Articoli marcati con tag ‘associazione mafiosa’

Petizione per la istituzione del reato mafioso

venerdì, 18 ottobre 2013

Viva l'Italia, questa Italia che non si arrende alle mafie, che non piega lo stato all'anti-stato, che non tratta con le mafie ed i mafiosi, ma le punisce duramente.

Viva l'Italia, questa Italia che non si arrende alle mafie, che non piega lo stato all'anti-stato, che non tratta con le mafie ed i mafiosi, ma le punisce duramente.


Sembra un paradosso, ma è la mera e vera realtà:

il reato di comportamento mafioso non è previsto né punito dalla legislazione italiana.

Ma come, direte voi, è impossibile:

c’è L’associazione per delinquere di tipo mafioso fattispecie di reato prevista e punita dal codice penale italiano all’art. 416-bis che è stata introdotta dalla legge 13 settembre 1982, n. 646.

Esatto, vi rispondo:

il codice penale italiano prevede e punisce (solo dal 1982 ed a seguito dell’assassinio del generale dell’Arma dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, di sua moglie e del suo autista) il mero reato associativo mafioso.

Ma l’articolo 27 della costituzione italiana detta:

“la responsabilità penale è personale”.

Perché allora il sistema giuridico italiano omette di punire penalmente la responsabilità personale della fattispecie ignorata del comportamento mafioso?

Perché così facendo, per punire un imprenditore dal comportamento mafioso, un politico dal comportamento mafioso, un pubblico amministratore dal comportamento mafioso ovvero un burocrate dal comportamento mafioso non si dovrebbe prima provarne la partecipazione in concorso di associazione mafiosa, sia interna che esterna, ma basterebbe punirne semplicemente il suo singolo, personale e soggettivo comportamento mafioso piuttosto di quello collettivo, in comune ad altri ed associativo, reato molto più difficile da dimostrare e provare.

Attenzione a questo passaggio nel quale qualche studioso della materia potrebbe opporre la critica:

il reato mafioso è un reato tipicamente associativo.

Ma io vi domando:

questo “pensiero giuridico” è motivo sufficiente per sottrarsi al dettato costituzionale che impone di punire i reati sotto il profilo personale, certamente nella partecipazione alla associazione per delinquere, come nel comportamento mafioso del singolo, comportamento perfettamente individuabile nelle fattispecie del terrorismo, dell’usura, della estorsione, del taglieggiamento, della pressione indebita, delle minacce, della intimidazione, dell’infiltrazione del potere pubblico e delle funzioni pubbliche al fine di abusare del controllo nelle concessioni pubbliche, negli appalti pubblici e nei concorsi pubblici ed infine, del potere del governo della cosa pubblica nel suo complesso, la res publica?.

Io vi invito a riflettere su queste che non sono certamente le considerazioni di un giurista, quanto quelle di un cittadino qualunque, ma non per questo meno rilevanti.

E se credete che il reato di comportamento mafioso debba essere previsto e punito dalla legge italiana, vi invito a firmare questa petizione, a condividerla e farla firmare ai vostri amici e conoscenti, a dare una diffusione più grande possibile a questa libera manifestazione di volontà poiché, temo, visto il potere importante dell’anti-stato che intendiamo colpire con questa semplice petizione, non troveremo le porte aperte dei media, dei giornali, dei periodici, dei quotidiani, delle radio e delle televisioni ad accoglierci a braccia aperte.

Il potere mafioso derivante dal comportamento e dalla associazione mafiosa è rilevante e tenta sempre di infiltrare e controllare i poteri di uno stato democratico per farne una dittatura del male attuata attraverso il terrore e la violenza, per primo, quello della libera informazione, che infatti in Italia non si è mai meravigliata e/o stupita della mancanza di un reato che preveda e punisca il comportamento mafioso in quanto tale e non solo nella mera forma associativa.

Poiché se il mafioso fa paura e terrorizza i cittadini, lo stato deve incutere più paura e terrorizzare ancor più il mafioso, ovunque egli sia associato o meno con altri a delinquere.

