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La Politica è in movimento: il paese invece no

domenica, 26 giugno 2011

Il tramonto del berlusconismo apre la strada ad un movimentismo politico affatto identico al fenomeno della compravendita di parlamentari cui abbiamo sinora assistito.

La consolidata incompatibilità fra L’Italia dei Valori ed il fronte del centrodestra, era sinora tutta insita nella incompatibilità fra l’ex giudice di Mani Pulite Antonio Di Pietro e l’ex indagato Silvio Berlusconi.

L’annuncio di un futuro ritiro dalla scena politica, ha riaperto un feeling mai sopito fra, certe posizioni del centro destra e l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, movimento politico che ho personalmente e da sempre classificato come non omogeneo alla sinistra italiana.

Antonio Di Pietro non è compatibile con il PD che non vota il ddl anticorruzione, ma non ha ancora forse ben chiaro cosa voglia dire avere a che fare con un PDL governato da un gruppo di politici meridionali che non vuole fermare la corruzione.

Evidentemente Di Pietro punta al centro dei due schieramenti, riaprendo la porta di un terzo polo che è uscito umiliato e mortificato dalle ultime elezioni amministrative, tanto da ridurre (e finalmente!) al silenzio il presidente della Camera dei Deputati, rappresentante di se stesso.

Le voci di corridoio che vedono Berlusconi strizzare un occhio all’intramontabile Casini, pongono però seri dubbi fra la compatibilità dell’UDC di Casini (quella responsabile dello scandalo mafioso dei cannuoli alla siciliana di Totò Cuffaro) e l’IDV della Legalità e della Giustizia.

No, non è un terzo polo quello che avanza, piuttosto, sembra la solita maccheronata all’italiana in salsa partitocratica.

Anche l’indeformabile Lega Nord si mostra (e per la prima volta in assoluto) in un momento di riflessione interna, tutto incentrato anch’esso sul dopo Bossi, visto che si profila all’orizzonte un dopo Berlusconi:

i due attori del famigerato patto di ferro, pare andranno incontro ad un medesimo futuro, cui il patto di sangue sottoscritto, li ha condannati.

SEL e PD, senza l’IDV, hanno pochissime speranze di competere in una tornata elettorale contro la PDL, a meno che, la Lega Nord non decida di non appoggiare in futuro il partito meridionalista berlusconiano, senza Berlusconi.

Il siciliano Alfano, come il siciliano Schifani infatti, pare dialoghino molto bene con la siciliana Finocchiaro (vedere l’artificioso naufragio del DDL anticorruzione al senato), ma non pare abbiano molto da dire ad una Lega Nord che non è compatibile con interessi politici avversi e/o diversi a quelli del nord, mentre il governatore siciliano Lombardo, si dimostra assai meno lombardo di quanto il suo cognome facesse supporre.

Il silenzio che proviene dal colle del Quirinale, rotto solo in favore di un intervento urgente del governo a tutela della città natia di Giorgio Napolitano (super partes sino in fondo), fa riflettere su quali decisioni ha in animo di adottare il capo dello stato nei confronti di questa empasse politica piuttosto imbarazzante.

Probabilmente il governo potrebbe attirare la fiducia del colle con un provvedimento di favore (l’ennesimo mascherato da intervento di urgenza) nei confronti della città di napoli, facendo piovere un po di danaro pubblico da sprecare nella ennesima emergenza rifiuti che è tutta da addebitare alla irresponsabilità politica napoletana, se non fosse per l’aut aut dell’alleato leghista, il quale richiama una sentenza della magistratura che impedisce l’esportazione della monnezza napoletana in altre regioni italiane.

Situazione complessa, la cui risoluzione dirà chi governa l’esecutivo:

la maggioranza di governo o il colle del Quirinale?

E nella querelle nata dalla richiesta leghista del trasferimento (fallito) dei ministeri da roma al nord, chi governa l’esecutivo fra:

la maggioranza di governo ed il Campidoglio?

Una battaglia tutta incentrata fra il centralismo di un potere dispotico e conservatore come quello delle paludi romane avverso a quello innovatore e riformatore del leghismo padano.

Vincerà il migliore o vincerà ancora la partitocrazia che governa trasversalmente i palazzi del potere romano?

Ecco in sintesi, alcuni movimenti politici il cui dispiegamento disegnerà il futuro di questa assai malridotta italia, ormai prossima al tracollo socio-economico cui, una casta politica assai vetusta ed egoista, pare averla condannata.

Capitani coraggiosi cercansi ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Guerra Santa islamica: fra terrore e usurpazione

lunedì, 2 maggio 2011

Bin Laden, il fondatore del MAK e della organizzazione terroristica islamica Al Quaeda, è morto, ucciso da un commando militare americano in territorio pachistano, lì dove si è sempre pensato si nascondesse.

Si chiude così un’era di terrore nella ideologia religiosa reale di un Islam egemone nel pianeta Terra, terrore che culminò nel famigerato eccidio terroristico dell’11 settembre 2001, in un folle piano di annientamento dei luoghi simbolo del potere cristiano ed occidentale nel mondo attraverso il dirottamento ad uso terroristico di quattro voli civili commerciali, per lanciarli contro i seguenti obiettivi:

le due Torri Gemelle, le Twin Towers del World Trade Center di New York, simbolo della economia e del commercio mondiale;

il Pentagono, quartier generale del Ministero della Difesa USA;

il Campidoglio, meglio conosciuto come la Casa Bianca, residenza dei presidenti degli Stati Uniti d’America.

