosamente rifiuti tossici, avvelenando volontariamente l’aria, il mare, il cibo e il futuro della città di Taranto.

Ma tutto questo, i politici, i burocrati, i giornalisti, gli amministratoti pubblici, i funzionari regionali ed i sindacalisti pugliesi non ve lo diranno mai.

Ora l’Italia, attende un decreto legge concordato tra un presidente della repubblica veramente troppo vecchio, in tutti i sensi, ed un premier che mai nessun cittadino del popolo sovrano abbia indicato in una scheda elettorale.

Due presidenti mai eletti dal popolo sovrano, due personaggi politici che non hanno mai ricevuto alcuna delega elettorale diretta dalla sovranità popolare, due istituzioni la cui attribuzione di poteri dello stato è gratuita e priva di sovranità consensuale alcuna sono in procinto di abiurare ogni dettato normativo e costituzionale e di abusare del loro potere per violare l’autonomia del potere della magistratura nello scandalo dell’ILVA di Taranto e della morte per inquinamento da diossina della città di Taranto, che oggi, come ieri, porta e portò all’avvento di un regime dittatoriale, abusivo, arrogante, prepotente.

A breve e nel solco della continuità di un paese mai veramente libero, la cui democrazia è stata sempre “concessa in prestito ed a tempo determinato o part time” ai cittadini, che vengono in ogni caso e repubblica trattati da servi e sudditi piuttosto che da liberi cittadini da servire nel modo migliore possibile, a breve, in questo paese scosso da scandali innumerevoli di corruzione morale e materiale, da questioni meridionali irrisolte, da questioni morali mai affrontate, da oppressioni mafiose intollerabili ed inaccettabili, a breve, in questo paese fallito in ogni senso, verrà ancora una volta prevaricata la legge, prevaricata la magistratura, verrà disconosciuto e negato il diritto alla salute pubblica e alla incolumità personale e pubblica, verrà rinnegato il diritto alla vita.

E tutto questo avviene nel silenzio assordante di una casta della informazione completamente o in gran parte asservita o controllata dalla casta politica, politica che proprio in questi giorni, ne ha confermato e sancito per legge la intoccabilità nelle aule parlamentari come nelle aule di un tribunale.

Corporazioni avvinte in un protocollo mafioso, classi dominanti degradate ed incivili, troppo egoiste ed assassine, imprenditori, politici, burocrati e tecnici della Pubblica Amministrazione il cui unico senso dello stato pare sia quello di prendere e concedere tangenti, corrodere lo stato democratico e collaborare, trattare e rendersi complici delle organizzazioni mafiose.

Un paese mafioso questo, completamente, dannatamete, dolorosamente mafioso.

Non merita di sopravvivere questa italia.

Non è questa l’Italia.

Questa è Sodoma.

Questa è Gomorra.

E ci sgoverna, ci deruba del potere per poterlo usare contro di noi, ci uccide, ci asfissia, ci inquina, ci svende alle mafie.

E che Dio ci aiuti.

E che Dio li stramaledica, tutti, senza alcuna eccezione, intoccabilità o impunità che sia legiferata da un parlamento asservito e svenduto ai Poteri Forti ad una politica senza coraggio e lealtà, a delle istituzioni autoreferenziali.

Sudditanza dei cittadini di Taranto :

dovete morire di diossina e restare in assoluto silenzio, perché la malavita imprenditoriale della famiglia riva e le istituzioni dello stato italiano hanno deciso che la vostra vita non vale un fico secco.

Perché la classe dirigente italiana sa solo essere forte con i deboli e debole con i forti.

Che siano maledetti, loro e le loro famiglie, le loro corporazioni, le loro caste e le loro vite inutili e costose.

Nei secoli dei secoli, per sempre.

Amen

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

ILVA: il ricatto mafioso delle imprese italiane

lunedì, 26 novembre 2012

Perseguito perché non pago le tasse?

Sanzionato perché la forza lavoro è in nero?

Indagato perché faccio strage della popolazione con emissioni velenose e cancerogene?

