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Riflessioni a tastiera aperta – 25 aprile 2013

giovedì, 25 aprile 2013

25 aprile 2013
Continuano a celebrare uno stato di diritto che non c’è mai stato invece di celebrare il funerale del Paese Reale, assassinato da chi aveva giurato di difenderlo.

Ma, una disposizione allegata alla costituzione e definita “transitoria”, quando cesserà di avere effetti definitivi?

Non si fa giorno se non apri la mente al futuro.
Non arriva notte se non ti arrendi al buio.
Non è il mondo che cambia, ma sei tu a farlo.

La scuola italiana è il datore di lavoro pubblico-privato più grande di UE con la più bassa qualità in entrata e in uscita di UE+USA.

NO al finanziamento pubblico ai partiti, ai sindacati, ai giornali, alle imprese, agli amici degli amici e agli amici di merende.
E’ CHIARO?

Il confidare di un disperato affresca l’ultima spiaggia del naufrago:
non trova alternative al proprio destino.

Tassare le sigarette elettroniche sposta la convenienza dei fumatori verso sigarette a combustione e crea grave danno alla salute pubblica.

L’uomo che pianta semi, raccoglie frutti di cui godere insieme ad altri uomini.

Finalmente un giovane a Palazzo Chigi. Non accadeva dai tempi di Goria, accontentato perché gravemente malato.

Roma ladrona, Milano padrona.
Stessa monnezza napoletana.

L’inciucio perfetto: unire il PD ed il PDL attraverso la Letta’s Family.

Il PD sosterrà un governo ad indirizzo politico di destra, con un programma di destra ed una rappresentanza di destra: ma che bravi!

Sembra di vedere un fanta-horror di quelli anche malfatti.
Sempre gli stessi nomi, sempre le stesse figure: cittadini rifiutati dalla casta.

Napolitano: “Piena fiducia in Letta, non ci sono alternative”
Gesualdo: Piena sfiducia nella casta, non vi sono alternative al male assoluto.

Arrestato l’uomo del giaguaro che smacchiava i diamanti del senatur

Un titolo de l’Espresso del 1956:
«Capitale corrotta, nazione infetta»
Un titolo de La Repubblica del 2012:
«Politica corrotta, economia infetta»

Deve esserci qualcosa nel gene italiano che non va.
RAZZISTA! FASCISTA!
Deve esserci qualcosa nel modello italiano che non va.
MODELLISTA!

Quando la partitocrazia rinunzia alle indicazioni di indirizzo politico la politica è morta.

Arresti in regione Basilicata:
assessore PD e capogruppo PDL. L’inciucio perfetto.

Non può il passato correggere gli errori del passato, non può il passato incarnare il Futuro

Le larghe intese non esistono, poiché è proprio nella concezione dello stato che si dividono centro-destra e centro-sinistra.

L’isolamento in cui stringono Beppe Grillo e il M5S racconta tutto il terrore che provoca il cambiamento nella casta

Il “profumo” di un nuovo “amato” governo si stende per l’aie

Purché l’investitura di Renzi non significhi l’alleanza con berlusconi, il che ridurrebbe il renzi ad un giovane bersani.

L’invidia, la gelosia, la rabbia e la visione di un potere personale perduto induce idioti a dare del “ladro” agli onesti.
Ma i ladri siete voi

bersani e berlusconi ed i loro alleati rappresentano il problema, non e mai la soluzione

L’unica unità italiana (inciucio concesso solo alla partitocrazia, alla burocrazia e al sindacalismo, non e mai alla libera scelta del popolo sovrano) che vuole la partitocrazia è la continuità con il passato.
Nel bene e nel male.
Piuttosto nel male.

Con un manganello in mano destra e una bottiglia di olio di ricino in mano sinistra:
o l’uno o l’altra.
Per chi rifiuta:
l’uno e l’altra.

Allibito leggo della poca considerazione di napolitano nelle forze partitiche che lo hanno eletto due volte Presidente della Repubblica..
Simili con i simili:
Io non sono loro simile

Tutti insieme quelli che hanno affossato l’Italia dovrebbero salvarla?
Ma cosa abbiamo scritto noi sulla fronte: Joe Condor?

Siamo alla resa dei conti e non si ode il grido del popolo sovrano:
silenziato dalla dalla I repubblica.
E’ stata tutta una farsa.
Ed è finita.

Il tempo passa, la crisi avanza, la casta campa, la capra crepa, il popolo soffre, i mafiosi corrodono, i politici corrompono, io odio tutti.

Dio succede a Dio, Re succede a Re, napoletano succede a napoletano, Dittatore succede a Dittatore, napolitano succede a napolitano e così via

Ma come si fa a comporre un nuovo governo se la legge elettorale fa in modo che ogni governo nasca zoppo?

Le istituzioni sono in mano al terrorismo politico che usa il terrore al posto del mitragliatore

Popolo di anomali greggi di pecore guidato da vecchi rincitrulliti teleguidati

Rispondo così ad un “amico” su FB che afferma che l’opinione del popolo non serve e non vale nulla:
“non finisce qui e non finisce così: forse non vale nulla la tua opinione e forse non vali nulla tu, ma io ho ancora un cuore che batte ed un cervello che ragiona e non mi arrendo”

Dio è morto
Marx è morto
Benito Mussolini è morto
Ed anch’io, non mi sento tanto bene

E basta con questa eterna lagna della scelta del “meno peggio”.
Io non mi accontento: per il futuro globale dei miei figli, solo il meglio.

Le spalle di bersani poggiano sulle spalle di berlusconi e viceversa.
Caduto l’uno, cadrà anche l’altro.
Senzadubbiamente.

Pavidi e trepidi i membri della casta assistono terrorizzati alla fine del magna magna generale e del loro futuro. Inutili, inetti, incapaci, idioti.

Quel che sembra la rottamazione Bersani credo rottamerà Berlusconi: è come con la caduta del Muro di Berlino, laddove cade l’uno e l’altro.

