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Il Futuro del Pianeta. Parte seconda – Michael Jackson – Earth Song

mercoledì, 9 marzo 2011

Sono ormai giorni e giorni che son perseguitato da una canzone straordinaria.

La ascolto, la riascolto e la ascolto ancora, ed ancora, ed ancora.

Una vera ossessione è divenuta per me questa Earth Song, di Michael Jackson.

La capacità comunicativa di Michael Jackson si eprime al meglio in questa canzone, tanto che, pur non conoscendo il singnificato del testo, mi sono sorpreso più volte a riflettere profondamente mentre la ascoltavo e, non mi vergogno a dirlo, anche a piangere.

Era un urlo, quello che proveniva da questa canzone, un urlo interiore terribile e bellissimo allo stesso tempo.

Ho cercato la traduzione del testo, ed ho subito capito perchè condividessi tanto quella melodia, quella ritmica, quella magnifica espressione musicale e vocale.

E’ un inno all’amore e all’odio, quel grido, amore per la terra e per gli esseri umani, ed odio, odio per gli eventi che stanno travolgendo ed uccidendo questo pianeta, odio per quelle errate e scellerate scelte che ci stanno uccidendo.

Tutti.

Ho già espresso il mio pensiero su questo tema in un post di questo blog che si intitolava “Il futuro del pianeta”, di cui riporto il link per un approfondimento:

http://www.ilcittadinox.com/blog/il-futuro-del-pianeta.html

Ma nel testo della canzone di Michael Jackson, vi sono domande inquietanti, frequenti, universali.

Le stesse domande che mi son posto nel tempo anch’io e, certamente, anche ognuno di voi.

Mi sono allora deciso a scrivere questo post, che sembrerà un po pazzo ed un po leggero, ma che della pazzia e della leggerezza che oggi inquinano il nostro pianeta, farebbe molto volentieri a meno, imputando ad esse ed a nessun altro sentire umano, la piena ed unica responsabilità della potenziale fine del nostro genere, del nostro stesso esistere.

Pazzia e leggerezza di cui farei a meno anch’io e molti di quelli che hanno un sentire comune al mio.

Quel che scriverò in commento a calce di ogni parte di questa canzone, sarà terribile e violento, quanto giusto e vero.

Come è peraltro sempre stato il diritto naturale fondato dagli uomini a tutela degli uomini, e rovinosamente abusato da un buonismo di massa del tutto deficiente ed ignorante.

Come potete leggere, sarò duro, durissimo.

Sarò crudo, crudissimo.

Ma sarò certamente ed umanamente uomo in tutto ciò, in questo mondo capovolto ove un pazzo sembra l’unico a dire il vero, dove quell’uomo figlio di Dio, finì crocifisso ad una croce a causa del vero bene che portava negli altri.

Sarò duro, durissimo, come avrebbe dovuto essere ogni padre nei confronti del proprio figlio, invece di cercarne egoisticamente l’amore e la condivisione a tutti i costi al pari di un fratello o di un amico che non avrebbe mai dovuto divenire per esso, contro di esso.

Non è il ruolo del padre quello, ma della madre.

Ma nella confusione dei ruoli e delle tradizioni che viviamo, tutto, ma proprio tutto viene idiotamente accettato con malversato senso buonista e perbenista, compresa la fraintesa finalità della cellula fondante di tutte le società moderne, la sempiterna divisione dei ruoli fra uomo e donna, fra padre e madre, fra genitori e figli.

E’ questo mio, il ruolo del portatore della verità, ruolo che incarno da sempre, involontariamente, naturalmente.

Me ne scuserete l’incarnazione involontaria, ma essa è innata in me.

Me ne scuserete la violenza, me ne perdonerete la sete di verità.

ma, da dove partiamo?

Dal testo di questa Earth Song, di Michael Jackson.

Traduzione in italiano (non mia, scuserete se potrà contenere inesattezze traslative o di traduzione):


La Canzone per la Terra – di Michael Jackson

Cosa succede all’alba
Cosa succede alla pioggia
Cosa succede a tutte le cose
Che tu dicevi dovevamo guadagnarci…
Cosa succede ai campi morenti
E’ un momento?
Che cosa succede a tutte le cose
Che dicevi erano mie e tue
Ti sei mai fermato ad osservare
Tutto il sangue che abbiamo versato prima
Ti sei mai fermato ad osservare
Questa Terra piangente, queste rive piangenti?