Conto sulla vostra buonafede di cittadini interessati a lasciare un futuro migliore a chi verrà dopo di noi, un futuro meno mafioso e corrotto e più libero e giusto possibile.

Grazie per l’attenzione,

Gustavo Gesualdo

Per firmare la petizione “Vogliamo il reato di comportamento mafioso”, clicca qui

La ridicola farsa governativa italiana

giovedì, 15 agosto 2013

Con la vicenda dell’IMU SI o IMU NO si svolge l’ennesima tragedia della farsa politica all’italiana.

Per l’ennesima volta la casta politica, il parlamento, il governo ed il capo dello stato imbastiscono e/o garantiscono un pasticciaccio deplorevole e vergognoso. oltre che truffaldino e fraudolento.

Togliamo l’IMU dalla prima casa e recuperiamo il mancato introito con una nuova tassa, la Service Tax.

Tutta qui la scelta di indirizzo politico del governo italiano che:

non diminuisce la pressione fiscale;

non diminuisce la spesa pubblica;

non diminuisce il debito pubblico.

Si tira a campare alla napoletana, senza sapere dove andare.

Ancora una volta l’acerrima nemica dell’intelligenza, la furbizia, conduce il governo della cosa pubblica in Italia.

Ancora una volta l’esecutivo italiano non trova il coraggio di abbandonare la vile pista del clientelismo elettorale in forma di scambio di voto con vincolo di mandato e non intraprende la vera ed unica strada che conduce alla salvezza italiana:

– una drastica riduzione della pressione fiscale correlata ad una drastica riduzione della spesa pubblica e conseguentemente del debito pubblico;

– contrasto durissimo alle organizzazioni mafiose, alla corruzione politica e burocratica ed ai fenomeni della usura e della estorsione;

– eliminazione del cuneo fiscale;

– eliminazione di un livello di giudizio con la riduzione a soli due con obbligo di emissione della sentenza definitiva entro anni 1 dall’inizio del processo di prio grado: pena il licenziamento in tronco di tutti gli attori nel processo o di servizio al processo;

– ingenti investimenti in sicurezza e giustizia per ottenere garanzia di legalità diffusa e condivisa;

– riduzione degli atenei universitari pubblici ad un massimo di uno per regione e con il risparmio così ottenuto, investire finanziando scuola, formazione, ricerca e università a fini di una altissima produttività di qualità;

– istituzione della pena di morte per i reati di:
comportamento mafioso (in qualunque concorso)
associazione mafiosa
corruzione
concussione
strage
tradimento
gravisssimo ed irreversibile danno ambientale e alla salute pubblica
usura
estorsione;

– immediata costruzione di nuove carceri, ovvero affitto da privati di strutture carcerarie come nel caso francese in modo da assicurare una cella singola per ogni singolo detenuto;

– liberalizzazione totale del mercato del lavoro, dei servizi e delle merci;

– eliminazione di ogni forma di privilegio, guarentigia, raccomandazione, favoritismo in ambito pubblico;

– inserimento in giurispudenza del principio della responsabilità secondo il quale, ad esempio, una commissione medica che consegni lo status di invalido ad un soggetto che invalido non è sia duramente punita come pure nel caso in cui venga assegnato un posto di lavoro pubblico od un appalto pubblico in senso non meritevole o non economicamente interessante per la pubblica amministrazione;

Tanto per cominciare a fare sul serio, razza di lestofanti parassiti e mascalzoni che non siete altro.

E smettetela di barare lasciando inalterata la pressione fiscale cambiando solo il nome alle tasse e alle imposte che fingete di eliminare, millantatori senza merito alcuno.

Ve la do io la pubblica amministrazione:

a colpi di manganello e bottiglie di olio di ricino, stolti farabutti che non siete altro.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Pena di Morte : dalla parte di chi ha subito violenza e morte

martedì, 4 dicembre 2012

Decenni di benessere eccessivo han distrutto ogni orientamento civile, ogni senso della equità e della giustizia, della corrispondenza e della deterrenza.

