Articoli marcati con tag ‘alfano’

Il clan dei siciliani e dei comunisti va al potere

martedì, 13 dicembre 2016

Il disgusto e l’indignazione popolare cresce ogni giorno nei confornti della casta politico-istituzionale italiana

Io non ho più parole per descrivere questo degrado infinito

La casta è deprimente e depressiva della civiltà

Raccolgo qui alcuni pensieri allo sbaraglio che pubblico nei social, trattenendo una nausea esagerata che mi impedisce di dichiarami simile a questi figuri, di condividere con essi anche la sola e mera cittadinanza italiana

Poiché, se loro sono italiani, io non lo sono
Se loro sono civili, io non lo sono
Se loro sono leali, io non lo sono
E viceversa

dopo due napolitano, un mattarella
una serie di premier mai eletti dal popolo sovrano
alfano dopo alfano dopo alfano
serve altro?
democrazia

squadra perdente non si cambia

vogliono bollare come anti-democratico qualsiasi dissenso a stato di sospensione dei diritti democratici e costituzionali
è colpo di stato

la casta ha creato i presupposti per un colpo di mano alla democrazia e alla costituzione, soprattutto, un attentato alla sovranità popolare

napolitano serve renzi che si smarca
passa a berlusconi
riceve da verdini
scambia con alfano
riserva:
gentiloni
arbitra:
sergio mattarella

loro ascendono, il paese affonda:
è indirettamente proporzionale o direttamente sproporzionato?
loro magnano e fottono
noi siamo impoveriti

il pantano politico lo produce la casta politica, che impedisce il libero esercizio della sovranità popolare:
il tradimento è servito

Siamo diventati una sorta di raccolta differenziata di variegate dignità umane calpestate
Siamo carne da macello al mercato dei partiti

Nel sud, se non sei meno che un mafioso, non lavori, non fai politica e a stento sopravvivi al mobbing della condivisione mafiosa e corrotta

storia di due capi di stato napoletani e uno siciliano:
parlamento incostituzionale
governo fallito
niente legge elettorale
insatbilità garantita
Ma complimenti!

Mi trovate in tutto il globo una casta politica che lascia il paese in piena crisi economico-finanziaria privo di governo e legge elettorale?

Regola democristiana imponeva soggetti diversi al governo del paese e al governo del partito
Renzi cade e non si capisce per quale dei due

alfano finocchiaro mattarella grasso:

il clan dei siciliani prende il potere senza avere la maggioranza in parlamento e nel paese, senza essere un partito e nemmeno una maggioranza di governo
Capito?
è un colpo di mano del vizio:
approfitta della instabilità politica per imporre un gruppo politico mai indicato da nessuno, cui mai il popolo sovrano ha delegato alcunché

e fosse solo quello …

Dietro questa facciata Low Profile e Dull, si può leggere di peggio:

la sicilia è nota soprattutto per il vizio e l’incidenza mafiosa, per la corruzione morale e materiale delle sue classi dirigenti;
perché mai dovrebbe esprimere la classe dirigente italiana in un governo debole e posticcio, che procederà in continuità al precedente-fotocopia, bocciato e costretto alle dimissioni, alla distruzione matematica e inintelligente del Paese Reale per affermare follie ideologiche, rivendicazioni territoriali contrarie al concetto di unità del paese e dello stato e ai diritti sanciti in costituzione, violati attraverso una mera e formale applicazione della costituzione?

Un forte indirizzo politico per un governo che non ha alcun sostegno, se non quello meramente formale (ed estorto), da parte del popolo sovrano.

Una forzatura che mattarella ha imposto ad un paese in difficoltà.
Perché? per mera voglia di potere, di prevalere, di imporre una divisione territoriale che è tutto il contrario di quella coesione territoriale che suggerisce un nuovo quanto inutile ministero.

Il comunista napolitano
Il comunista gentiloni
La comunista finocchiaro
Come realizzare un colpo di mano comunista senza avere un voto comunista.
Il clan dei comunisti è notorio, ha la maggioranza in parlamento ed anche nel paese, sebbene non esista un partito comunista italiano e nessuno lo abbia mai votato.

