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Riflessioni a tastiera aperta – 18 gennaio 2013

venerdì, 18 gennaio 2013

“Un piano importante, perché «prende atto che ci troviamo a una svolta storica e che il modello di business al quale siamo abituati è destinato a cambiare in modo permanente»”
Marchionne Sergio dovrebbe essere il premier italiano, vista la sua capacità di analisi e la conseguente capacità di azione e reazione.
I politichetti idagliani “osceni” invece, non hanno ancora capito che un piano politico importante «prende atto che ci troviamo a una svolta storica e che il modello politico al quale siamo abituati è destinato a cambiare in modo permanente»”.
Sergio Marchione Presidente!

Ammappala
A foggia sono sempre gli stessi (cog)nomi in politica.
Poi dicono che non è vero che qui si respira aria mafiosa.
Nei partiti il puzzo di vecchio è evidente e se entrate nei palazzi del potere locale foggiano, troverete molti cogmomi che ricordano il passaggio “politico” dei soliti noti,sempre lor, sempre gli stessi.
In una giunta addirittura, vi sono assessori che superano i sei/sette lustri di militanza politica.
No, così non va, non può andare:
chi ferma il rinnovamento politico, sociale e generazionale creando all’interno della pubblica amministrazione aree di gestione famigliare sempiterna, non fa politica, ma cura esclusvamente i propri interessi in abuso del potere pubblico.
Così, invadendo la burocrazia come una cosca famigliare, si governa la cosa pubblica anche quando si è assenti dalla amministrazione della cosa pubblica:
è ora di fare pulizia di questi abusi, è ora di denunziare questi abusi, è ora di impedire che questi abusi si ripetano nel presente e nel futuro.

Progetto Santorini – Monte dei Paschi di Siena:
una banca mangia-soldi-degli-italiani che ci è già costata oltre 4 miliardi di euro in aiuti-salva-fallimento.
Questo accade quando un paese non riesce ad essere liberale.
MPS va fatta affondare, con tutto il suo carico di truffaldini speculatori.
MPS va lasciata al proprio destino e non va mai più “ossigenata” con danaro pubblico.

I medici per la Pubblica Amministrazione vanno selezionati in base al loro valore, alla loro potenzialità ed alla loro capacità produttiva.
Altrimenti possiamo anche chiudere la ASL e assegnare visite mediche specialistiche e prestazioni sanitarie offerte dalla ASL alla Facoltà di Medicina e Chirurgia del Policlinico di Foggia, l’unica facoltà che produce qualcosa di positivo per i foggiani e per il territorio foggiano dell’ateneo dauno, sottoposto a di-retto-rati fallimentari ed improduttivi.
Qualcuno mi spiega l’utilità di avere duplicazioni di offerte in visite specialistiche nella stessa città allorquando, un medico che le offra in un Policlinico, lo fa sulla esperienza quotidiana di corsia e di sala operatoria, mentre un meico della ASL, offre solo la sua laurea e la sua specializzazione al paziente, mentre non offre il duro lavoro di corsia e di sala operatoria e non si può nemmeno avvalere del consiglio di un primario veramente bravo nella sua specializzazione, un clinico di certa grandezza?
Inoltre, va verificata la possibilità di effettuare prestazioni in modalità differente fra il contratto ASL e quello ospedaliero offerto ai medici:
quelli della ASL, un tot e non di più di visite mediche al giorno;
quello ospedaliero, un numero definito dall’ambulatorio oltre il normale servizio in reparto.
Il corrispettivo per il medico concorre alle modalità su esposte?
Ovvero il corrispetivo per il medico concorre al suo valore, al suo impegno, alla sua capacità, all’orario di avoro impeganto, allo spirito di sacrificio, alla lealtà ed alla deontologia professionale?
Chiudere la ASL degli scandali ha più di un motivo ragionevole.
Sanità di qualità per tutti e non di serie A per alcuni e di serie B per troppi.

Una economia ed una finanza globalizzata senza una politica globalizzata è come un ladro che vive in un pianeta senza poliziotti.
Urge un governo esecutivo ed effettivo politico globale ed un poliziotto del mondo.

Bce, Draghi: «Instabilità Italia allontana investitori. Crescita debole, ma salirà nel 2013»
Ok sulla instabilità, che è tutta politica in Italia.
Sulla crescita, Draghi disse la medesima cosa per il 2012 e ci siamo trovati in questa situazione.
Spacciatori di menzogne.

La Bce chiede con “rapidità” quelle riforme strutturali necessarie per rendere l’economia dell’Eurozona “più flessibile, dinamica e competitiva” a cominciare dai servizi, dalla concorrenza e dai “provvedimenti che migliorino il funzionamento dei mercati del lavoro”.
Beh, per raggiungere quegli obiettivi, devi eliminare organizzazioni criminali comuni e di stampo mafioso, le caste mafiose, le corporazioni mafiose ed eliminare infine il cuneo fiscale:
buon lavoro.

I mussulmani britannici hanno mangiato a loro insaputa carne di maiale in hamburger spacciati come prodotti con sola carne bovina:
buon appetito.