E io ricatto tutto e tutti, minaccio la chiusura dell’industria e mando migliaia di persone e di famiglie in piazza senza un lavoro a morire di fame.

La povertà umana ed imprenditoriale che si esercita pubblicamente in Italia è una squallidissima interpretazione mafiosa, ricattatrice, estorsiva ed usuraia del mondo del lavoro, della cittadinanza e dello stato.

Occorre mettere immediatamente un freno a tutto ciò con punizioni durissime ed esemplari.

La famiglia Riva, proprietaria dello stabilimento ILVA, va perseguita in modo durissimo, completo e definitivo.

Oltre agli altri reati che vengono contestati a questa famiglia di delinquenti impuniti a cielo aperto, va immediatamente contestato il reato di strage.

Articolo 422 Codice penale italiano:
« Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 285, al fine di uccidere, compie atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità è punito, se dal fatto deriva la morte di più persone, con la morte (pena purtroppo sostituita con l’ergastolo). Se è cagionata la morte di una sola persona si applica l’ergastolo. In ogni altro caso si applica la reclusione non inferiore a quindici anni. »

Occorre reintegrare immediatamente la pena di morte per questo ed altri reati (comportamento mafioso, evasione fiscale, corruzione, concussione, abuso d’ufficio, estorsione, usura, strage) e punire la famiglia Riva ed i manager dell’ILVA con la pena capitale perché nessuno e mai più, in questa casta di imprenditori-delinquenti-ricattatori, possa azzardare la lunga serie di mancanze volute e taciute compiute dai responsabili di ILVA a Taranto.

In subordine, occorre punire Emilio e Claudio Riva ed i loro manager con un ergastolo per ogni cittadino morto nelle conseguenze della inosservanza delle regole morali, delle norme etiche e delle leggi che tutelano la salute pubblica e l’incolumità pubblica e personale.

Vanno inoltre puniti con l’ergastolo per ogni morto in conseguenza di tali inosservanze anche i funzionari pubblici, gli ispettori pubblici, gli amministratori pubblici, i burocrati, ed i politici che, pur sapendo della strage, non sono intervenuti in favore della tutela della salute pubblica e della incolumità pubblica e personale dei tarantini.

Inoltre, vanno immediatamente sequestrati tutti i beni, gli impianti ed i fondi riconducibili all’ILVA o alla famiglia Riva o al Riva Group in Italia e all’estero, quale riserva per il risarcimento del danno ingiusto e volontario cagionato alla popolazione tarantina ed italiana.

Successivamente il gruppo riva va nazionalizzato al fine di garantire impresa economica e forza lavoro attualmente impegnata e messo in vendita possibilmente nei confornti di gruppi economico-finanziari tedeschi o cinesi, gli unici in questi tempi di crisi a poter garantire gli stabilimenti e la loro effettiva vitalità, produttività e competitività globale nel rispetto delle normative europee.

In questi momenti lo stato deve mostrare tutta la sua ruvidezza, se non vuole essere costretto a governare un conflitto sociale epocale, devastante e foriero di ben più gravi degradi incivili e violenti, di vere e proprie deflagrazioni degli assetti sociali e degli equilibri nel mondo del lavoro.

Pena di morte o carcere senza sconti a vita, regime di carcere duro.

Il covo di evasori fiscali che prende il nome di Confindustria è avvertito.

Adesso basta, non si scherza con la vita delle persone.

Pagate le tasse o lo stato dovrà negare la gratuità delle prestazioni e dei servizi rivolti ai cittadini agli evasori fiscali.

E lo stato torni ad essere autoritaio e rispettato, altrimenti sarà esattamente ciò che il suo nome indica:

participio passato.

Passato e dimenticato, appunto.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Viva la scienza

mercoledì, 17 febbraio 2010

Creato un super raggio invisibile che uccide le cellule tumorali colpendo il loro DNA.
Questa è la scienza che mi piace.
Queste sono le notizie che vorremmo leggere tutti i giorni.