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La brutta storia di Obama Bin Clinton: i clan, le lobby e le guerre in nome del petrolio

lunedì, 16 gennaio 2017

Barack Hussein Obama II il pacifista, il sostenitore delle energie rinnovabili, il difensore del clima terrestre.

Così si presentava Obama al mondo.

In realtà le cose non stanno proprio così e andiamo a dimostrarlo.

Barack Hussein Obama II viene eletto presidente degli Stati Uniti d’America successivamente all’attacco del terrorismo islamico, islamista e musulmano a New York, con l’abbattimento delle Twin Towers al secondo attentato.

Contemporaneamente l’attacco alla Casa Bianca e al Pentagono, simboli del potere americano e occidentale nel mondo.

Dopo ben due mandati da presidente abbiamo capito perché un musulmano è andato alla Casa Bianca dopo questi eventi.

Premesso che Barack Hussein Obama II non ha mai reso di pubblico dominio la lista dei propri finanziatori, qualcosa la possiamo intuire leggendo i finanziatori della Clinton Foundation:

una oligarchia di potenze arabe e musulmane affatto democratiche e molto interessate a detenere e mantenere il potere globale del mercato del petrolio e del gas.

Alla faccia de “sostenitore delle energie rinnovabili, il difensore del clima terrestre”.

In realtà dietro Obama si celavano gli interessi di una oligarchia di paesi produttori di petrolio, non certo produttori di fonti energetiche rinnovabili o ecologiche.

Arabia Saudita in testa (un paese sottosviluppato e troglodita in cui non esiste un parlamento e le donne sono mantenute in regime di schiavitù), questa oligarchia petrolifera manteneva il proprio predominio nello scacchiere del medio e vicino oriente come in Africa alimentando guerre civili e terrorismo, in modo da destabilizzare “paesi scomodi” come l’Iran, l’Iraq e la Libia.

Proveniva infatti dalla famiglia reale saudita quel Osāma bin Muhammad bin ʿAwaḍ bin Lāden che attaccò per ben due volte le Twin Towers, finanziato prima dagli USA (in Afghanistan) e successivamente dalla famiglia reale saudita, interessata a destabilizzare l’area che va dalla Turchia all’Iran, da Israele all’Iraq.

Questa strategia pareva funzionare, per qualche decennio.

Poi, la riemersione di potenze Globali come Russia e Cina hanno modificato lo scacchiere globale, sino al punto da rendere visibile la cattiva politica guerrafondaia di Obama e della sua oligarchia di stati arabi e musulmani produttori di petrolio.

Obama riesce in un sol colpo a perdere tutta la sua credibilità, allontanando la Turchia dal’orbita delle NATO, regalando tecnologia nucleare all’Iran, facendo finta di combattere ISIS e DAESH.

Qualcosa va storto:

la capacità di Putin di tessere strategie diplomatiche con Turchia e Iran e gli enormi investimenti stabilizzatori della Cina in molti paesi africani mutano il quadro, svestono i clan Obama, Clinton e Bush di una verginità in realtà inesistente.

Intanto, emerge come Obama abbia usato NSA, FBI e CIA (e fratelli spioni italiani) per destabilizzare le potenze amiche ed alleate in Europa e nel Mediterraneo:

lo scandalo emissioni Volkswagen e Renault è il frutto delle intercettazioni NSA che dovevano prevenire attacchi del terrorismo islamico mentre venivano invece usate come strumento di spionaggio industriale per affossare politicamente un competitor nuovo e antico nello scacchiere globale, una nuova grande e forte Germania Unita in una grande e forte Europa Unita.

Anche la Turchia subisce questi attacchi e addirittura, il tentativo di golpe, naufragato e fallito in un repulisti generale e radicale da parte di Recep Tayyip Erdoğan, costretto a difendersi dal tradimento del suo (ex) principale alleato, l’America.

L’attentato in cui trova la morte l’ambasciatore russo Andrey Karlov ad Ankara, da parte proprio di un poliziotto, rompe definitivamente la fiducia tra Erdogan e Obama e chiarisce il perché di un repulisti generale nelle forze di polizia, nell’esercito, tra i giudici e i giornalisti in Turchia:

Obama godeva di una fitta rette di simpatizzanti del terrorismo islamico in Turchia.

Poco tempo prima Obama perdeva definitivamente la fiducia di Israele, che attaccava realmente l’ISIS insieme alla Russia, dimostrando così che l’amministrazione Obama tutto faceva, tranne che combattere il terrorismo nel mondo.

Nel contempo Obama disegna e realizza una forte pressione sulla Germania al fine di destabilizzare l’Europa e impedirle di divenire leader globale.

In questo tradimento il democratico Obama ha un alleato:

il democratico Matteo Renzi.

I paesi arabi e musulmani come la Libia, destabilizzati dalla oligarchia petrolifera che finanzia Obama e Clinton, alimentano terrorismo, mafia e corruzione e producono una immigrazione storica, di carattere biblico:

ecco la forbice della islamizzazione globale.

Questa immigrazione trova una porta spalancata in Europa:

è l’Italia di Napolitano e Mattarella, Renzi e Berlusconi.

I governi italiani non prendono le impronte digitali ai migranti, non li controllano sanitariamente e penalmente per creare una vera e propria invasione musulmana d’Europa, una spina nel fianco della Germania, costretta a subire dal tradimento italiano l’eterno ricatto di più flessibilità per rubare ancora e all’infinito e celare che sino ad ora, si è solo rubato e tradito il popolo e il territorio italiano.

La strategia è chiara:

destabilizzare l’Europa e ucciderla in culla.

L’interesse di Obama Bin Clinton è chiaro:
ma quale interesse muove l’intera leadership politico-istituzionale italiana in un simile tradimento dei fratelli europei?

Vizio, mafia e corruzione, ecco cosa.

La giovane democrazia repubblicana italiana è mortificata e vanificata dalla estrema corruttibilità politica e burocratica, una vera e propria mafia che attraversa i partiti come fossero di burro.

Dalla caduta del Fascismo ad oggi, i politici hanno rubato l’impossibile, minando dall’interno una potenza globale come l’Italia, svendendosi a poteri stranieri molto generosi quanto interessati a impedire che l’Italia progredisca, torni (come la Germania e insieme alla Germania) a condizionare le scelte e gli indirizzi politici, economici e finanziari globali.

Così, l’establishment politico-burocratico-tecnocratico italiano che non vede di buon occhio l’Austerity (che fa emergere le prove del magna magna generale) imposta dalla Europa ai paesi corrotti e viziosi,tradisce l’Italia, si sottomette a Obama, alla oligarchia petrolifera saudita, alla lobby gay e bancaria americana.

Un orrore storico che tenta di nascondere e celare il malaffare che impregna ogni atto politico, amministrativo e di governo in Italia, volto a salvare bancarelle fraudolente malversate dalla mafia politico-bancario-imprenditoriale, a imporre gli interessi particolari omosessuali sugli interessi generali italiani, a svendere le aziende italiane portate volutamente al collasso dai politici alla oligarchia saudita di Obama Bin Clinton.

