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No Pay Tax? No Party

mercoledì, 21 novembre 2012

L’orientamento di ogni previsione sociale, di ogni riforma fiscale e di ogni analisi economica negli ultimi anni in Italia, sposta la sua attenzione dal reddito dichiarato alla capacità di spesa.

Il corrotto non dichiara la sua tangente al fisco, ma offre alla sua famiglia una capacità di spesa decisamente superiore a quella scritta in fondo alla sua dichiarazione dei redditi.

Lo stesso dicasi per l’evasore fiscale, per l’usuraio e per il mafioso.

Come si può ben vedere, il nuovo Redditest non testa il reddito dichiarato, ma quello reale sul quale si basa la capacità di spesa del singolo come della famiglia italiana.

E finalmente abbiamo uno strumento unico ed efficace per stanare ogni sorta di delinquente e di malintenzionato che cresca all’ombra della illegalità, producendo insicurezza ed ingiustizia, anche e soprattutto sociale ed economica.

Gli stipendi dei lavoratori dipendenti italiani infatti, mediamente i più bassi d’Europa, e quella metà dei pensionati italiani con un corrispettivo mensile inferiore ai mille euro, raccontano di una ineguaglianza sociale terribile nel nostro paese, in specie se correliamo queste ingiustizie ad un’altra diseguaglianza imposta coercitivamente:
quella che impedisce di fatto e di diritto a lavoratori dipendenti e pensionati di evadere il fisco attraverso un prelievo forzoso alla fonte del loro reddito.

Se sommiamo a questo dato quello che indica come l’80% del gettito fiscale derivi da lavoro dipendente e da pensioni, avremo come risultato che, non solo il danaro pubblico spendibile dallo stato proviene nella stragrande maggioranza (se non nella quasi totalità) dai lavoratori dipendenti e dai pensionati, ma possiamo anche osservare quanto iniquo, egoista e violento sia il contesto sociale, fiscale ed economico italiano, diviso in classi dominanti che abusano del potere pubblico per arricchirsi e per violentare il sistema degli appalti pubblici e dei concorsi pubblici;
classi imprenditoriali, professionali, artigiane, commerciali ed autonome quasi completamente estranee alla formazione del gettito fiscale;
classi di bovini con l’anello al naso di lavoratori dipendenti e pensionati da sfruttare come schiavi per tirare il carretto italiano in perfetta solitudine.

No, così non va, non è giusto.

E fa certamente piacere intercettare volontà innovative nella Pubblica Amministrazione dirette a colpire chi non contribuisce al mantenimento dello stato italiano, ma che da questo, pretende di essere mantenuto e di abusare di servizi che non ha contribuito a finanziare.

Per gli evasori fiscali italiani si prevedono tempi duri, d’ora in poi, in una guerra senza quartiere che un governo nuovo in tutti i sensi ha intrapreso contro ogni ingiustizia, ogni violenza, ogni illegalità.

Questa è una giusta guerra.

Questa, è una santa guerra per la civiltà e la democrazia.

Questa è una guerra che non deve essere persa, ma vinta, convinta, stravinta.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X