Il mondo del lavoro in Italia è penalizzato da certa politica

Il salario medio degli italiani, è fra i più bassi di tutto il mondo occidentale, eppure, il costo del lavoro in Italia resta alto.
Cosa c’è in questa forbice?

C’è lo stato centrale romano, costoso e sprecone, un costo della politica assurdo ed ingiustificato, ed una miriade di balzelli, costi e oneri che non fanno la felicità dei lavoratori dipendenti, ma nemmeno quella dei datori di lavoro.

Per le ore di lavoro straordinario poi, si arriva a prelievi fiscali allucinanti, che si avvicinano alla metà del reddito prodotto.

Nessun adeguamento invece, alle variegate e molto differenti realtà regionali, che da nord a sud, tagliano il paese in mille forme di iniquità e disuguaglianza incredibili.

Di contro lo stato non offre servizi adeguati e differenziati alle variegate esigenze territoriali, tratta nel medesimo modo realtà fortemente produttive e realtà dove l’illegalità, anche e soprattutto nel mondo del lavoro, regna sovrana.

Tutto a danno delle aziende e dei lavoratori, delle famiglie e delle realtà che trainano l’economia di questo paese.

Come vado dicendo da tempo, in Italia la crisi economico-finanziaria è straordinariamente aggravata da una classe politica costosa, inadeguata, impreparata ed indifferente alle esigenze delle genti e dei territori che si dimostrano più attivi e trainanti dell’intero sistama-paese.

Invece di operare al servizio del sistema produttivo, questa casta politica si dimostra un vero e proprio limite alla crescita stessa del paese, creando ad arte instabilità politiche imòpossibili, come nel caso della malsana politica finiana, tutte orientata a soddisfare esigenze che, con quelle delle aziende e delle famiglie italiane, non hanno nulla da spartire.

Una cortina fumogena che ha il compito di spostare l’attenzione dai veri problemi e dalle soluzioni che necessitano urgentemente per sanarli e per risolverli.

E’ questa politica, è questa classe dirigente, è questa casta politica a rappresentare il più grave limite al superamento della crisi in atto in Italia.

Di tutt’altro tenore è la politica propositiva della Lega, che chiede costantemente di chiudere i rubinetto dello spreco e della inefficienza del centralismo politico romano, di adeguare i redditi ai differenti costi della vita che esisitono fra nord e sud, in modo da favorire il motore produttivo italiano, le piccole e medie imprese, ed i lavoratori, secondo metri di meritocrazia e di impegno, di qualità e non di quantità.

La proposta politica del Federalismo Fiscale è il primo passo in questo senso.

E rappresenta anche l’unica via d’uscita dal tunnel nel quale ci troviamo.

Tradimenti e depistaggi politici compresi.

Post pubblicato da Radio 24, la radio de “Il Sole 24 Ore”
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Lettere a Radio24

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