La situazione italiana è gravissima e comprendiamo perché i militari non abbiano ancora fucilato tutti i politici italiani quando emerge uno scandalo coinvolge il comandante dell’Arma dei Carabinieri, sospettato di difendere e tutelare interessi di partito democratico e renziano e obamiano piuttosto che servire e difendere l’Italia, come ha giurato di fare:

l’intero vertice del potere pubblico italiano appare come un granitico e compatto clan mafioso interessato alla corruzione come strumento anti-democratico e anti-repubblicano posto in essere e imposto con la forza per impedire la crescita economica, sociale e Politica dell’Italia, per negare la realizzazione del dettato della costituzione italiana.

Semplicemente agghiacciante.

Non resta che sperare in un repulisti radicale simile a quello avvenuto in Turchia, un sisma, una onda anomala di razionalità, intelligenza e coerenza per salvare l’italia da questi clan mafiosi, radicati e infiltrati nel potere pubblico al fine di imporre interessi illeciti e illegali, soprattutto, interessi stranieri in abuso e sopraffazione di quelli italiani.

Ma c’è un nuovo soggetto politico che spezza le catene di questi agenti maligni:

Donald John Trump.

Diviene presidente degli Stati Uniiti d’America quasi per miracolo,portando con se un nuovo miracolo americano, un miracolo di popolo che spazza via media e giornalisti schierati con la oligarchia di clan anti-democratici Obama, Clinton e Bush.

Trump è un ciclone che sveste l’establishment americano, denuda il re Obama, distrugge i servi del regime, rappresenta il popolo e il sogno americano.

La sua amicizia con Vladimir Vladimirovič Putin lo salva dall’attacco e dal mobbing del sistema obamiano e clintoniano e la pubblicazione delle intercettazioni da parte di Julian Paul Assange e Wikileaks lo difendono dai falsi scandali costruiti contro di lui e consentono agli americani di conoscere la verità, di formare una pubblica opinione informata e non deviata dalla informazione asservita ai clan partitocratici.

Trump rompe gli schemi, rompe le alleanze e le complicità, minaccia di mandare in galera Hillary Clinton (vi sono le prove), distrugge in poche settimane poteri enormi e oscuri, costringe le lobby americane a tornare ad essere governate dalla politica invece che governarla, corromperla, condizionarla.

Un vero e proprio eroe americano che riduce le figure di Obama e Hillary a piccoli ipocriti senza alcuna qualità, portatori di interessi non americani se non, anti-americani.

Il Nobel per la Pace doveva essere assegnato a Trump e non certo a quel guerrafondaio e fomentatore del terrorismo internazionale che risponde al nome di Obama Bin Clinton.

Questo è lo stato dell’arte all’alba del terzo millennio sul pianeta Terra.

Un nuovo e più sano ordine mondiale si affaccia sul governo dei popoli e delle risorse terrestri:
privo di ipocrisia, politicamente scorretto, intelligente, razionale ed equilibrato.

La reazione delle caste, dei clan e delle lobby non tarderà a farsi sentire.

Ma grazie a Dio le potenze americana, russa e cinese pare abbiano trovato un denominatore comune per assicurare ai popoli un buongoverno e non quella “truffa democratica” americana e italiana che uccide le democrazie occidentali in nome della democrazia.

Il re è nudo.

Ed io non vedo l’ora di assistere ai prossimi capitoli di questa nuova e avvincente avventura dell’umanità.

La Politica con la P maiuscola è finalmente tornata:

tremate, viziosi, mafiosi e corrotti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x

Invasione islamica e sinistra resa d’Occidente

domenica, 8 maggio 2016

Però, funziona questo terrorismo islamico

Attaccano Casa bianca, Pentagono e Twin Towers e i democratici americani si calano le braghe e candidano e fanno eleggere Barack Hussein Obama II come presidente degli Stati Uniti d’America

Attaccano Londra, Madrid, Parigi e Bruxelles e i laburisti britannici candidano e fanno eleggere Sadiq Khan a sindaco di Londra

Però, funziona questo terrorismo islamico che tutti dicono di voler eliminare e nessuno elimina mai

La strategia c’è, e si vede, e si paga

Invasione islamica d’Europa compresa e non esclusa

Delle due l’una:

o esiste un nesso di causalità tra il terrorismo islamico e il comportamento delle forze politiche di sinistra in occidente

o esiste un qualche altro piano strategico, ben delineato, coordinato e preciso che punti alla infiltrazione delle libere democrazie occidentali proprio attraverso l’invasione musulmana incontrastata, ingovernata e incontrollata e l’uso delle regole democratiche per raggiungere il potere con mezzi democratici

Peccato che in ogni paese musulmano del mondo l’islam si sia rivelato antitetico alla democrazia e il risultato della invasione islamica in Occidente si preannunci disastroso e irrimediabile

Strano è che questo pericolo per le democrazie sia supportato dalle forze politiche che si autodefiniscono come democratiche e strenui difensori della democrazia

Politicamente corretto

Umanamente malato, degenerato, folle, stupido, suicida e traditore proprio di quegli ideali di cui si favorisce l’estinzione e si pretende di sostenere e difendere

Di solito non sbaglio mai una analisi e credo fermamente che questa azione negativa delle sinistre in Occidente porterà ad una loro irrimediabile estinzione

Corsi e ricorsi storici?

No, stupidi e sconfitti ancora una volta, come la storia insegna

Non sembra una questione politica, ma di deficienza cognitiva, intellettiva e mentale.

Altrimenti, si apre la strada alla questione del tradimento organizzato delle democrazie proprio in nome della democrazia

Scegliere liberamente non significa sottomettersi per viltà al terrore

Significa essere uomini e donne liberi e democratici che in un libero territorio democraticamente governato difendono liberamente la libertà e la democrazia nei loro paesi e nel mondo

Dio mio, che teste di cazzo penose e pericolose che siete:

fate venire i brividi e accapponare la pelle

Impossibile accettare la vostra resa:

è irricevibile, inaccettabile, impagabile

Proprio come voi vi dimostrate:

impagabili idioti che fanno e sono la felicità del proprio nemico

Finirete spazzati via, dispersi, distrutti e sconfitti dalla vostra stessa idiozia

Complimenti

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

NON HANNO LE PALLE

martedì, 8 dicembre 2015

Avete visto il film “La Trattativa”?

Racconta come generazioni e generazioni di politici abbiano venduto il Paese Reale e le istituzioni che incarnavano alle organizzazioni mafiose.

È la storia della classe politica peggiore del mondo.

Hanno trattato con le mafie una resa senza condizioni, se si fa eccetto per il contro-papello voluto da Vito Ciancimino.

Senza di quello, si sarebbero arresi sic et simpliciter alle mafie.

Il problema sta nel fatto che, per vivere, servono LE PALLE.

E i politici italiani non le hanno, non le hanno mai avute:

le hanno dimenticate nell’utero materno, alla nascita.

Hanno ucciso Falcone, hanno ucciso Borsellino, hanno ucciso Dalla Chiesa:

hanno ucciso tutti quelli che LE PALLE le avevano e che loro, i politici, non riuscivano a controllare, a vendere, a comprare.

Li hanno uccisi tradendoli, non difendendoli.

È vero, tutti hanno un prezzo:

ma questa gentaglia SENZAPALLE ci ha venduto per poco o niente.

