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Il condono alla napoletana e l’onestà tradita

domenica, 2 aprile 2017

Ancora una volta, è un blogger che deve farsi carico delle responsabilità di una classe politica fallita e incompetente e di una casta della informazione del tutto asservita alla casta politica e affatto libera.

Di cosa stiamo parlando?

Del condono tombale ed epocale che il presidente della regione campania de luca ha elargito come ennesimo obolo elettorale ad una regione meridionale che di tutto ha bisogno, tranne dell’ennesimo schiaffo alla legge e alla legalità.

Ma ormai, non ci troviamo più di fronte ad un regime democratico e repubblicano (sia pure proprio dal governo del partito democratico si muova l’ennesimo attentato alla legalità e alla democrazia), bensì, siamo di fronte al regno di re giorgio, detto il napolitano e della peggiore classe politica italiana in assoluto, quella meridionale.

Lungi dall’affrontare e risolvere la questione meridionale, la questione morale e affermare il principio della legalità, i politici meridionali occupano i posti chiave nella pubblica amministrazione, con un effetto invasivo nella pubblica amministrazione, che vede meridionali incarnare e esercitare poteri pubblici e funzioni pubbliche in ogni luogo del paese.

Non produce più nessuna reazione infatti, il sentire inequivocabili accenti meridionali in ogni dove in Italia, soprattutto dove c’è un potere pubblico o una funzione pubblica.

Peccato non accada anche il contrario.

Siamo di fronte ad una vera e propria ferita mortale inferta al principio della legalità, un condono che cancella decenni di corruzione e di abusi, decenni di regno delle mafie nelle istituzioni e sopra le istituzioni.

E chi se ne frega se nella sola città di napoli si rilevi che siano ben 7 su 10 gli edifici costruiti in abuso delle leggi e o in sopruso di ogni elementare regola di prudenza e di prevenzione dei rischi.

Tanto, se cadono giù per un terremoto, si chiamerà l’intero paese a rispondere e pagare per tali mancanze.

Il caso in se è vergognoso, incivile, anti-democratico, immorale, contro ogni etica e ogni diligenza e prudenza, sia umana che politica che amministrativa e di governo della cosa pubblica e della applicazione della legge.

Eh, sì, infatti la legge a napoli non si applica e non si applicherà mai.

A napoli c’è un enorme, diffuso, condiviso e totale rifiuto delle regole e non osservanza delle leggi?

E dov’è il problema?

Si fa un bel condono e si risolve tutto.

La cosa che più indigna tra tutte è il silenzio in cui è caduto questo vero e proprio attentato all’unità nazionale del paese:

se una regione può fare quel che le pare, perché nelle altre si dovrebbero osservare quelle leggi che altrove vengono aggirate, quegli abusi che altrove vengono condonati?

Così si istiga a delinquere, a violare la legge nella certezza della impunità, della impunibilità.

Così si esporta un modello di vita che impedisce all’intero paese di sedere degnamente tra i grandi paesi europei, uno stile di vita criminale ed incivile che costringe l’Unione Europea a creare compartimenti stagni (le due velocità servono anche a questo) per evitare la diffusione di questo pericoloso contagio e la Svizzera a chiudere di notte alcune frontiere per difendersi dalla aggressione criminale che proviene proprio da questa Italia qui, indegna e vergognosa.

Vi meravigliate che si commettano efferati delitti senza che nessuno paghi?

Vi meravigliate che questa Italia venga dileggiata e beffata, sbeffeggiata e degradata?

E credete che il condono campano sia estraneo alla convinzione che, chi sbaglia non paga mai, in Italia?

Il silenzio dei politici campani e napoletani sulla vicenda poi, è incredibile.

Tutti, ma proprio tutti, restano in silenzio, nessuno protesta, nemmeno di maio, che al massimo si fa venire un mal di pancia e dribbla i suoi impegni nei confronti dell’Onestà.

Tutti in assoluto silenzio.

