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Riflessioni a tastiera aperta – 7 settembre 2013

sabato, 7 settembre 2013

11/09/2001New York – USA
11/09/2013Damasco – SYRIA
go, go, go!

Putin, ti assicuro che se anche un solo missile a medio raggio che hai consegnato a siria e iran colpisce il suolo italiano abbastanza vicino a dove io vivo con la mia famiglia, vado a roma e prendo a calci nel culo tutta la tua ambasciata, compresi e non esclusi tutti i russi che trovo nel viaggio da qui a roma e ritorno.
Non scherzo, sorta di mafioso che non sei altro:
vai fuori dai coglioni del mar Mediterraneo che non è casa tua.

Napolitano: “Necessarie decisioni lungimiranti.
Ue modello di successo, ma serve salto qualità”

Gesualdo: Serve salto qualità? Qualità?
E cosa ne sapete voi della casta della “qualità”, abituati come siete a scendere a qualunque compromesso e con chiunque?
Qualità significa selezione, non degenerazione.

Della chiusura e dellìaccorpamento dei piccoli tribunali

Niente:
in Italia non si riesce a realizzare una sola riforma.
Così incarnato è il senso di avversare, contrastare, eludere o evadere un dispositivo di legge, un comando esecutivo, un progetto riformatore che appena si verifica uno scuotimento nell’immobile pantano del “non fare e non far fare”, ecco arrivare le caste corporative che scuotono l’albero dell’ordinato governo della cosa pubblica, sia che esse siano dei tassisti, dei farmacisti che degli avvocati.
In democrazia in un sistema così, con soggetti che si comportano così, non si può cambiare nulla.
Che paese anormale che è questo.

Della Russia di Putin e del terrorismo contrastato a fasce alterne

In occasione della Giornata della solidarietà nella lotta contro il terrorismo in Russia si ricordano le vittime del terrorismo, come nel caso della Strage di Beslan il massacro avvenuto fra il 1º e il 3 settembre 2004 nella scuola Numero 1 di Beslan dove un gruppo di 32 ribelli fondamentalisti islamici e separatisti ceceni occupò l’edificio scolastico sequestrando circa 1200 persone fra adulti e bambini: l’intervento delle forze speciali russe causò la morte di centinaia di persone, fra le quali 186 bambini, ed oltre 700 feriti.
Oggi, quella stessa Russia del medesimo Putin nega un intervento armato a punizione delle stragi indiscriminate di popolazione inerme, sia adulti che bambini, da parte delle autorità siriane con mezzi di distruzione di massa, bombe chimiche.
La Russia di Putin ha due pesi e due misure nel colpire o nel difendere il terrorismo islamico, a seconda delle convenienze e delle strategie.

Governo italiano?
Governo?
Quale governo?
Dove? Come? Quando?
Il governo italiano esiste solo per i gay, per i clandestini e per i carcerati.
Tutti gli altri italiani sono senza governo, al minimo, e con il governo contro, al massimo.

La politica italiana mette i BTP e le borse sotto pressione?
Scusate, ma quale politica?
Quella che rappresenta il problema principe in questo paese invece di essere contributo alla soluzione dei suoi problemi?
Non avete ancora capito che non se ne esce così?
Non avete ancora copreso che è la politica IL problema italiano?
E chiamatela politica:
questa è anti-politica, tutto il contrario di quel che dovrebbe essere la Politica.

Non mi importa molto della politica dell’idaglia degli idagliani, ma è evidente che non capite nulla di democrazia: non esiste democrazia nella quale una parte politica o più parti politiche siano escluse dalla rappresentenza di idee e persone, di diritti e di doveri.
Se siete a questo punto di pregiudizievole convinzione, siete peggio del peggiore dei vostri nemici.

Tagliare sulla sicurezza quando serve sicurezza non è indice di sanità ed equilibrio mentale

Una atipica dislocazione diametrale di interessi comuni e condivisi allea la destra estrema italiana alla sinistra estrema dell’ex blocco sovietico russo.
Anche l’antica scelta anti-ebraica di certa destra italiana si sposa nell’alleanza con folli dittatori come assad, massacratore del proprio popolo e (ex?) grande amico del governatore comunista pugliese vendola.
Tempi bui, tempi bui quando gli estremi si toccano.
Colpa di chi si definiva moderato mentre si è dimostrato solo un ladro, un mafioso, un corrotto e un corruttore.
Chi credete che in Italia finanzi la destra estrema (per carità e per pazienza, non confondete la destra con il fascismo che dimostrate di non aver letto una sola virgola della storia del secolo scorso)?
Putin attreverso Berlusconi o Berlusconi direttamente per ricambiare i piaceri di Putin nel godimento delle risorse strategiche russe?
E siamo alle solite: dal petrolio deriva la nostra storia e dal petrolio ci viene incontro il nostro futuro.
Interessante questa evoluzione delle opposte rive sinistre e destre in Italia, sul punto di ricongiungersi ed allearsi su scelte di un pragmatismo da socialismo reale.

Famiglia di razzisti quella dei kyenge, da quanto si può vedere.

Senza un bombardamento a tappeto di Iran e villaggi talebani (ovunque allocati) non si potrà mai veramente aggredire l’estremismo ed il fondamentalismo islamico e distinguerlo dalla massa dei mussulmani moderati.

Auto Blu: costano un miliardo di euro degli 800 spesi ogni anno dalla Pubblica Amministrazione. Io la darei solo a Capo dello stato, Premier, Capo della Polizia, Comandante dei Carabinieri e (Vice)Presidente del CSM, tutte rigorosamente blindate.
Tutti gli altri, possono scegliere fra la pedovia, la ciclovia, la motovia o la autovia: sempre e solo privata.

Come berlusconi, letta spera che sia l’ottimismo a risolvere i problemi dell’Italia, poiché, proprio come berlusconi, letta non è capace di risolvere un bel nulla.
Un altro povero idiota che tira a campare.
Poveri noi.

Dei continui episodo di violenza ad operatori sanitari in Puglia

Mi sia consentito ricordare, qualunque sia la modalità che si cerchi in questa situazione per garantire più sicurezza alle unità operative sanitarie maggiormente esposte a potenziali e gratuite violenze che, le Guardie Particolari Giurate non possono essere utilizzate per la tutela della persona fisica né per il mantenimento dell’ordine pubblico, stante l’attuale normativa e configurazione giuridica delle GPG italiane, cui è stato conferito il titolo di incaricato di pubblico servizio mentre da corte superiore europea veniva imposto a mezzo sentenza il conferimento del titolo di pbblico ufficiale.
Non mettiamo in sicurezza gli operatori sanitari mettendo fuori dalla sicurezza e dalla garanzia dell’azione operativa chi è sprovvisto dei titoli per operare in piena e totale SICUREZZA.

Ecco appunto: cercate di evolvere, poiché questo pianeta non accetta che una umanità realistica, priva di malati di mente alla guida di paesi con o senza armamento per la distruzione di massa (nucleare, chimico, siria, iran, corea del nord), priva di poveri illusi a caccia di sogni realizzabili, un pianeta che accetta una civiltà umana solo a patto che l’uomo superi il concetto attuale di umanità, procedendo verso una nuova intelligenza razionale, priva di miti irrealizzabili, quella altrimenti definita come dell’oltre-uomo e del super-uomo.
Le guerre esistono perché esiste una umanità arretrata e incivile, che usa armi chimice per massacrare i suoi simili al fine della lotta per il potere.
Svegliatevi, o tacete per sempre.

Burocrazia + Sindacatocrazia + Partitocrazia = Anti-Democrazia

Una associazione a delinquere finalizzata all’abuso del potere pubblico per fini di esclusivo arricchimento personale, famigliare, di partito, di sindacato e burocratico.
L’associazione a delinquere che ruba democrazia e libertà, ricchezza e benessere.