20 milioni pagati ai terroristi islamici come riscatto per riavere indietro due cretinette a caccia di emozioni forti.

Volete che non ne abbiano pagati almeno 2000 ai terroristi per non avere problemi durante il Giubileo?

Vi siete domandati perché avvengono attentati in America, in Francia, in Inghilterra, in Asia e in Africa ma non avvengono attentati in Italia durante il Giubileo?

Il problema è che non hanno LE PALLE.

Il terrore del terrorismo islamico e delle mafie con loro funziona.

Lo dice Vito Ciancimino, nella narrazione del figlio Massimo, quando il colonnello Mori si presenta, cappello dell’Arma in mano (vergoganti, Traditore!), a chiedere per conto dei politici una trattativa con la mafia e Ciancimino gli risponde:

VOI MI STATE DICENDO CHE VOLETE TRATTARE CON RIINA?
HANNO FUNZIONATO QUESTE BOMBE!
“.

Capito come funziona?

Il terrore terrorizza e questi SENZAPALLE si cagano sotto e scendono a patti, a trattative, pagano riscatti, nascondono le prove, bruciano le intercettazioni.

La storia della repubblica italiana è tutta qua:

un mare di merda e di tradimenti per salvare legioni di SENZAPALLE impuniti, impunibili e fuorilegge.

Io amo i Carabinieri e nei panni di un Mori, ricevendo l’ordine di scendere a patti e trattative con le mafie, avrei rassegnato le dimissioni.

Per me, i carabinieri sono una cosa seria.

Mori però, sapeva dove si nascondeva Riina:

ne sa qualcosa il maresciallo dei Carabinieri Saverio Masi, che trovò il covo in cui si nascondeva, lo comunicò ai superiori e da allora viene attaccato vilmente per aver fatto il PROPRIO DOVERE.

Oggi, il maresciallo Masi è stato ordinato come capo scorta di un giudice che segue le orme di Falcone e Borsellino, il dott. Nino Di Matteo.

A Masi ho scritto:

così prendono due piccioni con una bomba …

Una cosa deve essere ben chiara, per tutto e per tutti:

lo stato non scende a patti con l’anti-stato, non scende a patti con la mafia, non scente a patti con il terrorismo.

Lo stato deve sterminare mafiosi e terroristi, non deve tradire lo stato.

In un caso, per la verità, lo stato non è sceso a patti:

è il caso del terrorismo politico, quello che ammazzava i politici.

E i politici SENZAPALLE si sono difesi:

hanno usato tutta la forza dello stato per eliminare il terrorismo.

Ma non fanno lo stesso per didendere il popolo italiano.

Sono dei SENZAPALLE, dei venduti, dei traditori da mettere al muro, senza se e senza ma e senza indugi:

il tradimento del giuramento di fedeltà allo stato deve essere pagato con la vita, i traditori SENZAPALLE devono sapere che se non agiscono contro l’antistato perché ne hanno paura e ne sono terrorizzati, lo stato può punirli in egual modo.

IL TERRORE SI COMBATTE CON IL TERRORE, CARI SENZAPALLE.

Ma i processi si aggiustano, le indagini si intralciano, le intercettazioni si bruciano, le sentenze non arrivano mai, grazie alla prescrizione.

Questo stato di fatto che uccide lo stato di diritto deve finire:

con le buone maniere (non si ottiene nulla con chi è SENZAPALLE)
o con le cattive maniere (IL TERRORE TI TERRORIZZA? SAPPI CHE LO STATO PUÒ ESSERE IL TUO TERRORE PEGGIORE).

Questo è il miserevole stato dell’arte nella politica italiana.

Fulgidi esempi come Fabrizio Quattrocchi vengono celati, nascosti, nella consapevolezza che cotanta testimonianza di PRESENZA E NON ASSENZA DI PALLE potrebbe essere contagiosa e produrre cittadini che pretendono dai servitori dello stato la loro vita ed anche la loro morte per la tutela dell’intera comunità sociale, statale, statuale e nazionale.

Già li vedo che sorridono, questi SENZAPALLE, e dicono a denti stretti:

e già, così saremmo costretti a lavorare FEDELMENTE allo stato, invece di FOTTERE E STRAFOTTERE A NOSTRO ESCLUSIVO GODIMENTO.

Io, Gustavo Gesualdo, vi dico:

VOI NON AVETE LE PALLE.

E prima o poi, verrà il giorno in cui pagherete per la vostra viltà.

Un caro prezzo:

un prezzo impagabile per chi non ha il coraggio delle proprie azioni ed omissioni.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il colpo di stato musulmano e gay in America

sabato, 27 giugno 2015
Chi governa in America? La minoranza o la maggioranza?

Chi governa in America? La minoranza o la maggioranza?

“omosessuali possono criticare eterosessuali
il contrario è definito omofobia sic et simpliciter”
Gustavo Gesualdo

islam will dominate the world . Fredoom can go to hell

islam will dominate the world . Fredoom can go to hell

“musulmani possono criticare cristiani
il contrario è definito islamofobia sic et simpliciter”
Gustavo Gesualdo

A partire dall’ 11 settembre 2001 con il secondo attentato islamico alle Twin Towers (il primo al World Trade Center avvenne il 26 febbraio 1983 ad opera di Ramzi Yusuf, Mahmud Abouhalima, Mohammad Salameh, Nidal Ayyad, Abdul Rahman Yasin, Ahmad Ajaj), gli Stati Uniti d’America perdono primato mondiale e leadership globale, soprattutto, perdono la loro inviolabilità territoriale:
mai nessuno aveva colpito così a fondo e nel cuore del territorio americano.

Da quel momento ci saremmo aspettati tutti una forte attività di recupero e di rincorsa alla leadership globale da parte dell’ex poliziotto del mondo, recupero che non ci fu, almeno nei termini che potevamo attenderci qui, nella vecchia europa.

Anzi.

Da quel momento possiamo registrare una infinita serie di sottomissioni dell’America all’Islam con la sola eccezione della cattura e dell’omicidio di Osāma bin Muhammad bin ʿAwaḍ bin Lāden, terrorista, di famiglia nobile saudita, fondamentalista islamico sunnita, fondatore e leader di al-Qāʿida, potente organizzazione terroristica internazionale di stampo jihadista.

L’omicidio di Osama Bin Laden ad opera di militari statunitensi poteva essere evitato, ma le cose che aveva da raccontare Osama al mondo non sarebbero piaciute a certa casta politica americana che lo aveva creato come cellula operativa guerrigliera finanziandolo con centinaia di milioni di dollari americani per fermare l’invasione comunista sovietica in Afghanistan.

Il momento fondante del tradimento della leadership politica americana nei confronti del popolo americano sta nella elezione dell’afro-americano e musulmano Barack Hussein Obama II alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

I momenti successivi riguardano la mancata risposta americana al terrorismo islamico e islamista che, dal momento della ascesa di Obama alla casa Bianca diviene iperattivo e punta ad una massiccia guerra contro il mondo occidentale attraverso numerosi attacchi con “vittime di massa” contro obiettivi civili occidentali.