Oggi in Italia, si ammazza, si uccide violentemente con una ragionevole certezza di evitare la giusta punizione.

Nove anni di reclusione per un uomo che uccise una donna con un pugno in stazione a Roma, poi diminuiti in secondo grado a soli otto anni.

Non è giustizia questa:

quell’assassino uscirà presto, molto presto, pagherà poco e niente per il suo gesto e sarà indotto a reiterare l’omicidio, visto che lo stato non lo punisce affatto per il suo gesto assassino.

E di questi casi border line della legalità, della sicurezza dei cittadini e della giustizia, di reiterazioni innumerevoli di gravi reati che potevano essere impediti, dei rom ubriachi che uccidono al volante di un’auto e poi tornano da uomini liberi ad uccidere ancora ubriachi alla guida di un’auto, di violentatori malpuniti o mai puniti che tornano a violentare ancora donne e bambini, ne sono pieni i tribunali, le pagine dei giornali e le vite assai abusate e violentate dei cittadini italiani, affatto difesi e tutelati da “questo stato”, di fatto e di diritto.

E quale pietà dovremmo consegnare a portatori di morte come gli spacciatori di droghe?

E perché mantenere a vita in un costoso carcere i boss ed i killer della mafia?

Quale etica e quale morale, quale stoffa umana credete abbiano persone che hanno commissionato e realizzato centinaia e centinaia di omicidi, incaprettamenti, ferimenti, atti intimidatori, incendi dolosi, estorsioni, atti di infiltrazione usuraia, ecc, ecc?

Qual’è il principio secondo il quale dovremmo perdonare un pluriomicida, un soggetto mafioso, un elemento socialmente pericoloso come un grosso evasore fiscale ovvero un usuraio o un corrotto?

E visto che la normativa attuale e le punizioni inflitte non fanno altro che garantire uno stato di insicurezza e di ingiustizia fatale al sistema paese, perché dovremmo perdonare e, nella pratica, non punire reati così socialmente, economicamente e politicamente diffusi e pericolosi per la vita stessa dello stato democratico?

Viene il momento in cui occorre difendersi dal mare di violenza gratuita e di sopraffazione da parte delle corporazioni dei corrotti e dei corruttori e da parte delle organizzazioni mafiose.

Giovanni Falcone, eroe italiano dell’Anti-mafia insieme al collega giudice ed amico Paolo Borsellino ed al Generale dell’Arma dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, e grande esperto del fenomeno mafioso, così definì la mafia:

La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine

E come ognuno di noi sa benissimo, la fine di ogni fenomeno umano, di ogni essere umano, di ogni essere vivente, è la morte.

Ed è solo la Pena di Morte per i comportamenti mafiosi e non solo per l’associazione mafiosa, che consegnerà all’Italia un Paese normale, un paese finalmente libero da ogni mafia, che sia interna e/o esterna al corpo dello stato, infiltrata o ricattatrice delle sue istituzioni.

Infatti, proprio in questi giorni, veniamo informati dal Pubblico Ministero Anti-mafia Nino (Antonino) Di Matteo che:

La strage di via D’Amelio fu fatta per proteggere la trattativa dal pericolo che Borsellino, venutone a conoscenza, ne denunciasse pubblicamente l’esistenza”.

La trattativa fra stato e mafia fu invece prefigurata dal Paolo Borsellino:

Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio:
o si fanno la guerra o si mettono d’accordo
“.

Lo stato democratico fondato su di un eccesso di benessere che non c’è più e non tornerà per molto tempo sì è quindi piegato al ricatto mafioso, è sceso a patti, condizioni e trattative con le organizzazioni mafiose, ha svenduto e tradito il popolo sovrano ed il giuramento di fedeltà allo stato, quella fedeltà e quella lealtà che sono costate la vita ai veri servitori dello stato, ai veri eroi italiani:

quelli fatti ammazzare dalle mafie.

