Lega, cambiamento e riforme sotto attacco: la conservazione manovra per restaurare l’instabilità del governo

Una analisi degli attori che sono protagonisti degli ultimi eventi politici italiani, consente una lettura notevolmente interessante della crisi politica attuale, tutta finta, da manuale del teatrino della I repubblica, ed evidentemente interessata a conservare e restaurare un modello di potere che vedeva il potere statale gestito all’ombra delle segreterie politiche, della partitocrazia e del correntismo, piuttosto che alla vivida luce del governo e del potere esecutivo, cui è sempre stato sottratto con macchinazioni e depistaggi incredibili, rendendo il paese praticamente ingovernabile e non garantendo la dovuta continuità e stabilità governativa.

Signori e Signore, accomodatevi pure, e leggete l’elenco degli attori di lunghissimo corso di questa politica, di colro i quali vivono professionalmete la politica praticamente da sempre, non vivendo mai, neppure per un attimo, il senso del dovere nei confronti del popolo sovrano, che vorrebbe un cambiamento vero, a cominciare da quelle persone che sono in politica praticamente da sempre, e che hanno vissuto di politica, piuttosto che vivere per la politica, per qule bene comune che rivendicano in ogni parola, che disperdono in ogni azione.

Pierluigi Bersani, attuale Segretario del Partito Democratico:

vice presidente della Comunità montana piacentina; vice presidente del Comitato Comprensoriale; consigliere regionale per la circoscrizione di Piacenza nelle liste del Partito Comunista Italiano con incarichi in Giunta regionale sino al 1990, quando ne diventa Vice Presidente; nel luglio dle 1993, in piena era di Tangentopoli, viene eletto presidente della Regione Emilia Romagna; viene rieletto ancora nel 1995, con il nuovo metodo della indicazione diretta del candidato presidente; ministro sia nel I governo Prodi (durato solo 887 giorni, pari a 2 anni, 5 mesi e 4 giorni, che vedeva al dicastero dell’Interno con delega alla protezione Civile, l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano) sia nel II governo Prodi (durato solo 722 giorni, pari a 1 anno, 11 mesi e 19 giorni).

Massimo D’Alema, attuale presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza:

da sempre considerato “figlio del partito comunista”;
è figlio d’arte, il padre fu segretario regionale del Partito Comunista Italiano della Liguria;
a 9 anni rappresentante dei Pionieri (associazione comunista per ragazzi sino ai 15 anni);
segretario nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana dal 1975 al 1980; segretario regionale del Partito Comunista Italiano in Puglia, dove appoggia le giunte regionali indicate come fautrici del successivo tracollo finanziario regionale sia a guida PSI che DC);
segretario nazionale del Partito Democratico della Sinistra dal 1994 al 1998 e presidente dei Democratici di Sinistra dal 2000 al 2007;
presidente del Consiglio dei Ministri dal 21/101998 al 25/05/2000 primo ed unico premier del Partito Comunista Italiano; ministro degli esteri e vice presidente del consiglio dei ministri nel governo Prodi II.

Pier Ferdinando Casini, attualmente leadre dell’UDC (senza esserne il segretario?!):

inizia 31 anni fa la lunghissima carriera politica di Casini, inizia come consigliere comunale della democrazia Cirstiana a Bologna, nel lontano 1980;
nel 2001 viene eletto Presidente della Camera dei Deputati;
nel 1994 fonda con Clemente Mastella il CCD, dichiarandosi favorevole a un’alleanza con la Lega Nord di Umberto Bossi, il Movimento Sociale Italiano di Gianfranco Fini e la nuova formazione politica di Silvio Berlusconi;
successivamente lascia l’alleanza con Mastella che passerà ad appoggiare il centro sinistra e fonda con Rocco Buttiglione l’UDC;
nel 2006, in piena campagna elettorale, dichiara che se il numero di consensi raccolti dallo stesso Casini e da Gianfranco Fini superassero quelli raccolti da Silvio Berlusconi, essi si sarebbero alernati alla guida del governo, dichiarazione che trova il niet assoluto dell’altro grande alleato di Berlusconi: la Lega Nord;
con la partecipazione ai governi Berlusconi, Casini ed il suo movimento politico iniziano una azione di crescente contrasto alle attività del governo, insidiandone la stabilità e la continuità governativa ed aprendo la strada ad una rottura dell’alleanza politica con Berlusconi e la Lega Nord di Umberto Bossi.

