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Federalismo Fiscale ed il buongoverno locale

lunedì, 26 luglio 2010

In arrivo il decreto attuativo del federalismo fiscale sui fabbisogni standard di comuni e province.

Cosa significa?

E’ un nodo centrale del famigerato quanto sconosciuto Federalismo Fiscale, la più grande riforma fiscale degli ultimi 40 anni.

Cosa fa?

Costringe comuni e province a ben amministrare e a non sprecare le risorse che hanno a disposizione, risorse che sino ad ora provenivano dal calderone statale ed alle quali si è fatto un ricorso sconsiderato, se non criminale, in più di qualche caso.

In pratica comuni e province non sono responsabili rispetto a molte fonti di spesa, alle quali attingono di continuo e senza alcun controllo effettivo della spesa stessa.

E nn basta.

Quando anche queste risorse vengano interamente spese, province e comuni continuano nello sperpero del danaro pubblico indebitandosi sino all’inverosimile, certi che alla fine, lo stato avrebbe colmato anche questi enormi buchi nei loro bilanci.

Con l’approvazione del decreto attuativo del federalismo fiscale sui fabbisogni standard di comuni e province, gli enti locali dovranno spendere oculatamente le loro risorse, altrimenti sprechi e buchi di bilancio dovranno essere colmati dai contribuenti di quei comuni e di quelle province che hanno prodotto deficit.

In buona sostanza, o al governo di comuni e province vi saranno ottimi amministratori, ovvero quelle popolazioni che avessero eletto un cattivo amministratore, dovranno pagare con le loro tasche questo grave errore.

E’ la fine della politica del “magna magna, che tanto paga il fesso di turno”.

E’ la fine del malgoverno, è la fine della cattiva amministrazione, è la fine della distrazione dei fondi destinati ad erogare servizi ai cittadini e che vengono invece sprecati in inutili consulenze (se l’amministratore è cattivo, necessita di qualcuno che faccia i conti che lui non sa fare o che non vuol fare), è la fine di quei lavori pubblici che durano decenni, che vengono pagati interamente e più volte, e che mai arrivano alla conclusione.

E’ la fine di quei politici che non servono a nulla, che non sanno amministrare o che amministrano male.

E’ la fine degli sprechi e delle vergogne, delle spese folli ed incontrollate.

E’ la fine del voto di scambio, poichè se voterete il politico che promette un posto di lavoro o un buon appalto invece di un sobrio ed onesto amministratore, pagherete di tasca vostra questo errore, e lo paghereste molto caro.

Ricordatevelo, quando entrerete in un seggio elettorale.

Ricordatevelo quando vi presenteranno un candidato che dice di sì a tutto e a tutti:

è solo un impostore.