L’articolo 27 della costituzione detta che la responsabilità penale è personale. Mi domando allora perché in Italia non venga previsto e punito il reato di comportamento mafioso oltre quello associativo. Fucilate in piazza i mafiosi, i corrotti e gli usurai e vedrete che belpaese torna a trovarci.
Altrimenti: vietato lamentarsi.

La mafia fra dirigenza burocratica e politica:
questo è il male italiano da eliminare definitivamente, un patto mafioso e scellerato stipulato fra caste mafiose per affossare il paese, i territori e il popolo sovrano.

Solo in un paese anormale come l’Italia il premier del governo in carica annuncia favore all’intervento armato internazionale in Siria a difesa del popolo siriano fatto oggetto di uso di armi di distruzione di massa (chimiche) mentre il ministro della difesa dello stesso governo si permette di prendere una posizione diamentralmente opposta a quella dell’indirizzo politico del premier senza essere defenestrato, dimesso o licenziato in tronco.
Paese di pulcinella, certo.

Se solo per un minuto poteste mettervi in quei panni, in quella divisa, per strada, con il caldo e con il freddo, con un salario misero, con un pericolo ricco, per dare sicurezza a chi la chiede e contrasto a chi lo evita.
Pensateci bene: la sicurezza non è un elemento naturale, ma una costruzione umana.
Pagata a costi umani.

Sanità pubblica & sanità privata convenzionata:
genitrici di tutte le tangenti e di tutte le corruzioni.
Nel silenzio ultradecennale omertoso e complice degli organi di ispezione, di controllo e di indagine.

Eliminare cuneo fiscale ed effettuare tagli lineari alla spesa pubblica:
altrimenti ci arrabbiamo

Magnifici idioti del governo italiano che strombazzano che c’è una ripresa in Italia!
Ed ancor più idiota è quel giornalista professionista che pubblica di queste veline a pagamento ed ancr più idioti quelli che votano questa casta di parassiti bugiardi e pericolosi.

Di Beppe Grillo ce n’è uno:
tutti gli altri fan nessuno.

La nave Italia cola a picco come la nave concordia:
malguidata e malgovernata, abbandonata sulle secche di un fallout terribile da chi aveva giurato di difenderla.

Aumenta e quasi raddoppia la spesa pubblica fra agosto 2012 (5.986 milioni) e agosto 2013 (9.200 milioni).
Lo stato italiano affonda letteralmente nel silenzio omertoso e mafioso della casta politica, della casta burocratica e della casta della (dis)informazione.
Le classi dirigenti italiane dopo crolli quotidiani della borsa e anni di downgrade e caduta verticale del PIL, di aumento della spesa pubblica contestuale ad un aumento delle entrate annunciano pubblicamente che l’Italia cresce:
sono dei criminali che pensano di curare con l’ottimismo i mali gravi e seri di un paese immobilizzato ed imbalsamato.

Manifattura industriale in ripresa in USA e in CINA.
In Italia i politici continuano a diffondere ottimismo senza avere un solo dato micro o macro economico o finanziario in positivo.
Questo accade quando la politica economica si fa con la bocca invece che con il cervello e con il cuore.
Casta politica italiana: e sai cosa sono.

Il sistema bancario italiano è sano, anzi, sanissimo.
Firmato casta politica dei magnaccioni.

Hey, napoletano del colle, innominato innominabile sempre attento alle morti bianche e alla sicurezza sul lavoro, ti ricordi che sei sempre stato tu promotore, fautore e fiancheggiatore dello svuotamento delle carceri italiane, degli indulti vergognosi, eh, ti ricordi?
E quali reati hai lasciato impuniti, secondo la tua eccelsa ed impareggiabile conoscenza giuridica?
Quali? Dai che ci sei, un altro piccolo sforzo e ci arrivi anche tu.

“…. Le Regioni, da Roma in giù, sono un cancro. Quando va bene sono orientate alla gestione del consenso, quando va male alla gestione del malaffare ….”.
Chi lo ha detto?
Professor Mariano D’Antonio, ordinario di Economia dell’Università Federico II di Napoli ed assessore al Bilancio della giunta napoletana Bassolino tra il 2008 e il 2010.

Dopo gli infiniti e mai veramente puniti scandali di comune di Foggia , AMICA SpA , AMGAS SpA , GEMASpA e Camera di Commercio di Foggia dei vari Ciliberti e Tavasci , ecco venire a galla lo scandalo dei bilanci falsati alla Provincia di Foggia .
Ovviamente, come è già è accaduto in passato, nessuna amministrazione citerà nessun responsabile per i danni ricevuti dalla cittadinanza foggiana come nessun politico di nessun partito o movimento politoco ha denunciato queste gravissime malversazioni come i seguenti atti omissivi tendenti ad occultarle e farle pagare in esclusiva ai cittadini foggiani, così depredati e defraudati di ogni diritto e dovuta informazione.
Considerazioni personali:
che si chiami PD o PDL , sempre della stessa minestra riscaldata si tratta;
ora si capisce meglio il triplo salto mortale di Leonardo di Gioia da destra a sinistra in cerca evidentemente di tutele da chi ne vanta e ne usa in magistratura ;
la questione meridionale è tutt’altro che risolta;
la questione morale è tutt’altro che risolta;
le province vanno chiuse e vanno licenziati di conseguenza tutti i dipendenti ed i burocrati delle province;
non andrò mai più a votare per nessuno poiché non intendo avallare questo sistema.

Fottetevi invidiosi, bavosi e gelosi:
bianco non è male, eterosessuale non è male, occidentale non è male.
Il male siete voi, con la vostra conclamata incapacità di essere all’altezza, di competere con noi, con la nostra tradizione, la nostra cultura, la nostra libertà, la nostra netta ed insuperata capacità di essere civili.

Illecito significa essere contro lo stato
non si può pretendere di rappresentare, governare e indirizzare lo stato se si rappresenta un elemento illecito anti-stato.

E come si giustifica il sistema mafioso del cementificio-appaltatore? Come si giustifica il cemento che al “primo assaggio” appare di una certa qualità e ai successivi (non controllati) è di ben altra e pessima qualità?
Come si giustifica la mafia italiana del cemento?

Ed ora, dopo il finto problema IMU ecco arrivare il finto problema IVA.
Politici idagliani:
veri professionisti del nulla.
Ma non vi rendete conto della grandissima presa in giro?
Il buco creato nel bilancio pubblico italiano derivante dalla abolizione dell’IMU DEVE ESSERE RIPIANATO.
Che si chiami IMU o ServiceTax, che differenza fa?
Sempre il popolo italiano la pagherà!
La pressione fiscale resterà inalterata!
Vi fregano e voi li applaudite pure!
Ma che idiozia!
Queste finte guerre di posizione servono solo a distrarre il popolo e dividerlo, per derubarlo, depredarlo, imperarlo.
SVEGLIATEVI ITALIANI

E cosa te ne fai della libertà se sei impedito nel suo esercizio da un mondo che gira esclusivamente attorno al dio danaro?
Considero il sistema economico, della produzione e del lavoro americano un sistema valido e che funziona.
Ma deve pur esserci un minimo salario condiviso, non può esserci il nulla che corrisponde a tanto duro lavoro.

E lo sfregio ad ogni legge, norma e principio generale umano, politico, civile e civico si ripete alla vigilia di ogni competizione elettorale, questo schifo vergognoso e scandaloso dell’abuso di potere pubblico in virtù della raccolta del consenso necessario a mantenere in piedi questo sistema mafioso riparte indisturbato.

Da qualche tempo è iniziato il gioco delle clientele.
Il consenso in questa Italia si compra, si vende e si scambia, non si conquista.
Ed in queste condizioni, è preferibile non andare a votare, per non sostenere questo sistema assai mafioso, corrotto e corruttore.

