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L’informazione assassinata e massacrata: blog nel mirino

domenica, 29 aprile 2012

La viltà di uno stato senza diritto alcuno garantito nella realtà e che tenti costantemente di tacitare la voci libere dentro e fuori dal web,
è impressionante.

In realtà già l’articolo 21 della Costituzione italiana non riesce a garantire nei fatti la libertà di informazione, così come scriveva benissimo Giovanni Spadolini:

“Parliamoci chiaro, le nostre leggi sull’ordinamento della professione giornalistica per tanti aspetti si collegano alla struttura del fascismo a cominciare dalla figura del direttore responsabile (io l’ho ricoperta per quasi vent’anni) che non esiste in nessun’altra legislazione del mondo. Una figura derivata da un ordinamento in cui i direttore responsabile era nominato da un partito politico autoritario e onnipotente, in contrapposizione all’editore e mantenuto con privilegi economici, ma senza il controllo politico della testata”.
Giovanni Spadolini. Citazione tratta dal libro “Come si diventa giornalista” – Piero Morganti – Ed.Einaudi.

L’informazione libera in italia non esiste e non è mai esistita.

Oggi, il ministro della repubblica delle banane al ciocccolato, una misconosciuta napoletana, tale paola severino, ha annunciato al festival del giornalismo di Perugia che bisogna zittire e mettere a tacere la libera informazione anche sul web, oltre che nella realtà, limitando per legge la libertà di espressione dei blogger.

Un vile atto di prevaricazione e di abuso del potere pubblico, evidentemente.

Invece di aprire nei fatti l’accesso ad una LIBERA INFORMAZIONE, la napoletana severino pretende di chiudere quei pochi canali di libertà di informazione esistenti.

Cosa vuole la napoletana severino:

che non si diffonda la verità sullo scandalo napoletano della monnezza, della camorra, della illegalità diffusa e condivisa, sul parassitismo napoletano, sul NO napoletano incivile ed ingiustificato alla costruzione di un termovalorizzatore a napoli?

Vuol chiudere la bocca ai cittadini la severino?

Vuole la severino che le connessioni camorra-politica non vengano diffuse attraverso la pubblicazione delle intercettazioni?

Vuole la severino che il popolo non sia sovrano e non possa esercitare il suo diritto primario all’informazione?

Vuole la severino castrare la pubblica opinione ed impedire l’ascesa politica degli opinion leader come nel caso di Beppe Grillo?

Cosa è questa ingiusta impennata nella negazione di libertà ai blogger:

una vendetta personale per interposta persona dell’orgoglio ferito alla napoletana nei confronti dell’ultima dichiarazione del blogger Beppe Grillo che definisce giustamente il capo dello stato come una inutile “salma” politica?

E allora, cara napoletana severino, si prende anche lei quel che si merita.

Null’altro che un bel:

Vaffa!

Il ministro della (in) giustizia napoletano insieme al capo dello stato napoletano pensino a garantire giustizia giusta, equa e tempestiva al popolo sovrano invece di sparar idiozie a tutto spiano nel campo dell’informazione, che resta una cenerentola inseguita dal popolo e negata dalle isituzioni.

Volete impedire che il popolo legga dalle intercettazioni quali sporche verità si nascondano dietro la facciata pulita dei palazzi del potere pubblico e politico?

Ma pensate a governare e a far funzionare il paese, se ne siete capaci, altrimenti abbiate almeno il buon gusto e la dignità di restare in silenzio o di trasferirvi altrove a sparar idiozie da funzionari pubblici che non funzionano affatto.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta – 17/04/2012 di Gustavo Gesualdo

