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Questo matrimonio non s’ha da fare né domani né mai ….

domenica, 14 novembre 2010

L’instabilità politico-istituzionale che mira volontariamente a minare la continuità e la stabilità del governo in Italia continua a manifestarsi con fenomeni di cannibalismo incivile, di bandistismo e di pirateria politica.

Il grado di inciviltà giuridica, di immaturità umana e di irresponsabilità politica che scuote il sistema democratico, qui e adesso, ha raggiunto livelli di scabrosità e di squallore indicibile, ingiustificabile, inaccettabile, irricevibile.

Il livello di guardia democratico è stato grandemente superato e la situazione politica verificatasi dopo il tradimento finiano ha reso instabile il sistema democratico creando un precedente di prassi procedurale nella “contrattazione politica” molto pericoloso e reazionario, oscurantista e parruccone, termini sinonimi fra di loro e contrari ai termini riformista e progressista.

La contrattazione politica nelle alleanze di governo che si presentano agli elettori con un programma di governo da attuare e realizzare viene grandemente pregiudicata da questa prassi reazionaria che pretende di cambiare regole, schieramenti ed alleanze durante il mandato elettorale che ha validato una maggioranza di governo a governare.

Da oggi in poi, grazie a questo precedente pericoloso, chiunque ed in qualunque momento è autorizzato a “scomporre” la maggioranza di governo in virtù di interessi di parte che nulla hanno a che fare con l’interesse generale, l’interesse pubblico e l’interesse del popolo sovrano nelle nucleazioni fondamentali di famiglie ed aziende.

Questo “mischiare le carte”, questo confondere gli obiettivi comuni, questo disordinare ogni regola a partire da quella base della convivenza civile, a sua volta connotata dalla lealtà alla parola data, dalla correttezza dei conseguenti comportamenti politici e dal concetto ormai infranto (definitivamente?) di responsabilità politica ed istituzionale (quotidianamente violata e violentata, piegata ed abusata a miserabili interessi di parte politica e alle ormai smisurate ambizioni personali del reazionario di turno), questo ingarbugliare mirato a sovvertire la già espressa volontà popolare che indicava chiaramente uno schieramento politico composto di alleanze fra parti politiche che si impegnavano a governare per tutto il mandato, guidando l’esecutivo al fine della realizzazione di quella programmazione elettorale sottoposta all’elettorato e premiata dal responso dell’urna, questa ormai consolidata prassi del tradimento politico ed istituzionale a fini non compresi in quella progammazione, questo brigantaggio politico si rende responsabile della instaurazione di una prassi secondo la quale, nulla è sicuro, nulla è programmato, nulla è certo.

Nella trasposizione di quella incertezza del diritto e della pena che impera da sempre nel nostro paese, questa novella incertezza politico-istituzionale, istituzionalizza appunto il tradimento come metodo di contrattazione politica che tende a superare il mandato elettorale ed il patto sottoscritto.

Inizia un’era in cui l’incertezza assurge a valore (che squallore inumano: l’incertezza che sale al grado di “valore”!) e diviene asse trasversale a tutte le regole che accreditano il patto fondante di ogni società:
l’interesse comune, certamente riconosciuto, certamente realizzabile, certamente inquadrabile in un ambito di norme e regole scritte e non scritte e fondanti una comunità umana condivisa e condivisibile.

Ogni nuova alleanza elettorale d’ora in poi dovrà fare i conti con questo nuovo assioma, questo nuovo principio della incertezza nel futuro e della relativa mancanza di speranza, ormai divenuto prassi consolidata e consuetudine superante i limiti della valorizzazione legislativa (secundum, preter o contra legem), divenendo essa stessa regola sopra le regole, norma sopra le norme e, addirittura, “valore di riferimento”.

Ogni nuova coalizione di governo, ogni nuovo premier, ogni nuovo esecutivo chiamato a governare non potrà garantire continuità e stabilità nel governo del paese proprio a causa di questa incertezza, di questo nuovo valore di riferimento.

