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2013: un nuovo anno, non un anno nuovo

martedì, 1 gennaio 2013

Cambiare un paese, migliorarlo, riformarlo, adeguarlo ai tempi, liberarlo, normalizzarlo.

Nel caso italiano tutto questo è impossibile a causa del fallimento del sistema democratico, crollato sotto i colpi della corruzione morale e materiale, della evasione fiscale e dell’usura.

In ogni caso, un paese distorto e devastato dalla illegalità.

Più in generale ed oltre il caso italiano, il cambiamento è e resta un problema di cambiamento radicale della classe dirigente nel suo complesso.

Mihail Sergeevič Gorbačëv nel dipanare la sua politica della Glasnost (trasparenza), dela Perestrojka (ristrutturazione) e della Uskorenie (accelerazione dello sviluppo economico) venne fermato non dalla politica di opposizione, ma dai vertici della dirigenza burocratica.

Infatti è il più potente e pericoloso burocrate sovietico ad aver preso in mano la Russia sino ai nostri giorni, incarnandone il potere, personalizzandolo con il suo stile da zar piuttosto ombroso ed ignorante.

In Italia, nulla potrà mai cambiare, anche quando cambiasse drasticamente la casta politica, perché giudici, servizi segreti, uomini in divisa, gerarchi burocratici e funzionari, apparati del potere pubblico, messi lì apposta sino alla pensione ed oltre da un prepotere maligno di una classe dirigente piuttosto corrotta e mafiosa, la difesa di uno status quo illegittimo, illecito immorale ed illegale, impedirà ogni cambiamento dello status quo.

L’accozzaglia politica non è solo montiana, ma berlusconiana, prodiana, d’alemiana, napolitana, amatiana, mastelliana, demitiana, andreottiana, ecc, ecc.

Non se ne esce.

Questi del popolo sovrano se ne fregano:

vogliono solo il potere pubblico, politico, burocratico e sindacale, da abusare, deviare e devastare a convenienza.

Occorre ordinare le ghigliottine, per decapitare il capitalismo mafioso italiano, cresciuto all’ombra del mondo della illegalità.

Da qualunque parte provenga il cambiamento ed ovunque voglia andare, esso non potrà ne dovrà percorrere nel sistema delle regole piegate alla perpetuazione di una classe dirigente francamente dannosa, pericolosa, parassita e mascalzona.

Ma, gli attributi per fare quel che c’è da fare mancano, la forza per modificare i comportamenti negativi è insufficiente, in un sistema democratico che ha fallito la sua mission di posizionamento strategico e di azione.

Dovremo allora attendere l’oste della storia che presenterà il suo conto ad una classe dirigente immutabile che è tutta da dimenticare.

Sottolineo tutta.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Anno nuovo, vita nuova

venerdì, 31 dicembre 2010

Alla vigilia di ogni capodanno, il sentimento umano si augura che dietro l’angolo di ogni fine d’anno, vi sia un cambiamento favorevole alla propria vita, alle proprie aspirazioni, al proprio benessere.

Ma un cambiamento non cammina sullo scambio di auguri per le festività di fine anno, poichè un cambiamento, che sia autentico, vero, radicale e produca nuove relazioni che assicurino efficenza e benessere, cammina solo sulle gambe degli uomini e delle donne che lo sorreggono, che lo incarnano, che lo interpretano.

Oggi esiste un movimento in tal senso in questo paese, forse per la prima volta, sicuramente all’interno della sua strada repubblicana e democratica.

Oggi, per la prima volta, vi sono uomini e donne che questo cambiamento lo stanno producendo, lo stanno realizzando.

In una democrazia fasulla e bloccata, tarata dal tarlo della corruzione e dal marcio della conservazione di poltrone e privilegi, oggi si muove un movimento politico che punta a cambiare radicalmente le regole democratiche, riformando le istituzioni e le stesse regole del gioco al fine di avvicinare il paese reale allo stato di fatto e di diritto.

Un cammino impervio, pieno di trappole e di contrasti formidabili, spesso violenti.

Ma il ciclone riformista non si ferma dinanzi a nulla, non si piega dinanzi a nessun gruppo di pressione o di potere, non si fa condizionare da pressioni interne od esterne al sistema paese.

In un cammino che resterà scolpito nei libri di storia, un gruppo di uomini e di donne verrà ricordato come l’unico vero governo che ha governato, l’unico vero riformismo che ha riformato, l’unica vera volontà popolare alla quale la peggiore casta politica della restaurazione conservativa abbia mai dovuto soggiacere e sottostare.

E’ un cammino di libertà, di benessere e di ricchezza che non sopporta alcun condizionamento.

E’ un cammino che viene continuamente contrastato dalle pressoni mafiose, dalle pressioni dei gruppi di potere, dalle pressioni della casta politica che tenta di conservare il potere che detiene ben saldo fra le mani, quel potere che invece serve per riformare e cambiare un paese che sembra immutabile e irriformabile, bloccato e timoroso di fronte ad ogni cambiamento.

E’ un cammino che porta a svolte epocali, mai raggiunte da nessun altro, oggetto di profonda invidia e di attacchi di violentissima gelosia da parte di coloro i quali non sono mai riusciti a cambiare alcunchè, ovvero, non hanno mai voluto veramente cambiare alcunchè.

E siamo alla vigilia di un nuovo anno.

E siamo alla vigilia di una rinnovata stagione politica riformatrice di regole, norme e prassi da dimenticare, da abbandonare.

La resistenza a tali cambiamenti è forte e interessata, continua e scorretta.

Ma non fermerà il cambiamento che è in atto.

Nessuno potrà fermarlo, poichè è un rinnovamento fortemente sostenuto dal popolo sovrano, che gode del consenso di famiglie ed aziende, di imprenditori e lavoratori dipendenti, per la prima volta uniti nello straordinario sforzo di cambiare le cose una volta per tutte, di traghettare un malridotto e malandato paese verso un futuro di certezze e di progresso.

Nessuno potrà fermarlo, poichè è già scritto che esso vincerà.

Inabbattibile, incontrastabile, indistruttibile.

Buon anno nuovo.

Una nuova vita ci attende dietro questo angolo temporale.

Una nuova società si salda in questo difficile cammino.

Un nuovo patto comune si rafforza sulla strada del riformismo.

Un nuovo paese nascerà alla fine di questo cammino, un paese civile, unito, forte, saldo e più ricco che mai.

Nonostante invidiosi e gelosi, biliosi e rancorosi, pre-potenti ed im-potenti.

Un nuovo paese nascerà:

con o senza di loro.

Auguri.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x