Eppure il terrorismo musulmano non trova alleati nella Cina e nella Russia, come nell’India e nell’Europa:

come riesca a prevalere sull’intero pianeta senza un sostegno (anche solo per omissione) della presidenza degli Stati Uniti d’America, questo fatto resta inspiegabile, sia pure trovi notevoli e continui riscontri.

A meno che, non si possa e debba ipotizzare un vero e proprio “controllo” dei paesi arabi musulmani sul governo americano.

E dimenticate la ventilata differenza tra paesi arabi musulmani moderati e radicali:

è sempre la stessa pappa maomettana.

Ma, restiamo nel tema e definiamo questa nuova condizione di fatto:

l’America di Obama non contrasta a sufficienza il terrorismo islamico e isola conseguentemente Israele lasciandola alla mercé di uno stato etico musulmano che finanzia da sempre il terrorismo islamico:

l’Iran, cui Obama attraverso la sua influenza consente l’accesso alla pericolosissima e temibilissima tecnologia nucleare.

Inoltre, la nascita dell’ISIS e il sopravvento del terrorismo islamico su tutti i sistemi di intelligence, di sicurezza e di prevenzione occidentale unita all’espansionismo arabo, nero e musulmano pone una pressione altissima sia alle frontiere che all’interno e nell’immaginario dei paesi europei ed occidentali.

Anzi, attraverso la spinta alla reazione contro gli attentati e la guerra musulmana l’NSA americano provvede a stendere una fitta rete di controllo e vigilanza planetaria sulle linee telefoniche e di internet.

Peccato si venga a conoscenza attraverso lo scandalo WikiLeaks del fatto che gli americani non usavano questo cordone di sicurezza anti-terrorismo per controllare e prevenire attentati alla sicurezza e alla integrità dei fratelli europei, ma la utilizzava per spiare i leader europei e consegnare le informazioni così acquisite a chi?

Al musulmano Obama?

A qualche altro musulmano?

Quale uso ne è stato fatto?

A queste domande Obama non risponde.

Questo nuovo quadro globale evidenzia un secondo fine, un pericolo ancor più subdolo del mero terrore per le libere democrazie occidentali:

il mondo musulmano (tutto) vuole espandersi nei paesi occidentali in modo massiccio in modo da rappresentare attraverso la forza dei numeri introdotti nelle democrazie occidentali l’esercizio della regola dei numeri in democrazia, ovvero, prendere il potere democraticamente per imporre “democraticamente” la Shariʿah e fare delle democrazie degli stati etici musulmani governati dalla legge islamica.

E possiamo tastare questa espansione anche nel settore economico e finanziario, laddove i paesi arabi musulmani prendono il controllo di numerosi e importanti cardini della vita occidentale facendo ingresso nei consigli di amministrazione di storiche aziende europee e americane.

Insomma, siamo nella contezza del pericolo musulmano oggi rappresentato nel mondo e lo possiamo rappresentare con una operazione in termini matematici, di fronte alla certezza di un indirizzo politico occidentale perdente e/o complice:

uno più uno, fa due.

Scriviamolo in numeri arabi, come certamente piace ad Obama:

1 + 1 = 2

Vi lascio alle riflessioni e alle osservazioni che riterrete di fare a queste mie ricostruzioni dei fatti avvenuti sinora nella storia dell’espansionismo islamico mondiale attraverso un colpo di stato avvenuto in America:
costretta a scegliere un presidente afro-americano e musulmano dalla forza preponderante ed invadente del terrore musulmano.

Passo ora ad illustrare un altro colpo di stato, uguale e diverso a questo ma avvenuto egualmente ai danni degli Stati Uniti d’America.

La lobby gay americana è potente, influente.

Eppure essa sa con certezza assoluta di non avere la possibilità di prendere il sopravvento sul potere americano e globale attraverso il metodo democratico delle maggioranza dei numeri:

i gay sono e resteranno sempre una minoranza assoluta nel mondo, una minoranza insufficiente a consentire di controllare il governo nelle libere democrazie occidentali e influenzarne le scelte e gli indirizzi politici.

La lobby gay è basata su di un modello umano egocentrico, arrogante, presuntuoso, orgoglioso e tenta anch’essa il colpo di stato alle libere democrazie occidentali attraverso il tipico modello delle dittature antidemocratiche:

l’elitismo e l’elitarismo.

Insomma, attraverso la pressione operata come lobby sulla partitocrazia, come gruppo di pressione, la lobby gay passa dalla giusta salvaguardia dei propri interessi ad una salvaguardia classista, razzista, sessita, di elite, antidemocratica:

una vera e propria dittatura omosessuale globale operata e cercata attraverso la rivendicazione di putativi diritti di minoranza trasformati in aggressione violenta ai sistemi democratici per affermare una dittatura delle minoranze attraverso il tipico riconoscimento che nelle democrazie si affida alle minoranze.

Al confronto, i musulmani sembrano dei piccoli aspiranti maghetti di quartiere, vero?

La storia diventa quella di questi giorni:

il parlamento europeo che approva una relazione di indirizzo favorevole alle unioni civili tra gay e la corte suprema americana che si spinge ben oltre, deliberando addirittura il matrimonio gay con una sentenza.

Eppure, numerosi stati americani si erano già espressi con un deciso NO al matrimonio gay, anche nella forma del referendum, che coglie al meglio l’espressione popolare.

Poteva essere un atto unilaterale del presidente Obama a imporre i matrimoni gay, ma questo atto avrebbe scoperto l’interesse diretto nel duplice colpo di stato musulmano e omosessuale (chi conosce bene il mondo musulmano e arabo sa che non passa molta differenza tra queste due identità a differenza di quanto appare).

Poteva essere l’espressione del parlamento USA a imporre i matrimoni gay, molto più appropriato e democratico.

O poteva essere chiamato il popolo americano ad esprimersi su questo controverso interesse gay:

ma la regola della eversione gay è abusare degli strumenti democratici per avere ragione con la forza e non avere ragione attraverso la libera espressione del popolo sovrano attraverso gli strumenti democratici.

Così, con una sentenza della corte suprema (i cui giudici vengono nominati a vita dal presidente degli states) si deresponsabilizza la casta politica americana da una scelta di indirizzo politico che essa stessa subisce, ma non condivide.

A proposito di democrazia:

non è facile capire cosa ha di democratico una corte suprema americana i cui giudici non sono eletti dal popolo e restano in carica a vita.

Ma il metodo e lo strumento democratico ad una lobby elitaria ed elitista, classista, sessista e razzista come è la lobby gay americana non interessa affatto:

il vero spirito liberale democratico non è nei pensieri e nell’animo della lobby gay, se non nella mera visione utilitaristica e pragmatica del riconoscimento del diritto di minoranza, da trasformare artatamente in una dittatura della minoranza che imponga eversivamente la volontà di una minoranza sulla volontà di una maggioranza.

Ecco disegnati brevemente i due programmi di eversione delle democrazie in atto in questi anni sul pianeta Terra.

Essi, a mio parere, sono già riusciti a prevaricare la democrazia delle democrazie, quella americana.

E sono a buon punto anche nelle democrazie europee.

Insomma, entrambi gli aggressori al futuro del pianeta, sono in grado di prevalere con mezzi che hanno ben studiato ed analizzato le debolezze delle democrazie per penetrarle e abbatterle.

