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Aldo Moro : Questo Paese non si salverà

domenica, 16 marzo 2014

Questo Paese non si salverà,
la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera,
se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere

Aldo Moro

Aldo Moro

Aldo Romeo Luigi Moro
(Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978)

Paesi Viziosi: Sbarazzatevi delle costituzioni antifasciste

mercoledì, 19 giugno 2013

Gli analisti di JPMorgan Chase & Co, la società newyorkese leader dei servizi finanziari globali hanno pubblicato un documento che indica la rotta per il futuro dei paesi sud europei, quelli definiti con l’acronimo “PIGS” dagli operatori dei settori finanziari e “Viziosi” dalla stragrande maggioranza delle persone dotate di buonsenso.

Il documento viene ridotto in alcune frasi che riporto liberamente sintetizzate qui sotto:

Dovete liberarvi delle leggi sinistroidi e antifasciste.

L’Austerity farà parte del panorama europeo per un periodo molto prolungato.

«Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica: debito pubblico troppo alto, problemi legati ai mutui e alle banche, tassi di cambio reali non convergenti, e varie rigidità strutturali. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei Paesi del Sud, e in particolare le loro Costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea. Quando i politici tedeschi parlano di processi di riforma decennali, probabilmente hanno in mente sia riforme di tipo economico sia di tipo politico».

«I sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo».

«I sistemi politici e costituzionali del Sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche:

esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti;

governi centrali deboli nei confronti delle regioni;

tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori;

tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo;

e la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo.

La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche.

I Paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle Costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)».
(Nota del Blogger: traduzione non mia e da verificare, raccolta nel web).

Insomma, troviamo elencati i motivi che da decenni appaiono essere alla base di un mancato sviluppo sociale, politico ed economico dei paesi del sud europa, motivi che solo menti libere e serene riescono ad accogliere e a comprendere.

Ma in paesi come l’Italia il solo elencare “questi motivi” potrebbe addirittura portare alla violazione della legge ordinaria Scelba e della XII disposizione finale della Costituzione italiana che addirittura vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista, disposizione che viola a sua volta e in un sol colpo sia la Libertà di Manifestazione del Pensiero che la Libertà Associativa entrambe riconosciute dalla medesima Costituzione in altre e più importanti e fondamentali parti della stessa Carta.

Certo, dare un colpo alla botte del socialismo sinistroide ed uno al cerchio di certa finanza autoreferenziale e slegata dal mondo della produzione cui JPMorgan Chase & Co. non può apparire estranea, sarebbe un sereno ed equilibrato modo di affrontare la crisi contemporanea.

Il problema è che sono troppe le corporazioni assai corrotte e mafiose che non desiderano modificare il loro status quo in favore di un miglioramento effettivo delle condizioni socio-economiche e troppo forte è quella cattiva casta politica e burocratica che impazza in Italia come in tutti paesi viziosi come il nostro.

La “resistenza partigiana” è divenuta classe dominante e non ne vuole sapere di tornare a lavorare per vivere.

A meno che non li si costringa a colpi di manganello e di bottiglie di olio di ricino.

La via della libertà e della democrazia appare ancora distante dal sentire e sapere comune italiano.

Vi lascio con alcune citazioni, fra le mie preferite:

Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere
Aldo Moro

Governare l’Italia non è impossibile, è inutile
Giovanni Giolitti

Governare gli italiani non è impossibile, è inutile
Benito Mussolini

Sarà per questa disaffezione al dovere e questa difficoltà nel governo che è nato il Fascismo?

E potrebbe sempre a causa di queste medesime disaffezioni tornare il Fascismo?

E se la risposta alla domanda fosse sì, quale fascismo sarebbe?

Un fascismo maturo che ha imparato a non commettere i medesimi errori che mutarono e fecero fallire la storia dell’era fascista italiana di Benito Mussolini?

Ovvero una triste riedizione sic et simpliciter di un fascismo totalitario e violento, a dimostrazione del fatto che la democrazia è pianta troppo delicata e pregiata le cui radici non attecchiscono nella nostra terra arsa dalla ignoranza?