Vergognoso

Platone:
“così muore la democrazia, prima che nel sangue nel ridicolo”

Moro:
“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”

Adesso, potete andare a fanculo tutti quanti, lerci porci che distruggono l’Italia e l’affondano sino ad affogarla nella pece.

L’onestà, l’onestà:

appena arrivano vicini al potere, si scopre che fanno schifo esattamente come tutti gli altri, e che l’onestà, è solo e sempre quella degli altri, non e mai la loro, nemmeno quella intellettuale.

Non valete un cazzo, nessuno di voi vale un cazzo.

Soprattutto, nessuno di voi è in grado di cambiare questo paese, supposto che lo voglia veramente, poiché da quel che vedo, volete solo andare a fottere la legge, la legalità, l’onestà e inculare quei cittadini che si comportano onestamente (che non vi votano più, sia pure vi abbiano mai votato per questo).

Gustavo Gesualdo
alias il Cittadino x

Il Sud è antitetico al Nord

mercoledì, 22 gennaio 2014

Gli opposti si attraggono o si respingono?

Gli opposti si attraggono o si respingono?


Nel caso di specie dell’abbandono degli escrementi di animali domestici come i cani, si evidenzia la diametrale ed estrema diversità tra popoli entrambe italiani, ma affatto simili, antitetici l’uno all’altro nella reciproca collocazione geografica e politica, mentale e culturale.

Ecco l’ennesima prova inconfutabile di incompatibilità di comportamenti e stili di vita, di modelli di riferimento e di indirizzo umano, politico, amministrativo e di governo tra il nord e il sud d’Italia.

Nel contrasto alle deiezioni dei cani abbandonate dai loro padroni nelle strade cittadine, il comune campano di Napoli attiva un contrasto che impone il prelievo del sangue dei cani domestici per la estrazione del DNA di ogni cane da confrontare successivamente con il DNA riscontrato dalle cacche ritrovate per strada: punizione in caso di riscontro positivo che va da euro 25,82 a euro 154,94.

Nel contrasto alle deiezioni dei cani abbandonate dai loro padroni nelle strade cittadine, il comune veneto e trevigiano di Conegliano attiva un contrasto che prevede una sanzione di ben 100 euro che si applica non solo nei confronti di chi non raccoglie gli escrementi, ma anche di chi passeggia senza avere con sé sacchetti, palette e contenitori necessari per intervenire in caso di necessità, oltre chi porta a spasso il proprio cane senza guinzaglio o senza museruola (nei casi previsti).

La visione che ne possiamo trarre è estrema, antitetica e ridicola nello stesso momento.

Immaginate il costo che dovrebbe sostenere la comunità per la estrazione ed il confronto del DNA tra sangue prelevato ai cani iscritti nella anagrafe canina (a Napoli questo obbligo di legge è ampiamente disatteso) ed escrementi abbandonati in ambito urbano.

Immaginate come sia possibile costituire una anagrafe del DNA canino in una città dove non si riesce nemmeno a far decollare l’anagrafe canina, prevista dalla legge e disattesa dalle autorità e dalla cittadinanza.

Immaginate l’assurda quantità di danaro e di risorse umane che dovrebbe impegnare questa guerra religiosa alla cacca in chiave napoletana e immaginate anche quanti posti di lavoro inutili si potrebbero artificiosamente creare con questo artifizio incredibile che usa tecnologie di laboratorio avanzatissime e costosissime per contrastare una violazione piuttosto banale nel grado di importanza dei dover essere da imporre in un’area geografica afflitta da problemi ben più gravi ed irrisolti di questo.

Invece in Veneto si punta al sodo:
il padrone del cane è attrezzato per la raccolta dei escrementi?
No, non lo è? Multato attraverso processo verbale con emissione di una sanzione pecuniaria pari a 100 euro.

Ovviamente occorre pensare che questa sanzione funziona in misura diretta e proporzionale alla civiltà, al senso del rispetto e della osservanza della legge e alla educazione della cittadinanza, poiché sarebbe inutile un simile contrasto in un quadro in cui i padroni dei cani circolassero con la paletta per la raccolta degli escrementi dei loro cani al solo fine di evitare la sanzione, lasciando poi comunque abbandonati tali escrementi per le vie e le piazze della città.