E la loro costante e subdola attività anti-democratica nelle direzioni che io ho qui raccontato, prova secondo me la loro profonda avversione alla libertà degli altri rispetto alla propria.

Invidia e gelosia sono infatti gli elementi base di queste due aggressioni, entrambe dirette ad esercitare quel potere che sono pronte a criticare e lapidare.

Un potere democratico da abbattere e da infiltrare, da corrodere e lapidare, in una parola, da inculare.

Ecco esposto il colpo di stato musulmano e gay ai danni delle libere democrazie occidentali.

Vale di più un gruppo di pressione arabo e una lobby gay della volontà popolare italiana, europea e americana?

Credo proprio di sì, visto che in questi casi esposti non si legge la ricerca, la tutela e la libera, democratica ed aperta volontà popolare rispetto alle scelte di indirizzo politico, ma si adotti invece il metodo democratico per incularsi la volontà e la sovranità popolare.

Fine dell’era delle democrazia:

Così muore la democrazia: per abuso di se stessa.

E prima che nel sangue, nel ridicolo

Gustavo Gesualdo

Riflessioni a Tastiera Aperta – 8 agosto 2014

sabato, 27 dicembre 2014

minzolini che sputava fiele su renzi è ora fiero paladino e sostenitore del governo renzi:
ecco spiegata la schiena dritta di chi non la ha

Convincere soggetti come renzi e padoan che sono in evidente errore è come spiegare ad un cretino che egli è irrimediabilmente cretino.

premier idiota continua a scrivere e proclamare la ripartenza e la crescita senza alcun nesso con realtà:
se governo non governa e non taglia, niente crescita

riforme di plastica, liberalizzazioni illiberali, cambiamento di facciata:
premiata ditta berlusconi matteo e renzi giorgio ringrazia.

Per battere la mafia serve professionalità, serve istituzione reato di comportamento mafioso.

Per battere le mafie, serve professionalità

Per battere le mafie, serve professionalità

La mafia è organizzazione potente.
Solo una professionalità voluta ed evoluta, cercata e perseguita con forza, volontà e costanza è in grado di batterla.

I mafiosi sono come i cani: fiutano se hai paura.
E se hai paura, non ti lasciano più.
Vietato avere paura a Foggia.

Padoan a camera:
crescita dal 2015.
Bugiardo incapace, inetto mentitore, idiota senza alcuna professionalità:
a chi hai rubato la laurea?

renzi non risolve problemi, non governa crisi, non fa nulla:
attende che crisi si risolva da sola, questo pazzo

Dedicato ai babbioni che credono che Israele bombardi scuole, ospedali e sedi ONU (UN) senza alcun plausibile motivo, per divertimento o per fare un favore ai suoi detrattori.
Hamas usa i palestinesi come scudo umano e li usa in scuole e ospedali, zone sovrappopolate e sedi ONU.
Non Israele, ma Hamas.
I palestinesi però, come gli iracheni, gli afgani, i siriani, i libici e in genere tutti i mussulmani non denunciano mai alle autorità la presenza dei razzi di Hamas e dei terroristi di Hamas, Hezbollah, ISIS e Al qaida.

Postazioni di lancio razzi di Hamas usano palazzi ONU, ospedali, scuole e popoplo palestinese come scudi umani

Postazioni di lancio razzi di Hamas usano palazzi ONU, ospedali, scuole e popoplo palestinese come scudi umani

senato di nominati, scambio voti con appalti pubblici e concorsi pubblici, eserciti di politici e di burocrati corrotti e mafiosi, sospensione delle opposizioni dal voto, voti parlamentari espletati con deleghe illecite ed illegali, riforme finte e di facciata, liberalizzazioni negate, presidenti delle camere ridotti a canguri e ghigliottine per forzare la mano e ottenere votazioni favorevoli alle loro parti politiche, premier mai eletti dal popolo che si rifiutano di governare la crisi, di tagliare spesa e debito e chiudere e licenziare nella PA, un capo dello stato coinvolto in indagini e processi di trattative tra taditori istituzionali e mafie:
al primo che dice la parola democrazia spacco volentieri la faccia.

Renzi , idiota d’un bugiardo:
ha distrutto la possibilità di una crescita qualsiasi con l’immobilismo del suo sgoverno

Perché i due marò italiani LaTorre e Girone non tornano in Italia?
Si chiama Russell Rebello ed è l’eroe della Costa Concordia

Guardate, popolo di incapaci e di viziosi, osservate la vostra idiozia che si sparge nel mondo e vi rende incredibili

Rinvenuto teschio ultimo disperso Costa Concordia affondata da Schettino
È Russell Rebello:
l’anello mancante, il nesso

Invece voi li votate, credete alle loro incredibili stronzare e vi bevete le loro massicce dosi di bugie. Idioti.

Terrorismo islamista: da organizzato a individuale

venerdì, 24 maggio 2013

Le modalità del terrorismo islamista e islamico mutano da azioni eclatanti come quella dell’11 settembre 2001 ad isolate azioni “fai da te”.

Cambia anche il modello del terrorista che oggi è solitamente un cittadino occidentale convertito all’islam e poi utilizzato per l’azione terroristica.

Ovvero un cittadino immigrato in occidente, non integrato o apparentemente integrato, ed inserito come cellula dormiente di un terrorismo sempre più infiltrante le società occidentali.

La mira del terrorismo internazionale fondamentalista di matrice islamica è quella di creare azioni di disturbo alla sicurezza pubblica e privata, in attesa che il numero dei soggetti di religione, fede, credo ed obbedienza islamica diventino maggioranza nei paesi occidentali, prenderne il potere attraverso il metodo democratico della maggioranza dei numeri e dei voti ed espandere l’islam sino al raggiungimento di una unica religione globale:
l’islam della Shariʿah.

Più volte negli anni i servizi segreti di avveduti paesi occidentali avevano previsto questo andamento ed avevano avvertito sui futuri “cambiamenti di stile” del terrorismo islamico.

Più volte da questo blog, sono partite riflessioni sulle ripercussioni delle politiche filo-arabe italiane, sia di destra che di sinistra, politiche che hanno fondato il convincimento nel terrorismo islamico di avere la possibilità di incidere sulle divisioni interne di un mondo occidentale ed europeo assai degradato, sfiduciato e fallito, democraticamente attaccabile ed infiltrabile.

Il Libano e la sua storia recente (e non la Palestina) è l’esempio più calzante per comprendere come l’islam dei mussulmani procede ad acquisire la maggioranza del consenso democratico di un paese per imporre definitivamente l’islam.

Il multiculturalismo è fallito, ma la mancata integrazione produce violenza

L’insanabile contenzioso sociale europeo

La risposta al suicidio civile euro-occidentale secondo Anders Behring Breivik’s

Il terrorismo, sia di andata (islamico) che di ritorno (anti-islamico) va ricondotto ad una razionale visione di prevenzione della sicurezza, prevenzione che tutti i servizi segreti e di intelligence europei hanno dimostrato non essere sufficienti.

