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Degrado sociale ed illegalità diffusa: inadempienze dello stato

domenica, 6 maggio 2012

Il disagio sociale cresce di giorno in giorno e cinge sempre più strettamente il popolo dei cittadini lavoratori, delle famiglie e delle aziende italiane.

Un soffocamento che è propedeutico della affermazione della illegalità e della violenza come metodo di confronto e di regolazione delle controversie.

L’assenza di controlli e di vigilanza della pubblica amministrazione sulle attività umane rende possibile tutto ed i ìl contrario di tutto.

A Foggia, per esempio. si può assistere tutti i giorni allo spettaccolo di decine e decine di venditori di articoli e di merci contraffatte o prodotte e vendute in violazione di ogni legge, procedura, prassi e commercio legale esistente.

Dove avviene questo scempio?

In pieno centro cittadino per esempio, ogni giorno e sotto gli occhi di tutti questa “casta di intoccabili” extra comunitari (guai a protestare, ci si becca l’epiteto di razzista!) vende merce con marchi falsificati, film in dvd e cd musicali riprodotti in violazione del copyright, giocattoli fuori dalla normativa europea, borse e cinture, occhiali da sole ed utensili nel più assoluto silenzio, nella più assoluta illegalità.

Sono iscritti questi commercianti presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Foggia?

E chi li autorizza al commercio ambulante?

E chi, nel predetto Pubblico Registro delle Imprese è individuato dalla legge come soggetto atto a controllare e vigilare?

Sono iscritti questi commercianti presso un ente previdenziale?

E chi in questo predetto ente previdenziale ha il dovere di controllare e vigilare?

Sono iscritti questi commercianti presso un ente assicurativo per il caso della malattia o dell’infortunio sul lavoro?

E chi in questo predetto ente assicurativo ha il dovere di controllare e vigilare?

Sono iscritti questi commercianti come lavoratori autonomi o sono essi dei lavoratori dipendenti?

E chi ha il dovere di controllare e vigilare se essi siano lavoratori autonomi o dipendenti?

Quale ispettorato, quale vigilanza e quale controllo dovrebbero sottoporre a controllo, vigilanza ed ispezione questa “casta di intoccabili” extra comunitari che creano ricchezza violando la legge?

Pagano l’IVA, pagano l’IRPEF, pagano l’IRES, pagano la Tassa per l’Occupazione del suolo pubblico?

E se non sono iscritti ad alcun registro delle imprese e sono sconosciuti come lavoratori dipendenti, come fanno ad occupare il suolo pubblico e produrre ricchezza evadendo ogni legge ed imposta conosciuta?

Ma il caso di questa “casta di intoccabili” extra comunitari non è isolato alle centralissime Corso Vittorio Emanuele II, Piazza Umberto Giordano, Via Vincenzo Lanza, Piazza Cavour e Viale XXIV Maggio, ma invade e si impadronisce totalmente di altre strade cittadine, come Via Sant’Alfonso Maria de Liguori e Via Guido D’Orso angolo Corso Roma nella famigerata Piazza Libanese, per fare qualche altro esempio.

Senza dimenticare il quotidiano mercato del “Giannone”, nelle sue propaggini di Corso Roma e di Via Giovanni Urbano, che ospitano decine di extra comunitari con e senza “posto fisso” di vendita.

E che dire dei mezzi di trasporto che utilizza questa “casta di intoccabili” extra comunitari?

Furgoni vecchi e malconci, tenuti insieme con lo sputo, con emissioni di rumore e dello scarico a dir poco eccessive, con pneumatici su cui il battistrada è solo un ricordo, stracarichi e con le sospensioni scoppiate ormai da più di un decennio.

E chi avrebbe il dovere di controllare e vigilare questi mezzi, la loro effettiva proprietà, il loro effettivo uso, le loro condizioni di utilizzo, la regolarità della loro circolazione e della relativa documentazione?

Eppure quotidianamente essi circolano, inspiegabilmente, innaturalmente, e nelle apparenze, anche illegalmente.

Questa “casta di intoccabili” extra comunitari invaderà ancora il piazzale della stazione ferroviaria di Piazza Vittorio Veneto e strade limitrofe occupando il suolo pubblico ed adibendolo a camping o cloaca all’aperto?

E chi li autorizza a questo campeggio illegale?

E chi li autorizza ad utilizzare ogni angolo di quella parte della città come una latrina a cielo aperto?

E chi dovrebbe invece, per dovere e per comando, impedire che tutto questo degrado si abbatta sui cittadini foggiani, ancora una volta, per un altro anno?

Quali inadempienze e quali sottrazioni al proprio dovere e alle proprie competenze mette così a rischio la salute pubblica, l’ordine pubblico, l’urbana civiltà italiana?

Possibile che nessuno veda, nessuno senta, nessuno parli in questa assai degradata città?

Possibile che anche questo anno, Foggia, Borgo Mezzanone e le campagne della Capitanata dovranno essere inondate ancora una volta da tanta illegalità senza alcun controllo, senza alcuna vigilanza, senza nessuna ispezione da parte degli uffici competenti?

