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Sovrappopolamento, flussi migratori e cambiamenti climatici

domenica, 24 marzo 2019

TEMA

1) Effetto Serra

L’effetto serra è un effetto facilmente riproducibile nella vita quotidiana.

Basterà osservare cosa accade ad una autovettura lasciata sotto il sole in estate con sportelli e finestrini chiusi.

Tutti voi avrete provato la curiosa sensazione nell’abitacolo dell’auto una temperatura maggiore, addirittura del 50% in più rispetto alla temperatura esterna.

Esempio:
con una temperatura esterna di 40° centigradi, all’interno dell’auto si possono registrare temperature anche di 60°, con cruscotto e parti in plastica che scottano.

Cosa è accaduto?

Ecco, è l’effetto serra, che prende il nome dalla coltivazione in serra utilizzata in agricoltura.

In pratica, i raggi solari penetrati nell’auto, non sono riusciti ad uscire dall’auto.

Intrappolati al suo interno, producono un aumento della temperatura.

Nella atmosfera terrestre accade da sempre la medesima cosa:

un effetto serra benefico che, in assenza di atmosfera e di gas serra, riprodurrebbe sul pianeta una temperatura di -19°.

I gas serra infatti, al contrario di quel che si pensi, hanno in passato favorito lo sviluppo della vita sul pianeta terra creando temperature idonee alla vita e alla sua sopravvivenza.

Oggi però, la presenza eccessiva di gas come anidride carbonica, metano, protossido di azoto, esafluoruro di zolfo ed i cosiddetti clorofluorocarburi, idrofluorocarburi e perfluorocarburi trattiene quella parte di raggi solari che sarebbe altrimenti riflessa come radiazione infrarossa dalla Terra, producendo così, un aumento delle temperature e un sensibile cambiamento del clima.

Di seguito, nel ciclo ambientale e climatico che si è venuto a creare, si produce una maggiore evaporazione dell’acqua degli oceani.

Questa evaporazione libera in atmosfera immense quantità di metano e anidride carbonica (le maggiori riserve terrestri di questi gas si trovano negli oceani), incrementando ulteriormente l’aumento dell’effetto serra e delle temperature medie.

2) Assottigliamento dello strato di ozono

Fenomeno che produce veri e propri buchi nello strato di ozono che protegge la terra, consentendo così ai pericolosi e letali raggi solari di penetrare non schermati in atmosfera, incidendo a loro volta nelle modificazioni di temperatura e clima terrestre.

L’ozono è un particolare gas che si trova negli strati superiori dell’atmosfera terrestre.

Tutti noi ne conosciamo e riconosciamo l’odore allorquando lo identifichiamo con il cosiddetto “odore della pioggia”, quell’odore diffuso che precede la precipitazione temporalesca ed è causato dalle correnti d’aria discensionali che trascinano l’ozono dagli strati superiori sino al nostro naso.

Lo avvertiamo nell’aria e sappiamo che sta per piovere.

TESI

1) Fenomeni Esogeni

Attività solare a cicli di maggiore e minore attività irradiante la terra.

Questo ciclo ha una durata di undici anni ed è il principale fenomeno esogeno del cambiamento climatico e nelle variazioni delle temperature terrestri.

2) Fenomeni Endogeni

Le relazioni tra atmosfera e campo magnetico sono allo studio per verificare se, al modificarsi del campo magnetico e al movimento del nucleo di metallo fuso che lo origina, possa correlarsi un fattore di modificazione ambientale e climatica e viceversa.

L’Antropizzazione è quell’insieme di trasformazioni dell’ambiente naturale terrestre causato dagli esseri umani.

Queste trasformazioni modificano in maniera importante gli elementi naturali che garantiscono la sopravvivenza della vita sul nostro pianeta.

In pochissimo tempo, l’antropizzazione ha modificato radicalmente il territorio, il suolo, la fauna, la flora, l’aria e gli oceani.

La crescita demografica ha conosciuto in soli cento anni il raddoppio della popolazione umana, passando da 3,5mld a 7mld di esseri umani.