Così come Giacinto Pannella detto Marco sfidava l’autorità e la legge fumando spinelli per propugnare la libertà di drogarsi, potrebbe servire travestirsi da fascista e chiedere udienza ad un prefetto per cambiare le cose in questo immobile stato vegetativo?

A Noi !

Immaginate l’espressione del viso del piantone di servizio?

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Il Welfare, la Crisi, la partitocrazia e Super Mario Monti

martedì, 10 aprile 2012

Il welfare italiano è tutto da rifare, poiché pieno di privilegi arroganti per i furfanti e totalmente privo di diritti per i cittadini:
siamo in pieno medioevo, ed in questa cosa, Monti non c’è.

Ma c’è invece tutta la partitocrazia che, invece di difendere famiglie ed aziende si è definitivamente compromessa in una Questione Morale Infinita, senza soluzione di continuità.

Qualcuno dice che in italia le leggi le fanno i fuorilegge.

Può darsi.

Certo è che questa casta politica, burocratica, partitocratica e sindacale rappresenta un freno potente contro ogni forma di liberalizzazione e di riforma in senso progressista.

Una sorta di coagulo di sottosviluppati trogloditi riuniti in caste abusa del potere pubblico a fini di arricchimento personale tramite la difesa ad oltranza, anche contro gli interessi dell’intero paese, di uno status quo impagabile da qualunque popolo civile, da qualunque comunità sociale.

In tutta questa follia incivile e mafiosa, il cambiamento è sempre stato punito, invece della dovuta punizione al male oscuro del paese.

Così sono caduti Benito Mussolini, Aldo Moro, Bettino Craxi, Umberto Bossi.

Ognuno di loro, con volontà, obiettivi, modalità, effetti e prassi differenti ha tentato il cambiamento.

Ognuno di loro è stato politicamente ucciso per aver cambiato lo stato o solo per aver tentato di farlo.

Cosicché, in questo paese mafioso, usurato ed assai corrotto, “i peccatori” si salvano sempre, attraverso la loro cancerogena infiltrazione dello stato e di quei poteri che dovrebbero contenere gli eccessi e gli errori del potere politico (informazione, magistratura, sindacati, parti sociali, etc), mentre chi tenta il cambiamento “in meglio”, viene pomposamente redarguito con il solito: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Se rubi poco ovvero rubi senza essere autorizzato dal consociativismo delle caste mafiose, vieni scandalosamente additato come il solito moralista preso con le mani nel sacco.

Ma se rubi con il metodo mafioso consociativo, allora sei dei loro, e qualcuno farà la telefonata giusta al giudice giusto, per salvarti, o per ammazzarti, a seconda della convenienza del momento.

Ma, queste caste mafiose così attaccate alle poltrone del potere pubblico non molleranno mai la presa.

Occorre una nuova politica che chiuda il rubinetto delle carote ai membri di queste caste mafiose e lo apra in favore di cittadini lavoratori, delle famiglie, delle aziende.

Occorre un bastone per questa gente, non una carota, ma un lungo bastone nodoso.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’intelligenza, l’ignoranza e la questione bizantina

mercoledì, 4 aprile 2012

Quando a stento si rasenta il suolo con il capo, inutili sono le alzate di testa:

si rischia solo di prendere ceffoni a iosa dal primo che passa da lì, per caso.

Manca la qualità umana, manca la stoffa, manca la professionalità.

Tutto qui il deficit italiano.

Ma soprattutto, manca l’intelligenza, emarginata nella società italiana perché estranea all’ignoranza, alla arroganza e alla presunzione, e perché invece provvista di civica educazione.

E allora, è venuto il momento di dire a chi abusa della buona educazione altrui:

siete solo dei porci senza ali, dei bovini che si fanno trascinare con l’anello al naso, dei caproni belanti e petulanti che tutto giudicano e nulla decidono, solo una massa di trogloditi sottosviluppati.

E per far felice il premier Mario Monti, che con molto savoir faire definisce tutte queste brutture umane e sociali come dei “bizantinismi”, aggiungiamo l’epiteto “bizantini”.