Beh, potrà anche essere così, potrà ancora peggiorare e continuare il disagio sociale in questa città ormai troppo degradata, ma tutto questo non avverrà senza la relativa punizione prevista dalla legge caso per caso, sino ad arrivare nel caso di assoluto inadempimento del dovere, a costituire comitati di cittadini che surroghino le autorità competenti, avochino il potere di controllo, vigilanza e ispezione qualora non osservato da chi di competenza o si riapproprino semplicemente della propria sovranità evidentemente delegata secundum legem e tradita inopinatamente da chi avrebbe dovuto incarnarla ed interpretarla nell’interesse esclusivo del popolo dei cittadini lavoratori, delle famiglie e delle aziende foggiane, aziende che vengono invece fatte oggetto di verbali sommari per aver occupato il suolo comunale senza autorizzazione e senza il versamento della relativa tassa, mentre questa “casta di intoccabili” extra comunitari fa quel che vuole, come vuole, in barba a tutte le leggi che vuole.

Ma questa “casta di intoccabili” extra comunitari e coloro i quali ne difendono stile di vita e somma delle evasioni dovranno rendere conto, al tribunale ordinario ed al tribunale del popolo:

questa volta non si esce per il rotto della cuffia della legge.

Questa volta pagherà il suo conto chi ha provocato o collabora a provocare questo assurdo disagio ed il conseguente degrado sociale:

pagherà il suo conto, di fronte alla legge e di fronte al popolo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta – 18/04/2012 di Gustavo Gesualdo

mercoledì, 18 aprile 2012

Crisi economica, politica, umana, finanziaria, sociale, comunitaria, nazionale, internazionale, globale.

Quando in un paese si allentano i cordoni della borsa del benessere diffuso che tenevano unito e fasciato il complesso delle caste e delle corporazioni sociali, politiche, comunitarie ed economiche che lo compongono, allora quella nuova distanza e questo nuovo vuoto vengolo colmati da quotidiane reciproche accuse di follia.
Scompare la voglia di capire, si perde il metro e la misura di chi pretende arrogantemente di comprendere il prossimo suo a priori, quando non è in grado di contenere il pensiero altrui.
Lei non sa chi sono io …
Ma chi credete di spaventare, i passeri?
Troppo piccole le altezze umane dello status quo per poter capire cosa accade intorno a loro, per poter contenere e razionalizzare il pensiero altrui in piena evoluzione.
Così, la coesione sociale si trasforma in avversione sociale e la competizione sociale degrada in conflitto sociale.
La competizione socio-economica non dispone più di tolleranza e di solidarietà fra chi ruba e chi viene derubato.
Così, lo status quo dell’abuso del prepotere pubblico a fini di conservazione di privilegi e interessi di casta assurdi ed impagabili, ora ammutolito e schiaffeggiato, tenterà una reazione conservativa attraverso l’abuso della forza pubblica.
E sarà l’inizio della fine:
forza chiama forza, bastone chiama bastone, manganello chiama manganello.
E la storia ricomincia in un susseguirsi di reazioni e reazioni, reazioni a reazioni, sino ad arrivare alle reazioni senza alcuna causa, promosse solo al fine del godimento nell’esercizio del potere.
E tutto ricomincia da capo, nello svolgersi imperioso di vortici storici ricorrenti.
Ed è inutile tentare di avvisare, di avvertire, di indicare modi di prevenire, di cambiare futuro e fato, di mutare il destino.
Non capiscono, ma soprattutto, non vogliono capire che famiglie ed aziende sono molto più importanti di loro e della loro stessa esistenza.
Hanno minato il futuro delle famiglie naturali e delle aziende competitive.
Cadranno anche per questo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il Welfare, la Crisi, la partitocrazia e Super Mario Monti

martedì, 10 aprile 2012

Il welfare italiano è tutto da rifare, poiché pieno di privilegi arroganti per i furfanti e totalmente privo di diritti per i cittadini:
siamo in pieno medioevo, ed in questa cosa, Monti non c’è.

Ma c’è invece tutta la partitocrazia che, invece di difendere famiglie ed aziende si è definitivamente compromessa in una Questione Morale Infinita, senza soluzione di continuità.

Qualcuno dice che in italia le leggi le fanno i fuorilegge.

Può darsi.

Certo è che questa casta politica, burocratica, partitocratica e sindacale rappresenta un freno potente contro ogni forma di liberalizzazione e di riforma in senso progressista.

Una sorta di coagulo di sottosviluppati trogloditi riuniti in caste abusa del potere pubblico a fini di arricchimento personale tramite la difesa ad oltranza, anche contro gli interessi dell’intero paese, di uno status quo impagabile da qualunque popolo civile, da qualunque comunità sociale.

In tutta questa follia incivile e mafiosa, il cambiamento è sempre stato punito, invece della dovuta punizione al male oscuro del paese.

Così sono caduti Benito Mussolini, Aldo Moro, Bettino Craxi, Umberto Bossi.

Ognuno di loro, con volontà, obiettivi, modalità, effetti e prassi differenti ha tentato il cambiamento.

Ognuno di loro è stato politicamente ucciso per aver cambiato lo stato o solo per aver tentato di farlo.

