Neo-fascismo e fronte Anti-riformista

Bagarre alla Camera dei Deputati e nella piazza antistante.

Ogniqualvolta alla Camera dei Deputati si avvia un nuovo procedimento legislativo riformatore, ecco spuntare come funghi i conservatori ed i provocatori del rinnovato movimento social-nazionalista italiano.

Gli estremi si toccano?

No, si alleano, si fondono.

Il rinnovato spirito nazionalista delle sinistre socialiste incontra il mai sopito social-nazionalismo finiano, per divenire un novello fascismo, dai soliti metodi, però.

Fini in aula abusa del suo potere istituzionale provocando ad arte quella maggioranza di governo che egli stesso ha tradito ripetutamente, alla vigilia di ogni grande rinnovamento, di ogni sforzo verso il cambiamento, di ogni animo e spirito riformista.

Fuori dall’aula, gli alleati del social-nazionalista Fini, attendono ministri (incauti, a dire invero) della maggioranza per aggredirli al suono di termini come “fascisti” e “ladri”.

La sinistra nazionalista e socialista si scatena, rigurgitando il peggio di se stessa.

L’altro attacco, contemporaneo e sovrapposto, parte da quel governatore pugliese naufragato in una marea di scandali nella gestione delle nomine e degli appalti regionali pugliesi.

Anche questo attacco, grossolano e fascista, rientra in una ottica di tambureggiamento delle riforme in itinere, al solo fine di impedirne il varo, la realizzazione.

In tema di riforma della giustizia poi, scintille di attrito potente scoccano ovunque.

Il premier Berlusconi viene sottoposto a continue chiamate in tribunale, mentre, e guarda il caso, la posizione del presidente della Camera Gianfranco Fini rispetto alla indecente vicenda truffaldina della casa di Montecarlo, viene giudicata da quella giustizia oggetto di riforma come “penalmente irrilevante”.

Stessa sorte, e guarda ancora che caso, tocca al governatore pugliese Vendola, attinto da scandali che lo vedevano coinvolto in indagini di concussione nel governo sanitario regionale pugliese, e che ha visto la sua posizione e quella del suo capo di gabinetto, stralciata ed abbandonata dal filone centrale che coinvolge il suo assessore alla sanità Tedesco (all’epoca dei fatti) del Partito Democratico, salvato dapprima in calcio d’angolo dalla “promozione” al ruolo di intoccabile parlamentare e poi, dalle scelte fatte in giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato della Repubbica.

Fini e Vendola (FLI e SEL), sembrano stati arruolati al ruolo di esercito di liberazione nazionale rivoluzionario, esercito molto sfortunato nelle aule parlamentari, ma altrettanto fortunato nelle aule dei tribunali, a quanto pare.

Ma cosa produce, come risultato, l’unione in matrimonio di un comunista come Vendola e di un nazionalista come Fini?

Beh, signore e signori, ecco a voi la nuova visione massimalista italiana del social-nazionalismo.

Come?

Avete già sentito questa definizione?

Beh, può darsi.

Ma era meglio conosciuta con il termine di Fascismo, ovvero, nella versione germanica del nazional-socialismo, era meglio conosciuta come Nazismo.

L’inversione dei termini nazionalista e socialista (comunista, per chi non conosce la storia europea), sviluppa un modello piuttosto di un altro, ma entrambe riscuotono più di un viso stupito ed inorridito ad accoglierli.

Insomma, a seconda che sopra vi sia Fini e Vendola sotto, otteniamo il nazional-socialismo, e nel caso contrario sia Vendola sopra di Fini, otteniamo il social-nazionalismo.

In ambedue i casi, come potete ben vedere, scompare il termine popolo (sovrano).

Si ha come la sensazione che, la casta prepotente della restaurazione conservativa in Italia, abbia fatto un vero e proprio patto con il diavolo per impedire che si varino le riforme necessarie alla sopravvivenza di famiglie ed aziende italiane.

E mentre il Partito Democratico rimpiange la ormai perduta roccaforte napoletana, devastata da una politica immonda e puzzolente, piange l’arresto in flagranza di reato da parte della Polizia di Stato a Palermo (mentre incassava una tangente), del parlamentare regionale PD più suffragato della Sicilia, e mentre tutto il mondo intero cade sulle spalle del Partito Democratico, il suo leader Bersani è costretto ad un ruolo subordinato alla coniugazione neo-fascista Fini-Vendola, ormai proiettata verso una politica antagonista provocatrice e prevaricatrice devastante, che abusa di ogni strumento istituzionale e locale per affermare che è la Lombardia, la regione più mafiosa d’Italia, ovvero che i corrotti sono gli altri.

Che spettacolo squallido, vergognoso ed indecente.

Signore e Signori, questo è il teatrino politico italiano.

Questo, è il possibile ritorno al metodo politico fascista, per raggiungere il potere ed impedire le riforme del paese.

Il prossimo passo?

I tribunali speciali, quelli che condannano gli avversari ed assolvono gli alleati.

Come?

Secondo voi, esistono già?

E allora, ditelo ….

“Avanti o popolo tuona il cannone
rivoluzione, rivoluzione
avanti o popolo tuona il cannone
rivoluzione vogliamo far.
Rivoluzione noi vogliamo far”

Signore e Signori,
benvenuti in Italia.

Welcome, to the real world.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

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