martedì, 17 aprile 2012

Politica – Diritto – Informazione

Come frega da decenni e decenni il popolo italiano, la dittatura autoritaria travestita da democrazia bloccata?
Ora vi spiego.
Principi democratici enunciati, esaltati, propagandati, rinnovati e ricordati in forma scritta.
Ma resi assolutamente non esecutivi, non eseguibili.
Ti do un diritto e nel contempo elimino, neutralizzo, rendo inaccessibili i mezzi, gli strumenti ed i modi per realizzare quel diritto.
E ti ho fregato con la democrazia indiretta, caro popolo sovrano.
Un esempio lampante:
Articolo 21 della Costituzione italiana
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…..”
Invece è una truffa, una vera e propria truffa.
L’informazione passiva viene tutto sommato garantita in italia, ma quella attiva, quella inerente ai soggetti che possono fare informazione a mezzo stampa (con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione) viene resa irrealizzabile da una legge di grado inferiore a quello della Carta Costituzionale (altra truffa), la legge ordinaria.
Inoltre si tratta di una legge ordinaria vecchia di ottanta anni, istituita da una dittatura per controllare l’informazione nel paese.
Tutti possiamo ricevere informazioni, ma ad erogarle solo soggetti autorizzati iscritti in un albo al quale si è apposta una duplice ulteriore restrizione all’accesso sine qua non:
il possesso di una laurea e l’aver superato un concorso pubblico.
Con buona pace di come pensa il sottoscritto si prendano le lauree e come si vincano i concorsi pubblici in italia.
Sconosciuti in italia i concetti di Opinione Pubblica e di Opinion Leader.
Riconosciuto e grantito un diritto, basta bloccarne gli effetti giuridici nella realtà, ed il gioco della truffa alla napoletana è fatto.
Cornuti & Mazziati.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…..”
Articolo 21 della Costituzione italiana, primo comma.

Parliamoci chiaro, le nostre leggi sull’ordinamento della professione giornalistica per tanti aspetti si collegano alla struttura del fascismo a cominciare dalla figura del direttore responsabile (io l’ho ricoperta per quasi vent’anni) che non esiste in nessun’altra legislazione del mondo. Una figura derivata da un ordinamento in cui i direttore responsabile era nominato da un partito politico autoritario e onnipotente, in contrapposizione all’editore e mantenuto con privilegi economici, ma senza il controllo politico della testata“.
Giovanni Spadolini. Citazione tratta dal libro “Come si diventa giornalista” – Piero Morganti – Ed.Einaudi

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il Welfare, la Crisi, la partitocrazia e Super Mario Monti

martedì, 10 aprile 2012

Il welfare italiano è tutto da rifare, poiché pieno di privilegi arroganti per i furfanti e totalmente privo di diritti per i cittadini:
siamo in pieno medioevo, ed in questa cosa, Monti non c’è.

Ma c’è invece tutta la partitocrazia che, invece di difendere famiglie ed aziende si è definitivamente compromessa in una Questione Morale Infinita, senza soluzione di continuità.

Qualcuno dice che in italia le leggi le fanno i fuorilegge.

Può darsi.

Certo è che questa casta politica, burocratica, partitocratica e sindacale rappresenta un freno potente contro ogni forma di liberalizzazione e di riforma in senso progressista.

Una sorta di coagulo di sottosviluppati trogloditi riuniti in caste abusa del potere pubblico a fini di arricchimento personale tramite la difesa ad oltranza, anche contro gli interessi dell’intero paese, di uno status quo impagabile da qualunque popolo civile, da qualunque comunità sociale.

In tutta questa follia incivile e mafiosa, il cambiamento è sempre stato punito, invece della dovuta punizione al male oscuro del paese.

Così sono caduti Benito Mussolini, Aldo Moro, Bettino Craxi, Umberto Bossi.

Ognuno di loro, con volontà, obiettivi, modalità, effetti e prassi differenti ha tentato il cambiamento.

Ognuno di loro è stato politicamente ucciso per aver cambiato lo stato o solo per aver tentato di farlo.

Cosicché, in questo paese mafioso, usurato ed assai corrotto, “i peccatori” si salvano sempre, attraverso la loro cancerogena infiltrazione dello stato e di quei poteri che dovrebbero contenere gli eccessi e gli errori del potere politico (informazione, magistratura, sindacati, parti sociali, etc), mentre chi tenta il cambiamento “in meglio”, viene pomposamente redarguito con il solito: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Se rubi poco ovvero rubi senza essere autorizzato dal consociativismo delle caste mafiose, vieni scandalosamente additato come il solito moralista preso con le mani nel sacco.

Ma se rubi con il metodo mafioso consociativo, allora sei dei loro, e qualcuno farà la telefonata giusta al giudice giusto, per salvarti, o per ammazzarti, a seconda della convenienza del momento.

Ma, queste caste mafiose così attaccate alle poltrone del potere pubblico non molleranno mai la presa.