Cosa che, a dire il vero, avveniva anche nel passato, soprattutto nelle coalizioni di governo del centro-sinistra, laddove il premier era “incerto” e cambiava spesso e volentieri durante il mandato (governo Prodi-D’alema-Amato) e il programma era “incerto”, poichè continuamente attaccato dall’interno della stessa maggioranza (si fa rifermimento a quelle storiche manifestazioni di gruppi parlamentari della coalizione di governo che scendevano in piazza per manifestare contro l’azione del governo, del “loro” governo).

Il fatto nuovo è che questo “virus della irresponsabilità ed immaturità politica” ha aggredito violentemente anche l’altra polarizzazione politica, quella del centro-destra, l’unica sinora capace di garantire polarizzazioni politiche finalizzate alla formazione di governi stabili e continui.

Il fatto nuovo è che questo virus ha ormai contagiato gran parte del sistema politico, fatta eccezione per l’unico movimento politico che tutte le parti politiche ricercano per le sue “uniche” qualità di lealtà e correttezza rispetto alla parola data e di cui nessuno però, vintende pagare il conseguente prezzo politico di supporto alle progettualità ed idealità che lo identificano:
esso è la lega Nord per l’Indipendenza della Padania.

E’ la donna più bella, più attraente, più leale e corretta che esista, ma è anche la donna che nessuno vuol sposare.

Ed è proprio il matrimonio l’elemento base del nostro sistema in profonda ed aperta crisi.

Ed è proprio il matrimonio fra un uomo e d una donna, il matrimonio fra due partiti politici, il matrimonio fra due aziende cointeressate, il matrimonio fra gruppi sociali che condividono stili di vita comuni, è proprio questo concetto fondamentale di matrimonio ad essere messo in crisi.

E’ lo stare insieme, è l’incapacità di unirsi seriamente e lealmente in matrimonio che corrode profondamente la nostra comunità nei tempi moderni, è il rispetto dei reciproci interessi, delle reciproche esigenze, dei reciproci stili di vita che viene messo in gioco, in virtù di una incredibile prassi consuetudinaria nella quale ad avere ragione, erano sempre i furbi e non i leali, erano sempre i disonesti e non gli onesti, erano sempre i parassiti e non gli utili al sistema.

Ci si è dimenticata la regola d’oro che pretende che i panni sporchi vadano lavati in casa e non esposti pubblicamente quasi fossero trofei sportivi.

Ci si è dimenticata quell’analisi dell’esperienza comune che fece un tal Giuseppe Capograssi, magnifico uomo, filosofo e giurista che definì la difficoltà dell’unirsi e dello stare insieme più di chiunque altro.

E’ un invito alla lettura, questo:

Analisi dell’Esperienza Comune
Giuseppe Capograssi

Per coloro i quali ancora credono che, una parola data, va rispettata, che una mano stretta, va onorata.

Nel bene come nel male.

Possibilmente, al di là del bene e del male …..

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Questione Meridionale

martedì, 22 giugno 2010

Forse, in questo malnato paese, non parliamo la stessa lingua.

Il nord del paese è stufo di pagare il conto per il sud.

Ed è stufo perchè ha visto generazioni di politici che prendevano voti nel sud, come nel caso di gianfranco fini, non far nulla per risolvere la secolare Questione Meridionale.

Il tradimento del sud è da imputare esclusivamente a quei politici che con i voti del sud hanno fatto di tutto, tranne che aiutare il sud.

Chi preleva il suo consenso quasi esclusivamente nel sud del paese, DEVE assumersi le proprie responsabilità e non attaccare vigliaccamente quelle forze politiche che, della coerenza con la difesa e la tutela del territorio da cui ricevono il consenso, hanno fatto una bandiera politica originalissima, come il caso della Lega Nord.

