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Riflessioni a tastiera aperta – 5 aprile 2013

giovedì, 4 aprile 2013

Le forze della conservazione e della restaurazione cercano alleanze con i protagonisti del cambiamento per assorbirli, snaturarli, comprarli e poi gettarli come rifiuti.
Le mafie sono al lavoro per impedire il cambiamento.
I corrotti sono al lavoro per impedire il cambiamento.
Gli evasori fiscali sono al lavoro per impedire il cambiamento.
Gli usurai sono al lavoro per impedire il cambiamento.
Ecco chi è il nemico del popolo.

Dopo lunga riflessione, sta manica di nullafacenti incapaci superpagati è arrivata ad una conclusione:
tutti i partiti dentro al governo.
Così la muffa umana che risponde al nome di napolitano, bersani, berlusconi, monti, casini, ecc, ecc non cambierà nulla, a cominciare da se stessi.
Mi sia consentito:
andate a cagare.

Pur di salvare la corporazione mafiosa dei tabaccai e la enorme quantità di tasse pagate quotidianamente attraverso l’acquisto delle sigarette a combustione si addita come pericolosa la sigaretta elettronica.
Questo non è un paese normale:
che vi prenda un cancro ai polmoni, idioiti!

Due pattuglie della Polizia di Stato che sgombrano i venditori abusivi di merci contraffatte o non idonee alla vendita n Unione Europea vicino al mercato del Rosati, in Corso Roma a Foggia.
Lasciati crescere in numero e banchetti senza limiti, tali soggetti hanno esondato il mercato stesso e invaso vie e marciapiedi limitrofi che non sono adibite al mercato.
Il risultato è che pretendevano di vendere scarpette Nike contraffate alla metà del prezzo di quelle originali proprio dinanzi al negozio dei commercianti che vendono le originali a prezzo pieno, in commercio stabile.
Il limite è ampiamente superato.
Tali sgomberi andrebbero effettuati quotidianamente, con sequestro delle merci, dei banchi e dei mezzi utilizzati per il loro trasporto.

Il business voluto dalla giunta municipale foggiana Ciliberti delle società collegata al comune e controlate al 100% miete ancora vittime.
Un amministratore di Cartolarizzazione srl in vende immobile e intasca il frutto della vendita invece di versarlo nella casse della società.
Quanta infedeltà ha prodotto la giunta del giudice ed ex funzionario prefettizio orazio ciliberti?
Quanto ancora devono pagare i cittadini foggiani per colpa loro?
Quanto ancora nasconderanno le reali situazioni debitorie sanate senza vereificare la loro liceità?

Un caso di pishing?
I codici di accesso e governo del conto corrente sono stati sottratti?
E come?
Via internet?
In altro modo?
Da chi?
In favore di chi?
Fra il fallimento AMICA e il fallimento MPS (bancarella depositaria dei fondi sottratti) chi sarà stato a fregare un milione di euro ai foggiani?
E come al solito, nessuno è responsabile di nulla.
E allora sì, fa comodo credere che sia a causa di un fenomeno come il pishing che si siano volatilizzati quei soldi.
Ma l’è una roba da pesci, senz’altro.
Questo caso mi ricorda quello del famigerato furto alle cassette di sicurezza della banca di Roma qui a Foggia. Entrarono con le chiavi e senza scassinare alcuna serratura.
Ma le chiavi della banca non venivano cambiate da decenni, difficile capire chi avrebbe potuto venderne una copia ai ladri.
Così come i codici di sicurezza per l’accesso al conto corrente MPS di Amica: da quanto tempo non venivano cambiati i codici?
E lo so, prima o poi mi sparano.
Per il momento schiattano loro.

Se veramente volete eliminare le mafie e contenere il mondo della illegalità, occorre istituire il reato di comportamento mafioso e punrilo con la pena di morte.
Io, per esempio, ho ricevuto un messaggio sibillino da uno sconosciuto su Facebook, in un compoirtamento nettamente mafioso:
“Fra chiamami un attimo mi raccomando a. Come parli”
Cosa ne volete fare di uno così?
Un uomo morto, ecco cosa ne dovete fare.

Radete al suolo la corea del nord e visto che siamo in tema di pulizie, radete al suoolo anche l’iran e tutte le tribù talebane. Se non lo farete, chiunque d’ora in poi si sentirà in diritto di minacciare chiunque.
Ne va del futuro del pianeta:
tagliamo i rami secchi della follia e della ignoranza in tutto il mondo.

Queste sono stronzate tutte italiane che nel mondo normale non vengono comprese.
Un premier temporaneo che può governare solo per la ordinaria amministrazione da garanzie ufficiali all’estero su questioni che non potrà mai governare.
Stronzate pazzesche sono queste.
Ma non si rendono nemmeno conto?

Ogni volta che a Foggia ci si avvicina alla soluzione della crisi del ciclo dei rifiuti e si punta alla differenziata e al riciclo, si apre contemporaneamente una crisi politica municipale.
Ma guarda che caso.

Beh, c’è chi la Pasquetta la passa a Peschici a soli 100 km da casa, con colazione al sacco (panini, molto buoni, ma pur sempre panini) consumata a ridosso del mare (tre metri) e chi invece passa la frontiera con la famiglia e trasferisce in Svizzera 110 chilogrammi di lingotti in oro, furtto di azioni mafiose, corruzione, evasione fiscale e contributiva, o usura, o chissà cos’altro ancora.
Si tratta di piccole differenze negli stili di vita.

Consiglieri regionali calabresi usavano i rimborsi dei gruppi politici anche per acquistare i “Gratta e Vinci”.
E gratta gratta, e magna magna, e fotti fotti, e alla fine schiatti.
Fucilateli sul posto, davanti all’ingresso principale della regione.
Questa casta politica non ha diritto di continuare ad esistere ed insistere.