Non è possibile ed è inumano ed è incivile che il reato di strage derivante dal disastro ambientale che ha ucciso ed uccide nella campania con la diossina della monnezza napoletana e che ha fatto strage e fa e farà ancora strage e per molto tempo di uomini e donne, bambini ed anziani innocenti, non venga punito con la Pena di Morte:

questo è incivile e desta dubbi atroci di posizionamento dello stato, delle sue istituzioni e dei suoi apparati.

Non è possibile ed inumano ed è incivile che il reato di strage derivante dal disastro ambientale che ha ucciso ed uccide nella città di taranto con la diossina propagata dalla industria ILVA della famiglia Riva e che ha fatto strage e fa e farà ancora strage e per molto tempo di uomini e donne, bambini ed anziani innocenti, non venga punito con la Pena di Morte:

questo è incivile e desta dubbi atroci di posizionamento dello stato, delle sue istituzioni e dei suoi apparati.

E non è possibile vedere costantemente lo stato, i suoi uomini, i suoi apparati, il potere esecutivo, il potere legislativo e la presidenza della repubblica rendersi artefici e carnefici continui e costanti di una prevaricazione del potere giudiziario, come appare molto più che evidente nel caso della “trattativa stato-mafia” e nel caso di annullamento degli effetti delle sentenze della magistratura, come nel caso dell’IVA di Taranto, la cui famiglia Riva sia finanziatrice del Pierluigi Bersani, papabile premier italiano nel prossimo anno.

No, tutto questo non è possibile.

No, tutto questo, va punito duramente ed in modo esemplare.

Occorre urgentemente adottare la Pena di Morte per i seguenti reati di :

pluriomicidio
violenza sessuale
abuso d’ufficio
concussione
corruzione
evasione fiscale
usura
associazione mafiosa
strage
alto tradimento
concorso esterno in associazione mafiosa
comportamento mafioso.

In sub ordine si può solo prevedere l’ergastolo fine vita in regime di carcere duro per chiunque commetta reati grazie alla funzione od al potere pubblico rivestito ed abusato o evada il fisco, lasciando l’adozione della Pena di Morte per tutti i reati mafiosi, di grave pericolosità sociale, usura compresa.

E chi difende “certo garantismo” e “certa moderazione”, è certamente posizionato contro l’interesse del paese e del popolo sovrano.

Simili con i simili:

non c’è più una terza via, e forse, non c’è mai stata.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La corruzione in Italia non esiste : per forza e valore di legge

giovedì, 31 maggio 2012

In questo momento nelle puzzolenti aule parlamentari di questo infame paese, si sta discutendo se sia corruzione una dazione in regalie piuttosto che una dazione in danaro.

Così, se si offre ogni anno la vacanza estiva e quella invernale al politico o al burocrate corrotto, non è reato, se si fa dono alla moglie del politico o del burocrate corrotto di gioielli esclusivi, non è reato, se al politico o al burocrate corrotto viene regalata un’auto lussuosa e gli si pagano le spese del relativo mantenimento non è reato, se si regala una villa o un appartamento al politico o al burocrate corrotto non è reato.

L’apoteosi della malavita criminale fatta legalità, l’invito esplicito a infrangere la questone morale e penetrare lo stato di diritto di altra malavita borderline.

Come potete vedere dalle proposte politiche di alto livello e spessore presenti oggi in Italia, la corruzione, la concussione e l’abuso d’ufficio non esistono più:

sono stati debellati a mezzo depenalizzazione legislativa.

Confermo la mia personale opinione di libero cittadino che questo paese sia profondamente corrotto in ogni sua forma ed espressione e che le aggregazioni di consenso a tali formule depenalizzanti, indulgenti, condonanti, amnistianti e grazianti sia evidentemente una aggregazione associativa di stampo mafioso.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lunga vita a Roberto Maroni

giovedì, 24 febbraio 2011

Un fiume in piena.

Forse così si può descrivere l’attività incessante del miglior ministro dell’interno della storia della repubblica italiana:

l’onorevole Roberto Maroni.

