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Il Sud è antitetico al Nord

mercoledì, 22 gennaio 2014

Gli opposti si attraggono o si respingono?

Gli opposti si attraggono o si respingono?


Nel caso di specie dell’abbandono degli escrementi di animali domestici come i cani, si evidenzia la diametrale ed estrema diversità tra popoli entrambe italiani, ma affatto simili, antitetici l’uno all’altro nella reciproca collocazione geografica e politica, mentale e culturale.

Ecco l’ennesima prova inconfutabile di incompatibilità di comportamenti e stili di vita, di modelli di riferimento e di indirizzo umano, politico, amministrativo e di governo tra il nord e il sud d’Italia.

Nel contrasto alle deiezioni dei cani abbandonate dai loro padroni nelle strade cittadine, il comune campano di Napoli attiva un contrasto che impone il prelievo del sangue dei cani domestici per la estrazione del DNA di ogni cane da confrontare successivamente con il DNA riscontrato dalle cacche ritrovate per strada: punizione in caso di riscontro positivo che va da euro 25,82 a euro 154,94.

Nel contrasto alle deiezioni dei cani abbandonate dai loro padroni nelle strade cittadine, il comune veneto e trevigiano di Conegliano attiva un contrasto che prevede una sanzione di ben 100 euro che si applica non solo nei confronti di chi non raccoglie gli escrementi, ma anche di chi passeggia senza avere con sé sacchetti, palette e contenitori necessari per intervenire in caso di necessità, oltre chi porta a spasso il proprio cane senza guinzaglio o senza museruola (nei casi previsti).

La visione che ne possiamo trarre è estrema, antitetica e ridicola nello stesso momento.

Immaginate il costo che dovrebbe sostenere la comunità per la estrazione ed il confronto del DNA tra sangue prelevato ai cani iscritti nella anagrafe canina (a Napoli questo obbligo di legge è ampiamente disatteso) ed escrementi abbandonati in ambito urbano.

Immaginate come sia possibile costituire una anagrafe del DNA canino in una città dove non si riesce nemmeno a far decollare l’anagrafe canina, prevista dalla legge e disattesa dalle autorità e dalla cittadinanza.

Immaginate l’assurda quantità di danaro e di risorse umane che dovrebbe impegnare questa guerra religiosa alla cacca in chiave napoletana e immaginate anche quanti posti di lavoro inutili si potrebbero artificiosamente creare con questo artifizio incredibile che usa tecnologie di laboratorio avanzatissime e costosissime per contrastare una violazione piuttosto banale nel grado di importanza dei dover essere da imporre in un’area geografica afflitta da problemi ben più gravi ed irrisolti di questo.

Invece in Veneto si punta al sodo:
il padrone del cane è attrezzato per la raccolta dei escrementi?
No, non lo è? Multato attraverso processo verbale con emissione di una sanzione pecuniaria pari a 100 euro.

Ovviamente occorre pensare che questa sanzione funziona in misura diretta e proporzionale alla civiltà, al senso del rispetto e della osservanza della legge e alla educazione della cittadinanza, poiché sarebbe inutile un simile contrasto in un quadro in cui i padroni dei cani circolassero con la paletta per la raccolta degli escrementi dei loro cani al solo fine di evitare la sanzione, lasciando poi comunque abbandonati tali escrementi per le vie e le piazze della città.

Altre considerazioni le potrete fare voi, riflettendo ancora su questa breve analisi comparata nella difficoltà della applicazione di norme comportamentali e sanzioni correlate in base alla localizzazione geografica, regionale e di latitudine in Italia.

Immaginate per un attimo cosa voglia dire emettere un atto esecutivo di indirizzo politico del governo valido per tutto il territorio nazionale, atto che potrebbe avere l’effetto desiderato in alcune zone del paese, il contrario dell’effetto desiderato in altre zone, un altro effetto da quello desiderato in alcune altre e nessun effetto in altre ancora.

E dopo questa dimostrazione analitica, c’è ancora qualcuno avverso al federalismo?

L’unico modo di governare e tenere unito in uno stato democratico un paese così differente al suo interno è quello di consentire governi locali autonomi e differenti, uniti e solidali per rispondere a comportamenti, stili di vita e modelli di riferimento assolutamente distanti, opposti, antitetici e incompatibili tra di loro, comportamenti, prassi, consuetutidini e usi che rispondono ad esigenze e visioni di vita inconciliabili tra loro.

L’altro modo di governare e tenere unito in un paese così differente al suo interno è quello di chiuderlo in una dittatura dura e ferrea, che modifichi ed unifichi i comportamenti dei cittadini fino ad ottenere uno standard minimo comune accettabile di omologazione comunitaria e di condivisione sociale.

I metodi nel secondo caso sono noti:

fucilazioni di massa, manganellate a milioni, immense e straordinarie bevute di olio di ricino.

La scelta sta a voi.

Ma ricordate:
non scegliere equivale a scegliere la seconda opzione;
rimandare la scelta equivale a scegliere la seconda opzione;
fare finta che i problemi non esistano equivale a scegliere la seconda opzione.

E non credo sia il caso.

Gustavo Gesualdo