Siamo troppi su qesto pianeta e le attività di questi troppi, anche solo respirare e mangiare, producono livelli di anidride carbonica enormi, livelli che il pianeta non può più smaltire.
Ci stiamo suicidando a seguito del fallimento di tutte le politiche demografiche, sia nazionali che globali.
Complimenti.
E vi definite anche esseri intelligenti.
Suicidatevi in massa, stupidi idioti senza cervello.

Il potere pubblico abusato è sempre arrogante e violento: forte con i deboli e debole con i poteri forti.
Perdenti, siete solo dei perdenti che passano il loro tempo a cercare di chiudere la bocca di chi li descrive per quel che sono:
dei poveri perdenti, meschini, inetti, incapaci e idioti.

Io non ho capito, se può, qualcuno mi spieghi.
Premesso che le aziende italiane perlopiù non hanno mai pagato le tasse e, in tempi di crisi come questi, continueranno a non pagarle, qualcuno mi spieghi perché per restituire miliardi di euro alle iprese che evadono fisco e contribuzione previdenziale si debba aumentare la pressione fiscale aumentando la già abominevole aliquota irpef.

Basta delegare, basta farsi dividere, basta farsi fregare:
“La democrazia diretta è la forma di democrazia nella quale i cittadini, in quanto popolo sovrano, sono direttamente legislatori e amministratori della cosa pubblica.”

Bulgari, Dolce & Gabbana ed ora, Mediolanum:
provato che le aziende italiane evadono le tasse volontariamente.

“Monito della Ue: «Non più tempo all’Italia per il taglio del deficit»”
E adesso tastiamo la (in)capacità delle classi dominanti idagliane, ancora una volta.
Ma questa , è anche l’ultima volta.
Poi, sarà il caos.

E visto che in Europa non si è fatto pulizia delle banche inutili e dannose, degli stati viziosi e dannosi, degli stili di vita nocivi e velenosi, ecco che il mondo intero ha deciso di abbandonare l’Europa al proprio destino abbandonando l’acquisto di quote del debito pubblico in euro.
Preparatevi al peggio.


Non è il primo sindaco negli USA che ordina ai propri concittadini di armarsi e non resterà nemmeno l’unico.

Nascere buono e ricevere una buona educazione rappresenta un vero disastro personale per una persona come me.
Poi un bel giorno diventi egoista e chiedi, in cambio delle proprie virtù, il carcere per chi mi ha fatto del male, il decadimento sociale ed economico per chi avversa la mia persona.
Sono pronto a vendere la mia anima a chi garantirà queste mie richieste.
E non chiederò un posto di lavoro o una cadrega del potere pubblico al solo fine del mio appagamento.
Voglio avere potere per esercitarlo e vedere il dolore scritto in modo indelebile sul volto di chi mi ha fatto del male.
Chi è in grado di pagare il prezzo che chiedo si faccia pure avanti.
Io sono pronto.
Astenersi perditempo e senzapalle.

Se in Gran Bretagna hanno varato un piano di quasi cento miiardi di sterline di tagli con perdita secca di 400.000 inutili posti di lavoro pubblici e in USA han fatto altrettanti tagli alla spesa pubblica con tagli pari a 750.000 posti di lavoro pubblici, cosa dovrebbero fare in Italia per varare un taglio serio che permetta al paese di affrontare e contrastare la crisi?
Niente, in Italia non fanno niente:
immobilizzano la politica e le istituzioni pur di non dover cambiare lo status quo di mafiosi e corrotti, di evasori fiscali e di usurai.
E allora, vi auguro una buona pasqua, nel senso di morte e resurrezione di uno stato che non esiste più, se pur sia mai esistito in Italia uno stato democratico (veramente), libero (dalle mafie) e repubblicano (no, non di “cosa nostra”).
Buona pasqua.

I politici italiani sono solo die ladri.
PD e PDL votano a favore della costituzione del gruppo parlamentare dei Fratelli d’Italia (FLI) che costerà 400.000 euro/anno ai cittadini italiani.
Il gruppo è di soli 9 membri,mentre il regolamento prevde per la costituzione di un gruppo un minimo di 20 parlamentari.
Sono ladri, tutti ladri. Porci, tutti porci.

Il debito privato e la riduzione del risparmio sommati al debito pubblico, propongono il fallimento complessivo di ogni politica di un paese.
Il prezzo da pagare è alto e lo paga solo il popolo sovrano, piuttosto che quei politici che hanno sbagliato tutto, a danno e debito di tutti.

Vorrei sapere cosa hanno fatto fitto e compagnia bella nel governo del cdx alla regione Puglia per la Capitanata. La Puglia prima di tutto, ovvero la Puglia dopo di tutti?
Questo governo ha costruito edifici nell’ospedale foggiano, ha offerto spazi ai nuovi reparti e adesso farà assunzioni nei ruoli sanitari offrendo una percentuale di assunzioni a Foggia inferiore solo a quelle offerte a Bari. Antonio Pepe ha annunciato il suo fine corsa politico e Leonardo di Gioia è passato armi e bagagli dall’opposoizione del cdx nel governo regionale alla guida dell’assessorato al bilancio.

Sentite spesso parlare di democrazia liquida, di democrazia diretta.
Ecco un buon esempio di democrazia diretta:
un referendum che chiama il popolo sovrano svizzero a decidere quale deve essere il tetto degli stipendi dei top manager.
Questo deve essere il punto di arrivo anche in Italia.

Venire a sapere che la mafia in Italia controlla 10 miliardi di produzione agroalimentare mentre stai facendo colazione è una cosa magnifica.
Lo stato non vuole eliminare le mafie, altrimenti avrebbe già punito il reato mafioso con la pena di morte.
Ed io non so cosa mangio, cosa metto nel mio stomaco …
E non so nemmeno se quel che mangio è stato prodotto nelle vicinanze di una discarica abusiva di rifiuti tossico nocivi.
Stato mafioso ed omertoso.