Seguendo le notizie che provengono quotidianamente dal fronte della lotta alla mafia, ci si accorge di quale incredibile sforzo stia operando lo stato nella lotta alle mafie in questi ultimi anni.

Una attività che propone nuovi modelli di concertazione nelle indagini e promuove unitarietà di intenti fra investigatori delle forze dell’ordine e magistrati inquirenti, con risultati che sorprendono ogni giorno di più.

La ricetta maroniana contro le mafie funziona, eccome se funziona.

Ed è una speranza insperata questa, dopo anni di disperazione e di sconfitte dello stato nei confronti del suo nemico numero uno, l’anti-stato mafioso.

Le mafie italiane sono finalmente sotto un attacco continuo ed imperioso, che ne devasta sistemi e prassi, ne neutralizza i potenziali pericoli, ne decapita le cupole, ne impedisce lo sviluppo incontrollato, ne sentenzia il declino.

Generazioni di italiani hanno sperato che un giorno tutto questo potesse avvenire, per recuperare una fiducia ormai sopita in quelle istituzioni che avevano il dovere di contrastare il fenomeno e l’organizzazione mafiosa sul territorio e che, nonostante tutti gli sforzi, nonostante i caduti, non sembravano sufficientemente efficaci contro il tentacolare attacco mafioso.

E quel giorno è finalmente arrivato, e quell’uomo della provvidenza, è finalmente venuto.

Non si può descrivere la gioia profonda che ogni arresto, ogni sequestro, ogni vertice interrotto dal tintinnio delle manette, ogni organizzazione mafiosa sgominata, rechi nel cuore dei giusti in questo ingiusto paese.

C’è ancora tanto da fare, è vero, ma la strada avviata dal varesino Maroni offre speranza a famiglie e aziende, offre certezza nel futuro ai cittadini ed ai lavoratori che soffrono contro la sleale competizione mafiosa e patiscono sotto il ricatto mafioso.

Non c’è futuro senza speranza.

E questa questa speranza, sembra non avere mai fine.

Ed è con accorato impeto e determinato impegno, che questa lotta per la libertà continua.

E scusate se è poco.

Che Dio doni lunga vita a Roberto Maroni.

E che gli uomini di buona volontà, lo sostengano sempre nella sua sempiterna lotta contro il male.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Mafia & Politica

mercoledì, 30 giugno 2010

Non era mai accaduto prima che lo stato italiano riuscisse ad ottenere così tanti ed eccellenti risultati nel contrasto alle mafie tradizionali, come non era mai accaduto prima che politici e pubblici amministratori venissero condannati per concorso in associazione mafiosa così frequentemente.

Spesso, come testimonia il clamoroso caso del sen giulio andreotti, i processi ai politici in odore di mafia, venivano insabbiati e prolungati sino ad ottenerne il decadimento dei termini.

Così, abbiamo subito molto spesso l’onta del sentirci dire che il tal politico coinvolto in inchieste giudiziarie e processi alle mafie, non veniva condannato per scadenza dei termini.

Questa vergogna, questa “impunibilità” di certa casta politica è stata incrinata dalle ultime sentenze nei confronti di totò cuffaro e di marcello dell’utri.

Finalmente lo stato sembra rispondere decisamente e concretamente nei rapporti fra certa casta politica e le mafie.

Finalmente, dalla cronaca quotidiana, viene fuori un senso di speranza per il futuro di questo paese.

Finalmente, si rompe il muro dei mangiatori di cannoli alla siciliana e di osannatori di mafiosi paragonati ad eroi.

La mafia ed i mafiosi, non hanno nulla di eroico, mentre coppole e cannoli siciliani, tornano ad essere produzioni tipiche regionali senza altro valore che questo.

Finalmente lo stato sbaraglia le mafie e punisce i politici che si sono fatti corrompere moralmente dai poteri mafiosi.

Finalmente.

Post pubblicato da Radio 24, la radio de “Il Sole 24 0re”
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http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=tagli-spesa-pubblica