Occorre una nuova politica che chiuda il rubinetto delle carote ai membri di queste caste mafiose e lo apra in favore di cittadini lavoratori, delle famiglie, delle aziende.

Occorre un bastone per questa gente, non una carota, ma un lungo bastone nodoso.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Anno nuovo, vita nuova

venerdì, 31 dicembre 2010

Alla vigilia di ogni capodanno, il sentimento umano si augura che dietro l’angolo di ogni fine d’anno, vi sia un cambiamento favorevole alla propria vita, alle proprie aspirazioni, al proprio benessere.

Ma un cambiamento non cammina sullo scambio di auguri per le festività di fine anno, poichè un cambiamento, che sia autentico, vero, radicale e produca nuove relazioni che assicurino efficenza e benessere, cammina solo sulle gambe degli uomini e delle donne che lo sorreggono, che lo incarnano, che lo interpretano.

Oggi esiste un movimento in tal senso in questo paese, forse per la prima volta, sicuramente all’interno della sua strada repubblicana e democratica.

Oggi, per la prima volta, vi sono uomini e donne che questo cambiamento lo stanno producendo, lo stanno realizzando.

In una democrazia fasulla e bloccata, tarata dal tarlo della corruzione e dal marcio della conservazione di poltrone e privilegi, oggi si muove un movimento politico che punta a cambiare radicalmente le regole democratiche, riformando le istituzioni e le stesse regole del gioco al fine di avvicinare il paese reale allo stato di fatto e di diritto.

Un cammino impervio, pieno di trappole e di contrasti formidabili, spesso violenti.

Ma il ciclone riformista non si ferma dinanzi a nulla, non si piega dinanzi a nessun gruppo di pressione o di potere, non si fa condizionare da pressioni interne od esterne al sistema paese.

In un cammino che resterà scolpito nei libri di storia, un gruppo di uomini e di donne verrà ricordato come l’unico vero governo che ha governato, l’unico vero riformismo che ha riformato, l’unica vera volontà popolare alla quale la peggiore casta politica della restaurazione conservativa abbia mai dovuto soggiacere e sottostare.

E’ un cammino di libertà, di benessere e di ricchezza che non sopporta alcun condizionamento.

E’ un cammino che viene continuamente contrastato dalle pressoni mafiose, dalle pressioni dei gruppi di potere, dalle pressioni della casta politica che tenta di conservare il potere che detiene ben saldo fra le mani, quel potere che invece serve per riformare e cambiare un paese che sembra immutabile e irriformabile, bloccato e timoroso di fronte ad ogni cambiamento.

E’ un cammino che porta a svolte epocali, mai raggiunte da nessun altro, oggetto di profonda invidia e di attacchi di violentissima gelosia da parte di coloro i quali non sono mai riusciti a cambiare alcunchè, ovvero, non hanno mai voluto veramente cambiare alcunchè.

E siamo alla vigilia di un nuovo anno.

E siamo alla vigilia di una rinnovata stagione politica riformatrice di regole, norme e prassi da dimenticare, da abbandonare.

La resistenza a tali cambiamenti è forte e interessata, continua e scorretta.

Ma non fermerà il cambiamento che è in atto.

Nessuno potrà fermarlo, poichè è un rinnovamento fortemente sostenuto dal popolo sovrano, che gode del consenso di famiglie ed aziende, di imprenditori e lavoratori dipendenti, per la prima volta uniti nello straordinario sforzo di cambiare le cose una volta per tutte, di traghettare un malridotto e malandato paese verso un futuro di certezze e di progresso.

Nessuno potrà fermarlo, poichè è già scritto che esso vincerà.

Inabbattibile, incontrastabile, indistruttibile.

Buon anno nuovo.

Una nuova vita ci attende dietro questo angolo temporale.

Una nuova società si salda in questo difficile cammino.

Un nuovo patto comune si rafforza sulla strada del riformismo.

Un nuovo paese nascerà alla fine di questo cammino, un paese civile, unito, forte, saldo e più ricco che mai.

Nonostante invidiosi e gelosi, biliosi e rancorosi, pre-potenti ed im-potenti.

Un nuovo paese nascerà:

con o senza di loro.