L’umore nero di Maroni: “Mossa fangomediatica”
E cosa ti aspettavi, di grazia, dopo le tue alleanze fangopolitiche?
chi è causa del suo mal pianga se stesso

Fuori dalla Lista Monti un lobbista gay titolare di ben quattro siti pornogay (gay srl).
“«Tutto ha un limite», debbono essersi detti anche quelli della lista Monti, dopo aver constatato di aver imbarcato come loro candidato, non solo un gay dichiarato (ormai tutti i partiti li usano come specchietti per le allodole), ma anche un titolare di quattro siti pornografici.”
Allodole avvistate in gran numero in Puglia e Sicilia:
gli specchietti eterofobici funzionano.

E lo chimavano “il tecnico”.
Lezioni di real politik dal principe della politica tradizionale italiana.
La famiglia?
Un Uomo ed una Donna.
All’estero?
Il governo italiano assente da anni.
Firmato Professor Mario Monti, Politico.

Dopo il caso Dante-Dan Brown:
“perché le glorie del nostro passato ispirano solo gli stranieri?”
Perché gli italiani non sono un popolo e non sono una nazione.
Perché governare gli italiani non è impossibile, ma è inutile.
Perché l’univocità e l’universalità italiana esistono solo sui libri e sono completamenti assenti nella realtà, salvo -questa unità viziosa comportamentale e associativa- realizzarsi nelle associazioni a delinquere comuni e di stampo mafioso, nella evasione fiscale comportamentale associata, nella corruzione comportamentale associata, nella usura comportamentale associata.
Paesi viziosi comportamentali associati.

Dov’è la Politica? Dov’è la Morale? Dov’è l’Uomo?
Domande retoriche per un mondo sottosopra in cerca di un equilibrio fra valore e disvalore.

Redditometro:
“obiettivo l’evasione spudorata e i falsi poveri”.
Molto bene:
date fuoco alle polveri, ordunque.
Mitragliate gli infami, i meschini, gli spudorati, i mafiosi, i corrotti, gli usurai e gli estorsori.

Alti funzionari governativi in tutto il mondo, quelli italiani compresi e non esclusi, sotto attacco hacker di altissimo livello.
Organizzazione internazionale dedita alla raccolta e alal vendita di informazioni sensibili con le quali ricattare l’alta burocrazia (e conseguentemente la politica) mondiale?
Scusate, signori kacker, autentici Zorro-Super Eroi contemporanei, potrei avere informazioni relative al tradimento delle istituzioni italiane alle mafie?
Sapete, quella cosa che chiamano “trattativa stato-mafia” ….
Attendo risposta.
Soldi nisba, ma tante capacità personali in affitto se mi date le info che chiedo.

Il grano della Capitanata (la seconda pianura italiana per estensione) sarà quotato a Piazza Affari con una nuova future per il grano duro: Agrex.
Buona notizia.
Resta ancora inesplicabile perché nella università foggiana sottovalutino le magnifiche ed invidiate vocazioni territoriali della Capitanata.
Una Università delle farine, del grano, della pasta, del pane e dei taralli è proprio cosa così difficile da realizzare per i grandi baroni della irrintracciabile ricerca e produttività universitaria?
Meglio una comoda fuga nella casta politica …
Ma, sarà un salire questo o sarà uno scendere in politica?

Allora, vi spiego come fanno politica i politichetti foggiani:
prometto il salvataggio delle centinaia di posti di lavoro del Don Uva, faccio lo stesso con Amica e Daunia Ambiente, idem per la Gema, anche il Consorzio di Bonifica della Capitanata (con un presidente e ben 15 vice-presidenti), della fallita ancorcé neonata Università di Foggia …. e così, raccolgono decine di migliaia di voti di gratitudine, facili, facili, salvo poi bucare tutte le aspettative create in modo criminoso e scaricare la colpa e la responsabilità su chi fa politica seriamente ed aveva avvertito dei rischi pericolosi sui quali altri hanno creato immonde e disoneste campagne elettorali.
E la chiamate pure politica questa?
Vade Retro!
Facile fare campagna elettorale in modo così subdolo:
non è in questo modo che si fa formazione e ricerca a livello universitario.
I danari pubblici non si gettano dalla finestra, perché qualcuno li ha sudati e guadagnati prima e non ama essere calpestato dalla maleducazione politica e burocratica contemporanea.

A foggia non è cambiato nulla: stessa moneeza elettorale a danno della spesa pubblica ed in aumento del debito pubblico senza consegnare in cambio alcuna produttività:
il fallimento della cosa pubblica nel meridione è figlio di questo modo di intendere e di volere stipendifici distolti dalla loro mission esistenziale.
Altrimenti, tradendone la mission, non hanno ragione di esistere.
Una università che non è produttiva nella ricerca, non ha ragione di esistere.
Queste sono ragioni della complessiva Questione Meridionale irrisolta e non affrontata, ma fuggita e rifuggita.

Chi si allea con berlusconi silvio, il leader da marciapiede, è un perdente.

tanzania, forse tunisia:
berlusconi silvio è scacciato dal PPE e dalla Unione Europea.
Il legale rappresentante delle organizzazioni criminali mafiose non lo vuole nessuno.
Chi si allea con esso rischia la radiazione dalla civiltà contemporanea.
Siete avvisati.