Il clan dei sciliani è la lega del sud?
Il clan dei comunisti è un partito?

Nessuno li conosce, nessuno li ha mai votati o indicati con queste finalità e scopi.

Ma questi clan, governano:

alla faccia e in disprezzo della Costituzione Italiana, del Territorio Italiano e del popolo Sovrano Italiano

Dopo numerosi governi e premier mai indicati dal Popolo sovrano, ecco l’ennesimo schiaffo alla democrazia, piegata a interessi malcelati ma ben visibili, indicibili ma esecutivi, impagabili ma costosissimi per la collettività

Ormai lobby & clan hanno preso il potere, lo hanno occupato, lo hanno piegato a interessi mai pubblicati su di un manifesto di partito o elettorale

E questa, loro la chiamano democrazia

Io la chiamo avversione eterofobica, vendetta dei comunisti sconfitti dalla storia, invasione e prevaricazione di interessi stranieri su interessi italiani costituzionalmente sanciti e garantiti, proprio attraverso l’abuso e l’interpretazione distorta delle regole democratiche:

non per nulla tentano di demolire solo la seconda parte della costituzione, per lasciare in piedi una parvenza, un fantoccio di democrazia e di libertà che nasconda il colpo di mano del vizio comunista, perdente e sconfitto, inesistente in parlamento, per imporre al nord che mantiene in piedi e unito questo splendido paese, una schiavitù totale al parassitismo meridionale, che pretende di vivere e vivere bene, di governare tutti gli italiani, quando non riescono nemmeno a salvaguardare il sud (e di riflesso anche il nord), la loro terra, la propria terra dall’assalto quotidiano di vizio, mafia e corruzione

Se alfano o mattarella o grasso valessero qualcosa come siciliani, la Sicilia sarebbe un territorio civile

Incredibile che alfano sia presente in ogni governo e di ogni colore, quando nella sua Sicilia, non ha mai fatto nulla per niente e per nessuno

Se solo veri siciliani come Falcone e Borsellino potessero parlare, se solo Luigi Pirandello potesse scrivere ancora una delle sue novelle, cosa direbbero?

Qualcosa che non piacerebbe a queste istituzioni avverse al popolo e al territorio e alla tutela degli interessi che hanno spergiurato di difendere

La cosa peggiore è che si autoproclamano “salvatori della patria”

Quando sono proprio i loro comportamenti che uccidono l’Italia

Ma lentamente, come un veleno insidioso che dapprima paralizzi e poi uccida in un sonno privo di sogni, intriso di incubi sinistri

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Governo berlusconi: arriva la manovra ad personam

lunedì, 4 luglio 2011

Una manovra finanziaria per bloccare un risarcimento di 750 milioni di euro che la Fininvest deve alla CIR di De benedetti.

Più noto come il Lodo Mondadori, prende piede dal caso di corruzione giudiziaria del giudice vincenzo metta, che ha consentito a belrusoni di prendere il controllo della Mondadori.

Ecco arrivare infine, la manovra finanziaria ad personam per berlusconi, proprio all’indomani del suo addio alla guida politica del PDL, affidata al fantoccio alfano.

E comincia proprio con atti di immoralità potente, la nuova via del ciciliano alfano, che osava anche stoltamente strombazzare:

voglio un partito di onesti.

E se questo è l’inizio, possiamo esser certi che, sia pur in una perfetta legalità di facciata, le intenzioni di berlusconi e allfano siano tutt’altro che oneste, sia intellettualmene, sia politicamente, sia moralmente che materialmente.

Silenzio assoluto viene dall’alleato leghista invece, ormai completamente succube del domininio berlusconiano.

Il partito degli “onesti” prende piede:

occhio al portafoglio ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Politica è in movimento: il paese invece no

domenica, 26 giugno 2011

Il tramonto del berlusconismo apre la strada ad un movimentismo politico affatto identico al fenomeno della compravendita di parlamentari cui abbiamo sinora assistito.