Gianfranco Fini, attuale Presidente della Camera dei Deputati:

è stato segretario del Fronte della Gioventù e del Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale il movimento politico che ha raccolto l’eredità storica e politica del Partito Fascista;
presidente di Alleanza Nazionale per tredici anni, dalla fondazione nel 1995 fino al 2008;
vicepresidente del Consiglio dei ministri dei governi Berlusconi II e III;
nel III governo berlusconi è stato anche ministro degli Affari Esteri.
In una intervista dice di lui Pino rauti: “Gianfranco Fini a Fiuggi non ha deviato di una virgola dalle sue idee di sempre. Fini ha semplicemente ammesso pubblicamente quello che noi abbiamo sempre sostenuto, e cioè che il “fascismo di destra” non è fascismo, e non lo è mai stato”.
nel gennaio 2007 Silvio Berlusconi dichiarò Fini come suo successore in caso di creazione di un partito unico, incontrando i dissensi della Lega e dell’UDC.
a seguito della nascita del nuovo soggetto politico Popolo della libertà ad opera di Silvio Berlusconi, Fini riferì che An non vi avrebbe fatto parte, manifestando così un aperto dissenso verso l’alleato della ormai “ex coalizione” del cui governo aveva fatto parte;
Fini avrà una posizione negativa e polemica verso il neonato PDL, rifiutando più volte l’invito di Berlusconi a confluirvi, per poi cambiare diametralmente opinione appena due mesi dopo, quando cade il governo Prodi, affrettandosi a riavvicinare la sua posizione a quella di Silvio Berlusconi e della PDL, nel quale partito unico del cdx AN confluirà definitivamente;
nel luglio del 2009, dopo una serie di polemiche ed attacchi durissimi al premier Silvio Berlusconi, Fini viene espulso dal PDL ed invitato a dimettersi dalla terza carica istituzionale della Presidenza delle Repubblica, ottenuta grazie ai voti del pDL di Silvio Berlusconi e della Lega Nord di Umberto Bossi.

Scusate l’incompletezza, ma il tempo stringe e il quadro generale sembra comunque un po’ più chiaro, adesso.
Io, per campare, lavoro e se pure faccio politica nel mio piccolo a tempo quasi pieno, non godo dei privilegi della politica stessa e non ci guadagno nulla dalla politica (se non tanti nemici e tanti problemi), e quindi mi scuserete gli eventuali errori e le dimenticanze che posso aver avuto nella esposizione.

Dunque, chi resta fuori da questa nomenklatura figlia, sorella e madre del passato?

I nomi di questi altri attori, prendono tutti origine dall’inizio di quella che viene definità come II repubblica, personaggi che hanno dato e danno il massimo sforzo per creare un futuro diverso e meno schiavo della partitocrazia, più libero e completamente sganciato dalla logica partitocratica che ha prodotto la caduta della I repubblica.
Questi nomi, a causa della loro opera politica, del cambiamento e del vento riformatore che hanno incarnato, sono continuamente osteggiati, contrastati e violentemente combatutti dagli attori della conservazione, dai fautori della politica del no a tutti i costi, da tutti coloro i quali vorrebbero continuare a gestire il potere pubblico senza renderne conto al popolo sovrano, ignorando il consenso popolare, mischiando le carte in un teatrino indecente, cambiando continuamente governi al fine di non cambiare mai nulla, dimentichi di essere stati essi stessi i protagonisti di tutto quel che la gente comune vuol cancellare, vuol dimenticare, vuole annientare.

Ed infatti, è il consenso popolare che manca agli attori sopra indicati ed è sempre il consenso popolare che cresce verso gli attori di questa altra categoria politica, altra e diversa in tutti i sensi, fedele alle promesse elettorali, ligia nel realizzare il programma di governo, capace di trasformare la volontà popolare del cambiamento in continue riforme realmente realizzate.
Tutte qualità, queste, assolutamente irrintracciabili in quei nomi che campeggiano nelle prime righe di questo post, che hanno governato senza risolvere mai un problema del paese e senza firmare e realizzare mai una delle riforme che hanno sbandierato, una delle idee che hanno sostenuto, e che continuano dissennatamente a tentare di impedire la continuità e la stabilità dei governi che dimostrano con la loro sola esistenza, il fallimento umano e politico di intere generazioni di “politici e di governanti” esprimibili solo fra virgolette, appunto, poichè questo paese, prima dell’avvento della Lega Nord di Umberto Bossi e dell’avventura politica di Silvio Berlusconi, non è mai stato veramente e solamente governato dal potere costituzionale dello stato, ma semmai saccheggiato e dissanguato, impoverito e castrato da poteri pubblici occupati ed infiltrati dalle pieghe del politichese, del teatrino depistatore, della partitocrazia e del correntismo, il tutto condito da altisonanti richiami ad una costituzione irrealizzata nella realtà e spesso depistata dai suoi valori ideali.
partitocratiche e quelle parlamentarizzazioni utili solo a chi sta bene così come sta e gode di un benessere che non merita e cnon vuol condividere.
Ecco l’altra parte del cielo signori e signore, ecco i salvatori della patria, ecco coloro i quali stanno impegnando ogni energia e tutta la loro vita al fine di rendere diretto il governo del popolo, senza quelle paludi del centralismo che ha ucciso il futuro del popolo, sia pure in nome del popolo.