Se oggi fini dichiara che punta al nord, significa solo una cosa:
l’ennesimo tradimento, l’ennesima fuga finiana davanti alle proprie responsabilità umane e politiche.

E’ il tradimento della bandiera di quel sud dal quale egli riceve il suo consenso e dal quale vuole rifuggire senza governarlo.

Ma gianfranco fini ci ha ormai abituato a queste fughe.

La fuga dal Movimento Sociale Destra-Nazionale.

La Fuga dalla destra con i suoi ridicoli tentativi di “andare al centro”.

La fuga dal centro per agguantare il consenso liberal.

La fuga da Alleanza Nazionale per confluire nella PDL.

La fuga dal PDL per affermare che, la destra sono io …..

La fuga dalla guida del partito per la terza carica dello stato.

Il tradimento della autorevolezza della terza carica dello stato per fare politica come il leader di un partito che non c’è più.

Fughe e tradimenti:
questa è la storia politica di gianfranco fini.

Oggi, ecco l’ennesimo tradimento:
andiamo a nord!

Per fare cosa?

Quello che non ha mai fatto nel sud?

Il nodo centrale è e resta uno solo:

questa politica delle fughe e dei tradimenti è inaccettabile.

Questa politica è la politica delle parole, non quella dei fatti.

Fini si è convertito al federalismo e vuol sostenere la questione settentrionale difendendo e tutelando i contrapposti interessi del nord verso quel sud che gli regala il conenso elettorale?

Vuol tradire anche il sud?

Tutta questa polemica è pretestuosa, come al solito.

Il vero obiettivo del conservatore Gianfranco Fini è quello di bloccare il cambiamento del paese, è quello di fermare la stagione delle riforme avviata dalla Lega Nord.

Questo è il vero e solo obiettivo del presidente della camera dei deputati, che nomina alternativamente le parole: Padania, Lega e Nord ogni 5 minuti.

La Lega è divenuta la sua ossessione, perchè la Lega è quel movimento politico che egli non è mai riuscito a fondare, perchè è quella armata politica che egli può solo sognare, perchè è quella squadra politica che egli non potrà mai conquistare, e perchè, la Lega rappresenta il metro dell’insuccesso personale di fini, la cui base sta migrando in Lega da anni.

Ecco perchè Fini fa questa politica.

Non certo per difendere e tutelare le aziende, le famiglie, gli imprenditori ed i lavoratori.

Chiaro come un bicchiere di acqua che sgorga dalle Alpi …..

P.S.
Bisogna che qualcuno ricordi a chi non comprende la politica del terzo millennio, che il radicamento nel territorio non si fa a parole, ma con lustri di durissimo lavoro sul territorio.
Ora vada a dirlo ai suoi colonnelli che debbono passare le i sabato e le domeniche, come tutti i giorni festivi dei prossimi lustri in un gazebo, fra la gente.
Con il sole, con la pioggia, con la neve, con la crisi, con la preoccupazione dei padri di famiglia senza un lavoro.
Sempre e comunque.
A cominciare da capo …..

Salviamo la Nutella

giovedì, 17 giugno 2010

Siamo al ridicolo:
l’unione europea dichiara guerra alla Nutella, prodotto dell’azienda italiana Ferrero, azienda che ha appena ricevuto l’ennesimo riconoscimento mondiale per la qualità dei suoi prodotti.

Personalmente, se dovessi scegliere fra la Nutella e gli altri prodotti della Ferrero oppure questa unione europea, sceglierei sicuramente la Nutella.

Questa unione europea possono tenersela pure, visto che non cura affatto gli interessi delle famiglie e delle aziende italiane.

Sarà anche colpa della casta politica italiana, assolutamente silenziosa su questo argomento, ma se gli interessi italiani non li difendono i parlamentari italiani in ue, chi altri li dovrebbe difendere?

Son sicuro che la Ferrero e la Nutella riceveranno il sostegno dell’unico movimento politico autentico che esiste in questa Italia, l’unico movimento politico che difende gli interessi delle famiglie e delle aziende italiane:

la Lega Nord di Umberto Bossi.

