Grazie, signora Thatcher – Brassed Off

Ho rivisto con estremo piacere un film veramente interessante:

Grazie, signora Thatcher, che nella versione originale titola Brassed Off

Certo, le musiche ed il magnetismo di alcuni attori che recitano in questo film svolgono un ruolo importante, ma è lo scenario storico-narrativo nel quale si svolge la trama che avvince più di ogni altra cosa.

Era il tempo della Lady di Ferro, era il tempo di Margaret Hilda Thatcher nata Roberts, Baronessa Thatcher di Kesteven, premier di un governo conservatore che ebbe il coraggio di tagliare i rami secchi dell’economia inglese, in una era di sconvolgimenti storici ed economici importanti (oggi furoreggia la Cina, in quell’epoca era il Giappone il protagonista delle economie emergenti, insieme alla Korea del Nord), l’era delle privatizzazioni, l’era delle profonde ristrutturazioni industriali.

A farne le spese fu lo storico settore della estrazione, il mondo industriale delle miniere, che vide la chiusura di 140 miniere con la perdita di quasi 250.000 posti di lavoro.

Il film attraversa proprio quel periodo, raccontando delle gesta di una banda musicale e della miniera in chiusura dalla quale essa prendeva il nome.

Siamo all’inizio del secondo mandato della Lady di Ferro, nel quale la Thatcher affrontò il potere dei sindacati e vinse la sfida con le cosìddette Trade Unions.

Furono gli anni delle privatizzazioni e della riduzione dell’intervento statale nella economia, furono gli anni della abiolizione delle roccaforti istituzionali dei laburisti (il Greater London Council ed altre sei analoghe istituzioni), furono gli anni del forte contrasto alla nascente unione europea ed alla unificazione delle monete europee.

Furono quindi circa 250.000 i posti di lavoro privati che si persero nel solo settore minerario in Inghilterra in quei tempi.

Oggi, sono circa 400.000 i posti di lavoro pubblici che verranno eliminati in Inghilterra, in virtù del piano pluriennale di rientro del debito pubblico britannico.

In italia invece, a perdere il posto di lavoro oggi come ieri sono sempre i lavoratori dipendenti del settore privato, mentre quelli del settore pubblico non diminuiscono, ma anzi, aumentano ancora, a dispetto del numero già enorme di dipendenti pubblici che vanta l’italia.

Ed erano i primissimi anni ‘80 quando in Inghilterra si decise di aumentare l’IVA come scelta fiscale volta a raccogliere più fiscalità con le imposte indirette che con quelle dirette.

Oggi siamo nel 2011, più di trent’anni sono passati da quando i paesi europei più avveduti hanno diminuito decisamente l’intervento statale nella vita economica, privatizzato tutto quel che si poteva privatizzare e ristrutturato l’economia del paese.

Oggi siamo nel 2011, anno nel quale i paesi più avveduti e meglio dotati politicamente e sindacalmente come l’Inghilterra puntano ad una forte riduzione della spesa pubblica e dei dipendenti pubblici.

Oggi siamo nel 2011, anno nel quale l’italia naviga ancora in un mare immenso ed incontrollato di corruzione politica e burocratica, con una economia assai demoralizzata e mortificata ed una casta politica che discute con estremo ritardo se puntare su di un prelievo fiscale indiretto piuttosto che diretto e che non si preoccupa nemmeno lontanamente di dimnuire la spesa pubblica ed il debito pubblico anche con la necessaria perdita di posti di lavoro pubblici, che in italia sono troppi e troppo improduttivi, sia nel senso qualitativo che nel senso quantitativo.

Ora, che siamo nel 2011, chi spiegherà a questa casta politica italiana che sono già in ritardo di più di trenta anni sulla ristrutturazione economica e sul dimagrimento statale?

Chi dirà loro con chiare parole che il paese non aspetterà altri trenta anni per vedere un piano di rientro del debito pubblico sanato con una decisa stretta sulla spesa pubblica?

Chi si offre volontario per un così ingrato mestiere?

Poichè non vi è peggior sordo, di chi non vuol sentire.

Poichè non vi è peggior folle di chi pensa di curare i mali degli stati moderni con l’ottimismo anzichè con duri cambiamenti di rotta nello stile del governo della cosa pubblica.

Spiegatelo voi a codesta gente che deve fare ciò che vi è da fare, o che lascino il passo ad altri che avranno il coraggio di fare ciò che loro non vogliono fare.

Così, fermi in mezzo ad una strada, non si può più stare:

passa un tir e spazza tutto via, come fosse niente.

Spiegatelo a voi alla casta tutto questo, che a me, viene da ridere al solo pensiero.

Spiegatelo voi alla casta che napoli non può ne deve essere un territorio fuori legge.

Spiegate voi alla casta che non si può continuare a premiare un intero popolo che si rifiuta di governare i propri rifiuti a danno del prossimo suo, prossimo che viene ancora una volta punito rispetto a chi invece sbaglia, sapendo e volendo sbagliare.

Spiegatelo voi alla casta che in sicilia non si possono assegnare pensioni per dipendenti pubblici da centinaia se non migliaia di euro al giorno, che non si possono fare assunzioni di dipendenti pubblici il cui stipendio verrà pagato da altri popoli ed altri territori, costretti a tale umiliazione e tale mortificazione continua da una unità nazionale che appare sempre più un giogo impossibile da sopportare.

Spiegatelo voi alla casta che il settore pubblico non è un ammortizzatore sociale in toto e che non si può assorbire tutta la forza lavoro meridionale nel settore pubblico per far contente le mafie, ad esempio, che troveranno nella dirigenza della pubblica amministrazione dei conterranei, già abituati da secoli a chinare la schiena dinanzi alle prepotenze, a chiudere gli occhi sulle arroganze, a subire passivamente il ladrocinio e la corruzione da parte di coloro i quali abusano del potere pubblico, piegandolo a interessi, cure e mire che non gli sono propri, che non sono mai stati propri di uno stato democratico, legale, giusto, sicuro, liberale, civile e moderno.

Spiegatelo voi:

io non ne ho più voglia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Tag: , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un Commento