Dovete sapere che, la peggiore specie di politici, tecnocrati e burocrati italiani ha sempre la stessa medesima risposta al rafforzamento di una moneta che diminuisce invece in qualche caso le esportazioni per l’aumento di valore della valuta nella quale vengono contrattate merci e servizi.
Insomma, servono danari alla spesa pubblica sempre in crescita? E quale sarebbe il problema: stampiano nuovisodi da spendere. Il rafforzamento dell’euro diinuisce in qualche paese dell’eurozona le speortazioni? Si stampa altra valuta e si svaluta la moneta aumentando quatità e velocità di moneta in circolo neol sistema.
Ma le merci e di servizi, non si dovrebbero vendere in base alla loro “qualità”? E se sono di bassa credibilità e qualità è naturale che un aumento del loro prezzo li rende invenduti. Ma cosa c’entra il rafforzamento dell’euro in questa scelta? Niente. Solo si scarica retoricamente e demagocicamente la responsabilità della inettitudine politica, tecnocratica, burocratica e sindacale sulla moneta Euro. Ma non c’entra nulla, è solo il segnale dell’idiozia che avanza … Un paese distrutto dalle proprie classi dominanti, questa è l’Italia oggi.

Porteremo il mare a Foggia
Porteremo l’aeroporto a Foggia
Porteremo la TAV a Foggia
Porteremo l’autostrada a Foggia
il mare non c’è, l’aeroporto non decolla, la TAV non ferma a Foggia e l’autostrada non passa da Foggia.
Viva la classe dirigente foggiana!
Avevamo l’acqua del Sele e non l’abbiamo più, avevamo il secondo nodo ferroviario italiano e non lo abbiamo più, avevamo una speranza per il futuro e non abbiamo più nenanche quella …

In questo mondo vai avanti solo se sei un corrotto, un omosessuale o un mafioso.
No grazie, preferisco vivere in miseria la mia seconda metà della vita, piuttosto che appartenere ad una di queste categorie.
C’è chi dice no.
Ed è felice lo stesso.

Il tempo passa, ma la vita è sempre quella:
quella delle persone con cui sei cresciuto, con cui ha fatto esperienza, nel bene e nel male, nella fiducia e nell’amicizia.

Sono stufo di questi incapaci che si nascondono dietro un muro di irresposnabilità istituzionale.
Cessi son nati e da cessi muoiono.
Sono sempre stati contrari alla tutela degli interessi del popolo sovrano.
Cadono anche per questo.

Quando uno nasce cretino, al massimo, morirà idiota.

Lei non sa chi sono io!
Forse no, ma ne ho una idea sempre più consistente.
Sarà sicuramente un dipendente pubblico o qualcosa di simile.

Assolutamente in sintonia con Beppe Grillo:
L’aula parlamentare non ha bisogno di una maggioranza di governo e di un esecutivo in carica per legiferare.

Certo che sparare con armi da guerra su bersagli inermi e disarmati è proprio un bel essere professionisti della sicurezza.
Quanto sarei curioso di vederli in azione in Somalia, in Mali o in Nigeria senza copertura NATO, ONU o di altre potenze militari.

Discorsi sulla vita, strofe di esistenza, parole per la sopravvivenza

martedì, 29 maggio 2012

Riporto alcuni brani tratti dal confronto con un amico su Facebook.

L’amico è colmo dell’amore di Dio, così come solo un americano sa essere.

Un amore planetario, che si scontra con la dura realtà.

La dura realtà di un uomo come me, che non riesce mai a spegnere il cervello, nemmeno dinanzi all’amore di Dio e all’amore degli uomini, al concetto di fratellanza e di uguaglianza umana.

Ecco i brani, riporto di seguito solo le mie risposte:

“nella vita spesso si pensa che, per ottenere il bene, bisogna fare del bene. Si confonde facilmente il bene con l’amore. E così, si finse per amare il simile che ti uccide. Per raggiungere l’amore o il bene della pace, in questa valle di lacrime, spesso bisogna far ricorso alla guerra, ovvero, dimostrarsi sempre pronti a difendere bene ed amore. Ovunque. Contro chiunque. Gli esseri umani sono complessi ….”.

” capire …. le regole del pianeta sono differenti dalle aspirazioni dell’umanità. Credere che salvare una vita o mille vite o centinaia di milioni di vite ogni anno sia una cosa amorevole e buona, un bene comune, è un evidente errore. Il pianeta sta morendo, soffocato da una insostenibile umanità, troppo popolato, troppo sfruttato. Ogni nuova bocca che respira e che si nutre, diminuisce drasticamente le aspettative di vita di tutte le altre vite già esistenti. L’amore spinge a salvare ogni vita. La difesa della vita spinge a diminuire drasticamente il numero degli esseri umani, numero raddoppiato negli ultimi 40 anni. …. capire …. capire cosa? le ragioni del cuore? le ragioni del pianeta? le ragione della vita? e di quale vita?”

Le domande sono dure, nude e crude.

Le risposte sono inumane, sebbene umane, poco o troppo umane, a seconda delle visioni.

Ma è vietato non applicare il dono di Dio della razionalità.

Riflettere ed agire conseguentemente oggi sul futuro del pianeta e della stessa sopravvivenza dell’umanità, potrebbe cambiare le cose, potrebbe salvare l’umanià degli uomini e delle donne.

Ma serve coraggio per affermare il bene.

Specie quando in troppi leggono il male come un bene fraterno e uguale a se stesso.

