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Ancora una volta: Tutti Pazzi per la Lega

mercoledì, 14 luglio 2010

Si stringe il cerchio dei conservatori italiani avversi ad ogni cambiamento e ad ogni riforma in questo paese.

Impazzisce il Presidente della camera dei deputati Gianfranco Fini che affonda quotidianamente i suoi attacchi alla Lega, come nel caso delle quote latte, e continua nella opera di disgregazione della maggioranza di governo, restando nemico ed avversario sempiterno del cambiamento e delle riforme leghiste, a cominciare da quella del federalismo, incredibile fautore di un impossibile terzo polo politico che somiglia ogni giorno di più ad una forzata restaurazione democristiana.

Impazzisce il Presidente della Conferenza Episcole Italiana (CEI) Cardinale Angelo Bagnasco, che evoca il ritorno ad un passato democristiano fatto di un enorme ed abusivo potere temporale della chiesa sulla politica italiana, ed evocando a gran voce l’avvento una nuova leva di politici cattolici che il rappresentante italiano della chiesa cattolica italiana vorrebbe evidentemente indirizzare e “spiritualmente” governare, di quella chiesa cattolica che assiste inerme alla novella espansione islamica tendente alla egemonizzazione religiosa (e conseguentemente politica) dell’intero pianeta, di quella chiesa cattolica che è preda di una crisi interna profonda, travolta dagli scandali in casi di pedofilia e violenza su donne e minori, di quella chiesa che nasconde il cadavere di una donna uccisa barbaramente nel sottotetto di una parrocchia, di quella chiesa che abusa dei minori e dei disagiati che dovrebbe soccorrere, di quella chiesa che vede coinvolto il cardinale Crescienzio Sepe, Arcivescovo di Napoli e già organizzatore del mega evento del Giubileo, in indagini di corruzione riguardanti la facciata del palazzo di propaganda Fide, in Piazza di Spagna a Roma.

Impazzisce Francesco Rutelli, che condivide il sogno di restaurazione democristiana oggi in atto, il due volte sindaco di Roma già condannato per la vicenda delle consulenze affidate a soggetti esterni dal comune di Roma, gestore del mega evento del Giubileo come Sindaco di Roma e Commissario Straordinario del governo Prodi, in collaborazione con il Segretario Generale del Giubileo dell’Anno 2000, il già citato Cardinal Crescienzio Sepe.

Impazzisce Pier Ferdinando Casini, da sempre nemico giurato del vento riformatore leghista, che appare sempre più indeciso se lavorare per un impossibile ritorno dell’UDC nella maggioranza di governo (sogno stroncato sul nascere proprio dalla Lega Nord di Umberto Bossi) o se inseguire anch’egli il mito contemporaneo della restaurazione democristiana e degli usi e costumi politici della prima repubblica.

Impazzisce Clemente Mastella, soggetto indesiderato anche nel golpe (andato in bianco in tutti i sensi) della restaurazione democristiana e costretto a veleggiare isolatamente verso un movimento politico campanilistico di quel sud che egli non ha mai veramente aiutato, ma che ha abilmente sfruttato a fini politici, elettorali e familiari.

Impazzisce il premier Silvio Berlusconi, sempre più stretto d’assedio, che rischia l’ingresso di scenari ancor più pericolosi nel caso non riesca a far varare l’intero testo sul federalismo fiscale entro luglio, così come richiesto dal suo alleato più leale: la Lega.

Impazzisce la cricca della restaurazione degli usi e dei metodi di governo della prima repubblica, ormai sempre più delineata nel produrre spaccature e correnti politiche che hanno il solo fine di impedire il cambiamento di questo paese e di ostacolare le riforme leghiste.

Impazzisce Pier Luigi Bersani, leader del Partito Democratico, che si dice indisponibile al un sostegno ad un governo guidato dal premier Berlusconi, ma lascia aperta la porta al sostegno ad un governo a guida Tremonti, lasciando così intendere che sosterrebbe una maggioranza di governo a guida praticamente leghista.

Impazzisce Antonio Di Pietro, da sempre in “conflitto di competenza” con la Lega sui temi della sicurezza e della giustizia, ma che con il voto favorevole del gruppo IDV nella votazione sul federalismo demaniale, lascia intendere anch’egli che esiste una possibilità di incontro con la politica della Lega nel futuro.

Insomma, la Lega tutti la contrastano e tutti la vogliono.

Ancora una volta, tutti pazzi per la Lega.