Riflessioni a tastiera aperta – 30 settembre 2012

domenica, 30 settembre 2012

Per fare un paese civile serve un popolo civile.
Per fare un paese mafioso serve un popolo mafioso.

Basta leggere i giornali per sapere da dove viene il male, un male che politica, burocrazia e informazione nascondono al popolo sovrano.

Quali sono le notizie che lo stato mafioso non vi consente di leggere?

1 – il comune di napoli è fallito, non è più in grado di far fronte alle spese generali e dei dipendenti;

2 – la regione Puglia riceverà centinaia e centinaia di tonnellate di monnezza napoletana alla settimana da smaltire ed incenerire in Puglia invece che a napoli.

Squinzi:
stiamo morendo di tasse

Gesualdo:
negativo, in italia le tasse (80%) le paga solo lavoro dipendente e pensionati e tutti noi stiamo morendo di mafia e di corruzione, di evasione fiscale e di usura, non di tasse.

Il costo della politica è nulla di fronte al costo della corruzione politica, stimato approssimativamente in oltre 100 miliardi di euro l’anno.
Prima si fa pulizia, poi si parla di politica.

Capo dello Stato: “Lo stato delle carceri stato ferisce la credibilità dell’Italia”
La monnezza napoletana ferisce la credibilità italiana, la camorra napoletana ferisce la credibilità italiana, certi uomini nelle istituzioni che svendono lo stato alle mafie in trattative vergognose feriscono la credibilità italiana, ed infine, tu, ferisci la credibilità italiana.

Finalmente i politici hanno ammesso di non capire una bel nulla in tema di sicurezza urbana, e dopo decenni di malapolitica nel settore della sicurezza municipale, dilagano finalmente gli assessori con delega alla polizia municipale provenienti dalle Forze dell’Ordine.

Giorgio Napolitano alle Camere: «Servono misure alternative al carcere»
Le uniche due misure alternative al carcere sono:
costruire almeno altre due carceri per ogni regione italiana ovvero imporre la pena di morte per i reati di corruzione, concussione, abuso d’ufficio, comportamento, associazione e concorso mafioso, evasione fiscale ed usura.
Et voila, la finta e creata ad arte emergenza carceri è finita, debellata definitivamente.
E certo, cari politici idioti o interessati:
se continuate a chiudere carceri e non costruirne di nuove, il risultato è che, in un paese così mafioso e dove l’illegalità diffusa impera, i posti in carcere non bastano mai e voi li riducete apposta.

Passera: «Commissariare le Regioni non virtuose. Il nostro obiettivo è abbassare le tasse»
Questo significa che sicilia, calabria, campania e lazio vanno commissariate.
Quando?

Ringraziate la casta politica e la casta burocratica italiana per questo eccezionale risultato raggiunto in così poco tempo.
Non un milione di posti di lavoro in più, ma un milione di poveri in più.
Ordinate le ghigliottine

Talvolta mi sorprendo nel vedere come sia facile per me, creare o abbattere filosofie di pensiero saldamente ancorate alla realtà.
Non vedo questa capacità in nessun altro libero pensatore in questo paese.
Poiché una cosa è criticare e blaterare contro qualcosa ed un’altra e differente cosa è creare un nuovo e diverso orientamento comportamentale.
Credo sia una cosa molto vicina al concetto di opinion leader o di leadership politica, un mix di carisma e di capacità difficilmente riscontrabile.
Infatti, le mie novazioni ed osservazioni sui singoli comportamenti umani presi in oggetto, non accontentano mai esclusivamente una sola parte polita e sociale, ma ne accontentano sempre la maggioranza nel complesso.

Ho modificato la pagina di Wikipedia dedicata alla eterofobia con questa nuova definizione:
“La definizione di eterofobia oggi, ha completamente abbandonato la sua radice fondante, sia scientifica che medica e sociale per incarnare sempre più la definizione di quel complesso di azioni e comportamenti orientati a sminuire la validità e l’importanza naturale della sessualità etero, per far posto ad una sempre più numerosa componente omosessuale d’avanguardia, che usa l’eterofobia come “demonizzazione dell’avversario” sessuale, del totem da abbattere, dello stravolgimento scientifico, naturale, giuridico e sociale di cui gode la componente eterosessuale.”

Nel caso non fosse una informazione ben conosciuta ed assimilata, occorre ricordare che la sindrome per immuno-deficenza, altrimenti conosciuta come AIDS, originata dal virus HIV, nasce e si diffonde alla fine degli anni settanta, internamente alla comunità GAY.
Chi afferma che oggi il 40% dei nuovi casi di infezione HIV avviene fra eterosessuali, dimentica volutamente che sono sempre stati froci e e ricchioni omosessuali a trasmettere volontariamente il virus al mondo intero, etero compresi.

Man braucht die Sense
Sie müssen ein Gefühl
È necessario il senso
Avete bisogno di un senso

Lavitola:
«500.000 euro da Berlusconi per le carte contro Fini»
Fini:
«Berlusconi è un corruttore»
Gesualdo:
Pena di Morte per tutti i politici e non ne parliamo più

Il napoletano del colle torna a chiedere un altro indulto per far uscire dal carcere tutta la merda che con fatica, forze dell’ordine e magistratura hanno tolto dalle strade, dai marciapiedi e dalle vite degli italiani.
Sempre stato dalla parte sbagliata il napoletano, sempre.

Opzione pesante sulle prossime elezioni:
votate pure chi vi pare, tanto se non piace ai poteri forti, lo sbattono via come un vecchio straccio e richiamano Monti.
Viva la democrazia che non c’è e non c’è mai stata.

Intervista al sindaco di Varese Attilio Fontana sul network digitale di Rainews.
Finalmente sembra che in Lega abbiano compreso che l’Unione Europea rappresenti sicuramente un sostegno alle battaglie federaliste (e non solo quelle) leghiste.
Mi son battuto molto su questo argomento.
Son contento sia stato digerito.
Meno contento che sia servito un terremoto come quello della infedeltà della famiglia bossi e di qualche illustre indagato per arrivare a questa convinzione.