Specie quando esistono religioni, credenze, stili, visioni e modelli di vita inconciliabli ed incompatibili con la sopravvivenza dell’umanità.

Occorre riflettere.

Occorre prendere decisioni importanti, vitali direi.

Occorre agire, occorre reagire all’inazione.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x

Il futuro del pianeta – Parte Terza – Il caso varesino

sabato, 12 marzo 2011

Osservo un grafico che sovrappone l’andamento delle variabili nella popolazione mondiale con quello della Co2, meglio nota come anidride carbonica.

Dal 1825 le due linee salgono insieme, costantemente, perentoriamente, senza mai scendere e/o fermarsi, in una costante che indica senza ombra di dubbio che esista un nesso fra le due.

Sembrano affermare con decisione che l’aumento della Co2 in atmosfera sia direttamente proporzionale all’aumento della popolazione umana.

L’inverso non è credibile, in quanto non è dimostrabile razionalmente e scientificamente come dall’aumento della Co2, derivi un aumento della popolazione, quasi che il Co2, si dimostrasse un gas altamente afrodisiaco, provocando un singolare aumento del desiderio sessuale e della conseguente procreazione.

La crescita delle due linee assume un aspetto quasi verticale negli anni che vanno dal 1970 al 2010, gli anni in cui la popolazione mondiale, in assenza di guerre, è passata dai 3,5 miliardi ai 7 miliardi di individui.

Il Fattore più importante della crescita demografica umana si rappresenta piuttosto nella assenza di guerre, nella crescita di un benessere diffuso (il boom economico) e nel correlato e provocato aumento dei consumi.

Semra vi sia una correlazione ulteriore, scendendo nei particolari, negli agglomerati urbani di grandi dimensioni, laddove la produzione di Co2 pare letteralmente “esplodere”.

Pare anche da escludere una correlazione con i “Cicli di Milankovitch” visti come “effetti collettivi delle variazioni dei moti della Terra sul suo clima”, a meno che, per ironia della sorte beffarda, all’aumento della popolazione terrestre vada affiancato un analogo e temporalmente adiacente fenomeno del riscaldamento globale causato dal posizionamento dell’asse terrestre (modificatosi ieri di ben 10 centimetri a causa del terremoto che ha colpito il Giappone), ovvero dall’effetto gravitazionale dei pianeti Giove e Saturno (i più massivi del sistema solare), oppure da un aumento della irradiazione derivante da un aumento dell’attività solare, od anche da un fenomeno altrimenti attribuibile di aumento del “forcing solare”.

Ma questi, sono indimostrati effetti di correlazione fra l’aumento della popolazione ed aumento della massa di Co2 presente in atmosfera.

Differente è il fenomeno dell’umento dell’azione negativa di alcuni gas sullo strato di ozono, strato di gas che filtra le radiazioni solari rendendole umanamente accettabili, fisicamente e chimicamente vivibili.

Ma questo ultimo caso trova ancora una volta correlazione con l’aumento della popolazione umana e delle attività antropiche necessarie al mantenimento in vita di un sempre maggiore numero di individui.

Sembra quindi affermabile che, l’aumento della popolazione umana, è fattore scatenante principale dell’aumento in atmosfera di questi gas (gas ad effetto serra), compresa la Co2, gas che producono squilibri chimico-fisici importanti, causa a loro volta di sconvolgimenti climatici subiti dal nostro pianeta in questi tempi.

Il primo livello

Appurato che questo assioma aumento della popolazione=aumento dei gas sia causa principale della devastazione climatica ed atmosferica che subiamo e che, questo assioma sia fonte principale dell’aumento delle temperature terrestri e dell’effetto serra, passiamo ad una analisi di secondo livello:

il rapporto fra gli elementi principali di danno che provengono dall’aumento demografico e le conseguenti dinamiche chimico-fisiche.

La popolazione umana ed animale produce attraverso la fase ventilatoria, uno scambio con l’ambiente esterno di due gas:

introita ossigeno ed espelle anidride carbonica.

In una condizione normale introita mezzo litro di gas e ne espelle altrettanti.

Ma solo in condizione respiratorie normali, escludendo quindi ogni attività fisica che tende ad aumentare la quantità di gas scambiati sino ad un volume pari a 3/4 litri per atto respiratorio.

Ora, moltiplicate questi dati per 7 miliardi, tanti quanti sono gli esseri umani sul pianeta ed otterete l’ossigeno consumato dall’umanità e l’anidride carbonica emessa in atmosfera, fermandoci al solo dato respiratorio, vitale per eccellenza.

Quanti atti respiratori al minuto?

Quanti un un’ora?

Quanti gas scambiamo noi esseri umani ogni giorno?

La matematica non è il mio forte:

lascio a voi l’esercizio di questa proiezione.

Ma gli esseri umani per vivere mangiano, cibandosi anche di animali.

E gli animali, respirano anche loro, consumando ossigeno e producendo anidride carbonica.

La popolazione mondiale animale, sopravanza notevolmente in termini di numeri quella umana.

E siccome anche gli animali per vivere, oltre a respirare, mangiano, lascio a voi l’ingrato compito di analizzare e calcolare:

quanti sono gli animali nel mondo:

quanto ossigeno consumano e quanta anidride carbonica producono (notate che gli animali da allevamento per alimentazione umana come i maiali ed i bovini, hanno capacità polmonari di gran lunga maggiori di quelle umane e scambiano di conseguenza, una maggior quantità di gas per ogni atto respiratorio);

quanto ossigeno e quanta anidride carbonica vengono prodotti per alimentare, curare, riprodurre e far crescere la popolazione animale allevata per scopi alimentari.

Ora, dopo aver risolto questi rebus matematici, ottenete un dato complessivo di quanto ossigeno consuno e di quanta anidride carbonica producono gli esseri viventi terrestri partendo da un solo dato:

la mera sopravvivenza degli esseri umani, tradotta nell’atto respiratorio e nella mera alimentazione da fonte animale.

