La questione palestinese, la lezione della storia, l’ignoranza e l’idiozia

I rapporti fra stato di Israele e istituzioni palestinesi sono da sempre fortemente condizionati da questioni che, con la creazione di uno stato palestinese riconosciuto da Israele, poco hanno a che fare.

Ancora una volta si è dimostrato che esistono stati canaglia e stati avvoltoio che, pur sbandierando la questione palestinese, in realtà non desiderano la creazione di uno stato palestinese libero e autonomo, alleato con e semmai difeso dal vicino stato israeliano.

A queste canaglie interessa che l’area del vicino e del medio oriente sia instabile politicamente, al fine di impedire un punto di incontro, una via di mediazione, una serena convivenza fra popoli di fede musulmana e popoli e stati di fede differente da quella musulmana.

L’esempio storico del Libano è lampante.

Laddove un paese di fede musulmana trovasse la strada del benessere e della integrazione con culture ed economie differenti da quelle che sorreggono la maggior parte degli stati etici musulmani, – vere e proprie feroci dittature mascherate da stati democratici a sovranità popolare – esso verrebbe aggredito e terrorizzato, sino farlo implodere dall’interno.

Ed è questa la storia del Libano.

Ancora e sempre il Libano implode quando la cultura e la economia occidentale si rendono protagoniste dell’arricchimento e della crescita di benessere di un popolo e di uno stato musulmano, rendendosi così testimone e prova vivente che, il sistema degli stati etici musulmani, è inadeguato a dare quelle risposte che servono alle genti ed ai popoli arabi e non.

Il Libano diviene ricco e potente sino a venir definito come la “Svizzera del medio oriente”?

E allora i fratelli musulmani lo fanno implodere, impoverendo e massacrando il popolo libanese per conseguire fini estranei a quelli dei libanesi.

E proprio quando lo stato di Israele e autorità palestinesi, sotto la spinta della fratellanza delle democrazie occidentali arrivano molto vicine a trovare un accordo, ecco che il Libano viene fatto implodere dall’interno, nuovamente.

Il tentativo di creare un iran forte ed egemone, che sia baluardo e cosntrasto assoluto al demone occidentale, allo stile vincente di vita occidentale, al benessere e al progresso che garantisce la cultura occidentale, vive eslusivamente di questo antagonismo artificioso, surrogato da tanto odio e violenza, da desideri di guerra e sogni di potenze nucleari, da volontà omicide e viollentatrici dei diritti fondamentali dell’uomo e della donna.

La questione palestinese è arma in mano a queste canaglie assassine, come la fondazione di uno stato palestine libero ed autonomo, soprattutto libero ed autonomo da quella fratellanza musulmana che crede nel terrorismo, che in fondo desidera solo e solamente di affermare l’egemonia di un islam visto come arma da guerra, e non come religione dell’amore.

Morte ai miscredenti.

E morte ai fratelli musulmani che tentano una convivenza pacifica con i miscredenti, convivenza che grantisce loro un benessere ed una stabilità politica che siano propedeutiche irrinunciabili di una crescita sociale e culturale straordinaria, di una garanzia della tutela della propria sicurezza interna ed esterna dalle follie del folle dittatore di turno (dopo l’iraq, ecco il turno dell’iran), della tutela della vita e della salute pubblica che prevede un enorme dispednio di energie nella costruzione di ospedali e acquedotti, piuttosto del dissennato acquisto di armi di distruzione di massa.

Paesi come iran, siria e libia farebbero invero meglio a investire le loro ricchezze per far crescere i propri popoli, invece di gettare queste ricchezze nel fomentare inutili quanto sanguinarie guerre religiose.

Insomma, se gli stati canaglia costruissero ospedali e scuole invece di finanziare terrorismo e odio razziale e religioso, i popoli arabi medio orientali vivrebbero molto ma molto meglio di come sono costretti a vivere da sempre.

E se tutto questo è comprensibile sia difficilmente assimilabile da popoli tenuti in schiavitù e povertà, lasciati languire nella ignoranza di una fede religiosa che predica solo violenza e razzismo, molto meno comprensibile sono quegli pseudo-pacifisti occidentali che appoggiano le tesi degli stati canaglia, contribuendo anche loro a fare della questione palestinese, una questione che con il presente ed il futuro della palestina, ha ben poco a che fare.

Insomma, registriamo che anche nelle libere democrazie occidentali esistono sacche di povertà morale e di ignoranza tali da rendere la questione palestinese, un ricco nutrimento per idioti dagli occhi bendati da prosciutti ideologici piuttosto che da prosciutti religiosi.

Tali pseudo-pacifisti non sono degli eroi, piuttosto potremmo considerarli al minimo come degli sciocchi maldestri facilmente influenzabili da idee e religioni che dalla storia, hanno già avuto le sconfitte necessarie alla loro estinzione definitiva.

Ma un idiota conosce evidentemente quel limite che la ragione umana non dovrebbe mai incontrare:
la follia che non riconosce le lezioni della storia.

E continua a sbagliare, ben sapendo di sbagliare.

Idioti perfetti, antistorici senza tempo, traditori senza coscienza, falliti senza speranza.

In uno stato etico musulmano verrebbero appesi per il collo in pubblica piazza.

Noi fratelli delle libere democrazie occidnetali li tolleriamo e li rispettiamo.

Forse troppo.

Sicuramente inutilmente.

Certamente ricevendone un danno eccessivo.

Sarà venuto il momento di cercare di far comprendere ad un idiota la sua idiozia?

O forse sarebbe sufficiente punirlo come la lezione della storia fa ripetutamente e senza sconti?

Io propendo per la punizione:

forse non riuscirà a far comprendere ad un idiota la propria idiozia, però può certamente impedirgli di continuare a far danni.

E vi sembra poco?

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