Centrato.

Quel che accade nel nostro presente è proprio legato a quel “Cosa succede a tutte le cose, Che tu dicevi dovevamo guadagnarci…”.

Abbiamo profondamente e radicalmente trasformato questo pianeta in un potenziale obitorio umano orbitante nell’universo, a causa di una fraintesa accezione al termine guadagno.

Il guadagno oggi non avviene più sulla costruzione dura e faticosa di imprese umane che producono elementi e servizi essenziali alla sua stessa sopravvivenza, ma il guadagno avviene ingiustamente e molto dolorosamente sulle speculazioni nelle rendite finanziarie, quelle stesse rendite che, non a caso, sono state il fattore scatenante della crisi umana, economica e finanziaria che stiamo subendo, molto duramente, forse mortalmente, almeno per i sistemi macro economici che la sovrastano e che la guidano, consapevolmente, incoscientemente.

E’ quella cosa che molti appellano “globalizzazione” degli interessi che governano i governi, che sottomettono i popoli.

E’ quella cosa che taluni, come il sottoscritto, definiscono come poteri sovrastrutturali.

I soldi non li fa più l’impresa che produce qualcosa, ma li realizza un mercato senza anima di speculatori finanziari privi di scrupoli, privi di ogni attaccamento alla propria comunità, privi di ogni essenza umana condivisibile.

I soldi oggi si fanno con la speculazione più bieca e cieca, che tende ad assoggettare e costringere ognuno di noi in una dimensione tristemente inumana, in una condizione di sudditanza al dio danaro, così come oggi viene concepito, desiderato e prodotto.

Un esempio per tutti è il mercato industriale automobilistico, che volontariamente non adotta meccaniche di propulsione e dimovimento a base di gas presenti in modo praticamente infinito, al solo fine di mantenere in piedi un sistema alienato e malefico che ruota attorno ai combustibili fossili, alla loro proprietà, alla loro gestione, al loro uso.

Esistono tecnologie che le grandi industrie non adottano per la propulsione dei mezzi di trasporto, tecnologie che emettono un bel nulla di pericoloso nella nostra atmosfera, nemmeno quel calore che è certamente il potenziale assassino del nostro futuro, dei nostri figlie nipoti, se non di noi stessi.

E le guerre in questa terra, si sono tutte fatte sulla base dello sfruttamento delle risorse energetiche.

E quella pace che chiedono in tanti, non sarà mai possibile senza una presa di coscienza di questa come di altre dolenti e scottanti verità, quali quella che siamo in troppi a respirare su questo pianeta, emettendo gas letali in quantità eccessiva, gas che stanno aumentando il benefico e naturale effetto serra del pianeta, gas che stanno liberando altre enormi quantità di gas analoghi imprigionate da una “temperatura normale” negli oceani, ed ora pronte a surriscaldarci e ad avvelenarci tutti.

La verità che più fa male e che è contraria al dio del consumismo figlio della famigerata dea impazzita delle rendite finanziarie, è che siamo ormai in troppi, per poter sopravvivere tutti, per avere una speranza di futuro.

Amen.

Chorus:
Aaaaaaaaaaaah Ooooooooooooh
Aaaaaaaaaaaah Ooooooooooooh

Che cosa abbiamo dato al Mondo
Guarda che cosa abbiamo dato
Cosa è successo alla pace
Che tu hai promesso a tuo figlio…
Cosa è successo ai campi fioriti
E’ un momento?
Cosa è successo a tutti i sogni
Che tu dicevi erano miei e tuoi
Ti sei mai fermato ad osservare
Tutti i bambini che muoiono per la guerra
Ti sei mai fermato ad osservare
Questa Terra piangente, queste rive piangenti?

“Cosa è successo alla pace, Che tu hai promesso a tuo figlio…”.