E se la casta politica italiana non vuol più difendere il made in italy, ebbene la Lega difenderà sicuramente il made in Padania.

E poi, non venitemi a dire che difendere un tricolore significa difendere un paese, quando chi difende quel tricolore, non difende le aziende e le famiglie italiane.

Ciarlatani e parrucconi senza ne arte ne parte:
la difesa di un paese è tutelarne la sostanza, e non idolatrarne i simboli.

Ho fondato un gruppo su Fecbook intitolato “Salviamo la Nutella”:

http://www.facebook.com/group.php?gid=130956840261317&ref=mf

Se ci credete, iscrivetevi.

Post pubblicato in parte da Radio 24 la radio de “Il Sole 24 Ore”
al seguente link a partire dal minuto 2 e 35 secondi
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Lettere a Radio24

Federalismo demaniale: il primo passo verso il futuro

martedì, 25 maggio 2010

Il demanio idrico-marittimo (fiumi, laghi, spiaggie, coste, etc) passa dalla competenza statale a quella degli enti locali, in primis i comuni.

Con esso anche una gran quantità di immobili e di terreni cambiano di mano.

La vendita di tali immobili e terreni, consentirà di abbattere i debiti che le amministrazioni locali hanno contratto e che non riescono a sanare, se non con un aumento della tassazione.

Ecco il primo passo di quel federalismo tanto atteso e contrastato.

I detrattori del federalismo fiscale hanno riempito le pagine dei giornali di autentiche menzogne figlie dell’ignoranza o dell’interesse di parte in tutti questi anni, condannando il federalismo fiscale e subissandolo di ingiuste e non veritiere dichiarazioni altisonanti, fra le quali, spicca quella che con il federalismo ci sarebbe stato un aumento della pressione fiscale.

Ed ecco dimostrato invece il contrario, ecco dimostrato che il federalismo demaniale contribuirà a responsabilizzare le amministrazioni locali, consentendo loro di abbattere il muro dell’indebitamento grazie alla cessione di quegli immobili e di quei terreni che proverranno da questo trasferimento di competenze.

Gli enti locali troveranno un enorme giovamento in questo e non un aggravio delle situazioni debitorie come hanno sbandierato taluni ignavi o interessati, ma anzi, otterranno l’abbattimento o addirittura la completa sanatoria di quei debiti che, altrimenti, si sarebbero scaricati sui cittadini con l’aumento della pressione fiscale locale.

In particolare le regioni meridionali, otterranno un grande beneficio dal federalismo demaniale, incontrando nuove fonti di gettito rinvenenti dalla locazione delle spiagge, visto che la gran parte di dette regioni sono dotate di lunghissime riviere, spiagge dalle quali precedentemente si ricevevano solo gli oneri della manutenzione e della pulizia, ma dalle quali ora, grazie al federalismo demaniale, si riceverà nuova ricchezza da investire nella migliore gestione delle stesse, come pure si introiteranno canoni e tassazioni.

Se poi si volesse seguire l’esempio intelligente e fantasioso del governatore del Veneto Luca Zaia, anche i laghi ed i fiumi, sapientemente attrezzati e sfruttati turisticamente, porteranno il loro contributo in termini di aumento della ricchezza relativa ed aumento degli introiti fiscali diretti agli enti locali.

E allora:

vi piace o no vi piace, questo federalismo fiscale?