Cosicché, in questo paese mafioso, usurato ed assai corrotto, “i peccatori” si salvano sempre, attraverso la loro cancerogena infiltrazione dello stato e di quei poteri che dovrebbero contenere gli eccessi e gli errori del potere politico (informazione, magistratura, sindacati, parti sociali, etc), mentre chi tenta il cambiamento “in meglio”, viene pomposamente redarguito con il solito: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Se rubi poco ovvero rubi senza essere autorizzato dal consociativismo delle caste mafiose, vieni scandalosamente additato come il solito moralista preso con le mani nel sacco.

Ma se rubi con il metodo mafioso consociativo, allora sei dei loro, e qualcuno farà la telefonata giusta al giudice giusto, per salvarti, o per ammazzarti, a seconda della convenienza del momento.

Ma, queste caste mafiose così attaccate alle poltrone del potere pubblico non molleranno mai la presa.

Occorre una nuova politica che chiuda il rubinetto delle carote ai membri di queste caste mafiose e lo apra in favore di cittadini lavoratori, delle famiglie, delle aziende.

Occorre un bastone per questa gente, non una carota, ma un lungo bastone nodoso.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il nord affonda nella mafia e nella corruzione, sia morale che materiale

mercoledì, 7 marzo 2012

Affonda la nave del nord, esattamente come affonda la nave concordia e la nave italia.

Affonda per una secessione mai veramente voluta.

Affonda per un federalismo mai veramente realizzato.

Affonda per uno scandalo omosessuale mai veramente chiarito.

Affonda per uno scandalo di nepotismo mai veramente digerito.

Affonda per uno scandalo corruttivo mai veramente evitato.

Ma soprattutto il nord affonda perché non ha mai veramente difeso le famiglie e le aziende del nord dalla infiltrazione delle organizzazioni mafiose, dalla aggressione della corruzione morale e materiale, dalla violenza dell’usura. dalla grave minaccia di sopravvivenza al popolo dei cittadini-lavoratori da parte della evasione fiscale.

Affonda completamente questo modello lombardo nella leadership del nord.

Non si tratta con i mafiosi, ne ci si allea con partiti politici che prelevano gran parte del loro consenso in quelle regioni laddove le mafie hanno dimostrato di condizionare, orientare e governare il consenso, in un modo o nell’altro.

Se si vuol veramente cambiare “il sistema”, non si va a cena con “il sistema”.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Manovra finanziaria 2011: è crisi aperta fra governo e cittadini lavoratori

sabato, 2 luglio 2011

Dopo decenni di evasione ed elusione fiscale più o meno tollerata, più o meno contrastata, il governo berlusconi, procede verso il recupero di quelle risorse che servono a continuare a mantenere intatta la ricchezza ed il benessere delle classi privilegiate, di quelle corporazioni e di quelle caste che vivono di danaro pubblico, prelevato coercitivamente nel nome del popolo italiano al popolo italiano.

Ci saremmo aspettati una manovra perequativa della contribuzione al mantenimento delle classi politica e burocratica, ovvero un forte abbattimento dei costi della casta politica, ma così non è stato.

Il governo punta un coltello alla gola dei pensionati e pretende un contributo anche da loro, contributo che finisce direttamente nelle tasche della casta politico-burocratico-partitocratica.

Invece di eliminare enti inutili e costosi, privilegi di casta inauditi ed impagabili, il governo decide di sottrarre ricchezza ai più deboli.

Ma, è sin troppo facile essere forti con i deboli e deboli con i forti, mentre sarebbe molto più difficile essere giusti.

E il governo berlusconi ha deciso di essere ingiusto, profondamente ingiusto.

Il governo berlusconi dimentica che un pensionato è stato lavoratore dipendente per una intera vita lavorativa e che i lavoratori dipendenti non possono eludere o evadere il fisco, per legge.

Il governo pretende ingiustamente altri danari da chi ha certamente pagato ogni singolo euro e/o lira della propria tassazione, fra le più alte del mondo occidentale, tassazione che è colpevole di essere quel cuneo fiscale che non fa la felicità degli imprenditori e nemmeno dei lavoratori, sottraendo seccamente ricchezza agli uni e agli altri e portando il mercato del lavoro italiano fuori dalla concorrenza internazionale con il resto del mondo produttivo.

Il governo berlusconi, dimentica altresì che quegli ex lavoratori che sono oggi dei pensionati, hanno goduto dei più bassi salari di tutto il mondo occidentale, aggravando di fatto la loro condizione di “soggetto contrattuale debole”.

Ma berlusconi pare altresì dimenticare che il governo di uno stato democratico esiste esclusivamente per creare condizioni di perequazione, non per aggravarne le già gravi sperequazioni in essere, ancor di più rese serie dalla crisi economico-finanziaria che vede le aziende emigrare in massa in stati meglio governati e condotti, meno esosi e spreconi, più equi e sereni.

Così, il governo belrusconiano, decide con un tratto di penna di aggravare la condizione dei soggetti già deboli, in virtù del mantenimento dello status quo della Casta.

silvio berlusconi appartiene ad una categoria assolutamente differente da quella del popolo, egli è infatti componente di quella imprenditoria che, per legge ordinaria dello stato, è lasciata libera di evadere o meno la contribuzione fiscale, al contrario dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

Inoltre, sempre il capo del governo italiano risulta essere stato indagato per frode contabile, come quella ben più nota della Parmalat, peraltro considerata una delle maggiori frodi contabili della storia italiana, che di frodi e di truffe commesse ai danni del popolo italiano, è patria universalmente riconosciuta.