Altre considerazioni le potrete fare voi, riflettendo ancora su questa breve analisi comparata nella difficoltà della applicazione di norme comportamentali e sanzioni correlate in base alla localizzazione geografica, regionale e di latitudine in Italia.

Immaginate per un attimo cosa voglia dire emettere un atto esecutivo di indirizzo politico del governo valido per tutto il territorio nazionale, atto che potrebbe avere l’effetto desiderato in alcune zone del paese, il contrario dell’effetto desiderato in altre zone, un altro effetto da quello desiderato in alcune altre e nessun effetto in altre ancora.

E dopo questa dimostrazione analitica, c’è ancora qualcuno avverso al federalismo?

L’unico modo di governare e tenere unito in uno stato democratico un paese così differente al suo interno è quello di consentire governi locali autonomi e differenti, uniti e solidali per rispondere a comportamenti, stili di vita e modelli di riferimento assolutamente distanti, opposti, antitetici e incompatibili tra di loro, comportamenti, prassi, consuetutidini e usi che rispondono ad esigenze e visioni di vita inconciliabili tra loro.

L’altro modo di governare e tenere unito in un paese così differente al suo interno è quello di chiuderlo in una dittatura dura e ferrea, che modifichi ed unifichi i comportamenti dei cittadini fino ad ottenere uno standard minimo comune accettabile di omologazione comunitaria e di condivisione sociale.

I metodi nel secondo caso sono noti:

fucilazioni di massa, manganellate a milioni, immense e straordinarie bevute di olio di ricino.

La scelta sta a voi.

Ma ricordate:
non scegliere equivale a scegliere la seconda opzione;
rimandare la scelta equivale a scegliere la seconda opzione;
fare finta che i problemi non esistano equivale a scegliere la seconda opzione.

E non credo sia il caso.

Gustavo Gesualdo

Non hanno capito nulla laggiù al Nord

lunedì, 23 settembre 2013

Ancora una volta un lombardo alla guida della Lega Nord?

Ma, allora, non hanno capito nulla laggiù al nord, non hanno imparato niente dalle passate esperienze di alleanza politica con il demonio.

Se i veneti accetteranno questa “cauzione”, sarebbe l’ennesimo errore del popolo veneto:
con un segretario federale lombardo i veneti non saranno mai indipendenti, non avranno mai la secessione dall’Italia e nemmeno maggiore autonomia, non saranno mai rispettati dallo stato italiano in misura adeguata al loro straordinario apporto al Paese Reale, non saranno mai ammessi alla leaderhip del paese per cambiarlo, rinnovarlo, riformarlo e liberalizzarlo e saranno condannati per sempre a fare i portatori d’acqua al berlusconi di turno, che sia centro, di destra o di sinistra, alleato a mezzo voto di scambio con le mafie meridionali per ottenere una maggioranza parlamentare sufficiente a governare, e questo a causa del porcellum, la legge elettorale voluta dalla casta e incarnata dal lombardo calderoli, legge che serve a mantenere schiavo il nord del vizio del sud imponendo alleanze forzate ed inderogabili che sottomettano il virtuosismo al vizio, che impongano ai politici candidati alle primarie interne dei partiti o alle elezioni ufficiali di trattare con le mafie lo scambio di voti e consenso contro assegnazione concorsi ed appalti pubblici, oppure finanziamenti illeciti personali o ai partiti, nell’evidente tradimento del giuramento solenne di difesa dello stato, del popolo, del territorio e delle istituzioni democratiche al fine di assicurare quella clientela politica, di consenso e di forza mafiosa capace di piegare lo stato alle mafie, la virtù al vizio, l’intelligenza alla furbizia condivisa.

Così nè la questione meridionale, né la questione settentrionale né tantomeno la questione morale, insomma, nessuna di queste questioni assassine della democrazia e della libertà in Italia saranno mai affrontate e risolte.

