I poteri forti, il popolo e il dovere di essere giusti

La regola d’oro di ogni civiltà moderna, di ogni democrazia occidentale, dovrebbe essere quella di creare una interstizione fra i poteri ed i potentati forti ed il popolo sovrano, in modo da opporre all’abuso di potere dei prepotenti nei confronti del popolo, una forza in grado di competere con essi, imponendo loro il rispetto della legge, prima di tutto.

Per questo, ed in tutto il mondo, i potentati ed i poteri forti tentano sempre di aggirare o eludere il potere di contrasto della legge.

A ben vedere, talvolta questo loro agire può anche essere comprensibile, se guardiamo al caso italiano nel quale lo stato di diritto si mette spesso e volentieri di traverso alle strategie ed alle intraprese economiche, attraverso una pantagruelica burocrazia della pubblica amministrazione che preleva molto fiscalmente senza offrire adeguati servizi come corrispettivo, proprio a cominciare dalla giustizia, veramente troppo lenta, assurdamente ingiusta.

Cosicchè, il popolo sovrano in Italia, resta schiacciato fra il potere dei potenti ed il potere dello stato, entrambe affatto inclini a produrre qualcosa di utile per la gente qualunque.

Ma il caso italiano è un caso di specie differente da quello di ogni altro paese del mondo.

In Italia la politica naviga a vista, spesso senza coraggio, speculando ed indirizzando sulle questioni per ottenere un orientamento favorevole della pubblica opinione piuttosto che averne rispetto e timore.

La pubblica opinione italiana è un concetto ancora tutto da costruire, a cominciare da quel potere dell’informazione cui dedico questa frase di un giornalista americano, Henry Louis Mencken meglio conosciuto come “il saggio di Baltimora”:

“Il rapporto tra un giornalista e il potere dev’essere quello tra un cane e un lampione”.

Ma gli editori puri, come i giornalisti puri in Italia, sono definizioni che trovano difficilmente incarnazione.

Tanto è vero che, il fenomeno degli opinion leader del web, quei blogger che appunto instaurano un sano rapporto con il potere “cane-lampione”, subiscono la reazione scomposta del potere stesso, che ha tentato e tenta incessantemente di “regolamentare” il mondo libero del web, con la chiara volontà di impedire a chi ha qualcosa da dire, di dirla, a chi ha qualcosa da dare, di donarla liberamente.

A questa politica e a questi politici, dedico invece una frase di un mio amico in Facebook:

“è troppo facile essere forti con i deboli e deboli con i forti. molto più difficile essere giusti”.

Ed aggiungerei che, il coraggio di vivere, non si vende al mercato della frutta.

Bene, dopo aver ancor più infoltito l’esercito dei miei nemici, vi lascio con una ultima affermazione.

Siate liberi e coraggiosi:

nulla è mai stato più prezioso di queste due attitudini in questo mondo prepotente.

Nulla è mai stato più umano e utile.

Gustavo Gesualdo
alias
il Cittadino X

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