Articoli marcati con tag ‘Bund’

Cronaca di un fallimento annunciato dell’Europa del sud

sabato, 21 luglio 2012

La Spagna sprofonda in una crisi grave, denunciando pubblicamente di non avere disponibili le risorse per i servizi pubblici.

Duri scontri fra manifestanti e polizia e grandi dimostrazioni di protesta contro il piano di Austerity del governo spagnolo, nonostante i 100 miliardi di euro già stanziati dall’Eurogruppo a sostegno della Spagna, di cui ben 30 disponibili a breve termine.

Spagna fallita, come la Grecia e in Italia, come il comune di Palermo ed il comune di Napoli e la regione Sicilia , prossima al commissariamento da parte del governo italiano a causa di un crack del bilancio dichiarato di 6 miliardi di euro, ma che in realtà, potrebbero essere 30 come 100, visto che nei bilanci pubblici italiani sembra esservi più di un qualche errore di “distrazione” nella compilazione.

La regione Sicilia conta un numero ingiustificato di dipendenti pubblici di ben 6 volte superiore a quello della regione Lombardia, non vedendo invece riconosciuti nella stessa grandezza gli elementi economici, sociali, politici ed industriali, sia in senso quantitativo che qualitativo.

L’Italia, trascinata dagli ultimi downgrade delle società di rating, cede su tutto il fronte, raggiungendo la soglia dei 504 punti di differenziale fra BTP e Bund Tedeschi mentre la borsa di Milano crolla del 4 per cento a fronte del 6 per cento perso dalla borsa di Madrid che mostra un differenziale a 612 punti fra Bonos spagnoli e Bund tedeschi.

Giù in picchiata le banche italiane, istituti sempre foraggiati dalle istituzioni italiane ed europee e mai veramente consolidati e ristrutturati verso una utilità economica, finanziaria e sociale in favore delle famiglie e delle aziende italiane, che continuano a vedersi negare mutui, finanziamenti e prestiti.

Tutte le borse europee ed occidentali tendono al ribasso, tutte, tranne la Borsa di Francoforte che recupera quasi un punto percentuale, dimostrando che, avere una economia sana ed una politica responsabile, porta frutti importanti e soprattutto, normali.

Il coro che si leva da Italia e Spagna è il solito lamento anti europeo che scarica ogni responsabilità dei fallimenti nazionali sulla finanza europea pubblica e sui soliti e subdoli attacchi di fantasiose confraternite globali.

Occorre ricordare che, lo scudo anti-spread ed ogni altro automatismo utile a contenere i “rimbalzi” dello spread fra BTP e Bund, era stato legato ad una maggiore unione politica europea da parte della Germania, disponibile alla solidarietà nei confronti dei paesi del sud europa, ma a condizione che tale solidarietà sia controllabile e vigilata dagli stessi stati finanziatori:

il rischio di continuare a finanziare stili di vita insostenibili ed ingiustificati se non veri e propri modelli politici viziosi o corrotti, se non propriamente mafiosi, è infatti un rischio assai alto.

L’evidenza principale infatti, vede fallire tutti i paesi del sud Europa a causa delle gravi irresponsabilità politiche nazionali, della carenza di giustizia, della illegalità dilagante, della evasione fiscale e della carenza di buongoverno della cosa pubblica.

Il caso italiano è poi aggravato da una criminalità organizzata sconosciuta negli altri paesi europei che infiltra, ricatta ed affilia grandi numeri di amministratori e burocrati pubblici, notoriamente assai corrotti e condizionando pesantemente l’assegnazione degli appalti pubblici, dei finanziamenti èubblici e dei concorsi pubblici.

Il nodo politico-burocratico-amministrativo resta il più alto limite ad una apertura di linea di fiducia verso le istituzioni italiane, che appaiono troppo coinvolte in affari e trattative fra stato e mafia, fra legalità e illegalità.