Idagliani: da nord a sud schiavi e servetti delle mafie e della illegalità diffusa, della corruzione e dell’usura mafiosa, della evasione fiscale e dell’abuso di potere, del vizio e della furbizia scambiata per intelligenza, .

Prima il Nord?

Sì, ma solo dopo il peggio del Sud.

Ed è questo che uccide il Paese, più di ogni altra cosa, quando basterebbe per salvare tutto e tutti mandare in vacanza l’elettorato siciliano, calabrese e campano per un paio di legislture (minimo dieci anni, visto che le legislature in idaglia possono durare anche solo qualche mese), in modo da rendere possibili le formazioni di maggioranze meno aggredite ed infiltrate dalle organizzazioni mafiose e dal vizio, entrambe provatamente anime del sud del mondo, oltre che di quello italiano ed europeo.

Occorre creare un cordone sanitario intorno alla democrazia per salvarla e realizzarla, ovvero rinunciarvi per sempre, essendo essa in totale ostaggio alle mafie.

Scegliete e schieratevi:

il futuro inizia da oggi.

Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X

L’Italia fallisce nella monnezza napoletana

martedì, 17 luglio 2012

In pochi giorni, l’agenzia di Credit Rating Moody’s declassa di ben due livelli il debito sovrano e fa altrettanto con regioni, enti e finanziarie locali.

Il crack è di quelli senza ritorno, specie per città come quella di napoli, il cui rating è ormai prossimo alla valutazione junk, che significa rifiuto, scarto finanziario, monnezza, appunto.

Così si decreta l’ennesimo downgrade italiano, frutto di uno “stile di vita” e di un modello a-sociale errato e suicida:

quello napoletano.

Certa napoletanità infatti trascina il paese nel vortice del fallimento, guidandolo dalla Presidenza napoletana della repubblica, una presidenza che attacca a testa bassa la Procura della Repubblica di Palermo che inadaga le istituzioni italiane nella resa dei vertici istituzionali nella ormai famigerata “trattativa mafia-stato”, a seguito delle indicazioni provenienti da intercettazioni telefoniche che vedevano coinvolto il napoletano ministro dell’Interno e Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura nicola mancino ed il Colle del Quirinale, retto da un Capo dello Stato napoletano già ministro dell’Interno.

Invece di rendere pubbliche le intercettazioni telefoniche che sono alla base delle indagini della procura palermitana, il Quirinale adotta misure di tutela, di contrasto, di chiusura e di insabbiamento istituzionale che rendono impossibile al cittadino qualunque il verificare se i vertici istituzionali abbiano o meno tradito (Alto Tradimento) lo stato ed il popolo sovrano svendendoli alle Organizzazioni mafiose.

Mentre aleggia sulla Italia contemporanea quel “Mafiosen” di Angela Merkel, adottato con una rinnovata misura del rigore nei confronti dell’Italia all’indomani dell’annuncio del rientro in politica di silvio berlusconi.

Se ne trae una complessiva sensazione di durezza nei confornti di un paese assai corrotto e mafioso come è l’Italia, paese che pretende di non ricevere i controlli di una superiore unità politica europea che possa controllare i bilanci pubblici e limitare l’abuso del potere pubblico.

Ora la corda politica è molto tesa e rischia di spezzarsi nel fallimento dell’intero paese.

Alcuni provvedimenti riporterebbero certamente ed in breve tempo l’Italia fra le grandi potenze mondiali.

I provvedimenti sono questi:

1 – esclusione dall’Italia delle regioni sicilia, calabria e campania;
2 – adozione della Pena di morte per i comportamenti mafiosi, per la corruzione politica e burocratica.

Ma un vertice istituzionale che aggredisca la Procura di Palermo, Oggi come Ieri, ha sin troppo timore di quel che accadrebbe se i comportamenti mafiosi fossero eliminati e duramente puniti:

sarebbe la fine di ogni trattativa, la fine dell’equilibrio disegnato fra stato e mafie, ogni verità salterebbe fuori, ed il potere pubblico, griderebbe vendetta per tutti gli abusi e le prevaricazioni subite.