Poveri bizantini:

secondo me erano certamente un popolo migliore di questo.

Ed ha ancora una volta ragione, ieri come oggi, Benito Mussolini:

“Governare gli italiani non è difficile, è inutile”.

Ed ha ancora una volta ragione, ieri come oggi Aldo Moro:

“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”.

E la cultura atavicamente radicata in questo paese sa sempre come ripagare chi lo salva o lo valorizza:

lo crocefigge come Gesù Cristo, lo fucila e lo appende a testa in giù in pubblica piazza, lo lascia morire nelle mani del terrorismo politico.

Mario Monti dovrebbe essere insignito del Premio Nobel per la sua opera attuale.

Io li avrei lasciati morire di fame e di sete:

non meritano altro che questo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

In Onore della Memoria di Aldo Moro e degli Uomini della sua Scorta

sabato, 17 marzo 2012

“Questo paese non si salverà.
La stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera se non sorgerà un nuovo senso del dovere”

Aldo Moro

Maresciallo dei Carabinieri e Capo Scorta Oreste Leonardi

Appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci

Vice Brigadiere di Polizia Francesco Zizzi

Agente di Polizia Giulio Rivera

Agente di Polizia Raffaele Iozzino

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Messaggio Personale per il Professor Mario Monti

venerdì, 9 marzo 2012

Da quello che vedo e leggo, caro Professore, i Suoi margini di manovra sono stati grandemente mortificati dalla associazione delle caste politica, burocratica e sindacale.

La “sterilizzazione” delle liberalizzazioni nei confronti delle caste corporative delle professioni, dei farmacisti e dei tassisti avvenuta nel Parlamento è un più che evidente motivo di preoccupazione per la capacità di un esecutivo italiano che si muova dentro le regole democratiche (benché il suo governo rappresenti già un momento di esautorazione temporanea della politica e della democrazia rappresentativa) di realizzare quelle riforme che salverebbero il Paese da un fallimento totale, invece ogni giorno sempre più vicino e concreto.

La notizia della comparsa dei primi veti (propedeutici ad una guerra di evidentemente “finti veti incrociati” delle parti politiche e sindacali nei confronti del Suo esecutivo, offre uno spaccato nel presente e nel prossimo futuro di colpi di coda violenti della peggiore casta politica e sindacale di tutto il consesso dei paesi democratici, civili ed avanzati.

Il primo veto lo pone il siciliano Angelino Alfano segretario pro-tempore del PDL.

Sorpreso?

No, io no:

avrei scommesso la mia testa che il primo aut aut lo avrebbe imposto un siciliano, un calabrese o un napoletano.

Non mi sono sbagliato, come al solito.

L’inizio della guerra dei veti (che successivamente diverranno incrociati, in modo da impedirLe il benché minimo movimento riformatore) precede di poco la stagione della Primavera, nel classico atteggiamento di assalto alla diligenza del governo, attacco da affondare poi con i caldi climatici e politici della prossima stagione estiva.

La trappola per Lei ed il suo governo è già pronta a scattare, anzi, è di già stata innescata dai suoi tentativi di:

perseguire il reato di corruzione;

perseguire gli evasori fiscali;

poter liberamente licenziare dipendenti ladri e fannulloni;

spogliare le corporazioni professionali di ogni ingiustificato ed arbitrario potere di riserva sociale e professionale;

aprire il mercato economico e del lavoro italiano alle sfide globali;

regolamentare l’accesso delle caste dominanti alla stanza dei bottoni della televisione pubblica e modificare conseguentemente gli equilibri nel mondo dell’informazione;

garantire una giustizia certa e veloce ai cittadini-lavoratori.

Questo paese conservatore di prepoteri feudali e di privilegi delittuosi non Le consentirà di infrangere alcuno Status Quo.

Questo paese assai corrotto, mafioso, usuraio, evasore di contributi fiscali e di adempimenti al dovere civico e civile ha già preparato il suo caffè avvelenato per Lei.