Chissà come mai e perché (non rispondete: è una domanda retorica questa) i movimenti ed i partiti politici riformatori, liberalizzatori e fautori del cambiamento e dell’ammodernamento del paese, appena entrano nei palazzi del potere istituzionale, cambiano atteggiamento e comportamento, divengono meno irruenti e riformatori, moderano e temperano linguaggio e contenuti.
In una parola: si integrano perfettamente al sistema che volevano cambiare e ne divengono, per primi, strenui difensori e sostenitori.
Sempre così, da quando io possa ricordare, è semrpe stato così, ogni volta, per tutti: si normalizzano in men che non si dica.
Sarà l’odore del potere … che logora e cambia.

La clientela politica, burocratica e sindacale, il consenso acquistato, venduto e scambiato e la mafia diffusa e condivisa.

Si avvicinano nuovi venti di vecchie campagne elettorali.
Così, tutta quella pubblica amministrazione che eroga servizi essenziali ai cittadini, indice appalti per lavori pubblici e concorsi pubblici per posti di lavoro con carichi di lavoro inesistenti, cerca di prenderne il controllo spintonando a destra e sinistra i veri e leali lavoratori, costringendoli a spostarsi per poter raccogliere in prima persona “il grazie” sentito di chi accede a servizi pubblici e concorre ad appalti e concorsi pubblici causa voto di scambio.
Sindacalisti da quattro soldi bucati, burocrati irresponsabili, sleali e infedeli, politici senza alcun valore e merito premono sul più grande erogatore di clientela da tarsformare in consenso elettorale, e cioé, sulla Pubblica Amministrazione.
Fosse per la mia sola volontà, oscillerebbero appesi ai rami degli alberi delle piazze centrali di ogni città e paese.
Intanto, le modifiche sul reato di voto di scambio si arenano e si insabbiano, per facilitare questa merda mafiosa e corrotta nella sua quotidiana opera di distruzione delle istituzioni democratiche, dello stato di diritto e del paese reale.
Simili con i simili, carogne con le carogne.
Mafia non mangia mafia, corrotto non mangia corrotto, casta non mangia casta.
Dovete stare vicini-vicini, stretti-stretti in piccole e luride celle in attesa della chiamata del boia:
ecco cosa dovreste fare e dove dovreste essere.
Ma non è detto che non finisca così, anche questa volta.

Scusi dottore, ho ucciso mio marito con una picconata alla testa:
mi certifica che è morto per infarto?
Certo signora, le spedisco subito il certificato medico di morte.
Intanto dica alla ditta di pompe funebri di chiudere quel buco nella testa di suo marito, mi raccomando.
Ma certamente dottore, senzadubbiamente.

Equazione matematica:
se alle donne che sono effettivamente e veramente fatte oggetto di violenza, femminicidio e discriminazioni inaccettabili si possono destinare alcune postazioni sicure sui treni, per il nuovo genere ideologico omosessuale che soffre di manie di persecuzione e chiede addirittura e con forza l’istituzione del reato di omofobia potremmo assegnare dei vagoni in esclusiva e adeguatamente isolati senza essere tacciati di razzismo ?
Questo mondo è impazzito e nel suo impazzimento è impossibile leggere i doni di Dio e della Natura, emancipati democraticamente a godimento sessuale elevato a terzo genere sessuale, inesistente in natura.
Fermate il mondo, voglio scendere.

A Foggia vince solo e sempre la lobby dei palazzinari:
ci sono più palazzi che persone, ci sono più mafiosi che ladri.
E di ladri, non ce ne sono pochi ….

Il PRG di Foggia è stato progettato, sviluppato e realizzato su dati demografici doppi rispetto a quelli attuali, lasciando infatti invenduti molti edifici ed appartamenti che non trovano collocazione nel mercato ormai più che saturato.
Perché allora costruire ancora e ancora e ancora nuovi edifici se non esiste un fabbisogno di case cui rispondere?
Per fare gli interessi di chi?
O di Cosa?

Per troppo tempo lo stato ha vissuto nel terrore della mafia,
piuttosto che i mafiosi nel terrore dello stato.
(frase non mia)

Siate ottimisti:
il bicchiere non è mezzo vuoto,
non è nemmeno mezzo pieno,
il bicchiere semplicemente non c’è più,
insieme al piatto, al tavolo e al frigorifero!

Non ci temono e non ci rispettano : i mussulmani odiano i non mussulmani

giovedì, 13 settembre 2012

L’ennesimo attentato contro le istituzioni occidentali avvenuto in uno stato etico mussulmano, apre gli occhi del mondo occidentale sulla mistificazione della cosìddetta “primavera araba”, che pretendendo di essere una svolta storica nel corso della civiltà araba e coranica, si manifesta invece come un fallimento totale degli stati etici la cui giurisprudenza è guidata dal corano, la cui giurisdizione è organizzata dal corano ed il cui stile di vita ed i modelli proiettati sono gli elementi alla base dei tramontati stati arabi-mussulmani e lo sarà anche alla base dei fallimenti delle odierne rifondazioni primaverili.

Il problema infatti, non è il dittatore di turno travestito da “generoso e potente capo di stato democratico”, ma il problema invalicabile della inciviltà mussulmana è proprio avviluppato al corano, all’essere mussulmano di maometto.

Il problema è l’odio contro ogni essere vivente ed organizzazione umana che sia differente da quella mussulmana e non sia ispirata al corano di maometto.

Il corano ispira odio profondo verso lo straniero, avverso il demonio straniero.

Il problema è tutto qui:

il problema è il corano, chi lo interpreta, chi lo applica, chi lo insegna e chi lo segue ed esegue.

Quando poi a codesto malsano indirizzo religioso si associa una condizione culturale tribale, pregna di ignoranza, arroganza, presunzione e violenza, allora il mix è perfetto per una guerriglia infinita che fa della strategia della tensione e del terrore, fondamenta invincibili di resistenza all’avanzamento della società e della civiltà e di impedimento alla novazione e della innovazione, chiudendo in un crogiolo fatto di ombre, di terrore e di paure la vita dei malcapitati che si ritrovano costretti a subirle.

Un esempio immediatamente calzante è quello delle tribù talebane che governano in Afghanistan la produzione del 90% delle droghe (ab)usate nel mondo intero, vendite dai cui proventi si fonda una militarizzazione ossessiva ed assai violenta della vita sociale ed economica talebana.

Se veramente gli Stati Uniti d’America e tutto il mondo occidentale volessero spezzare le reni di questa orribile violenza gratuita religiosa, dovrebbero prendere la pur grave ma inderogabile decisione di bombardare senza soluzione di continuità e sino alla completa distruzione le tribù talebane come le tribù somale che traggono ispirazione dalla violenza coranica per sostenere la propria violenza gratuita.

Solo così, le culture tribali che fanno della religione islamica un centro per il reclutamento dell’odio mondiale, verranno ridotte alle dimensioni adeguate ed al timore ed al rispetto delle società, degli stati liberali e delle civiltà altrui.

Solo così, il cancro del mondo contemporaneo potrà essere distrutto, in virtù di una nuova ed antica era della pace e del progresso.

L’innocenza dei mussulmani – The innocence of muslism – Trailer

L’islam si è dimostrato in tutto il mondo occidentale come un cancro sociale non integrabile, un terrorismo rabbioso, odioso e violento, un razzismo mortale contro ogni cosa non sia islam e/o maometto.

Quando si sveglierà l’Occidente da un multiculturalismo fallito, da una integrazione impossibile perché rifiutata dai mussulmani, una primavera araba pregna di morte e di odio, una convivenza civile che si è dimostrata impossibile?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

America Mon Amour – 11/09/2001

sabato, 10 settembre 2011

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Stasera mia moglie indossa una maglia completamente nera, con una bandiera americana stampata sul petto.

Ricordo ancora quando acquistammo quella maglia.

Era l’11 settembre 2002 ed eravamo ospiti di un villaggio turistico di proprietà tedesca nel sud della Puglia.

La sera precedente avevo chiesto al direttore del villaggio, quali momenti di riflessione avesse programmato nel primo anniversario dalla tragedia delle Twin Towers.

La Germania era uno di quei paesi che avevano mal digerito la voglia statunitense di inseguire il terrorismo e di combatterlo in tutto il mondo.