Intanto mi domando:

ma quali eccelse esperienze, facoltà e capacità avranno sottomesso le cariche istituzionali italiane ad una dittatura napoletana, campana e siciliana in tutti questi anni?

Chi ha tradito e chi ha difeso il popolo?

Ed è stato un basso, un medio ovvero un Alto Tradimento?

E soprattutto:

chi mai pagherà con la propria vita per tutto questo?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Questa è Mafia

sabato, 16 giugno 2012

Breve Lezione di Educazione Civica

Perché voti Tizio?

Perché mi ha dato una casa popolare gratis quando non avevo i requisiti per ottenerla, ed ora, ne darà una a ciascuno dei miei figli che portano al partito di Tizio tanti voti.

Perché voti Caio?

Perché mi ha dato un lavoro pubblico gratis, dove non svolgo alcun impegno e nessuno mi controlla, dove ho un telefono a disposizione e potere pubblico da abusare per ricattare ed estorcere danari e/o favori e prebende sottobanco ai fruitori del servizio che dovrei offrire gratuitamente.
E se sono troppo vile per ricattare ed estorcere, posso sempre partecipare al ricatto e alla estorsione dei colleghi, in cambio del mio silenzio.

Perché voti Sempronio?

Perché mi assegna appalti, consulenze ed incarichi pubblici abusando del potere pubblico che esercita, ed io corrispondo con i voti miei, dei miei amici, dei miei famigliari, e dei miei dipendenti e dei loro famigliari.
Poi, lo aiuto anche in campagna elettorale con qualche finanziamento in nero, tanto per non far capire che siamo in Società.

Tizio, Caio e Sempronio ed i loro associati a delinquere che ricevono posti di lavoro pubblici ovvero appalti pubblici, incarichi e consulenze pubblici, sono dei mafiosi.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Nuova Unione Europea senza Centro e Sud Italia

venerdì, 15 giugno 2012

L’autorevole organo di informazione finanziaria, economica e politica, il Financial Times, lancia l’idea condivisa da molti autorevoli leader politici, economici e finanziari europei di una Nuova Unione Europea che sia sganciata dal malgoverno e dalla inciviltà che rendono incompatibili taluni stili e modelli di vita soprattutto sud europei e mediterranei.

Il nuovo modello europeo, definito “modello ideale”, prevede l’integrazione delle sole Francia, Germania, Benelux e Nord Italia, così come riportato nel disegno.

La Nuova integrazioe Europea include solo Francia, Germania ed i Paesi del Benelux

Nessuna integrazione prevista per Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Centro-Sud Italia.

A ben osservare, sono proprio gli stili di vita ed i modelli socio-politico-economici del sud Europa e del Mediterraneo ad essere estromessi da questa Europa ideale, e sono proprio quelle regioni europee cadute sotto la scure della crisi a soccombere a causa del malgoverno, della corruzione e dei livelli di vita incompatibili con le proprie economie mantenuti in essere da un indebitamento insostenibile.

In più, si osserva che tutti i paesi estromessi da questa futuribile Unione Europea, sono paesi marcatamente cattolici.

Evidentemente vi deve essere un nesso ed una relazione fra il malgoverno, la corruzione, l’inefficacia, l’inefficienza politica e burocratica e l’ispirazione cattolica in quei paesi che sono miseramente falliti.

Deve esserci una certa incompatibilità fra il verbo della Chiesa ed il verbo della civiltà umana avanzata, come se l’avanzamento civile dell’uomo chiedesse un nuovo adeguamento alla condizione umana moderna alla Chiesa Cattolica, quasi un Nuovissimo Testamento che i figli di San Pietro rifiutano evidentemente a causa della verticale perdita di potere temporale richiesta da un tale passo di adeguamento ed aggiornamento religioso alla vita civile e democratica.

Per quanto riguarda le cose italiane, il nuovo modello ideale di una Europa Unita esclude il Centro ed il Sud Italia, integrando solo la ricca e maggiormente civilizzata regione padana.