Questo è il mio messaggio personale per Lei, che definisce tutto questo con il gentile eufemismo di “bizantino”, al mio contrario, che di gentile nei confronti di mafiosi, corrotti, usurai ed evasori, non riservo più nulla definendoli senza riserva alcuna come “insieme omogeneo di caste e corporazioni mafiose composte di egoisti trogloditi e sottosviluppati contrari ad ogni significativo segno ed avanzamento di civiltà e di dignità umana”.

Sì, lo riconosco, “bizantino” è più semplice e diretto, corto ed efficace.

Ma vuol mettere, caro Professore, la soddisfazione di dare del cretino ad un emerito e comprovato cretino?

Questo paese assai conservatore non vuole cambiare.

Questo paese non vuol evolvere il proprio stile di vita verso gradi di civiltà superiore.

Questo paese profondamente corrotto ed intrinsecamente mafioso, usuraio ed evasore, intende conservare le proprie caratteristiche peculiari peggiori e lo status quo delle classi attuali dominanti, prepotenti ed arroganti.

Questo paese sta lavorando per esautorare il suo governo, per destituire la sua compagine esecutiva e per deporre la Sua persona dalla premiership italiana.

Essi lavorano per privare di ogni autorità, potere e prestigio la sua figura, onorando ben due antichissime professioni:

quella delle prostituzione a pagamento, professione alla quale esse sicuramente fanno riferimento, e quella di coloro i quali estenuano, logorano, prostrano, sfiancano e stremano le gambe del portatore delle idee innovative e riformatrici, delle gambe dell’uomo che vuol migliorare e cambiare la vita di tutti al solo costo di quelli che invece la rendono impossibile.

Si tratta di un fenomeno che io identifico come mobbing sociale, politico e sindacale, un tipo di mobbing che io conosco molto bene e troppo da vicino.

Lei, caro Professor Monti, non è certamente un cittadino qualunque, un cittadino X, sicuro.

Ma si guardi molto bene le spalle da oggi in poi, caro Professore, poiché questa marmaglia sta tornando al contrattacco, ed utilizzerà ogni metodo (morale o immorale, lecito o illecito, legale o illegale, ed ogni abuso del prepotere pubblico, da loro ad arte infiltrato e deviato), che si dimostri utile alla Sua pubblica umiliazione e prostrazione per impedirLe ad ogni costo di cambiare ciò che vogliono conservare:

il loro assoluto ed arbitrario prepotere nei confronti del popolo sovrano, delle famiglie e delle aziende italiane.

Si guardi le spalle e non beva caffè di dubbia provenienza.

Se a Gesù Cristo questa marmaglia indecente di trogloditi sottosviluppati ha riservato una dolorosa e lenta morte per crocefissione, per Lei, chissà quali torture in terra avranno inventato.

Apra gli occhi, caro professore:

queste canaglie sanno essere molto pericolose.

PS
Chieda al Professor Prodi se può consultare il medesimo spiritista che gli indicò il luogo di detenzione del rapito e poi trucidato Professor Aldo Moro avendolo letto in una potente e misteriosa sfera di cristallo:

chissà che non possa prevede anche il futuro, verificando dopo l’uso del terrorismo delle brigate rosse contro Aldo Moro, Roberto Ruffilli, Vittorio Bachelet, Marco Biagi e Massimo D’Antona ed il terrorismo utilizzato successivamente delle organizzazioni mafiose, qual tipo di terrorismo vorrebbero usare contro di Lei questi “occulti conservatori dell’abuso del prepotere pubblico”.

Alla faccia del paventato “pericolo internazionale occulto” che per “questi signori”, manovrerebbe il suo governo.

I miei rispetti uniti ai miei più sinceri auguri di successo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il cambiamento e l’atmosfera astiosa

martedì, 11 gennaio 2011

Fra le numerose notizie che ogni giorno ci informano che il mondo sta rapidamente cambiando con processi e tempi che superano la tollerabilità di personalità immature, ignoranti, malformate, ineducate o solo maleducate, rileviamo una costante crescita di notizie in cui la violenta reazione di soggetti mentalmente instabili si evidenzia con sempre maggiore frequenza.