Sono stanco di avere sempre ragione e rimanere inascoltato.
In questo mondo, vanno avanti solo i pazzi, i lestofanti, i corrotti ed i mafiosi.
Se non sei corrotto o corruttibile, non puoi entrare nel sistema corrotto guidato dai corrotti e dai mafiosi.
Devi essere ricattabile.
Ma io, ne ho le scatole piene di un mondo che seleziona raschiando il fondo del barile.
Alla fine ti scontri con eserciti di arroganti convinti di sapere tutto, ma incapaci a tutto, sia pur capaci di tutto.
Una cosa da matti.

L’università non fa più selezione, in tutti i sensi
Mica solo l’università!
La politica, il management, la burocrazia, il sindacato, l’economia aziendale, ecc, ecc
Tutto è stato ridotto a stipendificio di inetti ed incapaci!
Disponiamo di intere generazioni di selezione del niente, del nulla, assolutamente incapaci di affrontare la crisi in atto!
Non sanno nemmeno di cosa parlano e cosa stanno facendo!
Che Dio ci aiuti, visto che gli uomini si sono già arresi.

Un consiglio non richiesto per mafiosi e ignoranti:
se una cosa non funziona, disfunziona o malfunziona, occorre darsi da fare per rimetterla velocemente sui binari delle sue proprietà, identità e funzionalità e non nascondere mafiosamente i malfunzionamenti ed i disfunzionamenti.
Sempre che abbiano cervello sufficiente per comprendere.
Io dico di no.

Una università improduttiva è distruttiva della cultura sociale ed economica.

Dopo Wind Jet e Alitalia, ora tocca a Meridiana.
Basta che ci sia un italiano per lo mezzo e tutto fallisce.

Benvenuti nell’anno dell’inizio della crisi economica, il 2013.
Come? berluscotti, botti, bessani, drago e il napoletano vi avevano detto che era il 2012 l’anno della crisi?
Ma no, quella era solo la recessione:
ora iniziano i lustri della crisi economica.

Mario Monti:
e lo chiamavano “tecnico”:
li ridicolizza politicamente e polemicamente ogni volta che lo desidera.

Il nulla al governo del niente, senza alcun rapporto fra causa ed effetto, senza alcun raziocinio, senza l’uso del dono della intelligenza.

50 miliardi di tagli a famiglie ed aziende, quando, solo con l’eliminazione della evasione fiscale, delle organizzazioni mafiose, della corruzione e dell’usura, si recuperano ben 600 miliardi di euro all’anno.

Il futuro in questo paese è una speranza appesa malamente al collo di un cavallo infuriato in corsa e senza cavaliere.
No change?
No party.

Degrado a Foggia: una mattina di ordinaria follia alla ASL

lunedì, 14 maggio 2012

Mi reco alla ASL di Piazza della Libertà in Foggia, per chiedere l’iscrizione per l’assistenza sanitaria e scegliere il medico curante, successivamente al trasferimento della mia residenza da Varese a Foggia.

Prendo il numero 25C dal dispenser di numeri dell’eliminacode.

Più tardi si annuncia sul display un numero incomprensibile ed io lo interpreto, come altri come il numero 22.

Ma un utente mi avverte:

il display è guasto, quello è il numero 26!

Caspita!

Non mi sono accorto, ed a causa del guasto al display, mi hanno superato con la numerazione!

Mi appresto a prendere un altro numero (il 51C) e mi reco allo sportello dove si legge l’apparente numero 22 a chiedere informazioni.

Ma l’accoglienza é perfida e violenta:

il dipendente allo sportello, privo di ogni tesserino di riconoscimento, allontana urlando ed in malo modo un anziano utente che protestava perché non riceveva delucidazioni dallo sportello, il tutto sotto gli occhi della guardia giurata che non interveniva in favore di chi era un evidente soggetto debole maltrattato da parte di chi aveva un potere ed una funzione pubblica, mentre una specie di tarantola al femminile che era servita in quel momento allo sportello, spargeva urla e veleno intorno a se, difendendo a denti stretti la sua posizione, che era la numero 24.

Ma il display, anche in numerazione 24, non poteva trarre in inganno al numero 22 o 26 e protestai allo sportello che il display recava il nemro 26 (forse) mentre lo sportello serviva il 24.

La tarantola femmina menava acide risposta a destra e a manca (donna islamica con il capo coperto che difendeva la sua posizione e quella di suo marito, così almeno lei affermava che avrebbe dovuto essere servito dopo di lei, ma del quale numero non si aveva però conoscenza e visibilità, tranne le acide risposte della “signora”) senza essere ripresa dalla solerte (a piacimento suo) guardia.

Insomma un parapiglia.

Io mi indigno e chiedo di sapere quale numero si stia servendo in quel momento, ma non ottengo risposta, se non dalla Guardia Giurata in servizio in quel momento, la quale pretendeva di dire cosa avrei dovuto fare (prendere un altro numero e aspettare il mio turno senza chiedere alcuna informazione) o non fare e metteva ordine in modo confuso in una situazione nella quale avrebbe fatto meglio a stare in silenzio, visto che conosceva perfettamente il problema del guasto al display, origine di tanti disservizi ormai venuti al pettine.

Una guardia giurata modello adolf hitler.

Compreso che non si ottiene nulla da questa stranissima gente, mi siedo ed attendo il numero indicato, il 51C.

Ma la sequela di stranezze, non finisce qui.