Poi, vi sono da calcolare le attività antropiche che definirei di terzo livello:

l’industria (produzione, trasformazione, etc), il trasporto (automobili, aerei, treni, etc) e tutte le altre attività antropiche come la deforestazione (la flora respira anch’essa, con benefici effetti sul clima) e l’urbanizzazione (edilizia, strade ed autostrade, etc) del pianeta.

Sentite un po di più il peso dell’anidride carbonica su di voi?

Beh, anch’io ho la strana sensazione di respirare un’aria non proprio perfetta per la respirazione umana.

Mah, sarà colpa delle sigarette.

Ohps, anche quelle bruciano ossigeno e producono gas tossici.

Mettete nel conto anche queste.

Abbiamo raggiunto un grado di analisi (affatto scientifica, per carità) sufficiente a meglio comprendere quali siano i fattori che sono alla base degli socmpensi climatici in atto, compreso l’aumento delle temperature e l’aumento della produzione di gas responsabili dell’aumento dell’effetto serra, un effetto che normalmente serve a garantire la vita su questo pianeta, ma che pare sia in costante aumento ultimamente.

Un aumento delle temperature che rischia di aumentare la evaporazione degli oceani e di liberare nell’atmosfera terrestre qunatità veramente importanti di anidride carbonica, il cui più grande giacimento terrestre (il 78% del totale), è imprigionato proprio nelle acque dei mari.

Ecco, il quadro analitico è ora completo.

Le politiche demografice nazionali

La capacità umana di mettersi al riparo da potenziali danni che mettono in pericolo la sopravvivenza della vita su questo pianeta, sinora si è radicata sul contrasto alle guerre (triste dirlo, ma sinora è stato l’unico fattore determinante nel contenimento della crescita demografica planetaria) ed in pressioni ed inviti, più o meno ascoltati, a non favorire l’aumento della popolazione umana nel globo.

Un fallimento totale.

Il boom economico ed il conseguente aumento dei consumi nelle aree del nord, del centro e del sud asiatico (Russia, Cina, India, etc), ha creato un conseguente boom demografico eccezionale, don una conseguente diminuzione della mortalità derivante adi nuovi mezzi per la cura della salute che hanno raggiunto queste aree.

Anche il continente africano vede un continuo aumento della popolazione, anche se all’origine di questo aumento non vi è certamente un boom economico, quanto evidentemente regole ancestrali religiose che promuovono la poligamia (quadro estensibile al sud est asiatico, dove è maggiormente diffusa la religione islmamica) ed una profonda ignoranza di base ovvero una istintiva quanto autolesionista convinzione che, riproducendo maggiormente, aumentino di conseguenza le probabilità di sopravvivenza del proprio genere genetico.

Niente di più falso, ma anche niente di più difficile da spiegare a chi combatte quotidianamente per la mera sopravvivenza, sia individuale che genetica.

Nel contempo, nei paesi a civiltà avanzata, la diminuzione della crescita demografica ha creato un falso convincimento per cui, la decrescita demografica (conseguente al convincimento intelligente e razionale che non si può continuare a crescere demograficamente e nei consumi per sempre, poichè “infinito” è un termine sconosciuto alla madre terra) , debba essere compensata dall’ingresso di flussi migratori provenienti da quei paesi che continuano a crescere in modo selvaggio e senza alcun controllo politico, democratico e demografico.

E’ l’assalto alla diligenza più importante e pericoloso degli ultimi cento anni:

la sostenibilità ambientale dei territori dei paesi sviluppati è ormai giunta ad un punto critico e la loro sussitenza era legata al consumo di risorse che provenivano dai paesi non sviluppati che, con il loro improvviso sviluppo incontrollato, hanno iniziato un consumo sconsiderato di quelle risorse che non vengono più trasferite nei paesi sviluppati.

Risultato?

L’assalto alla diligenza del benessere nei paesi ricchi rappesenta un afllimento ed un grave ed insidioso pericolo, poiché nella diligenza stessa non vi è un tesoro da condividere, ma una crisi da risolvere, cui i novelli flussi migratori contribuiscono all’aggravamento.

L’evidenza di questa semplice realtà produce un meccanismo di autodifesa nei paesi sviluppati, meccanismo che tende a rifiutare l’ingresso di nuovi flussi migratori, nella avveduta consapevolezza di non poter offrire nulla ai nuovi arrivati, nemmeno un posto di lavoro, che non risulta disponibile nemmeno per i residenti.

Le politiche demografiche mondiali

Il sostegno di un progresso industriale che pare non confrontarsi con i limiti delle risorse naturali, corre parallelo ad un dato fondamentale:

il consumo.

Taluni indicano nella crescita demografica un fattore di crescita economica derivante dalla semplice equazione per cui, maggiore presenza umana, produce maggiori consumi.

Il che, rappresenta un dato in se, assolutamente vero, incontrovertibile.

Ma l’aumento dei consumi produce anche un aumento a catena della Co2 prodotta, dell’ossigeno consumato, della produzione di alimenti da fonte animale, e così via, riproducendo nel contesto globale, l’effetto del “cane che si morde la coda”, affermando quel fenomeno antropico che sembra tutto volto a cercare il proprio danno, la propria estinzione.

Il ruolo della leadership politica mondiale in questo senso, assume un rilievo eccezionale.

Purtroppo, gli avvenimenti degli ultimi tempi, non offrono molto spazio alla speranza della creazione di una politica transnazionale e globale che combatta gli effetti negativi riprodotti da stili di vita negativi nelle nazioni dle mondo.