Ecco il salto generazionale incosciente e perdente che ha fatto dimenticare ogni identità di appartenenza, che ha fatto delle famiglie un mero contratto fra individui che possono anche essere improduttivi, se appartenenti allo stesso sesso, e profondamente perdenti, poichè non legate ad un futuro più lungo della lunghezza della loro vita, non proteso e non proiettato nel futuro oltre la vita, oltre la propria vita terrena, quel futuro che fa vedere ad ognuno di noi il proprio figlio come la continuazione di se stesso nel tempo, quel figlio che è il legame generazionale del passato al presente e del presente al futuro, quel figlio che impedisce ogni mercificazione umana ridotta in schiavitù assoluta alla potenza del dio danaro, di suo fratello il dio consumo, e della loro madre, la dea del sistema della speculazione finanziaria anti-umana.

Questo processo, da molti guardato come uno straordinario successo del pensiero laico moderno, è meglio conosciuto come “secolarizzazione” dal termine latino saeculum, con il significato di, guarda il caso, mondo, pianeta.

La secolarizzazione come processo per il quale la società non adotta più un comportamento unifico ed umanamente quanto storicamente fondato, ma si allontana da schemi, usi e costumi tradizionali, investendo tutto il sistema dei valori, modificandoli, mortificandoli o eliminandoli e, con essi, trasformando anche le identità, le appartenenze, comprese e soprattutto quelle laiche e/o laicizzate.

Questo processo storico è invece un fallimento assoluto che ci sta uccidendo tutti.

Questo “mondo” malcreato dagli esseri umani ci sta uccidendo tutti.

Esso ha minato dapprima le famiglie e la concezione di imprenditoria familiare, sganciando nel mondo delle cointeressenze governate da un mercato azionario senza fratelli e sorelle, senza padri ne madri, il concetto di produzione morale asservita ai veri bisogni umani, quelli più elementari e sani.

La ricerca di un finanziamento bancario e finanziario che andasse oltre la propria familiarità comunitaria, che prelevasse altrove quel danaro che servisse alla liberazione di un mondo industriale, se pure intelligente e valido nella sua volontà, è stato invece trasformato in una dittatura della finanza sul sistema produttivo per cui, le imprese oggi sono schiave delle banche e della loro infinita sete di ricchezze.

Quella liberazione che faceva sognare un futuro di benessere, è stata invece e suo malgrado, la madre di una schiavitù corruttiva senza soluzione di continuità, in nome di una parola mai abbastanza abusata:

l’usura, l’usura del mondo finanziario nei confronti del mondo produttivo.

La fraintesa ed accondiscendente libera civiltà umana ha prodotto essa stessa quelle deformazioni che la stanno uccidendo, quelle interruzioni generazionali che, sventolate come bandiere di conquista di libertà, si sono verificate come vessilli di morte, morale e materiale.

Amen

Chorus

Io sognavo
Io guardavo oltre le stelle
Ora non so dove siano
Sebbene siamo andati anche oltre ad esse

Il sogno umano.
Ci hanno talmente convinti a sognare oltre le stelle, che abbiamo dimenticato di vedere cosa accadeva al nostro vicino, al nostro padre, alla nostra madre, ai nostri figli, questo sì, il vero futuro, il vero sogno umano degno di attenzione.