Si percepisce in questa scelta la volontà di alienare dalla Unione Europea l’inciviltà conclamata di regioni dedite alla adorazione egoistica del dio danaro, nella quali mafia, usura, corruzione, evasione fiscale ed abusi, frodi organizzate e truffe in associazione del potere pubblico la fanno da padrone, pretendendo di godere di un benessere ed una ricchezza che non si è mai prodotta in quelle stesse regioni, ma in altre ad esse asservite con la violenza di una integrazione coercitiva ed oppressiva.

E tutto questo fermento disintegrativo del presente modello europeo sembra prendere forma dal giorno in cui, la più grande organizzazione criminale europea, l’organizzazione mafiosa ‘ndrangheta italiana, ardì commettere una strage denominata Strage di Duisburg o Strage di Ferragosto, evento criminale avvenuto in Germania e messo in atto da esponenti della ‘Ndrangheta, davanti ad un ristorante italiano.

Da allora, non si contano più i continui richiami della “Europa che conta” a riordinare e riformare non solo i conti ed i bilanci statali, ma anche la penosa politica italiana, incapace di assicurare uno stato democratico efficiente e moderno al popolo italiano, ed in particolare, al popolo meridionale italiano.

La strage mafiosa italiana commessa nel cuore dell’Europa ha avuto una risposta netta e decisa:

non si accettano provocazioni mafiose, non si accettano mafie in Europa, non si accettano mafiosi e corrotti nella Unione Europea.

Se le intuizioni su riportate avessero un che di verità, la situazione presente e futura delle popolazioni del centro-sud Italia muterebbe diametralmente:

un fallimento totale, civile, sociale, statale, politico, economico e finanziario che trascinerebbe le popolazioni meridionali in condizioni di povertà dure e pesanti, premessa di azioni violente a tutela dalla aggressività mafiosa presente in quelle regioni.

Insomma, una guerra civile.

Domanda:

è questo il futuro desiderato dalla popolazioni centro-meridionali italiane?

A giudicare dal comportamento e dall’indirizzo politico-burocratico sinora tenuto dalle classi dirigenti centro-meridionali, sembra non vi sia alternativa al fallimento e ad una probabile esclusione dalla futura ed ideale Unione Europea.

A giudicare dal comportamento delle popolazioni centro-meridionali, sembra non vi sia alcuna spinta popolare sufficiente ad ottenere un cambio di direzione delle classi dirigenti.

Insomma, sembra che con il metodo democratico, non si possa ottenere un cambio di direzione utile e necessario alla salvezza e alla continuità di una Italia unita, veramente unita, veramente solidale, veramente forte.

Forse solo un periodo pluriennale di quarantena in cui vigesse la pena di morte per reati quali il comportamento e l’associazione mafiosa e la dilagante ed imperante corruzione politica e burocratica, unito alla liberalizzazione del mondo del lavoro ed una riforma completa e realizzata del sistema democratico adattato alle peculiari esigenze derivanti dalla caratteristica infiltrazione mafiosa degli apparati del potere pubblico statale, forse solo una serie di misure energetiche che liberino il centro-sud Italia dalla mafiosità e dalla illegalità imperante potranno in un certo periodo riequilibrare storture decennali di democrazia bloccata e ricattata.

D’altronde, non si conosce autovettura rièarabile durante il suo ciclo di trasporto:

per curare un malato grave, occorre trasferirlo in ospedale e sottrarlo ai consueti impegni, così come, per riparare il motore di un’auto, occore fermare quell’auto in una officina.

Come potrebbe essere riparata in essere una democrazia così aggravata, bloccata, ingiusta e disgraziata?

In effetti, queste misure o misure similari, le avrebbero dovute già richiedere a gran voce i procuratori della repubblica, i questori, i prefetti, i sindaci, i presidenti di province e regioni del centro-sud Italia, a tutela degli interessi di famiglie ed aziende.

Ma ciò, non è mai avvenuto.

Forse si riscontra un peso eccessivo della caste mafiose politica e burocratica nella selezione dei concorsi pubblici, come pure degli appalti pubblici.