Quindi il direttore, con poca abilità e diplomazia, fece intendere che nulla sarebbe stato organizzato in quel villaggio per ricordare l’evento storico che ha sconvolto gli equilibri mondiali più di ogni altro.

Fu così, che alla mattina dell’11 settembre, io e mia moglie uscimmo dal villaggio e ci recammo nel più vicino centro abitato con l’intenzione di acquistare un capo di abbigliamento che raffigurasse un simbolo degli USA.

Trovammo solo una maglietta nera, con stampata sul petto la bandiera a stelle e strisce.

Era un indumento femminile.

Mia moglie lo indossò.

Tornammo nel villaggio e ci recammo a fare colazione.

Il direttore, ossequioso, ci accolse all’ingresso della zona adibita alla prima colazione.

Un sorriso smagliante fu la risposta che gli consegnammo, dopo aver visto il suo viso trasformarsi alla vista della maglia a stelle e strisce.

Grande fu la sorpresa di vedere all’interno un altro cliente che si era completamente bardato di bandiere americane:

ne aveva sulla bandana, sulla maglia, sul pantaloncino, sulle calze e persino sulle scarpe.

Ci scambiammo un sorriso, solo uno.

Ora, a distanza di tanto tempo, e guardando quella maglietta, mi domando:

cosa abbiamo imparato noi italiani e noi europei da quella tremenda lezione della storia?

Cosa vuol dire la politica filo-araba di italia e UE?

Abbiamo già dimenticato a chi deve l’Europa la propria libertà?

Abbiamo già dimenticato che l’Italia deve la sua indipendenza economica, la sua sicurezza esterna ed interna e la sua potenza politica alla fraterna amicizia degli americani?

E se non abbiamo dimenticato tutto questo, perchè, nonostante tutto questo, li stiamo tradendo?

Durante l’ultimo governo Prodi, il ministro per gli affari esteri D’alema rafforzò la politica di avvicinamento alle frange arabe più estreme e più vicine al terrorismo islamico.
Fu in quel periodo che scrissi America Mon Amour.
In ricordo degli uomini e delle donne che hanno perduto la vita a causa del terrorismo islamico fondamentalista.
Dedicato a coloro i quali difendono quotidianamente la libertà in questo mondo sempre meno libero e sempre più violentato dal terrorismo religioso a matrice islamica.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

PS
Ora, che l’intero sistema arabo del Mediterraneo è imploso, oggi che il Mediterraneo è in fiamme, quali considerazioni possiamo rilevare nei confronti dei fautori e dei sostenotori della politica filo-araba italiana ed europea?

La Guerra Santa islamica: fra terrore e usurpazione

lunedì, 2 maggio 2011

Bin Laden, il fondatore del MAK e della organizzazione terroristica islamica Al Quaeda, è morto, ucciso da un commando militare americano in territorio pachistano, lì dove si è sempre pensato si nascondesse.

Si chiude così un’era di terrore nella ideologia religiosa reale di un Islam egemone nel pianeta Terra, terrore che culminò nel famigerato eccidio terroristico dell’11 settembre 2001, in un folle piano di annientamento dei luoghi simbolo del potere cristiano ed occidentale nel mondo attraverso il dirottamento ad uso terroristico di quattro voli civili commerciali, per lanciarli contro i seguenti obiettivi:

le due Torri Gemelle, le Twin Towers del World Trade Center di New York, simbolo della economia e del commercio mondiale;

il Pentagono, quartier generale del Ministero della Difesa USA;

il Campidoglio, meglio conosciuto come la Casa Bianca, residenza dei presidenti degli Stati Uniti d’America.

Da quel giorno, il mondo è cambiato parecchio, risvegliato improvvisamente da un nuovo tipo di guerra, cui nessun paese occidentale era in grado di porre contrasto.

Una miriade di attentati terroristici nel mondo seguì quel maledetto giorno, ovunque, questo nuovo quanto antico pericolo, ha terrorizzato e ucciso, nel nome dell’Islam.

La morte dell’ideatore e dell’organizzatore di questa assurda guerra religiosa, pone fine ad un ciclo temporale ben preciso e delineato, all’interno del quale questa nuova guerriglia islamica, ha terrorizzato ovunque:

Russia, Cina, Giappone, India, Europa, Africa, Asia, America del nord, America del Sud, mondo arabo.

Il metodo utilizzato è stato di una violenza e di una barbarie incredibili, clonato da uno stile di vita che è divenuto esso stesso simbolo di terrore e devastazione:

quello Talebano.

Ma la scomparsa di Bin Laden, coincide (casualmente?) anche con il fallimento catastrofico di quasi tutti i sistemi statuali che imponevano la legge coranica:

Libia, Egitto, Siria, Tunisia.

Forti scuotimenti in tutti gli altri paesi islamici:

Arabia Saudita, Iran, Giordania, Yemen.

E’ la fine del sistema islamico, scosso sin nelle sue fondamenta, incapace di ricevere e garantire libertà e democrazia, come dimostrato dalle catastrofi umane afgana, irachena e somala.

Il Libano, in tutta questa storia, è un capitolo a parte, essendo imploso più volte e proprio per mano di quei paesi islamici estremisti che finanziavano il terrorismo integralista, nemico giurato della componente cristiana libanese.

E’ la fine di quel mondo politico italiano e mondiale che guardava con simpatia a quei movimenti politici ed a quelle dittature islamiche che oggi sono sull’orlo di una guerra civile, se già non vi sono ampiamente immersi.

Non era un eroe, Bin Laden, ne un mito politico:

egli era solo un pazzo violento e sanguinario.

Si chiude così un capitolo storico, che avrà sicuramente ancora strascichi e conseguenze nella nostra vita quotidiana, a cominciare proprio da quella fuga in massa di islamici che cercano di immigrare clandestinamente in Europa attraverso le frontiere italiane, attraverso quel paese che, la stessa Unione Europea, osteggia nel suo tentativo naturale e di diritto di difendersi da questa invasione.

Ma anche questo, è un paragrafo di quel capitolo della storia contemporane affatto ambiguo che titola “Guerra Santa, espansione demografica islamica ed egemonizzazione dell’Islam nel mondo”.

Questo è il pericolo più grave che corre l’intero occidente in questo momento.

Si tratta di un’altra Guerra santa, più subdola e insinuante, che prevede l’infiltrazione dei paesi occidentali da parte di enormi quantità di islamici, sotto forma di immigrazione clandestina, stoltamente tollerata ed accettata, che punta esclusivamente a prendere il potere attraverso la regola dei numeri delle democrazie.

Una volta raggiunto il limite democratico che conduce al potere, essi imporrebbero la legge coranica in tutto il globo.

Questa è l’eredità che lascia il folle Bin Laden all’umanità.

Questa è l’aggressione che dobbiamo combattere strenuamente.

Questa, è la nostra “sfida per la sopravvivenza”, combattuta in una guerra di civiltà e di identità territoriali, etniche, religiose, storiche e culturali che non si confrontano, a causa della volontà islamica di non integrarsi, ma di insediarsi in altri territori, scalzando popoli, regole, libertà e conquiste democratiche al costo della volontà del Profeta Maometto, della sua idiosincrasia razzista e violenta nei confronti di chi è diverso da un islamico.

Non vi è pace in questa sfida, non vi è solidarietà ne amore.

E noi occidentali, non dobbiamo commettere l’errore mortale di combattere questa Guerra Santa invitando alla pace, offrendo solidarietà, donando amore.

L’espansione demografica islamica è l’altra faccia del terrorismo islamico, quella buona e pietosa, quella che si insinua al meglio nelle pieghe della nostra cristianità, del nostro modello democratico e liberale, al solo fine di infiltrarlo sino alla saturazione democratica, prendendo quel potere che il terrorismo non è riuscito a prendere, raggiungendo il governo dei paesi occidentali per poter uccidere l’occidente dal di dentro, dall’interno.

L’affermazione della Shari’a attraverso il metodo democratico, questo è il loro vero obiettivo.