Ma le vicende giudiziarie berlusconiane, si sono tutte estinte per prescrizione dei termini o per interventi normativi ad hoc che lo hanno letteralmente salvato, come nel caso di specie, con il famigerato “colpo di spugna” normativa con cui, la penalità conseguente alla violazione di legge in tema di falso in bilancio o di frode contabile, veniva ridotta alla mera sanzione amministrativa.

Certo, vista la diffusione del fenomeno della frode contabile, si è ritenuto meglio provvedere alla sua depenalizzazione piuttosto del duro contrasto che, il principio giuridico della legalità, pretende.

Ma le vicende scandalose in cui è caduto più volte questo governo e singoli membri del suo esecutivo, come pure componenti e dirigenti facenti capo alla parte politica berlusconiana, portano alla luce una conduzione politica molto lontana dalla risoluzione della cosìddetta questione morale, cui il tentativo di smarcarsi creando un nuovo segretario-fantoccio diverso da se stesso a capo della PDL, aggiunge molti motivi di riflessione profonda.

Forse, ad avere più ragione di tutti, è stato proprio il suo alleato politico più fedele, quell’Umberto Bossi leader della Lega Nord che, nell’infuocato tema della riforma della giustizia, ebbe a dire:

“peggio per lui”.

Ormai, berlusconi è uomo solo ed isolato, seduto al centro di una corte politica fonte di notevoli dubbi e preoccupazioni, sia all’interno che all’esterno del paese, corte che non perderebbe nemmeno un minuto ad abbandonare la sua nave politica, se dovesse repentinamente affondare.

Il tanto strombazzato consenso popolare di cui rapportava periodicamente berlusconi con la pubblicazione di sondaggi e test all’uopo preparati, è adesso in caduta verticale, e rischia di portare nel baratro politico anche il suo più fedele alleato, sempre quell’Umberto Bossi capo della Lega Nord, che a tal proposito ebbe a dichiarare:

“non affonderò con il Pdl”.

L’empasse bossiana è tutta nel ricatto estorsivo che berlusconi fa alla Lega Nord, in considerazione dell’ultimo voto di approvazione definitiva di quel federalismo che tanto è costato alla dirigenza leghista come al suo sempre più irrequieto popolo movimentista, provocando addirittura una marcia indietro spettacolare che si è manifestata in quei cori ripetuti che chiedevano un ritorno alla politica secessionista durante l’annuale incontro leghista di Pontida.

Novembre non è poi così lontano, e potrebbe essere un obiettivo raggiungibile, anche per questo governo decimato.

Sempre che, la lunga e calda estate politica che si protende sino a quel tempo, non produca “colpi di sole dell’esecutivo” non più contenibili, ovvero ulteriori richieste estorsive da parte della PDL che potrebbe chiedere garanzie sulla alleanza elettorale alla prossima tornata nazionale.

Quel che appare certo è che berlusconi non ha più il controllo della situazione politica.

Come pure appare certo come sia Bossi l’arbitro assoluto di questo delicato momento storico, sia pur pressato e vezzeggiato, a seconda della parte che lo incontra ed a seconda degli interessi che muovono quelle parti politiche.

A lui, è affidata la sorte di questo governo degradato come di questa malconcia maggioranza, come pure, le sorti dell’intero paese.

Tutti gli occhi del popolo padano sono rivolti a lui.

E non solo quelli del popolo padano.

Non resta che attendere gli eventi, ovvero, assistere ad improvvisi terremoti politici, favoriti dalla ormai mortale crisi che avvolge le sorti di questo governo.

Occorre però valutare bene il momento in cui abbandonare questa nave semiaffondata, per evitare di affondare disastrosamente, politicamente e personalmente con essa.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Casta Politica Italiana

giovedì, 16 giugno 2011

Ancora bloccata nelle paludi romane ogni riforma che tocchi lo status quo della Casta Politica Italiana.

Perchè?

Perchè le riforme le realizza la Casta Politica Italiana.

Perchè la Casta Politica Italiana non vuole perdere potere e privilegi come il suo status quo.

Siete una famiglia con difficoltà economiche?

Siete una azienda con la crisi alle porte?

E alla Casta Politica Italiana, cosa pensate che importi?

Cosa importa alla Casta Politica Italiana se il debito pubblico è alle stelle, e cosa credete che importi alla Casta Politica Italiana se sta diminuendo il risparmio privato, bruciato per contenere gli effetti della crisi che la politica non vuole affrontare, e cosa pensate che importi alla Casta Politica Italiana se il reddito delle famiglie cala?

La Casta Politica Italiana pensa solo ed esclusivamente a se stessa, alla tutela del proprio interesse di casta corporativa ed al mantenimento delle cose così come sono.

Esclusivamente da questo fatto, deriva l’immobilismo che paralizza la politica italiana.

Ma allora, chi cura il bene comune, chi tutela e garantisce la res publica, chi difende il popolo sovrano dalla crisi?