Le voci più volte diffuse a proposito di una Unione Europea a due o più velocità, fanno intendere come le nazioni europee più forti, non si sentano in grado di assolvere sine die alle mancanze ed ai vizi dei paesi dell’europa del sud, tanto da far pensare che esse vedrebbero con favore ad un distacco di regioni mafiose come sicilia, calabria e campania dalla unione italiana, fatto che, tra l’altro, dimezzerebbe in un sol colpo la spesa pubblica italiana, ridurrebbe il relativo debito in brevissimo tempo e abbasserebbe il potere del mondo della illegalità sulle istituzioni italiane.

Anche le condizioni del mondo del lavoro italiano, la prevaricazione violenta dell’usura mafiosa che attanaglia le imprese italiane, il cuneo fiscale che rende i lavoratori dipendenti italiani i meno pagati d’Europa perché tartassati da tasse e imposte, l’assenza di mercati interni liberi dalla gogna politica e burocratica, molto spesso mezzo di imposizioni corruttive, l’elevata evasione fiscale, le truffe alla pubblica amministrazione come alle società di servizi e di merci private, anche tutte queste condizioni negative impediscono sviluppo e crescita.

Assicurare al popolo italiano condizioni di welfare sufficienti alla sopravvivenza in un tale caos politico-istituzional-mafioso, corruttivo ed evasivo, è certamente compito impossibile da assolvere.

Come pure assicurare libera competizione umana, sociale, politica, sindacale, economica e finanziaria è cosa impossibile in uno stato che consenta la maligna esistenza di organizzazioni mafiose che sono il primo agente politico-economico italiano, la prima società per fatturato in Italia e che rappresenti la più grande organizzazione criminale europea, e cioè, la sola ‘ndrangheta calabrese.

Figurarsi se tale sfilza di egregi primati fosse sommata anche ai “primati” della mafia siciliana e della camorra napoletana.

Sintesi

Se proprio non si riesce a creare sviluppo economico attraverso una drastica diminuzione della spesa pubblica e del debito pubblico con l’espulsione o la punizione di quelle regioni (sicilia, calabria e campania) che spendono troppo, amano l’illegalità ed hanno bilanci alquanto improbabili, allora l’unica vera alternativa resta l’eliminazione della forza delle organizzazioni mafiose imponendo la pena di morte per i comportamenti mafiosi e l’ergastolo fine vita per i reati di concussione, corruzione, abuso d’ufficio, abuso di potere, estorsione, truffa e usura.

Queste sono le uniche alternative al fallimento definitivo dell’Italia.

Bisogna scegliere:

fare un passo avanti nella culla della civiltà umana ed entrare in Europa a testa alta, ovvero rassegnarsi ad interpretare il ruolo di paese europeo di serie b o c, ovvero, di paese africano di serie a, liberarsi di livelli di inciviltà impossibili e di illegalità insostenibili, ovvero rassegnarsi ad essere per sempre sudditi delle caste mafiose, delle corporazioni mafiose e delle organizzazioni mafiose.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Fallisce l’Italia: troppo grande per fallire come per essere salvata

martedì, 26 giugno 2012

Il sud Europa con tutto il bacino del Mediterraneo sta crollando miseramente sotto i colpi di stili e modelli di vita gravemente e seriamente dannosi, impagabili ed ingiustificati, egoisti e corrotti.

Dopo l’Irlanda, il Portogallo, la Grecia e la Spagna, cade anche Cipro, che infine chiede aiuto alla UE per evitare un fallimento duro e doloroso.

L’Unione Europea della Grande Germania non ha alcun problema per un salvataggio cipriota o greco, a patto che questi paesi assolvano onestamente e pienamente alle richieste europee che puntano ad eliminare alla base quei comportamenti che hanno prodotto un tale e devastante risultato.

Ma, queste lezioni, in Italia non sortiscono gli effetti dovuti e voluti dalla comunità internazionale, costretta a salvare l’Italia dal proprio fallimento, a salvare dal fall out un paese che è troppo grande per fallire, troppo grande per non fallire, e troppo grande per essere salvato.

Eserciti di mafiosi, politici, sindacalisti e burocrati italiani saranno sottoposti al vaglio della storia, indagati e condannati dalla giustizia, quella vera, quella umana giustizia di un grande cuore tedesco, che sa amare oltre ogni limite, ma che proprio per questo, non accetta il tradimento, la truffa alla napoletana, il fallimento pilotato.