Il ritorno dopo un paio di secoli alla guida della leadership economica mondiale di Cina ed India, provoca contraccolpi notevoli nelle democrazie occidentali che sinora, hanno tentato una normalizzaizone globale dei sistemi.

Ma tali democrazie si sono indebolite a causa di due fenomeni:

1 – la crisi finanziaria e la conseguente crisi economica

- la crisi finanziaria
le sovrastrutture finanziarie occidentali sono letteralmente crollate sotto il peso insostenibile di una esigenza di ricchezza impossibile ed infinita, oltre che fine a se stessa:
la finanza ha smesso di essere fattore di sviluppo e di crescita al settore industriale per divenire essa stessa sistema produttivo di danaro a scapito del sistema produttivo e delle sue regole.
Il sistema bancario mondiale si è scoperto avere completamente dimenticato la sua identità di sostegno alle imprese umane per divenirne appendice senza alcua finalità eco-indutriali ed eco-sociali, figurarsi eco-logiche.
Le logiche del comparto bancario e finanziario non sono più utili al sistema, ma appaiono sempre più impazzite deformazioni cancerogene cellulari, tanto da creare esse stesse, la più grave e profonda crisi socio-economica-finanziaria globale dell’ultimo secolo, crisi che ha colpito, per ironia della sorte, proprio quei paesi che l’ahhno creata e sostenuta.

- la crisi economica e dei fattori della produzione
l’assetto dei consumi nell’ambito del sistema capitalistico è stato sinora condizionato dalla regola del consumismo, regola che non può più essere sopportata così come è per molto ancora nei paesi maggiormente industrializzati, poichè i parametri del costo delle democrazie, del costo del lavoro, del costo delle garanzie civili ed in favore dei più deboli, del costo e dell’approvigionamento delle risorse indispensabili alla produzione, non consentono più ai paesi sviluppati di competere con mercati deregolati come quelli emergenti, anche a seguito della diminuità capacità di approvvigionamento di quelle risorse che servivano, ad un dato prezzo, di produrre in un regime di libera concorrenza internazionale.

2 – l’attacco all’Occidente del terrorismo nella volontà espansionistica ed egemonizzante islamica

L’11 settembre 2001 ha segnato una svolta a causa di follie espansionistiche anti-liberali islamiche che hanno colpito i stessi simboli dell’occidente ricco e sviluppato.
Ancor prima, altri atti terroristici islamici hanno colpito le Twin Towers come le effigi del dio Buddah, confermando una volontà negazionista della libertà in tutto il pianeta, contro tutti i sistemi, contro tutte le religioni contro tutti gli stili di vita differenti da quello islamico, attuando contemporaneamente una subdola infiltrazione dei sistemi democratici occidentali attraverso l’introduzione di cellule islamiche fondamentaliste nei sistemi democratici, allo scopo di ribaltarne i governi proprio attraverso l’arma della crescita demografica, presenza che pesa e non poco nelle regole della democrazia, laddove è la maggioranza dei numeri a governare un paese, e a dettarne le regole che difendono, tutelano e garantiscono uno stile di vita piuttosto che un altro.

La difesa del territorio dai flussi migratori indiscriminati e potenzialmente insidiosi e pericolosi per l’identità territoriale

Gli Stati Uniti d’America sono da sempre all’avanguardia nella difesa del loro territorio da attacchi demografici attraverso l’applicazione di filtri che impediscano un irrazionale ingresso di flussi migratori.
L’Unione Europea invece, sia nella sua struttura sovranazionale, sia intesa come somma di stati liberi ed indipendenti, ha commesso molti e gravi errori in tal senso, riempiendo a dismisura il territorio del vecchio continente di nuovi flussi migratori tendenti ad estorcerne il potere, a distorcerne il governo, a pretenderne il mero mantenimento.
Gravi problemi vivono paesi europei laddove l’ingresso indiscriminato di immigrati hanno prodotto profonde ferite sociali e continui conflitti comunitari, hanno gravato sulla capacità di sviluppo e di mantenimento di stili di vita ed identità profondamente radicati nell’essenza stessa di quei paesi, raggiungendo soglie di crticità allarmanti.
In tutti i paesi europei vi è una risposta sempre più forte a questi pericoli, a queste insidie, nella crescita dei consensi ottenuti da quei leader politici che hanno spauto meglio incarnare la garanzia non solo ideale di una difesa della identità e del territorio.