Il conflitto di attribuzione sollevato dal capo dello stato italiano napoletano ed accolto dalla Corte Costituzionale pare quindi focalizzare l’azione che dovrebbe dirimere un conflitto fra i poteri della magistratura inquirente di Palermo e l’organo costituzionale della presidenza della repubblica, in una attenzione irrituale ed interessata, su quesiti che rispondono al merito e contenuto delle intercettazioni e non al loro possibile uso in un procedimento penale.

Il Capo dello Stato italiano:
“Ora risanare politica”
Finalmente costruiranno decine e decine di ghigliottine:
risanare, risanare, risanare

Se esistesse una politica vera ed un politico autentico, un antico sogno potrebbe tornare a splendere.
Ma non in questa latrina.

I mafiosi italiani ormai, totalmente sottomessi alla mafia albanese ed assolutamente incapaci di controllare la mafia albanese che, in italia, detiene saldamente la leadership nel settore del traffico e dello spaccio della droga.
La mafia?
Un tempo molto lontano era composta di uomini d’onore.
Oggi è solo un coagulo di pazzi di faccendieri, di portaborse, di imprenditori senza limiti di legge e di politici ricattati e/o affiliati, di senza palle e di vili.

Prima o poi anche in Italia la casta politica dei magnaccioni-assai-corrotti-e-mafiosi attaccherà direttamente i blogger e sarà un attacco pesante e ingiusto, antidemocratico e non repubblicano.

In Italia, il termine “Libertà” non esiste.
Esiste la libertà mafiosa, la libertà di corruzione, concussione ed abuso d’ufficio, la libertà della burocratica corrotta, la libertà di evasione fiscale in esclusiva alle categorie di lavoro non dipendenti ed autonome, la libertà di uccidere e di violentare, la libertà di mafiosare, la libertà di insabbiare, la libertà di rubare e malversare.
Ma la Libertà, quella vera, quella legata indissolubilmente al termine di Cittadinanza (e non di sudditanza), non esiste.

La regione sicilia in default e dimissionaria si permette il lusso di acquistare una compagnia aerea siciliana fallita.
Se non è un comportamento tipicamente scorretto questo, non so proprio cos’altro possa esserlo.

Kenia: granata contro bambini cristiani in chiesa
Se fosse stato un cristiano a lanciare una granata in una moschea all’orario in cui vi sono soprattutto bambini per farne strage, avremmo tutte le ambasciate occidentali assaltate da malati di mente travestiti da difensori del corano.
Invece, sono dei mussulmani a far saltare in aria con una granata bambini cristiani, e nessuno fa nulla, come se fosse giusto e normale così.
Non è giusto e non è nemmeno normale.

Una civiltà europea che subisca ancor oggi l’ingiuria della scomparsa di migliaia di bambini ogni anno non è una civiltà adeguatamente protetta.
Il triste record europeo è della Polonia:
decine di bambini e ragazzi scomparsi ogni giorno.
Mah, dirò anche una corbelleria, ma un microchip anti-scomparsa per i bambini che contenga i dati identificativi non sarebbe una buona cosa?
Per il momento è stato istituito un Numero Verde Europeo per Bambini Scomparsi : 116000.

Riflessioni a tastiera aperta – 12/04/2012 di Gustavo Gesualdo

giovedì, 12 aprile 2012

Giustizia

Corte europea dei diritti dell’uomo: l’Italia maglia nera per la giustizia in Europa. Oltre alla scandalosa lentezza dei procedimenti giudiziari, si rileva la non applicazione di sentenze arrivate sempre e comunque in un intollerabile ritardo.
Cara Europa, questo sistema italiano della (in)giustizia certa e sicura è fatto apposta per creare riserve di intoccabilità e di impunità per mafiosi, corrotti, usurai ed evasori fiscali.
Questo “magnifico risultato” non è frutto del caso, ma è il risultato di decenni di impegno di classi dirigenti italiane mafiose e corrotte.
Io la definirei “una vera e propria architettura dell’anti-stato realizzata e legalizzata con l’abuso del potere dello stato“.

Silvio Berlusconi avrebbe pagato 127 mila euro ai testimoni del processo che lo vede imputato per il “caso Ruby” in cui viene accusato di prostituzione minorile e concussione
E mentre il paese fallisce, c’è chi gioca al “fallo centenario e la nipotina minorenne”.
Tanto, in un paese mafioso e corrotto come l’italia, quando le cose si mettono male, i potenti possono sempre corrompere giudici e testimoni ed i loro avvocati dichiarare angelicamente:
è tutto lecito, tutto legale.
Sarà lecito allora anche installare una bella ghigliottina nella piazza principale di ogni città italiana?
Per farne che?
Giustizia.

Politica

Giochi immobiliari pericolosi per il leader IDV Antonio Di Pietro
Se l’Atene leghista piange, la Sparta dei valori (immobiliari) non ride.
Il potere logora chi non lo ha, ed arricchisce chi lo incarna e non sa resistergli.
Storie idagliane.

A proposito dell’inserimento del principio del pareggio di bilancio in costituzione
Visto che parlamento e governo italiani non sono in grado di garantire una normale evidenza come il pareggio di bilancio, occorre forzare la mano ed inserire nel dogma costituzionale un normale principio del buongoverno.
In paesi più civili e mentalmente sani come la Gran Bretagna, non vi è nemmeno l’esigenza di avere una costituzione scritta, vista la ovvia essenza superiore di taluni principii umani.
In Italia, se non si mette tutto nero su bianco non si ottiene nulla.
Oltre l’eufemismo “bizantinismo” usato dal premier Monti per definire un certo stile di vita italiano, io conierei anche quello di “sumerismo”, proprio in relazione alla assoluta necessità di mettere scritto nero su bianco tutto in questo paese assai incivile e retrogrado.