Si parte dalla famigerata conferenza stampa del presidente americano Bush, nella quale uno scalmanato bersaglia il presidente più potente del mondo con le sue scarpe, si passa dal film nel quale si incita ad uccidere il premier italiano alla riproduzione del duomo milanese lanciata da un individuo disturbato che sfigura lo stesso premier italiano e, si arriva sino ai nostri giorni nei quali, una deputata americana viene fatta segno di colpi di arma da fuoco.

La deputata, Gabrielle Giffords, aveva peraltro già denunciato il clima astioso che taluni avversari politici muovevano e fomentavano contro di lei, così come il premier italiano aveva anch’egli manifestato timori rispetto a gesti inconsulti che potessero provenire da quelle mani armate da attacchi politici di incredibile violenza verbale, attacchi che sfociavano in un vero e proprio incitamento alla violenza fisica, anche se non in modo espresso e/o diretto.

In taluni casi, purtroppo, il gesto violento di questi individui dalle personalità deboli e deficienti, viene addirittura immortalato come un “gesto eroico” da quegli stessi ambienti che lo hanno promosso e favorito, sino al paradosso incredibile di intitolare strade e piazze, od addirittura un’aula parlamentare, ad un soggetto come il Carlo Giuliani, reo di aver attentato alla integrità fisica ed alla vita stessa di un Carabiniere in servizio di ordine pubblico a mezzo di un estintore durante le violenze che seguirono il G8 di Genova.

Cosicché si evidenzia che, in momenti di destabilizzazione mondiale dei criteri di subordinazione e di ordinamento, degli equilibri planetari e delle fisiologie globali, gli animi meno educati e vocati al cambiamento, proprio perché i più insicuri, si attivano sotto la sollecitazione degli eventi e delle “manovre di condizionamento ideologico” che si accompagnano sempre a mutamenti epocali, abusandone e tentando una lettura in chiave ideologica che porti acqua al proprio mulino di parte sindacale, politica, corporativa, etc.

Insomma, alla devastazione che sempre si accompagna ad ogni momento di crisi economica e sociale, dobbiamo aggiungere il danno beffardo di chi tenta di utilizzare il malumore popolare non al fine di supportare nuove ed originali proposte alternative politiche, ma quanto versare quanta più acredine e malumore possibile sul proprio avversario politico che, in quel momento storico, rappresenta il potere, la sua stabilità e la sua continuità di azione.

Sono infatti i simboli del potere politico, economico e religioso ad essere colpiti dal nuovo terrorismo internazionale, come nel caso delle Twin Towers, della Casa Bianca e del Pentagono dell’11 settembre 2001, ovvero come nell’attentato a Papa Giovanni Paolo II.

Ma vi è un “caso italiano” in questa casistica, un caso che si raffigura con una stella a cinque punte:
quella delle Brigate Rosse, frangia terroristica che ha segnato gli ultimi decenni di questo paese, ogniqualvolta questo paese ha tentato di voltare pagina verso una democrazia meno bloccata, massimalista e totalitaria in favore di una democrazia più liberale ed adeguata ai tempi moderni.

Il ritrovamento nella Torino della Fiat di stelle a cinque punte e di messaggi minacciosi nei confronti dell’AD Marchionne di Fiat, nel suo inedito ruolo di apripista di nuovi modelli di sviluppo industriale, di contrattazioni e di rapporti fra datore di lavoro, lavoratori e sindacati, riaprono profonde ed ancor fresche ferite nella storia di questo paese.

Infatti, ogniqualvolta si è tentato di aprire nuove strade di dialogo sociale fra corporazioni, strati sociali, imprese e lavoratori, famiglie ed aziende, destra politica moderata e sinistra politica moderata, è esplosa l’ignorante violenza brigatista.

La lista dei caduti sotto questa “violenza conservatrice” è ormai lunga, e va dal Moro al Ruffilli, dal D’antona al Biagi.

Ogni volta che si è tentato di riformare il mondo del lavoro donandogli maggiore libertà e flessibilità, i difensori di uno status quo impossibile da mantenere e che difende principalmente parassiti e fannulloni che infestano il mondo del lavoro italiano, sia pubblico che privato, si sono attivati ed hanno ucciso, nella convinzione che il terrore avrebbe indotto a non percorrere quelle strade di libertà e di benessere, comune e condiviso.