Tale selezione, ha introdotto nella Pubblica Amministrazione solo omertosi e inattivi, nella certezza che costoro nulla avrebbero mai cambiato e nulla avrebbero modificato nella conduzione forzatamente rallentata ed inefficiente dei servizi al cittadino, alle aziende e alle famiglie:

una vera e propria estorsione mafiosa nella quale, chi si dovesse ribellare, verrebbe contrastato con il potere pubblico.

Geniale l’infiltrazione mafiosa, non c’è che dire:

l’isolamento, estromissione ed il mobbing istituzionale come atto criminoso di intimidazione e repressione dei cittadini partecipativi ed attivi, in favore dei più “controllabili” pigri ed indolenti, che anche dinanzi ad un atto grave e criminoso commesso in loro presenza, non mostrerebbero alcuna reazione.

Così, nella Pubblica Amministrazione italiana si sono commessi e si commettono ancora, delitti e crimini in quantità, coperti sicuramente dalla omertà, dalla complicità o dalla semplice sottomissione di sudditanza, del ricatto e del silenzio dei deboli e dei pigri.

Tutto nel silenzio omertoso delle istituzioni collaborazioniste delle mafie e di una informazione vile completamente sottomessa ed asservita anch’essa alle caste mafiose imperanti.

Il quadro è chiaro, come è ancor più chiaro perché, oltre al nord Italia, il centro sud Italia non lo vorrebbe nemmeno la Nuova Unione Europea.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ho risolto la crisi e la questione meridionale in un sol colpo

martedì, 1 maggio 2012

La Spagna fallisce miseramente, così come è già avvenuto per la Grecia.

Ora, tocca all’Italia.

Ma, se solo si avesse la volontà ed il coraggio di affrontare scelte anche impopolari ma definitivamente risolutive dei mali italiani, si potrebbe in un sol colpo:

1. evitare il fallimento dell’intero paese, dovuto ad una crisi che non tollera stili di vita impagabili ed insostenibili;

2. evitare le conseguenze più dure e pericolose della crisi globale per la maggioranza degli italiani;

3. eliminare le ben determinate fonti di spesa e di spreco che maggiormente fanno impennare il debito pubblico italiano.

Qual’è la ricetta salva-Italia?

L’Italia uscirebbe immediatamente dalla crisi semplicemente allontanando dallo stato unitario la sicilia, la calabria e la campania, che da sole, compongono la gran parte della fonte di spesa e di spreco del debito pubblico sovrano italiano.

Questa è l’unica ricetta salva-Italia che garantisce un risultato certo.

Tutto il resto, sono cure palliative ed inefficaci, che hanno il solo scopo di allontanare l’attenzione del popolo dei cittadini, delle famiglie e delle aziende italiane, dai veri problemi del paese.

Così, ho risolto la crisi e la questione meridionale in un sol colpo.

E non si accettano proteste da moralizzatori dell’ultima ora:

questa ricetta salva 18 regioni italiane su 21, questa ricetta salva l’Italia.

Tre regioni molto indisciplinate, il cui stile di vita è insostenibile da parte del resto del paese, tre regioni abbandonate al loro destino suicida al costo della salvezza per l’intero paese.

Un prezzo accettabile.

Quello del fallimento dell’intero paese invece, sarebbe un prezzo inaccettabile ed impagabile, che porterebbe molto probabilmente a moti popolari rivoluzionari, guerre civili e risoluzioni di forza di questioni, come quella meridionale, che sono responsabili di troppi guai nazionali.

sicilia, calabria e campania fuori dall’Italia:

sarebbe meglio per tutti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Questione Meridionale, la Crisi Europea e il Modello Elvetico Europeo

mercoledì, 28 marzo 2012

Nella Svizzera di questi giorni, si dibatte politicamente e pubblicamente di una annessione della Lombardia alla Confederazione Elvetica.

Il che, unito alle medesime ipotesi che riguardano due regioni del sud della Germania (Baviera e Baden-Württemberg), propone una interessante quanto affascinante ipotesi di una Nuova Europa che nasce e si estende basandosi sull’ormai consolidato modello elvetico di coabitazione italo-austro-franco-tedesca.