Economia

Borse europee a picco, male il collocamento dei titoli di stato italiani
Nonostante gli alti rendimenti offerti, il Tesoro italiano non è riuscito a collocare tutto l’importo massimo dei titoli offerti.
Investitori esteri scettici sulla capacità italiana di realizzare riforme e liberalizzazioni.
Solo un idiota investirebbe i propri capitali in un paese così incivile, senza sicurezza e difesa dalla aggressione mafiosa e senza una giustizia giusta, certa, equa, tempestiva e civile.
Siete tutti pronti al grande botto del fallimento italiano?

Inizia la sfida del trasporto privato su rotaia ad alta velocità in concorrenza con il trasporto pubblico
Fine del monopolio strazia-passeggeri di trenitalia.
Ma l’obbiettivo primario strategico italiano in fatto di trasporti pubblici sembra essere collegare napoli con roma, firenze, bologna, milano, padova venezia e torino.
Puniti duramente tutti gli altri italiani, che sono obbligati a pagare una alta velocità di cui solo alcuni godono:
ma cosa sarebbero i pugliesi, i molisani, gli abruzzesi ed i marchigiani?
Italiani di serie C obbligati con la coercizione e l’abuso del potere pubblico a contribuire ai costi di una alta velocità solo nord-tirrenica?
E a cosa servirebbe una tale aberrazione:
a garantire un trasporto continuo sicuro, confortevole e veloce dei mafiosi siciliani, calabresi e campani con Milano, la centrale finanziaria italiana?

Nel solo nord Italia, in soli tre anni, fallite 17mila imprese
Sono decenni che la casta politica succhia il sangue del popolo italiano.
Sono anni che la crisi non viene contrastata dalla casta politica e miete fallimenti economici e finanziari.
Da sempre è impossibile riformare e liberalizzare il mercato economico e del lavoro italiano a causa della presenza di una casta politica conservatrice dei privilegi abusivi e avversa ai diritti di cittadinanza di aziende e famiglie.
E c’è qualcuno che crede di poter scaricare ogni responsabilità sul governo tecnico Monti?
Ma dove vive questo qualcuno?
Su plutone?

Società

Cosa unisce l’Alabama con Napoli? Una canzone di Neil Young: Alabama.
“Oh napoli, reggi
il peso sulle spalle
(che) ti sta rompendo la schiena
la tua Cadillac
ha una ruota nel fosso
e una ruota sulla pista
Oh napoli.
posso vederti
e stringerti la mano?
Farsi degli amici giù a napoli.
vengo da una terra nuova
vengo da voi
e vedo tutta questa rovina
che cosa stai facendo napoli?
Hai il resto dell’Unione
che collabora con te
cosa sta andando storto?”

Timori sulla crescita economica greca e italiana fanno salire lo spread e scendere le borse
Italia e Spagna uber alles:
trascinano giù le borse europee, impediscono la crescita e lo sviluppo economico europeo e portano al massacro un mercato dell’economia e del lavoro già grandemente mortificato.
Viva lo stile di vita italiano e spagnolo.
Viva il sud europa.
Viva la Questione Meridionale Europea.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La corruzione politica ed il finanziamento illecito ai partiti

sabato, 17 marzo 2012

L’Italia è l’unico paese al mondo in cui tutti sanno che i politici rubano, sia per il proprio arricchimento personale che per quello del partito, della fondazione o del movimento di appartenenza.

Tutti ladri?

Nessuno ladro.

Tutti corrotti?

Nessuno corrotto.

Questa è l’italia peggiore.

Non certo i precari.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La classe dirigente italiana? Fa ridere!

domenica, 23 ottobre 2011

L’ho detto e lo ripeto:

in italia sarebbe molto meglio che i comici governassero il paese, visto che i politici di professione italiani, fanno ridere tutto il mondo.

Cessi politici, interessati, corporativi, egoisti, costosi, spreconi, presuntuosi, arroganti, ignoranti, inetti, incapaci, idioti, immeritevoli, corrotti e mafiosi.

Tutti, di tutte le parti politiche, istituzionali, sindacali e burocratiche, senza nessuna esclusione.

http://www.youtube.com/watch?v=8a8hI1uimNU&feature=player_embedded

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Questo matrimonio non s’ha da fare né domani né mai ….

domenica, 14 novembre 2010

L’instabilità politico-istituzionale che mira volontariamente a minare la continuità e la stabilità del governo in Italia continua a manifestarsi con fenomeni di cannibalismo incivile, di bandistismo e di pirateria politica.

Il grado di inciviltà giuridica, di immaturità umana e di irresponsabilità politica che scuote il sistema democratico, qui e adesso, ha raggiunto livelli di scabrosità e di squallore indicibile, ingiustificabile, inaccettabile, irricevibile.

Il livello di guardia democratico è stato grandemente superato e la situazione politica verificatasi dopo il tradimento finiano ha reso instabile il sistema democratico creando un precedente di prassi procedurale nella “contrattazione politica” molto pericoloso e reazionario, oscurantista e parruccone, termini sinonimi fra di loro e contrari ai termini riformista e progressista.

La contrattazione politica nelle alleanze di governo che si presentano agli elettori con un programma di governo da attuare e realizzare viene grandemente pregiudicata da questa prassi reazionaria che pretende di cambiare regole, schieramenti ed alleanze durante il mandato elettorale che ha validato una maggioranza di governo a governare.

Da oggi in poi, grazie a questo precedente pericoloso, chiunque ed in qualunque momento è autorizzato a “scomporre” la maggioranza di governo in virtù di interessi di parte che nulla hanno a che fare con l’interesse generale, l’interesse pubblico e l’interesse del popolo sovrano nelle nucleazioni fondamentali di famiglie ed aziende.