Il signore dello sportello di sinistra (ve ne erano due, uno a dx e l’altro a sx al servizio dello stesso servizio) viene chiamato da una persona che era in fila.

Lesto, si alza, lascia il suo posto di lavoro, non chiude lo sportello e non mette alcun cartello che indichi l’assenza dell’operatore e va via.

Altre proteste insorgono, visto che la quantità di gente in fila, era importante e numerosa.

Ma non si ottiene nulla, se non l’intervento di una sedicente dottoressa dipendente ASL, che senza alcun tesserino esibito, chiedeva a sua volta spiegazioni sulle proteste.

A mia volta, chiedevo chi fosse Lei, visto che non era scritto in nessun tesserino di riconoscimento quale funzione nella ASL ella ricoprisse.

Non ricevo risposta, non si identifica, non prende atto del problema e va via.

Dopo un bel po torna l’operatore assente e poco dopo, viene chiamato il mio numero dal display.

Sono però servito dallo sportello di destra.

Devo chiedere l’iscrizione alla ASL regionale pugliese a causa del cambio di residenza a Foggia, con provenienza Varese.

“Il suo libretto sanitario”, mi chiede l’operatore.

Ed io rispondo che in Lombardia non si usa il libretto sanitario, ma la tessera sanitaria regionale e la porgo.

Ed io come faccio a sapere quale è il nome del suo medico a Varese, commenta l’operatore.

Beh, guardi, io lo so, se vuole lo indico ora, a lei.

No, no, ma sù, ma giù, perchè così, perché colì, tira dentro la ASL di Firenze, fa esempi che non capisco, e perché sopra e perché sotto, ma cosa mi importa di cosa fanno a Varese ed alla fine, mi dice:

Lei non può iscriversi ne fare la scelta del medico perché la sua documentazione è incompleta.

Capisco troppo tardi che il “problema” era il collega che si era assentato (giustificatamente?) quanto inopinatamente abbandonando lo sportello aperto, ma senza operatore.

E questa vigliaccata, assomiglia dannatamente ad una vendetta trasversale, di quelle che fanno i mafiosi:

tu cittadino qualunque ti permetti di chiedere a che numero dell’elimina code siamo arrivati, visto che il display lo riporta in modo scorretto e poco leggibile?

tu cittadino qualunque ti permetti di chiedere perché un dipendente ASL in servizio allo sportello si assenti senza chiudere lo sportello stesso?

Ed io, che faccio parte di una casta corporativa e della “cosca dei colleghi”, te la faccio pagare:

un perfetto mafioso, altro che un dipendente regionale al servizio del cittadino.

A me però serve un medico che prescriva delle indagini diagnostiche per domani e non svolazzi ed iperbole mentali senza senso.

Chiedo l’identificazione dell’operatore allo sportello che mi nega l’accettazione della documentazione, ovvero il numero del suo tesserino di riconoscimento, tesserino che nessuno dei due operatori ha in mostra, così come la marea di (putabili) dipendenti asl che vanno e vengono continuamente in quella stanza.

Ma la mia richiesta di sapere con chi sto parlando e chi sia il responsabile del procedimento amministrativo cui mi viene negato l’espletamento trova la risposta di sempre:

un omertoso e mafioso silenzio.

Sono ormai stufo ed indignato, oltre che arrabbiato.

Chiedo chi sia il direttore responsabile di tutta questa assistenza sanitaria assai libera di fare ciò che vuole e non di servire al servizio sanitario ed all’assistito.

Primo piano mi viene detto.

Al primo piano nessun cartello indica un ufficio, ma bensì, solo ambulatori.

Gira che ti rigira, trovo un corridoio di uffici e chiedendo ai dipendenti (numerosi e molto affaccendati a scaldare sedie e a discorrere, devo dire) quale fosse l’ufficio del direttore.

Mi dirigo presso la porta indicata e chiedo ad un utente in fila se vi fosse qualcuno all’interno e se egli fosse lì in fila per essere ricevuto.

Doppia affermazione.

Chiedo se posso bussare per essere ricevuto anch’io:

acconsente.

Busso, busso ancora ed ottengo risposta:

avanti!.

Entro e trovo in riunione di famiglia la dottoressa che giù si è rifiutata di identificarsi come dipendente (ASL), un altro signore e quello che dovrebbe essere il direttore, poiché seduto alla potrona dirigenziale.

permesso, buongiorno, e comincio a snocciolare il problema.

Arrivato al dunque che era mia intenzione denunziare i dipendenti di cui quella direzione è responabile che rifiutavano la mia iscrizione e che erano a loro volta non identificabili perché privi del previsto tesserino di riconoscimento, e vengo immediatamente accompagnato alla porta con decisione.

Giunto alla porta, chiedo allora con chi stessi parlando io, visto che anch’egli era privo del tesserino di identificazione e mi viene risposto:

“è scritto sulla porta chi sono io!”.

Al lato della porta un cartello riporta la dicitura “direttore”, gli rispondo, ed il suo nome, non compare, contesto.

Ma non ottengo risposta.

Mi scontro ancora con un comportamento omertoso e mafioso della serie:

qua comando io, tu non sei nessuno e non hai diritto ad alcuna informazione ne giustificazione dello strano operato di chi, come me, a domanda non si qualifica ne si identifica.

Gli do 5 minuti di tempo per informarsi, poi, procederò per vie diverse.