Auguri.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x

Fate il vostro gioco, signori. Fate il vostro gioco

venerdì, 20 agosto 2010

L’ingerenza negli affari interni dello stato italiano della Chiesa Cattolica è ogni giorno più chiara.

Le dichiarazioni odierne del cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (CEI) non lasciano più dubbi di sorta.

Egli attacca apertamente il cambiamento del paese, indicando il riformismo in senso federalista come un disvalore, e lo fa attraverso l’Osservatore Romano, il periodico ufficiale della Città del Vaticano, che è uno stato estero.

In nessuna parte del mondo esiste un paese le cui scelte politiche, istituzionali, governative e democratiche vengano messe sotto continuo attacco da parte di esponenti di uno stato estero.

L’interesse che muove il presidnete della CEI è lampante:

ripristinare il potere assoluto della Città del Vaticano nelle scelte interne di uno stato autonomo e democratico come è quello italiano, al fine di restaurare una dittatura religiosa all’interno dei poteri democratici, figlia di quella democrazia bloccata della I repubblica che impediva a partiti non direttamente influenzabili dalla chiesa di accedere al potere esecutivo e di conseguenza di governare il paese.

La CEI quindi si schiera apertamente con quelle piccole cellule politiche che sono assoluta minoranza nel parlamento italiano e che oggi stanno realizzando l’ingovernabilità e la discontinuità governativa del paese, nel più grande contrasto alle normali attività democratiche che questo paese abbia mai conosciuto.

Il golpe bianco ai danni delle isituzioni democratiche italiane e delle libere scelte del popolo sovrano si delinea con sempre maggiore chiarezza.

Il pericolo maggiore è però rappresentato dalla influenza e dal potere di quelle figure politiche che sono sopravvissute alla prima repubblica ed allo scandalo di tangentopoli, e che ancor oggi, rivestono altissime cariche istituzionali, abusando del potere pubblico talvolta contro la quella stessa volontà popolare da cui esso deriva, come nel caso del presidente della camera, che attacca martellando l’esecutivo quotidianamente e non ritiene di dimettersi da una carica istituzionale della quale egli non rappresenta più il sostanziale consenso nello stesso parlamento che lo ha eletto, grazie ad una maggioranza politica che è la medesima che tiene in piedi il governo italiano e che gli vuole abbattere.

La situazione è di una gravità estrema, ed il silenzio della presidenza della repubblica e delle più alte cariche istituzionali italiane rispetto a questi proditori attacchi, di fronte a queste continue ingerenze arbitrarie di uno stato estero sulle libere scelte di un libero paese, come pure dell’abuso che si sta facendo della terza carica istituzionale, lascia interdetti.

Questi uomini dello stato dovrebbero immediatamente denunciare un tale clima intimidatorio, una tale ingerenza negli affari interni italiani dello stato del Vaticano, un tale snaturamento del potere istituzionale e democratico.

E invece dalle più alte cariche dello stato iataliano proviene un imbarazzante silenzio, se non, un malcelato compiacimento.

Solo le voci di alcuni membri dell’esecutivo si alzano a difendere libertà e indipendenza delle scelte italiane.

Nessuna dichiarazione invece perviene in tal senso dal colle del Quirinale, sede della presidenza della repubblica.

E’ pur vero che al fine di garantire ampia autonomia e libertà, è riconosciuta al presidente della Repubblica l’irresponsabilità per qualsiasi atto compiuto nell’esercizio delle sue funzioni, ma è anche vero che le uniche eccezioni a questo principio si configurano nel caso questi che abbia commesso due reati esplicitamente stabiliti dalla Costituzione:
l’alto tradimento (cioè l’intesa con Stati esteri) o l’attentato alla Costituzione (cioè una violazione delle norme costituzionali tale da stravolgere i caratteri essenziali dell’ordinamento al fine di sovvertirlo con metodi non consentiti dalla Costituzione).

Ed ecco apparire sempre più chiaro e leggibile il quadro dei giorni contemporanei, laddove qualche voce in parlamento si è alzata a contestare possibili comportamenti della presidenza della repubblica italiana ed è stata immediatamente tacitata con una determinazione inusuale da parte del Quirinale, che sfidava il primo partito italiano, il PDL, a chiederne l’impeachment.