Chorus

Hey, cosa è successo al passato
(Cosa ci è successo)
Cosa succede ai mari
(Cosa ci è successo)
I cieli stanno cadendo
(Cosa ci è successo)
Non riesco neanche a respirare
(Cosa ci è successo)
Cosa succede a questa terra sanguinante
(Cosa ci è successo)
Non ci accorgiamo di ferirla
(Cosa ci è successo)
Cosa succede al valore della natura
(Ooooh, ooooh)
E’ il grembo del nostro pianeta
(Cosa ci è successo)
Cosa succede agli animali
(Cosa gli è successo)
Abbiamo trasformato regni in polvere
(Cosa ci è successo)
Cosa succede algi elefanti
(Cosa ci è successo)
Abbiamo perso la loro fiducia
(Cosa ci è successo)
Cosa succede alle balene che piangono
(Che cosa ci è successo)
Stiamo devastando i mari
(Cosa ci è successo)
Cosa succede ai sentieri nelle foreste
(Ooooh, ooooh)
Bruciano malgrado le nostre dichiarazioni
(Cosa ci è successo)
Cosa succede alla Terra Santa
(Cosa ci è successo)
Cosa succede all’uomo comune
(Cosa ci è successo)
Cosa succede ai bambini che muoiono
(Cosa ci è successo)
Non li senti piangere
(Cosa ci è successo)
Dove stiamo sbagliando
(Ooooh, ooooh)
Qualcuno mi dica perchè
(Cosa ci è successo)
Cosa succede ai bambini
(Cosa gli è successo)
Cosa succede ai giorni
(Cosa ci è successo)
Cosa succede a tutta la loro gioia
(Cosa ci è successo)
Cosa succede all’uomo
(Cosa ci è successo)
Cosa succede all’uomo che piange
(Cosa ci è successo)
Cosa succede ad Abramo
(Cosa ci è successo)
Cosa succede di nuovo alla morte
(Ooooh, ooooh)
Maledicici

Cosa ci è successo?
Cosa succede ai bambini?

Quel che li abbiamo condannati a subire con una dissennata politica proliferativa senza limiti.

Per assurdo e per paradosso, ma anche per ordine naturale, per ogni bambino che nasce in questa terra, diminuisce drasticamente la probabilità di sopravvivenza dei bambini venuti prima di lui.

Siamo riusciti a rendere infernale l’atto di amore e di speranza più grande e più belllo che esista:
la nascita di un bambino.

Ha ragione, Michael jackson.

Maledicici, o Signore, perchè abbiamo peccato in bontà nei confronti dei pericoli che attentano alla nostra stessa sopravvivenza.

Hai ragione quando urli con amore e con odio:
Maledicici!

Il fallimento delle promesse che certo progresso ci ha inculcato come vincenti.

Ecco cosa è il nostro presente disfatto ed arreso.

La soluzione a tutto questo, è la nascita di un governo federale mondiale, che gestisca e governi i processi globali che ci stanno conducendo ad un suicidio collettivo.

Ma, esiste una politica abbastanza forte da imporre questo governo alle forze economiche e finanziarie?

Esistono politici capaci di interpretare questi sentimenti, queste volontà di salvezza?

Esistono persone capaci di imporre a religioni radicali l’interruzione immediata di prassi religiose quali la poligamia che intervengono pesantemente sulla assurda proliferazione umana che questo pianeta non può più sopportare?

Il poeta è colui il quale riesce ad esprimere l’inesprimibile, diceva un poeta italiano.

Io aggiungerei anche colui il quale riesce ad evocare immagini vitali assolutamente condivise da coloro i quali le hanno sempre sentite dentro di se, ma non hanno mai trovato la strada per esternarle, per renderle manifeste e pubbiche, quindi, sentite come proprie e condivise.

Una qualità questa, cui la politica non può fare a meno.

Una qualità questa, cui la politica contemporanea fa troppo spesso volentieri a meno, etichettando per contro e negativamente come “una politica di pancia” questa qualità insostituibile.

Non c’è cuore, non c’è testa, secondo questi politici, che han dimenticato come sia lo stomaco a nutrire cuori e menti e come sia la soddisfazione alimentare del bisogno atavico di mangiare come quella di respirare ossigeno, una primordiale esigenza da soddisfare, l’unica prioritaria, l’unica decisiva per la vita.

Parole e idee, le ha portate via il vento della storia, quella storia che ci sta conducendo nel baratro senza fine di un mondo squilibrato e profondamente malato, lontano miliardi di anni luce dai bisogni primari dell’uomo.

E’ il declino delle libere democrazie così come sono state sinora fraintese e malversate.

E’ il declino del pensiero democratico-demografico che impone una politica del medio e mediocre al governo del mondo, una poltica mediamente e mediocremente sottomessa e corrotta, affascinata dal potere in quanto tale, ammaliata dai privilegi del potere e non dal suo uso.

E ditemi ora:

è questo il mondo che volete?

è questa la condanna che desiderate per i vostri figli?

Beh, io no.

Io non la desidero, questa condanna.

