Sicurezza e Giustizia devono garantire la Legalità

Leggere le notizie italiane, equivale a leggere un bollettino di guerra:

una lunga serie di nomi di caduti sotto la schiavitù del crimine.

Il fiore all’occhiello italiano, il gioco del calcio, viene continuamente scosso sin nelle sue fondamenta da continui scandali che ipotizzano crimini continui e devastanti per l’immagine del gioco:

il calcio non è più solo il calcio, ma è il calcio-scommesse, è calciopoli.

Nulla sembra essere asservito alla legge in questo paese, che appare profondamente piegato da atti criminali che, per entità, frequenza e personaggi coinvolti, proietta l’immagine di un paese fondato sulla illegalità.

Il vento rinnovatore che ha iniziato a spirare con tangentopoli, continua a far emergere un sistema profondamente degradato, lo snida, lo insegue.

Eppure il sistema politico, nonostante sia continuamente colpito da scandali corruttivi, manifesta segni evidenti di incapacità a governare il fenomeno della illegalità diffusa, a cominciare dalla mai realizzata normativa anticorruzione, che dovrebbe impedire l’accesso di soggetti incompatibili con il governo della cosa pubblica, proprio a causa della loro dimostrata corruttibilità.

E tale immobilismo denuncia il sospetto che non ci sia la reale volontà politica di regalare al paese un futuro normale fatto di cieca obbedienza alla legge.

Un paese fondato sulla illegalità presenta un profilo inaccettabile nel contesto internazionale, provocando esso stesso una perdita di immagine e di credibilità nel mondo.

Ma la casta politica sembra puntare più ad una “normalizzazione forzata” del paese, piuttosto che ad una sua evoluzione positiva.

Il messaggio lanciato dalla politica italiana dei parolai parrucconi ed incipriati appare invece, nei fatti, sempre più chiaro ed intelleggibile:

se siamo tutti mafiosi, nessuno è più mafioso e non esiste più una emergenza mafie in Italia;

se siamo tutti corrotti, nessuno è più corrotto e non esiste più una emergenza corruzione in Italia.

Un tam tam subliminale, e nemmeno tanto nascosto.

Questa normalizzazione pare avere un ascendente notevole sulla società italiana, poichè nessuna voce si leva, a parte quella di questo blog, nel denunciare tale “normalizzazione forzata”, che sembra essere anche condivisa, visto il silenzio-assenso che sembra accoglierla.

Ma non è con il silenziare i problemi del paese che si risolvono i problemi del paese, salvo acuirli a tal punto da renderli di impossibile risoluzione.

Riforme e ripristino della legalità nel paese sono due urgenze inderogabili.

Ma le Riforme giacciono sulla carta, mentre la Legalità e le sue due figlie Sicurezza e Giustizia, paiono in difficoltà estrema, se non in conflitto fra loro, se è vero come è vero che, ogni tentativo del ministro dell’Interno di garantire maggiore sicurezza ai cittadini venga ostacolato da sentenze negative.

Ma se Sicurezza e Giustizia non troveranno il modo di collaborare in favore della tutela dei cittadini, la Legalità non regnerà mai sovrana e garantita.

Le riforme urgono, pur nella certezza che basterebbe solo una maggiore collaborazione per ottenere ottimi risultati, così come dimostrato dal metodo ideato dal ministro dell’Interno Maroni e dimostratosi vincente nel più grave contrasto alle organizzazioni mafiose della storia della repubblica.

Cosa sarebbe delle sentenze della magistratura nei confronti dei mafiosi latitanti senza il deciso governo della sicurezza varato da Maroni?

Se la sicurezza non collabora con la giustizia i boss mafiosi, benchè attinti da sentenze della magistratura, vivono tranquillamente la loro latitanza.

E se la giustizia non collabora con la sicurezza, come si fa a garantire la Legalità in un paese che sembra invece fondato sulla illegalità?

Unire le forze dell’ordine e la magistratura in una stretta collaborazione nel respingere l’illegalità appare infatti l’unico modo per ottenere Legalità, appunto.

Non serve una riforma per capire questa verità.

Basta solo la buona volontà e la diligenza del buon padre di famiglia.

Sempre che si sia scevri da pregiudizi ideologici e si punti esclusivamente al bene comune ed alla tutela dei diritti del cittadino.

E se un paese sembra fondato sulla illegalità, qualcuno ci dovrà pur dire perchè questo avviene.

Qualcuno ci dovrà dire perchè diviene così difficile assicurare sicurezza e giustizia al popolo sovrano.

Non si può continuare in questo conflitto fra poteri dello stato:

l’unico a rimetterci è il popolo.

Quel popolo cui lo stato dovrebbe servire e non asservire o disservire.

Diamoci un taglio ai pregiudizi politici e diamoci da fare:

il popolo non aspetterà sicurezza e giustizia in eterno
.

Specie quando una crisi spaventosa bussa alle porte delle case dei cittadini.

Serve collaborazione, non competizione o conflitto fra i poteri dello stato.

Altrimenti, qualcuno ci dovrà pur dire a cosa serve uno stato se non serve ai cittadini che ne pagano il mantenimento.

Serve solo alla sopravvivenza di se stesso, sottovalutando in modo allucinante ed impossibile, il peso che hanno i problemi irrisolti di questo paese.

Almeno sino a quando, questi problemi irrisolti a causa della irragionevolezza di taluni, cercheranno altre strade per garantire sicurezza e giustizia al popolo.

E non è proprio così che nacque la dittatura fascista, offrendo garanzie di sicurezza e di giustizia che altri si dimostrarono incapaci di garantire?

Ed è proprio questa la fine che vogliamo per la nostra democrazia?

Siamo proprio sicuri che è questo il futuro che vogliamo?

Gustavo Gesualdo

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