La consolidata incompatibilità fra L’Italia dei Valori ed il fronte del centrodestra, era sinora tutta insita nella incompatibilità fra l’ex giudice di Mani Pulite Antonio Di Pietro e l’ex indagato Silvio Berlusconi.

L’annuncio di un futuro ritiro dalla scena politica, ha riaperto un feeling mai sopito fra, certe posizioni del centro destra e l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, movimento politico che ho personalmente e da sempre classificato come non omogeneo alla sinistra italiana.

Antonio Di Pietro non è compatibile con il PD che non vota il ddl anticorruzione, ma non ha ancora forse ben chiaro cosa voglia dire avere a che fare con un PDL governato da un gruppo di politici meridionali che non vuole fermare la corruzione.

Evidentemente Di Pietro punta al centro dei due schieramenti, riaprendo la porta di un terzo polo che è uscito umiliato e mortificato dalle ultime elezioni amministrative, tanto da ridurre (e finalmente!) al silenzio il presidente della Camera dei Deputati, rappresentante di se stesso.

Le voci di corridoio che vedono Berlusconi strizzare un occhio all’intramontabile Casini, pongono però seri dubbi fra la compatibilità dell’UDC di Casini (quella responsabile dello scandalo mafioso dei cannuoli alla siciliana di Totò Cuffaro) e l’IDV della Legalità e della Giustizia.

No, non è un terzo polo quello che avanza, piuttosto, sembra la solita maccheronata all’italiana in salsa partitocratica.

Anche l’indeformabile Lega Nord si mostra (e per la prima volta in assoluto) in un momento di riflessione interna, tutto incentrato anch’esso sul dopo Bossi, visto che si profila all’orizzonte un dopo Berlusconi:

i due attori del famigerato patto di ferro, pare andranno incontro ad un medesimo futuro, cui il patto di sangue sottoscritto, li ha condannati.

SEL e PD, senza l’IDV, hanno pochissime speranze di competere in una tornata elettorale contro la PDL, a meno che, la Lega Nord non decida di non appoggiare in futuro il partito meridionalista berlusconiano, senza Berlusconi.

Il siciliano Alfano, come il siciliano Schifani infatti, pare dialoghino molto bene con la siciliana Finocchiaro (vedere l’artificioso naufragio del DDL anticorruzione al senato), ma non pare abbiano molto da dire ad una Lega Nord che non è compatibile con interessi politici avversi e/o diversi a quelli del nord, mentre il governatore siciliano Lombardo, si dimostra assai meno lombardo di quanto il suo cognome facesse supporre.

Il silenzio che proviene dal colle del Quirinale, rotto solo in favore di un intervento urgente del governo a tutela della città natia di Giorgio Napolitano (super partes sino in fondo), fa riflettere su quali decisioni ha in animo di adottare il capo dello stato nei confronti di questa empasse politica piuttosto imbarazzante.

Probabilmente il governo potrebbe attirare la fiducia del colle con un provvedimento di favore (l’ennesimo mascherato da intervento di urgenza) nei confronti della città di napoli, facendo piovere un po di danaro pubblico da sprecare nella ennesima emergenza rifiuti che è tutta da addebitare alla irresponsabilità politica napoletana, se non fosse per l’aut aut dell’alleato leghista, il quale richiama una sentenza della magistratura che impedisce l’esportazione della monnezza napoletana in altre regioni italiane.

Situazione complessa, la cui risoluzione dirà chi governa l’esecutivo:

la maggioranza di governo o il colle del Quirinale?

E nella querelle nata dalla richiesta leghista del trasferimento (fallito) dei ministeri da roma al nord, chi governa l’esecutivo fra:

la maggioranza di governo ed il Campidoglio?

Una battaglia tutta incentrata fra il centralismo di un potere dispotico e conservatore come quello delle paludi romane avverso a quello innovatore e riformatore del leghismo padano.

Vincerà il migliore o vincerà ancora la partitocrazia che governa trasversalmente i palazzi del potere romano?

Ecco in sintesi, alcuni movimenti politici il cui dispiegamento disegnerà il futuro di questa assai malridotta italia, ormai prossima al tracollo socio-economico cui, una casta politica assai vetusta ed egoista, pare averla condannata.