La reazione eccessiva del Quirinale fa leggere il nervosismo che anima questi giorni della politica italiana, messa sotto ricatto da una sparuta pattuglia parlamentare guidata dal presidente della camera dei deputati.

Ancora i vertici istituzionali al centro delle polemiche politiche.

In effetti, il nervosismo del Quirinale è giustificabile, specie se letto nell’ottica della considerazione che, i continui e concentrici attacchi al governo italiano possono contare sulla ingerenza di uno stato estero, quello del Vaticano, appunto.

Ma da qui, a ipotizzare e che esista una intesa fra uno stato estero e la presidenza della repubblica italiana a danno della libertà, della unità e della indipendenza deloo stato italiano, ne corre di spazio, sia politico che temporale.

Questo snodo verrà comunque alla luce, allorquando il premier dovesse dimettersi, facendo scendere in campo il capo dello stato.

In tal caso potremo sapere quale prassi sceglierà il Quirinale per sciogliere il nodo della crisi politica:

quella costituzionale formale ovvero quella costituzionale sostanziale, che nel secondo caso vorrebbe lo scioglimento delle camere e l’indizione di nuove elezioni (altri atti di piena esclusività del Quirinale) piuttosto che la assurda ricerca di una nuova maggioranza che stravolga gli assetti bipolari.

E il mandato per formare un nuovo governo lo può dare solo il Quirinale, dopo le consultazioni.

Scelta questa, sempre ben accetta da questo stesso capo dello stato che cercò pervicacemente quanto inutilmente nella crisi politica del governo Prodi, di favorire la nascita di una coalizione trasversale, mai vincitrice nelle urne elettorali, di ispirazione centrista e cristiana, certamente sostenuta (non certo troppo apertamente) dallo stato estero del vaticano.

L’interesse politico della terza carica istituzionale, il presidente della camera dei deputati è ormai chiaro e sempre più affine alla eventuale scelta del Quirinale di formare un governo a tutti i costi senza passare dalle urne elettorali:

utilizzare la crisi politica attuale al fine di impedire il cambiamento del paese e la realizzazione delle riforme in atto, attraverso la costituzione di un nuovo governo di transizione che cambi la legge elettorale in favore dello schieramento dei traditori del governo.

Ecco il quadro complessivo.

Sullo scacchiere si muovono forze e poteri forti, molto forti.

Resta da osservare il comportamento di ogni songolo attore al fine di ottenere conferme o meno rispetto alle diverse ipotesi in atto.

Si darà spazio di manovra a quelle forze sostenute dal Vaticano che, impossibilitate a realizzare i propri fini e le proprie ambizioni personali e di cartello, puntano al golpe bianco della restaurazione e della conservazione dei poteri e dei privilegi delle forze occulte che, fuori dal parlamento, guidavano il paese dalle segreterie di partito invece che nelle aule parlamentari?

Si darà il proprio consenso all’ennesimo inciucio che produrrà un ulteriore distacco fra il paese reale e lo stato di diritto?

Lo vedremo.

E lo commenteremo.

A meno che, tale cartello non abbia intenzioni celate e violente, poichè in tal caso, le libere voci come la mia, subirebbero forti contrasti e pressioni, con onerose e dispendiose chiamate in tribunale ovvero con altri artifici.

La posta in gioco è alta.

Ed io, non sono che un cittadino qualunque, un cittadino X, appunto.

Vedremo, analizzaremo, osserveremo, a tutela del mio futuro e del futuro dei miei figli, della loro libertà di scelta, della laicità dello stato, della libertà e della indipendenza della comunità nella quale io sono nato e cresciuto e nella quale, temo per il futuro dei miei figli.

Come si fa avivere da persone libere in questo squallido teatrino dove si incontrano e si scontrano poteri molto interessati ad abusare del potere dello stato in nome dello stato?

Poichè senza libertà, io non vorrei vivere e non vorrei veder vivere il sangue del mio sangue.

Se mi accadrà qualcosa, se questo blog o la mia persona venissero colpiti, saprete perchè.

Che siano anni di piombo o anni di fango quelli che ci aspettano, io non li temo, poichè per me è obbligo il vivere senza vergogna, ed è certezza quella di vivere senza paura.

Viva la libertà.