Dopo 10 minuti, sono ancora lì, in attesa.

Esco e chiamo il 112.

Spiego la situazione e chiedo che, perlomeno, intervenga una pattuglia dei Carabinieri ad identificare dipendenti pubblici che, a mio avviso avevano infranto una quantità di leggi e regolamenti e che, soprattutto, si rifiutavano di offrire una identificazione come da obbligo del tesserino di riconoscimento.

Mi dicono di attendere lì, che arriverà una pattuglia del 112.

Dopo qualche minuto, vengo richiamato dal 112 che mi informa che interverrà il 113.

Dopo qualche minuto mi chiama il 113 e spiego ancora una volta, sommariamente, la questio:

chiedo l’identificazione di alcuni dipendenti della ASL che a mio avviso, non adempiono al loro dovere, alla loro funzione e soprattutto, non si lasciano identificare in nessun modo.

Mi rispondono che interverrà una pattuglia del 113.

Attendo.

Due agenti intervengono e a loro spiego cosa è accaduto e che io chiedevo solo l’identificazione dello sportellista che si era rifiutato di iscrivermi al servizio sanitario e consentire la conseguente scelta del medico curante e del direttore responsabile del servizio, anch’esso non identificabile tramite tesserino di riconoscimento o indicazione fuori dalla porta del direttore del servizio.

Chiedono di essere accompagnati allo sportello:

li accompagno.

Appena arrivati nella stanza, il superiore in grado dei due poliziotti saluta amichevolmente l’operatore di sportello che si è assentato senza chiudere lo sportello:

io comincio a dubitare della riuscita della identificazione dei soggetti che non vogliono adempiere ai loro doveri.

E così è:

usciti dall’ufficio i due agenti, cambiando radicalmente atteggiamento e premettendo che il loro intervento ha il solo scopo di “comporre la questione”, comunicano che i due sportellisti negano ogni addebito e negano anche di aver negato la mia iscrizione al servizio sanitario regionale!

In più, gli sportellisti godono della favorevole testimonianza della guardia giurata-adolf hitler!

Mi vien da ridere, ma rispondo con garbata cortesia:

posso farLe una domanda?

E lui: certo.

“Perché Lei ha salutato l’operatore si sportello entrando?”.

Io saluto tutti, risponde.

Peccato che non abbia salutato amichevolmente me e nemmeno gli altri due dipendenti asl che erano presenti e ben visibili quando ha salutato amichevolmente l’operatore-sportellista-abbandono di posto del lavoro e interruzione di pubblico servizio.

E peccato abbia anche dimenticato, sebbene da me ricordato, di identificare il direttore-fantasma-irresponsabili-irriconoscibile che rifiutava anche solo di dire il suo nome e cognome.

Morale della favola.

Ho perso ogni fiducia nella capacità tecnica di intervento della Polizia di Stato.

Da oggi in poi, mi servirò esclusivamente dell’Arma dei Carabinieri come forza di polizia.

Poiché se il cittadino chiede l’intervento delle FFOO per identificare un dipendente pubblico (come lo è anche il poliziotto) perché secondo me inadempiente e non identificabile a mezzo del tesserino di riconoscimento, non desidero ricevere l’intervento di un amico degli amici o il pacificatore dell’ONU che, non identifica il direttore e non so nemmeno se ha identificato gli operatori di sportello.

Io ho chiamato il 112, non il giudice conciliatore.

Ed infatti, io avevo chiamato il 112 e non il 113:

preveggenza?

Gustavo Gesualdo
alias
Il cittadino X

Lettera aperta al governatore pugliese Nichi Vendola

venerdì, 25 marzo 2011

“La Lombardia è la regione più mafiosa di Italia”

E’ triste, anzi, tristissimo, per un ex pugliese quale io sono, leggere attonito le dichiarazioni incredibili del governatore della Puglia Nichi Vendola.

E non mi vergogno ad affermare pubblicamente quanto io ami ancora quella terra magnifica che è la Puglia, come non mi vergogno a denunciare altrettanto pubblicamente che ho abbandonato la mia terra, i miei affetti e tutto quello con cui sono cresciuto insieme, per responsabilità di quei pugliesi che, come Vendola, non sanno far altro che sputare lordume e ciarpame sul prossimo suo, invece di lavorare duramente per il benessere comune.

Dalle dichiarazioni del governatore pugliese, bollato come “un miserabile, probabilmente sotto effetto di qualche sostanza” dal governatore lombardo Formigoni, si evince quale etica, quale sporcizia morale e si legge benissimo tutto il sudiciume rabbioso che il governatore pugliese cova dentro la sua miserevole anima.

Formigoni:
“Vendola è un miserabile e sotto effetto di sostanze, dica piuttosto perché non è in galera: ha commesso gli stessi reati del suo ex assessore Tedesco, che non è in prigione perché il Pd lo ha fatto senatore”.

Ma Vendola, non è miserevole con il prossimo suo, anzi, egli dimostra una cattiveria profonda, incarnata nel suo animo che rifiuta ogni senso di normalità umana in quel termine “diverso” con il quale si propose nella sua prima campagna elettorale alla poltrona di governatore pugliese.

Diverso, recitava quel manifesto 6×3 metri.