Ma non per questo quelle riforme non sono state realizzate, non per questo, quelle strade non sono state percorse sino in fondo.

Nonostante il riformismo ed i nuovi indirizzi di dialogo e di contrattazione fra le parti socio-economiche che formano il mondo del lavoro trovino sempre più la quadra di un assetto comune adeguato in risposta ai tempi moderni della “concorrenza selvaggia globale”, il terrorismo brigatista comunista tenta in ogni caso di impedire che il paese determini un assetto comunemente condiviso che faccia a meno dell’ideologia antistorica denominata “lotta di classe”.

Ed il nodo della novazione strutturale che consentirebbe alla economia italiana di competere con le grandi potenze economiche mondiali è proprio quello del mondo del lavoro e della sua eccessiva rigidità:

1 – l’eccessiva rigidità nella regolamentazione dei licenziamenti, specie in direzione di quei dipendenti che non ottemperano all’adempimento delle indicazioni strategiche aziendali;

2 – l’eccessiva rigidità nella regolamentazione dei negoziati e dei contratti giuridici.

Nel primo caso, urge spezzare il paradosso che garantisce e difende il parassitismo ed il fannullonismo piuttosto della disponibilità, della buona volontà e della operosità nel lavoro subordinato, lavoro che prevede fra l’altro, un unico corrispettivo uguale per tutti (altro retaggio comunista), sia per i dipendenti che lavorano operosamente sia per quelli fannulloni, demotivando i primi e rinforzando le fila dei secondi.

Nel secondo caso urge spezzare l’inutile rigidità della contrattualistica privata e pubblico-privata, incapace di garantire finanche nelle aule di un tribunale, il pieno adempimento degli obblighi delle parti coinvolte, e rendendo impossibile confermare, per esempio, una data certa della fine dei lavori appaltati da un ente pubblico, ovvero l’adempimento in generale delle obbligazioni contratte.

In tutti e due i casi su esposti, si evidenzia come nel caso del licenziamento di un lavoratore dipendente e come nel caso di un qualsiasi altro inadempimento contrattuale, la scelta di ricorrere in giudizio risulta parecchio mortificante in entrambe i casi, viste le lungaggini processuali italiane.

Si riflette se non sia più efficace un sistema fortemente liberale e liberistico nel quale, in assenza di un adempimento contrattuale qualunque (ma importante, sostanziale, che ingeneri insoddisfazione profonda nell’altra parte), vi sia l’immediata risoluzione del contratto stesso, sia che si tratti di contratti di lavoro che di altri contratti privatistici o contratti fra pubblico e privato, come nel caso di molti paesi occidentali e liberali a democrazia ed economia avanzata.

Le “ruggini” provocate da decenni di “ingiustizia contrattuale”, decenni di “prevaricazioni autorizzate e garantite” da parte di parassiti e fannulloni, decenni di democrazia bloccata frutto di una politica ingessata e parruccona, decenni di inesistenti ed artificiali conflitti di classe sociale, decenni di ipergarantismo buonista ed idiota, decenni di antagonismo a tutti i costi, ebbene, tutte queste ruggini ultradecennali portano oggi il loro frutto avvelenato:

un clima astioso all’interno del quale risulta difficile fare politica, fare impresa o semplicemente lavorare in contrattazione subordinata.

Risulta difficile, ovunque e non solo in Italia, ridurre quegli spazi di ipergarantismo sterile costruito sul boom economico degli anni ‘60.

Risulta difficile oggi licenziare un dipendente poco operoso sostituendolo con un giovane più preparato e volenteroso se non si modifica l’intera struttura all’interno della quale si muovono gli operatori del mondo del lavoro, coniugando nel miglior modo possibile i concetti di anzianità e di merito, di esperienza e di formazione.

Inoltre si evidenzia come oggi sia più gravoso il clima astioso creato ad arte dai conservatori di ogni genere e grado che il fannullonismo stesso.