Questo andamento è in costante e non governato aumento.

L’aumento indiscriminato della popolazione umana è conosciuto come crisi demografica.

I flussi migratori rappresentano un fattore di moltiplicazione della popolazione umana, come pure le religioni che impongono la poligamia, laddove i nuclei famigliari moltiplicati riproducono la moltiplicazione della natalità.

Inoltre, è da rappresentare che esistono paesi come l’Italia che hanno visto superato il limite della sostenibilità ambientale, superamento che rompe il rapporto di sostenibilità tra un dato territorio in un dato momento e la popolazione ivi residente.

L’aumento della popolazione umana, favorito dai fenomeni che abbiamo elencato, incide come primo fattore endogeno nei cambiamenti climatici e delle temperature, mettendo a rischio la qualità della vita e in forse la sua stessa sopravvivenza.

ARGOMENTI A FAVORE DELLA TESI

Tutti i grafici che correlano l’aumento delle temperature e l’aumento delle emissioni di gas serra sono perfettamente sovrapponibili ai grafici che indicano l’aumento della popolazione umana.

Questo andamento fa comprendere e comprova che il rapporto tra l’aumento della popolazione umana e l’aumento delle temperature ha il carattere scientifico della relazione tra causa ed effetto.

Allo stato attuale è controverso e non provato ogni altro nesso di causalità, tranne quello naturale dei cicli di ere glaciali e di ere surriscaldate vissute dal pianeta ben prima dello sviluppo della popolazione umana.

Affatto casuale invece è la contemporanea relazione tra aumento della popolazione umana e aumento delle temperature, rapporto che si è imposto in un solo secolo e non in un ciclo migliaia di anni che è quello definibile per datare una Era.

ANTITESI

Non esiste una alternativa, seppure retorica, alla Tesi sopra descritta.

Le nostre conoscenze scientifiche non fanno sorgere altre e diverse tesi contrapposte, salvo un bailamme piuttosto infervorato e colorito che prescinde dalle conoscenze scientifiche e si infila nei pertugi stretti della politica e della contrapposizione ideologica.

Troppo spesso infatti, le tesi scientifiche in tema di cambiamento climatico, origine e soluzione, si perdono nei mille rivoli della ideologia e della politica di parte.

A meno di nuove scoperte scientifiche che modifichino le nostre conoscenze, non vi è nulla d’altro ed oltre la stretta relazione tra crescita demografica eccessiva ed eccessiva crescita delle temperature medie a significare l’aumento repentino delle temperature, anche se da qualche voce si contesta anche il fenomeno stesso di questo aumento.

In realtà, qualcuno contesta il fattore di crescita in termini percentuali delle temperature medie e non il fatto che le temperature stiano aumentando continuamente.

Resta opponibile, unico e solo, il fenomeno solare delle macchie e la emissione di radiazioni solari maggiori o minori rispetto alla media.

Ma anche questo fenomeno pare non inserirsi ragionevolmente e temporalmente nel contesto della convulsa e scriteriata crescita della popolazione umana, unico visibile e tangibile motivo alla base degli attuali cambiamenti climatici.

ARGOMENTI A FAVORE DELL’ANTITESI

Non esistendo una alternativa valida e percorribile, non si registrano argomenti a favore dell’antitesi.

Si ribadisce che, pur volendo indicare una parte delle cause negative che modificano il clima ad elementi e fenomeni esogeni, non esiste conoscenza scientifica in grado di opporsi a tali fenomeni, almeno allo stato attuale.

Possiamo solo modificare parte delle cause endogene, che sono comunque correlate ad un elemento inalienabile e immodificabile nella pratica e nella realtà come la popolazione umana e la sua continua crescita.

CONFUTAZIONE DEGLI ARGOMENTI A FAVORE DELLA ANTITESI

Abbiamo già appurato che non esistono argomenti a favore dell’antitesi poiché non esiste una alternativa valida e concreta agli elementi e ai fenomeni che sono alla base dei cambiamenti climatici.