Nulla diceva invece quel manifesto, della sua capacità di governo della regione Puglia, della sua competenza amministrativa, della sua capacità di condurre una giunta regionale nei solchi di una Puglia, purtroppo ampiamente usurata dall’assalto mafioso.

Ed infatti, la prima giunta Vendola, si infranse spesso e volentieri in scandali temibili messi a nudo da indagini sia della magistratura ordinaria che da quella antimafia.

L’ultimo atto di questa epopea governativa, lo abbiamo visto in quelle indagini della magistratura che hanno coinvolto parti importanti del governo della sanità in Puglia, a partire dagli assessori Tedesco e Loizzo, passando per direttori ed ex direttori di ASL di riferimento, dal capo di gabinetto di Vendola, di responsabili dell’area del personale, funzionari, e imprenditori.

Troppe indagini, troppe figure di rilievo coinvolte, per non pensare che il governo della cosa pubblica sia influenzato, governato e indirizzato da interessi che, con il bene massimo della tutela della salute dei pugliesi, poco o niente hanno a che fare.

Poiché, che si tratti di interferenze massoniche, come dice lo stesso Vendola nelle intercettazioni telefoniche con il suo assessore alla sanità Tedesco, che si tratti di imprenditori con enormi capacità di influenzare le scelte nelle nomine dei direttori delle ASL pugliesi e negli appalti sanitari, ovvero che si tratti di tentativi ipotizzati di occupazione e radicamento nel potere pubblico da parte della politica, o che si tratti delle solite infiltrazioni mafiose nella gestione degli appalti pubblici, questo poco importa ai pugliesi, i quali si vedono ancora una volta negare il diritto ad una sanità che sia unicamente, univocamente ed universalmente orientata a curare la salute dei pugliesi e non ad essere interpretata come strumento per raggiungere il potere per il potere.

Mi domando:

ma in tutto questo, chi è al servizio di chi?

Chi cura gli interessi dei pugliesi?

Chi o cosa governa i pugliesi?

Perchè il ministro dell’interno Roberto Maroni ha innalzato il livello di allerta sulle mafie pugliesi, portandolo allo stesso livello di guardia delle storiche mafia siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana?

Ma io, io uomo, io non diverso ma uguale agli altri uomini, io lombardo, io varesino, io, voglio essere miserevole nei confronti del governatore Vendola, non volendo credere che egli, possa essere coinvolto in ambiti e circostanze riferibili ad ambienti mafiosi.

Ma io, non posso nemmeno credere che tutto quanto sia accaduto in Puglia durante il governo vendoliano, non possa essere lontano da quella stanza dei bottoni che muove la politica.

Anche la semplice omissione di azione politica e di governo, può avere conseguenze pesanti sulla sorte dei pugliesi.

Come avrebbero altrimenti potuto verificarsi tutti questi crimini ipotizzati dalla magistratura?

E se questo, sembra essere il destino consegnato al governo della cosa pubblica in Puglia, perchè aizzare ingiustamente l’odio e l’astio dei pugliesi verso i lombardi, quando, quella stanza dei bottoni e quelle leve del comando, le impugnava saldamente proprio il governatore Nichi Vendola?

Qualcuno vuol dividere l’Italia?

Qualcuno vuol mettere gli uni contro gli altri armati?

Sì, questo appare evidente.

Ma appare ancora più evidente che questo qualcuno, non è la Lombardia, regione che ha accolto per decenni i fratelli pugliesi in cerca di un futuro migliore, offrendo loro un lavoro che la mafiosità trasversale pugliese negava, una casa che la politica delle caste negava, un posto dignitoso in una società, quella lombarda, dove il rispetto per la persona e per il cittadino è cosa autentica e consolidata, laddove la tutela e la cura della salute dei lombardi, sono garantite ai massimi livelli mondiali e non è certo paragonabile al quel carrozzone malgovernato che appare invece la sanità pugliese.

E se è anche vero che a livello politico, il federalismo leghista sta ricucendo questo paese mai veramente unito, allora, signor Vendola, qual’è quella forza politica che sta cercando di spaccare il paese a metà, mettendo ingiustamente i pugliesi contro i lombardi?

Chi, si sta assumendo responsabilità incredibili comparando gradi di mafiosità incomparabili?

In Lombardia, c’è il benessere, certo, ancora quel che ne rimane, certo.

Sarà per questo che la Lombardia viene presa d’assalto dalle mafie, nel tentativo di infiltrarne l’economia e corroderne la società dall’interno?

Certo, anzi, sicuro.

Ma, goverantore Vendola, visto che Le piace il gioco al massacro, Le domando:

da dove provengono queste mafie che tentano l’assalto alla capitale morale e finanziaria italiana?

Quali cognomi portano?

Dal sud, da “questo sud”, non sono evidentemente fuggite solo le migliori intenzioni.

E “questo sud”, governatore Vendola, non lo amministra certamente ne il governatore lombardo Formigoni, ne il presidente del consiglio regionale lombardo Davide Boni.

Le consiglio, caro governatore Vendola, appena sarà rientrato abbastanza in se da comprendere il danno che hanno prodotto le sue deliranti invettive mistificatorie contro la Lombardia ed il popolo lombardo, di chiedere scusa a questi due signori, che rappresentano il territorio lombardo, il popolo lombardo, la sanità lombarda e non rappresentano certo le mafie di origine meridionale che tentano sempre più di prevalere sui lombardi.