Da quel giorno, il mondo è cambiato parecchio, risvegliato improvvisamente da un nuovo tipo di guerra, cui nessun paese occidentale era in grado di porre contrasto.

Una miriade di attentati terroristici nel mondo seguì quel maledetto giorno, ovunque, questo nuovo quanto antico pericolo, ha terrorizzato e ucciso, nel nome dell’Islam.

La morte dell’ideatore e dell’organizzatore di questa assurda guerra religiosa, pone fine ad un ciclo temporale ben preciso e delineato, all’interno del quale questa nuova guerriglia islamica, ha terrorizzato ovunque:

Russia, Cina, Giappone, India, Europa, Africa, Asia, America del nord, America del Sud, mondo arabo.

Il metodo utilizzato è stato di una violenza e di una barbarie incredibili, clonato da uno stile di vita che è divenuto esso stesso simbolo di terrore e devastazione:

quello Talebano.

Ma la scomparsa di Bin Laden, coincide (casualmente?) anche con il fallimento catastrofico di quasi tutti i sistemi statuali che imponevano la legge coranica:

Libia, Egitto, Siria, Tunisia.

Forti scuotimenti in tutti gli altri paesi islamici:

Arabia Saudita, Iran, Giordania, Yemen.

E’ la fine del sistema islamico, scosso sin nelle sue fondamenta, incapace di ricevere e garantire libertà e democrazia, come dimostrato dalle catastrofi umane afgana, irachena e somala.

Il Libano, in tutta questa storia, è un capitolo a parte, essendo imploso più volte e proprio per mano di quei paesi islamici estremisti che finanziavano il terrorismo integralista, nemico giurato della componente cristiana libanese.

E’ la fine di quel mondo politico italiano e mondiale che guardava con simpatia a quei movimenti politici ed a quelle dittature islamiche che oggi sono sull’orlo di una guerra civile, se già non vi sono ampiamente immersi.

Non era un eroe, Bin Laden, ne un mito politico:

egli era solo un pazzo violento e sanguinario.

Si chiude così un capitolo storico, che avrà sicuramente ancora strascichi e conseguenze nella nostra vita quotidiana, a cominciare proprio da quella fuga in massa di islamici che cercano di immigrare clandestinamente in Europa attraverso le frontiere italiane, attraverso quel paese che, la stessa Unione Europea, osteggia nel suo tentativo naturale e di diritto di difendersi da questa invasione.

Ma anche questo, è un paragrafo di quel capitolo della storia contemporane affatto ambiguo che titola “Guerra Santa, espansione demografica islamica ed egemonizzazione dell’Islam nel mondo”.

Questo è il pericolo più grave che corre l’intero occidente in questo momento.

Si tratta di un’altra Guerra santa, più subdola e insinuante, che prevede l’infiltrazione dei paesi occidentali da parte di enormi quantità di islamici, sotto forma di immigrazione clandestina, stoltamente tollerata ed accettata, che punta esclusivamente a prendere il potere attraverso la regola dei numeri delle democrazie.

Una volta raggiunto il limite democratico che conduce al potere, essi imporrebbero la legge coranica in tutto il globo.

Questa è l’eredità che lascia il folle Bin Laden all’umanità.

Questa è l’aggressione che dobbiamo combattere strenuamente.

Questa, è la nostra “sfida per la sopravvivenza”, combattuta in una guerra di civiltà e di identità territoriali, etniche, religiose, storiche e culturali che non si confrontano, a causa della volontà islamica di non integrarsi, ma di insediarsi in altri territori, scalzando popoli, regole, libertà e conquiste democratiche al costo della volontà del Profeta Maometto, della sua idiosincrasia razzista e violenta nei confronti di chi è diverso da un islamico.

Non vi è pace in questa sfida, non vi è solidarietà ne amore.

E noi occidentali, non dobbiamo commettere l’errore mortale di combattere questa Guerra Santa invitando alla pace, offrendo solidarietà, donando amore.

L’espansione demografica islamica è l’altra faccia del terrorismo islamico, quella buona e pietosa, quella che si insinua al meglio nelle pieghe della nostra cristianità, del nostro modello democratico e liberale, al solo fine di infiltrarlo sino alla saturazione democratica, prendendo quel potere che il terrorismo non è riuscito a prendere, raggiungendo il governo dei paesi occidentali per poter uccidere l’occidente dal di dentro, dall’interno.

L’affermazione della Shari’a attraverso il metodo democratico, questo è il loro vero obiettivo.

Questo è il nostro pericoloso nemico.

Questo è il futuro che dobbiamo assolutamente scongiurare.

la Guerra Santa di Bin Laden è fallita.

La Guerra Santa di Maometto è invece ancor viva e vegeta.

Difendetevi popoli liberi, oppure pregate per le vostre povere anime, poichè esse non vi apparterranno più.

Come pure le vostre case, le vostre vite, le vostre famiglie.

E’ morto Bin Laden, il principe del terrore.

Non è morto il suo progetto terroristico.

Ha solo cambiato pelle, mimetizzandosi e rendendosi invisibile al suo odiato nemico infedele:

il mondo libero e democratico occidentale.

Noi, per dirla in una sola parola.

Difendersi da questo attacco, non è un diritto, ma un sacrosanto dovere cui è vietato mancare.

Amen.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X