Questo “mischiare le carte”, questo confondere gli obiettivi comuni, questo disordinare ogni regola a partire da quella base della convivenza civile, a sua volta connotata dalla lealtà alla parola data, dalla correttezza dei conseguenti comportamenti politici e dal concetto ormai infranto (definitivamente?) di responsabilità politica ed istituzionale (quotidianamente violata e violentata, piegata ed abusata a miserabili interessi di parte politica e alle ormai smisurate ambizioni personali del reazionario di turno), questo ingarbugliare mirato a sovvertire la già espressa volontà popolare che indicava chiaramente uno schieramento politico composto di alleanze fra parti politiche che si impegnavano a governare per tutto il mandato, guidando l’esecutivo al fine della realizzazione di quella programmazione elettorale sottoposta all’elettorato e premiata dal responso dell’urna, questa ormai consolidata prassi del tradimento politico ed istituzionale a fini non compresi in quella progammazione, questo brigantaggio politico si rende responsabile della instaurazione di una prassi secondo la quale, nulla è sicuro, nulla è programmato, nulla è certo.

Nella trasposizione di quella incertezza del diritto e della pena che impera da sempre nel nostro paese, questa novella incertezza politico-istituzionale, istituzionalizza appunto il tradimento come metodo di contrattazione politica che tende a superare il mandato elettorale ed il patto sottoscritto.

Inizia un’era in cui l’incertezza assurge a valore (che squallore inumano: l’incertezza che sale al grado di “valore”!) e diviene asse trasversale a tutte le regole che accreditano il patto fondante di ogni società:
l’interesse comune, certamente riconosciuto, certamente realizzabile, certamente inquadrabile in un ambito di norme e regole scritte e non scritte e fondanti una comunità umana condivisa e condivisibile.

Ogni nuova alleanza elettorale d’ora in poi dovrà fare i conti con questo nuovo assioma, questo nuovo principio della incertezza nel futuro e della relativa mancanza di speranza, ormai divenuto prassi consolidata e consuetudine superante i limiti della valorizzazione legislativa (secundum, preter o contra legem), divenendo essa stessa regola sopra le regole, norma sopra le norme e, addirittura, “valore di riferimento”.

Ogni nuova coalizione di governo, ogni nuovo premier, ogni nuovo esecutivo chiamato a governare non potrà garantire continuità e stabilità nel governo del paese proprio a causa di questa incertezza, di questo nuovo valore di riferimento.

Cosa che, a dire il vero, avveniva anche nel passato, soprattutto nelle coalizioni di governo del centro-sinistra, laddove il premier era “incerto” e cambiava spesso e volentieri durante il mandato (governo Prodi-D’alema-Amato) e il programma era “incerto”, poichè continuamente attaccato dall’interno della stessa maggioranza (si fa rifermimento a quelle storiche manifestazioni di gruppi parlamentari della coalizione di governo che scendevano in piazza per manifestare contro l’azione del governo, del “loro” governo).

Il fatto nuovo è che questo “virus della irresponsabilità ed immaturità politica” ha aggredito violentemente anche l’altra polarizzazione politica, quella del centro-destra, l’unica sinora capace di garantire polarizzazioni politiche finalizzate alla formazione di governi stabili e continui.

Il fatto nuovo è che questo virus ha ormai contagiato gran parte del sistema politico, fatta eccezione per l’unico movimento politico che tutte le parti politiche ricercano per le sue “uniche” qualità di lealtà e correttezza rispetto alla parola data e di cui nessuno però, vintende pagare il conseguente prezzo politico di supporto alle progettualità ed idealità che lo identificano:
esso è la lega Nord per l’Indipendenza della Padania.

E’ la donna più bella, più attraente, più leale e corretta che esista, ma è anche la donna che nessuno vuol sposare.

Ed è proprio il matrimonio l’elemento base del nostro sistema in profonda ed aperta crisi.

Ed è proprio il matrimonio fra un uomo e d una donna, il matrimonio fra due partiti politici, il matrimonio fra due aziende cointeressate, il matrimonio fra gruppi sociali che condividono stili di vita comuni, è proprio questo concetto fondamentale di matrimonio ad essere messo in crisi.

E’ lo stare insieme, è l’incapacità di unirsi seriamente e lealmente in matrimonio che corrode profondamente la nostra comunità nei tempi moderni, è il rispetto dei reciproci interessi, delle reciproche esigenze, dei reciproci stili di vita che viene messo in gioco, in virtù di una incredibile prassi consuetudinaria nella quale ad avere ragione, erano sempre i furbi e non i leali, erano sempre i disonesti e non gli onesti, erano sempre i parassiti e non gli utili al sistema.

Ci si è dimenticata la regola d’oro che pretende che i panni sporchi vadano lavati in casa e non esposti pubblicamente quasi fossero trofei sportivi.

Ci si è dimenticata quell’analisi dell’esperienza comune che fece un tal Giuseppe Capograssi, magnifico uomo, filosofo e giurista che definì la difficoltà dell’unirsi e dello stare insieme più di chiunque altro.

E’ un invito alla lettura, questo:

Analisi dell’Esperienza Comune
Giuseppe Capograssi

Per coloro i quali ancora credono che, una parola data, va rispettata, che una mano stretta, va onorata.

Nel bene come nel male.

Possibilmente, al di là del bene e del male …..

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La finanziaria sotto ricatto (politico-partitico)

martedì, 9 novembre 2010

Il ministro Giulio Tremonti presenta la nuova finanziaria.

Io non sono un economista e, come dice proprio il ministro Tremonti, sono felice di non esserlo.

Ma un approccio diretto alla questione finanziaria voglio affrontarlo, anche con il rischio di dire qualche corbelleria.

Come in un bilancio familiare qualsiasi, la manovra finanziaria di un governo deve fare i conti con la disponibilità finanziaria (cinque miliardi di eruo ca) e le richieste di modifica presentate in parlamento che ne aumentano il peso di ben due miliardi di euro.

Ma che volete che siano 2.000.000.000,00 di euro, per i finiani di FLI sono bruscolini, visto che gran parte di questo aggravamento proviene da loro richieste, legittime, quanto irresponsabili.

