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Governo: fra udc e Lega

domenica, 11 luglio 2010

Il tradimento dell’ala finiana della pdl investe il governo di nuovi problemi di tenuta e di governabilità.

La garanzia berlusconiana della governabilità e della continuità nell’indirizzo politico è messa in crisi da un rigurgito partitocratico, conseguenza della buona azione di compattazione degli schieramenti politici a contrasto di una proliferazione assurda, inutile e dannosa di partiti e partitini, di correnti e correntine.

Di fronte a questo tentativo di restaurazione del regime partitocratico, da sempre all’origine della ingovernabilità del paese, il premier Berlusconi potrebbe vedere con favore il rientro dell’udc in seno alla maggioranza di governo.

La Lega alza gli scudi, dichiarando incompatibile la coesistenza di Lega e udc all’interno della alleanza di governo.

La posizione della Lega è grandemente condivisibile, visto che all’origine dei motivi che condussero alla fuoriuscita dalla maggioranza di governo (FI, AN, UDC e Lega) dell’udc vi fu l’inaffidabilità politica della stessa udc e la sua spinta restauratrice ad un modo di fare politica che non esiste più e che non sarebbe mai dovuto esistere:
quello del modello di democrazia bloccata (incompatibile con l’alternanza di governo), quello di un unicum ingovernabile corrotto da spinte intestine e demolito da una visione correntizia e disgregatrice della politica.

Inoltre, l’udc non ha mai fatto mistero di avere come obiettivo primario il contrasto al necessario federalismo fiscale, modello anch’esso incompatibile con quello di uno stato nazionalista accentratore a democrazia bloccata.

Appare largamente evidente che anche la stessa udc si ritiene incompatibile con la spinta riformatrice al cambiamento prodotta dal federalismo della Lega.

Difficile fare una scelta in questa condizione.

Ma il premier è sottoposto ad una scelta inderogabile:

o continua nella demolizione del partitismo e del correntismo al fine di costruire una nuova strada politica che conduce al buongoverno e che dia garanzie di continuità (va ricordato come solo i governi Berlusconi sono riusciti a concludere il mandato elettorale quinquennale),

ovvero si rende artefice della restaurazione di un passato che ha impedito sinora la piena realizzazione di una democrazia compiuta e matura.

O si torna indietro scegliendo l’udc e condannando di conseguenza il paese a tornare in piena I Repubblica, ovvero punta dritto verso il futuro continuando a governare con il suo alleato più fedele, la Lega Nord di Umberto Bossi.

In buona sostanza si potrebbe anche concludere così:

se marcello dell’utri e totò cuffaro possono convivere politicamente, entrambi sono veramente troppo al fianco di un leghista.

Forse così è più semplice e comprensibile per tutti.

Forse così, non lasciamo ombra di dubbio sul destino di eventuali fughe in avanti.

Ma forse, sarebbe meglio definirle delle fughe all’indietro …..

Berlusconi si è calato i pantaloni, ed anche le mutande

venerdì, 23 aprile 2010

Condivido pienamente l’analisi del leader della lega Umberto Bossi:
questo governo è arrivato alla sua fine naturale.
Causa:
il decesso della PDL ed il sopravvento alla guida della PDL di una linea che premia l’illegalità diffusa e le mafie.
Prova ne sia l’ultimo decreto del governo che premia una volta di più, chi ha costruito la propria abitazione infrangendo la legge, premia i cittadini senza scrupoli, premia il mondo della illegalità diffusa e, conseguentemente, il mondo delle mafie, che da decenni attanagli e distrugge la democrazia e le libertà in questo paese.
Con la libertà dei cittadini italiani, il Popolo delle Libertà, non ha più nulla a cui spartire.
Berlusconi è ormai schiavo della linea anti-liberale ed anti-legalitaria della PDL.
Anzi, a dirla proprio tutta, questo tradimento della PDL è esattamente la copia di quello del 25 e 26 giugno 2006.
E’ un tradimento delle riforme della Lega, è un non voler varare il decreto anti-corruzione, è un atteggiamento negativo verso il cambiamento di questo paese.
In realtà, berlusconi e fini, come il gatto e la volpe, hanno giocato ancora una volta con la Lega e con la voglia di cambiamento che ferve nel pease.
Tutte queste polemiche fra fini e berlusconi sono una farsa, un teatrino di quella casta politica che non vuole diminuire il numero dei parlamentari, che non vuole perdere i privilegi allucinanti che la politica produce in questo paese.
Il re è nudo.
Il governo è in crisi.
L’alleanza PDL-Lega è morta.
Io non faccio battaglie politiche esponendomi oltremodo perchè berlusconi eviti la galera e le riforme vengano affossate.
La PDL con me ha chiuso.
Questa PDL non va da nessuna parte:
è deceduta per eccesso di arroganza.
Io credo che la Lega debba cercarsi nuovi alleati per riformare e cammbiare il paese.
Ma questa è solo la mia opinione.
ora vedremo le mosse nello scacchiere leghista:
la Lega è ancora al centro delle scelte di questo paese, per volere della gente, del popolo, del comparto produttivo, del nord.
Non si può accettare di sostenere oltre questo sgoverno.
La Lega non lo può accettare, il popolo del nord, non lo può accettare, la gente onesta e laboriosa non lo può accettare.