Post pubblicato da Radio 24, la radio de “Il Sole 24 Ore”
a partire dal minuto 4 e 45 secondi
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Lettere a Radio24

La casta politica VS la Lega, le riforme, le famiglie e le aziende

lunedì, 26 aprile 2010

Siamo lì dove sapevo che saremmo arrivati.
Dopo le giravolte depistanti dell’ala finiana della pdl ecco arrivare il niet a discutre di riforme da parte del pd di bersani.
Questa casta politica italiana non vuole varare le riforme leghiste di cui necessitano aziende e famiglie italiane.
La casta politica si chiude a riccio in difesa dei suoi privilegi e delle sue poltrone del potere negando al paese ogni cambiamento.
La casta della conservazione del potere e dei privilegi contro la Lega e tutto il resto del paese.
Questo è il quadro politico italiano.
Miserevole, mascalzone, mistificatore, depistante e cinico.
Se le aziende e le famiglie italiane volessero un vero cambiamento del paese, se volessero diminuire il numero dei parlamentari, se volessero impedire ai politici corrotti di candidarsi, se volessero dare una svolta storica ed epocale a questo stato di fatto sordo e cieco al grido di dolore che proviene dal paese, dovrebbero votare in massa la Lega.
Non c’è altra via d’uscita da questo deprecabile quanto radicato conservatorismo all’italiana.
Volete vivere senza mafie, senza corruzione, senza l’illegalità diffusa e tutelata che uccide il vostro quotidiano?
Votate Lega:
sempre, comunque e dovunque.
Altrimenti, smettete di lamentarvi e arrendetevi alla mafiosità imperante.
Scegliete il vostro futuro.

Riforme: la Lega in pole position

venerdì, 9 aprile 2010

Ecco la bozza sottoposta da Calderoli a Napolitano e che ha avuto il placet della presidenza della repubblica.
Presidenza delle repubblica della durata di 5 anni rinnovabili per una sola volta.
Semi-presidenzialismo alla francese con correttivi per adeguarla al contesto italiano.
Riduzione del numero dei parlamentari da 1.000 a 600 (400 alla camera e 200 al senato).
La cabina di regia delle riforme resta in mano leghista, e per fortuna.
Il confronto con l’opposizione è e resta di competenza dei leader Berlusconi e Bossi.
Gianfranco Fini ed il suo manipolo di sgherri sono serviti.
L’opposizione può tesserarli, poichè nel centro destra non li vuole più nessuno.
E non c’è nulla di polemico in tutto questo, è solo una constatazione della realtà.

Lega chiama sud: candidiamo un leghista a Napoli

giovedì, 8 aprile 2010

In questi giorni il ministro per gli Affari Interni On. Roberto Maroni ha lanciato quella che agli occhi di molti è sembrata la solita provocazione leghista:
“e non è detto che non facciamo un pensierino anche su Napoli, almeno cominceremo a far funzionare qualcosa”.
Subito Alessandra Mussolini ha intuito la forza di questa scelta ed ha dichiarato:
Sarò io il sindaco della Lega Nord a Napoli, sono pronta a tutto, mi iscrivo subito alla Lega se mi candidano sindaco di Napoli.
E subito si scatena il putiferio, poichè in molti han capito che quando un leghista dice qualcosa, c’è solo da credergli.
E’ infatti mia opinione personale che le popolazioni del sud non hanno altra speranza per uscire dalla bruttissima condizione cui sono quotidianamente costretti che l’avvento della Lega Nord, l’unico movimento politico in grado di assicurare la risoluzione definitiva della questione meridionale.
Vi domanderete:
ma perchè un movimento politico che fa della sua bandiera una questione che è quella settentrionale, debba occuparsi di risolvere anche l’annosa e secolare “questione meridionale”?
Semplice:
perchè la questione settentrionale posta dalla Lega non è altro che l’altra faccia della questione meridionale.
Risolvendo quella meridionale, si risolve anche quella settentrionale e si fa un’Italia veramente unita, un’Italia leghista, un’Italia nella quale gli italiani potranno ritrovare dignità ed orgoglio nel dichiararsi tali.
Anzi, non ritrovare, ma trovare per la prima volta.
Poichè è ancora valido il motto:
fatta l’Italia, dobbiamo fare gli italiani (probabilmente di un anonimo, attribuito anche a Camillo Benso Conte di Cavour).
Italiani del meridione, guardatevi intorno e ditevi:
come possiamo uscire dalla monnezza, dalle mafie, dalla corruzione e dalla illegalità diffusa?
Chi può garantire alle popolazioni meridionali una vita sicura, un lavoro dignitoso, la libertà di vivere senza essere assogettati alle mafie?
La risposta è una sola:
La Lega può.
E adesso, sembra anche volerlo …..