La risposta è che il Popolo Sovrano è solo ed anche molto male accompagnato.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Mafia & Merda

sabato, 16 aprile 2011

Un paese devastato da una morale inesistente e da una etica mai nata.

Sapete cosa unisce veramente questo paese?

L’amore per la patria?

Il tricolore?

L’identità italiana?

Ma no, lo sapete benissimo cosa unisce questo paese.

Lo vedete ogni giorno, lo leggete ogni giorno, lo vivete ogni giorno.

Ciò che tiene unito questo paese è la merda, l’illegalità diffusa, la corruzione, prima morale e poi materiale.

Ecco cosa tiene insieme questo paese.

Ecco cosa uccide questo paese.

Ed ha i suoi vantaggi.

Più sei ricattabile ed acquistabile, più sali la scala del merito, perchè dall’alto tu possa meglio coprire la merda che tracima da ogni dove, travasa ovunque, sommerge tutto e tutti.

Ecco cosa è l’Italia, da sempre.

L’Italia della mafiosità imperante, che prende un caffè, prende la mancia, poi la tangente, poi l’estorsione e l’usura.

E’ sempre la stessa mano che uccide questo paese.

Non è vero che siamo tutti uguali.

Non lo sarà mai.

Non per me.

A quale merda umana andrà il premio giornaliero, oggi?

Facciamo presto, rimettiamo ordine laddove non ce n’è mai stato.

Come in questo stato, che non è mai esistito, se non per coprire le nefandezze più schifose sotto una coltre di parole e di ideali traditi, per scendere a patti con i mafiosi, per svendere il popolo sovrano alle caste mafiose.

Ed è l’ipocrisia di credersi persone per bene, dopo aver ucciso un altro po il paese, la cambiale più difficile da pagare alla merda che galleggia nel mare nostrum.

Chi lavora viene solo mortificato in questo paese di merda.

I mafiosi, tutti i mafiosi, vivono bene, contenti, felici.

Dal più piccolo al più grande pezzo di merda mafioso sa che, se rubano tutti, nessuna legge, nessun giudice, nessun tribunale potrà mai perseguitarli.

Ed è questa la formula vincente del pensiero mafioso italiano, delle caste mafiose italiane:

tutti sporchi, nessuno sporco.

Fino a quando dovremo ancora sopportare tutto ciò?

Fino a quando, potremo ancora sopportare, tutto ciò?

Sino a quando, il mondo del lavoro, rifiuterà tutto ciò.

Sino a quando il mondo dei lavoratori, quelli veri, fermeranno gli orologi di questo paese.

A giudicare da quel che si vede e si legge, non manca poi molto.

«Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere».

Lo ha scritto un uomo che conosceva profondamente questo paese.

Lo ha scritto un uomo che è stato ucciso dalla merda che depista e massacra la vita del popolo sovrano, lo spoglia di ogni diritto e di ogni potere per rivestirne la merda, per farne una merda potente, appunto.

C’è solo una strada per uscire da questa merda:

Pena di morte per i mafiosie per i loro amici di merende.

C’è solo una strada,c’è solo un nuovo senso del dovere, che nessuno ha maivoluto percorrere sino in fondo.

E chissà perché ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il Governo Popolare e l’Opposizione Populista

martedì, 5 aprile 2011

Per la prima volta dalla nascita della repubblica democratica italiana, esiste e governa un esecutivo capace di garantire continuità e stabilità governativa.

Tale novità, ha piacevolmente sorpreso più di un gabinetto politico, di un cancellierato, di una presidenza, sia in Europa che negli altri paesi occidentali.

Per la prima volta, gli accordi presi con un ministro e con un premier italiano, vedono i medesimi attori prendersi cura della realizzazione degli stessi accordi.

Questo fa dell’esecutivo in atto, un governo in cui si ripone molta fiducia e speranza per la modernizzazione del paese come per l’interruzione del ciclo dell’immobilismo politico, garantito da una costituzione che penalizza eccessivamente il ruolo del potere esecutivo, ed in particolar modo la figura del suo presidente, cui nessun potere è concesso, nemmeno quello naturale e dovuto di governare il paese.

Di contro, altri poteri, come quello giudiziario, straripano in autonomia, poteri e garanzie, sino al punto in cui resta impossibile riformare la giustizia attraverso la normale azione politica, vista erroneamente come un attacco ed una prevaricazione alla esclusiva facoltà di autogoverno della magistratura.

Autorevoli osservatori esteri indicano nella incapacità del sistema democratico italiano di garantire una giustizia autentica con riti processuali brevi e con tempi certi nella emissione di una sentenza definitiva, il tallone d’achille del sistema degli investimenti imprenditoriali, economici e finanziari di operatori esteri in Italia, spaventati a morte dalla impossibilità di risolvere in tempi ragionevoli ogni eventuale lite giudiziaria possa insorgere con clienti, fornitori, dipendenti ed enti pubblici e società private che erogano servizi indispensabili per l’attività aziendale.

Nel campo riformatore, questo governo e la maggioranza che lo sostiene, si è grandemente distinto, portando a termine ed avendo ancora in itinere, importanti riforme del sistema-paese, assolutamente necessarie al suo rilancio, alla sua riabilitazione interna ed esterna.