Innanzitutto ad essere messo in gioco è il patto di stabilità che esiste fra governo nazionale ed enti locali.

Lo dice lo stesso termine “stabilità” cosa contiene questo patto:
una serie di regole cui gli enti locali devono sottostare per consentire al governo una stabilità finanziaria dei conti che consenta a sua volta una gestione delle spese pubbliche compatibile con il nostro debito pubblico.

E qui sta il trucco, poichè un debito pubblico spaventoso e grande almeno quanto quello nazionale si nasconde nelle pieghe delle spese allegre di “certi enti locali”, abituati a spendere e spandere senza limite, nella convinzione che arrivi papà pantalone nord a ripianare tutti idebiti, sia quelli in bilancio che quelli fuori dal bilancio.

Ed ecco spiegata la motivazione dell’agire finiano:
difendere strenuamente il “diritto” a malgovernare e a vedersi sanate le conseguenze finanziarie di tale comportamento irresponsabile.

Non conosco le richieste di FLI in deroga al patto di stabilità, ma scommetto che hanno una loro collocazione geografico-partitica ben precisa.

Insomma, laddove manca la componente rappresentativa della Lega Nord, lì si nasconde gran parte dell’indebitamento irresponsabile a livello locale, e di conseguenza, a livello nazionale.

E con questo, penso di essermi ben spiegato.

Di contro, gli enti locali più virtuosi ne hanno le scatole piene di risparmiare anche il centesimo di euro e di ben governare per ottimizzare la loro macchina burocratico-amministrativa al solo fine di consentire sprechi indicibili e spese allucinanti in altre realtà politico-geografico-amministrative, tutte volte a “fottere” i danari pubblici e “piangere” per averne ancora altri, ed altri, ed altri ancora.

Quei partiti politici che attaccano la finanziaria per ottenere un “risanamento continuato e criminale (nota del blogger)” delle situazioni debitorie locali senza passare sotto la forca caudina dell’aumento della pressione fiscale locale, andrebbero sinceramente espulsi dall’agone politico e relegati al ruolo di irresponsabili politici cronici da ricevere in istituti all’uopo fondati.

Ma il consenso elettorale spesso è legato al fenomeno del “parassitismo” in certe aree geografiche del paese, e proprio in quelle eree laddove il consenso elettorale è grandemente influenzato dalle scelte del malgoverno, il buongoverno che tenta la riduzione dell’indebitamento pubblico complessivo viene contrastato e limitato da uno stile di vita abituato a spendere senza limiti risorse di cui non dispone e di cui chiede incessantemente al governo nazionale di farsi carico.

Questo stato dell’arte contrasta nettamente le scelte obbligate dell’esecutivo impegnato in altri patti di stabilità con livelli superiori a quello del governo nazionale per il rientro del debito pubblico.

Nel maxiemendamento della manovra finanziaria dovrebbe trovare spazio anche una riduzione del taglio ai comuni e alle regioni attraverso un allentamento del patto di stabilità, che detto in parole povere, significa che tutti i comuni avranno maggiore spazio di movimento finanziario, al costo di un ulteriore taglio del trasferimento da stato ad enti locali.

Questa cosa fa pensare ad una ancor maggiore responsabilizzazione degli enti locali virtuosi e lascia putroppo spazio al pensiero che gli enti locali non virtuosi possano sentirsi incoraggiati a spendere ancor più e ad indebitarsi ancor più.

E’ il ciclo dell’indebitamento pubblico, che va gestito come va gestito il ciclo dei rifiuti, se non si vuol affrontare una condizione di “monnezza finanziaria dei conti pubblici” che potrebbe incontrare la sfiducia del governo europeo.

In poche parole il rischio al quale si va incontro se si da sempre ragione a chi foraggia il malgoverno irresponsabile del danaro pubblico a livello locale e nazionale è quello di un pericoloso tracollo dei conti pubblici.

E se questo funesto avvenimento prendesse piede, non è detto che quel governo europeo che chiedeva il rientro di un debito pubblico siffatto ed irresponsabile si accollerebbe l’onere di salvare dal fallimento un paese che ha continuato a spendere irresponsabilmente.

Le lecite quanto irresponsabili richieste di spesa dei finiani vanno quindi orientate in questa ottica di spesa.

Se si chiede di spendere di più, bisogna assumersi la relativa responsabilità politica, amministrativa ed umana nel caso tale aumento della spesa pubblica dovesse portare ad un collasso del debito pubblico e ad una implosione della realtà statuale.

Sempre che l’italiano sia una lingua comprensibile e condivisa, nella definizione di:

diminuzione della spesa pubblica e del debito pubblico in assenza di ricatto politico-partitico.

Soprattutto laddove lo spreco assume dinamiche criminali e volontarie.

Ad ognuno le proprie responsabilità, come sempre, irresponsabili cronici compresi.

Fate il vostro gioco, signori e signore, fate il vostro gioco, che tanto il conto delle spese che chiedete forsennatamente lo pagheranno i cittadini qualunque, le aziende e le famiglie italiane, mica voi.

Migliore definizione del concetto di irresponsabilità politica non poteva essere descritto che così.

Ma che bravi, i miei complimenti:

il buongoverno fatto persona.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Tutti Pazzi per la Lega (ancora)

lunedì, 23 agosto 2010

il movimento dei finiani sveste ogni ipocrisia e malizia e per bocca del suo vero leader, il napoletano Italo Bocchino, chiarisce qual’è l’intento ed il vero fine del tradimento finiano:

escludere la Lega dal governo del paese ed impedire ogni riforma che cambi e salvi questo paese dall’autodistruzione.

L’offerta bocchiniana al premier Silvio Berlsuconi è un “tutti dentro il governo tranne la Lega”.

E questa politica ad escludendum della Lega è perfettamente leggibile anche nelle dichiarazioni della Conferenza Episcopale Italiana.

