Mai più consenso per una democrazia corrotta e mafiosa

Capitale corrotta Nazione infetta

Capitale corrotta Nazione infetta

Un titolo de l’Espresso del 1956:

«Capitale corrotta, nazione infetta»

Un titolo de La Repubblica del 2012:

«Politica corrotta, economia infetta»

Dalla nascita della repubblica Italiana ad oggi, nulla è cambiato.

L’Italia si è mostrata come un paese profondamente mafioso e troppo corrotto, un paese che non merita affatto di salvarsi dal presente e latente fallimento socio-economico-politico-burocratico-finanziario.

Siamo andati a votare per decenni con il cuore e la mente colmi di speranze, cambiando il nostro voto o lasciandolo immutato al fine di sperare in un cambiamento che non è mai arrivato.

Ma chi di speranza vive, disperato muore.

Il risultato è che abbiamo concorso e cotribuito (anche se involontariamente e perché tratti costantemente in inganno) con il nostro voto alla creazione di uno stato canaglia, criminale e criminogeno, assai corrotto e mafioso.

Andare a sostenere un sistema così corrotto e mafioso continuando a delegare la nostra sovranità è un autentico suicidio.

Mai più al voto e per nessuno:

se con il nostro voto non siamo riusciti a salvar nulla, questo significa che questo stato di fatto e di diritto non è mutabile attraverso le elezioni, e se non possiamo fermare queste caste mafiose, queste corporazioni mafiose e queste organizzazioni mafiose, almeno possiamo rifiutare di essere loro complici consegnando loro la nostra sovranità.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

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