Articoli marcati con tag ‘Advanced Research Projects Agency Network’

Social e Media Network alla prova dei moti popolari

domenica, 17 novembre 2013

Da quando sono nati i primi forum, poi i primi blog e successivamente i media network ed i social network si legge di taluni interrogativi inquietanti rispetto al loro libero uso.

Qualcuno dice sono troppo liberi, taluno scrive che possano aizzare le folle in momenti di crisi come questi sino a spingere i popoli verso moti popolari di rivolta.

Mah, io non sono d’accordo con queste visioni e con queste analisi.

Anzi credo che questi strumenti siano dei veri e propri “sfogatoi” di emozioni negative e di reazioni accese che si susseguono senza veri e propri incidenti reali proprio a causa della “distanza web” che intercorre tra i vari utilizzatori.

Certo, l’abuso è dietro l’angolo, ma come in tutte le faccende umane.

Invece credo piuttosto che i social network insieme ai blog siano divenuti un vero e proprio ammortizzatore sociale delle crisi delle comunità e credo anche che questi mezzi di comunicazione e di socializzazione abbiano invece favorito la libera trasmissione di dati e informazioni prima che media interessati e servizi segreti devianti potessero piegare queste informazioni ai loro usi commerciali e/o politici.

Credo in un grande miglioramento della civiltà umana in questi termini, in un grande avanzamento dell’intera umanità, certamente.

Per quanto riguarda potenziali moti popolari e guerre civili credo che resti un motto napoleonico l’unica vera regola da osservare:

al popolo si può fare di tutto, ma attenti a non far mancare mai il pane quotidiano al desco del popolo, altrimenti il potente cadrà (più o meno, se ricordo bene).

Quindi, se un moto insurrezionale o una rivolta popolare o addirittura una guerra civile dovessero intervenire, non date la colpa ai mezzi di comunicazione e di socializzazione del web.

Piuttosto guardate alla incapacità di governo della politica, guardate alle pance vuote e alle menti disperate.

Una sollevazione popolare ha sempre gli stessi fini ed obbiettivi, da sempre, storicamente:

rivoltare letteralmente le classi sociali consentendo una alternanza al potere e una alternanza nell’accesso alla ricchezza e al benessere (semmai entrambe abusati da quelle caste che non ne ricordano più nemmeno il valore) in favore di nuove comunità più meritevoli, che quel valore osservano, amano e perseguono.

Tutto qui.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

La libertà di stampa in italia non esiste

mercoledì, 5 maggio 2010

Silvio Berlusconi:
«se c’è una cosa su cui in Italia, c’è la sicurezza di tutti, è che abbiamo fin troppa libertà di stampa. Credo che questo sia un fatto che non è discutibile».

Sulla libertà di stampa in Italia, Berlusconi rischia l’ennesima imbarazzante dichiarazione menzognera.

La libertà di stampa in Italia è infatti ridotta al lumicino dalla obbligatorietà della figura del direttore responsabile (figura voluta dal fascismo proprio per sottoporre al potere politico la libertà di stampa), condizione che viola apertamente l’articolo 21 della costituzione.

Inoltre è stato proprio berlusconi a restringere ancor più il numero delle persone “autorizzate” a fare informazione in Italia, prescrivendo per legge che l’iscrizione allordine dei giornalisti – che è la precondizione per assurgere alla figura di direttore responsabile – sia subordinata al possesso del titolo di laurea.

Considerando che l’Italia detiene anche il triste primato di minor presenza di laureati di TUTTI i paesi occidentali, civili e democratici, ne deriva una ancora maggior restrizione delle persone abilitate a fare informazione.

Insomma, in parole povere, è castrando l’informazione attiva che in Italia si è giunti alla morte della informazione passiva, indicando come attiva, quella di chi è ritenuto idoneo a DARE informazioni (stampa, radio, tv, etc) e indicando come passiva, quella di chi RICEVE informazioni (i cittadini qualunque, i cittadini X).

La libertà, caro presidente, non è una parola da sorseggiare a piacimento, ma la realizzazione completa di un grado di civiltà attualmente sconosciuto nel nostro paese.

Personalmente continuo a credere che Berlusconi sia l’unico politico in grado di guidare questo paese in questo momento, ma non credo più che lo stesso Berlusconi sia il difensore delle libertà in questo stesso paese.

E mi scuso se mi sono consentito questa libertà di parola, opinione ed espressione.

Mi consenta, caro Berlusconi, mi consenta di riportare il pensiero del ben più autorevole Giovanni Spadolini su questo argomento:

“Parliamoci chiaro, le nostre leggi sull’ordinamento della professione giornalistica per tanti aspetti si collegano alla struttura del fascismo a cominciare dalla figura del direttore responsabile (io l’ho ricoperta per quasi vent’anni) che non esiste in nessun’altra legislazione del mondo.
Una figura derivata da un ordinamento in cui i direttore responsabile era nominato da un partito politico autoritario e onnipotente, in contrapposizione all’editore e mantenuto con privilegi economici, ma senza il controllo politico della testata”.

Giovanni Spadolini. Citazione tratta dal libro “Come si diventa giornalista” – Piero Morganti – Ed.Einaudi

P.S.
Ringrazio pubblicamente l’America, la Patria delle libertà, per averci donato il meraviglioso e veramente libero mondo del web, proprio quel libero mondo cui i dittatori cinesi e iraniani, oltre che il premier italiano Silvio Berlusconi, vorrebbero volentieri mettere un bel bavaglio.