Capitani coraggiosi cercansi ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Casta Politica: NO all’anticorruzione, SI allo stop alle intercettazioni

venerdì, 24 giugno 2011

Ecco svelato un altro po di sudicia verità sulla Casta Politica italiana.

Dopo la solita finta lite parlamentare in cui si strappavano i capelli e le vesti la siciliana Finocchiaro, il siciliano Schifani ed il siciliano Alfano, finta lite che aveva il premeditato obiettivo di creare una cortina fumogena sull’insabbiamento definitivo del ddl anticorruzione, ecco la coppia PDL – PD interpretare al meglio una ancor più finta e sudicia unità nazionale, per dare un definitivo stop alla pubblicazione di intercettazioni telefoniche derivanti dalle indagini della mgistratura.

Ma cosa veniamo a sapere e cosa scopriamo noi comuni mortali, noi cittadini qualunque, dalla pubblicazione di queste intercettazioni?

Che a Torino il PD Fassino vince le elezioni grazie all’aiuto della organizzazione mafiosa calabrese della ‘ndrangheta.

Che a Napoli il PDL aveva una cupola politico affaristica molto organizzata, che aveva contatti diretti con il governo.

Come potete ben vedere, l’alleanza partitocrazia in favore della illegalità diffusa, non procede univoca provvedendo a dotare il paese di una normativa anticorruzione, ma ritrova forza ed unità per fermare l’emorragia di intercettazioni pubblicate sui giornali, pubblicazioni che svelano un mondo politico ingordo ed arrogante, legato alla forza elettorale delle organizzazioni mafiose.

La corruzione non verrà quindi arginata, in un paese talmente corrotto da essere ormai divenuto la barzelletta del mondo libero ed occidentale per il suo elevatissimo grado di corruzione, ma in compenso, verrà impedito al popolo sovrano, quanto schifo arrogante si celi dietro la facciata di perbenismo volgare e pretestuoso della casta politica italiana.

Via libera alla corruzione.

Stop alla pubblicazione delle intercettazioni.

Questa è la Casta Politica Italiana.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Nuova tangentopoli? Ecco l’indulto targato mancino-alfano

lunedì, 24 maggio 2010

Ancora attacchi al buongoverno, ancora attacchi alla Lega, ancora attacchi al fronte della buona politica da parte dalla casta partitocratica del privilegio e del prepotere, che nulla ha a che fare con le esigenze delle famiglie e delle aziende italiane.

Ecco la dimostrazione che questa casta politica, tutto vuole, tranne il bene del paese che lavora, che produce benessere e ricchezza, che vuole sicurezza e legalità, che desidera una italia diversa da questa.

Di tutto si occupa questa casta politica, tranne che del federalismo, della diminuzione drastica del numero dei parlamentari e dei poltronisti a vita, della sicurezza della gente, del lavoro che non c’è, del mutuo della casa che non si può più pagare, del futuro dei nostri figli, che non si può più nemmeno immaginare.

In attesa di applaudire il bavagli a magistratura e informazione negando l’uso e la pubblicazione delle intercettazioni anche in caso di reati ad elevata perisolosità sociale come l’usura e la corruzione, ecco la casta partitocratica italiana sfoggiare il meglio di se.

Il parlamentare meridionale rosario giorgio costa propone il ramadan scolastico in settembre, con inizio delle lezioni in ottobre, accontentando i fannulloni dipendenti della pubblica amministrazione del comparto scuola, che si vedrebbero regalare così un periodo lunghissimo di vacanza dalle lezioni e dalla scuola:
maggio, giugno, luglio, agosto e settembre!

La proposta nn tiene conto delle differenze climatiche e se frega altamente delle famiglie dove i genitori lavorano e nn saprebbero come gestire i propri figli in un periodo di vacanza così lungo.
Una proposta che va nella direzione delle strategie politiche favorevoli al parassitismo che ha devastato la grecia, facendola miseramente fallire.
Un fallimento in tutti i sensi, compreso quello politico, che nn ha saputo cambiare un paese che non voleva lavorare e studiare, ma pascersi e crogliolarsi al sole.
Ora patiscono letterlamente la miseria e vivono di elemosine concesse da paesi nei quali la scuola è una cosa seria ed il mondo del lavoro pure.