Di conseguenza non si vedono confutazioni ad argomenti validi, reali e concreti a favore di una alternativa che non c’è.

CONCLUSIONE

A conclusione, possiamo solo ribadire quanto su detto.

In più, possiamo aggiungere che l’innalzamento delle temperature che maggiormente preoccupa non è quello atmosferico, quanto quello delle acque dei mari.

Abbiamo già detto che i maggiori giacimenti di metano e anidride carbonica giacciono custoditi nelle profondità degli oceani.

Se tali giacimenti si sprigionassero attraverso l’evaporazione delle acque in atmosfera, incontreremmo un incontrovertibile avvelenamento dell’atmosfera, contrario alla sopravvivenza di forme di vita sulla Terra.

Da questa ansia, nascono quelle grida di allarme e i terrorizzanti discorsi da fine del mondo che prevedono in 50/100 anni la compromissione definitiva dell’equilibrio di quei processi e di quegli elementi che consentono la vita.

In realtà, nessuno ha risposte e conclusioni assolute, in un senso o nell’altro.

Però, una indicazione, sia pure di massima, la vogliamo e la dobbiamo dare.

Se all’origine dell’innalzamento delle temperature vi è l’innalzamento continuo ed eccessivo della popolazione umana, come possiamo noi esseri umani interrompere questo corto circuito piuttosto maligno?

La soluzione più facile è tra l’altro difficilmente percorribile:

se diminuendo la popolazione umana mondiale possiamo ripristinare una condizione di equilibrio tra fenomeni ed elementi favorevoli e non sfavorevoli alla sopravvivenza della vita, chi e in che modo potrebbe e/o vorrebbe diminuire la popolazione umana per ripristinare condizioni che erano presenti cento o duecento anni fa?

Gli stili di vita influiscono, ma non è certo pensabile l’imporre una modificazione ed una mortificazione omogenea ed assoluta degli stili di vita da imporre a tutti i paesi ed a tutti gli esseri umani.

Non esiste un governo terrestre unico, univoco ed universale che possa far questo.

Anzi, l’ONU, che si autoproclama ente mondiale di governo, ha fallito tutte le politiche di contenimento della crescita demografica mondiale sinora finanziate e varate:

come potrebbe l’Organizzazione delle Nazioni Unite diminuire quella popolazione umana che non ha saputo impedire d’aumentare?

Inoltre, modificare in senso restrittivo quanto significativo gli stili di vita dei singoli e delle collettività potrebbe corrispondere ad un arretramento delle condizioni socio-economiche, della ricchezza, del benessere e dei diritti umani nel mondo.

Quale governo, quale politica sarebbe in grado di imporre tutto questo con successo?

Forse ed in ultimo, converrebbe concentrarsi sul fatto che la vita sul nostro pianeta non è per sempre.

Negli scenari che abbiamo dinanzi a noi, sappiamo con certezza che la Terra avrà una fine.

Potrebbe essere legata alla fine del nostro sole, al previsto scontro tra la nostra galassia e la galassia di Andromeda, oppure dal più temporalmente vicino abbattimento di una meteora sul nostro pianeta.

E chi lo sa?

Per certo sappiamo che una alternativa c’è e non è qui.

Per dare continuità al genere umano dobbiamo essere in grado di colonizzare lo spazio ed altri pianeti.

Il nostro futuro lontano è invisibile.

Il nostro futuro vicino è incerto.

Dopotutto, queste incertezze fanno parte della vita.

Ed è solo trovando le giuste risposte alle domande che ci consegna il futuro che dimostreremo di essere un genere di esseri viventi intelligenti.

A giudicare da come abbiamo sovrappopolato il nostro pianeta però, questa intelligenza non ne esce molto bene.

Dobbiamo fare di più.

E lo faremo.

Nei momenti di crisi l’umanità ritrova una insperata fratellanza, una unicità di intenti.

Questa crisi demografica e ambientale presenta questi aspetti di crisi.

Sopravvivere si può e si deve.

Ma non è detto che sia qui.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X