Finalmente i traditori si mostrano per quello che sono e per quello che io li indico da questo blog, sin dal primo momento delle loro “uscite fuori programma”:
degli avversari di ogni riforma e di ogni cambiamento del paese, dei restauratori di un modello di democrazia bloccata a bipolarismo catto-comunista, e dei conservatori di un sistema statale sprecone e oscuro, nel quale sono mille e mille i rivoli di spesa che si perdono nel mantenimento di fannulloni e perditempo di ogni genere e grado.

Ecco cosa difende il bravo Bocchino:
lo status quo del privilegio politico, il peggiore aspetto di quella casta politica che è responsabile del fallimento di questo stato di diritto e del suo allontanamento vorticoso dal paese reale.

le parti in campo sono schierate:

– il nuovo che tenta di addrizzare storture non più sopportabili dal sistema paese, che vede nel patto di ferro Bossi-Berlusconi l’unica via d’uscita dalla crisi socio-economica in atto.

– il vecchio establishment, la casta politica peggiore, quella pletora di carrieristi politici che non vogliono perdere alcun privilegio politico e di potere, a costo anche di mandare all’aria il paese.

Ed è per questo che i traditori della patria temono le elezioni, perchè, come ben dice sempre il bravo Bocchino, in caso di elezioni anticipate gli elettori saprebbero benissimo chi premiare (Bossi e Berlusconi) e chi invece punire ancor più duramente (dai finiani ai casinisti, dai falsi democratrici ai veri comunisti).

Tenzone straordinaria, battaglia epica questa, laddove il vecchio sta per essere eiettato fuori dai poteri istituzionali a tutto giovamento del paese, delle famiglie e delle aziende italiane, dei lavoratori dipendenti come degli imprenditori, degli occupati nel mondo del lavoro come dei disoccupati e degli inoccupati.

Il bene contro il male, nella sempiterna battaglia umana.

Chi vincerà?

Fate il vostro gioco signori, fate il vostro gioco.

Ai perdenti:
preparatevi a scomparire dalla storia di questo paese.

Per sempre.

E finalmente!

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il bluff di Fini lo pagherà un paese in profonda crisi

lunedì, 16 agosto 2010

Gianfranco Fini con la sua pattuglia di traditori si avvia verso una partita di poker perdente.

Il bluff è scoperto e il mazziere vuole scoprire le carte con una puntata elevata:
andare al voto.

Ma Fini terme il voto e vorrebbe invece condurre un governo che nessun elettore ha mai votato, un governo che ha l’unico intento di impedire il cambiamento del paese e fermare le riforme leghiste.

A Fini nn importa che questo sia il governo che più ha contrastato e combattuto le mafie di tutti i giverni della I e della II repubblica italiana.

Fini non desidera che questo governo incoroni giustamente i leghisti come gli unici riformatori del paese.

Fini non desidera curare gli interessi delle famiglie e delle aziende italiane, oggi, in estrema difficoltà.

Fini desidera solo impedire che il suo nome cada nel dimenticatoio politico, che il suo nome, non compaia nella storia di questo paese come un grande condottiero, come quel grande leader che egli non è mai stato, e mai sarà.

Ma il bluff finiano è scoperto e l’ipotesi di un governo tecnico a guida finiana è la peggiore ipotesi che si potrebbe prevedere per il paese.

Porterebbe allo scontro le istituzioni con il paese reale.

Porterebbe sull’orlo del baratro l’economia reale, le imprese e le aziende, le famiglie ed i lavoratori italiani.

Il bluff è scoperto ed il mazziere attende la sua mossa.

Fini potrebbe rilanciare, intraprendendo una strada di scontro frontale, una strada senza ritorno, una via della coercizione violenta, del ricatto politico al governo ed al paese.

Oppure Fini potrebbe scegliere una strada della riconciliazione, attendendo tempi migliori per la sua carriera politica, peraltro già ampiamente compromessa dalla sua slealtà ed infedeltà politica.

Oppure Fini potrebbe omettere azioni di disturbo, mantenendo la sua posizione esterna alla maggioranza di governo, attendendo come un avvoltoio un passo falso del governo per attaccarlo nuovamente e continuamente e ricattarne le scelte ed estorcerne la leadership.

Oppure Fini potrebbe cadere rovinosamente sotto quella coltre di falsa morale e di etica politica che è stata facilmente messa in gioco dai quotidiani di inchiesta, soccombendo al controllo della informazione e di quel giustizialismo che egli pretende di difendere oggi.

Ma Fini non è Umberto Bossi, non ne consoce la lealtà e la mordace continuità e volontà politica.

Ed il problema è proprio questo:

Gianfranco Fini ha rinnegato da Fiuggi in poi quelle progettualità politiche e quegli indirizzi politici di cui oggi altri movimenti hanno incarnato al meglo le tesi e intepretato quelle battaglie che la gente desiderava, che il popolo voleva.

Ed erano esigenze reali quelle che Fini ha ignorato, che Fini ha disatteso, comportandosi invece da buon barone della casta politica, quella odiosa casta delle poltrone dei privilegi che è lontana migliaia di miglia dalla vita quotidiana del popolo sovrano, che è invisa ed odiata dalla gente comune.

Non vi è più posto, nel panorama politico italiano, per Gianfranco Fini ed il suo gruppetto di moralisti.

Non hanno più nulla da dire e nulla da dare politicamente a questo paese, se non, tentare il golpe bianco, quel misero tentativo in atto di sostituire un premier eletto sulla scorta di un programma politico convalidato dagli elettori con un governicchio di mezze cartucce politiche in via di estinzione.

Fini è divenuto un problema per il paese e non può rappresentarne più la soluzione ultima.

Egli non è e non sarà mai il salvatore della patria.

E il suo bluff è ormai scoperto.

Cercherà lo scontro in parlamento, certamente, senza considerare che tale scontro potrebbe riprodursi in un paese stanco ed estenuato, al limite della sopportazione fisica e mentale dei guasti provocati da una crisi economica che non voleva e dai danni provocati da una crisi politica che non desiderava, ma cui è costretto e violentato dai finiani.