Perché ancora non si è capito, non si vuole capire e non si vuole lasciare ad intendere che la soluzione a questo tipo di attività terroristiche sta nella eliminazione di quei modelli e quegli stili di vita che sono incompatibili con il modello di civiltà avanzata e che rischiano di frammentare e disunire l’occidente, sia viso come monolite della libertà e della civiltà, sia visto come somma di paesi al cui interno gli stili di vita malati, patologici e incivili portano consenso ed attaccano alla stregua del nuovo terrorismo islamico l’unità delle società moderne occidentali, cadute in profonda crisi di identità e di vedute.

In questa battaglia di intelligenza e di razionalità si gioca tutto il nostro futuro, come pure il futuro del globo terrestre.

Forse Anders Behring Breivik non era poi così pazzo di quanto hanno voluto farci credere.

Tanti auguri.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”.

America Mon Amour – 11/09/2001

sabato, 10 settembre 2011

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Stasera mia moglie indossa una maglia completamente nera, con una bandiera americana stampata sul petto.

Ricordo ancora quando acquistammo quella maglia.

Era l’11 settembre 2002 ed eravamo ospiti di un villaggio turistico di proprietà tedesca nel sud della Puglia.

La sera precedente avevo chiesto al direttore del villaggio, quali momenti di riflessione avesse programmato nel primo anniversario dalla tragedia delle Twin Towers.

La Germania era uno di quei paesi che avevano mal digerito la voglia statunitense di inseguire il terrorismo e di combatterlo in tutto il mondo.

Quindi il direttore, con poca abilità e diplomazia, fece intendere che nulla sarebbe stato organizzato in quel villaggio per ricordare l’evento storico che ha sconvolto gli equilibri mondiali più di ogni altro.

Fu così, che alla mattina dell’11 settembre, io e mia moglie uscimmo dal villaggio e ci recammo nel più vicino centro abitato con l’intenzione di acquistare un capo di abbigliamento che raffigurasse un simbolo degli USA.

Trovammo solo una maglietta nera, con stampata sul petto la bandiera a stelle e strisce.

Era un indumento femminile.

Mia moglie lo indossò.

Tornammo nel villaggio e ci recammo a fare colazione.

Il direttore, ossequioso, ci accolse all’ingresso della zona adibita alla prima colazione.

Un sorriso smagliante fu la risposta che gli consegnammo, dopo aver visto il suo viso trasformarsi alla vista della maglia a stelle e strisce.

Grande fu la sorpresa di vedere all’interno un altro cliente che si era completamente bardato di bandiere americane:

ne aveva sulla bandana, sulla maglia, sul pantaloncino, sulle calze e persino sulle scarpe.

Ci scambiammo un sorriso, solo uno.

Ora, a distanza di tanto tempo, e guardando quella maglietta, mi domando:

cosa abbiamo imparato noi italiani e noi europei da quella tremenda lezione della storia?

Cosa vuol dire la politica filo-araba di italia e UE?

Abbiamo già dimenticato a chi deve l’Europa la propria libertà?

Abbiamo già dimenticato che l’Italia deve la sua indipendenza economica, la sua sicurezza esterna ed interna e la sua potenza politica alla fraterna amicizia degli americani?

E se non abbiamo dimenticato tutto questo, perchè, nonostante tutto questo, li stiamo tradendo?

Durante l’ultimo governo Prodi, il ministro per gli affari esteri D’alema rafforzò la politica di avvicinamento alle frange arabe più estreme e più vicine al terrorismo islamico.
Fu in quel periodo che scrissi America Mon Amour.
In ricordo degli uomini e delle donne che hanno perduto la vita a causa del terrorismo islamico fondamentalista.
Dedicato a coloro i quali difendono quotidianamente la libertà in questo mondo sempre meno libero e sempre più violentato dal terrorismo religioso a matrice islamica.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

PS
Ora, che l’intero sistema arabo del Mediterraneo è imploso, oggi che il Mediterraneo è in fiamme, quali considerazioni possiamo rilevare nei confronti dei fautori e dei sostenotori della politica filo-araba italiana ed europea?

La Guerra Santa islamica: fra terrore e usurpazione

lunedì, 2 maggio 2011

Bin Laden, il fondatore del MAK e della organizzazione terroristica islamica Al Quaeda, è morto, ucciso da un commando militare americano in territorio pachistano, lì dove si è sempre pensato si nascondesse.

Si chiude così un’era di terrore nella ideologia religiosa reale di un Islam egemone nel pianeta Terra, terrore che culminò nel famigerato eccidio terroristico dell’11 settembre 2001, in un folle piano di annientamento dei luoghi simbolo del potere cristiano ed occidentale nel mondo attraverso il dirottamento ad uso terroristico di quattro voli civili commerciali, per lanciarli contro i seguenti obiettivi:

le due Torri Gemelle, le Twin Towers del World Trade Center di New York, simbolo della economia e del commercio mondiale;

il Pentagono, quartier generale del Ministero della Difesa USA;

il Campidoglio, meglio conosciuto come la Casa Bianca, residenza dei presidenti degli Stati Uniti d’America.

Da quel giorno, il mondo è cambiato parecchio, risvegliato improvvisamente da un nuovo tipo di guerra, cui nessun paese occidentale era in grado di porre contrasto.

Una miriade di attentati terroristici nel mondo seguì quel maledetto giorno, ovunque, questo nuovo quanto antico pericolo, ha terrorizzato e ucciso, nel nome dell’Islam.

La morte dell’ideatore e dell’organizzatore di questa assurda guerra religiosa, pone fine ad un ciclo temporale ben preciso e delineato, all’interno del quale questa nuova guerriglia islamica, ha terrorizzato ovunque:

Russia, Cina, Giappone, India, Europa, Africa, Asia, America del nord, America del Sud, mondo arabo.

Il metodo utilizzato è stato di una violenza e di una barbarie incredibili, clonato da uno stile di vita che è divenuto esso stesso simbolo di terrore e devastazione:

quello Talebano.

Ma la scomparsa di Bin Laden, coincide (casualmente?) anche con il fallimento catastrofico di quasi tutti i sistemi statuali che imponevano la legge coranica:

Libia, Egitto, Siria, Tunisia.

Forti scuotimenti in tutti gli altri paesi islamici:

Arabia Saudita, Iran, Giordania, Yemen.

E’ la fine del sistema islamico, scosso sin nelle sue fondamenta, incapace di ricevere e garantire libertà e democrazia, come dimostrato dalle catastrofi umane afgana, irachena e somala.

Il Libano, in tutta questa storia, è un capitolo a parte, essendo imploso più volte e proprio per mano di quei paesi islamici estremisti che finanziavano il terrorismo integralista, nemico giurato della componente cristiana libanese.

E’ la fine di quel mondo politico italiano e mondiale che guardava con simpatia a quei movimenti politici ed a quelle dittature islamiche che oggi sono sull’orlo di una guerra civile, se già non vi sono ampiamente immersi.

Non era un eroe, Bin Laden, ne un mito politico:

egli era solo un pazzo violento e sanguinario.

Si chiude così un capitolo storico, che avrà sicuramente ancora strascichi e conseguenze nella nostra vita quotidiana, a cominciare proprio da quella fuga in massa di islamici che cercano di immigrare clandestinamente in Europa attraverso le frontiere italiane, attraverso quel paese che, la stessa Unione Europea, osteggia nel suo tentativo naturale e di diritto di difendersi da questa invasione.