Fate il vostro gioco, signori, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La libertà di stampa in italia non esiste

mercoledì, 5 maggio 2010

Silvio Berlusconi:
«se c’è una cosa su cui in Italia, c’è la sicurezza di tutti, è che abbiamo fin troppa libertà di stampa. Credo che questo sia un fatto che non è discutibile».

Sulla libertà di stampa in Italia, Berlusconi rischia l’ennesima imbarazzante dichiarazione menzognera.

La libertà di stampa in Italia è infatti ridotta al lumicino dalla obbligatorietà della figura del direttore responsabile (figura voluta dal fascismo proprio per sottoporre al potere politico la libertà di stampa), condizione che viola apertamente l’articolo 21 della costituzione.

Inoltre è stato proprio berlusconi a restringere ancor più il numero delle persone “autorizzate” a fare informazione in Italia, prescrivendo per legge che l’iscrizione allordine dei giornalisti – che è la precondizione per assurgere alla figura di direttore responsabile – sia subordinata al possesso del titolo di laurea.

Considerando che l’Italia detiene anche il triste primato di minor presenza di laureati di TUTTI i paesi occidentali, civili e democratici, ne deriva una ancora maggior restrizione delle persone abilitate a fare informazione.

Insomma, in parole povere, è castrando l’informazione attiva che in Italia si è giunti alla morte della informazione passiva, indicando come attiva, quella di chi è ritenuto idoneo a DARE informazioni (stampa, radio, tv, etc) e indicando come passiva, quella di chi RICEVE informazioni (i cittadini qualunque, i cittadini X).

La libertà, caro presidente, non è una parola da sorseggiare a piacimento, ma la realizzazione completa di un grado di civiltà attualmente sconosciuto nel nostro paese.

Personalmente continuo a credere che Berlusconi sia l’unico politico in grado di guidare questo paese in questo momento, ma non credo più che lo stesso Berlusconi sia il difensore delle libertà in questo stesso paese.

E mi scuso se mi sono consentito questa libertà di parola, opinione ed espressione.

Mi consenta, caro Berlusconi, mi consenta di riportare il pensiero del ben più autorevole Giovanni Spadolini su questo argomento:

“Parliamoci chiaro, le nostre leggi sull’ordinamento della professione giornalistica per tanti aspetti si collegano alla struttura del fascismo a cominciare dalla figura del direttore responsabile (io l’ho ricoperta per quasi vent’anni) che non esiste in nessun’altra legislazione del mondo.
Una figura derivata da un ordinamento in cui i direttore responsabile era nominato da un partito politico autoritario e onnipotente, in contrapposizione all’editore e mantenuto con privilegi economici, ma senza il controllo politico della testata”.

Giovanni Spadolini. Citazione tratta dal libro “Come si diventa giornalista” – Piero Morganti – Ed.Einaudi

P.S.
Ringrazio pubblicamente l’America, la Patria delle libertà, per averci donato il meraviglioso e veramente libero mondo del web, proprio quel libero mondo cui i dittatori cinesi e iraniani, oltre che il premier italiano Silvio Berlusconi, vorrebbero volentieri mettere un bel bavaglio.

Aboliamo l’Ordine dei Giornalisti, aboliamo la casta della disinformazione

sabato, 27 marzo 2010

L’Ordine dei Giornalisti rappresenta una casta inutile e dannosa che si interpone fra il libero esercizio della informazione ed il popolo sovrano cui questo esercizio vieneconcesso di diritto e precluso di fatto.
L’ordine dei giornalisti e la figura del direttore responsabile violano l’articolo 21 della costituzione italiana, impedendo l’accesso a chi fa informazione, filtrando e controllando così l’informazione in Italia.

“Parliamoci chiaro, le nostre leggi sull’ordinamento della professione giornalistica per tanti aspetti si collegano alla struttura del fascismo a cominciare dalla figura del direttore responsabile (io l’ho ricoperta per quasi vent’anni) che non esiste in nessun’altra legislazione del mondo.
Una figura derivata da un ordinamento in cui i direttore responsabile era nominato da un partito politico autoritario e onnipotente, in contrapposizione all’editore e mantenuto con privilegi economici, ma senza il controllo politico della testata”.
Giovanni Spadolini. Citazione tratta dal libro “Come si diventa giornalista” – Piero Morganti – Ed.Einaudi.

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