Degrado a Foggia : lo sfascio sociale

Mi è bastato meno di un mese per comprendere quale grado di degrado abbiano raggiunto le corporazioni sociali e le classi dirigenti foggiane negli ultimi sei anni.

In sei anni ho vissuto e lavorato in Veneto ed in Lombardia, arricchendo di esperienze la mia vita tanto da poter affermare di aver capito un po di più l’incomprensibile modello di pensiero italiano.

Ma quel che trovo qui a Foggia è squallore allo stato puro.

Il nulla guida la vita dei cittadini, il nulla esiste e persiste, un nulla foggiano che si è genuflesso codardamente al napoletano come al barese, al leccese o al romano o al siciliano di turno.

Gioco facile, troppo facile.

Dividere una classe dirigente che si vende da sempre per poco o nulla, erigendo una simile città del nulla, è cosa semplice fa realizzare.

Il grado di coscienza foggiano è pari o prossimo allo zero.

Non ci si riconosce nel prossimo foggiano, ma lo si tradisce anche gratuitamente, così, solo per conseguire il titolo di “vero foggiano”.

E dove credono di andare, cosa credono di cambiare, dove si vogliono avviare queste “menti illuminate” che non si ergono nemmeno mezzo metro dal suolo natio?

Beh, esattamente nella direzione in cui sono andati per questi sei anni di mia assenza:

in una discarica umana, sociale, politica ed economica.

Un posto di lavoro per il consenso, una promozione per il consenso, un appalto pubblico per il consenso.

Cosicché solo chi aveva il potere poteva raccogliere consenso.

E via, allora, alla caccia cieca e furiosa del consenso facile, del potere per il potere, promettendo tutto a tutti e portando invece il poprio risultato politico sull’altare di napoli o bari.

Venduti e Traditori.

Vili senza palle, mafiosi in doppio petto, capipopolo degni solo di un film di totò.

Anche la mafia locale esce sconfitta ed avvilita da questo quadro, con una leadership insicura e super protetta ed intimorita dalle nuove leve che, con una sniffata di cocaina di troppo, potrebbero dimenticare l’ordine mafioso e tentare la rapida scalata mafiosa con un sol colpo di pistola.

Ed escono sconfitti anche dal confronto con le bande di albanesi, rumeni e zingari cui, la ‘uasta (mafia storica foggiana), opponeva una forte difesa territoriale della foggianità, mentre questa società (la nuova mafia) del doppio petto e dell’edilizia, della droga e della usura, non si occupa più di faccende come l’onore e la foggianità, poiché hanno innalzato la loro unica bandiera dell’affare:

sono affari, solo affari.

Così, nemmeno la mafia difende più i foggiani e la foggianità.

Questi falsi capi popolo, questi finti politicanti, questi nemmeno cittadini, questi sudditi del forestiero non vogliono cambiare un bel nulla:

vogliono solo cambiare la faccia di chi ha il potere pubblico con la loro, senza cambiare nulla di tutto il resto, prassi, consuetudini e cattive maniere comprese.

Non c’è più nulla ormai da difendere.

Per questo motivo ho deciso di non unirmi a nessuna parte politica, posto che hanno fallito tutte, indistintamente.

Non sono di nessuno, perché nessuno a Foggia è in grado di garantire quel che chiedo.

Come non sono stati capaci di difendere la propria città ed il proprio popolo in questi sei anni.

Uno sfacio sociale ineguagliabile.

Uno sfascio totale senza precedenti.

E qualcuno vorrebbe anche il mio consenso politico od anche solo umano?

E qualcuno vorrebbe forse usare l’esca del posto di lavoro con uno che ne ha persi ben due in questa città per non doversi piegare ai mafiosi che imperano?

Devono tornare a nascere almeno cento volte e mangiare pane duro per decenni per arrivare solo ad intuire cosa io ho vissuto e capito in questi durissimi sei anni.

Non mi avrete.

Perché non potete pagare il prezzo che io chiedo.

Ed ora, continuate a fare il nulla che siete stati capaci di fare sinora:

solo ed esclusivamente il nulla pubblico e privato dei fatti vostri realizzati con l’abuso del potere pubblico, mentre la città affondava nel degrado più impossibile.

No pay?

No party!

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

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