Questo è il nostro pericoloso nemico.

Questo è il futuro che dobbiamo assolutamente scongiurare.

la Guerra Santa di Bin Laden è fallita.

La Guerra Santa di Maometto è invece ancor viva e vegeta.

Difendetevi popoli liberi, oppure pregate per le vostre povere anime, poichè esse non vi apparterranno più.

Come pure le vostre case, le vostre vite, le vostre famiglie.

E’ morto Bin Laden, il principe del terrore.

Non è morto il suo progetto terroristico.

Ha solo cambiato pelle, mimetizzandosi e rendendosi invisibile al suo odiato nemico infedele:

il mondo libero e democratico occidentale.

Noi, per dirla in una sola parola.

Difendersi da questo attacco, non è un diritto, ma un sacrosanto dovere cui è vietato mancare.

Amen.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Libia: il giorno della vendetta

domenica, 20 marzo 2011

Sicuramente, alle spalle dell’intervento occidentale sotto il cappello ONU e NATO di questi giorni sul territorio libico, esistono motivi di riequilibrio nel settore strategico delle fonti energetiche fossili (petrolio e gas metano), come certamente esitono volontà di appropriazione indebita su queste risorse.

Certamente, non possiamo nasconderci queste realtà.

Se la Libia non possedesse tali risorse di idrocarburi, probabilmente l’Occidente lascerebbe liberamente massacrarsi le parti in causa come è avvenuto ed avviene in altri paesi arabi, in piena crisi di identità.

Io voglio però ricordare come questa guerra ha risvolti vendicativi antichi, mai sopiti, mai dimenticati.

E parlo dell’attentato terroristico avvenuto in Lockerbie (Scozia-GB) del volo Pan Am 103 esploso in volo causando la morte delle 259 persone a bordo dell’aereo e di 11 persone a terra, colpite dai rottami dell’aereo.

Come parlo della famigerata strage di Ustica, dell’abbattimento di un aereo di linea italiano, un Douglas-DC9 della Itavia, avvenuto il 27 giugno 1980. 23 giorni dopo, un MIG militare libico fu, ritrovato abbattuto sul suolo italiano.

Oggi è il giorno della vendetta anche per 81 italiani caduti per colpa della follia libica.

Quella follia da sempre frammista all’insofferenza ed all’intolleranza che gli stati etici arabi estremisti, che le folli dittature religiose islamiche, nutrono nei confronti del diavolo, di quegli infedeli che a causa della loro non-islamicità, debbono morire o arrendersi e sottomettersi all’Islam.

Il diavolo siamo noi, tutti gli infedeli alla religione islamica, massacrati dagli attentati dell’11 settembre 2001, quegli attacchi suicidi da parte di terroristi islamici contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti d’America, contro la libertà dell’Occidente, contro ogni libertà individuale e collettiva riconosciuta dal mondo delle libere democrazie.

Ebbene, io non condivido tutto questo, io non mi sottometto all’Islam.

Sarà anche barbaro ed incivile l’uso della forza a fini di vendetta, ma ricordo a me stesso ed a tutto il mondo libero occidentale come, quale pericolo assumono tali follie per la nostra stessa sopravvivenza.

Non so se questa azione militare possa essere definita una vendetta, ovvero un’azione a difesa e tutela della nostra libertà.

Lascio ad ognuno di noi, la libera scelta di quale posizione e/o opinione esprimere su questi fatti odierni, ma sono certo e convinto che quanto accade oggi in Libia, non è un male in quanto tale, una violenza gratuita, una ingerenza inaccettabile, ma una azione che sento vicina, non lontana dagli interessi del nostro stile di vita, della nostra storia, della nostra cultura, dei nostri morti ammazzati dal terrorismo islamico, che essi fossero a New York, che essi fossero a Lockerbie, che fossero ad Ustica.

La difesa di un sentimento di appartenenza comune, non conosce limiti, non conosce distinzioni, non conosce storie differenti.

O l’Occidente si salva tutto, o la sua storia, la sua cultura, la sua religione, il suo stile di vita e la sua innata propensione alla difesa del nostro comune stile di vita, non potranno sopravvivere al confronto delle barbarie e delle violenze odierne.

E non è una questione di bandiere, di ideali, ma di territorialità, di stili di vita, di lotta per la sopravvivenza della libertà dei primi e della mera soprravvivenza dei secondi.

O noi, o loro.

E’ la legge della natura, è la legge della sopravvivenza.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il cambiamento e l’atmosfera astiosa

martedì, 11 gennaio 2011

Fra le numerose notizie che ogni giorno ci informano che il mondo sta rapidamente cambiando con processi e tempi che superano la tollerabilità di personalità immature, ignoranti, malformate, ineducate o solo maleducate, rileviamo una costante crescita di notizie in cui la violenta reazione di soggetti mentalmente instabili si evidenzia con sempre maggiore frequenza.

Si parte dalla famigerata conferenza stampa del presidente americano Bush, nella quale uno scalmanato bersaglia il presidente più potente del mondo con le sue scarpe, si passa dal film nel quale si incita ad uccidere il premier italiano alla riproduzione del duomo milanese lanciata da un individuo disturbato che sfigura lo stesso premier italiano e, si arriva sino ai nostri giorni nei quali, una deputata americana viene fatta segno di colpi di arma da fuoco.

La deputata, Gabrielle Giffords, aveva peraltro già denunciato il clima astioso che taluni avversari politici muovevano e fomentavano contro di lei, così come il premier italiano aveva anch’egli manifestato timori rispetto a gesti inconsulti che potessero provenire da quelle mani armate da attacchi politici di incredibile violenza verbale, attacchi che sfociavano in un vero e proprio incitamento alla violenza fisica, anche se non in modo espresso e/o diretto.

In taluni casi, purtroppo, il gesto violento di questi individui dalle personalità deboli e deficienti, viene addirittura immortalato come un “gesto eroico” da quegli stessi ambienti che lo hanno promosso e favorito, sino al paradosso incredibile di intitolare strade e piazze, od addirittura un’aula parlamentare, ad un soggetto come il Carlo Giuliani, reo di aver attentato alla integrità fisica ed alla vita stessa di un Carabiniere in servizio di ordine pubblico a mezzo di un estintore durante le violenze che seguirono il G8 di Genova.

Cosicché si evidenzia che, in momenti di destabilizzazione mondiale dei criteri di subordinazione e di ordinamento, degli equilibri planetari e delle fisiologie globali, gli animi meno educati e vocati al cambiamento, proprio perché i più insicuri, si attivano sotto la sollecitazione degli eventi e delle “manovre di condizionamento ideologico” che si accompagnano sempre a mutamenti epocali, abusandone e tentando una lettura in chiave ideologica che porti acqua al proprio mulino di parte sindacale, politica, corporativa, etc.

Insomma, alla devastazione che sempre si accompagna ad ogni momento di crisi economica e sociale, dobbiamo aggiungere il danno beffardo di chi tenta di utilizzare il malumore popolare non al fine di supportare nuove ed originali proposte alternative politiche, ma quanto versare quanta più acredine e malumore possibile sul proprio avversario politico che, in quel momento storico, rappresenta il potere, la sua stabilità e la sua continuità di azione.

Sono infatti i simboli del potere politico, economico e religioso ad essere colpiti dal nuovo terrorismo internazionale, come nel caso delle Twin Towers, della Casa Bianca e del Pentagono dell’11 settembre 2001, ovvero come nell’attentato a Papa Giovanni Paolo II.

Ma vi è un “caso italiano” in questa casistica, un caso che si raffigura con una stella a cinque punte:
quella delle Brigate Rosse, frangia terroristica che ha segnato gli ultimi decenni di questo paese, ogniqualvolta questo paese ha tentato di voltare pagina verso una democrazia meno bloccata, massimalista e totalitaria in favore di una democrazia più liberale ed adeguata ai tempi moderni.