La risposta della politica vera: il caso varesino

In Italia, da un paio di decenni, tali incarnazioni ideali di libertà vengono ben rappresantate da un movimento politico che ha fatto della difesa di uno stile di vita condiviso e della difesa del territorio e della sua gente, una bandiera sempre più sostenuta dal consenso popolare.
La Lega Nord per l’Indipendenza della Padania nasce nella provincia di Varese per poi espandersi rapidamente in tutto il nord e non solo.
La tutela del territorio, della popolazione e di uno stile di vita a Varese, rappresentano un nucleo importante di questa nuova “strada politica”, opponendosi costantemente ai tentativi di aggressione demografica, urbana ed edlizia, difendendo strenuamente un territorio che ha conservato maggiori caratteristiche naturalistiche sul modello elvetico e tedesco, piuttosto che su quello medio italiano.
La natura ancora vive e palpita in un territorio che ha saputo comunque bilianciare una industrializzazione anche importante con il rispetto dell’ambiente, non solo naturalistico, ma anche urbanistico.
Il consumismo forsennato è stato contemperato a Varese da uomini e donne che hanno chiesto ed ottenuto di coniugare libertà ed ordine, produzione di ricchezza e salvaguardia dell’ambiente.
Una battaglia che è ancora in atto, che ancora viva e combattuta.
E’ da Varese che parte un segnale positivo per tutto il paese, è da Varese che uomini e donne coraggiosi dimostrano come sia possibile contrastare gli attacchi dei gruppi che vorrebbero tarsformare questa magnifica realtà in un mattonificio devastante, per aumentare senza senno un insediamento demografico ed urbano che ucciderebbe e per sempre una identità orgogliosamente difesa.
E’ sempre da Varese che partono uomini e donne al servizio dello stato che offrono modelli ineguagliati di continuità e di capacità di governo, fedeli e leali, senza alcun timore reverenziale per quegli oscuri poteri che restano nell’ombra a tentare di massacrare il territorio e di uccidere il futuro di ognuno di noi.
E’ ancora da Varese che parte l’offensiva vincente a quel mondo inutile di prezzolati parrucconi che se ne fregano della difesa di una identità territoriale e tentano forsennatamente e continuamente di devastarla, di assassinarla.
Ed è comunque da Varese che son parti uomini e donne capaci di fermare le mafie, capaci di interrompere quell’azione devastante e davastatrice che le organizzazioni mafiose praticano quotidianamente contro le aziende e le famiglie italiane, producendo una concorrenza sleale nel campo della imprenditoria, concorrenza che uccide ricchezza e posti di lavoro, in cambio di una affermazione negativa del male mafiosio e del suo progressivo manifestarsi.
Ed è girando nottetempo nei dintorni di Varese che io ammiro la passeggiata di un magnifico esemplare di cervo maschio, aggirarsi fra le strade di un sobborgo varesino.
Ed è quella per me, la prova che un modello umano e politico vincente, non può discostarsi da un assetto naturale della vita, laddove, la difesa di una vita, di un suo stile orgogliosamente affermato, di un territorio orgogliosamente difeso.
Il caso varesino di resistenza alle tentazioni del facile arricchimento edilizio che stuprerebbe invece un territorio ancora intatto e la difesa ad oltranza di un modello di vita che si dimostra ogni giorno sempre più vincente, mi convincono sempre di più che questo modello è il modello iedale da seguire e da interpretare in tutto il paese, in tutta europa, se si vuol tendere ad una vita che sia vita, di un simile che sia simile, di cervo che sia libero, di un territorio che si difende, di un popolo che testimonia ogni giorno di più, granitiche capacità di governo, di buongoverno, di pulizia ed igiene mentale e comunitaria.
Il modello varesino è punto di riferimento imprescindibile in questo nuovo solco umano e politico che vede nella difesa della sicurezza in ogni suo senso, l’unica strada da percorrere, l’unica difesa possibile, l’unica capacità di governo del territorio, l’unico stile di vita accettabile, sia dagli uomini che dalla natura.
E tutto questo perchè io possa ammirare un magnifico cervo libero, consapevole che la sua libertà, è strettamente collegata alla mia.
Ed io, sono profondamente orgoglioso di poter godere di questa libertà, di poter partecipare a questa battaglia per la vita.
Per quella vita che va difesa, va interpretata, va rivendicata.
Per quella vita che altri, chiedono costantemente di sopprimere, di cancellare, di stuprare, in virtù di diritti acquisiti e mai guadagnati, ed in virtù di doveri sempre reclamati, ma mai esistiti.
L’unico diritto che ho è quello di difendere la mia vita e la mia libertà, come quella dei miei simili.
L’unico dovere che ho è quello di difendere la mia vita e la mia libertà, come quella dei miei simili.
Null’altro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il futuro del pianeta

martedì, 12 ottobre 2010

Il nostro pianeta mostra evidenti sintomi di malessere.

Sono in moto meccanismi di auto distruzione potenti.

Alla base di questi meccanismi, vi è singolarmente la stessa causa, in un suo eccesso e nell’altro:

la sovrappopolazione e il decremento demografico.

La sovrappopolazione

Il nostro pianeta ha visto raddoppiare la sua popolazione umana in soli 40 anni.

Questo aumento incontrollato, vede però un dato uguale e contrario, il decremento demografico dei paesi sviluppati a democrazia avanzata.

Tale decremento viene compensato dall’ingresso continuo di immigrati provenienti da quei paesi che continuano invece a crescere demograficamente.

L’analisi di questo dato fornisce due aspetti da considerare:

1 – il declino e la crisi dei popoli avanzati
2 – il continuo proliferare dei popoli sottosviluppati o in via di rapido sviluppo.

Analizziamo ulteriormente i due dati presi singolarmente.

1 – il declino e la crisi dei popoli avanzati

Dopo il boom economico e demografico degli anni del dopoguerra, la società europea vive un momento di crisi profonda, instaurato dalla crisi finanziaria piratesca dei stistemi finanziari e bancari globali e continuato dagli eccessi ingiustificati nella spesa pubblica (vedi il caso del tracollo greco) e dalla crisi strutturale del mondo produttivo, piegato dalla concorrenza delle produzioni industriali dei cosiddetti paesi emergenti: Cina e India.

La crisi economico-finanziaria ha prodotto una crisi psicologica grave, che si basa su due “visioni” umane:
la mancanza di speranza e l’incertezza nel futuro.

Da queste speranze fallite e dalla civile consapevolezza che il pianeta ed il territorio in cui si vive non hanno risorse illimitate per far fronte ad una popolazione in crescita illimitata, deriva una consapevolezza che induce i popoli avanzati a diminuire il tasso di incremento demografico.

Tale decremento però, al contrario di quanto avviene negli Stati uniti d’America, ha prodotto una vera e propria invasione di flussi migratori dai paesi sottosviluppati, migrazione che sino a qualche anno fa, non veniva adeguatamente contrastata in nome di due fattori:

a – la compensazione del fattore umano nel sistema produttivo con lavoratori immigrati
b – una cattiva interpretazione della libera circolazione nei paesi europei associata ad una politica scriteriata che vede nella limitazione degli ingressi in Ue, non una naturale difesa socio-economica e identitaria, ma un risveglio di sentimenti di tipo razziale.