Sempre da un politico meridionale, figlio illustre di quella prima repubblica naufragata negli scandali della corruzione politica, proviene la proposta di un nuovo indulto.
E’ il napoletano mancino, presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e recentemente coinvolto nelle inchieste giornalistiche e nelle indagini della magistratura a causa della sua iscrizione in una lista che ha già provocato scandali e dimissioni di ministri, in relazione ad regalie di danari e acquisti di lussuose abitazioni probabilmente in cambio di favori per l’assegnazione di appalti pubblici.
mancino dice che le carceri sono piene e che bisogna svuotarle.
Che le carceri siano piene, questo non puà essere che un bene in un paese come il nostro, dove l’illegalità diffusa, la corruzione e le mafie hanno un peso insopportabile nella vita dei cittadini che subiscono le aggressioni violente della malavita, organizzata o meno che sia.
Ma, udite, udite, il napoletano mancino cosa pensa per risolvere il problema:
depenalizzare.
Sì, così non significa un granchè, ma adesso ve lo dico in lingua italiana:
un nuovo indulto.
Ovviamente, questa proposta troverà concorde il ministro della giustizia, il siciliano alfano.
E sicuramente otterrà il placet del presidente della repubblica, il napoletano napolitano, già sostenitore, se non fautore, del passato indulto che ha scarcerato anche assassini che sono poi tornati ad uccidere cittadini inermi.

Ecco, il quadro è completo:
dopo l’indulto su corruzione e usura, ecco l’indulto generale che previene la nuova tangentopoli che bussa alla porta di certa casta politica partitocratica.

Stop alle indagini con negazione dell’uso delle intercettazioni e nuovi indulti.

Mi vergogno di condividere alcunchè con questo stile di vita e con questa gente, che tutto rappresenta, fuorchè il la tutela del bene comune.

La corruzione in italia è tutelata per legge

domenica, 23 maggio 2010

Continuano i soliti quotidiani attacchi alle riforme e al cambiamento in questo paese, mentre questi attacchi, ignorano il divieto di indagine della magistratura e di inchiesta dell’informazione imposto dalla politica.

Dai vertici istuzionali italiani ricoperti da fini e napolitano, provengono quotidiani appelli su mere questioni tecniche della produzione di atti del governo (e non sulla sostanza e sul merito, indicando così una volontà politica subdola di fermare il federalismo senza doverlo attaccarle a viso aperto e di ignorare l’indulto sulla corruzione che si sta varando in questi giorni), appelli che mirano certamente a rallentare il varo di ogni provvedimento del governo che vada nella direzione del riformismo, del cambiamento, del federalismo.

E che dire del silenzio imbarazzato ed imabrazzante del presidente del CSM mancino, coinvolto anch’esso in una inchiesta giornalistica che pubblica l’esistenza di una lista al vaglio della magistratura per potenziali violazioni di legge in tema di appalti pubblici da parte di vertici burocratici, isituzionali, poteri dello stato e politici?

Nulla dicono e fanno questi signori invece, per il provvedimento che limita le intercettazioni per reati come quello della corruzione, rendendo impossibile perseguire per legge i corrotti ed i corruttori, ed in special modo, impedisce di usare le intercettazioni verso i politici, burocrati e pubblici amministratori che prendono mazzette, si fanno pagare le case, le ville, le vacanze, i vestiti costosi ed un livello di vita che altrimenti non si potrebbero mai permettere con il solo sudore della fronte, visto che non hanno mai lavorato neppure un giorno della loro vita.

In un momento così delicato della vita del paese, questo silenzio della casta politica partitocratica sulle intercettazioni in caso di corruzione e concussione pesa in modo impossibile sulla tenuta dello stato di fatto e dello stato di diritto in Italia.