Ecco dov’era il ddl anti-corruzione

lunedì, 22 marzo 2010

Fermo all’odg del cdm (ordine del giorno del consiglio dei ministri).
Ed era fermo a causa della solita furbizia di certa casta politica che pretendeva di impedire l’accesso alle candidature ai politici condannati per corruzione esclusivamente alle poltrone del potere locale.
Grazie ad un emendamento del ministro leghista Roberto Calderoli, tale divieto di candidatura per i corrotti è stato esteso anche a camera e senato.
Mafie, Corruzione dilagante, illegalità diffusa?
Per fortuna che la Lega c’è!

E diamoci un taglio a questa melina!

sabato, 6 marzo 2010

Ancora pessime notizie dal mondo della giustizia.

Nelle procure delle regioni meridionali fortemente condizionate dalle mafie, mancano sostituti in tal numero da paralizzare l’attività d’indagine delle procure definite come “sedi disagiate”, a tutto profitto delle associazioni a delinquere di stampo mafioso.

Il CSM accusa il ministro Alfano di essere egli il responsbile di queste sedi vacanti di magistrati, ma il ministro della giustizia rimpalla al CSM tale responsabilità, ricordando il nuovo potere conferito al CSM in tema di coperture delle sedi vacanti attraverso i trasferimenti d’ufficio previsti dalla nuova disciplina da egli stesso recentemente varata.

Ed ecco il solito rimpallo senza soluzione che distrugge l’immagine dello stato e favorisce l’anti-stato.

Va ricordato che il vice-presidente (Mancino) ed il presidente del CSM (Napolitano) sono di origine napoletana e che il ministro della Giustizia (Alfano) è di origine siciliana.

Riflessione:

ma come mai quando a capo di un dicastero ministeriale vi è un ministro leghista, le cose si fanno bene e subito (vedi il terribile contrasto alle mafie condotto dal ministro Maroni), e quando invece il governo della cosa pubblica ed il potere dello stato viene affidato ad un napoletano o ad un siciliano, le cose non si risolvono mai, perdendosi in rimpalli di responsabilità allucinanti?

Possibile sia sempre e solo una casualità?

O forse c’entra in qualche modo la selezione fatta dalla Lega che premia il merito, la buona volontà, la fedeltà alle isitituzioni verso cui si è fatto solenne giuramento e coerente rispetto del popolo italiano, che in fin dei conti, è il titolare della sovranità di cui si rivestono le massime cariche istituzionali?

Ma perchè allora non facciamo un governo dello stato serio, una volta per tutte, e rendiamo serietà e rispetto alle massime cariche istituzionali?

Alle massime cariche dello stato, mettiamoci degli uomini leghisti, visto che hanno sempre dimostrato di saper fare e di saper fare bene.

E tutti quegli altri che non meritano tanto onore, che hanno scalato le vette istituzionali senza alcun merito, ebbene, tutti quesi parassiti del sistema, tutti queti fedelissmi della casta partitocratica, perchè non vanno a cercarsi un lavoro invece di infestare il potere statale rallentandone il governo della cosa pubblica e la conseguente difesa e tutela dei cittadini e del popolo sovrano?

Basta con questa parodia della politica!

Basta con il parassitismo!

Se i leghisti hanno dimostrato di saper governare i comuni, le provincve, le regioni ed il paese, gettiamo a mare tutto il resto e diamoci un governo degno di questo nome!

Mettiamo le persone giuste al posto giusto!

Ricordiamocene quando andremo a votare.