Ma anche questo, è un paragrafo di quel capitolo della storia contemporane affatto ambiguo che titola “Guerra Santa, espansione demografica islamica ed egemonizzazione dell’Islam nel mondo”.

Questo è il pericolo più grave che corre l’intero occidente in questo momento.

Si tratta di un’altra Guerra santa, più subdola e insinuante, che prevede l’infiltrazione dei paesi occidentali da parte di enormi quantità di islamici, sotto forma di immigrazione clandestina, stoltamente tollerata ed accettata, che punta esclusivamente a prendere il potere attraverso la regola dei numeri delle democrazie.

Una volta raggiunto il limite democratico che conduce al potere, essi imporrebbero la legge coranica in tutto il globo.

Questa è l’eredità che lascia il folle Bin Laden all’umanità.

Questa è l’aggressione che dobbiamo combattere strenuamente.

Questa, è la nostra “sfida per la sopravvivenza”, combattuta in una guerra di civiltà e di identità territoriali, etniche, religiose, storiche e culturali che non si confrontano, a causa della volontà islamica di non integrarsi, ma di insediarsi in altri territori, scalzando popoli, regole, libertà e conquiste democratiche al costo della volontà del Profeta Maometto, della sua idiosincrasia razzista e violenta nei confronti di chi è diverso da un islamico.

Non vi è pace in questa sfida, non vi è solidarietà ne amore.

E noi occidentali, non dobbiamo commettere l’errore mortale di combattere questa Guerra Santa invitando alla pace, offrendo solidarietà, donando amore.

L’espansione demografica islamica è l’altra faccia del terrorismo islamico, quella buona e pietosa, quella che si insinua al meglio nelle pieghe della nostra cristianità, del nostro modello democratico e liberale, al solo fine di infiltrarlo sino alla saturazione democratica, prendendo quel potere che il terrorismo non è riuscito a prendere, raggiungendo il governo dei paesi occidentali per poter uccidere l’occidente dal di dentro, dall’interno.

L’affermazione della Shari’a attraverso il metodo democratico, questo è il loro vero obiettivo.

Questo è il nostro pericoloso nemico.

Questo è il futuro che dobbiamo assolutamente scongiurare.

la Guerra Santa di Bin Laden è fallita.

La Guerra Santa di Maometto è invece ancor viva e vegeta.

Difendetevi popoli liberi, oppure pregate per le vostre povere anime, poichè esse non vi apparterranno più.

Come pure le vostre case, le vostre vite, le vostre famiglie.

E’ morto Bin Laden, il principe del terrore.

Non è morto il suo progetto terroristico.

Ha solo cambiato pelle, mimetizzandosi e rendendosi invisibile al suo odiato nemico infedele:

il mondo libero e democratico occidentale.

Noi, per dirla in una sola parola.

Difendersi da questo attacco, non è un diritto, ma un sacrosanto dovere cui è vietato mancare.

Amen.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

domenica, 20 marzo 2011

L’Occidente di questi giorni e quell’orrido luogo della spartizione del potere mondiale che è divenuto l’ONU, appaiono sempre più come un bivacco di paesi piuttosto violenti e portati facilmente al ricorso alla violenza, alla forza armata, in una ottica delicata e generosa che porta il nome di “intervento umanitario”.

Il mondo si divide.

Giusto intervenire?

Sbagliato intervenire?

Beh, la storia dell’umanità racconta bene quali prezzi paga l’Occidente, ogniqualvolta decide di intervenire militarmente, in prima persona o per delega.

Da dove partiamo?

Era la vigilia di natale dell’anno 1979, quando l’Unione Sovietica, l’allora U.R.S.S., invase militarmente l’Afghanistan.

Nei due anni precedenti, manifestazioni e sollevazioni popolari si erano riprodotte in Afghanistan per chiedere un miglioramento della vita sociale e civile del popolo afgano, sino all’insurrezione armata, sorretta dalla gran parte dell’esercito regolare.

Dopo furibonde e sanguinose lotte intestine al paese, il governo rivoluzionario, guidato da Nur Mohammad Taraki, prese la guida del paese, dando vita alla Repubblica Democratica Afghana.

Il programma del nuovo governo socialista, prevedeva una riforma agraria, nella quale il governo redistribuiva le terre a duecentomila contadini, aboliva “la decima” (ushur) dovuta in precedenza dai braccianti ai latifondisti, abrogava l’usura, creava un paniere che calmierasse i prezzi dei beni primari, statalizzava i servizi sociali offrendoli a tutti, legalizzava i sindacati, conferiva il diritto di voto alle donne.

Si svecchiò la legislazione afgana, sradicando le leggi arcaiche tradizionali e religiose, furono messi al bando i tribunali religiosi islamici, fu imposto agli uomini di tagliarsi la barba, venne messo al bando l’obbligo del burqua per le donne, e si mise finalmente fine alla mercificazione umana delle bambine, oggetto di scambio economico nei matrimoni combinati, consentendo alle stesse bambine afgane, di accedere alla scuola, sinora per loro proibita dalla legge islamica.

Vennero costruite scuole ed ospedali, avviata una alfabetizzazione di massa nelle zone rurali.

Tale processo di civilizzazione e di laicizzazione di massa, si scontrò con le autorità religiose, le quali cominciarono ad incitare la jihad dei mujaheddin contro il regime dei senza dio, degli atei, contro quel governo comunista che rispose con un pesante intervento militare, cui seguì l’espulsione dal paese di molti mujaheddin.

Da canto suo, L’Unione Sovietica, collaborò con rapporti commerciali a sostegno della modernizzazione del paese e delle sue infrastrutture, appalti per costruire strade, scuole, ospedali, pozzi per la preziosa acqua, oltre ad addestrare ed equipaggiare il nuovo esercito afgano.

Questa nuova condizione di sviluppo civile e sociale in Afghanistan però, preoccupava e non poco la volontà egemonica americana nell’area afgana.

Così, la presidenza Carter (quello delle noccioline), avviò una azione di contrasto che prevedeva il sostegno (udite udite) con aiuti bellici ed economici segreti ai Mujaheddin afghani, e cioè, finanziò ed armò l’estremismo islamico nel tentativo di fermare l’avanzata sovietica nello scacchiere dei paesi arabi.

Questo sprovveduto venditore di arachidi non sapeva quanto sarebbe costato al futuro americano quell’atto di pura follia politica.

Base dell’operazione, il Pakistan, su consiglio del quale paese, fu posto a capo della guerriglia Gulbuddin Hekmatyar, noto per i suoi atti di crudeltà e di violenza gratuita contro le donne, cui soleva sfigurare il volto con l’acido, in caso di non osservanza dei precetti islamici.

L’operazione, venne finanziata in gran parte con i proventi del commercio clandestino dell’oppio afgano, commercio fiorente e redditizio, che consentì alle milizie dei mujaheddin di divenire rapidamente una forza militare ben armata, ma che purtroppo, soleva distinguersi per atti di inumanità atroci, come il lento scuoiamento dei nemici ancor vivi, e l’amputazione dei loro genitali, come delle orecchie, dei nasi e delle dita.