Altresì, pesa come un macigno il DDL anti corruzione, ormai svilito e reso un falso bersaglio depistante:
in pratica si dice che un politic corrotto non potrà essere intercettato e perseguito dalla legge, ma al massimo, un politico corrotto non potrebbe ricandidarsi.

E’ una legge-salvacondotto per la malapolitica, per quel mondo della illegalità diffusa e della corruzione che si nasconde all’interno della casta politica.

Bravi, ottimo lavoro.
era proprio questo che i cittadini vi chiedevano disperatamente:
salvare i politici, i burocrati, i manager pubblici ed i pubblici amministratori corrotti.

Ora, manca solo un bell’indulto, ed il quadro è completo.

Ma il federalismo no, quello non lo volete proprio.

Sarà perchè il federalismo fiscale è incompatibile con la presenza delle organizzazioni mafiose, come ben dice il ministro leghista on. Roberto Maroni?

Intanto, le prime manifestazioni di piazza dell’estremsmo politico fanno csapolino in ogni dove e sempre più forte, si sente l’odore di bruciato in questa repubblica sull’orlo del baratro che non riesce a proprio fare a meno della corruzione, che viene così difesa e tutelata per legge.

I libri di storia non risparmieranno aspre critiche a questo modo di agire della casta politica italiana, tutta intrapresa a difendere corrotti e corruttori, concussi e concussori dalle intercettazioni e dalle indagini della magistratura e dalle inchieste giornalistiche inbite nella pubblicazione di tali atti.

Italiani:
voi non dovete sapere, non avete il diritto di sapere e non avete il diritto alla giustizia nei confronti della impunibile ed intoccabile casta partitocratica italiana.

Altro che difesa della privacy e del DDL anti corruzione:
ma chi pensate di prendere in giro?

Cari italiani, ve la dico io la verità, anche a costo di pagarne il costo in maniera smisurata ed inumana:
questa casta politica non vuoe salvare le famiglie, le aziende ed i lavoratori come i disoccupati italiani, ma vuole salvare solo se stessa e la sua molto opinabile concezione di amministrazione della cosa pubblica.

L’unico movimento politico che punta a salvare i cittadini italiani dalla crisi e dal baratro pericoloso del fallimento, è la Lega Nord di Umberto Bossi.

Questa è l’unica verità che esista oggi in Italia.

Questa è l’unica bandiera politica per la quale vale la pena combattere.

Ricordatevelo quando avrete dinanzi una scheda elettorale.

Non funziona, l’equilibrio fra i poteri dello stato non funziona

mercoledì, 17 marzo 2010

Ormai declassato a lotta fra caste che abusano del potere pubblico invece di renderlo con spirito di sacrificio come servizio dovuto ai cittadini qualunque ed al popolo sovrano, l’equilibrio fra i poteri dello stato (magistratura, governo, parlamento) non funziona più, se pure ha mai funzionato.
Volete una prova?
Ma la avete sotto i vostri occhi.
Oggi la lotta è fra il ministro della giustizia alfano ed il premier berlusconi contro la magistratura inquirente di trani che indaga il presidente del consiglio.
mancino (vice presidente del scm) e napolitano (presidente della repubblica e presidente del csm) nella cabina di regia.
Ieri la lotta era fra il ministro della giustizia mastella ed il premier prodi contro la magistratura inquirente calabrese che indagava il presidente del consiglio prodi, con la medesima cabina di regia: napolitano e mancino.
E la storia si ripete in un conflitto che non fa assolutamente del bene al paese e non risponde alle esigenze dei cittadini qualunque, che vivono la loro vita quotidiana all’ombra delle tresche fra palazzi di potere.
Da tangentopoli ad oggi non si è ancora risolto il problema dell’equilibrio fra i poteri dello stato.
Un’altra occasione mancata per avvicinare il paese reale a quello dei palazzi del potere, ormai ciechi e sordi al grido di dolore che proviene dal popolo sovrano.
Così, non si va da nessuna parte.
Così si da ragione a gente come de magistris, di pietro e grillo.
Così, non si governa, non si fanno le riforme, non si rende giustizia.
Non sono contento.
Affatto.