Ma questo, non accadrà mai.

Poiché è proprio lombardo e varesino, quel ministro dell’interno che sta portando il più grande e grave attacco alle organizzazioni mafiose che la storia della nostra democrazia repubblicana abbia mai conosciuto, quel Roberto Maroni che ha innalzato il livello di attenzione sulle mafie pugliesi, e non quelle lombarde, che non esistono e non sono mai esistite in quanto tali, ma infiltrate ed importate dalle regioni meridionali, nelle quali originano e nelle quali certamente ancora influenzano il voto, la politica e la tutela della salute dei meridionali.

Consiglio di fare una doverosa telefonata di scuse anche al ministro varesino Maroni.

E consiglio anche di darsi una bella calmata.

Qui, in Lombardia, nessuno è fesso come nessuno è mafioso.

C’è un’Italia migliore?

Sì, certamente.

Ma certamente, non è la “sua italia”.

Saluti affatto cordiali.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Hanno già perso: la storia la scriviamo noi

martedì, 8 marzo 2011

Una baraonda infernale si è scatenata da un anno a questa parte in Italia, una baraonda che vede interessati tutti i massimi sistemi del paese.

Obiettivo:

fermare le riforme, abbattere il patto di ferro Bossi-Berlusconi che sostiene e realizza le riforme, scomporre la maggioranza di governo, attaccare ferocemente la Lega Nord.

I metodi usati sinora sono stati squallidi e veramente incivili, indegni dei termini come Libertà, Democrazia e Futuro, parole usate ed abusate per rivestire in modo dignitoso un miserabile attacco senza precedenti alle istituzioni democratiche di questo paese.

Fermare l’epocale riforma federalista del sistema italiano (dieci decreti che riassumono la più grande riforma mai progettata e mai realizzata in questo paese) per favorire così lo spreco del danaro pubblico, per perpetuare l’inefficienza delle amministrazioni pubbliche malgovernate, per nascondere gli scheletri celati negli armadi di decenni di malgoverno locale, per garantire lo status quo di caste e pletore dei parrucconi incipriati senza arte ne parte.

Il metodo principe è stato quello del tradimento.

Tradire l’alleanza di governo.

Tradire il patto sociale e comunitario.

Tradire il mandato elettorale che delega la sovranità popolare.

Tradire le istituzioni.

Tradire i poteri dello stato al fine di impedire la nascita di un nuovo stato, più forte e potente che mai, che tuteli meglio aziende e famiglie piuttosto delle caste e delle corporazioni.

Una lotta intestina che si è svolta nelle aule parlamentari, nelle commissioni parlamentari, nei corridoi parlamentari.

Gli attacchi sono poi diventati di una ferocia ed di una arroganza inaudite allorquando si è tentato di abbattere la credibilità del ministro dell’interno che, più di chiunque altro nella storia di questo paese, ha dichiarato e portato innanzi una guerra all’ultimo sangue fra stato ed organizzazioni mafiose, fra cittadini onesti e leali e mafie delittuose.

Il tradimento, nella sua cieca violenza ed arroganza, è arrivato al punto di sostenere l’insostenibile, di validare l’anti-stato nei confronti dello stato, di incoraggiare il disarmo nei confronti della lotta alle mafie, di promuovere una cultura della negazione della realtà, dell’antagonismo con finalità suicide.

La maggioranza di governo del patto Bossi-Berlusconi ha varato nel tempo una enormità di riforme che snelliscono e rendono efficace l’apparato amministrativo, un buongoverno che ha cancellato e più volte l’onta della monnezza napoletana, che ha garantito ai terremotati interventi fulminei, che ha formulato e concretizzata una proposta innovativa nel campo della sicurezza che garantisca e tuteli meglio i cittadini, almeno meglio di quanto non è stato fatto sinora.

Nell’occhio del ciclone c’è la riforma federalista, che spoglia a nudo spese pazzesche ed ingiustificate a tutti i livelli, spese che risultano illeggibili ed irrintracciabili nell’attuale rebus di competenze e di trasferimenti finanziari fra stato ed enti locali, favorendo un sistema di governo irresponsabile delle azioni dei governanti nei confronti del popolo sovrano.

Ma il Federalismo scioglierà anche questo enigma, il Federalismo scoprirà anche questa ennesima farsa all’italiana.

Le perdute speranze di una sinistra tutta da dimenticare si infrangono nelle candidature di giudici e scrittori, parolai e professionisti della politica.

La sinistra italiana non ha ancora ben capito che per governare, bisogna saper contabilizzare.

La sinistra italiana non ha ancora capito che c’è bisogno di dottori commercialisti e di ragionieri e non di venditori di fumo e di parole.

Un sistema del governo democratico ha bisogno di proiezioni certe, di bilanci trasparenti, di contabilità comprensibile agli occhi di tutti.

In Svizzera, un cittadino che si reca alle urne per scegliere i suoi rappresentanti politici ha a disposizione proiezioni certe e sicure per ogni singolo cespite di spesa.

Egli sa al millesimo quanto costerà garantire la sicurezza nella propria città, quanto lo sviluppo di nuovi servizi al cittadino, quanto il mantenimento in essere dei servizi già esistenti, e lo sa con precisione assoluta.