Eserciti di mafiosi che conosceranno anche la giustizia del cuore italiano, un troppo ferito, per essere guarito.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Monti, Berlusconi, Napolitano e la casta politica italiana

lunedì, 14 novembre 2011

Il dado è tratto.

L’esecutivo tecnico Monti sostituisce l’esecutivo politico Berlusconi.

Obiettivo:

realizzare quelle riforme strutturali e quelle liberalizzazioni del mondo del lavoro che urgono al paese e che nessun governo politico ha sinora mai realizzato, benché promesso.

Resta incomprensibile, essendo invariata la composizione della casta politica parlamentare, come sia possibile modificare, per esempio, una legge elettorale che promette attualmente un collegio ed una elezione sicura ad vitam ai parlamentari italiani.

Come anche non si comprende come e perché la medesima casta politica dovrebbe realizzare urgentemente quelle riforme strutturali e quelle liberalizzazioni decretate dal governo Monti che la medesima casta politica non ha voluto realizzare con le decretazioni del governo Berlusconi, e proprio ad iniziare da quella decretazione anti-corruzione che più di ogni altra, assicura discontinuità alla peggiore evidenza della casta politica e burocratica italiana:

quella troppe volte e troppo spesso coinvolta in scandali corruttivi o in presunte connivenze e cointeressenze negoziali con le organizzazioni mafiose a danno della libertà dello stato italiano e dei suoi cittadini.

Ed è proprio questo l’aspetto che maggiormente incuriosisce nella transizione italiana contemporanea, posto che, dai vari interventi politici resi pubblici nel corso delle consultazioni del Capo dello Stato Napolitano, pare siano scomparsi problemi storici di grossa evidenza come il contrasto alle organizzazioni mafiose, la questione Morale, la questione Meridionale e la questione Settentrionale, per fare solo alcuni esempi che saltano agli occhi.

Ma così è scomparsa anche l’emergenza della così detta Monnezza Napoletana, della quale si è perduta ogni traccia, benché non ancora la presenza.

A meno che non si voglia ulteriormente deresponsabilizzare la casta dominante dinanzi alla crisi italiana, eludendo la realtà di una spesa pubblica impossibile e di un debito pubblico invalidante, e discutendo invece di una crisi che non pare trovare fondamento nella incapacità politica italiana nel dibattito politico attuale, ma sembra cercare motivi e responsabilità del default italiano in una più volte paventata e mai dimostrata incapacità francese, tedesca od europea, ovvero in una fantasmagorica onnipresenza giudo-plutaico-massonica da indicare a seconda del caso e della opportunità.

Come se l’illegalità diffusa, il lavoro nero, l’evasione fiscale, il cancro mafioso, la crescita della spesa pubblica e del conseguente indebitamento pubblico italiano, fossero responsabilità imputabili ai parlamentari ed ai capi di governo europei.

In questa ottica di de-responsabilizzazione politica, pare di assistere al solito teatrino italico dello scarica barile, nel quale i problemi del paese non vengono mai risolti, perché semplicemente essi sono ridotti alla “non esistenza” o ridotti al silenzio dalla classe dominante italiana, che controlla integralmente anche l’informazione, grazie ad una normativa anch’essa vetusta ed antiquata, bisognosa di una tempestiva e complessiva liberalizzazione dai “controlli politici” imposti da una normativa fascista che nessun parlamento repubblicano ha mai abrogato e riformato.

Per cui, d’un tratto, sono risolte senza fatica alcuna, questioni annose e dannose come quella delle presenza potente delle mafie nella società italiana che possiamo sintetizzare nel paradigma:

tutti mafiosi? Nessuno mafioso.

Ovvero : tutti corrotti? Nessuno corrotto.

Tutti indebitati? Nessuno indebitato.

Ma questo rappresenta un gioco assai pericoloso, poiché forzare il gioco adesso, equivarrebbe al veder comparire il Tilt nel gioco del Flipper, con l’oscuramento del piano di gioco e la sua immediata immobilizzazione.

E dopo il Tilt, come tutti sanno, non resta che attendere che appaia la scritta luminosa Game Over.

Ed il gioco è finito.

Per sempre.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X