Umberto Bossi leader della Lega Nord e ministro per il Federalismo:
fondatore del movimento politico Lega Nord;
nel 1992 crea l’allleanza con Silvio Berlusconi denominata Polo delle Libertà, che con Alleanza Nazionale vincerà le elezioni e avvierà la serie dei governi a guida Berlusconi, secondo lo slogan del “buon governo”.
Umberto Bossi e la Lega Nord saranno fautori, firmatari e ispiratori della gran parte delle riforme dello stato e dell’ordinamento realizzate durante tutti i governi Berlusconi, contribuendo a creare una immagine di fedeltà politica e di garanzia della volontà popolare mai espressa prima nel paese, avviando una storica inversione di tendenza in termini di garanzia della legalità in politica e della sicurezza dei cittadini e della tutela del territorio, anche attraverso quello che viene definito come la realizzazione del Federalismo Fiscale, una vera e propria rivoluzione nel sistema-stato che punta a impedire gli sprechi delle risorse pubbliche e al loro effettivo indirizzamento alla fornitura di qualità dei servizi essenziali per i cittadini;
la forza della Lega Nord risiede tutta nella indiscussa leadreship bossiana, nel continuo ricambio generazionale assicurato da amministratori locali validi ed efficaci, dalla convinta e ferma volontà che cambiare in meglio questo apese si può, anzi si deve. Ed ogni atto politico della Lega Nord punta costantemente a garantire quella continuità e quella stabilità di governo sinora sconosciute;
Umberto Bossi e la sua Lega Nord, rappresenta un punto di svolta epocale nella gestione della cosa pubblica, esemplare identificazione di capacità realizzativa, di innovazione e di tutela dei cittadini;
la Lega trova sempre maggiori consensi popolari e sempre maggiori dissensi nei politici figli della I repubblica, a riprova dello slogan “la Lega della gente” e non certamente la Lega dei partiti.
Senza della Lega Nord di Umberto Bossi, questo paese non avrebbe trovato mai la strada che conduce ad un futuro di efficacia ed efficenza del sistema stato, eccessivamente centralizzato e nel quale si annidavano da sempre poteri forti, molto più forti dello stato stesso.
Umberto Bossi ha scritto le pagine della storia di questo paese dell’ultimo ventennio, garantendo quel cambiamento e quella libertà, che decenni di partitocrazia, hanno sempre negato ai cittadini.

Silvio Berlusconi, attuale premier italiano:
che dire.
Tutti sanno tutto di Silvio Berlusconi.
E’ il fautore ed il realizzatore del cambiamento di un paese a democrazia bloccata in un paese liberale e democratico basato sull’alternanza di governo, nella stabilità e della continuità governativa.

Per contrastare questa sua capacità, è nato addiritura un metodo politico unico: l’anti-berlusconismo, cui si dedicano tutti coloro i quali vorrebbero avere il suo stesso potere, ma che si dimostrano invece incapaci di essergli anche semplicemente fedeli, se si eccettua il suo più leale alleato, Umberto Bossi.

E’ sul patto di ferro fra Bossi e Berlusconi che si è garantito quel cambiamento che sembrava impossibile in questo paese.
E’ sul patto di ferro fra Bossi e Berlusconi che si fonda il riformismo e l’adeguamento dello stato reale allo stato di fatto, alla società, ai sistemi produttivi.
E’ sul patto di ferro Bossi Berlusconi che si incentra il contrasto di chi vorrebbe tornare indietro, ad una condizione di carrierismo politico sfrenato ed irresponsabile, lontano dalla realizzazione dei programmi di governo, ma schiavo di quei poteri forti che dalle segreterie dei partiti, dai capi corrente, dai CDA di certe SpA, gestivano effettivamente il potere pubblico, a discapito e contro l’interesse dei cittadini.
Ed è su questo patto di ferro che i libri di storia scriveranno che questo paese è cambiato, proprio quando sembrava perduto.
Nonostante i violenti, i rabbiosi e gli invidiosi avversi.

E così, solo dicendo la verità, mi son fatto un’altra serie di nemici potenti.
Tanti nemici, tanto onore.
Bene, potrò consolarmi con il mio onore?

La prima cosa che tenta il potere quando è moribondo, è spezzare le gambe di quegli uomini che contribuiscono a portare sulle spalle idee innovative fatte di amore per sè stessi, per la propria famiglia, per il proprio territorio, per la propria comunità.

Solo così è possibile a chi ostacola il futuro, restare in piedi e potente.

Ma il futuro bussa alla porta di noi tutti.

Anzi, il futuro è già arrivato ed in questo umile post, ne ho descritto incarnazioni e forze, poteri che si confrontano e prepoteri duri a morire.

Ma nn sarò certo mai io quello che per veder cadere una idea o uno stile di vita diverso e/o avverso al mio, punterà a spezzare le gambe altrui, per quanto meritevoli di questo ed altro.

Signori e signore, questa non è l’epica di Sparta e dei suoi 300, ma nn per questo non è una epoca che non possa essere vissuta a viso aperto e petto esposto.

Non abbiate paura, è con la paura che ci hanno fottuto il futuro che avremmo desiderato per i nostri figli.

Non abbiate paura, sinchè ci saranno uomini come quelli che ho indicato, la speranza in questo paese non è morta.

Non abbiate paura, vivete da persone libere.

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