Il ritrovamento nella Torino della Fiat di stelle a cinque punte e di messaggi minacciosi nei confronti dell’AD Marchionne di Fiat, nel suo inedito ruolo di apripista di nuovi modelli di sviluppo industriale, di contrattazioni e di rapporti fra datore di lavoro, lavoratori e sindacati, riaprono profonde ed ancor fresche ferite nella storia di questo paese.

Infatti, ogniqualvolta si è tentato di aprire nuove strade di dialogo sociale fra corporazioni, strati sociali, imprese e lavoratori, famiglie ed aziende, destra politica moderata e sinistra politica moderata, è esplosa l’ignorante violenza brigatista.

La lista dei caduti sotto questa “violenza conservatrice” è ormai lunga, e va dal Moro al Ruffilli, dal D’antona al Biagi.

Ogni volta che si è tentato di riformare il mondo del lavoro donandogli maggiore libertà e flessibilità, i difensori di uno status quo impossibile da mantenere e che difende principalmente parassiti e fannulloni che infestano il mondo del lavoro italiano, sia pubblico che privato, si sono attivati ed hanno ucciso, nella convinzione che il terrore avrebbe indotto a non percorrere quelle strade di libertà e di benessere, comune e condiviso.

Ma non per questo quelle riforme non sono state realizzate, non per questo, quelle strade non sono state percorse sino in fondo.

Nonostante il riformismo ed i nuovi indirizzi di dialogo e di contrattazione fra le parti socio-economiche che formano il mondo del lavoro trovino sempre più la quadra di un assetto comune adeguato in risposta ai tempi moderni della “concorrenza selvaggia globale”, il terrorismo brigatista comunista tenta in ogni caso di impedire che il paese determini un assetto comunemente condiviso che faccia a meno dell’ideologia antistorica denominata “lotta di classe”.

Ed il nodo della novazione strutturale che consentirebbe alla economia italiana di competere con le grandi potenze economiche mondiali è proprio quello del mondo del lavoro e della sua eccessiva rigidità:

1 – l’eccessiva rigidità nella regolamentazione dei licenziamenti, specie in direzione di quei dipendenti che non ottemperano all’adempimento delle indicazioni strategiche aziendali;

2 – l’eccessiva rigidità nella regolamentazione dei negoziati e dei contratti giuridici.

Nel primo caso, urge spezzare il paradosso che garantisce e difende il parassitismo ed il fannullonismo piuttosto della disponibilità, della buona volontà e della operosità nel lavoro subordinato, lavoro che prevede fra l’altro, un unico corrispettivo uguale per tutti (altro retaggio comunista), sia per i dipendenti che lavorano operosamente sia per quelli fannulloni, demotivando i primi e rinforzando le fila dei secondi.

Nel secondo caso urge spezzare l’inutile rigidità della contrattualistica privata e pubblico-privata, incapace di garantire finanche nelle aule di un tribunale, il pieno adempimento degli obblighi delle parti coinvolte, e rendendo impossibile confermare, per esempio, una data certa della fine dei lavori appaltati da un ente pubblico, ovvero l’adempimento in generale delle obbligazioni contratte.

In tutti e due i casi su esposti, si evidenzia come nel caso del licenziamento di un lavoratore dipendente e come nel caso di un qualsiasi altro inadempimento contrattuale, la scelta di ricorrere in giudizio risulta parecchio mortificante in entrambe i casi, viste le lungaggini processuali italiane.

Si riflette se non sia più efficace un sistema fortemente liberale e liberistico nel quale, in assenza di un adempimento contrattuale qualunque (ma importante, sostanziale, che ingeneri insoddisfazione profonda nell’altra parte), vi sia l’immediata risoluzione del contratto stesso, sia che si tratti di contratti di lavoro che di altri contratti privatistici o contratti fra pubblico e privato, come nel caso di molti paesi occidentali e liberali a democrazia ed economia avanzata.

Le “ruggini” provocate da decenni di “ingiustizia contrattuale”, decenni di “prevaricazioni autorizzate e garantite” da parte di parassiti e fannulloni, decenni di democrazia bloccata frutto di una politica ingessata e parruccona, decenni di inesistenti ed artificiali conflitti di classe sociale, decenni di ipergarantismo buonista ed idiota, decenni di antagonismo a tutti i costi, ebbene, tutte queste ruggini ultradecennali portano oggi il loro frutto avvelenato:

un clima astioso all’interno del quale risulta difficile fare politica, fare impresa o semplicemente lavorare in contrattazione subordinata.

Risulta difficile, ovunque e non solo in Italia, ridurre quegli spazi di ipergarantismo sterile costruito sul boom economico degli anni ‘60.

Risulta difficile oggi licenziare un dipendente poco operoso sostituendolo con un giovane più preparato e volenteroso se non si modifica l’intera struttura all’interno della quale si muovono gli operatori del mondo del lavoro, coniugando nel miglior modo possibile i concetti di anzianità e di merito, di esperienza e di formazione.

Inoltre si evidenzia come oggi sia più gravoso il clima astioso creato ad arte dai conservatori di ogni genere e grado che il fannullonismo stesso.

E’ questo clima che uccide, moralmente e materialmente, più di ogni altra cosa al mondo.

E’ questa ruggine, è questa continua frizione che impedisce al nostro paese di decollare, oltre la presenza oppressiva delle mafie e la iperburocratizzazione ad ogni livello, e crea intralci sospettati di essere essi stessi il fondamento artificioso di ogni corruzione estorsiva.

Il clima astioso frena la produttività:

è una attività anti-aziendale, è una attività anti-sociale, e come tale, andrebbe punito e perseguito, in specie se si vuole sostenere il cambiamento in atto.

Altro che attività anti-sindacale….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il rifiuto dell’integrazione e l’odio verso lo stile di vita occidentale

lunedì, 13 dicembre 2010

Fonti di intelligence canadesi rivelano, in un rapporto pubblicato dal National Post, l’esistenza di un programma segreto di incitazione all’isolamento dei musulmani nel mondo.

Il programma prevede l’allontanamento da ogni modello di civiltà occidentale e la conseguente nascita di una “nuova ideologia” che contrasti apertamente con i valori di riferimento della civiltà occidentale.

Una miriade di “mini società islamiche fondamentaliste” nel corpo di ogni paese occidentale, per utilizzare l’ideologia come mezzo di contrasto democratico al modello ed allo stile di vita occidentale.

Come metastasi di un tumore maligno, tali gruppi hanno il compito di mettere a rischio la coestistenza e la stessa sussistenza dei paesi occidentali liberi e democratici proprio attraverso un processo di “crescita tumorale interna” che proceda in modo accelerato rispetto alla crescita delle cellule benigne e le soffochi tutte al momento in cui avranno preso il potere dall’interno dell’organismo-stato attraverso il metodo democratico della rappresentatività e delle libere elezioni democratiche.

L’isolamento iniziale di cui rivela il rapporto, serve a non contaminare le cellule maligne musulmane sparse nei paesi occidentali con la cultura e lo stile di vita occidentale, da sempre orientato alla tutela e alla difesa delle libertà individuali e dei diritti di cittadinanza.

In questo stato di “dormienza riproduttiva”, tali gruppi cellulari devono concentrarsi quindi sulla crescita demografica maggiore possibile, per raggiungere quel punto di non ritorno che consentirebbe ai musulmani di prendere il potere senza dover ricorre becessariamente all’uso della violenza nei paesi democratici occidentali e trasformarli così in paesi islamici fonamentalisti, ove ogni diritto ed ogni libertà individuale verrebbe abrogato e dove la norma religiosa musulmana coinciderebbe con la norma dello stato, nella produzione di uno stato etico.

Fondamentale in questa fase è l’isolamento, nel quale, deve avvenire la mutazione cancerogena islamica, al fine di creare il clima e le condizioni favorevoli per l’accoglienza di quei messaggi che provengono dal mondo del terrorismo islamico e indurre le conseguenti (re)azioni, violente e non, nei confronti delle società liberali e democratiche, azioni, che dovranno essere prodotte e messe in atto dal vivaio musulmano riprodotto, cresciuto, educato, formato, istruito e naturalizzato in un paese occidentale.