Negli States, al contrario, la tradizionale politica di sbarramento agli ingressi di flussi migratori, ha consentito al paese ed al territorio americano, di difendersi meglio da una aggressione demografica eccessiva.

Infatti i ritmi di crescita delle popolazioni fra USA e UE sono differenti, soprattutto se si guarda al rapporto fra numero di abitanti e relativa disponibilità di risorse e di territorio.

Tale relazione nei paesi europei è letterelmente saltata, a causa delle politiche di accoglienza indiscriminata, provocando all’interno dei paesi europei, una crescente tensione fra popolazioni indigene e immigrati.

2 – il continuo proliferare dei popoli sottosviluppati o in via di rapido sviluppo.

Il fallimento delle politiche sovranazionali che tentavano di comprimere e limitare l’inarrestabile crescita demografica nei paesi sottosviluppati od in via di sviluppo, ha prodotto un risultato globale agghiacciante e pericoloso:

il raggiungimento ed il superamento del limite di sostenibilità della vita da parte del pianeta.

L’analisi deve concetrarsi su due fattori:

a – l’incremento demografico in quanto tale
b – l’incremento del consumo di risorse e di territorio derivante dall’aumento demografico.

Questi due fattori sono all’origine delle rilevanti modifiche ambientali del pianeta.

Fra i gas responsabili dell’effetto serra vi è infatti l’anidride carbonica che, in assenza di attività antropica, risulta sempre in pareggio nell’atmosfera.

L’aumento della popolazione umana e delle sue attività antropiche influisce pesantemente su questo equilbrio trasformando un effetto serra naturale in una catastrofe che mette in forse la sopravvivenza della vita umana su questo pianeta.

La respirazione umana infatti, come quella degli animali allevati al fine di nutrire gli esseri umani, non è fattore secondario rispetto alle attività antropiche industriali e dei trasporti, che sono, in ogni caso, relativi alla crescita della popolazione stessa.

L’effetto serra naturale viene così alterato da una popolazione terrestre eccessiva, influendo negativamente sugli equilibri oceani-atmosfera, e favorendo in tal modo, un aumento delle temperature e la conseguente cessione di ulteriori quantità di anidride carbonica da parte degli oceani (contengono il 78% del totale dell’anidride carbonica terrestre).

L’aumento della popolazione umana quindi, come causa primaria degli sconvolgimenti climatici in corso.

Inoltre, va rilevato come le risorse energetiche e di acqua del nostro pianeta non sono illimitate, e che un tale aumento indiscriminato delle popolazioni e delle attività antropiche, aumenta grandemente il rischio di collasso di quegli equilibri utili alla stessa sopravvivenza della vita su questo pianeta.

La religione poligamica come fattore di rischio

All’interno di questo quadro complessivo, si muovono differenti fattori di rischio, di cui, il più importante, è certamente quello della rilevante presenza in termini di numeri e di volontà espansiva ed egemonizzante di soggetti aderenti a religioni che consentono e favoriscono una
pluralità di matrimoni al soggetto maschile (ponendo l’elemento femminile in una condizione di inferiorità pesante, pari a quella derivante da una mentalità sessista e razzista) e promuovendo in tal modo, una proliferazione eccessiva sia nei paesi di origine che nei paesi ospitanti, paesi nei quali è invece generalmente proibita la poligamia.

Non è secondario il pensiero che, tali soggetti possano interagire con i sistemi democratici dei paesi ospitanti al fine di modificarne le normative riguardanti questo aspetto del matrimonio, al fine di affermare come principio giuridico, oltre che come norma religiosa, la poligamia.
In un certo qual senso è lo stesso sistema democratico che offre un motivo in più di aumento demografico per questo tipo di immigrati, promettendo il raggiungimento del potere democratico a mezzo della regola democratica dei numeri e delle maggioranze.

Conclusioni

L’ignoranza e l’arretratezza culturale e civile di parti del pianeta mettono in forse la stessa sopravvivenza della vita umana e di ogni altra forma di vita su questo pianeta.

Di contro, il decremento demografico dei cosidetti paesi civili a democrazia avanzata, offre il fianco alla espansione di stili di vita che non possono far altro che aggravare questa situazione.
Il pianeta, da canto suo, ha messo in moto meccanismi di auto-difesa importanti e forse, irreversibili, per respingere l’eccessivo incremento demografico ed antropico.

Non sarà venuta forse l’ora di un mea culpa da parte dell’ONU per il fallimento di tutte le politiche messe in campo sinora a contrasto del boom demografico che rischia di ucciderci tutti?

Non sarà venuta forse l’ora di una gestione differente delle politiche demografiche su questo pianeta?

Ovvero dovremo dar ragione a quegli storici che vedono nella ciclicità delle guerre mondiali un fattore “naturale” di contenimento demografico, con tutto quel che ne consegue nella corsa alla fonte nucleare che talune dittature perseguono ossessivamente?

Sarà la debole politica della “mano tesa” a convincere ignoranza e arretratezza culturale su temi come l’incremento demografico?

O vi sarà un forte ritorno al contrasto di quegli stili di vita che mettono in forse libertà e sopravvivenza nel mondo?

A giudicare dalla evoluzione del consenso nei paesi europei e nella loro conseguente scelta strategica nella gestione dei flussi migratori, possiamo dire che di “mani tese” non ne vedremo più per almeno un ventennio.

Con buona pace di coloro i quali non sanno come gestire l’incremento demografico nel pianeta pur avendone il potere contrattuale e di coloro i quali continuano a confondere la difesa del principio della territorialità con un riverbero del sentimento razziale.

Nonostante l’11 settembre 2001 abbia messo nero su bianco quale sia la posta in gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X