Con la violenza e l’estorsione politica non si ottiene nulla, se non il risultato di aggravare la crisi del paese.

Che qualcuno dica a Fini che la strada da egli intrapresa è pericolosa e violenta, e che le conseguenze di questa azione negativa, andranno ricondotte alla sua persona e nei confronti di coloro i quali lo seguiranno su questo pericoloso crinale.

Se si violenta lo stato, se si piegano le sue isituzioni a voleri e ambizioni personali, se si conduce il paese con la forza del ricatto politico all’estremo, occorre assumersi ogni responsabilità conseguente.

E sarebbe questa, la prima volta che Fini si assumerebbe delle responsabilità nei confronti del paese in prima persona, essendo sempre vissuto politicamente all’ombra di grandi uomini politici come Giorgio Almirante e di grandi leader come Silvio Berlusconi.

Tradendone senz’altro, ed in tutti e due i casi, la fiducia e l’eredità.

Sindrome da nanismo politico ed orgoglio ferito non servono al paese.

Servono responsabilità e capacità di governo, serve lealtà e fedeltà verso gli allesati e verso gli elettori.

Ed io, da umile commentatore di fatti e storie straordinariamente più grandi di me, non vedo queste qualità in un erede che ha irresponsabilmente sperperato la sua eredità politica, come non lo vedo in un traditore di alleanze e di promesse elettorali.

Se il governo va sotto, si va a votare.

E se nn si andrà subito al voto, si rischia il far west, si rischia una condizione di ulteriore perdita di fiducia delle imprese e delle famiglie nella politica italiana con conseguente delocalizzazione dei siti industriali italiani e perdita di posti di lavoro e di cervelli ancora una volta in fuga precipitosa da un paese che annovera politici come Gianfranco Fini.

Per avere speranza, bisogna incarnare il bene.

Chi incarna il male, disperato vive e disperato muore.

Politicamente parlando.

Fate il vostro gioco, signori, fate il vostro gioco.

Il Cittadino X
alias
Gustavo Gesualdo

Analisi Politica

giovedì, 5 agosto 2010

Gianfranco Fini andava messo immediatamente di fronte alle sue responsabilità politiche, sin dalle primissime uscite con cui mandava a dire attraverso il suo fido bravo Italo Bocchino che, o si assicurava maggior potere e successione politica a Fini, ovvero una nuova politica antagonista si sarebbe affacciata all’interno del governo.

Per questo motivo, fondai immediatamente un gruppo su facebook che titolava “Fini dimettiti!” nella convinzione che ogni altra strada diversa da questa, avrebbe portato a conseguenze difficilmente reparabili e a danni inevitabili.

Ed infatti, così è stato.

Il nodo centrale di tutta la politica italiana è e resta il federalismo fiscale, che guarda caso vedeva una forte opposizione di UDC, AN e parte di FI già nel giugno 2006 (referendum sulla devolution), trasversalismo che nel giugno 2010 si ripresenta in uno schieramento nel quale, l’empasse berlusconiana nei confronti del tradimento finiano, ha dato adito a più di qualche dubbio sulla reale volontà del governo di varare il federalismo fiscale entro l’estate.

Ed infatti, così è stato.

Il nodo centrale della politica italiana è evidentemente quello del federalismo.

La soluzione del nodo, è quella del varo del federalismo.

La gente della Lega ne ha le scatole piene di questo teatrino politico mentre la Lega stessa raccoglie sempre maggiori consensi al di fuori del suo nucleo storico popolare, a dimostrazione del fatto che anche la gente comune condivide l’azione politica leghista, la sua lealtà ed affidabilità politica, la sua capacità di garantire continuità e stabilità al governo.

L’unico governo che potrebbe fare a meno della Lega Nord è quel governo da inciucio che più di un nostalgico restauratore della I repubblica indica come la soluzione finale.

Finale sì, per il paese però:
sarebbe il colpo di grazia inferto ad un paese stanco che vuole cambiare ciò che la partitocrazia parlamentare vuole conservare.

Stanchezza popolare che potrebbe in breve divenire rabbia rispetto alla perpetuazione di giochetti e di teatrini politici incuranti delle sofferenze che corpo sociale e produttivo del paese stanno affrontando:
da soli.

Ma questo è proprio il fine dei restauratori e dei conservatori:

provocare sino allo stremo la Lega Nord, nella speranza di veder apparire una reazione scomposta da etichettare immediatamente come “inaffidabilità politica” della stessa Lega Nord e costruire una campagna elettorale su questa miserabile dimostrazione.

Ma questo giochetto non funziona più:

la Lega è divenuto un movimento politico avveduto e maturo e non cadrà mai in questo trabocchetto infame e truffaldino.

E allora, cosa accadrà?

Il parlamentarismo e la partitocrazia opporranno certamente forti resistenze ad un eventuale scioglimento delle camere provocato dalle dimissioni dell’attuale governo, almeno non senza perpetuare l’ennesimo tentativo di fare quel “governo di unità nazionale” che nessun elettore ha mai votato, che nessuna forza sociale e produttiva ha mai desiderato, che nessuna alleanza politica ha mai candidato.

Le segreterie politiche della partitocrazia tentano ancora una volta il colpo di coda della restaurazione.

Tenteranno ancora una volta il golpe bianco con un governo che nessun elettore ha mai delegato, con una maggioranza che non ha mai ricevuto delega di sovranità e di governo.

Perchè se si va ad elezioni in questa situazione, potrebbero veder uscire dalle urne elettorali una Lega ancor più forte.

Molto più forte.

Cosa che al paese non potrebbe fare che bene.

Cosa che il trasversalismo nemico del paese e del popolo sovrano, cosa che i nemici della democrazia e della libertà, devono temere, più di ogni altra ….

Fate il vostro gioco signori, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X