La riforma in senso federalista è quella che offre maggiori garanzie di responsabilizzazione della classe politica, come la riforma della giustizia tenta di riequilibrare storture ormai ataviche di un sistema nel quale, il governo ed il controllo del potere giudiziario, risponde solo ed esclusivamente al potere … giudiziario.

I contrasti, inutile nasconderlo, sono potenti, come potenti sono le poste in gioco.

Il continuo ed arrembante attacco a questo governo ed a questa maggioranza, dimostra come tali riforme cambino veramente il paese, offrendo nuove opportunità di sviluppo sia nel settore privato, sia in quello pubblico, entrambi affetti da una patologia che potremmo definire “da denaro pubblico dipendente”.

Sprechi di enormi flussi finanziari ed economici nel passato anche recente, hanno evidenziato tutti i limiti di un sistema squilibrato che ha prodotto una inefficienza dei servizi pubblici paralizzata e penalizzata da una iper-burocrazia centralista e oscura, riproducente un parassitismo ed un fannullonismo generalizzato nel quale diviene quasi impossibile comprendere quali meccanismi impediscano una completa efficienza e trasparenza dell’apparato pubblico e di quello privato che vive di investimenti, appalti e convenzioni pubbliche.

Uno stato degradato nella sua efficacia risponde talvolta con difficoltà ed eccessiva lentezza alle esigenze fondamentali dei suoi cittadini con casi di estremo disagio in cui, ottenere servizi di “prima necessità democratica” come una adeguata cura della salute pubblica ed il ricorso al giudizio terzo della magistratura per dirimere le liti, può assumere la forma di spaventosi incubi dai quali uscirne indenni nel corpo e nella mente, potrebbe dimostrarsi opera davvero difficile da realizzare.

Uno stato privato del suo potere esecutivo, resta imprigionato in un primato della politica troppo debole, facilmente aggredibile da agenti patogeni esterni come le organizzazioni mafiose e limitato da uno squilibrio dei poteri interni dello stato che in alcuni casi, prevalicano, prevaricano ed ostacolano l’azione politica dell’esecutivo, rendendo sterile l’esecuzione di un primato che è scritto solo nella carta e favorendo ingiustamente le scorrettezze politiche delle ambizioni sfrenate del megalomane di turno.

Così, le defezioni di membri della maggioranza che conservano arbitrariamente cariche istituzionali non più supportate dalla maggioranza parlamentare che le ha espresse, conservano un potere di “contrasto politico” notevolmente superiore a quello espresso dal popolo sovrano nelle urne elettorali, aggiungendo alla condizione già degradata nella “tempestiva esecutività dei provvedimenti governativi”, un ulteriore elemento di instabilità di cui nessuno nel paese sentiva l’esigenza.

Ma il governo e la sua maggioranza, benché costantemente bersagliati da squilibri del sistema ed abusi politici, continuano nella opera di guida riformista del paese in senso liberale e federalista, dovendo comunque farsi carico di ricercare periodicamente nuove maggioranze parlamentari cui supplire alle defezioni ed ai tradimenti.

Il dovere di governare il paese supera così ogni imprevisto ed ogni contrasto, offrendo risposte al sistema paese che il sistema stato sembra invece voler ritardare e contrastare.

E’ questo forse, il primo vero governo del paese capace di bypassare l’empasse politico-istituzionale, lo squilibrio dei poteri, i tradimenti politici e le forze opposte al riformismo al fine di avvicinare il sistema stato al sistema paese, per offrire ai cittadini una dignitosa corrispondenza fra il contributo fiscale versato necessario alla sopravvivenza dell’apparato statale e burocratico stesso, e la qualità certa e tempestiva che lo stesso apparato statale e locale deve offrire e garantire al popolo sovrano nella offerta dei servizi.

Tale condizione ha fatto indicare questa maggioranza di governo come “populista”, identificando erroneamente una corrente di pensiero ideologica con la naturale corrispondenza dovuta e necessaria che deve esserci fra amministrati ed amministratori, fra governati e governatori, fra cittadini e stato, fra contribuenti e apparato burocratico e statale.

Questo governo e la maggioranza politica che lo sostiene è in effetti un governo popolare e non populista, poiché dal popolo origina la sua forza ed al popolo restituisce i risultati di tale forza applicata alle resistenze, queste sì populiste, poiché pur dichiarandosi falsamente “popolari e riformiste”, tali resistenze non ottengono dal popolo quella gratificazione popolare assolutamente necessaria per fare di una democrazia, una democrazia compiuta, perfetta ed ancor più perfettibile, ma sempre compatibile con il popolo, con le famiglie e le aziende, con i lavoratori e gli imprenditori.

E scusate se è poco ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Lega delle riforme e la casta conservatrice

martedì, 21 dicembre 2010

Una vasta fetta del parlamento italiano si è messa di traverso alle riforme che urgono al paese per uscire dal vicolo cieco in cui la crisi economico-finanziaria lo ha chiuso.

Ancor oggi è scoppiata la bagarre al Senato della Repubblica a causa della presentazione della riforma dell’università presentata dal ministro Gelmini.