Quel cittadino potrà scegliere così, non fra più visioni oniriche ed ideologiche della vita, ma attraverso una oculata scelta di buoni amministratori a confronto, di spese da sopportare trasparenti, di programmi di governo che puntano a rendere sempre più trasparente ed efficiente ogni singolo momento della gestione della cosa pubblica.

E perchè quel cittadino sì ed il cittadino italiano no?

Chi ha emesso questa ingiusta condanna nei confronti dei cittadini italiani?

Perchè si vorrebbe lasciare il popolo sovrano nella più assoluta ignoranza sull’uso che si farà di ogni singolo centesimo proveniente da quelle tasse che egli è tenuto a pagare?

Il perchè lo sappiamo, come comprendiamo benissimo anche la baraonda infernale che è stata organizzata e scatenata contro questo governo, questa maggioranza, queste riforme, contro questa inarrestabile voglia di cambiamento e di pulizia che investe ogni settore, ogni regione, ogni provincia ed ogni comune di questo paese.

I pubblici amministratori lamentano bilanci insostenibili ed oscuri?

Gridano al collasso di bilancio delle amministrazioni da loro sorrette?

Bene, che spieghino allora questi signori amministratori ai cittadini da loro governati come sia stato speso ogni euro della loro amministrazione.

Spieghino bene questi adulatori del populismo spicciolo come siano stati prodotti quei debiti negli enti locali italiani, che, assommati fra loro, realizzano un debito pubblico complessivo pari a quello nazionale, raddoppiandolo nei fatti.

Che spieghino, che rendano conto i governatori che avversano il decreto del federalismo regionale cosa hanno da nascondere sul loro governo regionale, spieghino perchè la cura della salute costa tantissimo e produce pochissimo, sia in termini di qualità che di quantità.

Che spieghino, che rendano conto, che si rendano conto che le loro obiezioni non son del tutto leali nei confronti dei loro elettori.

Che seguano l’esempio dell’amministratore della ASL Napoli 1, la più grande e costosa asl del sud Italia, che ha sinora prodotto una sanità pessima ed è saltata alla ribalta delle cronache per avvenimenti disdicevoli, se così vogliamo chiamarli.

Questa asl è stata affidata finalmente ad un uomo integerrimo, ad un dottore commercialista, anzi, al presidente dei dottori commercialisti napoletani, ad un buon contabile, ad un buon amministratore, ad un buon uomo.

E quale è il risultato?

Indirizzi di efficenza sul sistema sanitario, eliminazione degli sprechi, riduzione della spesa complessiva in favore di un migliore ed efficente servizio sanitario.

E cosa prova che questo amministratore stai rendendo efficace questo sistema?

Lo prova il fatto che tale gestore è costretto a trasferire il suo ufficio all’interno di un carcere, per restare lontano dalle pressioni e dalle minacce di chi viveva e viveva molto bene all’ombra del malgoverno della cosa pubblica regionale.

Un esempio da seguire, questo.

E basta urlare ai quattro venti che è ogni cosa è colpa del federalismo, perchè non è vero, anzi:

è assolutamente falso.

Il federalismo ha il solo merito di rimettere le cose a posto, di riportare i conti in ordine, di rendere pubbliche e manifeste le schifezze che si sono perpetrate per decenni all’ombra della pubblica amministrazione ed ai danni delle tasche dei cittadini-contribuenti.

E basta!

Abbiamo un messaggio per tutti coloro che continuano a lamentarsi senza rimboccarsi le maniche e lavorare duramente per costruire un futuro migliore di questo:

avete già perso.

Siete stati sconfitti da una storia che deve ancora essere scritta per intero:

perchè non finisce mica qui,

perchè la storia adesso, la scriviamo noi.

E sarà tutta un’altra storia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La sanità in Calabria

sabato, 24 luglio 2010

Sintesi

Il governatore della regione Calabria analizza la struttura sanitaria regionale:

73 strutture sanitarie fra pubbliche e private, che coprono un numero di 8.874 posti letto;

20 ospedali con meno di 100 posti letto;

11 strutture a rischio sicurezza.

I dati a disposizione disegnano un quadro inefficace ed inefficente.

I casi di malasanità in Calabria parlano di reparti chiusi quando servono e di morti potenzialmente attribuibili alla bassa qualità del servizio offerto.

Tesi

Bisogna alzare la qualità del servizio e tagliare i rami secchi che mettono in pericolo la stessa sopravvivenza di coloro i quali si rivolgono ad essi per ottenere cure sanitarie.

Chiudere le 11 strutture a rischio sicurezza.

Chiudere le 20 strutture con meno di 100 posti letto.

Reinvestire le risorse umane, professionali ed economico-finanziarie rinventi dalla chiusura dei rami secchi nelle rimanenti strutture che funzionano e potenziarle puntando ad un miglioramento del servizio sanitario offerto, miglioramento che va controllato e monitorato settimanalmente.

Rivedere le convenzioni con le strutture private sempre nella ottica del servizio offerto:
se tali strutture non sono all’altezza di erogare servizi efficenti ed economicante interessanti, non vanno rinnovate dette convenzioni.

Potenziare i servizi sanitari territoriali solo se i comuni si impegnano a copartecipare alla spesa per le prestazioni domiciliari.