Quel che mi fa rabbia però, è vedere il sud migliore (per me, sicilia, calabria e campania le può anche inghiottire il mare, non ho alcun interesse al loro destino) che si compiace in idiozie di specie simil-culturali ed in finezze convegnistiche senza senso e senza nesso alcuno, allorquando si ergono sfide storiche di questa grandezza da analizzare e da affrontare.

La questione meridionale esiste e resiste:

non è stata nemmeno analizzata e valorizzata sul nuovo modello europeo che sta nascendo in Svizzera.

Dormite, ironizzate, compiacetevi pure:

vedrete che bel futuro vi attende.

Sarà il futuro che voi vi sarete costruiti.

Niente altro che quello.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ennesimo scandalo napoletano

mercoledì, 21 marzo 2012

Sedici giudici tributaristi delle Commissioni tributarie napoletane accusati di essere al servizio della camorra napoletana.

Otto tra funzionari e impiegati della commissione tributaria provinciale e di quella regionale.

Un componente dell’ Autorità garante per il contribuente della Campania.

Un noto docente universitario di Diritto tributario della Università pubblica Federico II di napoli.

Un corollario di avvocati e commercialisti.

Un “mercimonio delle sentenze”, così ha definito questo sporco intreccio affaristico-mafioso il giudice delle indagini preliminari.

Resto ancora allibito (ma non certamente sorpreso) nell’assistere ai profondi sconvolgimenti sociali ed economici che investono gli apparati della Pubblica Amministrazione italiana, scandali che vengono svelati dalla pregevole azione della Direzione distrettuale antimafia e dalla Magistratura Ordinaria.

Il senso di marcia è sicuramente quello giusto.

Ma, a proposito di giustizia e di morale, mi domando:

1. cosa ha prodotto un simile squallore?

2. chi ha consentito che questo accadesse?

3. quale radice porta la responsabilità umana, civile, morale e professionale di tutto questo?

4. raccolte le mele marce dall’albero, quali frutti porterà quest’albero nel futuro?

5. perché dovrei sentirmi coeso e concittadino con tutto questo schifo quotidiano?

6. qual tipo di politica malata ha chiuso gli occhi o favorito o concorso o, addirittura, dato vita ad un tale schifo?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il potere mafioso usurpa la Sovranità del Popolo nella democrazia indiretta

mercoledì, 21 marzo 2012

Democrazia Diretta, come in Svizzera e non questa pagliacciata della delega parlamentare:

il popolo è sovrano solo ed esclusivamente se esercita direttamente la propria sovranità.

Altrimenti è tutta un pagliacciata.

Nel caso italiano, si può introdurre il sistema della Democrazia Diretta solo previa eliminazione delle regioni sicilia, calabria e campania dall’italia:

altrimenti con la democrazia diretta la mafia governerebbe direttamente, facendo anche a meno della corruzione dei politici mafiosi.

Basta con le menzogne e le prevaricazioni:

basta con le furbizie e le frodi, le corruzioni e le mafie, basta con il teatrino della politica italiana che non decide mai nulla per non scontentare nessuno, soprattutto i mafiosi;

basta con uno stato ed una casta politica vile, che invece di eliminare mafia e mafiosi, cerca accordi e patti di non belligeranza con essi in vergognose trattative stato-mafia, trattative che hanno tradito quei servitori dello stato più esposti nella lotta alla mafia, servendoli su di un piatto d’oro alla vendetta del potere mafioso.

Democrazia Diretta previa estirpazione ed eliminazione totale e definitiva della cultura mafiosa, delle sue radici, delle sue origini e delle sue propaggini:

Pena di Morte per i mafiosi ed Ergastolo a Vita (fino all’ultimo giorno di vita, senza sconti, nemmeno per motivi umanitari o di salute) in regime di carcere duro agli amici di merende dei mafiosi e per i collaboratori e sostenitori delle organizzazioni mafiose.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X