Inizia così, l’operazione Cyclone, che vedeva mujaheddin sostenuti da Pakistan e USA, operazione che avviò una guerra nella quale il governo afgano, chiese ed ottenne l’intervento armato della URSS, dando inizio alla cosidetta “invasione sovietica dell’Afghanistan”.

Intanto, Jmmy Carter, tornò a produrre le sue arachidi ed il suo posto fu preso dall’attore Ronald Reagan, che alzò il livello di scontro in Afghanistan, contrabbandando le milizie dei mujaheddin come “combattenti per la libertà”.

Fra i finanziatori delle milizie dei mujaheddin (quelle di sangue arabo, però, non quelle afgane …), incontriamo un tal Osama Bin Laden.

Sì, lui, proprio lui, colui il quale, abbandonò il MAK, l’Ufficio d’Ordine che finanziava e inviava combattenti mussulmani da tutto il mondo per combattere in Afghanistan, per fondare, con i miliziani più attivi, il gruppo Al-Qaida, con l’obiettivo dichiarato di trasformare la guerriglia dei mujaheddin in un movimento fondamentalista islamico mondiale.

Tutto questo avvenne sotto la responsabilità interventista americana dell’epoca.

La storia successiva di queste vicende, la conosciamo già, purtroppo, ed è marcata a con il sangue degli uomini e delle donne che persero la vita l’11 settembre 2001 e nelle successive e precedenti stragi terroristiche provocate da Osama Bin Laden.

La prima e la seconda guerra del Golfo, ovvero le guerre dell’Iraq.

Facciamo ancora un passo indietro.

Saddam Hussein, per anni era stato il maggior e miglior alleato nell’area degli Stati Uniti d’America, che lo avevavo utilizzato nel tempo per arginare l’altro versante a loro ostile dell’area medio-orientale: l’Iran.

Una sanguinosa e costosa guerra (dal 1980 al 1988) aveva tenuto impegnato l’Iran distraendolo dall’altra guerra in atto, quella sul versante afgano.

L’Iraq, aveva servito bene il suo alleato americano, anche al costo della morte di centinaia di migliaia di cittadini iracheni.

Aveva allora chiesto, alla ambasciatrice americana in Iraq, se una eventuale invasione del Kuwait da parte dell’Iraq, potesse essere accolta favorevolmente dall’alleato americano.

Qui la storia si divide: non si è mai saputo se l’ambasciatrice americana diede un sostanziale ok alla invasione o se invece, per una incomprensione interpretativa, Saddam Hussein abbia compreso male la posizione USA, ovvero abbia voluto non comprenderla.

Comunque sia, questo episodio porterà ad un intervento armato che distruggerà l’ennesima creatura malefica coltivata nel seno materno americano.

Un dubbio sulla posizione americana nella guerra fra Iran e Iraq, si esprime nel famigerato scandalo “Irangate” o “Iran-Contras”, allorqunado membri dell’amministrazione americana, vennero accusati di aver venduto armi all’Iran nel 1986. L’introito di questa vendita, fu utilizzato poi per finanziare un’altra guerra in un altro scacchiere, il sud-america, finanziando i “contras” (guerriglieri anti-sandinisti) nella sanguinosissima guerra civile in Nicaragua.

Basta, fermiamoci qui, è sufficiente.

Ora, alla luce di quanto siano stati “invasivi” e devastanti gli interventi più o meno diretti nelle guerre rivoluzionarie di mezzo mondo, possiamo infine porci qualche domanda intelligente:

quali interessi muovono effettivamente l’intervento armato dei paesi occidentali in Libia?

Perchè si è intervenuti in Libia e non in altri paesi arabi che pur vivono disastrose guerre civili e insurrezioni popolari?

Perchè non si è, per una volta, abbracciata una politica più attendista, che prevenisse i danni peggiori di un interveno “umanitario” armato, invocata in occidente dal governo tedesco e da quella parte del governo italiano che corrisponde al movimento politico della Lega Nord?

AAA cercasi risposte esaustive a domande intelligenti, molto più intelligenti di quei missili “putativamente intelligenti” che non fanno certo tanto caso alla presenza di popolazione civile quando esplodono.

Buona riflessione.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

America Mon Amour – 11/09/2001

sabato, 11 settembre 2010

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001


Stasera mia moglie indossa una maglia completamente nera, con una bandiera americana stampata sul petto.

Ricordo ancora quando acquistammo quella maglia.

Era l’11 settembre 2002 ed eravamo ospiti di un villaggio turistico di proprietà tedesca nel sud della Puglia.

La sera precedente avevo chiesto al direttore del villaggio, quali momenti di riflessione avesse programmato nel primo anniversario dalla tragedia delle Twin Towers.

La Germania era uno di quei paese che aveva mal digerito la voglia statunitense di inseguire il terrorismo e di combatterlo in tutto il mondo.

Quindi il direttore, con poca abilità e diplomazia, fece intendere che nulla sarebbe stato organizzato in quel villaggio per ricordare l’evento storico che ha sconvolto gli equilibri mondiali più di ogni altro.

Fu così, che alla mattina dell’11 settembre, io e mia moglie uscimmo dal villaggio e ci recammo nel più vicino centro abitato con l’intenzione di acquistare un capo di abbigliamento che raffigurasse un simbolo degli USA.

Trovammo solo una maglietta nera, con stampata sul petto la bandiera a stelle e strisce.

Era un indumento femminile.

Mia moglie lo indossò.

Tornammo nel villaggio e ci recammo a fare colazione.

Il direttore, ossequioso, ci accolse all’ingresso della zona adibita alla prima colazione.

Un sorriso smagliante fu la risposta che gli consegnammo, dopo aver visto il suo viso trasformarsi alla vista della maglia a stelle e strisce.

Grande fu la sorpresa di vedere all’interno un altro cliente che si era completamente bardato di bandiere americane:

ne aveva sulla bandana, sulla maglia, sul pantaloncino, sulle calze e persino sulle scarpe.

Ci scambiammo un sorriso, solo uno.

Ora, a distanza di tanto tempo, e guardando quella maglietta, mi domando:

cosa abbiamo imparato noi italiani e noi europei da quella tremenda lezione della storia?

Cosa vuol dire la politica filo-araba di italia e UE?

Abbiamo già dimenticato a chi deve l’Europa la propria libertà?

Abbiamo già dimenticato che l’Italia deve la sua indipendenza economica, la sua sicurezza esterna ed interna e la sua potenza politica alla fraterna amicizia degli americani?

E se non abbiamo dimenticato tutto questo, perchè, nonostante tutto questo, li stiamo tradendo?

Durante l’ultimo governo Prodi, il ministro per gli affari esteri D’alema rafforzò la politica di avvicinamento alle frangie arabe più estreme e più vicine al terrorismo islamico.
Fu in quel periodo che scrissi America Mon Amour.
In ricordo degli uomini e delle donne che hanno perduto la vita a causa del terrorismo islamico fondamentalista.
Dedicato a coloro i quali difendono quotidianamente la libertà in questo mondo sempre meno libero e sempre più violentato dal terrorismo religioso a matrice islamica.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X