Le baronie e le signorie che vivono benissimo succhiando e sprecando ricchezza dello stato non vogliono che vengano avviate quelle riforme che l’attuale governo e la sia pur risicata maggioranza che lo sostiene tenacemente difende.

Tali riforme infatti, sono frutto della tutela delle istanze di cambiamento che provengono dal popolo sovrano e vanno nella direzione della tutela degli interessi di imprese e famiglie italiane.

Ma gli interessi di famiglie e aziende italiane sono avversati tenacemente da una vasta pletora parlamentare che le vuole impedire.

Questa pletora non è altro che la parte peggiore della casta politico-burocratica italiana, tutta protesa a difendere egoisticamente i propri interessi e gli interessi dei propri affiliati, dei propri coscritti e delle loro “fulminanti” carriere realizzate all’ombra del debito pubblico italiano, della maggiore pressione fiscale del mondo occidentale e di uno dei deficit peggiori dei paesi industrializzati.

Questa “zavorra” è ciò che impedisce al paese di uscire dalle paludi aquitrinose e fangose nelle quali è scivolato.

A questa casta corporativa non interessa nulla che il mondo della produzione sia sganciato dal mondo della ricerca universitaria e non importa nulla che il mondo della ricerca universitaria sprechi enormi energie finanziarie nel tenere in piedi atenei, sedi universitarie, facoltà e corsi di laurea che assorbono tutte quelle energie che dovrebbero invece andare esclusivamente nella direzione della ricerca, poichè a questa insulsa corporazione conservatrice appendicolare e parassitaria, non interessa nulla della università come luogo di ricerca a sostegno della produzione di beni e di servizi di qualità, ma risulta invece molto interessata all’università come industria generalista e generalizzata di lauree facili quanto inutili e di posti lavoro ben pagati ed assolutamente poco od affatto faticosi.

Il tutto a spese di quelle imprese e di quelle aziende italiane che producono quella ricchezza che queste baronie e queste signorie vogliono così insulsamente distruggere e sprecare.

Il tutto a danno del settore produttivo del paese che, al minimo fugge a delocalizzare altrove i propri siti produttivi, ed al massimo, viene costretto alla evasione fiscale, al fine di impedire lo sperpero e lo spreco di quel danaro pubblico e di quella ricchezza da loro così faticosamente prodotta, così inverecondamente dissipato e dilapidato, estorto e disciolto in un dispendio di energie vitali per imprese e lavoratori italiani, al solo ed infimo fine di assicurare un posto di lavoro “sicuro” ed uno stipendio “regalato” alle folte schiere di coscritti di codesta casta indecente.

Ecco svelato il motivo per cui è quasi impossibile riformare e cambiare questo paese, il motivo per cui l’evasione fiscale ha un “fondamento ragionevole” e per cui le migliori menti e le migliori aziende fuggono a gambe levate.

Volete salvare il paese?

Dovete sovrastare gli interessi di questa casta politico-burocratica che vuol portare il paese allo scontro frontale, nelle piazze e nelle strade, nelle sedi parlamentari e nelle poltrone istituzionali.

E’ una sfida mortale, una sfida epocale.

Non si può perdere questa occasione unica e storica per cambiare finalmente un paese che ambisce a tornare ad essere uno dei paesi più ricchi ed avanzati del pianeta terra.

Un paese che vuol prendere il volo, un popolo che ha bisogno di gettare la zavorra che lo trattiene ingiustamente al suolo.

Osare per credere.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Mai mula’ tegn dur

sabato, 18 dicembre 2010

In Italia, negli ultimi lustri, i partiti presenti già nella prima repubblica, si sono affacciati alla seconda senza guardare al futuro.

E così abbiamo subito la saga degli sdoganamenti.

I partiti comunisti si son sentiti in dovere di apparire meno comunisti di quanto non fossero, i democristiani meno democristiani di quanto non fossero, i socialisti meno socialisti di quanto non fossero, i democratici di sinistra meno di sinistra di quanto non fossero, i fascisti meno fascisti di quanto non fossero.

Nessuno di loro ha cercato uno sbocco verso il futuro, ma ha solo tentato costantemente di sdoganare il peggio della loro essenza nella nuova repubblica, al solo fine di trasferire nella seconda repubblica anche la leadership della prima, rivista, ripulita e corretta da uno sdoganamento storico-politico.

Questa operazione ha garantito la sopravvivenza di dinosauri politici anti-storici come gianfranco fini, massimo d’alema, romano prodi, nichi vendola.

Questa operazione ha impedito alle nuove leve politiche di concorrere alla nuova leadership politica e di contribuire a costruire quell’ordine di valori che rappresenta idealmente un nuovo modello politico.

Ma sono stati fermati.

E così, è iniziata l’epoca della reazione a tale “tappo anti-storico”, che occludeva l’accesso al futuro di ogni formazione politica proveniente e rinvenente dalla prima repubblica.

Ed’ stato lo sdoganamento del fascista fini nel moderno e affatto liberale sempiterno delfino coronato dal kippah, del delfino sempiterno di qualcun’altro (prima di Almirante, poi di Tatarella ed oggi di Berlusconi), del traditore degli ideali della destra storica italiana per una collocazione moderata di centro, per poi tornare indietro e dichiarare che “la destra sono io”, per poi tornare ancora indietro e ridisegnare il “futurismo politico” unito violentemente ad una libertà che “certa destra” ha sempre contrastato, da quella stessa destra, che ne pretende la rappresentatività unica ed univoca.

