Articoli marcati con tag ‘autodeterminazione dei popoli’

Il fallimento del sud Europa

domenica, 27 novembre 2011

Grecia, Spagna Portogallo e Italia rappresentano il limite sud della Unione Europea.

I medesimi paesi sono alla base non solo della crisi europea, ma vengono ritenuti responsabili dell’innesco di una ben più temuta crisi globale e mondiale.

Il fallimento dello stile di vita sociale, della politica e delle politiche economico-finanziarie dei paesi meridionali europei appare assolutamente evidente.

Si può certamente parlare di un fallimento della Europa del Sud, sia come entità geopolitica che economica e sociale.

Ma quali sono i motivi comuni alla base di un simile risultato negativo?

Forse, può essere illuminante una intervista rilasciata al quotidiano finanziario italiano Il Sole 24 Ore da parte del Professor Mariano D’Antonio, ordinario di Economia dell’Università Federico II di Napoli ed assessore al Bilancio della giunta napoletana Bassolino tra il 2008 e il 2010,

Una frase di questa intervista , più di tutte, colpisce per la crudezza e la assoluta veridicità:

“…. Le Regioni, da Roma in giù, sono un cancro. Quando va bene sono orientate alla gestione del consenso, quando va male alla gestione del malaffare ….”.

Ecco delinearsi di nuovo un limite antico e mai veramente accettato ed affrontato, un limite non solo umano che pare superare ogni contrapposizione ideologica, politica, partitica ed economica, ecco emergere il limite del sud d’Europa, ed in particolare, del sud Italia:

il parassitismo diffuso, il malaffare condiviso ed innalzato al grado di prassi politica.

In questo ambiente di coltura si sono formate intere generazioni di classi dominanti italiane, di caste politiche, sindacali, tecnocratiche e burocratiche.

E se per superare questo gap sempiterno fra nord e sud italia si vuol tornare ad un finanziamento allegro del meridione, sarà meglio ricordare le parole pubblicate da Ferdinando Imposimato (giudice, avvocato, e politico italiano, Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, con decenni di esperienza in lotta alle mafie ed al terrorismo) sulla sua pagina facebook:

La corruzione non fa notizia! Il debito pubblico e’ cresciuto enormemente per alimentare la corruzione e finanziare la criminalita’ organizzata, che si e’ aggiudicata il 90 per cento degli appalti di grandi opere pubbliche.

Così, secondo quanto afferma il giudice Imposimato nel suo profilo Facebook, finanziando grandi opere pubbliche, si corre un concreto rischio di finanziare direttamente le organizzazioni mafiose.

Un quadro alquanto sgradevole da osservare, quello italiano.

Un ventata secessionista è il minimo che ci si possa aspettare in queste miserabili condizioni.

Ovvero si dovrebbe prendere il diavolo per le corna e fare piazza pulita del marcio prima di piantare il buon seme:

pena di morte per il reato di associazione mafiosa, ergastolo da scontare in regime di carcere duro per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, decuplicazione delle pene relative all’abuso di potere pubblico come la corruzione, la concussione e l’abuso di ufficio, anche in questo caso, senza sconti e da scontare in un regime di carcere duro.

Solo l’imposizione di queste misure, unite allo snellimento delle procedure giudiziarie e all’imposizione di un limite temporale per l’emissione della sentenze, l’eliminazione del terzo grado di giudizio, l’imposizione dell’uso obbligatorio di pre-determinate procedure informatizzate per i protocolli pubblici, forse, solo l’adozione di queste misure ed altre ancora, potrebbe garantire un margine sufficiente per una speranza di cambiamento che sia supportata da una pur minima percentuale di possibilità di riuscita.

Altrimenti, ogni sforzo è vano.

Altrimenti, ci si prende in giro.

In tal caso, sarebbe giusto e doveroso consentire che le due parti inconciliabili ed incompatibili del paese, il nord ed il sud, vadano ognuna per la propria strada, offrendo una uscita democratica e giuridicamente validata per la secessione da questa unità nazionale, ben vista solo fra le righe della carta costituzionale e di uomini delle istituzioni troppo attenti all’interesse del campanile in un ambito di parte in gioco e non di presunta super partes arbitrale.

Ma di incongruenze, sia il meridione d’Italia che il meridione d’Europa ne sono pieni.

Ora, bisognerebbe affrontare questo nodo una volta per tutte, in maniera risolutiva e non procrastinarne l’esame sine die per occultare il problema dei problemi italiano.

Oppure, bisogna prepararsi a pagare il prezzo di una politica istituzionale unitaria che venga rifiutata da una parte secessionista del popolo sovrano, ovvero arrendersi alla continua emorragia secessionista di forze economiche, di uomini, di donne, di famiglie e di aziende italiane che fuggono continuamente all’estero, in cerca di un rifugio che protegga dalla ingiusta pressione usuraia ed estorsiva delle mafie da un canto e dalla insostenibile corruzione politico-burocratica dall’altro.

Con la libertà di scelta e d il diritto all’autodeterminazione dei popoli non si scherza.

Bisogna decidere, Ora o Mai Più:

Liberi per sempre o Schiavi di questa Roma contemporanea, per sempre.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Italia fallout. Unica soluzione: la Secessione del Nord

domenica, 10 luglio 2011

La questione della monnezza napoletana offre una possibilità irripetibile al secessionismo del nord:

chiedere alla magistratura ordinaria italiana, e se non eventualmente soddisfatti, rivolgendosi ai superiori livelli giudicanti europei ed internazionali per ottenere una sentenza che riconosca come dannoso ed incivile lo stile di vita napoletano, che risonosca quindi, l’assoluta incompatibilità fra lo stile di vita napoletano e quello civile del nord.

Ci fu un tempo lontano in cui, il meridione, esprimeva intelligenze straordinarie come quelle di Ettore Majorana o di Luigi Pirandello.

Ed è proprio ad una novella di Luigi Pirandello cui faccio riferimento:

La Patente.

Il nord, se vuol avviare un processo non rivoluzionario, non bellico, non violento di secessione dal sud o da parte di esso, deve ottenere la patente di territorio e di popolo oppresso e reso schiavo da quello stato unitario dal quale chiede l’indipendenza.

Questo è il solo ed unico modo di fare la secessione in Italia:

quello legale, quello tutelato e garantito dal diritto internazionale.

Bisogna portare in una aula di tribunale tutti quei comportamenti negativi che infrangono i fondamenti dello stato unitario, della sua integrità, della sua immagine comunitaria e sociale:

il concetto di mafiosità, la corruzione elevata a prassi quotidiana, l’illegalità diffusa e promossa.

Bisogna chiedere ed invocare giustizia nei confronti della schiavitù del nord al sud, nei confronti della espansione mafiosa dal sud al nord.

Bisogna fare di ogni singola oppressione subita dla nord, una battaglia civile, politica e giudiziaria.

Solo così si potrà ottenere libertà, benessere e sciurezza.

Solo così.

Ed in nessun altro modo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X