Io non scendo a compromessi con essa.

Io non mi sottometto ad essa.

Io la combatterò per sempre, o almeno sino a quando il potente giudice sovrastrutturale che l’ha emessa, mi tapperà la bocca per sempre.

Io non ci sto.

Io non morirò senza combattere.

Io non lascerò ai miei figli un mondo degenere, una morte del genere.

Questo non è il mio mondo e questo post, è la mia canzone per la Terra.

Per la Mia Terra.

Per i miei figli.

Perchè possano comprendere e mai più ripetere gli errori di quei padri, che non sono certamente io.

Mors tua vita mea.

Si vis pacem, para bellum.

Mai come oggi, mai state così vere queste parole.

Mai.

Se la mediocrazia tendente al ribasso umano ha deciso di ucciderci tutti, allora non vedo perchè l’ignoranza che sottintende questa mediocrazia debba essere tutelata e preservata, quale fosse un tesoro immane, e non invece giustamente educata e governata.

E’ il momento di fare scelte, signori e signore, è il momento di schierarsi, di vestire spada e scudo per difendere la nostra vita, la nostra civiltà, la nostra sopravvivenza.

Prima che sia troppo tardi.

Prima che lo faccia qualche mediocre ignorante contro di noi.

Prima che lo faccia il pianeta per tutti noi.

Welcome people, to the real world.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Puoi sentirmi?

venerdì, 4 marzo 2011
Sarah Scazzi

Sarah Scazzi

Yara Gambirasio

Yara Gambirasio

Puoi sentirmi?

Puoi sentire il grido di dolore di un popolo che piange la tua vita strappata?

Puoi sentire questa gente che urla la tua rabbia?

No, molti non ti conoscevano neppure, ma hanno imparato ad amarti quando ti hanno persa.

No, molti non ti avevano incontrata, ma hanno cercato disperatamente la strada che conduceva a te.

Puoi sentirmi?

Yara, puoi sentirmi?

Sarah, puoi sentirmi?

Scusami, se sono stato incapace di impedire tutto questo.

Ma non è per colpa mia se la barbarie ci sta uccidendo un po ogni giorno, non è colpa mia se la giustizia non è un muro abbastanza alto e fermo per impedire che la violenza ti uccida ancora ed ancora.

Puoi sentirmi?

Puoi perdonarmi?

Vuoi perdonarmi?

Ti giuro che mi impegnerò, ancor più di ieri, perchè la giustizia sia muro invalicabile per tanta facile violenza.

Ti giuro che urlerò ogni giorno che la giustizia si sposi con la difesa della vita di ogni Yara, di ogni Sarah.

Purchè tu mi perdoni, figlia mia.

Purchè tu ci perdoni.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Mandiamoli a casa: la loro

martedì, 27 aprile 2010

Un presente sempre più disperato uccide gli esseri umani più deboli:
i bambini.
C’è chi li annega, c’è chi li brucia, chi li uccide a coltellate e chi li abbandona appena nati in una busta di plastica.
Padri di famiglia che perdono il lavoro e si suicidano sulla via di casa, madri rese folli di terrore che sopprimo i loro figli …..
Che brutti tempi siamo costretti a vivere, che malessere disumano siamo costretti a subire.
Mancanza di speranza e incertezza nel futuro spazzano il nostro quotidiano, piegando le volontà meno forti, rendondo folli le menti meno equilibrate.
Il paese ha bisogno di speranza e di cambiamento, ma la casta politica italiana pare essere cieca e sorda a questi richiami.
Il paese urla di dolore e la casta se ne disinteressa completamente.
Unica e sola, la Lega naviga in questo mare in tempesta a testa alta, senza mai piegare le spalle, issando un vessillo che è divenuto l’unica concreta speranza di un futuro migliore:
la bandiera delle riforme e del federalismo.
Gli altri politici è come se non esistessero, troppo impegnati in piccole faccende personali, bieche provocazioni razziste, troppo occupati delle loro poltrone e dei loro privilegi per rendersi interpreti delle esigenze del paese.
Un mondo impazzito è questo.
Un mondo che merita solo di essere mandato a casa.
La loro.