La proiezione demografica islamica è propedeutica alla istituzione di uno stato islamico etico globale governato dalla legge islamica.

Il nuovo modello sociale islamico ideologizzato, è molto vicino al modelo socialista delle dittature comuniste, laddove la norma ideologica era di pari forza di quella statale, creando così un modello statuale di “dittatura del socialismo reale”, laddove la base ideologica veniva applicata sic et simpliciter alla vita dei cittadini di un paese, piegandone con assoluto rigore gli stili di vita, le libertà individuali ed ogni altra volontà od istanza che prevenisse dal basso.

La mistura ideologica social-comunista di stampo islamico appare oggi il maggior pericolo alla stessa esistenza e sussistenza di un mondo libero e liberale e del mantenimento di un modello di vita occidentale laico, da sempre e per definizione, opposto e combattuto dal modello islamico.

Da sempre infatti, i residui del comunismo nel mondo, sono stranamente attratti e favorevoli allo sviluppo di una espansione colonizzatrice islamica, vista come una “rivincita” sulla storica e definitiva sconfitta del socialismo reale proprio da parte della fratellanza delle democrazie occidentali, laiche e liberali per definizione.

Il mondo deve quindi difendersi da questa nuova quanto antica minaccia, che tenta di destabilizzare dal di dentro i liberi paesi laddove i cittadini vivono uno stile di vita libero ed un modello globale vincente e sinora, almeno sinora, imbattuto.

Il grido di allarme lanciato dai servizi di intelligence occidentali è un campanello suonato per le caste politiche addormentate e parruccone che stentano a riconoscere l’espansione islamica come un pericolo mortale per ogni tipo di società multiculturale e democratica.

Posto che nessuno di questi imbelli politici, il giorno 11 del mese di settembre dell’anno 2001 dopo la nascita di Gesù Cristo, fosse seduto davanti ad un televisore ad assistere al più grave attacco al modello occidentale.

Su temi come flussi migratori, immigrazione clandestina, accettazione di culture che rifiutino ogni integrazione e che ci odiano profondamente, come sul nostro sile di vita ed il nostro modello culturale e sociale, è principalmente su questi temi che si divide da oggi in poi il buon governo dal cattivo governo, il buon politico dal cattivo politico, la buona società dalla cattiva società.

E’ in gioco il nostro futuro e la nostra stessa sopravvivenza.

Ogni tipo di tradimento è assolutamente proibito e punito, ovviamente.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La sicurezza in Italia va a braccetto con Hezbollah

giovedì, 4 novembre 2010
L'arma inserita nella bandiera è il famigerato AK-47

L'arma inserita nella bandiera è il famigerato AK-47

Dal 26 gennaio 2010, la presidenza del Copasir, è affidata a Massimo D’alema.

Il Copasir è il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, un organo del Parlamento italiano, con funzioni di controllo dei Servizi Segreti.

Nell’agosto del 2006, Massimo D’alema, allora ministro degli Esteri e vice presidente del governo Prodi II, provocò una polemica internazionale per essersi fatto riprendere per le strade di Beirut in Libano, a braccetto con un deputato Hezbollah, polemica che lo portò ad essere indicato come unico ministro europeo ad appoggiare apertamente il movimento Hezbollah.

Hezbollah, o Ḥizb Allāh (partito di Dio) è un partito sciita del Libano che conta deputati e ministri nell’attuale governo.
Il movimento politico Hezbollah ha però un’ala militare, nota come al-Muqāwama al-Islāmiyya (Resistenza Islamica), ed è indicata da taluni politici di avere influenza su alcune organizzazioni quali:
l’Organizzazione degli Oppressi;
l’Organizzazione della Giustizia Rivoluzionaria;
l’Organizzazione per il Giusto contro l’Erroneo;
i Seguaci del Profeta Maometto.

Hezbollah ha inoltre sempre sostenuto che il movimento non smetterà mai di combattere, almeno sino alla distruzione dell”entità sionista”, cioè dello stato di Israele, e produdendo una costante attività che alimenta l’odio anti-semita.

Il Parlamento europeo ha adottato il 10 marzo 2005 una risoluzione che di fatto accusa Hezbollāh di aver condotto “attività terroriste”.
La risoluzione afferma che il “Parlamento considera che esiste una chiara evidenza di attività terroriste da parte di Hezbollah. Il Consiglio dell’Unione Europea deve intraprendere tutti i passi necessari per impedire le loro azioni”.
Tale risoluzione è stata approvata dal Parlamento europeo con una maggioranza schiacciante:
473 a favore
8 astenuti
33 contro.

Il Consiglio d’Europa ha inoltre qualificato Imad Mugniyah come un alto responsabile dell’ intelligence del movimento libanese, accusandolo di essere un terrorista.

Hezbollah è stato classificato come organizzazione terrorista dagli Stati Uniti, dai Paesi Bassi, dal Canada, da Israele,

Regno Unito e Australia hanno indicato come organizzazione terrorista solo il braccio armato del movimento Hezbollah.

Il governo statunitense accusa Hezbollāh di diversi attentati, il più grave dei quali avvenuto il 23 ottobre 1983 quando due autobombe esplosero contro una caserma occupata da truppe americane e francesi uccidendo 241 marines statunitensi e 58 paracadutisti francesi.

Hezbollah è sospettato di essere il responsabile del rapimento di numerosi cittadini americani in Libano (di cui cinque furono assassinati) tra i quali particolarmente salienti furono quelli del colonnello dell’esercito degli Stati Uniti William Francis Buckley, capo stazione della CIA a Beirut, rapito dall’Hezbollah il 16 marzo 1984 e morto l’anno dopo nelle mani dei suoi sequestratori, del corrispondente dell’Associated Press a Beirut Terry Anderson, sequestrato il 16 marzo 1985 e liberato il 4 dicembre 1991, dell’inviato della Chiesa Anglicana Terry Waite, rapito il 20 gennaio 1987 mentre cercava di negoziare la liberazione di alcuni ostaggi e liberato il 17 novembre 1991 e del colonnello USA William R. Higgins, capo del Team di osservatori dell’ONU nel Libano meridionale, rapito il 17 febbraio 1988, torturato ed infine ucciso pare nel luglio 1990.

L’organizzatore di tali Rapimenti sarebbe stato Imad Mugniyah, il comandante militare di Hezbollah.

Il coinvolgimento di Mughniyah pare accertato anche per quanto riguarda il dirottamento del volo TWA 847 il 14 giugno 1985, nel corso del quale venne assassinato dai dirottatori il sommozzatore della marina USA Robert Stethem.

Il governo argentino accusa Hezbollah di essere il responsabile di due attentati ad una sinagoga ed ad un centro culturale ebraico avvenuti a Buenos Aires nell’85.

Le Nazioni Unite (ONU) hanno chiesto lo smantellamento dell’ala militare di Hezbollah nella Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU n° 1559.

Hezbollah ha inoltre espresso sostegno verso alcuni gruppi della resistenza terroristica palestinese, come “Hamās” (elencata tra le organizzazioni terroristiche dal Canada, dall’Unione Europea, da Israele, dal Giappone, e dagli Stati Uniti, mentre è addirittura bandita dalla Giordania. Australia e Regno Unito elencano come organizzazione terroristica solo l’ala militare di Hamas: le Brigate Izz ad-Din al-Qassam) e la “Jihād islamica”.

Ora, mi e vi domando:

ci sentiamo proprio proprio sicuri che al controllo dei servizi segreti italiani vi sia un personaggio politico che va a braccetto con codesti signori?

Quale controllo sulla sicurezza può garantire Massimo D’alema agli italiani?

Quale interesse ha il presidente del Copasir Massimo D’alema nel richiedere addirittura l’audizione del premier italiano Silvio Berlusconi?

Sì, la richiesta è ufficiale ed è stata pubblicamente manifestata.