Un tradimento dopo l’altro, uno sdoganamento dopo l’altro.

Ed ecco arrivare la reazione delle nuove leve a siffatta condizione di “politica bloccata”, ed ecco arrivare il benservito per codesti dinosauri politici che si credono ormai leggende storico-politiche immortali, ma che i libri di storia accenneranno appena come componenti di alcune fazioni politiche minoritarie ed ininfluenti.

Ed ecco arrivare la “rottamazione degli sdoganati”, per pensionare radicalmente una intera dirigenza politica che si crede immortale, per offrire al paese un futuro realmente diverso dal passato, a cominciare dalle persone che lo incarnano.

Questa operazione di sdoganamento ha incontrato un nuovo fronte politico veramente nuovo, a partire dall’epopea berlusconiana ed il conseguente berlusconismo e dall’ormai storico superamento delle ideologie e della loro contrapposizione anche violenta in virtù del “regime del buon governo, del riformismo e della sana amministrazione” avviato dalla ormai leggendaria storia di un movimento politico a-partitico ed anti-ideologico:

la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania.

Questo “incontro” con il nuovo che avanza nel paese, sembrava almeno inizialmente resistere al canto delle sirene che invocavano potere senza il relativo consenso elettorale, così come avveniva nella prima repubblica della democrazia bloccata e ricattata da piccoli gruppetti parlamentari che dettavano legge con lo zero virgola qualcosa di ago della bilancia parlamentare.

Ed è la storia del passato incarnato dai casini e dai fini, ambedue sdoganati e salvati dalla caduta della prima repubblica ed ambedue autori dei tradimenti politici più contestati nelle maggioranze del cdx, come la storia dei d’alema e dei prodi nel csx, traditisi a vicenda e senza pietà alcuna per il bene comune e l’interesse del paese.

Ora, questa restaurazione conservativa della prima repubblica, tenta l’attacco mortale al nuovo che vanza nel paese, tenta di fermare le riforme che urgono al paese, tentano di impedire quei cambiamenti poloitico-istituzionali e normativo-costituzionali, che servono al paese per uscire velocemente dalla crisi economico-finanziaria che lo assilla, ma che decretano la fine di ogni prassi e procedura come di ogni leadership che provenga dal passato, un passato che questo nuovo paese nascente vuole assolutamente dimenticare.

Questa politica parruccona e irresponsabile attacca ora il governo del paese, creando aqd arte una crisi politica artificiale ed irreale, per tentare, per l’ultima volta, di impedire il cambiamento del paese e di invertire la marcia del riformismo federalista e del buongoverno leghista.

Ma questa politica parruccona e vecchia, riceve invece lo schiaffo in pieno volto di chi, questa politica e questi politici, vuol rottamare e dimenticare.

E per assurdo, lo schieramento dei rottamatori vede, oltre ai berlusconiani ed ai leghisti, schierarsi l’anti-politica dei grillini e la base politica dell’IDV e del PD, poichè per cambiare il paese, bisogna rottamare e smaltire tutto il passato che doveva morire con la caduta del muro di Berlino e che invece oggi è vivo e vegeto ed attacca il cambiamento più grande:

il rinnovamento generazionale.

E’ la battaglia più grande e più bella di tutta la storia della repubblica italiana, è la battaglia mortale ai fenomeni mafiosi, è la battaglia ad una leadership politica che è stata solo sdoganata, ma che non è affatto cambiata, e che rappresenta oggi il più grave ostacolo all’accesso al futuro di famiglie ed aziende italiane.

Una guerra terribile ed orribile si dipana in questi giorni, con l’ombra minacciosa di quella sinistra che è stata sconfitta dalla storia ma che tenta lo sdoganamento dell’impossibile,

lo sdoganamento della violenza politica e di quel terrorismo criminale che, come nell’iconografia dell’Arcangelo Michele, schiacciata a terra in forma di serpente o di diavolo, ma pur sempre viva e pronta a prevalere sul bene.

E’ la sempiterna lotta fra il bene ed il male, fra il regno dell’amore e il regno della violenza e dell’invidia, della gelosia e dell’arroganza.

E’ la sempiterna lotta che non vedrà mai prevalere il male.

Almeno sino a quando esisterà anche un solo arcangelo del bene.

Ed è per questa speranza che il mondo vive, senza della quale, sarebbe destinato ad un futuro disperato di povertà e di oppressione, di sudditanza e di schiavitù eterna.

Ed è per questa speranza che uomini e donne come me, non smetteranno mai di combattere per il bene:

poichè nella sempiterna lotta fra il bene ed il male, è solo il continuo e quotidiano contrasto degli uomini e delle donne di fede (fedeli) che impedisce al male degli infedeli e dei traditori di prevalere.

Fate il vostro gioco signori, fate il vostro gioco.

ma sappiate che noi, non molleremo mai la presa.

Mai mula’, tegn dur.

Ed ora, potete anche tornare dall’inferno dal quale siete venuti:

di qui, non si passa.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X