E’ questo clima che uccide, moralmente e materialmente, più di ogni altra cosa al mondo.

E’ questa ruggine, è questa continua frizione che impedisce al nostro paese di decollare, oltre la presenza oppressiva delle mafie e la iperburocratizzazione ad ogni livello, e crea intralci sospettati di essere essi stessi il fondamento artificioso di ogni corruzione estorsiva.

Il clima astioso frena la produttività:

è una attività anti-aziendale, è una attività anti-sociale, e come tale, andrebbe punito e perseguito, in specie se si vuole sostenere il cambiamento in atto.

Altro che attività anti-sindacale….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Renato Vallanzasca, Michele Placido e il senso del dovere

martedì, 7 settembre 2010

non capisco perchè …

Perchè per il governatore della Puglia Vendola, un folle che attenti alla vita di un Carabiniere in servizio di Ordine Pubblico con un estintore in mano, sia un eroe da paragonare a veri eroi come i mitici giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

E non capisco cosa ci sia di eroico da pubblicizzare nelle gesta di un pluriomicida come Renato Vallanzasca da parte di un attore-regista anch’egli pugliese: Michele Placido.

Vallanzasca non è solo un pluriomicida (quattro poliziotti, un medico, un impiegato di banca…) ma anche un soggetto violento e socialmente pericoloso, autore di continue risse e rivolte carcerarie, evasioni e sequestri di persona.

Vale forse la pena ricordare come Vallanzasca punì in carcere un suo ex gregario poi pentitosi, Massimo Loi, colpendolo ripetutamente al petto con un coltello e dopo la morte, straziandone il corpo ormai esamine ed infine decapitandolo, per poi giocare a pallone con la sua testa ….

Quale etica, di grazia, quale morale ha da insegnare questo barbaro assassino?

Quali le gesta di questa volgare carogna possono ispirare un film?

io non capisco, io non comprendo: perchè?

Perchè in questo paese ex terroristi vanno trionfalmente in libertà a presentare libri e saggi?

Qual’è la saggezza che possono testimoniare queste violenze inumane?

Perchè in questo paese Nomi come Ruffilli o come Biagi o d’Antona piuttosto di quelli degli agenti della scorta di Aldo Moro valgono meno di questi, tanto da essere quasi dimenticati?

Perchè i caduti sotto il fuoco criminale non sono degni di essere ricordati in un libro o in un film?

Cosa c’è che non va negli Agenti della Polizia di Stato, nei Carabinieri, nelle Guardie Particolari Giurate che ogni giorno cadono uccisi nel sacrificio quotidiano del rendere sicurezza ai cittadini ed al paese?

Cos’è mai questo strano amore per violenti ed assassini piuttosto che per le persone oneste e leali?

E fossero almeno film di certa fattura e qualità tecnica e professionale come la saga de “Il Padrino” o del “C’era una volta in America”, laddove è pur rintracciabile una identificazione storica ed una, sia pur deviata, morale.

La saga poliposa de “La Piovra” non dimostra nemmeno tale superiore qualità cinematografica intrinseca.

E allora, su, perchè non consegnare al fascino dell’immortalità cinematografica la pugliese Nadia Desdemona Lioce, conterranea di Michele Placido?

Io non capisco, io non comprendo, e mi spiace solo di essere caduto anch’io nella trappola polemica che ha come unico scopo il rendere pubblicità abbondante e gratuita ad un film che sarà come tutti quegli altri poliposi:

pessimo.

Ma una parola volevo dirla, una voce diversa volevo sollevarla, perchè nessuno pensasse che i nati in Puglia siano tutti come gli esempi sopra riportati.

Esistono anche i pugliesi come Aldo Moro e gli ex pugliesi come me, con le dovute differenze.

E con una frase di Aldo Moro voglio terminare questa amara disamina della disdicevole foggia cinematografica moderna:

«Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere».

Gesualdo Gustavo
alias
Il Cittadino X

Un nuovo senso del dovere

domenica, 8 agosto 2010

«Questo Paese non si salverà,

la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera,

se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere»

Aldo Moro