Quale interesse nazionale tende a tutelare il Copasir con questa audizione?

Quali informazioni vuol ottenere il Copasir da questa audizione?

Informazioni sulla sicurezza del paese da parte del pericolo di attacchi terroristici portati da organizzazioni terroristiche di matrice islamica?

No, no: niente di tutto questo.

E allora cosa?

D’alema vuol chiedere chiarimenti sui rapporti fra Silvio Berlusconi ed un soggetto che risponde al nome di Karima El Marhoug.

Allora è un caso di “contatto” fra il premier italiano e potenziali elementi terroristici internazionali?

No, no: niente di tutto questo.

Si tratta solo dell’ennesimo caso di potenziali escort che sono venute in contatto con la vita privata del signor Silvio Berlusconi.

Karima El Marhoug è infatti meglio conosciuta come la signorina Ruby Rubacuori, e di “matrice islamica”, ha solo i “segni” delle frustate ricevute dal padre-padrone di cui porta ancora le tracce “incise” sulla schiena.

Vi sentite tutti più sicuri, adesso?

Beh, io no.

Perchè quel che fa nella sua privata privata il premier italiano, è cosa che interessa solo il Signor Silvio Berlusconi.

Ma quel che fa nella sua vita pubblica un ministro degli Esteri italiano ed il presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, quali rapporti istituzionali egli intraprenda con organizzazioni politiche da più parti indicate ed elencate come organizzazioni terroristiche, quello sì, che mi interessa.

Eccome se mi interessa.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

America Mon Amour – 11/09/2001

sabato, 11 settembre 2010

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001


Stasera mia moglie indossa una maglia completamente nera, con una bandiera americana stampata sul petto.

Ricordo ancora quando acquistammo quella maglia.

Era l’11 settembre 2002 ed eravamo ospiti di un villaggio turistico di proprietà tedesca nel sud della Puglia.

La sera precedente avevo chiesto al direttore del villaggio, quali momenti di riflessione avesse programmato nel primo anniversario dalla tragedia delle Twin Towers.

La Germania era uno di quei paese che aveva mal digerito la voglia statunitense di inseguire il terrorismo e di combatterlo in tutto il mondo.

Quindi il direttore, con poca abilità e diplomazia, fece intendere che nulla sarebbe stato organizzato in quel villaggio per ricordare l’evento storico che ha sconvolto gli equilibri mondiali più di ogni altro.

Fu così, che alla mattina dell’11 settembre, io e mia moglie uscimmo dal villaggio e ci recammo nel più vicino centro abitato con l’intenzione di acquistare un capo di abbigliamento che raffigurasse un simbolo degli USA.

Trovammo solo una maglietta nera, con stampata sul petto la bandiera a stelle e strisce.

Era un indumento femminile.

Mia moglie lo indossò.

Tornammo nel villaggio e ci recammo a fare colazione.

Il direttore, ossequioso, ci accolse all’ingresso della zona adibita alla prima colazione.

Un sorriso smagliante fu la risposta che gli consegnammo, dopo aver visto il suo viso trasformarsi alla vista della maglia a stelle e strisce.

Grande fu la sorpresa di vedere all’interno un altro cliente che si era completamente bardato di bandiere americane:

ne aveva sulla bandana, sulla maglia, sul pantaloncino, sulle calze e persino sulle scarpe.

Ci scambiammo un sorriso, solo uno.

Ora, a distanza di tanto tempo, e guardando quella maglietta, mi domando:

cosa abbiamo imparato noi italiani e noi europei da quella tremenda lezione della storia?

Cosa vuol dire la politica filo-araba di italia e UE?

Abbiamo già dimenticato a chi deve l’Europa la propria libertà?

Abbiamo già dimenticato che l’Italia deve la sua indipendenza economica, la sua sicurezza esterna ed interna e la sua potenza politica alla fraterna amicizia degli americani?

E se non abbiamo dimenticato tutto questo, perchè, nonostante tutto questo, li stiamo tradendo?

Durante l’ultimo governo Prodi, il ministro per gli affari esteri D’alema rafforzò la politica di avvicinamento alle frangie arabe più estreme e più vicine al terrorismo islamico.
Fu in quel periodo che scrissi America Mon Amour.
In ricordo degli uomini e delle donne che hanno perduto la vita a causa del terrorismo islamico fondamentalista.
Dedicato a coloro i quali difendono quotidianamente la libertà in questo mondo sempre meno libero e sempre più violentato dal terrorismo religioso a matrice islamica.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Obama, l’islam, Ground Zero e la resa degli USA

sabato, 14 agosto 2010

Incredibile.

Non so se il Presidente degli Stati Uniti d’America si rende conto della portata della sua decisione di consentire alla costruzione di una moschea, luogo di culto di fede musulmana, nello stesso luogo dove il terrorismo islamico ha prodotto la sua più alta violenza nei confronti del mondo libero e civile:
Ground Zero.

Lì, dove si ergevano le Twin Towers, lì dove migliaia di cittadini americani hanno perso la loro vita nel più vile attentato terroristico che la storia dell’umanità ricordi, lì, dove gli USA sn stati colpiti a morte, nel cuore ferito di quella new York che incarna il mito della libertà e della civiltà occidentale e democratica, lì, proprio lì, Obama acconsente alla costruzione di una moschea musulmana, di quella fede islamica che più di ogni altra incarna il mito anti-libertario planetario, di quell’islam che fa di donne e bambini degli schiavi senza diritti in tutto il pianeta, di quell’islam, che nella sua parte peggiore, violenta e razzista, odiosa e rabbiosa, rappresenta il primo nemico alla sussitenza stessa della vita degli uomini e delle donne liberi di tutto il mondo.

Incredibile.

Obama, il musulmano Obama, il presidente americano Obama, non si rende conto che questo atto rappresenta certamente una resa incondizionata al terrorismo islamico?

Non si rende conto Obama che consentire in Ground Zero la costruzione di una moschea musulmana rappresenta uno schiaffo in pieno viso a quegli americani che in quello stesso luogo, hanno perso la loro vita e la loro libertà per mano del terrorismo islamico?

E non si rende conto il musulmano Obama che questo atto pone più di un dubbio sulla capacità di un presidente americano musulmano di anteporre gli interessi americani a quelli della religione musulmana, che nella sua accezione più violenta e anti umana, odia la libertà americana più di ogni altra libertà planetaria e nella sua accezione più mediamente ordinaria, non consente alle donne di godere di quella “libertà che illumina il mondo” il cui simbolo femminile svetta nella stessa città di New York?

E se i musulmani, in un domani che nessun uomo libero accetterebbe, raggiunta la maggioranza demografica e democratica negli USA, chiedessero di mettere il velo alla figura femminile della Statua della Libertà e di iscrivere la parola Corano sul libro da essa tenuto in mano?

Cosa farebbe il presidente Obama?

Calerebbe ancora i calzoni di tutti gli americani per onorare la libertà di culto musulmano?

E questa sarebbe la realizzazione del concetto musulmano dell’ordinare il bene e del vietare il male?

Incredibile.

La luce che illumina il mondo si è forse spenta, per sempre?

L’egemonizzazione plantaria dell’islam raggiunta attraverso il cavallo di troia delle democrazie occidentali, il concetto democratico del potere dei numeri?

Barack Obama:

ma da che parte stai, e quale concetto di libertà difendi?

Forse quell”unico concetto di libertà possibile per un musulmano:

la sottomissione incondizionata all’islam dell’intero pianeta, proprio nel nome di quella libertà che i musulmani nel mondo dimostrano quotidianamente di avversare?

Io non mi sottometto all’islam, io difendo la libertà degli uomini e delle donne del mondo libero.

No, non certamente Barack Obama.

Ma certamente io, io uomo nato libero, io uomo che non si sottomette all’islam, io uomo che una moschea a Ground Zero, non la farei costruire mai.

Io, fratello e figlio di una donna libera, io, che sono figlio della libertà, io che difenderò sempre la libertà dei miei figli di vivere senza vergogna.